{"id":6047,"date":"2011-07-11T00:00:00","date_gmt":"2011-07-11T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2013-03-26T08:01:37","modified_gmt":"2013-03-26T08:01:37","slug":"care-forze-dellxordinexxx-ricevetex-con-questa-letterax-un-caloroso-saluto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2011\/07\/care-forze-dellxordinexxx-ricevetex-con-questa-letterax-un-caloroso-saluto\/","title":{"rendered":"Care forze dell\u2019ordine&#8230; ricevete, con questa lettera, un caloroso saluto"},"content":{"rendered":"<p>Che abbiate partecipato alla grande manifestazione di domenica 3 luglio 2011 nell\u2019ex \u201cLibera Repubblica della Maddalena\u201d, in Val di Susa, dove il popolo NO TAV continua a opporre la sua legittima, nonviolenta resistenza alla Grande Opera (\u201cd\u2019importanza storica, che questa nazione salver\u00e0\u201d,direbbe Caparezza), o che abbiate appreso le cronache di quella giornata dalla televisione e dai quotidiani, credo che ve lo stiate chiedendo. Credo che vi stiate chiedendo se quella giornata &#8211; che per un pelo non \u00e8 diventata la seconda puntata del G8 di Genova del 2001 &#8211; poteva essere gestita diversamente, e se e cosa si sarebbe potuto fare per evitare lo scontro.<\/p>\n<p>Forse ritenevate inevitabile lo scontro tra manifestanti e forze dell\u2019ordine, ma molti di noi, convinti nonviolenti, ci stiamo domandando se lo sia stato davvero e se tutti, proprio tutti, hanno fatto quello che potevano per evitarlo.<\/p>\n<p>Per aiutarci a rispondere a questa domanda, ricorreremo a studi e pensieri gi\u00e0 realizzati in passato. La letteratura legata alle scienze sociali e politiche \u00e8 ricca di spunti di riflessione, tuttavia \u2013 essendo, i firmatari di questo testo, umanisti \u2013 vorremmo fare riferimento a un documento che Silo (pseudonimo di Mario Rodr\u00edguez Cobos, principale ideologo del nuovo umanesimo universalista) scrisse nel 1993, ma che risulta sorprendentemente attuale e pertinente alle nostre riflessioni. Il documento si intitola \u201cOttava lettera ai miei amici\u201d ed \u00e8 oggi ricompreso nel volume dal titolo \u201cLettere ai miei amici\u201d, ed. Multimage.<br \/>\nInnanzitutto, partirei da questi punti propagandati dai promotori della realizzazione di una linea per un treno ad alta velocit\u00e0 o capacit\u00e0: 1) i NO TAV sono persone dalla mentalit\u00e0 arretrata, perch\u00e9 si oppongono al progresso: 2) chi \u00e8 contro la realizzazione del TAV non sa cogliere l\u2019opportunit\u00e0 di lavoro che l\u2019apertura dei cantieri offrirebbe e i benefici economici che ne deriverebbero; 3) i NO TAV sono una minoranza ostile che, per di pi\u00f9, vede al suo interno frange violente e sovversive e pertanto va fermata, con tutti i mezzi a disposizione dello Stato.<br \/>\nQuali sarebbero, questi mezzi? Siccome la persuasione, cio\u00e8 la propaganda SI\u2019 TAV nei confronti della popolazione, le offerte appetitose agli amministratori e la censura ai giornalisti, non ha funzionato come previsto, e siccome i suddetti punti sono stati tutti smentiti da dati, studi e argomentazioni fondamentate dai NOTAV, l\u2019uso della forza e la militarizzazione della Valle sono state prese in considerazione come le uniche via d\u2019uscita per realizzare questo grande business.<\/p>\n<p>Siccome lo Stato pu\u00f2 farlo \u2013 ed \u00e8 legittimato, visto che la realizzazione del TAV \u00e8 prevista nei programmi di governo degli ultimi 20 anni ed ha il supporto di tutti i partiti dell&#8217;arco parlamentare \u2013 l\u2019ha fatto. Ma come l\u2019ha fatto? Come ha usato le Forze dell&#8217;Ordine?