{"id":61674,"date":"2013-07-18T23:15:45","date_gmt":"2013-07-18T22:15:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=61674"},"modified":"2013-07-18T23:35:20","modified_gmt":"2013-07-18T22:35:20","slug":"lincredibile-storia-del-giornalista-piu-ricercato-della-grecia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/07\/lincredibile-storia-del-giornalista-piu-ricercato-della-grecia\/","title":{"rendered":"L\u2019incredibile storia del giornalista \u201cpi\u00f9 ricercato\u201d della Grecia"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/VaxevanisKostas.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Kostas Vaxevanis\" src=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/VaxevanisKostas.jpg\" width=\"620\" height=\"413\" \/><\/a><p class=\"wp-caption-text\">Kostas Vaxevanis<\/p><\/div>\n<p>di Ingeborg Beugel \u2013 17 luglio 2013<\/p>\n<p><em>Vituperato nel suo paese e acclamato all\u2019estero, Kostas Vaxevanis \u00e8 quasi sicuramente il giornalista pi\u00f9 solo e perseguitato della Grecia. Si \u00e8 guadagnato una reputazione mondiale ed \u00e8 divenuto una spina nel fianco del governo dopo aver pubblicato la famigerata lista Lagarde dei ricchi greci potenziali evasori delle tasse. Questo saggio dell\u2019emin<\/em><em>ente giornalista olandese Ingeborg Beugel, che \u00e8 stata corrispondente di numerosi giornali e stazioni televisive olandesi in Grecia, \u00e8 un ritratto di una voce solitaria che grida nel deserto, di un uomo che teme per il futuro della democrazia greca.<\/em><\/p>\n<p>\u201cAl momento mi sento prevalentemente minacciato dal silenzio. Un silenzio assordante. Per un giornalista d\u2019inchiesta nulla \u00e8 peggio che essere ignorato. Non temo per me stesso, bens\u00ec per la nostra democrazia. E\u2019 in pericolo.\u201d Kostas Vaxevanis parla come un robot esaurito. Nei mesi recenti ha instancabilmente ripetuto in continuazione le stesse parole. A giornalisti stranieri, principalmente, perch\u00e9 la stampa greca non vuol pi\u00f9 sentir parlare di lui, cosa che, anche lui concorda, \u00e8 del tutto incomprensibile. Sin da quanto la prima pubblicazione della sua rivista Hot Doc ha denunciato le pratiche scandalose di una grande banca nel maggio dell\u2019anno scorso, ha rivelato uno scandalo dopo l\u2019altro. Ma nulla di ci\u00f2 \u00e8 stato raccolto dai suoi colleghi, nessuno dei quali pare disposto a occuparsi dei suoi articoli. Vaxevanis ha gi\u00e0 ricevuto due premi internazionali per il giornalismo, ma nemmeno un solo giornale greco, o una sola emittente del paese, ne ha parlato. \u201cAnche se noi greci, sciovinisti come siamo, siamo sempre i primi a strillare dai tetti quando un compatriota greco vince qualcosa all\u2019estero,\u201d sospira, con un sorriso ironico sul volto.<\/p>\n<p>Vaxenakis sembra un corrispondente di guerra, fumatore compulsivo, con la classica barba non rasata, cerchi neri attorno agli\u00a0 occhi e i capelli ravviati alla meno peggio, solo che non ha mai acceso una sigaretta in vita sua. C\u2019\u00e8 stato un tempo in cui era davvero uno dei pochi corrispondenti greci di guerra, in Medio Oriente e durante la guerra in Jugoslavia. Ora si trova su un campo di battaglia diverso: il suo stesso paese. E\u2019 ridicolizzato, sabotato, seguito, perseguitato, intercettato, minacciato, attaccato e ci sono stati tentativi di penetrare in casa sua, non certo da parte di comuni topi d\u2019appartamento. E\u2019 come se fosse finito in un cattivo film di Hollywood. \u201cE il problema \u00e8 esattamente questo. Nessuno crede a ci\u00f2 che ci sta succedendo. Ci sono cose che nemmeno pubblichiamo pi\u00f9, semplicemente perch\u00e9 cos\u00ec la gente continuer\u00e0 a prenderci sul serio.\u201d L\u2019ostilit\u00e0 \u00e8 prevalentemente contro di lui, ma egli parla costantemente di \u201cnoi\u201d: la squadra di Hot Doc e lui stesso.<\/p>\n<p><strong>Diffidenza e matematica come stile di vita<\/strong><\/p>\n<p>Ci troviamo negli uffici di Hot Doc, sotto la casa di Vaxevanis, nella periferia di Atene, vicino alla strada principale per Lamia. Non \u00e8 luogo accessibile facilmente. Il taxi vi lascia in prossimit\u00e0 di un edificio. Da l\u00ec telefonate a un numero segreto e un giovane verr\u00e0 a prendervi. Lungo una strada sterrata arrivate finalmente di fronte a un grande muro, con un cancello di ferro; nessuna insegna, nessun nome, solo telecamere di sorveglianza dappertutto e quattro pastori tedeschi di guardia.