{"id":576598,"date":"2017-12-28T11:56:08","date_gmt":"2017-12-28T11:56:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=576598\/"},"modified":"2017-12-28T15:18:53","modified_gmt":"2017-12-28T15:18:53","slug":"radiopressenza-bilancio-dellanno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/12\/radiopressenza-bilancio-dellanno\/","title":{"rendered":"@RadioPressenza : bilancio dell&#8217;anno"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo approfittato dell&#8217; ultimo programma live dell&#8217;anno per parlare con Javier Tolcachier e fare un bilancio dell&#8217;anno. Chi sono i nuovi attori politici, verso dove vanno gli avvenimenti nella regione e nel resto del pianeta. Quali sono le prospettive per l&#8217;anno nuovo?<\/p>\n<p>Tutto questo e molto altro ancora a Pressenza Internacional a la Oreja con Nelsy LIzarazo, Mariano Quiroga e Tony Robinson.<\/p>\n<!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('audio');<\/script><![endif]-->\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-576598-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/mx.ivoox.com\/es\/pressenza-internacional-en-oreja-22-12-2017_md_22823046_wp_1.mp3?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/mx.ivoox.com\/es\/pressenza-internacional-en-oreja-22-12-2017_md_22823046_wp_1.mp3\">https:\/\/mx.ivoox.com\/es\/pressenza-internacional-en-oreja-22-12-2017_md_22823046_wp_1.mp3<\/a><\/audio>\n<p><a title=\"Pressenza Internacional En la Oreja 22\/12\/2017\" href=\"https:\/\/mx.ivoox.com\/es\/pressenza-internacional-en-oreja-22-12-2017-audios-mp3_rf_22823046_1.html\">Scaricare<\/a><\/p>\n<p><strong>Il Brasile di Temer&#8230; o da temere, a giudicare dagli avvenimenti di quest&#8217;anno, l&#8217;Argentina di Macri, che ha chiaramente dimostrato di essere disposto a tutto per imporre le sue politiche, un Paraguay sfiancato e un Uruguay senza Mujica da due anni&#8230; come si configura alla fine del 2017 il cono meridionale del continente?<\/strong><\/p>\n<p>Il Brasile attraversa un enorme processo involutivo. Temer, alleato a una maggioranza di parlamentari corrotti, \u00e8 riuscito a congelare per 20 anni gli investimenti nella salute e nell&#8217;educazione, oltre ad approvare una riforma neo-schiavista che fa retrocedere al 1942 il panorama lavorativo. L&#8217;estremo degrado politico, dopo il colpo di stato mediatico-parlamentare-giuridico-impresariale, \u00e8 funzionale all&#8217;avanzamento delle forze confessionali ultraconservatrici e retrograde, quelle che cercano, con la PEC 181, di proibire ogni possibilit\u00e0 di aborto, anche in casi di stupro. A questa situazione si aggiunge la persecuzione giuridica dell&#8217;ex presidente Lula, che raccoglie un enorme appoggio popolare a fronte delle prossime elezioni presidenziali, alle quali, se il prossimo gennaio sar\u00e0 confermata la sua condanna, non potr\u00e0 partecipare.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Argentina di Macri<\/strong>,\u00a0<strong>che ha chiaramente dimostrato di essere disposto a tutto per imporre le sue politiche<\/strong>&#8230;<\/p>\n<p>Si tratta di un governo facinoroso al servizio delle grandi imprese, con pratiche mafiose, come la recente estorsione a governatori provinciali e deputati con cui \u00e8 riuscito ad approvare un taglio per i pensionati, per quelli che ricevono l&#8217;assegno familiare e per i veterani della guerra delle Malvinas, oltre a una riforma fiscale &#8211; che deve ancora essere affrontata dalla Camera dei senatori &#8211; a favore della massimizzazione dei profitti aziendali.