{"id":596252,"date":"2018-02-14T09:09:47","date_gmt":"2018-02-14T09:09:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=596252"},"modified":"2018-02-14T11:33:40","modified_gmt":"2018-02-14T11:33:40","slug":"australia-meglio-adottarli-accopparli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/02\/australia-meglio-adottarli-accopparli\/","title":{"rendered":"Australia: gli aborigeni? Meglio adottarli che accopparli!"},"content":{"rendered":"<p class=\"\"><strong><span style=\"color: #454545; font-family: 'Helvetica Neue'; font-size: medium;\">Tra il 1910 e il 1970 il Governo australiano ha sottratto alle famiglie aborigene circa 100.000 bambini, spesso sotto i cinque anni di et\u00e0, nella\u00a0convinzione che gli Aborigeni non avessero un futuro in Australia e che i bambini sarebbero cresciuti meglio se adottati da famiglie bianche.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>di Amadeus Leaflets, 13\/02\/2018<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"\"><span style=\"color: #454545; font-family: 'Helvetica Neue'; font-size: medium;\">Non deve essere stato contento Kevin Rudd, l\u2019ex Primo Ministro che voleva fare la storia, quando ieri sera \u00e8 uscito dal Parlamento di Camberra per tornare a casa. Non ci metteva piede dalla fine del suo secondo, breve, mandato, nel giugno del 2013. Gli ultimi ricordi di quel palazzo erano amari, gli aveva fatto bene starne lontano per un po\u2019. Era tornato solo perch\u00e9 quella era un\u2019occasione speciale: il decimo anniversario del suo discorso pi\u00f9 importante. E i giornalisti cosa gli avevano chiesto? Un commento sulla segretaria incinta del Vice Primo Ministro\u2026<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #454545; font-family: 'Helvetica Neue'; font-size: medium;\">Rudd aveva sfoderato il suo miglior politichese e ci aveva messo tre minuti a dire che non avrebbe assolutamente commentato. Ma dentro di s\u00e9 intanto sorrideva dell\u2019ironia: in fondo, era anche quello un problema di bambini\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"\"><span style=\"color: #454545; font-family: 'Helvetica Neue'; font-size: medium;\">Tra il 1910 e il 1970 il Governo australiano ha sottratto alle famiglie aborigene circa 100.000 bambini, spesso sotto i cinque anni di et\u00e0. I bambini venivano rapiti in molti modi diversi: facendo firmare alle famiglie documenti che non capivano, facendoli sparire dagli ospedali durante le vaccinazioni, o facendoli prelevare a forza da ufficiali che si presentavano in auto in villaggi lontani da tutto. A motivare questa condotta incredibile da parte dello stato era la convinzione che gli Aborigeni non avessero un futuro in Australia e che i bambini sarebbero cresciuti meglio se adottati da famiglie bianche.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #454545; font-family: 'Helvetica Neue'; font-size: medium;\">Le politiche di rimozione messe in atto dal Governo hanno causato l\u2019allontanamento forzato di 1 bambino indigeno su 3. Gli effetti di tale rimozione sono stati, per la maggior parte delle vittime, multipli, nocivi e profondamente invalidanti. Le leggi sulla rimozione forzata erano discriminatorie, razziste e di intento genocida. In molti casi, hanno provocato violazioni del dovere fiduciario e dell\u2019obbligo di assistenza, oltre che vere e proprie azioni criminali.<\/span><\/p>\n<p class=\"\"><span style=\"color: #454545; font-family: 'Helvetica Neue'; font-size: medium;\">Queste sono le conclusioni a cui \u00e8 arrivata, nel 1997, la Commissione per i Diritti Umani e le Pari Opportunit\u00e0 (HREOC), incaricata due anni prima dall\u2019ufficio del Procuratore Generale di condurre un\u2019inchiesta nazionale sulla separazione dalle loro famiglie dei bambini aborigeni e isolani dello Stretto di Torres.