<\/p>\n<p>\u201cAbbiamo dovuto lasciare il centro della citt\u00e0; stava diventando troppo rischioso. Grazie al numero enorme di vendite del numero con la lista Lagarde abbiamo avuto finalmente dei soldi, cos\u00ec, insieme con un architetto amico mio, ho convertito il seminterrato di casa mia in una redazione\u201d, dice con un accenno di soddisfazione nella voce. E a ragione. La casa \u00e8 situata in un quartiere idilliaco, circondato da rigogliose buganvillee e da alti alberi. All\u2019esterno delle finestre della stanza spaziosa c\u2019\u00e8 un\u2019ampia terrazza; sotto, una piscina ultimata a met\u00e0, i soldi erano finiti. Dietro la porta si pu\u00f2 sentire il brusio dei dodici redattori, interamente assorbiti nelle loro telefonate ed email in quello che costituisce uno degli spazi di lavoro dall\u2019aspetto pi\u00f9 piacevole e fresco che si possa immaginare, il che \u00e8 in s\u00e9 un\u2019eccezione rispetto alle redazioni greche, prevalentemente lugubri, rumorose e fumose. Hot Doc pu\u00f2 essere nel mezzo di un inferno, ma \u00e8 situato in un paradiso.<\/p>\n<p>Vaxevanis, quarantasettenne figlio di un operaio edile e di una casalinga, ha studiato un tempo matematica e in realt\u00e0 \u00e8 finito nel giornalismo per caso. E\u2019 stato nel 1988, l\u2019anno in cui il carismatico primo ministro greco Andreas Papandreou \u2013 fondatore del partito socialdemocratico (PASOK) che fu la prima forza politica di sinistra a vincere le elezioni greche con una valanga di voti nel 1981 \u2013 era stato chiamato in giudizio per uno scandalo di peculato. Era stato assolto, ma il danno ormai era fatto. Il popolo greco aveva sempre saputo che la destra era corrotta, ma improvvisamente venivano cancellate per sempre tutte le speranze che la sinistra fosse migliore.<\/p>\n<p>\u201cQuell\u2019anno decise della mia vita. La sinistra era caduta in disgrazia, il popolo era stato defraudato, gli elettori traditi. La gente anelava alla democrazia. Questa \u00e8 una delle cose che voi del nord tendete a dimenticare: la Grecia non ha mai conosciuto una vera democrazia. Anche dopo l\u2019ultima giunta militare la nostra democrazia \u00e8 sempre stata menomata, zoppicante su un piede solo. Papandreou aveva fatto ogni sorta di promesse, l\u2019immaginazione era al potere, vedevamo il mondo attraverso occhiali rosa. E improvvisamente c\u2019erano questi \u201cnuovi ricchi\u201d politici, questo populismo. Tutti non facevano che appropriarsi della democrazia per i propri interessi e commettevano reati nel nome della democrazia. Papandreou era appoggiato dal giornale Avriani, di propriet\u00e0 di un magnate amico suo. Fu cos\u00ec che iniziarono un rapporto insano e un conflitto d\u2019interessi tra la dirigenza greca e la stampa. L\u2019\u201davrianismo\u201d era rampante, era pi\u00f9 che populista, era quasi fascista. Sia la sinistra sia la destra apparivano marce. Divent\u00f2 una specie di guerra civile: tutto era deciso dall\u2019avversario. Se non sei con noi, sei contro di noi. In quel senso i greci non hanno mai vissuto un Illuminismo. Da giovane giornalista mi sono immediatamente tuffato in profondit\u00e0. Non ho pi\u00f9 avuto fiducia in nessuno.\u201d<\/p>\n<p>Diffidenza e matematica, sono stati questi gli ingredienti del tipo di giornalismo di Vaxevanis. \u201cE\u2019 una filosofia, un modo di vivere, che ho sempre conservato\u201d, dice. Oggi continua a essere ferocemente critico del giornalismo scandalistico greco. E Vaxevanis sa di cosa parla. Ha lavorato per o con le principali organizzazioni mediatiche greche, tra cui quasi tutti i giornali seri e la maggior parte delle stazioni radio e televisive. Nel 2011 e 2012 la sua casa di produzione, To Kouti Pandoras (Il vaso di Pandora), ha trasmesso notizie e articoli di sfondo alla ERT, l\u2019emittente pubblica greca.