<\/p>\n<p>Oltre all&#8217;acquisto di voti, al ricatto, alla manipolazione dei media, si aggiunge la pratica della repressione come mezzo per mettere a tacere la protesta.<\/p>\n<p>Il clamoroso rifiuto e la mobilitazione popolare hanno indebolito il sostegno ottenuto dal governo nelle elezioni parlamentari del 22 ottobre, rendendo questo pacchetto di leggi (compresa la riforma del lavoro prevista per l&#8217;anno prossimo) forse un prima e un dopo nella situazione politica dell&#8217;Argentina.<\/p>\n<p><strong>Il Paraguay sfiancato <\/strong><\/p>\n<p>Il Paraguay storicamente \u00e8 stato in mano a un gruppo di proprietari terrieri e imprenditori legati alla politica attraverso il Partito <em>Colorado<\/em>, creato da Stroessner per mascherare e rifare il trucco alla sua sanguinosa dittatura. Nulla di tutto ci\u00f2 \u00e8 cambiato: quest&#8217;anno i contadini e gli studenti sono tornati a protestare in modo massivo contro il mancato rispetto, da parte del governo, di quanto concordato al tavolo dei negoziati. Le manovre legislative illegittime per consentire la rielezione di Cartes, infine, non sono riuscite. Alla contesa elettorale dell&#8217;aprile 2018 concorrer\u00e0 il senatore Mario Abdo Benitez, figlio di un uomo fidato del dittatore Alfredo Stroessner, nel tentativo di dare &#8211; ancora una volta! &#8211; continuit\u00e0 al <em>coloradismo<\/em> al potere. Dall&#8217;opposizione, per rompere l&#8217;egemonia <em>colorada<\/em>, il candidato sar\u00e0 Efra\u00edn Alegre del pur tradizionale partito liberale, in alleanza con il Frente Guas\u00fa, del deposto ex-presidente Fernando Lugo.<\/p>\n<p><strong>E un Uruguay senza Mujica da due anni&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>Il governo di Tabar\u00e9 Vazquez, del <em>Frente Amplio, <\/em>\u00e8 stato tiepido e orientato su politiche centriste, senza mettere minimamente in discussione le strutture di mercato, similmente a quanto fatto da Bachelet in Cile. Tuttavia, dal punto di vista dei diritti civili, ci sono stati alcuni risultati importanti in entrambi i luoghi, come la depenalizzazione dell&#8217;uso di cannabis, leggi ugualitarie sul matrimonio e la recente approvazione dell&#8217;aborto per tre motivi, togliendo il Cile dall&#8217;elenco dei paesi in cui il suo divieto \u00e8 netto.<\/p>\n<p><strong>Come si configura alla fine del 2017 il cono meridionale del continente?<\/strong><\/p>\n<p>Un chiaro bastione della destra, alleata geopolitica di Washington, un Mercosur furiosamente orientato al libero mercato. D&#8217;altra parte, questi governi serviranno agli USA come un ariete contro il Venezuela e rappresenteranno l'&#8221;avanguardia&#8221; dell&#8217;indebolimento della sovranit\u00e0 regionale.Una foto degli anni &#8217;90 in un ambito internazionale sovraccarico.<\/p>\n<p><strong>Saliamo alla regione andina e troviamo una Bolivia che ci d\u00e0 buone notizie e prospettive elettorali non molto chiare, un Per\u00f9 con il presidente in giudizio politico, l&#8217;Ecuador con il nuovo governo che segue l&#8217;era Correa e il Venezuela con recenti elezioni in cui stravince il partito al potere. E abbiamo la Colombia che si dibatte in un difficilissimo processo di pace e anche in vista delle elezioni.. quali credi che siano le prospettive per questa regione nel &#8217;18?