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #454545; font-family: 'Helvetica Neue'; font-size: medium;\">Finiti i lavori, la presentazione del Rapporto \u201c<a href=\"https:\/\/www.humanrights.gov.au\/our-work\/aboriginal-and-torres-strait-islander-social-justice\/publications\/bringing-them-home-stolen\">Bringing Them Home<\/a>\u201d (riportarli a casa) ha segnato un punto di svolta nel modo in cui l\u2019Australia vede se stessa. A partire dall\u2019anno successivo, infatti, ogni 26 Maggio si celebra il \u201cSorry Day\u201d (giornata delle scuse): una delle raccomandazioni contenute nel Rapporto era proprio quella di istituire una data commemorativa. Ci sono voluti tuttavia altri 10 anni perch\u00e9 finalmente, il 13 febbraio 2008, l\u2019allora Primo Ministro Kevin Rudd si alzasse in Parlamento per rivolgere un appassionato discorso alla Stolen Generation (la generazione rubata), porgendo le scuse da parte del governo australiano.<\/span><\/p>\n<p class=\"\"><span style=\"color: #454545; font-family: 'Helvetica Neue'; font-size: medium;\">Lungi dal porre fine alla questione della Stolen Generation, le scuse di Kevin Rudd rispondono solo a una minima parte delle 54 raccomandazioni del rapporto. L\u2019iniziativa di Rudd doveva essere il primo passo del procedimento riparatorio di una politica lesiva dei diritti umani, ma il percorso appare ancora lungo, mentre la spinta a cambiare le cose sembra affievolita.<\/span><\/p>\n<p class=\"\"><span style=\"color: #454545; font-family: 'Helvetica Neue'; font-size: medium;\">Un articolo di <a href=\"https:\/\/www.sbs.com.au\/news\/we-say-sorry-remembering-kevin-rudd-s-national-apology-speech-10-years-on?cx_cid=edm:newspm:2017\">SBS Insight<\/a> fa notare che nel 1993 i bambini indigeni che risiedevano in strutture lontane da casa erano \u201csolo\u201d 2.419. Nel 2014-15 erano oltre 15.000, cifra aumentata del 65% dopo il discorso di Rudd. Nonostante i bambini aborigeni fossero solo il 5,5% dei bambini australiani tra 0-17 anni, essi rappresentavano il 35% dei bambini ospitati in strutture lontane da casa. I bambini indigeni di et\u00e0 compresa tra 1 e 4 anni avevano 11 probabilit\u00e0 in pi\u00f9 di vivere lontano dalle famiglie d&#8217;origine rispetto ai bambini non-indigeni dello stesso gruppo di et\u00e0.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #454545; font-family: 'Helvetica Neue'; font-size: medium;\">Sembra quindi che i bambini indigeni, per motivi e in modi forse diversi, vengano \u201crimossi\u201d dalle loro famiglie biologiche oggi pi\u00f9 che in qualsiasi altro momento nella storia australiana. Tuttavia \u00e8 difficile saperlo con certezza, dal momento che buona parte della documentazione anteriore agli anni &#8217;90 \u00e8 andata distrutta.<\/span><\/p>\n<p class=\"\"><span style=\"color: #454545; font-family: 'Helvetica Neue'; font-size: medium;\">Nonostante la frustrazione causata dal rendersi conto che alle scuse non sono seguite iniziative riparatorie inadeguate, \u00e8 bene non sottovalutare l\u2019importanza che l\u2019ammissione di colpa da parte del governo ha avuto per i sopravvissuti.