{"id":602485,"date":"2018-02-28T18:08:45","date_gmt":"2018-02-28T18:08:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=602485"},"modified":"2019-02-27T09:10:39","modified_gmt":"2019-02-27T09:10:39","slug":"perche-la-cina-sta-accerchiando-gli-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/02\/perche-la-cina-sta-accerchiando-gli-usa\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 la Cina sta accerchiando gli USA"},"content":{"rendered":"<p><strong>Piuttosto che considerare la Cina come una minaccia alla sicurezza nazionale e mettere le nostre risorse nell&#8217;espansione delle forze armate, potremmo fare molto meglio adattando le loro politiche economiche di successo per ricostruire le nostre strade e ponti fatiscenti&#8230; ma cos\u00ec uccideremmo\u00a0la vacca da soldi finora munta dagli interessi privati che manovrano dietro le quinte.<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;articolo originale, di Ellen Brown<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]\u00a0<\/a>su Truthdig del 26\/2\/18 si trova <a href=\"https:\/\/www.truthdig.com\/articles\/china-running-circles-around-america\/\">qui<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8216;One Belt, One Road&#8217; (una fascia, una strada), l&#8217;iniziativa cinese da 1.000 miliardi in infrastrutture \u00e8 un&#8217;impresa imponente che prevede autostrade, oleodotti, elettrodotti, porti, centrali elettriche, fibre ottiche e ferrovie che collegheranno la Cina all&#8217;Asia centrale, all&#8217;Europa e all&#8217;Africa.<br \/>\nSecondo Dan Slane, ex consigliere nel team di transizione del presidente Trump, <em>&#8220;\u00c8 il pi\u00f9 grande progetto di infrastrutture avviato da una nazione nella storia dell&#8217;umanit\u00e0 ed \u00e8 progettato per consentire alla Cina di diventare la potenza economica dominante nel mondo&#8221;.<\/em><br \/>\nSecondo un <a href=\"https:\/\/www.cdfa.net\/cdfa\/cdfaweb.nsf\/pages\/35425\/$file\/Trump%E2%80%99s%20plan%20a%20recipe%20for%20failure%2C%20former%20infrastructure%20advisor%20says.pdf\">articolo di Shelly Sigo<\/a> del 29 gennaio intitolato &#8220;Trump&#8217;s Plan a Recipe for Failure Former Infrastructure Advisor Says&#8221; (Il piano di Trump: ricetta per il fallimento, dice il suo ex consigliere per le infrastrutture), Slane aggiunse: <em>&#8220;se non ci mettiamo d&#8217;accordo molto presto, dovremo tutti rispolverare il nostro mandarino&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>Il 12 febbraio scorso \u00e8 stato finalmente reso pubblico il piano di Trump per le infrastrutture. Forse con l&#8217;intenzione di battere il megaprogetto da 1 trilione della Cina, l&#8217;amministrazione ha ora alzato la posta da 1 a 1,5 trilioni, o almeno \u00e8 cos\u00ec che il piano \u00e8 contabilizzato. Ma, come <a href=\"http:\/\/prospect.org\/article\/trumps-infrastructure-plan-fiction-scam-actually-both\">osserva Donald Cohen<\/a> in The American Prospect, sono in realt\u00e0 solo 200 miliardi di dollari, cio\u00e8 la somma che deve venire dai finanziamenti federali. E non sono neppure 200 se si calcolano i miliardi di tagli alle tasse nei progetti dei privati per le infrastrutture. Il resto di 1,5 trilioni dovrebbe venire da citt\u00e0, stati e investitori privati, e poich\u00e9 le casse delle citt\u00e0 e degli stati sono esauste, ci\u00f2 significa principalmente investitori privati.