<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>In Bolivia, dopo le pressioni dei movimenti sociali e l&#8217;approvazione del Tribunale elettorale, Evo non ha avversari che potrebbero oscurare la sua nuova vittoria alle urne. Dovremo quindi vedere come operer\u00e0 l\u00ec il potere del Nord, e nessuna manovra pu\u00f2 essere esclusa. Il paese sta crescendo e, nonostante i sospetti di corruzione in alcuni settori del partito al governo, la maggioranza dei boliviani, specialmente i contadini e le popolazioni indigene, appoggia l&#8217;attuale governo.<\/p>\n<p>In Per\u00f9 attualmente si stanno scontrando settori del potere economico che, come altrove, tengono sotto sequestro ogni possibilit\u00e0 di reale democrazia. Il parlamento, controllato dal fujimorismo, non ha potuto &#8211; ancora &#8211; ottenere la destituzione o le dimissioni dell&#8217;attuale presidente Kuczinsky, ma \u00e8 certo che continuer\u00e0 a manovrare per dirigere la politica nazionale e &#8211; tra le altre cose &#8211; ottenere il perdono per l&#8217;inquietante Alberto Fujimori, la cui figlia Keiko guida <em>Fuerza Popular<\/em>. L\u00ec, solo la forza dell&#8217;unit\u00e0 popolare di sinistra riuscir\u00e0 a far sentire la voce del popolo.<\/p>\n<p>In Ecuador, dopo la vittoria progressista sul banchiere Lasso e stante la necessit\u00e0 di creare uno stile di governo pi\u00f9 dialogante, il Presidente Moreno ha iniziato ad abbassare le bandiere della Rivoluzione Cittadina. Ci\u00f2 ha portato ad una rottura interna del progressismo e a un&#8217;agenda funzionale agli interessi della destra. Non sembra essere un buon modo di procedere, n\u00e9 lo \u00e8 stato cedere alle richieste delle imprese e dei media nel caso di altri governi progressisti che sono stati successivamente sconfitti o rovesciati.<\/p>\n<p>La Colombia avanza molto lentamente nel suo processo di pace, l&#8217;assassinio dei leader contadini continua e non vi \u00e8 alcuna prospettiva di miglioramento della disuguaglianza nella propriet\u00e0 della terra. D&#8217;altra parte, la lunga storia di proscrizioni politiche suggerisce che saranno poste pietre sul cammino per impedire l&#8217;unit\u00e0 della sinistra a sostegno di Gustavo Petro o Piedad C\u00f3rdoba per affrontare l&#8217;attuale vice presidente Vargas Lleras &#8211; principale candidato dell&#8217;establishment.<\/p>\n<p>In Venezuela il governo \u00e8 uscito politicamente rafforzato dai processi elettorali (costituente, regionale e municipale), ma continua a scontrarsi con una guerra economica spietata, prodotto di sanzioni unilaterali, accaparramento di materie prime, contrabbando e manipolazione monetaria. Questa guerra, agita anche attraverso intense campagne di discredito mediatico e di pressione diplomatica, mira a indebolire la Rivoluzione bolivariana per cercare di sconfiggere Nicolas Maduro alle prossime elezioni presidenziali, essendo falliti i tentativi di colpo di stato che quest&#8217;anno hanno causato tanta sofferenza e violenza.<\/p>\n<p>Nel 2018 questa zona continuer\u00e0 ad essere molto instabile socialmente e politicamente.<\/p>\n<p><strong>Nel corso di quest&#8217;anno il Guatemala \u00e8 tornato a mobilitarsi, senza grandi risultati rispetto alle richieste dalla gente, El Salvador non \u00e8 ancora in grado di avanzare con un&#8217;assemblea di opposizione, Honduras, sull&#8217;orlo di una guerra civile con delle elezioni fraudolente e senza presidente eletto&#8230; La regione centroamericana continua a cercare giustizia e democrazia&#8230; qual \u00e8 la tua lettura generale di ci\u00f2 che ha vissuto questa regione nel 2017?