{"id":62154,"date":"2013-07-23T23:43:30","date_gmt":"2013-07-23T22:43:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=62154"},"modified":"2013-07-23T23:44:59","modified_gmt":"2013-07-23T22:44:59","slug":"quello-che-fuoriesce-a-fukushima-e-uno-scampolo-di-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/07\/quello-che-fuoriesce-a-fukushima-e-uno-scampolo-di-verita\/","title":{"rendered":"Quello che fuoriesce a Fukushima \u00e8 \u2026 uno scampolo di verit\u00e0!"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/fukushima-600x450.jpg\" width=\"600\" height=\"450\" \/><p class=\"wp-caption-text\">foto TEPCO<\/p><\/div>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00c8 singolare che le cronache riprendano quasi a caso, ogni tanto, le notizie allarmanti che riguardano Fukushima: ma non sorprende. La gente (e i <i>media<\/i>) ormai vogliono la spettacolarizzazione e la drammatizzazione, la follia quotidiana non fa notizia: e l\u2019energia nucleare \u00e8 una follia quotidiana, per chi voglia seguirla; e non solo a Fukushima. Cos\u00ec si protrae la resistibile sopravvivenza di questa dannata forma di produzione di energia (ormai il cavallo di battaglia di qualche anno fa di un \u201crilancio\u201d \u00e8 un po\u2019 in disuso, <i>et pour cause<\/i>), e si protraggono tutti i problemi che essa comporta, a maggior profitto dei colossali interessi economici in gioco, e a molto minore vantaggio della sicurezza e degli interessi delle popolazioni locali e mondiale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Veniamo al dunque. A Fukushima si denunciano la fuoriuscita di acqua contaminata, l\u2019emissione di vapore, inspiegabile. Forse la minuscola novit\u00e0 \u00e8 che la Tepco abbia ammesso la fuoriuscita di acqua, precisando immediatamente \u201cnulla di preoccupante\u201d. Ma la realt\u00e0 \u00e8 che a Fukushima tutto \u00e8 inspiegabile e preoccupante, per la semplice ragione che nulla \u00e8 sotto controllo, e che ormai i dati sulla contaminazione e le conseguenze sanitarie sono stati talmente falsati, nascosti, manipolati fin dall\u2019inizio, che \u00e8 veramente difficile fare bilanci e previsioni serie. Ma le conseguenze sulla salute saranno gravissime, anche se difficili da calcolare, e costantemente sdrammatizzate dalle autorit\u00e0: del resto a Chernobyl c\u2019\u00e8 ancora chi ha la faccia tosta di parlare di poche decine di vittime!<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Riassumiamo brevemente i fatti, che forse la maggior parte della gente ha scordato, presa giustamente da preoccupazioni quotidiane, ma anestetizzata anche dal silenzio dei <i>media<\/i>. Nei tre reattori che erano in funzione a Fukushima al momento del sisma e del successivo tsunami \u00e8 avvenuto l\u2019incidente pi\u00f9 grave concepibile in una centrale nucleare, anzi tre: i noccioli dei tre reattori che erano in funzione sono fusi (<i>meltdown<\/i>), in misura diversa, nell\u2019unit\u00e0 n. 1 sembra totalmente, e il <i>corium<\/i> (nocciolo fuso) avrebbe perforato il <i>vessel<\/i> d\u2019acciaio e sarebbe penetrato nella base di cemento; nelle unit\u00e0 2 e 3 sembra comunque in percentuale molto alta. Ora, quello che accade al nocciolo fuso \u00e8 di avere completamente perduto la geometria, che \u00e8 la condizione essenziale per controllare la reazione a catena (con la regolazione delle barre di combustibile e del moderatore), e di essere quindi completamente fuori controllo. Il <i>corium<\/i> pu\u00f2 cambiare di forma, ed \u00e8 anche possibile che localmente si ristabiliscano condizioni di criticit\u00e0 con la ripresa della reazione a catena e tutte le sue conseguenze. Il problema \u00e8 che <i>nessuno \u00e8 in grado di dirlo<\/i>. Fuoriesce ogni tanto vapore? <i>Inspiegabile<\/i> appunto! O meglio, fin troppo spiegabile. Quanto all\u2019acqua contaminata che fuoriesce, forse il pubblico si \u00e8 scordato che, per i motivi spiegati sopra, i noccioli fusi devono essere continuamente raffreddati, perch\u00e9 solo nella configurazione geometrica regolare i normali circuiti di raffreddamento funzionano (e a Fukushima erano stati messi fuori servizio): e poich\u00e9 i <i>vessel<\/i> sono quanto meno incrinati, l\u2019acqua che \u00e8 stata in contatto con le parti pi\u00f9 gravemente radioattive del reattore esce contaminata. \u00c8 da quel d\u00ec che infuriavano le polemiche, mai chiarite fino in fondo, sulla decontaminazione dell\u2019acqua di raffreddamento, la sua raccolta, i serbatoi insufficienti, e via discorrendo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma non \u00e8 finita qui. Perch\u00e9 spero che qualcuno ricordi che a Fukushima, oltre alla fusione dei noccioli dei reattori, \u00e8 successo un incidente, anzi quattro, che nessuno si era mai aspettato: il grave danneggiamento delle piscine di disattivazione del combustibile esausto nelle unit\u00e0 n. 1, 2, 3, e anche n. 4, che era spenta ma la cui piscina ospitava il numero maggiore di barre di combustibile, in configurazione addensata (quindi pi\u00f9 pericolosa). Le barre di combustibile <i>esausto<\/i> non sono come le batterie elettriche esaurite, che si possono buttare (anche se pure in questo caso ci vogliono particolari precauzioni e smaltimento, per il loro contenuto altamente inquinante: anche se tanta gente le getta direttamente nella spazzatura!). Il combustibile esausto \u00e8 enormemente radioattivo, emette quantit\u00e0 enormi di energia, e deve essere custodito per lungo tempo immerso in piscine di disattivazione, continuamente raffreddato. Dopo di che . . . Dopo di che un corno! Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 soluzione. Praticamente tutto il combustibile esaurito lasciato dai reattori che hanno funzionato in questo mezzo secolo \u00e8 ancora custodito in questo modo, e non si sa pi\u00f9 letteralmente dove metterlo (ecco appunto la configurazione addensata); il tentativo di realizzare depositi geologici sicuri in cui immagazzinarlo per migliaia di anni per ora \u00e8 nel libro dei sogni, poich\u00e9 il progetto pi\u00f9 importante era stato fatto a Yucca Mountain negli Usa, ma dopo un decennio di lavori \u00e8 stato abbandonato perch\u00e9 non pu\u00f2 fornire le garanzie richieste (un progetto \u00e8 in corso in Finlandia, staremo a vedere). L\u2019alternativa \u00e8 peggiore del male, il <i>ritrattamento<\/i>, che accresce nella lavorazione la quantit\u00e0 di residui radioattivi e separa il plutonio, elemento che non esiste in natura ed ha un diretto interesse militare (cos\u00ec paesi come il Giappone e la Germania ne hanno accumulato decine di tonnellate, e potrebbero fare bombe atomiche domattina: altro che la Corea del Nord e l\u2019Iran). Ecco perch\u00e9 negli Usa, dal tempo di Carter (che era un ingegnere nucleare) il ritrattamento fu abbandonato, e adottato il \u201cmonouso\u201d (<i>once through<\/i>) del combustibile: ma con tutti i problemi di immagazzinamento.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tornando a Fukushima, i gravi danneggiamenti delle piscine di disattivazione sono stati un fatto nuovo, che ha gettato in allarme l\u2019industria nucleare in tutto il mondo (anche se fa finta di nulla, per cercare di continuare il <i>business as usual<\/i>). In particolare, a Fukushima il maggiore allarme riguarda la piscina dell\u2019unit\u00e0 n. 4 suddetta, che \u00e8 a rischio di crollo (quasi nessuno cita gli allarmi che si sono susseguiti da commissioni di esperti sui rischi di sismi di massima intensit\u00e0 in Giappone, dove praticamente tutti i reattori sono costruiti su faglie sismiche: ma l\u2019allarme vale per tanti altri paesi, nessuno \u00e8 in grado di prevedere se, quando e dove potr\u00e0 prodursi un forte terremoto).