{"id":593825,"date":"2018-02-08T13:36:11","date_gmt":"2018-02-08T13:36:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=593825"},"modified":"2018-02-08T13:36:11","modified_gmt":"2018-02-08T13:36:11","slug":"ucraina-la-rivoluzione-raccontata-un-ragazzo-qualunque","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/02\/ucraina-la-rivoluzione-raccontata-un-ragazzo-qualunque\/","title":{"rendered":"UCRAINA: La rivoluzione raccontata da un ragazzo qualunque"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span lang=\"it-IT\">Da SUMY, UCRAINA<\/span>\u00a0\u2013<\/strong>\u00a021 gennaio 2014. Stazione di Sumy, -21\u00b0C. Un ragazzo alto, molto giovane, d\u00e0 un ultimo tiro alla sigaretta, attraversa di corsa i binari e sale deciso sul treno affollato, senza guardarsi indietro. Bohdan ha solo 20 anni quando decide di salire su quel treno diretto a Kiev e prendere parte agli\u00a0<strong>eventi di Maidan<\/strong>, i quali avrebbero cambiato non solo la storia del suo paese, ma soprattutto la sua.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Originario della regione di Sumy, situata a nord-est dell\u2019Ucraina e a pochi chilometri dal confine russo, Bohdan non \u00e8 rimasto fermo a guardare quando gi\u00e0 nel novembre del 2013 scoppiarono le prime proteste. Proteste che hanno portato il\u00a0<strong>nome di rivoluzione<\/strong>\u00a0e che sono poi sfociate in un conflitto armato nei territori del Donbass.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Questo ragazzo ha partecipato agli eventi di Maidan in maniera intermittente, spesso andando a Kiev solamente in giornata, per monitorare la situazione. \u00c8 giunto nella capitale la prima volta il 21 gennaio ed \u00e8 rimasto l\u00ec 4-5 giorni. Successivamente vi \u00e8 ritornato nel mese di febbraio, dal 19 al 24, quando gli scontri iniziarono a farsi pi\u00f9 pesanti.\u00a0<strong>A<\/strong>\u00a0<strong>quattro anni di distanza<\/strong>\u00a0Bohdan \u00e8 qui con\u00a0<em>East Journal<\/em>, a raccontarci le sue impressioni e condividere i suoi ricordi su un capitolo di storia ucraina che deve ancora concludersi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Claudia:<\/b>\u00a0Sei partito per Kiev il 21 gennaio 2014 per la prima volta, senza avvisare nessuno e con uno zainetto sulle spalle. Cosa ti ha spinto a mollare tutto e unirti alle proteste di Maidan?<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Bohdan:<\/b>\u00a0Le proteste erano gi\u00e0 iniziate nel novembre del 2013 e Kiev ne \u00e8 stato sicuramente il fulcro, anche se la capitale non \u00e8 stata l\u2019unica citt\u00e0 ad essere presa di mira dai manifestanti. Proteste simili ci sono state anche altrove, sebbene gi\u00e0 verso gennaio-febbraio, e molto pi\u00f9 violente in alcuni casi, come a Odessa o Charkiv, citt\u00e0 di cui la stampa straniera parla di rado, da quanto ne so. Anche nella piccola realt\u00e0 di Sumy, la citt\u00e0 dove abito e lavoro, le proteste sono state accese e ci sono stati parecchi\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Nau_GObChnI\">scontri violenti con la polizia<\/a>, a cui ho partecipato senza fortunatamente rimanere ferito.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quando a gennaio sono ripres<span lang=\"it-IT\">e<\/span>\u00a0le proteste di Maidan, ho deciso che non potevo e non volevo starmene fermo qui.\u00a0<strong>L\u2019Ucraina \u00e8 il mio Paese e stava succedendo qualcosa<\/strong>, volevo farne parte. Cos\u00ec, senza nemmeno dire nulla ai miei (se ne sono accorti perch\u00e9 mi hanno visto in televisione!), sono partito per Kiev, senza sapere cosa avrei fatto, dove avrei dormito e quanto sarei rimasto.