<\/strong><\/p>\n<p>I tassi di violenza in El Salvador, Honduras e Guatemala sono leggermente diminuiti, in parte grazie agli scontri armati e ad altre misure adottate dai governi, sia di destra che di sinistra, contro le bande (&#8220;maras&#8221;). D&#8217;altro canto, il Centroamerica ha registrato una crescita economica superiore a quella del Sudamerica. Significativo \u00e8 il progresso in materia di matrice energetica con l&#8217;uso delle energie rinnovabili, che consente una minore dipendenza dal petrolio e una maggiore disponibilit\u00e0 di risorse da investire in altri settori. Il Nicaragua continua a sostenere il governo sandinista e il suo modello economico combinato di piccole cooperative e uno stato centralista. L\u00ec la FSLN, dopo la rielezione di Daniel Ortega, ha vinto con un ampio margine anche le elezioni comunali. Il Guatemala, nonostante le voci che si sono levate con forza dalla cittadinanza, continua ad essere una Repubblica delle banane corrotta come l&#8217;Honduras.<\/p>\n<p><strong>E arriviamo al Messico, alle porte delle elezioni presidenziali, con una candidata delle popolazioni indigene per la prima volta nella storia e con Trump in cima, minaccioso. Quale \u00e8 il ruolo che corrisponderebbe al Messico, nella regione?<\/strong><\/p>\n<p>Il Messico \u00e8 quello che pi\u00f9 assomiglia a uno stato fallito, negli artigli del narcotraffico che dominano la politica e sottomesso al\u00a0suo atroce vicino del nord grazie a\u00a0un trattato di libero commercio, ora in dubbio. La violenza \u00e8 totale, contro le donne, i giornalisti, gli indigeni, gli studenti, contro tutti.\u00a0Si \u00e8 avvicinato troppo agli USA e agli USA non sta bene e ora il loro governo razzista non vuole pi\u00f9 la societ\u00e0 precedente &#8211; in realt\u00e0 un&#8217;annessione &#8211; con il Messico. Il Messico dovr\u00e0 tornare al suo spirito migliore, quello della sfida, emulando le imprese rivoluzionarie e rivolgendo il suo sguardo verso i suoi fratelli del sud.<\/p>\n<p><strong>Non vogliamo lasciare fuori i Caraibi, sferzate dall&#8217;uragano Irma, isole devastate, e Cuba, sollevata dal disastro&#8230; Verso dove vanno i nostri Caraibi, Javier?<\/strong><\/p>\n<p>Bisogna collocare la geografia politica dei Caraibi. I Caraibi iniziano a Caracas e terminano a Miami. E i venti, i tornado vanno e vengono tra i due poli. L\u00ec c&#8217;\u00e8 una lotta per preservare una relativa indipendenza dall&#8217;egemonia che gli Stati Uniti pretendono di ripristinare su ci\u00f2 che considerano il cortile di casa loro. L&#8217;impulso emancipatorio \u00e8 sostenuto dall&#8217;asse formatosi tra il governo bolivariano in Venezuela e Cuba, aggiungendo diverse nazioni insulari appoggiate dal sistema PetroCaribe, attraverso il quale ottengono petrolio a prezzi preferenziali e con un buon finanziamento, cosa che libera risorse di per s\u00e9 scarse. Cuba si sta muovendo verso il rinnovamento generazionale del suo governo. Nell&#8217;aprile 2018 assumer\u00e0 l&#8217;incarico un nuovo presidente, presumibilmente Miguel D\u00edaz Canel, attuale vicepresidente, nato dopo la Rivoluzione. Ci si aspetta riforme moderate, soprattutto l&#8217;apertura controllata agli investimenti esteri che consentano un imprescindibile rinnovamento tecnologico.<\/p>\n<p><strong>E&#8217; iniziata l&#8217;era di Trump e con questa un&#8217;inversione di tendenza nella politica estera degli Stati Uniti o solo uno svelamento di quello che stava arrivando? Con quali conseguenze per la nostra regione e per il pianeta?<\/strong><\/p>\n<p>Siamo abituati alle devastazioni perpetrate dagli Stati Uniti in luoghi molto distanti dal loro territorio. Tuttavia, al loro interno le cose non vanno meglio. I suoi abitanti vivono un&#8217;era di fascismo all&#8217;americana. 