<\/p>\n<p>Non vuole pi\u00f9 ripensarci. \u201cOgni settimana era un disastro. Minacciavano in continuazione di non trasmettere i nostri articoli. Dopotutto quasi tutti i nostri articoli trattavano di scandali di ministri, membri del parlamento o banche. Prima, quando ancora lavoravo per le emittenti commerciali, avevo lo stesso tipo di problemi. A volte un ministro o un politico chiamava il direttore perch\u00e9 non gli piaceva qualcosa, ed io ero convocato nell\u2019ufficio del capo. A volte la cosa finiva in niente, a volte no. Ma il problema con la ERT \u00e8 che non c\u2019erano neppure ministri o parlamentari che chiamavano; no, semplicemente il direttore decideva per conto suo che i nostri servizi non potevano essere trasmessi. Pura autocensura. Non semplicemente censura imposta dall\u2019esterno, ma del tutto interiorizzata. Ora questo \u00e8 male. Ed \u00e8 qualcosa che fa infuriare.\u201d<\/p>\n<p>Quando alla fine solo 12 servizi su 36 andarono in onda in televisione, dopo una lotta apparentemente infinita e una serie di scontri esplosivi, Vaxevanis decise che quando \u00e8 troppo \u00e8 troppo. Prese la sua intera squadra di ricerca composta da ragazzi geniali e avvi\u00f2 la sua rivista, con un bilancio di 6.000 euro, sia a stampa sia in rete. I guai cominciarono gi\u00e0 prima della pubblicazione del primo numero, il 24 maggio 2012.<\/p>\n<p><strong>Intercettazioni, introduzione di droga e altri complotti sinistri<\/strong><\/p>\n<p>In un comunicato stampa pochi giorni prima Hot Doc aveva preannunciato il grande scandalo del settore bancario \u2013 riguardante prestiti non garantiti, oscure societ\u00e0 all\u2019estero, e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta \u2013 di cui si sarebbe occupato il primo numero. Improvvisamente il 23 maggio hanno cominciato a emergere dovunque, su siti web, su blog e persino su giornali, fotografie di un assegno con la firma di Vaxevanis: prova del fatto che egli aveva ricevuto 50.000 euro dall\u2019agenzia dei servizi segreti greci EYP. L\u2019EYP \u00e8 odiata e temuta in Grecia per la persecuzione prevalentemente di gente di sinistra e comunisti in precedenza, durante e dopo la giunta militare. Chiunque sia solo sospettato di avere qualcosa a che fare con l\u2019EYP, semplicemente non pu\u00f2 essere creduto. Vaxevanis ha tentato tutto il possibile per riabilitare il suo nome, scrivendo articoli focosi, citando in giudizio blogger per diffamazione e false dichiarazioni, ma nulla ha funzionato. Le sue accuse sono state dichiarate sistematicamente \u201cinammissibili\u201d dai pubblici ministeri, mentre le accuse contro di lui erano accettate. Ha combattuto una battaglia persa. Il resto della stampa non ha raccolto alcuna delle sconvolgenti rivelazioni di Hot Doc, anche se il suo primo numero ha venduto 22.000 copie; molte per un paese piccolo come la Grecia e sufficienti per la sopravvivenza della rivista.<\/p>\n<p>Nel frattempo hanno cominciato a succedere cose strane. Le telefonate erano intercettate, Vaxevanis era seguito. I cani hanno trovato quattro uomini che giravano nel giardino. La polizia veniva chiamata ma finiva per recarsi all\u2019indirizzo sbagliato, consentendo la fuga degli intrusi. Quell\u2019incidente, almeno, \u00e8 sembrato provocare una qualche eccitazione nei media, che sono stati rapidi nell\u2019aggiungere che \u201cci sono stati un mucchio di furti\u201d ultimamente nel quartiere, cosa di per s\u00e9 sfacciatamente falsa. Alla fine Hot Doc si \u00e8 trovato sotto pressione \u2013 e persino minacciato \u2013 dalle grandi banche greche.<\/p>\n<p>Vaxevanis: \u201cAvevamo detto fin dall\u2019inizio che non potevamo accettare pubblicit\u00e0 dal governo o dalle banche. Alle banche non \u00e8 piaciuto. Ma le cose vanno cos\u00ec male oggi che se una banca qui pubblica qualcosa su un giornale, quel giornale non pu\u00f2 pi\u00f9 criticarla. Su tutti i giornali greci si vede oggi pubblicit\u00e0, dove invece dovrebbero esserci articoli e rivelazioni. C\u2019\u00e8 un conflitto d\u2019interessi nauseante tra banchieri, uomini d\u2019affari, industriali e politici da una parte, e giornalisti dall\u2019altra. Ad esempio: in nessun altro paese ci vogliono tante licenze governative come in Grecia, dove se ne ha bisogno praticamente per ogni cosa. Anche se si vuole aprire semplicemente un chiosco o un banchetto di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Souvlaki\">souvlaki<\/a>, lo si pu\u00f2 fare solo con una licenza valida pochi anni. Le emittenti commerciali hanno solo licenze annuali. Ogni anno devono andare a leccare i piedi al governo per chiedere una proroga della loro licenza. Se si critica il governo non la si ottiene. L\u2019ERT \u00e8 comunque un canale politico: il consiglio di amministrazione \u00e8 nominato direttamente dal governo. E perci\u00f2 nessun giornalista fa quel che dovrebbe fare: controllare il potere e rivelarne gli abusi. E nessuno sembra arrabbiarsi o essere turbato per questo. L\u2019indifferenza \u00e8 diffusa.