{"id":609412,"date":"2018-03-12T21:54:06","date_gmt":"2018-03-12T21:54:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=609412"},"modified":"2018-03-12T22:45:13","modified_gmt":"2018-03-12T22:45:13","slug":"populismo-parola-pericolosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/03\/populismo-parola-pericolosa\/","title":{"rendered":"Populismo: una parola pericolosa"},"content":{"rendered":"<p>Puntualmente alla vittoria di Trump, di Le Pen, del Brexit, della Lega o Cinquestelle, opinionisti e giornali analizzano il voto con valutazione quasi infantile. I popoli sceglierebbero i &#8220;partiti della paura&#8221;, della sicurezza, spesso sottintendendo che il popolo, votando per nuove formazioni politiche, sia irrazionale, voti con la pancia e non sia capace di intendere e di volere, accecato dalla crisi. Probabilmente, senza nemmeno essercene accorti, da qualche anno c&#8217;\u00e8 una parola che \u00e8 tornata di moda e attorno alla quale si \u00e8 creata un&#8217;ambiguit\u00e0 pericolosa: il &#8220;populismo&#8221;. Un&#8217;analisi di questa parola permette di capire molto del mondo politico attuale nell&#8217;era post-ideologica del superamento della logica &#8220;destra-sinistra&#8221;.<\/p>\n<p>Populismo \u00e8 un concetto che ha varie accezioni a seconda del periodo storico e che occorre riprendere per potere comprendere a fondo la logica dell&#8217;utilizzo attuale.<\/p>\n<p>I primi ad essere definiti &#8220;populisti&#8221; furono nei primi del Novecento i membri di un movimento contadino e popolare russo che esaltava il carattere tradizionale delle campagne russe e promuoveva tendenze socialiste contro il mondo occidentale industriale, ben lontano quindi dal significato attuale. Poi fu il momento di un&#8217;accezione pi\u00f9 vaga di populista, che dagli anni&#8217;30 indicava ci\u00f2 che era destinato in favore del popolo: il &#8220;premio populista&#8221; in Francia era un premio destinato a scrittori che, stanchi di rappresentare un mondo borghese di \u00e9lites cittadine, davano spazio a personaggi e a vicende popolari.<br \/>\nInfine da qualche decennio l&#8217;uso del termine si riferisce ad un atteggiamento politico volto a soddisfare e ad ammaliare il popolo tradito da una &#8220;casta&#8221; o &#8220;classe dirigente&#8221; a lui ostile. La confusione con il termine demagogia \u00e8 lampante.<\/p>\n<p>L&#8217;uso di questo termine comporta una serie di conseguenze solitamente ignorate.<\/p>\n<p>In primo luogo viene utilizzato come un&#8217; &#8220;insulto gentile&#8221; nei confronti di qualsiasi movimento politico che non faccia parte dello schieramento tradizionale: i primi furono i leghisti ad essere additati di questo &#8220;crimine&#8221;, poi i Cinquestelle che vennero definiti come &#8220;l&#8217;anti-politica&#8221;.<br \/>\nIn pratica secondo il sottotesto di questa etichetta il mondo sarebbe diviso, da un lato da un gruppo di &#8220;politici ragionevoli&#8221; (liberali di centro sinistra e di centro destra) contro, dall&#8217;altro, i populisti che sarebbero agli estremi ovvero gli incompetenti che parlano alla pancia del paese, all&#8217;irrazionalit\u00e0 o che, peggio ancora, creano paure per sfruttare l&#8217;odio in veste elettorale.<br \/>\nNel caso specifico italiano se \u00e8 vero che la Lega appartiene ad un populismo di destra, i Cinquestelle si mantengono in maniera ambigua in un contesto post-ideologico che rassicura la popolazione educata dai tempi del dopoguerra alla paura degli estremi e del totalitarismo.<br \/>\nInsomma, secondo questa logica, l&#8217;elettore \u00e8 ragionevole se accetta l&#8217;economia di mercato, oppure \u00e8 demente e si fa abbindolare dai populisti.<\/p>\n<p>Se la conseguenza dell&#8217;uso di questo termine fosse soltanto quella di rappresentare i lamenti di una vecchia classe dirigente che si sente insidiata da quella nuova e che la sottovaluta, questa analisi sarebbe piuttosto velleitaria. Le conseguenze, senza voler essere catastrofista, si possono spingere fino alla legittimazione di comportamenti estremisti.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che l&#8217;Italia \u00e8 un paese di analfabeti funzionali, l&#8217;argomento di un popolo stupido incapace di votare non permetterebbe di far luce su alcune dinamiche importanti, e questo atteggiamento paternalistico nei confronti del popolo non fa altro che allontanare non solo la politica dalla gente, ma certa sinistra sempre pi\u00f9 radical-chic dalla realt\u00e0 e dalle masse.<\/p>\n<p>L&#8217;abuso di questo termine, per screditare il nemico politico, ha ed avr\u00e0 delle conseguenze pericolose.