{"id":629639,"date":"2018-04-23T15:50:16","date_gmt":"2018-04-23T14:50:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=629639"},"modified":"2018-04-24T09:47:19","modified_gmt":"2018-04-24T08:47:19","slug":"turchia-uninsegnante-la-guerra-carcere-sua-figlia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/04\/turchia-uninsegnante-la-guerra-carcere-sua-figlia\/","title":{"rendered":"Turchia: un&#8217;insegnante contro la guerra in carcere con sua figlia"},"content":{"rendered":"<p>L\u20198 gennaio del 2016, Ay\u015fe \u00c7elik si \u00e8 collegata in diretta ad un programma televisivo. La giovane insegnante nel suo intervento ha provato ad attirare l\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica sugli scontri in atto nel sud est della Turchia. Dopo questa telefonata la vita di \u00c7elik \u00e8 diventata un incubo.<\/p>\n<p>\u201cQui vengono uccisi i bambini e le madri. Voi artisti dovete essere sensibili in merito a quello che accade. Molti festeggiano l\u2019uccisione delle persone. Sono un\u2019insegnante e mi chiedo come faranno i colleghi che abbandonano la zona a guardare negli occhi i loro allievi quando rientreranno sul posto di lavoro. Purtroppo i media non raccontano correttamente quello che succede qui. Dovete prestare pi\u00f9 attenzione. La gente qui lotta contro la fame e non riesce a dormire a causa delle esplosioni. Vorrei che i bambini non morissero pi\u00f9 e le madri non piangessero pi\u00f9.\u201d<\/p>\n<p>Sono le parole di Ay\u015fe \u00c7elik pronunciate durante lo storico Beyaz Show, diretto dal comico Beyazit Ozturk, un programma di intrattenimento in diretta sul canale turco Kanal D ogni venerd\u00ec sera.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019intervento della giovane insegnante il presentatore Ozturk ha ringraziato gentilmente Celik e ha promesso che avrebbe prestato pi\u00f9 attenzione a quello che stava accadendo. Durante l\u2019intervento della giovane donna non sono mancati in studio gli applausi da parte del pubblico.<\/p>\n<p>Tuttavia il canale televisivo Kanal D non la pensava come il comico. In poche ore l\u2019ufficio stampa della storica emittente ha diffuso un comunicato con queste parole: \u201cSin dai primi giorni della sua fondazione Kanal D ha sempre sostenuto le politiche dello Stato\u201d. Va tenuto in considerazione che gli scontri in atto in numerose localit\u00e0 si svolgevano tra le forze armate dello stato e quelle vicine\/appartenenti al Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), definito come un\u2019organizzazione terroristica.<\/p>\n<p>Nel giro di poche ore Kanal D e Beyazit Ozturk sono stati accusati di \u201cdare spazio alla propaganda terroristica\u201d. Era evidente che il potere politico\/popolare non aveva nessuna voglia di sentire critiche su quello che accadeva in quei giorni nel sud est del paese. Cos\u00ec anche Ozturk si \u00e8 presentato davanti alle telecamere pronunciando queste parole: \u201cLa mia posizione \u00e8 risaputa, sono legato alla mia patria e alla mia bandiera. Pensavo che la signora fosse veramente un\u2019insegnante. Conosco ci\u00f2 che fa l\u2019organizzazione terroristica e l\u2019impegno della nostra polizia. Spero che Allah sia d\u2019aiuto alle nostre forze armate in zona. Chiedo scusa a tutti. Sono con il nostro popolo ed il nostro Stato\u201d.<\/p>\n<p>Mentre i media mainstream vicini al governo conducevano un\u2019aggressiva campagna contro Kanal D, Beyazit Ozturk e l\u2019insegnante che aveva preso la parola, il Procuratore della Repubblica della citt\u00e0 di Diyarbakir ha denunciato Ay\u015fe \u00c7elik con l\u2019accusa di \u201cpropaganda per conto di organizzazioni terroristiche\u201d.