<\/p>\n<p>Nell\u2019Ottava lettera si legge:<\/p>\n<p><i>&#8220;Nella concezione tradizionale le forze armate si vedono attribuita la funzione di salvaguardare la sovranit\u00e0 e la sicurezza di un paese e per questo dispongono dell\u2019uso della forza su mandato dei poteri costituiti. In questo modo il monopolio della violenza, che appartiene allo Stato, viene trasferito ai corpi militari. Qui appare un primo punto di discussione: che cosa deve intendersi per \u201csovranit\u00e0\u201d e per \u201csicurezza\u201d? Se queste, o con termine pi\u00f9 moderno, il \u201cprogresso\u201d di un paese, richiedono fonti di approvvigionamento di materie prime extra-territoriali, il diritto assoluto di navigazione per assicurare lo spostamento delle merci, il controllo di punti strategici con il medesimo fine e l\u2019occupazione di territori altrui, allora ci troviamo di fronte alla teoria ed alla pratica coloniali o neo-coloniali.&#8221;<\/i><\/p>\n<p>Nel nostro caso non parliamo di materie prime, ma di un\u2019opera apparentemente irrinunciabile per lo sviluppo del Paese, dal momento che offrirebbe la possibilit\u00e0 di spostare merci (che non esistono) e viaggiatori (pochi e facoltosi) in modo pi\u00f9 veloce e, quindi, redditizio. Eppure, secondo gli studi dei valsusini (con aiuto di tecnici, ingegneri, economisti e quant\u2019altro) si evince che tutta quest\u2019irrinunciabilit\u00e0 non c\u2019\u00e8 (e questo si pu\u00f2 anche dedurre dagli studi della stessa Trenitalia).<\/p>\n<p>Nonostante questo, tutti gli amministratori (a partire dal Governo, passando per Presidente della Regione Piemonte, della Provincia di Torino, al Sindaco di Torino fino ad arrivare ad alcuni sindaci valligiani vicini ai partiti presenti in Parlamento), in una straordinaria trasversalit\u00e0 insistono: \u201cil TAV si far\u00e0!\u201d. Va bene, ma come la mettiamo con i valsusini che vivono l\u00ec e si oppongono (per ragioni che riguardano l\u2019igiene, la salute, l\u2019ecosistema, le relazioni, l\u2019efficacia, l&#8217;economia e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta)? Sembra che la risposta sia: &#8220;si devono togliere di mezzo: noi espropriamo e, se continuano a opporsi, mandiamo le forze dell\u2019ordine e militarizziamo la Valle.&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Nell\u2019epoca del colonialismo la funzione degli eserciti consisteva innanzitutto nell\u2019aprire la strada agli interessi delle corone dell\u2019epoca e poi delle compagnie private che ottenevano speciali concessioni dal potere politico in cambio di adeguate elargizioni. Questo sistema illegale fu giustificato ricorrendo alla presunta barbarie dei popoli invasi, considerati incapaci di darsi un\u2019amministrazione adeguata. L&#8217;ideologia corrispondente a questa fase ha consacrato il colonialismo come il sistema \u201ccivilizzatore\u201d per eccellenza.&#8221;<\/p>\n<p>Che, combinazione, ricorda un po\u2019 quest\u2019idea che stanno facendo circolare attraverso i media, della barbarie dei valsusini fintamente pacifisti, che non vogliono l\u2019opera solo perch\u00e9 passerebbe nei loro campi (la cosiddetta \u201csindrome del NIMBY\u201d). Valsusini descritti come montanari ottusi che non vogliono il progresso e quindi non sono in grado di prendere decisioni assennate. Quindi vanno aiutate, in un modo o nell\u2019altro, ad adeguarsi.<\/p>\n<p><i>&#8220;Nell\u2019epoca dell\u2019imperialismo napoleonico la funzione dell\u2019esercito [&#8230;] giustificava l\u2019espansione imperiale ricorrendo al criterio di \u201cnecessit\u00e0\u201d: la necessit\u00e0 di un potere costituito dalla rivoluzione democratica, il quale si trovava schierate contro monarchie illegali basate sulla disuguaglianza che, per di pi\u00f9, facevano fronte comune per soffocare la Rivoluzione.&#8221;<\/i><\/p>\n<p>Nel nostro caso, invece, si giustifica un\u2019espansione materiale ricorrendo al criterio di \u201cirrinunciabilit\u00e0\u201d, di \u201cnecessit\u00e0 per stare al passo con l\u2019Europa\u201d, di non essere \u201ctagliati fuori dai traffici delle merci\u201d.