<\/p>\n<p>La pi\u00f9 importante, come scrive Guillaume Roubaud Quashie, membro della direzione del PCF (Partito Comunista Francese) e autore della rivista &#8220;<em>Cause Commune<\/em>&#8220;, \u00e8 che si rinuncia a definire l&#8217;estrema destra come tale e gli si fa un regalo enorme poich\u00e9 non sar\u00e0 pi\u00f9 qualificata come &#8220;estrema&#8221; e spesso non sar\u00e0 nemmeno qualificata di &#8220;destra&#8221;. Spogliarla di questi due termini significa non solo legittimarla costituzionalmente, ma anche vestirla di un aggettivo, quello &#8220;populista&#8221; sul quale la gente, seppur rappresenti qualcosa di negativo agli occhi dei media espressione di una classe liberale, sente vicino e in un certo senso capito dal politico &#8220;populista&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;abuso di &#8220;populista&#8221; viene poi allargato come accusa anche ad istanze politiche di sinistra: Syriza, Podemos e M\u00e9lenchon, che in Francia ha provocatoriamente affermato &#8220;Se populista significa denunciare le collusioni, allora chiamatemi pure populista&#8221;.<\/p>\n<p>Ora, si parla tanto della perdita di identit\u00e0 della sinistra, a seguito delle sue sconfitte in moltissimi paesi, ma non si \u00e8 fatto altro che alimentare questa perdita di identit\u00e0, dimenticando o non riadattando un vocabolario vetusto come quello di &#8220;lotta di classe&#8221; e si \u00e8 invece adottato un vocabolario che era creato ad arte per cancellare le differenze tra sinistra e destra, perch\u00e9 tendenzialmente estreme e quindi negative.<\/p>\n<p>Il populismo attuale non solo nasconde in s\u00e9 la vecchia \u201clotta di classe\u201d, ma ne \u00e8 diventato l&#8217;erede mascherato e depotenziato perch\u00e9 privo di una &#8220;coscienza di classe&#8221;. Parlare poi di una classe risulta antistorico poich\u00e9 occorrerebbe parlare di una serie di classi sociali subalterne alla ragione economica, con grande sdegno della sinistra che oltre ad aver tradito i contenuti politici di uguaglianza e lavoro, ha anche abbandonato la retorica e il vocabolario degli &#8220;esclusi&#8221; e degli &#8220;ultimi&#8221; che non si sentono cos\u00ec pi\u00f9 rappresentati. Vocabolario che \u00e8 stato ripreso dai partiti anti-casta ed anti-sistema. Se \u00e8 scomparsa quindi la differenza tra destra e sinistra, non \u00e8 scomparsa quella tra chi \u00e8 escluso dalla mondializzazione e chi invece ne trae benefici.<\/p>\n<p>Un esempio analogo a quello dell&#8217;abuso della parola &#8220;populista&#8221; vale per parole come &#8220;complottista&#8221; o &#8220;totalitarismo&#8221;.<\/p>\n<p>Complottista \u00e8 diventato un insulto nei confronti di qualsiasi persona si opponga ad una verit\u00e0 costituita, quali che siano gli elementi di prova portati. Se ci sono elementi di denuncia all&#8217;interno delle informazioni che talvolta circolano, queste sono facilmente qualificate come &#8220;<em>fake news<\/em>&#8220;, permettendo cos\u00ec ai media tradizionali di tenersi stretto un posto sempre pi\u00f9 precario, ma con il rischio per l&#8217;opinione pubblica di gettare il bambino con l&#8217;acqua sporca.<\/p>\n<p>La nozione, imparata o meno a scuola, di totalitarismo invece \u00e8 stata una nozione coniata per equiparare gli elementi comuni di fenomeni storici completamente diversi come comunismo, fascismo e nazismo. Cos\u00ec facendo, la nostra tradizione del dopo guerra filo-americana e democristiana ci allontanava dalle tentazioni sovietiche ricordando quanti morti avesse fatto il comunismo in pieno clima di guerra fredda. E quante volte recentemente abbiamo letto commenti sui social di gente che, a proposito delle marce antifasciste e del ritorno di atti violenti e di clima da &#8220;anni di piombo&#8221;, voleva l&#8217;equiparazione del divieto di costituzione del partito fascista a quello comunista o pi\u00f9 in generale un atteggiamento politico di odio degli estremismi.<\/p>\n<p>Tutte queste parole hanno una carica politica latente che condiziona il modo in cui vediamo il mondo politico stesso.<br \/>\nGli italiani, stufi delle ideologie del XX secolo, prima ancora che della politica, hanno abbracciato la neutralit\u00e0 ideologica del populismo pentastellato. Questi potr\u00e0 prendere la strada delle correnti in stile DC o, molto pi\u00f9 probabilmente, la strada delle correnti in stile fascista, data la portata rivoluzionaria iniziale del movimento, senza per forza diventare un partito unico o una dittatura.