<\/p>\n<p>Il piano dell&#8217;amministrazione \u00e8 imperniato su partenariati pubblico-privato (PPP o P3) che, come nota Slane, non sono adatti a molti dei progetti infrastrutturali pi\u00f9 critici perch\u00e9 non offrono il flusso finanziario continuo &#8211; tipico di un pedaggio o di una tassa &#8211; che attirerebbe gli investitori privati. Inoltre i partenariati pubblico-privati fanno lievitare i costi rispetto ai finanziamenti tramite obbligazioni pubbliche.<\/p>\n<p>In ogni caso, come osserva il blogger di Naked Capitalism <a href=\"https:\/\/www.nakedcapitalism.com\/2018\/02\/private-equity-firms-turn-noses-trumps-infrastructure-headfake.html\">Yves Smith<\/a>, le societ\u00e0 per azioni private non sono molto interessate ai beni pubblici, e se lo sono, sono pi\u00f9 interessate a privatizzare le infrastrutture esistenti piuttosto che a finanziare lo sviluppo di nuove infrastrutture che \u00e8 al centro del piano del presidente. Inoltre, funzionari locali e uomini d&#8217;affari sono ora diffidenti verso gli accordi di privatizzazione. Sanno che i profitti derivanti in futuro saranno prosciugati con diritti di utenza e garanzie da offrire a chi anticipa il denaro.<\/p>\n<p>La Casa Bianca dice che il suo piano non \u00e8 una proposta &#8216;prendere o lasciare&#8217; ma l&#8217;inizio di una trattativa, e che il presidente \u00e8 &#8220;aperto a nuove fonti di finanziamento&#8221;. Ma nessuno al Congresso sembra avere un proposta fattibile. Forse \u00e8 tempo di guardare pi\u00f9 da vicino a come fa la Cina.<\/p>\n<p><strong>La fonte segreta di finanziamento della Cina<\/strong><\/p>\n<p>Mentre i politici americani discutono senza tregua su dove trovare i soldi, la Cina sta avanzando a pieno ritmo con i suoi megaprogetti. Un esempio calzante sono le sue 12.000 miglia di ferrovia ad alta velocit\u00e0, costruite in un solo decennio durante il quale i politici americani stavano ancora cercando di finanziare progetti ferroviari molto pi\u00f9 modesti. Il denaro proveniva in gran parte dai <a href=\"https:\/\/www.wsj.com\/articles\/SB10001424052748704025304575283953879199386\">prestiti delle banche statali<\/a> cinesi. Il governo centrale possiede il pacchetto di maggioranza delle <a href=\"https:\/\/www.brookings.edu\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/chinese-financial-system-elliott-yan.pdf\">cinque maggiori banche del paese<\/a> e quelle prestano principalmente a grandi imprese statali.<\/p>\n<p>Dove prendono i soldi le banche? Fondamentalmente, lo stampano. Non direttamente. No, ovviamente. Ma come <a href=\"https:\/\/www.bankofengland.co.uk\/-\/media\/boe\/files\/quarterly-bulletin\/2014\/money-creation-in-the-modern-economy.pdf\">la Banca d&#8217;Inghilterra<\/a> ha riconosciuto, le banche non si limitano a riciclare i depositi esistenti, ma creano effettivamente i soldi che prestano scrivendoli nei conti di deposito dei loro debitori. I depositi in entrata sono necessari per bilanciare i libri, ma anche questi depositi hanno avuto origine nei conti di deposito di altre banche. Poich\u00e9 il governo cinese possiede la maggior parte delle banche del paese, pu\u00f2 indirizzare questo tubo di pompaggio finanziario verso le sue esigenze nazionali pi\u00f9 pressanti.<\/p>\n<p>La banca centrale cinese, la People&#8217;s Bank of China (PBOC), emette denaro per le infrastrutture in modo ancora pi\u00f9 diretto. Si \u00e8 dedicata a una forma innovativa di quantitative easing, in cui la liquidit\u00e0 \u00e8 diretta non a sostenere le banche pi\u00f9 grandi, ma a interventi chirurgici nei settori pi\u00f9 produttivi dell&#8217;economia. Il capo economista di Citigroup, Willem Buiter, lo chiama &#8220;qualitative easing&#8221; per distinguerlo dal quantitative easing operato dalle banche centrali occidentali.