<\/p>\n<p><i>&#8220;[&#8230;] Se la funzione dell\u2019esercito \u00e8 servire lo Stato in fatto di sicurezza e sovranit\u00e0, le forze armate dovranno in ogni caso attenersi alla concezione che il loro governo ha relativamente a questi due temi, e questo nonostante tale concezione possa variare da governo a governo. Questo punto ammette qualche limite o eccezione? Si osservano chiaramente due eccezioni: 1. Quando il potere politico si \u00e8 costituito in modo illegittimo e si sono esaurite le risorse civili per porre termine a una tale situazione di anormalit\u00e0; 2. Quando il potere politico si \u00e8 costituito legalmente ma nel suo esercizio \u00e8 diventato illegale e si sono esaurite le risorse civili per porre termine alla situazione anomala. In entrambi i casi le forze armate hanno il dovere di ripristinare la legalit\u00e0 interrotta, il che equivale a portare avanti le azioni che non hanno avuto esito per via civile. In queste situazioni, l\u2019esercito si deve rifare alla legalit\u00e0 e non al potere vigente.&#8221;<\/i><\/p>\n<p>La parte evidenziata in grassetto \u00e8 quella che ci interessa: il potere politico si \u00e8 costituito legalmente, ma nel suo esercizio o \u00e8 diventato illegale, o non ha pi\u00f9 nessun controllo delle forze armate e delle forze dell\u2019ordine. Se, com&#8217;\u00e8 successo, i rappresentanti del governo ordinano che per sedare i manifestanti si usino armi chimiche (i lacrimogeni CS, vietati dalla convenzione di Ginevra in quanto armi chimiche che possono provocare mutazioni genetiche, tumori o choc anafilattici anche mortali) e sparate ad altezza uomo, l\u2019esercizio del Governo \u00e8 diventato illegale, a maggior ragione quando questo comportamento non sia adottato solo contro i &#8220;facinorosi&#8221;, per difendersi, ma esteso anche a manifestanti pacifici. Se, invece, non fosse stato dato un ordine di questo tipo, sarebbe segno che i rappresentanti del governo hanno perso il controllo delle forze dell\u2019ordine. Noi pensiamo che l&#8217;abbiano ordinato e ce lo fanno pensare le dichiarazioni rilasciate da parlamentari, ministri e amministratori pro-TAV. Allora, quello che si propone in questo documento, \u00e8 che i tutori dell&#8217;ordine ripristinino la legalit\u00e0 interrotta rifiutandosi, per esempio, di attaccare i civili anzich\u00e9 difenderli (o difendersi).<\/p>\n<p><i>&#8220;Non si tratta quindi di attribuire all\u2019esercito uno status deliberativo, ma di porre in evidenza la precedente interruzione della legalit\u00e0, messa in atto da un potere vigente di origine delittuosa o che si \u00e8 trasformato in delittuoso. La domanda che ci si deve porre quindi \u00e8 questa: da dove deriva la legalit\u00e0 e quali sono le sue caratteristiche? Rispondiamo che la legalit\u00e0 proviene dal popolo, che si \u00e8 dato un certo tipo di Stato ed un certo tipo dileggi costitutive alle quali i cittadini devono attenersi. E nel caso estremo in cui il popolo decidesse di modificare un certo tipo di Stato e dileggi, spetterebbe solo ad esso farlo, non potendo esistere una struttura statale ed un sistema legale al di sopra ditale decisione.&#8221;<\/i><\/p>\n<p>Con il passaggio &#8220;la legalit\u00e0 proviene dal popolo, che si \u00e8 dato un certo tipo di Stato ed un certo tipo dileggi costitutive alle quali i cittadini devono attenersi&#8221; si sta dicendo, per il caso italiano, che la nostra \u00e8 una repubblica democratica che si \u00e8 dotata di una Costituzione che prevede diritti e doveri. I diritti e i doveri non sono solo del cittadino, ma anche dello Stato che ha dei limiti precisi di azione verso il cittadino, superati i quali si violano i diritti fondamentali dell&#8217;uomo. Anche l\u2019ostinazione nel voler realizzare un\u2019opera che