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il motivo principale che mi ha spinto a unirmi alle proteste \u00e8 stata la\u00a0<strong>speranza di veder cambiare il mio paese<\/strong>. Erroneamente, molti pensano che tutto sia scoppiato a causa del mancato accordo tra Ucraina ed Europa (<i>N.d.R:\u00a0<\/i>l\u2019<a href=\"http:\/\/www.eastjournal.net\/archives\/45486\">accordo di associazione e di libero scambio con l\u2019UE<\/a>) e dei rapporti con la Russia. Certo,\u00a0<strong>il ruolo della Russia non \u00e8 da sottovalutare, ma non era quello l\u2019obiettivo di Maidan<\/strong>. La verit\u00e0 \u00e8 che Maidan \u00e8 nato per cambiare l\u2019Ucraina, per rompere la spina dorsale del sistema, un\u00a0<strong>sistema corrotto dalla testa ai piedi<\/strong>, di cui la polizia e Yanukovich sono stati complici, per liberarsi dal potere in corso, un potere in mano a gente incompetente ed arrivista. E\u00a0<strong>per la libert\u00e0<\/strong>. Noi\u00a0<em>maidanisti<\/em>\u00a0eravamo alla ricerca della libert\u00e0, la libert\u00e0 di espressione prima di tutto, negataci da Yanukovich e soppressa da un regime poliziesco molto rigido. Eravamo pronti a conquistarla.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Claudia:<\/b>\u00a0La Russia, quindi, non ha avuto a che fare con Maidan?<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Bohdan:\u00a0<\/b>S\u00ec e no. Diciamo che non \u00e8 stata la scintilla che ha fatto scoppiare le proteste, ma non \u00e8 di sicuro rimasta a guardare. Ha certamente avuto il suo ruolo all\u2019interno di Maidan. Putin ha sostenuto Yanukovich, ne sono certo, anche se il come non sia del tutto chiaro e palese. La Russia \u00e8 entrata in scena apertamente al momento dell\u2019annessione della penisola di Crimea e delle dichiarazioni indipendentiste della DNR e LNR, che hanno fatto scoppiare il conflitto nel Donbass. Probabilmente c\u2019era da aspettarselo: Donec\u2019k e Luhans\u2019k (come Charkiv) sono territori che da moltissimo tempo aspirano all\u2019indipendenza, e forse il conflitto armato era inevitabile. Considero\u00a0<strong>la questione Ucraina-Russia un tema<\/strong><strong>\u00a0molto delicato<\/strong>\u00a0perch\u00e9 si finisce sempre con lo sfociare su teorie nazionaliste, sia da una parte che dall\u2019altra, e se esiste una soluzione non \u00e8 a portata di mano. I fatti lo dimostrano.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Claudia:<\/b>\u00a0Tornando a Maidan, che impressioni hai avuto?<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Bohdan:\u00a0<\/b>Ero eccitato. C\u2018erano migliaia di persone ovunque, provenienti da tutto il paese, e non solo.\u00a0<strong>Maidan ha unito l\u2019Ucraina intera<\/strong>, cosa che non era successa durante la rivoluzione arancione del 2004, la quale ha provocato una netta divisione tra l\u2019est e l\u2019ovest del paese e la proclamazione di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.eastjournal.net\/archives\/52283\">Stepan Bandera<\/a>\u00a0come eroe nazionale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Non avevo aspettative particolari, solo tanta adrenalina. La cosa che mi ha colpito di pi\u00f9 \u00e8 che non c\u2019erano leader,\u00a0<strong>tutto era gestito autonomamente<\/strong>\u00a0e in maniera del tutto spontanea. Nessuno sapeva dove avrebbe dormito, quando avrebbe dormito (e se avrebbe dormito) e cosa sarebbe successo nei minuti, ore, giorni successivi. Quando sono arrivato in piazza, seguendo la folla di persone, non sapevo cosa fare e sono rimasto impietrito per qualche secondo a guardarmi intorno, respirando quella nuova atmosfera. Era molto contento di vedere quello che succedeva. E anche curioso.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Claudia:<\/b>\u00a0A chi ti sei rivolto quando sei arrivato? Quanto sei rimasto a Maidan e cosa hai fatto?<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Bohdan:\u00a0<\/b>In realt\u00e0 all\u2019inizio non sapevo cosa fare o a chi rivolgermi perch\u00e9 appunto non c\u2019era un\u2019organizzazione concreta ed ero da solo. Eppure mi son sentito subito \u201ca casa\u201d, c\u2019era un\u00a0<strong>clima molto accogliente<\/strong>. Non avevo idea di quanto sarei rimasto, ma la cosa non mi preoccupava.