\u201d<\/p>\n<p>Nel corso dell\u2019estate, improvvisamente una signora ha chiamato Hot Doc dicendo di voler parlare con Vaxevanis per \u201cuna questione di vita o di morte\u201d. Vaxevanis la chiama \u201cMaria\u201d. Maria era impaurita. Impaurita perch\u00e9 era stata coinvolta in qualcosa che poteva finire male, non solo per Vaxevanis, ma anche per lei. Dopo alcuni dubbi iniziali e intense discussioni, il comitato editoriale di Hot Doc ha deciso di ascoltare il suo racconto: lei affermava di essere la donna che aveva falsificato la firma sull\u2019assegno dell\u2019EYP; ha parlato di assassini dalla Macedonia che volevano uccidere Vaxevanis; di un gruppo di ex agenti segreti dell\u2019EYP e dei servizi segreti macedoni che avevano avviato una loro attivit\u00e0 e che, lavorando per un banchiere \u2013 il \u201cPezzo Grosso\u201d \u2013 erano intenti a diffamare con falsi documenti non solo Vaxevanis, ma anche un giornalista tedesco della Reuters; di un furto riuscito alla Reuters e in un altro furto progettato presso Hot Doc; del grande banchiere per il quale lei lavorava e che aveva affittato uno spazio vicino agli uffici di Hot Doc quando il giornale aveva ancora sede ad Ambelokipi, nel centro di Atene, e di come intercettavano e spiavano Vaxevanis da l\u00ec; di come avessero ricevuto il compito di mettere della droga nell\u2019auto di un ex dipendente della banca del Pezzo Grosso che stava progettando di rivelare prove incriminanti circa le pratiche della banca; e di molto, molto altro, tra cui altri piani e operazioni per screditare numerosi altri giornalisti e anche politici.<\/p>\n<p>Per molti mesi la squadra di Hot Doc ha cercato, nella massima segretezza, di verificare il racconto di Maria. La donna aveva prove di tutto: documenti ufficiali e falsificati, i fogli su cui si era esercitata a falsificare la firma di Vaxevanis, gli assegni che aveva ricevuto dall\u2019EYP per falsificarli, foto dell\u2019auto della \u2018talpa\u2019 su cui dovevano mettere l\u2019eroina, biglietti marittimi per l\u2019isola su cui l\u2019auto era parcheggiata, persino registrazioni su CD, chiaramente udibili, di conversazioni tra i suoi disgustosi colleghi, che tramavano e discutevano un\u2019ampia variet\u00e0 di complotti.<\/p>\n<p>Vaxevanis continua a parlare con franchezza, nonostante la mia incredulit\u00e0: \u201cTutte le prove sono depositate da un notaio. Abbiamo consegnato il dossier completo al procuratore a settembre. Maria \u00e8 oggi una testimone inserita in un programma di protezione, da qualche parte, fuori da Atene. Dopo di ci\u00f2 abbiamo pubblicato l\u2019intera storia su Hot Doc, nella misura del possibile senza fare nomi. No, no. Non posso dirti il nome del banchiere. E\u2019 compito del Dipartimento della Giustizia.\u201d<\/p>\n<p>Entra uno dei redattori per recarsi nel bagno vicino alla cucina. Un paio di altri vuol fare del caff\u00e8. Lo possono fare. Vaxevanis li guarda con notevole affetto, come se fossero i suoi figli. Quando se ne sono andati, ritorna a occuparsi di me. Improvvisamente appare esausto. Non ha ancora saputo nulla dal Dipartimento della Giustizia e non ha idea se stia investigando, e su cosa. La stampa greca, dopo la pubblicazione di questa storia incredibile, ha continuato a rifiutarsi di dire una parola? Vaxevanis ha un\u2019alzata di spalle. \u201cNo. N\u00e9 un solo giornale, n\u00e9 una sola stazione televisiva ha prestato attenzione. Solo la stampa all\u2019estero. E chi ci segue su Twitter e Facebook. Senza il sostegno di giornali stranieri famosi e senza i media sociali, non andremmo da nessuna parte.