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Se quanto ho detto \u00e8 minimamente chiaro, penso che chiunque capisca che a Fukushima pu\u00f2 accadere praticamente di tutto, in modo imprevedibile, e . . . \u201cinspiegabile\u201d!<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma vista l\u2019attenzione attirata sull\u2019energia nucleare da questi allarmi, proviamo a richiamare anche la situazione generale. Che credo sconosciuta ai pi\u00f9. L\u2019energia nucleare \u00e8 uno <i>zombie<\/i> che perdura solo per i colossali interessi (oggi la costruzione di un reattore costa qualcosa come 6-8 miliardi di Euro!).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Cominciamo con un <i>quiz<\/i>. Ci ripetono che l\u2019energia nucleare \u00e8 necessaria, non ne possiamo fare a meno, se non vogliamo ritornare alla candela. Bene, c\u2019\u00e8 qualcuno che sa dire quanti dei 50 reattori nucleari che ha il Giappone (dopo che 4 sono fuori uso) sono in funzione dal 2011? Chi lo sa non suggerisca! Bene: <i><b>due!<\/b><\/i> E non ci giungono notizie che in Giappone sia aumentata la vendita di candele.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019energia nucleare nel 2011 copriva nel mondo appena il 2 % dei consumi totali di energia (i nuclearisti riportavano il 6 %, con l\u2019imbroglio di considerare l\u2019energia elettrica prodotta, con un rendimento medio attorno al 30 %: ma anche il 6 % non sembra una percentuale determinante). Nel 2012, dopo Fukushima, si \u00e8 registrata una netta flessione del numero di reattori in funzione nel mondo (nel solo Giappone, appunto, 48 sono fermi) e dell\u2019energia elettronucleare prodotta: flessione che sembra destinata a continuare.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il parco dei reattori esistenti nel mondo (ormai sotto i 400) invecchia, in gran parte ha superato i tempi della vita operativa prevista, se non si facesse di tutto per decretarne l\u2019allungamento della vita (con tutti i maggiori rischi che comporta, perch\u00e9 l\u2019enorme flusso neutronico per decenni ha deteriorato tutti i materiali; e in ogni caso una macchina vecchia \u00e8 soggetta a guasti crescenti), perch\u00e9 costruirne dei nuovi incontra sempre maggiori problemi. Da poco la IAEA ha denunciato i rischi di sicurezza che pongono i reattori che invecchiano (Reuters, <span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.reuters.com\/article\/2013\/07\/15\/us-nuclear-safety-iaea-idUSBRE96E0C820130715\">http:\/\/www.reuters.com\/article\/2013\/07\/15\/us-nuclear-safety-iaea-idUSBRE96E0C820130715<\/a><\/span><\/span>).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Non solo problemi di costi, come abbaiamo detto, ma per esempio sull\u2019incertezza dei tempi di costruzione: \u00e8 ormai diventato una barzelletta il reattore francese in costruzione in Finlandia, a Olkiluoto, dal 2003 che sarebbe dovuto entrare in funzione nel 2009, ma ha presentato una serie inenarrabile di problemi, nonch\u00e9 di aumenti dei costi, e non \u00e8 per nulla chiaro se verr\u00e0 finito nemmeno nel 2014. Si noti che questa incertezza dei tempi \u00e8 un problema esiziale, quando si immobilizzano miliardi di Euro che non rendono nei tempi previsti!<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Qui va tenuto presente che ogni incidente nucleare grave (Harrisburg, 1979; Chernobyl, 1986; Fukushima, 2011, per citare i pi\u00f9 gravi) comporta una profonda revisione delle norme e dei sistemi di sicurezza, con fermi dei reattori, e notevoli aumenti dei costi, e appunto dei tempi. Dal 1979 non \u00e8 mai riuscito un rilancio della costruzione di reattori negli Usa: per pi\u00f9 di tre decenni l\u2019industria elettrica privata non ha valutato conveniente ordinare reattori nucleari, e ora \u2013 malgrado gli sforzi, e l\u2019offerta di enormi sovvenzioni statali dei Presidenti Bush e Obama \u2013 le pochissime unit\u00e0 che sembrano in costruzione (il condizionale \u00e8 d\u2019obbligo, perch\u00e9 \u00e8 difficile chiarire a che livello di progettazione, o di autorizzazione, e di effettiva costruzione ci si riferisca) procedono con enorme lentezza. Germania e Svizzera avrebbero deciso di non costruire nuovi reattori dopo la chiusura di quelli in funzione (il condizionale \u00e8 d\u2019obbligo, poich\u00e9 le pressioni economiche sono sempre fortissime, ed \u00e8 bene non abbassare mai la guardia). In Gran Bretagna infuria la polemica, poich\u00e9 il governo vorrebbe a tutti i costi ordinare immediatamente due nuovi reattori alla francese Edf, ma quest\u2019ultima, oltre ad avere chiesto la bella cifra di 14 miliardi (di Sterline!), pretende un contratto capestro che le garantisca il prezzo protetto dell\u2019energia elettrica prodotta pi\u00f9 elevato della media per ben 35 anni! La polemica infuria (v. ad es. <i>Morning Star<\/i>, 7 luglio <span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.morningstaronline.co.uk\/news\/content\/view\/full\/135095\">http:\/\/www.morningstaronline.co.uk\/news\/content\/view\/full\/135095<\/a><\/span><\/span>). La bestia nera rimane la Francia, dove l\u2019industria nucleare \u00e8 un\u2019ossatura dell\u2019economia dello Stato, ed un vero tab\u00f9, intoccabile: Hollande si era impegnato a un ridimensionamento, ma la situazione non si schioda, malgrado il movimento di opposizione cresca, e i problemi si accumulino.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma <i>il bello<\/i> del nucleare viene dopo, un \u201cdopo\u201d che dura decenni, ma a ben vedere migliaia di anni. Perch\u00e9 le centrali nucleari una volta chiuse dovrebbero essere smantellate (<i>decommissioning<\/i>), e si dovrebbero conferire o trattare le enormi quantit\u00e0 di residui radioattivi (non solo <i>scorie<\/i>, perch\u00e9 il plutonio \u00e8 un <i>materiale<\/i> di enorme e pericolosissimo interesse strategico). Basti pensare all\u2019Italia, dove i 4 reattori che avevamo costruito sono chiusi da pi\u00f9 di un quarto di secolo: il <i>decommissioning<\/i> \u00e8 agli stadi iniziali, il combustibile esausto \u00e8 andato poco a poco in Francia per il ritrattamento (con i treni di trasporto radioattivo inviati alla chetichella, senza la dovuta informazione alle popolazioni attraversate, contestati dagli attivisti che lo hanno appreso ma vengono regolarmente manganellati), e un giorno ci verr\u00e0 \u201crestituito\u201d il plutonio; mentre gli altri residui radioattivi sono tuttora conservati in depositi \u201ctemporanei\u201d (!), il cui stato diviene sempre pi\u00f9 precario ed allarmante. D\u2019altra parte non \u00e8 mai stato costruito un deposito nazionale, dopo il tentativo del governo Berlusconi di imporlo nel 2003 a Scanzano Ionico, dove vi fu una rivolta delle popolazioni (tra l\u2019altro venne dichiarata per l\u2019occasione una \u201cemergenza nucleare\u201d che non \u00e8 mai stata revocata!).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Insomma, per concludere questa galoppata, <i><b>il nucleare \u00e8 una strada senza ritorno e senza uscite<\/b><\/i>. E per mezzo secolo l\u2019industria nucleare ha pensato solo al <i>business<\/i> di costruire nuove centrali, senza preoccuparsi minimamente della <i>coda<\/i> del ciclo nucleare, per cui i problemi si sono sempre accumulati, fino a diventare insostenibili.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Forse \u00e8 addirittura superfluo precisare che le considerazioni fatte per l\u2019energia nucleare nulla tolgono all\u2019esigenza, pressante, di sviluppare alternative energetiche. Ma questo discorso non pu\u00f2 essere affrontato qui.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 singolare che le cronache riprendano quasi a caso, ogni tanto, le notizie allarmanti che riguardano Fukushima: ma non sorprende. 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