studi accurati mostrano essere nociva per l&#8217;essere umano e l&#8217;ecosistema (come la mortalit\u00e0 dovuta all\u2019amianto e all\u2019uranio o la perdita di importanti falde acquifere) e che autorevoli personalit\u00e0 (come il magistrato Imposimato) affermano essere di sicuro interesse per la criminalit\u00e0 organizzata, ci convince del fatto che non siano gli interessi dei cittadini a essere preservati. Ancor pi\u00f9 delittuosa, in un momento di crisi economica come quello che l&#8217;Europa sta attraversando, \u00e8 la promessa e l\u2019insistenza verso un\u2019opera che tecnicamente non potr\u00e0 mai vedere il compimento, con relativo spreco di denaro pubblico che andrebbe piuttosto investito nei servizi sanitari, sociali e nel miglioramento del trasporto locale stesso.<\/p>\n<p><i>&#8220;Bisogna sottolineare che i corpi militari devono essere formati da cittadini responsabili dei loro doveri nei confronti del potere legalmente costituito. Se il potere costituito si basa, per il suo funzionamento, su regole democratiche che prevedono il rispetto della volont\u00e0 della maggioranza grazie all\u2019elezione e al rinnovo dei rappresentanti popolari, il rispetto delle minoranze nei termini stabiliti dalle leggi ed il rispetto della separazione e dell\u2019indipendenza dei poteri, allora non sono le forze armate a dover deliberare sui successi o sugli errori del governo.&#8221;<\/i><br \/>\nIn pratica non si sta chiedendo alle forze dell\u2019ordine di mettere i fiori nei loro cannoni (anche se ci piacerebbe che lo facessero, naturalmente), ma semplicemente di far rispettare la legge, se questa non viola la Costituzione e, di conseguenza, i diritti umani e dei cittadini. Ovviamente la premessa \u00e8 che &#8211; ammesso che le forze dell\u2019ordine siano davvero formate da cittadini responsabili eccetera eccetera &#8211; la Costituzione sia considerata valida e quindi rispettata.<br \/>\nIn caso contrario, eccezione dopo eccezione, si finir\u00e0 per annullare, uno dopo l&#8217;altro, tutti i diritti, in nome del progresso, della stabilit\u00e0 politica, della cosiddetta libert\u00e0 e chiss\u00e0 quale altro pretesto.<br \/>\n&#8220;[&#8230;] Perch\u00e9 se i diritti umani non sono al di sopra di qualsiasi altro diritto, non si comprende perch\u00e9 esistano l\u2019organizzazione sociale e lo Stato. E nessuno pu\u00f2 invocare l\u2019\u201cobbedienza dovuta\u201d quando si tratta di assassinio, tortura e degradazione dell\u2019essere umano. Se i tribunali sorti dopo la seconda guerra mondiale ci hanno insegnato qualcosa, \u00e8 che l\u2019uomo d\u2019armi ha responsabilit\u00e0 in quanto essere umano, anche nella situazione-limite del conflitto bellico.<br \/>\n[&#8230;] In America Latina, invece, gli eserciti locali preferivano dedicarsi, con i colpi di Stato, alla minaccia della sovversione interna. L\u00ec le forze armate cessavano di rendere conto al potere politico e si sollevavano contro qualunque forma di diritto e di costituzione. In pratica tutto un continente finiva per essere militarizzato in ossequio alla cosiddetta \u201cdottrina della sicurezza nazionale\u201d. La scia di morte e di arretratezza che quelle dittature hanno lasciato dietro di s\u00e9 \u00e8 stata giustificata, in modo singolare, lungo tutta la catena di comando con l\u2019idea di \u201cobbedienza dovuta\u201d. Si \u00e8 sostenuto, infatti, che nella disciplina militare si eseguono gli ordini del livello gerarchico immediatamente superiore. Questa impostazione, che ricorda le giustificazioni dei genocidi perpetrati dal nazismo, propone un tema che deve essere attentamente esaminato quando si discutono i limiti della disciplina militare. [..]