\u201d<\/p>\n<p><strong>Una chiavetta USB ottenuta in modo improprio, piena di dati compromettenti<\/strong><\/p>\n<p>Il settembre del 2012 \u00e8 stato un mese impegnativo. E\u2019 il mese in cui Vaxevanis \u00e8 stato avvicinato da \u201cqualcuno\u201d ai primi posti nella cosiddetta lista Lagarde. In quel momento nessuno sapeva dell\u2019esistenza della lista. Anche se altri paesi della periferia meridionale dell\u2019Europa avevano ricevuto liste simili da Christine Lagarde, che all\u2019epoca era ancora il ministro delle finanze francese e che oggi dirige il FMI. E\u2019 successo tre anni fa. Un certo Falcani, un dipendente della HSBC in Svizzera aveva lasciato la banca portando via con s\u00e9 una serie di documenti che elencavano i nomi, i numeri di conto e le somme depositate da cittadini ricchi dei paesi dell\u2019Europa meridionale: potenziali evasori fiscali. \u00a0Falcani, in modo piuttosto improprio, aveva passato le informazioni alla Lagarde che a sua volta le aveva passate ai suoi colleghi dell\u2019Europa meridionale su una serie di chiavette USB. Italia, Spagne e Portogallo avevano immediatamente cominciato a lavorare sulle liste, e avevano recuperato miliardi di euro di tasse. Vaxevanis non era mai venuto a conoscenza dell\u2019informazione fino a quando non aveva ricevuto la lista di 2.059 nomi greci e i dati accompagnatori. No, nessuno sa come sia arrivata, aggiunge con una strizzata d\u2019occhio; solo lui e la sua fonte. E, no, non ha mai incontrato la sua fonte di persona. \u201cMa penso di sapere chi \u00e8. Non conosco le sue motivazioni, ma credo siano pure e oneste,\u201d dice severamente Vaxevanis. Mi ricorda il Watergate. Nemmeno Bernstein incontr\u00f2 di persona la sua gola profonda.<\/p>\n<p>Quando ha visto il documento, Vaxevanis \u00e8 quasi caduto dalla sedia: la lista conteneva i nomi di numerosi ben noti uomini d\u2019affari, sviluppatori immobiliari, politici, giornalisti, avvocati, ex primi ministri, ex segretari di stato e membri degli attuali dirigenti governativi greci. Inoltre tutti i proprietari di stazioni radio e televisive commerciali greche sono risultati collegati alla lista, in un modo o nell\u2019altro. Si \u00e8 reso conto di essere seduto su una bomba. Dopotutto, come avrebbe reagito il popolo greco a una lista di potenziali evasori fiscali, contenente i nomi di quelle stesse persone che stavano allora tagliando i salari e le pensioni, imponendo una tassa odiosa dopo l\u2019altra, e tutto mentre depositavano i loro soldi in conti bancari all\u2019estero?<\/p>\n<p>Dopo tutto ci\u00f2 che aveva attraversato, Vaxevanis non potevano permettersi il minimo errore. Innanzitutto ha chiamato alcuni suoi conoscenti che erano anch\u2019essi sulla lista. E\u2019 emerso che sapevano gi\u00e0 dell\u2019esistenza della lista, perch\u00e9, dopo aver scoperto ci\u00f2 che aveva fatto Falcani, la HSBC aveva telefonato singolarmente a ciascuno dei suoi ricchi clienti dell\u2019Europa meridionale per avvertirli e per offrir loro di chiudere i conti. Molti lo avevano gi\u00e0 fatto. E, a parte ci\u00f2, avevano ovviamente mantenuto un silenzio di tomba. Ma con Vaxavanis non potevano pi\u00f9 restare zitti: \u201cForse perch\u00e9 avevano chiuso i conti tanto tempo prima si erano immaginati di sentirsi al sicuro? Ma, ovviamente, non importa. Quei conti li avevano avuti. Molti dei conti erano conti di transito per canalizzare il denaro altrove. Ci\u00f2 \u00e8 accaduto in gran parte durante la preparazione dei Giochi Olimpici di Atene, nel 2004, quando l\u2019\u00e9lite greca si \u00e8 arricchita vergognosamente. Tutto ci\u00f2 va indagato. Il fatto di avere solo 10.000 euro sul conto non significa che domani non possano essercene cinque milioni, o che non ci siano stati cinquanta milioni in qualche momento del passato.\u201d<\/p>\n<p>Successivamente Vaxevanis ha messo la sua intera squadra al telefono, perch\u00e9 un pugno di conferme chiaramente non sarebbe stato sufficiente per pubblicare la storia. Dopo giorni di lavoro avevano chiamato circa mille persone, registrando tutte le conversazioni e documentando tutto. Si sono consultati con avvocati ed esperti legali e hanno deciso una strategia. Tutti hanno dovuto giurare segretezza e assolutamente nulla doveva emergere prima della pubblicazione. Hot Doc decideva di pubblicare solo i nomi, non i numeri di conto, per non parlare delle somme depositate, perch\u00e9 ci\u00f2 sarebbe stato perseguibile per legge come violazione della riservatezza.