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #454545; font-family: 'Helvetica Neue'; font-size: medium;\">Come ha raccontato l\u2019attivista aborigeno Steve Bunbadgee su <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/profile\/steve-bunbadgee-hodder-watt\">The Guardian<\/a>, riferendosi alle reazioni della sua gente dopo il discorso di Rudd, <em>&#8220;non c\u2019erano solo sentimenti di rabbia e ostilit\u00e0. C\u2019erano anche tanti bambini di ogni etnia che sventolavano bandiere aborigene. C\u2019era un senso tangibile di unit\u00e0 e solidariet\u00e0 tra la folla. I sopravvissuti anziani piangevano e si abbracciavano. \u00c8 stato facile lasciarsi coinvolgere dalle emozioni in quell\u2019occasione, ma non bisogna dimenticare che per gli anziani \u00e8 stata una giornata difficile. Non capita spesso di celebrare ufficialmente l\u2019ammissione di una ingiustizia ai nostri danni, tanto meno di farlo insieme alla comunit\u00e0 non indigena. Posso contare sulle dita di una sola mano i brevi momenti nella storia Australiana in cui ci siamo abbandonati ad emozioni collettive\u201d.<\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"\"><span style=\"color: #454545; font-family: 'Helvetica Neue'; font-size: medium;\">Ogni anno, in occasione di questo anniversario, il governo presenta un nuovo rapporto del progetto \u201c<a href=\"https:\/\/closingthegap.pmc.gov.au\/sites\/default\/files\/ctg-report-2017.pdf\">Closing the gap<\/a>\u201d (Colmando il divario). L\u2019obiettivo finale \u00e8 innalzare 7 parametri sulla qualit\u00e0 della vita degli aborigeni fino a portarli allo stesso livello dei non aborigeni. Le scadenze sono diverse per ogni obiettivo.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #454545; font-family: 'Helvetica Neue'; font-size: medium;\">Il Primo Ministro Turnbull ha descritto i risultati dell\u2019anno passato come i migliori dal 2011 ad oggi, ed \u00e8 statisticamente vero. Tuttavia solo tre dei sette obiettivi stanno progredendo in linea con le scadenze, mentre altri quattro sembrano destinati a non essere mai raggiunti. Sono a portata gli obiettivi mortalit\u00e0 infantile, educazione primaria e conseguimento del diploma superiore. Ancora lontani invece gli obiettivi per aspettativa di vita, tasso di occupazione, alfabetizzazione e rispetto dell\u2019obbligo scolastico minimo.<\/span><\/p>\n<p class=\"\"><span style=\"color: #454545; font-family: 'Helvetica Neue'; font-size: medium;\">E\u2019 questa l\u2019Australia di oggi, dieci anni dopo le scuse ufficiali alla parte di s\u00e9 trattata nel modo peggiore: un Paese profondamente diviso in due, finalmente consapevole del problema ma ancora incapace di risolverlo, infastidito dall\u2019essere costretto a fare i conti con la propria <a href=\"http:\/\/www.abc.net.au\/news\/2018-02-14\/indigenous-leaders-unhappy-with-pm-over-recognition\/9447744\">imperfezione<\/a>, &#8216;contento&#8217; di star migliorando alcuni indici statistici da terzo mondo.<br \/>\nIl bicchiere, insomma, \u00e8 mezzo pieno.<\/span><\/p>\n<p class=\"\"><span style=\"color: #454545; font-family: 'Helvetica Neue'; font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Traduzione di Leopoldo Salmaso<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra il 1910 e il 1970 il Governo australiano ha sottratto alle famiglie aborigene circa 100.000 bambini, spesso sotto i cinque anni di et\u00e0, nella\u00a0convinzione che gli Aborigeni non avessero un futuro in Australia e che i bambini sarebbero cresciuti&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":594,"featured_media":596388,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11388,60,51,61],"tags":[38380,30305,3910,43681,43682,32995],"class_list":["post-596252","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-contenuti-originali","category-diritti-umani","category-oceania-regione","category-popoli-aborigeni","tag-aborigeni-australiani","tag-adozioni-internazionali","tag-australia-it","tag-bringing-them-home","tag-closing-the-gap","tag-stolen-generation"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Australia: gli aborigeni? 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