&#8221;<br \/>\nPerch\u00e9 molti di coloro che hanno partecipato alla manifestazione del 3 luglio 2011 in Val di Susa, pensando di prender parte ad una manifestazione assolutamente pacifica e ci ha creduto al punto di portarsi nonni e bambini, al ritorno a casa hanno sperimentato un senso di frustrazione, rabbia e tradimento? Non perch\u00e9 c&#8217;erano i black bloc o gli antagonisti (i terribili tirapietre, esatto) o, meglio, non solo. No, i sentimenti peggiori li hanno sperimentati sul posto perch\u00e9 sono stati attaccati, anzich\u00e9 protetti, proprio dalle forze dell&#8217;ordine. Dopodich\u00e9 li hanno sperimentati arrivati a casa, quando hanno assistito allo spettacolo avvilente di un servizio d&#8217;informazione (telegiornali e testate giornalistiche, anche online) totalmente asservite alla politica e alla logica del marketing e, brutto a dirsi, di veline e censura.<br \/>\nIl singolo poliziotto, carabiniere o finanziere non pu\u00f2 invocare l'&#8221;obbedienza assoluta&#8221; quando gli \u00e8 stato ordinato di sparare lacrimogeni illegali ad altezza uomo su persone inermi, o di caricare spaccando nasi a persone con le mani alzate ad espressione di un atteggiamento nonviolento. E al singolo cittadino che assista o viva queste barbarie non si pu\u00f2 chiedere l'&#8221;obbedienza assoluta&#8221; della legge, specialmente quando si veda privato di diritti fondamentali e si senta violentato e in pericolo di vita.<br \/>\nLe forze dell\u2019ordine, in quanto tali, non sono n\u00e9 belle n\u00e9 brutte, n\u00e9 buone n\u00e9 cattive; il problema \u00e8 che in una situazione come quella a cui si \u00e8 dovuto assistere (un po&#8217; spesso, per la verit\u00e0), in questi anni, portano con s\u00e9 uno stridore sinistro, come di qualcosa che non stia assolvendo alla propria funzione, un pezzo fuori posto, qualcosa che paradossalmente agisce contro il cittadino e contro la democrazia. Un qualcosa che pu\u00f2 portare, come conseguenza estrema, a generare risposte violente anche laddove non ci siano persone (tra i manifestanti e all\u2019interno delle forze dell\u2019ordine), di indole violenta.<br \/>\n&#8220;I corpi di sicurezza, se non sono militarizzati, dovrebbero occuparsi di ordine interno e di difesa dei cittadini anche se abitualmente sono coinvolti in operazioni di controllo molto lontane dai fini per cui sono stati creati. In molti paesi risultano dipendere direttamente da organi politici come il Ministero dell\u2019Interno e non dal Ministero della Guerra o della Difesa. D\u2019altra parte le polizie, intese come istituzioni al servizio della cittadinanza e preposte alla salvaguardia di un ordine giuridico non lesivo degli abitanti di un paese, hanno un carattere accessorio e sono sotto la giurisdizione del potere giudiziario. Spesso, tuttavia, per il loro carattere di forza pubblica, svolgono operazioni che agli occhi della cittadinanza le fanno apparire come forze militari. Si percepisce chiaramente l\u2019inopportunit\u00e0 di una tale confusione ed \u00e8 interesse delle forze armate che su questo punto le differenze siano chiare.<\/p>\n<p>Lo stesso vale per diversi organismi dello Stato da cui dipendono servizi informativi segreti, intrecciati e sovrapposti, che non hanno niente a che vedere con le forze armate. Gli eserciti hanno bisogno di un adeguato sistema informativo che consenta loro di operare con efficienza ma tale sistema non deve basarsi affatto su meccanismi di controllo dei comportamenti e dei movimenti della cittadinanza, perch\u00e9 la sua funzione riguarda la sicurezza della nazione e non ha niente a che vedere con il consenso o la riprovazione ideologica nei confronti del governo di turno.