<\/p>\n<p>Ma, quello che appare evidente, nonostante sia sempre scientificamente scorretto fare paragoni storici decontestualizzando i fenomeni, \u00e8 che ad un&#8217;ideologia nazionalista nel caso dei 5S si \u00e8 sostituita una ideologia anti-casta digitale, in cui la ricerca del consenso non si manifesta attraverso la mobilitazione continua delle masse nelle piazze (come sostiene De Felice nel caso del fascismo) ma come mobilitazione continua della &#8220;rete&#8221; attraverso la piattaforma Rousseau, che mira a legittimare la nuova &#8220;democrazia liquida&#8221;. De Felice sosteneva che la caratteristica peculiare del fascismo italiano rispetto ad altri totalitarismi fosse proprio questa necessaria mobilitazione continua della base per la creazione del consenso.<\/p>\n<p>Alla piccola e media borghesia postbellica che aveva fatto l&#8217;esperienza della violenza, che quindi imparava ad incidere nella realt\u00e0 con i muscoli, e che intendeva proiettarsi come nuova classe dirigente che soppiantava quella post-unitaria, si sostituisce ora una massa di <em>haters<\/em> che hanno fatto l&#8217;esperienza del commento sul social, fiera di avere contribuito ad una decisione del movimento. Il fascismo si proponeva di applicare una &#8220;terza via&#8221; tra capitalismo e socialismo, i Cinquestelle vogliono lasciare intendere che la loro post-ideologia, oltre a permettere di acchiappare consensi qua e l\u00e0, permette di riproporre una visione pragmatica della politica che piace agli italiani, poich\u00e9 permette di unirli attorno ad un progetto, una visione, indipendentemente dal contenuto ideologico che spesso fuggono. O meglio, il contenuto ideologico \u00e8 lo strale lanciato alla vecchia classe dirigente, privo della difesa di un valore specifico se non quello della legalit\u00e0, che \u00e8 pur sempre qualcosa, anche se insufficiente e che difficilmente resister\u00e0 di fronte ad un popolo corrotto per definizione e natura dalla sua storia.<br \/>\nChiaramente nel passaggio da &#8220;movimento&#8221;, come espressione dei ceti medi emergenti e portatore di forti istanze di rinnovamento, a &#8220;regime&#8221;, in quanto prodotto dei compromessi con i poteri tradizionali, si vedr\u00e0 poi la vera natura del populismo pentastellato che ha gi\u00e0 strizzato l&#8217;occhio all&#8217;Europa e a Confindustria.<\/p>\n<p>Infine il confine tra demagogia (attuale accezione della parola populismo) e democrazia \u00e8 sottilissimo e passa attraverso la realizzazione concreta di punti programmatici con un contenuto politico preciso. Dubito che un progetto politico possa essere vuoto di contenuti ideologici: essi possono essere nascosti, taciuti o smussati ma devono necessariamente essere presenti, perch\u00e9 la politica \u00e8 scelta, non solo raccolta del consenso, altrimenti, come dice Emilio Gentile, diventa &#8220;democrazia recitativa&#8221;.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che oggi il tecnico si \u00e8 spesso sostituito al politico, che dovrebbe indicare obiettivi e scelte. Il tecnico invece dovrebbe indicare il come si arriva all&#8217;obiettivo stabilito dal politico. Il centro di sinistra e destra, non compiendo pi\u00f9 scelte politiche, si \u00e8 limitato al \u201cgoverno tecnico\u201d e la sinistra raggiungendo la destra nella politica economica e soprattutto nei diritti sociali e del lavoro, ai quali ha sostituito quelli civili (trattasi di \u201cpopulismo culturale\u201d), ha perso completamente la sua identit\u00e0. Ed insieme alla sinistra, l\u2019autorit\u00e0 statuale appare vanificarsi rispetto a quello europea.<\/p>\n<p>Da anni ormai, si fa sentire la voce di coloro che rimangono esclusi dalla mondializzazione e non vedendo effetti benefici nell\u2019immigrazione e nella Unione europea hanno deciso di inseguire nuove forme politiche, nuovi rappresentanti che effettuino scelte in loro nome.<\/p>\n<p>Essere demagogici non \u00e8 un male, purch\u00e9 i demagoghi siano in tanti: in fondo, secondo la Teoria della scelta pubblica i politici non sarebbero altro che dei mercanti di idee.<\/p>\n<p>La democrazia non \u00e8 altro che la \u201cconcorrenza delle demagogie\u201d (Marcel Gauchet), l\u2019importante \u00e8 non farla diventare un monopolio, poich\u00e9 in quel caso saremmo di fronte ad un totalitarismo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Puntualmente alla vittoria di Trump, di Le Pen, del Brexit, della Lega o Cinquestelle, opinionisti e giornali analizzano il voto con valutazione quasi infantile. 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