<\/p>\n<p>Adesso gli occhi di Vaxevanis brillano di gioia. Per un momento sembra proprio un ragazzino: \u201cFino a oggi nessuno sa come siamo riusciti a pubblicare quel numero in tale massima segretezza. La nostra stamperia appartiene a Bobolas, il magnate dei media, proprietario della gigantesca stazione commerciale MEGA. E\u2019 successo il 28 settembre, nel cuore della notte. L\u2019edificio era circondato e protetto dai nostri; gli operai e i tecnici non sapevano nulla, salvo un paio di nostri amici all\u2019interno. Alcune delle stampe non erano riuscite bene, cos\u00ec abbiamo dovuto portarle via. Normalmente le copie non riuscite si gettano, ma noi le abbiamo immediatamente bruciate. Abbiamo caricato i camion da soli e ne abbiamo accompagnati alcuni a distribuire tutto. Eravamo esausti, non dormivamo da una settimana. Ma tutto \u00e8 andato perfettamente.\u201d<\/p>\n<p>E poi \u00e8 esplosa la bomba.<\/p>\n<p><strong>\u201cUccidere il messaggero: \u00e8 cos\u00ec che si fa in Grecia\u201d<\/strong><\/p>\n<p>A Vaxevanis era stato detto che sarebbe stato arrestato ancor prima che le copie di Hot Doc arrivassero nelle edicole. Lo aveva saputo da amici. La polizia si era presentata all\u2019ufficio a cercarlo. Lui si era recato in casa di conoscenti per consultare i suoi avvocati. Poich\u00e9 il telefono era intercettato, le autorit\u00e0 hanno scoperto rapidamente dove si trovava. Vaxevanis sembra amaro ora: \u201cPare che si siano presentati con cinquanta agenti. Sono stati aggressivi, tirannici, come se io fossi un qualche genere di delinquente. E hanno fatto molto in fretta ad arrestarmi, diversamente dalla loro reazione fiacca con il parlamentare dell\u2019estrema destra, del partito dell\u2019Alba Dorata, accusato di aver schiaffeggiato un collega parlamentare. Nel suo caso c\u2019\u00e8 voluta una settimana per arrestarlo.\u201d Solo per un attimo Vaxevanis alza la voce. Poi continua su un tono pi\u00f9 rassegnato: \u201cAh, beh, \u00e8 come ha scritto il New York Times: qui non si perseguono gli evasori fiscali, i pesci grossi, ma si perseguono i giornalisti che li denunciano. Semplicemente si uccide il messaggero. E\u2019 cos\u00ec che si fa in Grecia.\u201d<\/p>\n<p>Il giorno successivo Vaxevanis \u00e8 stato accusato di violazione della riservatezza delle persone sulla lista Lagarde. E\u2019 stato immediatamente assolto, di fronte alle telecamere e ai microfoni dell\u2019intero corpo della stampa straniera. I suoi avvocati avevano gi\u00e0 sostenuto, senza successo, che le accuse erano piene d\u2019incongruenze procedurali: mancava la firma del pubblico ministero sull\u2019atto d\u2019accusa, per esempio, e non era stata presentata come prova neppure una copia di Hot Doc. Ma niente di ci\u00f2 \u00e8 sembrato importare. Solo dopo l\u2019assoluzione, il pubblico ministero ha improvvisamente ammesso che erano stati commessi degli errori. Contro ogni norma e procedura, l\u2019accusa ha deciso di non appellarsi, bens\u00ec di avviare un nuovo processo il 10 giugno; una mossa senza precedenti nella storia giudiziaria del paese. All\u2019estero c\u2019\u00e8 stata indignazione e, per una volta, anche un solitario giornale greco \u00e8 stato d\u2019accordo.<\/p>\n<p>Il genio, comunque, era fuori dalla lampada. Il popolo greco, con la schiena spezzata da migliaia di tagli e tasse, si \u00e8 assolutamente indignato. Si \u00e8 sentito tradito sino in fondo. Hot Doc ha conquistato istantaneamente fama nazionale e si \u00e8 venduto in tutto il paese. Il governo non ha potuto ignorare oltre l\u2019indignazione popolare e ha deciso di avviare un\u2019inchiesta parlamentare, cosa che in Grecia avviene raramente e che, diversamente da altri paesi, ha luogo a porte chiuse. E\u2019 stata messa ai voti la citazione del solo ex ministro delle finanze, Papacostantinou, del partito conservatore al governo, e non il suo successore \u2013 Venizelos, del PASOK, pure nella coalizione governativa \u2013 che, anche lui, aveva \u201cperso\u201d la lista e che, come \u00e8 emerso, ha avuto addirittura la chiavetta USB in giro per casa sua per un certo tempo. Meglio fare lo sforzo erculeo di spostare la responsabilit\u00e0 su un solo ex ministro, devono aver ragionato quelli al governo, in modo che l\u2019intero affare potesse essere scaricato come un \u201cincidente\u201d, piuttosto che rischiare di far cadere l\u2019intera coalizione al potere.