41 milioni di poveri, consumo massiccio di droga e oppiacei, un grandissimo numero di civili armati, una popolazione carceraria gigantesca, per la stragrande maggioranza nera, un governo sostenitore della supremazia in cui i militari sembrano detenere il potere reale, una maggioranza repubblicana ed estremista in entrambe le camere. Un paese oggi isolato in ambito internazionale, con un buco fiscale astronomico, impossibile da pagare. Armamentista e sceriffo del mondo, una posizione insostenibile. Un vero inno alla meritocrazia individualista.<\/p>\n<p><strong>Uno sguardo all&#8217;Europa: vari paesi sono andati a elezioni, i rifugiati continuano ad arrivare, il Regno Unito se ne va dall&#8217;Unione Europea, la Catalogna con la sua lotta autonomista&#8230; come definiresti, alla fine di quest&#8217;anno, lo scenario europeo?<\/strong><\/p>\n<p>Come nel resto del mondo, un grave spostamento verso destra, una regione in cui il panorama generazionale acuisce il conservatorismo. Guarda la Polonia, con migliaia di nazionalisti che cantano &#8220;Vogliamo Dio&#8221;; in Germania l&#8217;estrema destra in parlamento per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale e ancora, per la quarta volta, la conservatrice Merkel rieletta come primo ministro; in Inghilterra \u00e8 in corso il processo di uscita dall&#8217;Unione Europea; in Francia, la paura del Front National ha fatto s\u00ec che vincesse il candidato della banca; guarda la Spagna, dove il nazionalismo secessionista d\u00e0 origine alla repressione del franchismo dal colletto inamidato di Rajoy; guarda Erdogan, un corteggiatore di Ataturk dal taglio fondamentalista; gli orientamenti politici in Ucraina, la Repubblica Ceca, dove un multimilionario ha vinto le recenti elezioni parlamentari e l&#8217;estrema destra si \u00e8 classificata seconda; guarda il disastro dell&#8217;Unione Europea, un tempo progetto luminoso di unit\u00e0, ora con un centralismo asfissiante nelle mani delle banche. Salvo alcune eccezioni molto onorevoli, come il laburista Corbyn o il disubbidiente Melenchon, un continente invecchiato, timoroso di essere inondato dai migranti, che non riesce a fare pace con la sua storia.<\/p>\n<p><strong>E che diresti dell&#8217;Asia?<\/strong><\/p>\n<p>In Oriente le prospettive sono migliori, almeno per quanto riguarda l&#8217;economia e alcuni aspetti sociali. La Cina lavora alla Via della Seta, il suo gigantesco piano di costruzione di strade, vie e porti per collegare zone isolate e stimolare il commercio mondiale, una sorta di piano Marshall asiatico. Nella sua alleanza con la Russia, con la fondazione di una banca d&#8217;investimenti e di sviluppo come specchio della Banca Mondiale, il commercio in valute diverse dal dollaro e la crescente influenza dello yuan, appare come il contrappeso dell&#8217;indiscussa unipolarit\u00e0 d&#8217;altri tempi degli Stati Uniti. Russia che sicuramente rielegger\u00e0 ancora una volta Putin e rappresenta in ambito diplomatico e militare quello che la Cina rappresenta in economia. La Corea del Nord, che era un paraurti comunista cinese contro l&#8217;ingerenza imperialista che minacciava la rivoluzione maoista dalla Corea del Sud, oggi \u00e8 diventata un problema anche per la Cina, perch\u00e9 giustifica la presenza imperialista nordamericana nella zona, il riarmamentismo giapponese e lo sviluppo dell&#8217; industria coreana degli armamenti. La pace l\u00ec, come sempre, \u00e8 la cosa migliore per tutti.