<\/p>\n<p>Il quotidiano nazionale Sabah, appartenente al gruppo edile Kalyon Holding, dove scrisse Berat Albayrak fino al 2015, il Ministro dell\u2019Energia nonch\u00e9 genero del Presidente della Repubblica, nel suo account ufficiale Twitter invitava l\u2019Ente Superiore per le Trasmissioni Audiovisive a prendere le necessarie misure nei confronti del canale e dello showman in questione.<\/p>\n<p>In quel momento il Ministero dell\u2019Istruzione divulgava l\u2019informazione secondo cui Ay\u015fe \u00c7elik non era un\u2019insegnante statale, ma un\u2019insegnante impiegata in un centro di istruzione popolare (tipo dopo scuola). Quindi ormai il messaggio che passava era chiaro: \u201cUna provocazione pianificata per fare propaganda al terrorismo\u201d.<\/p>\n<p>Il meccanismo attivato era cos\u00ec aggressivo che l\u201911 gennaio il Procuratore della Repubblica ha accettato la denuncia di un cittadino e ha aperto un\u2019inchiesta con l\u2019accusa di \u201cpropaganda al terrorismo\u201d contro Beyazit Ozturk.<\/p>\n<p>Ormai era chiaro: ascoltare, dare spazio, accogliere oppure discutere un messaggio su quello che accadeva era una cosa assolutamente inaccettabile. Mettere in discussione l\u2019operato delle forze armate dello Stato era un atto di propaganda terroristica.<\/p>\n<p>Il 16 gennaio un gruppo di studenti universitari appartenenti al collettivo \u00d6\u011frenci Kolektifleri ha partecipato tra il pubblico al Beyaz Show, ha aperto uno striscione in diretta e ha gridato degli slogan solidali con l\u2019insegnante Ay\u015fe \u00c7elik. La trasmissione \u00e8 stata interrotta, i manifestanti sono stati portati fuori dallo studio e tre di loro sono stati denunciati.<\/p>\n<p>Dopo un lungo percorso giuridico, il 1\u00b0 marzo del 2017 Ay\u015fe \u00c7elik \u00e8 stata condannata a 15 mesi di carcere, mentre i suoi sostenitori e Beyazit Ozturk sono stati assolti.<\/p>\n<p>Il 20 aprile del 2018, tre giorni prima della Festa dei Bambini, la giovane insegnante si \u00e8 consegnata alla polizia ed \u00e8 stata portata nel carcere di Diyarbakir con la sua bambina, Delan, che ha appena compiuto 6 mesi.<\/p>\n<p>Si attende ancora il parere della Corte Costituzionale e Mahsuni Karaman, l\u2019avvocato della giovane insegnante ha comunicato che far\u00e0 la necessaria richiesta per la scarcerazione sotto condizionale.<\/p>\n<p>Il caso di Ay\u015fe \u00c7elik ci fa capire cosa significhi, nella Turchia di oggi opporsi alle politiche dello Stato, parlare della vita dei bambini e difendere la vita delle persone.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u20198 gennaio del 2016, Ay\u015fe \u00c7elik si \u00e8 collegata in diretta ad un programma televisivo. 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Fruit of love of an immigrant couple in the former Ottoman city, she from Sebastia (Turkey) he from Batum (Georgia). Raised two steps away from the old Pera, between the Armenian and Jewish cultures. Big passion for photography, cinema, politics and inevitably journalism. After a short academic adventure in International Finance he landed in Italy back in 2001, first in Siena then in Turin, with the desire to study journalism, but he ended up attending Cinema and Television. He specializes in shooting and editing videos, photography and, lately, web marketing. Occasionally he writes in Turkey for the national magazine KaosGL, for the national daily Birgun and for various independent news portals such as Bianet and Sendika. In Italy he wrote for Il Manifesto and the monthly E-il mensile. He is one of the founders of the Glob011 monthly freepress, he worked for BabelMed and Prospettive Altre. Currently has collaborations with Pressenza and Caff\u00e8 dei Giornalisti. 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