<\/p>\n<p>Per aggiungere la beffa al danno, un\u2019ulteriore indagine ha rivelato che la lista pubblicata da Hot Doc non corrispondeva all\u2019originale di Parigi. La lista parigina comprendeva 2.062 nomi, mentre la versione di Hot Doc, proveniente dall\u2019ufficio del ministro, ne conteneva \u201csolo\u201d 2.059. Mancavano i nomi di tre membri della famiglia del ministro, dando di che pensare. Il pubblico, ovviamente, ha rudemente accusato Papaconstatinou di aver cancellato di proposito i nomi dei membri della propria famiglia e lo ha trascinato impietosamente nel fango. Il ministro ha negato di aver alterato la lista e afferma di essere stato incastrato.<\/p>\n<p>Vaxevanis fa una smorfia: \u201cIl problema non sono quei tre nomi. Il punto \u00e8 che in questo paese la lista pu\u00f2 semplicemente sparire per tre anni, senza che nessuno faccia qualcosa al riguardo. Mentre la Grecia barcolla cieca sull\u2019orlo dell\u2019abisso e i bambini a scuola sono costretti a rovistare nella spazzatura per mangiare, il governo permette che gli evasori fiscali la facciano franca impuniti. E\u2019 inaccettabile.\u201d Si aspetta qualcosa dalla commissione parlamentare? \u201cNiente del tutto. Tre membri della commissione sono essi stessi collegati alla lista. Non ne scrive neanche un\u2019anima. Il presidente della commissione \u00e8 stato una volta coinvolto in una causa legale per aver acquistato elicotteri per gli incendi forestali a tre volte il prezzo normale. Sarebbe finito in tribunale, ma grazie alla legge sull\u2019immunit\u00e0 dello stesso Venizelos che oggi \u00e8 sfuggito all\u2019incriminazione, il suo caso \u00e8 stato giudicato inammissibile per intervenuta prescrizione. Mentre per un cittadino normale i procedimenti legali scadono dopo un periodo di vent\u2019anni, per un ministro ci\u00f2 avviene dopo solo un anno. Sar\u00e0 la stessa storia con Papaconstatinou. Troveranno certamente qualcosa; sar\u00e0 portato davanti alla massima corte e il caso scadr\u00e0 a causa della prescrizione. E\u2019 un insabbiamento.\u201d Quanto al proprio processo del 10 giugno, Vaxevanis \u00e8 stato sprezzante: \u201cSe questa volta mi condanneranno non pagher\u00f2 la sanzione; voglio andare in prigione. Vedremo cosa succeder\u00e0, allora. Agir\u00f2 da dietro le sbarre e il mondo intero guarder\u00e0 alla Grecia.\u201d<\/p>\n<p><strong>\u201cIl nostro presidente \u00e8 diventato un esattore di debiti\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Nel frattempo, mentre scrivevo questo articolo, ha avuto luogo il processo a Vaxevanis. E\u2019 finito in modo piuttosto deludente: questa volta il giudizio finale \u00e8 stato rimandato all\u20198 ottobre. Ancora una volta l\u2019intera faccenda \u00e8 stata piuttosto goffa. I testimoni pi\u00f9 importanti di Vaxevanis erano assenti per motivi legittimi. Anche due dei suoi tre avvocati non hanno potuto presenziare; uno di loro, ironicamente, perch\u00e9 doveva lavorare all\u2019indagine parlamentare sulla lista Lagarde. In una situazione simile \u00e8 normalmente prassi consolidata \u2013 in effetti, una questione di routine \u2013 concedere immediatamente il rinvio. Ma sia il pubblico ministero sia il giudice hanno richiesto che il processo continuasse. Dopo ore di tira e molla, e con enormi difficolt\u00e0, l\u2019unico avvocato di Vaxevanis disponibile \u00e8 riuscito a ottenere il rinvio formale. Nell\u2019aula accanto un membro dell\u2019Alba Dorata, accusato di gravi violenze fisiche, ha ottenuto diversi mesi di rinvio nel giro di cinque minuti. Insolitamente e diversamente dalla volta precedente, al processo ha presenziato si \u00e8 no qualche membro della stampa internazionale. Vaxevanis, sentito al telefono: \u201cSono stato vicinissimo a essere giudicato senza testimoni, senza avvocati e nessuno avrebbe detto una parola.