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Sembrava di vivere nell\u2019anarchia, ma un\u2019anarchia composta in un certo senso. Tutti avevano un compito ed un ruolo ben precisi e mi chiedevo come lo trovassero senza un leader a dirigere quel marasma di gente. Ma\u00a0<strong>nessuno era superfluo a Maidan<\/strong>, tutti trovavano qualcosa da fare, dove e come aiutare. C\u2019era gente che cucinava, gente che distribuiva coperte (faceva molto freddo, c\u2019erano -20 gradi in quei giorni!), gente che piantava tende o costruiva barricate.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La prima volta ho raggiunto una delle tende per la gente di Sumy, dove ho lasciato le mie cose, e mi sono diretto in\u00a0<strong>via Hrushevskij<\/strong>\u00a0(<i>N.d.R:<\/i>\u00a0una delle vie principali del centro citt\u00e0, che porta all\u2019arco dell\u2019amicizia fra i popoli). Ho cominciato ad aiutare nella\u00a0<strong>costruzione delle prime barricate<\/strong>. Ovviamente non erano le uniche barricate, tutto il centro di Kiev ne era pieno. A febbraio, quando sono ritornato per altri 5-6 giorni, non ricordo bene dove ho dormito perch\u00e9 la tenda di Sumy \u00e8 stata bruciata dai poliziotti proprio in quei giorni.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Claudia:<\/b>\u00a0La polizia che ruolo ha avuto a Maidan?\u00a0<span lang=\"it-IT\">In che modo \u00e8 intervenuta?<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Bohdan:\u00a0<\/b>La polizia si \u00e8 schierata, ovviamente, dalla parte del governo. E ha ricevuto l\u2019ordine di agire perch\u00e9 il potere ha cominciato a temere il popolo. Noi di Maidan non volevamo causare violenze, solo alzare la voce per farci ascoltare. Ma, quando la polizia ha iniziato ad intromettersi con la forza, abbiamo dovuto organizzarci per difenderci e le barricate sono aumentate. Nella piazza principale di Kiev \u00e8 stata la polizia a dar\u00a0fuoco a uno dei grandi palazzi dove avevamo stipato le riserve di cibo, le coperte e dove c\u2019era addirittura un\u2019ala per i feriti. Il 18 febbraio\u00a0sono stati gli\u00a0<strong>uomini della\u00a0<i>Berkut<\/i>\u00a0<\/strong>(<i>N.d.R:\u00a0<\/i>unit\u00e0 della polizia antisommossa ucraina, non pi\u00f9 esistente dal 25 febbraio 2014) a\u00a0<a href=\"https:\/\/www.radiosvoboda.org\/a\/25268152.html\">spingersi fino al Palazzo d\u2019Ottobre<\/a>\u00a0e ad attaccare i manifestanti per quasi due giorni. C\u2019ero anche io. E proprio in quella zona abbiamo ritrovato cartucce di calibro 7.62\u00d751 di alcune armi utilizzate dagli sniper e dai poliziotti che sparavano alla folla sottostante. Ne parlo anche in una\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=6YAqvrgoMyY\">piccola intervista<\/a>\u00a0perch\u00e9 io stesso ho ritrovato delle pallottole, pallottole vere per armi vere, non armi-giocattolo, e non pallottole di gomma come quelle che usavano all\u2019inizio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Claudia:<\/b>\u00a0Quindi anche tu hai partecipato agli scontri diretti con la polizia? Voi\u00a0<em>maidanisti<\/em>eravate armati?<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Bohdan:<\/b>\u00a0<strong>Abbiamo cominciato ad armarci per difenderci<\/strong>. Sono stati i poliziotti della\u00a0<i>Berkut<\/i>\u00a0ad iniziare gli scontri violenti, e noi dovevamo difenderci in qualche modo. Abbiamo costruito le barricate con il materiale che trovavamo e i copertoni andavano benissimo perch\u00e9 bruciandoli tenevamo lontani i poliziotti: nessuno aveva il coraggio di oltrepassare quel fuoco. Le cose pi\u00f9 semplici da produrre erano le\u00a0<strong>bombe molotov<\/strong>. Avevamo\u00a0<strong>armi improvvisate<\/strong>, anche se insufficienti e spesso mal-funzionanti, e bombe molotov a portata di mano. La polizia era armata e non \u00e8 certo rimasta a guardare. Gli sbirri avevano paura! I primi giorni ci gettavano acqua fredda, e in quei giorni si gelava! Ma tenevamo duro, cercavamo riparo nelle tende improvvisate e ci riscaldavamo vicino al fuoco, dove si discuteva e si conosceva altra gente. Eravamo tutti fratelli, l\u00ec per uno scopo comune.