&#8221;<br \/>\nQuest&#8217;ultimo paragrafo fa quasi tenerezza, letto all&#8217;indomani della manifestazione del 3 luglio 2011: c&#8217;erano persone con la testa ferita dai proiettili di gomma o dai lacrimogeni sparati dalle forze dell\u2019ordine che preferivano sanguinare fino a casa (mettendo a serio rischio la propria salute), piuttosto che andare a farsi medicare all&#8217;ospedale di Susa per paura di dover essere schedati, perch\u00e9 non solo hanno perso la fiducia dei corpi di sicurezza, anzi, ne hanno una grande paura. In questa manifestazione i corpi di sicurezza non hanno tutelato i cittadini ma, al contrario, li hanno privati del diritto si esprimere la contrariet\u00e0 di un&#8217;opera, usando una violenza che poteva degenerare in omicidio colposo. Con i metodi usati (strategia della tensione, uso della violenza fisica, militarizzazione del territorio, infiltrati delle forze dell\u2019ordine tra i manifestanti, manipolazione dei dati con menzogne, microspie e rilevatori gps, ecc.), in Valle di Susa da 20 anni si esercita un controllo dei comportamenti e dei movimenti della cittadinanza per favorire un lucroso business ai politici, agli industriali, alle banche e alle mafie.<br \/>\n&#8220;Si suppone che in una democrazia il potere provenga dalla sovranit\u00e0 popolare. Tanto la conformazione dello Stato quanto quella degli organismi che da esso dipendono derivano dalla stessa fonte. Cos\u00ec l\u2019esercito svolge la funzione, che gli \u00e8 attribuita dallo Stato, di difendere la sovranit\u00e0 di un paese e di dare sicurezza ai suoi abitanti. [&#8230;] Perch\u00e9 una maggioranza non dovrebbe manifestare il desiderio di cambiare le strutture sociali e perch\u00e9 una minoranza non dovrebbe avere l\u2019opportunit\u00e0 di lavorare politicamente per attuare una trasformazione rivoluzionaria della societ\u00e0? Negare la volont\u00e0 di un cambiamento rivoluzionario con la repressione e la violenza compromette seriamente la legalit\u00e0 delle attuali democrazie formali.<\/p>\n<p><i>[&#8230;] Noi abbiamo precisato il punto di vista umanista riguardo al rapporto tra forze armate, potere politico e societ\u00e0. Sono gli uomini d\u2019arme che hanno davanti a s\u00e9 un enorme lavoro teorico e pratico per adattare i loro schemi al momento tanto speciale che il mondo sta vivendo. L\u2019opinione della societ\u00e0 riguardo a questi temi ed un autentico interesse da parte delle forze armate a conoscere tale opinione, pur sapendo che si tratta di un approccio non specialistico, costituiscono elementi d\u2019importanza fondamentale.&#8221;<\/i><\/p>\n<p>S\u00ec, \u00e8 importante che lo sappiano. \u00c8 importante che sappiano che la questione non \u00e8 &#8220;manifestanti contro forze dell\u2019ordine&#8221;, o potrebbe cessare di esserlo dal momento che potrebbe cessare il gioco opposto, cio\u00e8 &#8220;forze dell\u2019ordine contro manifestanti&#8221;.<\/p>\n<p>I manifestanti dichiarano il loro dissenso, dettagliatamente argomentato, e continuano una lotta instancabile perch\u00e9 ci sono cose non negoziabili e, soprattutto, non acquistabili con il denaro. Se il sincero intento del Governo \u00e8 quello di ottimizzare le infrastrutture e regalare nuova linfa vitale ed economica ai cittadini, le azioni da fare sono molte (tutte proposte e pi\u00f9 che pubblicizzate nei vari siti NO TAV e non solo) e nessuna di queste prevede l&#8217;avvio dei cantieri per il TAV e la realizzazione di quest\u2019opera. Prima vengono il miglioramento strutturale delle linee gi\u00e0 esistenti, una maggiore attenzione verso i pendolari (allo stato attuale completamente abbandonati a se stessi) e alla sicurezza del trasporto ferroviario (vedi lungo elenco di incidenti ferroviari imputabili ai malfunzionamenti dei macchinari), la realizzazione di opere utili ferme da decine di anni (evitando il modello a sperpero continuo della Salerno-Reggio Calabria), la realizzazione di opere che mettano in sicurezza un territorio sempre pi\u00f9 idrogeologicamente compromesso, un pi\u00f9 equo trattamento lavorativo, maggiori investimenti nella sanit\u00e0, nei servizi sociali, nell&#8217;istruzione e molto altro ancora.