\u201d<\/p>\n<p>Cos\u00ec Vaxevanis la scorsa settimana \u00e8 ricorso a Twitter e Facebook, lamentando sul sito di To Kouti Pandoras il trattamento scorretto ricevuto, le violazioni della legge e dei principi democratici che ancora una volta non erano stati rispettati, e ha risposto pazientemente a tutte le domande dei giornalisti stranieri che gli \u00e8 stato possibile. Tutto invano. Il giorno dopo, l\u2019attenzione del mondo \u00e8 stata dirottata alla spettacolare chiusura dell\u2019emittente pubblica ERT. Il primo ministro Samaras, del partito conservatore Nuova Democrazia, ha semplicemente deciso \u2013 tutto da solo, senza consultare i suoi partner della coalizione democratica, PASOK e DIMAR \u2013 di mandare immediatamente a casa i 2.656 dipendenti dell\u2019ERT chiudendo l\u2019emittente. In quel modo \u00e8 riuscito anche a eludere le migliaia di procedure complesse e protratte di licenziamento che si applicano ai funzionari pubblici greci.<\/p>\n<p>In serata la polizia antisommossa ha fatto irruzione nella sede della ERT \u2013 senza alcun preavviso \u2013 per letteralmente staccare la spina alla stazione televisiva. Greci ignari in tutto il paese hanno visto oscurarsi i loro schermi televisivi. Dopo mezzanotte l\u2019emittente, presso la sua direzione generale di Atene \u00e8 stata attaccata, in una scena evocativa dei giorni bui dell\u2019occupazione nazista e della giunta militare. Secondo Samaras la ERT era un \u201cfocolaio di opacit\u00e0, cattiva gestione, frodi e corruzione\u201d e la sua chiusura era \u201cla sola scelta\u201d. Venendo da Samaras, queste osservazioni sono apparse tanto pi\u00f9 ironiche. Dopotutto, ogni singolo governo greco precedente aveva distribuito ingiustificatamente posti di lavoro presso la ERT ai propri amici, dopo le relative vittorie elettorali. Dopo le elezioni del giugno 2012, lo stesso Samaras aveva nominato sino a 28 persone nel consiglio della ERT, remunerate con salari eccessivamente elevati.<\/p>\n<p>Vaxevanis, che aveva lasciato a suo tempo la ERT per disgusto, sta ora appoggiando i lavoratori licenziati della ERT che hanno occupato le loro sedi e che continuano a trasmettere via Internet. Ho deciso di chiamarlo un\u2019ultima volta. Non erano una banda di vigliacchi autocensori? Non erano schiavi del governo? Non erano del tutto ingestibili? Una chiusura radicale e una ripartenza da zero la sola speranza per una futura emittente greca ben funzionante e giornalisticamente indipendente? Vaxevanis, ora schiumante di rabbia: \u201cTutto vero. Ma sotto quell\u2019amministrazione corrotta c\u2019era un pugno di giornalisti molto competenti e motivati, produttori di programmi e tecnici che, nonostante tutto, cercavano di fare il loro lavoro meglio che potevano. Adesso sono stati sacrificati. Non \u00e8 un problema della nostra emittente: \u00e8 un problema della nostra democrazia. Questa \u00e8 l\u2019ennesima decisione del governo che Samaras ha fatto passare per decreto, senza alcun dibattito in parlamento, senza proporre alcuna legge. Proprio come succedeva nella repubblica di Weimar. Il presidente avrebbe potuto opporsi, ma egli stesso \u00e8 diventato un esattore del debito pubblico. La nostra democrazia \u00e8 in pericolo.\u201d<\/p>\n<p><em>Ingeborg Beugel \u00e8 una ben nota giornalista olandese in precedenza residente ad Atene come corrispondente estera di vari canali mediatici olandesi. Ora vive tra Amsterdam e l\u2019isola greca di Hydra e appare regolarmente sulla televisione olandese e sui giornali e le riviste nazionali per commentare temi relativi alla crisi del debito greco. Questo articolo, in origine pubblicato dal settimanale <a href=\"http:\/\/www.groene.nl\/\">De Groene Amsterdammer<\/a>\u00e8 stato tradotto \u00e8 stato tradotto dall\u2019olandese [in inglese] dal redattore di ROAR Jerome Roos.<\/em><\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.zcommunications.org\/the-incredible-story-of-greece-s-most-wanted-journalist-by-ingeborg-beugel\">http:\/\/www.zcommunications.org\/the-incredible-story-of-greece-s-most-wanted-journalist-by-ingeborg-beugel<\/a><\/p>\n<p>Originale: <a href=\"http:\/\/roarmag.org\/2013\/07\/the-incredible-story-of-greeces-most-wanted-journalist\/\" target=\"_blank\">Roarmag.org<\/a><\/p>\n<p>Traduzione di Giuseppe Volpe<\/p>\n<p>Traduzione \u00a9 2013 ZNET Italy \u2013 Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; di Ingeborg Beugel \u2013 17 luglio 2013 Vituperato nel suo paese e acclamato all\u2019estero, Kostas Vaxevanis \u00e8 quasi sicuramente il giornalista pi\u00f9 solo e perseguitato della Grecia. 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