{"id":576123,"date":"2017-12-25T10:19:51","date_gmt":"2017-12-25T10:19:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=576123\/"},"modified":"2017-12-25T10:19:51","modified_gmt":"2017-12-25T10:19:51","slug":"due-donne-lasciano-segno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/12\/due-donne-lasciano-segno\/","title":{"rendered":"Due donne che lasciano il segno"},"content":{"rendered":"<div class=\"attribute-long\">\n<p>Qualche settimana fa, nell\u2019ambito della Giornata internazionale contro la Violenza sulle <a href=\"http:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Diritti-umani\/Donna\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Donne<\/a>, la cittadina di Cortona, in Provincia di Arezzo (che dunque non ospita soltanto banche inguaiate), ha potuto incontrare due donne gi\u00e0 insignite delle pi\u00f9 alte onorificenze a livello globale: <b>Leymah Gwobee, 45 anni, \u201cpremio Nobel per la <a href=\"http:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Guerra-e-Pace\/Pace\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pace<\/a>\u201d nel 2011, e Lamyia Bashar, 17 anni, \u201c<\/b><u><a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/sakharovprize\/it\/sakharov-prize-network.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><b>premio Sacharov per la Difesa della Libert\u00e0 di Pensiero<\/b><\/a><\/u><b>\u201d nel 2016.<\/b> Due donne diverse per et\u00e0, contesti culturali, orizzonti valoriali, ma accomunate dalla determinazione che solo scelte coerenti e non-violente possono portare a un vero sviluppo umano.<\/p>\n<p><u><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Leymah_Gbowee\" target=\"_self\"><b>Leymah Gwobee<\/b><\/a><\/u><b>, liberiana,<\/b> ha combattuto tra il 1999 e il 2003, la guerra civile che ha portato alla <a href=\"http:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Politica\/Democrazia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">democrazia<\/a> in questo paese. Dopo la fine della guerra civile, Leymah ha affrontato, con il suo carattere assai forte, il problema dell\u2019inserimento delle donne nella vita civile e nella loro valorizzazione umana nel mondo culturale e lavorativo, ma anche e soprattutto per il loro continuo impegno nella <a href=\"http:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Guerra-e-Pace\/Riconciliazione\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ricerca di soluzioni pacifiche<\/a> per ogni problema ed in ogni settore. Per questo suo grande impegno ha ottenuto il premio Nobel, insieme ad altre due donne, <u><a href=\"http:\/\/www.unimondo.org\/Oggi\/Ottobre\/29-Ottobre\" target=\"_self\">Ellen Johnson Sirleaf<\/a><\/u>, prima donna Capo di stato in Africa e ora presidente uscente della Liberia, e Tawakkul Karman, giornalista yemenita, con la motivazione: <i>&#8220;per la loro battaglia non violenta a favore della sicurezza delle donne e del loro diritto alla piena partecipazione nell&#8217;opera di costruzione della pace\u201d<\/i>.<\/p>\n<p><b>Nel 2002 esasperata dagli orrori della guerra civile decise di creare un esercito di donne: cristiane e musulmane marciarono insieme verso la capitale Monrovia e la assediarono con un sit-in durato un mese, con iniziative che andavano dai gruppi di preghiera allo sciopero del sesso verso i propri mariti.\u00a0<\/b>La tenacia, la forza e il coraggio non sono mai venute meno in questa donna ed hanno spinto Leymah a proseguire la sua battaglia per i diritti delle donne e del suo popolo con iniziative pacifiste e femministe: per questo \u00e8 stata definita \u201cLa signora che sconfisse la <a href=\"http:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Guerra-e-Pace\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">guerra<\/a>\u201d.<\/p>\n<p>Parlare con Leymah Gwobee, significa ascoltare un punto di vista molto particolare delle problematiche africane, non essendo abituati a seguire la vita politica di questo immenso continente, e non sapendo quanto le donne siano ormai influenti ed anche al vertice di organizzazioni politiche, di partiti e movimenti, ed anche di governi e Stati.