<\/p>\n<p>In Medio Oriente queste speranze di pace sono lontane, muoiono e soffrono la fame milioni di persone in Yemen, in Siria, in Afghanistan, in Pakistan o in Irak. Una distruzione con la quale gli USA e la NATO vogliono contrastare l&#8217;asse iraniano-russo-cinese e\u00a0dove i venti democratici destabilizzano le teocrazie monarchiche dell&#8217;Arabia Saudita e del Golfo e trattengono l&#8217;agire ogni volta pi\u00f9 radicale e violento dello stato israeliano. L&#8217;argomentazione della continuit\u00e0 della guerra interreligiosa tra fazioni dell&#8217;Islam non \u00e8 pi\u00f9 sostenibile. Tuttavia il petrolio muove il mondo e chi controlla quella zona ha un grande potere.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Africa ha vissuto processi elettorali, uscite di scena di presidenti al potere da pi\u00f9 di trent&#8217;anni&#8230; novit\u00e0 nel continente africano. Verso dove vedi che vanno le tendenze?<\/strong><\/p>\n<p>Gli stati africani sono stati, gi\u00e0 dall&#8217;epoca coloniale, bottini di guerra per poter commerciare in risorse naturali, oltre a piccole oasi di sussistenza per minoranze burocratiche. Prima il commercio era solo con referenti europei, ora \u00e8 pi\u00f9 diversificato, con la Cina, il Canada e altri. Le guerre non sono etniche, la questione etnica, bench\u00e9 esista, si tira fuori dal cassetto come argomento irrazionale\u00a0 per appropriarsi del bottino. La diplomazia morbida della Cina, che non ha un passato schiavista in Africa, \u00e8 avanzata molto. C&#8217;\u00e8 stato un rinnovamento generazionale nei governi, simbolizzato dalla recente caduta di Mugabe, ma la corruzione continua, tanto nei governi socialisti quanto in quelli pro-capitalisti.<\/p>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 qualcosa che attraversa ciascuno dei paesi del continente e che ha a che fare con le persecuzioni politiche perpetrate dal partito giudiziario, dal potere giudiziario, attraverso denunce in alcuni casi legate alla corruzione, ma in altri a qualsiasi scusa finalizzata a eliminare la leadership politica attraverso il carcere. Che cosa potresti aggiungere a questo proposito, che vediamo ripetersi come un modus operandi?<\/strong><\/p>\n<p>E&#8217; cos\u00ec, c&#8217;\u00e8 una strategia che \u00e8 una sorta di replica di ci\u00f2 che fu il Piano Condor con gli stivali, oggi lo \u00e8 con gli editti giuridici. Si perseguitano tutte le organizzazioni e le leadership che possano oscurare la possibilit\u00e0 che il capitalismo continui a regnare nella regione.<\/p>\n<p>Tuttavia, bisogna dire che la corruzione esiste e che \u00e8 un fenomeno collegato all&#8217;apparato statale, qualunque sia il segno politico che rappresenta. E&#8217; un problema serio che bisogna studiare pi\u00f9 da vicino e che ha a che vedere con la burocratizzazione di un apparato di potere che fa s\u00ec che si favorisca la corruzione all&#8217;interno dello stato e che sia utilizzata soprattutto dalle corporazioni economiche per ottenere contratti e altro. Ci sono corrotti e ci sono anche corruttori. Mi sembra che si tratti di una questione da affrontare con molta attenzione, perch\u00e9 non si esaurisce in una semplice denuncia politicamente motivata.<\/p>\n<p><strong>Ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 significativo, pi\u00f9 degno di nota nella nostra regione e nel mondo, eleviamo gli animi. E&#8217; vero che lo scenario \u00e8 tremendo, ma lo hai detto pochi minuti fa, ci sono un modello e un sistema che stanno chiaramente facendo acqua da tutte le parti e questo pu\u00f2 rappresentare una speranza.