<\/p>\n<p>Secondo un articolo del <a href=\"https:\/\/blogs.wsj.com\/chinarealtime\/2014\/08\/11\/how-chinas-trying-to-boost-its-economy-qualitative-easing\/\">Wall Street Journal del 2014<\/a>:\u00a0<em>Nel contesto cinese, il cosiddetto qualitative easing si verifica quando la People&#8217;s Bank of China aggiunge risorse patrimoniali pi\u00f9 rischiose al suo bilancio -ad esempio rinnovando prestiti al settore agricolo e alle piccole imprese e offrendo prestiti a basso interesse per progetti di infrastrutture a basso rendimento- pur mantenendo l&#8217;espansione del bilancio [creazione di prestiti] a un ritmo normale. &#8230;<br \/>\n<\/em><em>Il qualitative easing della Cina ha lo scopo di fornire finanziamenti accessibili a settori selezionati, e riflette l&#8217;intenzione di Pechino di dettare i tassi di interesse per alcuni settori, hanno detto gli economisti di Citigroup. Hanno aggiunto che mentre tale politica avrebbe pure esercitato pressioni inflazionistiche sull&#8217;economia, l&#8217;impatto \u00e8 meno pronunciato rispetto al quantitative easing in stile USA.<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Tra gli obiettivi di questi interventi chirurgici con finanziamento della banca centrale c&#8217;\u00e8 l&#8217;iniziativa One Belt, One Road.<br \/>\nSecondo un articolo di <a href=\"http:\/\/www.scmp.com\/business\/global-economy\/article\/1782787\/china-focus-monetary-easing-turns-surgical-strikes\">Bloomberg del 2015<\/a>:\u00a0<em>Invece di dirigere il flusso di liquidit\u00e0 a tutta manetta sull&#8217;intero giardino, la PBOC punta il tubo su parti specifiche. Le ultime innovazioni includono piani per rafforzare il mercato dei titoli di stato locali e la ricapitalizzazione degli istituti assicurativi, in modo che possano incrementare i prestiti ai progetti favoriti dal governo&#8230;.<br \/>\n<\/em><em>I politici hanno cercato di sostenere il credito per le piccole e medie imprese e i mutuatari che sostengono gli obiettivi della leadership comunista, come l&#8217;iniziativa One Belt, One Road che sviluppa infrastrutture lungo le vecchie rotte commerciali della Cina.<\/em><\/p>\n<p><strong>&#8216;Prestiti non performanti&#8217; o &#8216;Soldi elicottero&#8217;?<\/strong><\/p>\n<p>I critici sostengono che la Cina ha un rapporto tra debito e prodotto interno lordo pericolosamente alto, un problema di &#8220;cattivo debito&#8221;, intendendo dire che le sue banche hanno troppi prestiti non performanti (NPL). Ma secondo lo stratega della ricerca finanziaria Chen Zhao in uno <a href=\"https:\/\/asiacenter.harvard.edu\/news\/event-recap-%E2%80%93-china-bullish-case\">studio dell&#8217;Universit\u00e0 di Harvard<\/a> intitolato &#8220;China: A Bullish Case&#8221; (Cina: un caso rialzista), questi fattori vengono interpretati erroneamente e non devono essere motivo di allarme. La Cina ha un alto rapporto debito\/PIL perch\u00e9 la maggior parte delle imprese cinesi sono finanziate attraverso prestiti piuttosto che attraverso il mercato azionario come avviene negli USA, e le banche cinesi sono in grado di impegnarsi in prestiti massicci perch\u00e9 i cinesi depositano i loro risparmi soprattutto nelle banche invece che investirli nel mercato azionario. Cos\u00ec forniscono la base di depositi per sostenere questi prestiti estesi. Quanto al &#8216;debito&#8217; pubblico cinese, la maggior parte di esso \u00e8 denaro creato sui bilanci delle banche per stimolare lo sviluppo economico.