\u00a0A proposito della pace nei vari paesi africani Leymah Gwobee sostiene che \u00e8 assai difficile sperare, al momento, ad una pace duratura in nessuno dei paesi che sono generalmente governati da dittatori certamente \u201csoft\u201d, ma altrettanto certamente interessati economicamente al loro potere. Ad esempio, nella guerra civile del Sud Sudan, che continua ormai da oltre tre anni nonostante la mediazione di USA e GB, Leymah sostiene che finch\u00e9 non interverr\u00e0 un ente \u201csuper partes\u201d, non sar\u00e0 assolutamente possibile trovare una soluzione per un \u201cgoverno di pacificazione\u201d. Il presidente Salva Kiir non moller\u00e0 mai il potere che gli arriva dalle armi, guarda caso fornite proprio da USA e GB. L\u2019opzione di blocco delle forniture delle armi al Sud Sudan governativo e ribelle \u00e8 sempre stata respinta in tutte le sedi, iniziando dai Paesi Arabi, dal Giappone, ecc. Che ci siano dietro interessi privati, sembra assolutamente chiaro ed indiscutibile.<\/p>\n<p>La sua battaglia, Leymah la definisce \u201cuna battaglia femminilmente pacifista\u201d: una lotta pacifica per i <a href=\"http:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Diritti-umani\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">diritti <\/a>della donna e per la Pace.\u00a0<b>Dolce e sicura, nonostante i suoi trascorsi di violenze subite, \u00e8 la seconda protagonista di questo incontro cortonese. <\/b><u><a href=\"https:\/\/www.google.it\/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=1&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0ahUKEwiRnKK0x4LYAhXB1qQKHXpeDd8QFggqMAA&amp;url=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FLamiya_Aji_Bashar&amp;usg=AOvVaw2RbPomo62YUEo-LiiaHR_1\" target=\"_self\"><b>Lamyia Bashar<\/b><\/a><\/u><b>\u00a0\u00e8 una ragazza \u201cyazida\u201d.<\/b> Viveva con la sua famiglia in un paese del Irak del nord, quando le milizie dell\u2019ISIS (Daesh) hanno messo a ferro e fuoco il villaggio, uccidendo uomini e donne anziane e portando via le ragazze utilizzabili per lo sfruttamento sessuale di soldati e buoni acquirenti. Lamyia aveva 15 anni.\u00a0<b>Questa ragazza \u00e8 stata tenuta in schiavit\u00f9 per alcuni mesi, passando di mano in mano attraverso la \u201cpropriet\u00e0\u201d di cinque trafficanti e sfruttatori. <\/b>Non vogliamo pensare alla sua esperienza ed ai sentimenti che possa aver provato Lamyia: guardandola negli occhi neri, profondi ed espressivi, si intuisce l\u2019orrore di quanto subito, ma si intuisce anche la pace interiore che ora ha dentro.<\/p>\n<p>Quando \u00e8 riuscita a scappare dal suo ultimo \u201cpadrone\u201d, nella fuga \u00e8 saltata su una mina anti-uomo (fornita da chi?) ed \u00e8 rimasta sfigurata nel volto e quasi cieca. Dopo diverso tempo trascorso in campi profughi, che sappiamo bene non essere proprio campeggi di lusso, per sua fortuna \u00e8 riuscita a raggiungere la Germania, dove \u00e8 stata curata e le \u00e8 stato ridato un volto bello e dolce, che nasconde sia le sofferenze, sia le brutalit\u00e0 umane che ha attraversato nella sua giovanissima e brevissima esperienza.\u00a0L\u2019Europa ha insignito lei e una sua amica un pochino maggiore di lei del premio Sacharov 2016 <i>\u201cper il loro impegno in favore della comunit\u00e0 yazida\u201d<\/i>.<\/p>\n<p>Alla domanda specifica sui suoi sogni, Lamyia ha risposto che il suo sogno \u00e8 <i>\u201cla pace dovunque, e la fine di ogni discriminazione etnica e religiosa, dovunque\u201d<\/i>.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche settimana fa, nell\u2019ambito della Giornata internazionale contro la Violenza sulle Donne, la cittadina di Cortona, in Provincia di Arezzo (che dunque non ospita soltanto banche 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