<\/strong><\/p>\n<p>Cercando di riscattare il positivo da una prospettiva umanista:<\/p>\n<ol>\n<li>L&#8217;ottenimento di un trattato vincolante di proibizione delle armi nucleari all&#8217;ONU nel luglio di quest&#8217;anno, insieme alla consegna del premio Nobel ai principali promotori del Trattato, la Campagna Internazionale per l&#8217;Abolizione delle Armi Nucleari (ICAN).<\/li>\n<li>La richiesta massiva di una vita libera dalla violenza per le donne, nonostante le cifre quotidiane.<\/li>\n<li>Le maree di masse di resistenza popolare con uno stile di protesta creativo e nonviolento.<\/li>\n<li>Il progresso e il consolidamento di inquadramenti legali che rendono possibili forme familiari e di coppia diverse.<\/li>\n<li>La dimostrazione di solidariet\u00e0 umana rispetto ai migranti, nonostante la grande corrente contraria e l&#8217;attitudine meschina dei governi.<\/li>\n<li>L&#8217;avanzamento dei concetti di pace e di dialogo come anticorpi a fronte dell&#8217;assalto di violenza nel crollo di un sistema in decadenza.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Tuttavia, \u00e8 innegabile un forte spostamento a destra, la reazione del vecchio che non \u00e8 ancora morto al nuovo che non \u00e8 ancora nato.<\/p>\n<p><strong>Le principali tendenze nell&#8217;anno che comincia.<\/strong><\/p>\n<p>Nonostante l&#8217;apparente novit\u00e0, il mondo ritorna vecchio e conservatore. Perch\u00e9? Perch\u00e9 gira troppo rapidamente ed \u00e8 nelle mani di pochi. Niente \u00e8 come prima e il prima \u00e8 ogni volta pi\u00f9 vicino e, sembra, allo stesso tempo pi\u00f9 lontano. Anche perch\u00e9, effettivamente e oggettivamente, non solo soggettivamente,\u00a0la popolazione in molti luoghi sta invecchiando.<\/p>\n<p>La rivoluzione tecnologica, ora motorizzata dalla convergenza delle biotecnologie, della tecnologia genetica, dell&#8217;Internet delle cose e dell&#8217;intelligenza artificiale, lascia indietro ed esclude tre quarti della popolazione mondiale.<\/p>\n<p>La propriet\u00e0 concentrata in imprese transnazionali, combinata con un&#8217;economia usuraia e finanziarizzata, elimina le possibilit\u00e0 di sviluppo del quarto restante. Nel frattempo, l&#8217;atmosfera si imputridisce e la terra si spacca.<\/p>\n<p>E&#8217; l&#8217;apocalisse e la gente cos\u00ec la vede. Pertanto, anzich\u00e9 pensare o immaginare un mondo diverso, nuovo, solidale, creativo, nonviolento, le persone credono che potranno ripararsi da essa retrocedendo, rivolgendosi a formule conosciute, tornando al passato, seguendo idioti che gridano\u00a0e sono appoggiati dal grande capitale, come fece Hitler a suo tempo.<\/p>\n<p>Se dovessi rispondere razionalmente, direi che oggi ci sono moltissime pi\u00f9 probabilit\u00e0 di nuove guerre, di pi\u00f9 miseria, disuguaglianza e fame, piuttosto che di un&#8217;uscita evolutiva. Ed \u00e8 cos\u00ec perch\u00e9 l&#8217;Umanit\u00e0 non\u00a0ha ancora disimparato la violenza,\u00a0radicata nella sua memoria come appropriazione e vendetta.<\/p>\n<p>Tuttavia, la speranza \u00e8 l&#8217;ultima a morire, perch\u00e9 \u00e8 il germe del futuro e per conquistarlo la speranza \u00e8 lo strumento principale. Dipende da noi stessi unirci e realizzarlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Traduzione dallo spagnolo di Matilde Mirabella<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo approfittato dell&#8217; ultimo programma live dell&#8217;anno per parlare con Javier Tolcachier e fare un bilancio dell&#8217;anno. Chi sono i nuovi attori politici, verso dove vanno gli avvenimenti nella regione e nel resto del pianeta. 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