<\/p>\n<p>Zhao scrive:\u00a0<em>Durante la crisi finanziaria del 2008-09, il deficit del governo USA \u00e8 aumentato di circa il 10% del PIL a causa di programmi di salvataggio come il TARP. Al contrario, il deficit del governo cinese durante quel periodo non \u00e8 cambiato molto. Tuttavia, i prestiti bancari cinesi sono aumentati fino al 40%, mentre i prestiti negli USA sono crollati. Queste immagini contrastanti suggeriscono che la maggior parte del pacchetto di stimolo per quattromila miliardi di RMB cinesi [RMB si riferisce al renminbi, la moneta ufficiale della Repubblica popolare cinese] \u00e8 stato sostenuto dalle sue banche statali. &#8230; Il cosiddetto &#8220;problema dei crediti inesigibili&#8221; \u00e8 in realt\u00e0 una conseguenza delle politiche fiscali di Pechino e dovrebbe essere trattato come tale.<\/em><\/p>\n<p>La Cina chiama &#8216;prestiti&#8217; questa forma di finanziamento governativo piuttosto che &#8216;stampa di denaro&#8217;, ma l&#8217;effetto \u00e8 molto simile a quello che i banchieri centrali europei chiamano <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/business\/2016\/sep\/22\/helicopter-money-back-in-the-air\">&#8216;denaro dell&#8217;elicottero&#8217;<\/a> per l&#8217;infrastruttura, cio\u00e8 denaro generato dalle banche centrali che non deve essere ripagato. Se i prestiti cinesi vengono rimborsati, bene; ma se non lo sono, non \u00e8 considerato un problema. Come i soldi dall&#8217;elicottero, i prestiti non performanti lasciano semplicemente del denaro in pi\u00f9 nel mercato, creando la &#8216;domanda&#8217; extra necessaria per colmare il divario tra PIL e potere d&#8217;acquisto dei consumatori: cosa particolarmente necessaria in un&#8217;economia che rallenta a causa della contrazione dei mercati globali dopo la crisi del 2008-09.<\/p>\n<p>In un articolo del <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/0ca50290-d82c-11e7-9504-59efdb70e12f\">Financial Times<\/a> dello scorso dicembre, intitolato &#8220;Basta preoccuparsi del debito cinese, non sta maturando una crisi&#8221;, Zhao ha approfondito questi concetti, scrivendo:\u00a0<em>Il cosiddetto rischio di credito in Cina \u00e8, di fatto, un rischio sovrano. Il governo cinese spesso fa affidamento sul credito bancario per finanziare programmi di incentivi governativi. &#8230; Il rischio sovrano cinese \u00e8 estremamente basso. \u00c8 importante sottolineare che i bilanci delle banche statali cinesi, del governo e della PBOC sono tutti interconnessi. In queste circostanze, una crisi del debito in Cina \u00e8 quasi impossibile.<\/em><\/p>\n<p>Le banche statali cinesi non avranno bisogno di un salvataggio in stile Wall Street da parte del governo. Esse sono il governo e il governo cinese ha un enorme surplus nella bilancia globale. Non andr\u00e0 in bancarotta in nessun tempo prevedibile.<\/p>\n<p>E che dire del rischio inflazione? Come notato dagli economisti di Citigroup, il qualitative easing in stile cinese \u00e8 di fatto meno inflazionistico rispetto al quantitative easing operato dalle banche centrali occidentali e incentrato sulle banche private. E il quantitative easing in stile occidentale \u00e8 riuscito a malapena a raggiungere l&#8217;obiettivo di inflazione del 2% della Fed. Per il 2017, <a href=\"https:\/\/de.statista.com\/statistik\/daten\/studie\/167115\/umfrage\/inflationsrate-in-china\/\">il tasso di inflazione cinese<\/a> ha segnato un modesto 1,8%.<\/p>\n<p><strong>Cosa fare quando il Congresso non agisce.