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Claudia:<\/b>\u00a0Hai detto che non c\u2019erano leader, ma quando sono iniziati gli scontri violenti c\u2019era qualcuno che dirigeva le operazioni?<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Bohdan:<\/b>\u00a0All\u2019inizio delle proteste non c\u2019era bisogno di un leader, eravamo tutti l\u00ec per lo stesso motivo\u00a0<span lang=\"it-IT\">e la manifestazione era di natura pacifica.<\/span>\u00a0Ma quando sono iniziati gli scontri con la\u00a0<i>Berkut\u00a0<\/i>sono nati dei\u00a0<strong>veri e proprio plotoni, chiamati\u00a0<i>sotnie<\/i><\/strong>\u00a0(<i>N.d.R.:<\/i>\u00a0\u201c<i>sotnia<\/i>\u201d \u00e8 un termine militare di origine slavo che identificava lo squadrone dell\u2019artiglieria cosacca. Oggi \u00e8 in uso nell\u2019esercito ucraino e indica un\u2019unit\u00e0 costituita da circa 100-150 soldati). Ogni\u00a0<i>sotnja<\/i>\u00a0aveva un leader che prendeva le decisioni e dava gli ordini. Io a febbraio mi sono unito al secondo plotone, che difendeva la Seconda Barricata, in Via Hrushevskij.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Claudia:\u00a0<\/b>Sono passati 4 anni ormai dagli eventi di Maidan. Cosa pensi della situazione attuale del tuo paese? La rivoluzione \u00e8 servita a qualcosa o tutto \u00e8 fermo come prima?<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Bohdan:<\/b>\u00a0<strong>Se non ci fosse stato Maidan sarebbe stato peggio, molto peggio<\/strong>. Maidan ha fatto capire alle alte sfere dell\u2019Ucraina (e non solo) che il suo popolo \u00e8 capace di intendere e di volere e che non \u00e8 d\u2019accordo con i pupazzi che siedono al governo.\u00a0<strong>Per me, Maidan ha comunque vinto<\/strong>. Ha dimostrato che la gente non deve pi\u00f9 temere il regime poliziesco, che il popolo pu\u00f2 prendersi il potere e che le cose possono cambiare. Gli scontri sono iniziati quando il potere ha capito che il popolo era pronto a morire per il proprio Paese, ha cominciato ad avere paura perch\u00e9 nonostante la violenza il popolo non si \u00e8 tirato indietro, anzi. Ma<strong>\u00a0il risultato non \u00e8 stato comunque soddisfacente<\/strong>\u00a0perch\u00e9 al potere sono comunque rimasti gli stessi oligarchi, gli stessi incompetenti che si scambiano le sedie fra loro, promettendo riforme che si rivelano fittizie. Dopo 4 anni si pu\u00f2 dire che le autorit\u00e0 danno molta pi\u00f9 voce al popolo perch\u00e9 il popolo ha ben dimostrato di cosa \u00e8 capace,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.eastjournal.net\/archives\/87376\">ma non basta<\/a>. E non pu\u00f2 finire qui.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Claudia:<\/b>\u00a0Ci sar\u00e0 un altro Maidan?<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Bohdan:\u00a0<\/b>S\u00ec, presto, molto presto. E sar\u00e0 molto pi\u00f9 violento, scorrer\u00e0 ancora pi\u00f9 sangue. E\u00a0<strong>allora si potr\u00e0 parlare di rivoluzione, quella vera<\/strong>, non solo a Kiev ma in tutto il Paese.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Bohdan a Maidan c\u2019era, ci ha creduto e ci crede ancora.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">L&#8217;articolo originale pu\u00f2 essere trovato a <a href=\"http:\/\/www.eastjournal.net\/archives\/88064\">questa pagina<\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Articolo di Claudia Bettiol<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da SUMY, UCRAINA\u00a0\u2013\u00a021 gennaio 2014. Stazione di Sumy, -21\u00b0C. Un ragazzo alto, molto giovane, d\u00e0 un ultimo tiro alla sigaretta, attraversa di corsa i binari e sale deciso sul treno affollato, senza guardarsi indietro. 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