<\/p>\n<p>Con la mentalit\u00e0 del &#8220;progresso&#8221; nei termini che vengono proposti dagli attuali politici in Parlamento (maggioranza e opposizione, favorevoli alla privatizzazione selvaggia e al taglio ai servizi primari e all\u2019assurda logica che il PIL di un Paese cresce all\u2019aumentare dello spostamento delle merci), purtroppo stiamo edificando un Paese meno democratico, pi\u00f9 ignorante, sempre pi\u00f9 povero, inquinato e insicuro.<\/p>\n<p>Silo, 18 anni fa, ne parlava in termini che \u00e8 difficile obiettare oggi, soprattutto se mettiamo anche solo la punta del naso fuori dall&#8217;Italia:<\/p>\n<p><i>&#8220;[&#8230;] Non servir\u00e0 a niente continuare a sostenere che il mondo d\u2019oggi si trova al massimo livello possibile di sviluppo sociale. Ben pi\u00f9 importante sar\u00e0 comprendere che la situazione che stiamo vivendo porta direttamente al collasso di tutto un sistema, sistema che alcuni ritengono difettoso ma \u201cperfettibile\u201d. Il sistema oggi non \u00e8 affatto \u201cperfettibile\u201d. Al contrario, con esso giunge al culmine l\u2019inumanit\u00e0 di quei tanti fattori che si sono accumulati nell\u2019arco di molti anni. Se qualcuno giudica queste affermazioni prive di fondamento, diciamo che \u00e8 nel suo pieno diritto farlo, a patto per\u00f2 che presenti un proprio punto di vista coerente. E se quel qualcuno pensa che la nostra posizione sia pessimista, noi diciamo che la direzione che porta all\u2019umanizzazione del mondo prevarr\u00e0 sul processo negativo meccanico sotto la spinta della rivoluzione che i grandi insiemi umani, oggi defraudati del loro destino, finiranno per mettere in atto.&#8221;<\/i><\/p>\n<p>La Tunisia, la Grecia, la Siria, la Libia, l&#8217;Egitto, la Spagna&#8230; l&#8217;elenco potrebbe continuare: purtroppo questa strategia rapace e aggressiva dei governi non funzionava vent&#8217;anni fa e continua a non funzionare e a mostrare la completa incompatibilit\u00e0 con uno Stato che si vorrebbe democratico.<\/p>\n<p>Per concludere: noi non abbiamo aggredito gli agenti, per\u00f2 non abbiamo neanche lanciato i lacrimogeni ai manifestanti. Non siamo amici n\u00e9 nemici delle forze dell\u2019ordine. Non pensiamo in termini di buoni e cattivi, ma di violenza e nonviolenza: tra le due, scegliamo sempre la seconda.<\/p>\n<p>Pensiamo che il TAV sia un&#8217;opera inutile, costosissima e dannosa, non la vogliamo e lo Stato deve trovare il modo (nonviolento e legale) di rendere conto di una richiesta del popolo, quel popolo che chiama di continuo come garante della propria legittimit\u00e0 e deve tutelare la libert\u00e0, quella stessa per la quale sta negando i diritti e si sta sottraendo alla giustizia.<\/p>\n<p>Torino, 05\/07\/2011<\/p>\n<p>Tiziana Cardella, Centro Studi Umanisti &#8220;Salvatore Puledda&#8221;<\/p>\n<p>Tony Manigrasso, segretario nazionale del Partito Umanista<\/p>\n<p>Ivo Ghignoli, Presidente dell\u2019associazione umanista \u201cNo.\u00e0. \u2013 Nonviolenza Attiva\u201d (affiliata ARCI) Viviana Ceraldi, La Comunit\u00e0 per lo sviluppo umano<\/p>\n<p>Valeriana Ferrigno, umanista<\/p>\n<p>Cristiana Isar\u00f2, Convergenza delle Culture<\/p>\n<p>Oscar Peroglia, Centro de Estudios Humanistas \u201cArand\u00fa Sait\u00e9\u201d e attivista NOTAV<\/p>\n<p>Paolo Riva, Convergenza delle Culture Gianluca Gabriele, Partito Umanista Ferdinando Vurchio, Messaggio di Silo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo una lettera alle Forze dell&#8217;Ordine scritta da umanisti torinesi coinvolti nella manifestazione NO-TAV del 3 di Luglio.<br \/>\nUn contributo nonviolento e un&#8217;analisi umanista al dibattito sorto dopo gli incidenti accaduti in quella manifestazione. 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