<\/strong><\/p>\n<p>Piuttosto che considerare la Cina come una minaccia alla sicurezza nazionale e mettere le nostre risorse nell&#8217;espansione delle nostre difese militari, potremmo fare molto meglio studiando le loro politiche economiche di successo e adattandole per ricostruire le nostre strade e ponti fatiscenti prima che sia troppo tardi. Il governo degli Stati Uniti potrebbe costituire una banca federale per le infrastrutture che presti proprio come fanno le grandi banche pubbliche cinesi, oppure la Federal Reserve potrebbe fare un qualitative easing per le infrastrutture come fa la Banca Popolare Cinese.<br \/>\nIl principale ostacolo a questa soluzione sembra essere politico. Verrebbe uccisa la vacca da soldi, finora munta dagli interessi privati che manovrano dietro le quinte.<\/p>\n<p><strong>Quali alternative sono rimaste per i governi statali e locali a corto di denaro?<br \/>\n<\/strong>A differenza della Fed, essi non possono emettere denaro direttamente, ma possono istituire banche proprie. Il 50% del costo delle infrastrutture \u00e8 di natura finanziaria, quindi avere banche proprie consentirebbe di <a href=\"https:\/\/ellenbrown.com\/2017\/11\/04\/the-public-bank-option-safer-local-and-half-the-cost\/\">dimezzare<\/a> il costo delle infrastrutture.<br \/>\nI risparmi sui progetti infrastrutturali redditizi potrebbero quindi essere utilizzati per finanziare quei progetti criticamente necessari che mancano di un flusso di reddito.<br \/>\nCome modello, possono guardare alla secolare Bank of North Dakota (BND), attualmente l&#8217;unica banca di deposito di propriet\u00e0 pubblica in tutti gli USA.<br \/>\nLa BND eroga <a href=\"https:\/\/bnd.nd.gov\/bnd-opens-second-application-period-for-bnd-infrastructure-loan-fund\/\">prestiti al 2%<\/a> alle comunit\u00e0 locali per infrastrutture, molto al di sotto della <a href=\"http:\/\/www.investmentcouncil.org\/private-equity-returns-far-exceed-declining-market-returns-on-multiple-time-horizons\/\">media del 12%<\/a> richiesta dalle banche private. Eppure, come notato in un articolo del Wall Street Journal del 2014, la BND <a href=\"https:\/\/www.wsj.com\/articles\/shale-boom-helps-north-dakota-bank-earn-returns-goldman-would-envy-1416180862\">\u00e8 pi\u00f9 redditizia<\/a> di Goldman Sachs e di JPMorgan Chase.<br \/>\nPrima di sottoporsi allo sfruttamento da parte di partnership pubblico-private, i governi statali e locali farebbero bene a studiarsi meglio il modello della BND.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Procuratore, Presidentessa del Public Banking Institute (www.publicbankinginstitute.org), autrice di dodici libri fra cui \u201cWeb of Debt\u201d (La rete del debito) e \u201cThe Public Bank Solution\u201d (La soluzione banca pubblica). Un tredicesimo libro intitolato \u201cThe Coming Revolution in Banking\u201d (L&#8217;imminente rivoluzione bancaria) \u00e8 in stampa. E&#8217; anche co-conduttrice del programma radiofonico \u201cIt\u2019s Our Money\u201d (E&#8217; il nostro denaro) su PRN.FM. I suoi articoli (pi\u00f9 di 300) si trovano sul post EllenBrown.com<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Traduzione dall&#8217;inglese di Leopoldo Salmaso<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piuttosto che considerare la Cina come una minaccia alla sicurezza nazionale e mettere le nostre risorse nell&#8217;espansione delle forze armate, potremmo fare molto meglio adattando le loro politiche economiche di successo per ricostruire le nostre strade e ponti fatiscenti&#8230; 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