{"id":574904,"date":"2017-12-22T11:16:20","date_gmt":"2017-12-22T11:16:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=574904\/"},"modified":"2017-12-22T11:19:38","modified_gmt":"2017-12-22T11:19:38","slug":"ergastolo-rassegna-stampa-del-fine-pena-9-999-dicembre-2017","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/12\/ergastolo-rassegna-stampa-del-fine-pena-9-999-dicembre-2017\/","title":{"rendered":"Ergastolo: rassegna stampa del fine pena 9.999, dicembre 2017"},"content":{"rendered":"<p>Carissimi amici, innanzitutto grazie per aver aderito allo sciopero della fame del 10 dicembre 2017 per l\u2019abolizione dell\u2019ergastolo. Cosa abbiamo ottenuto? Non poco. Diciamo che abbiamo agitato le acque dello stagno \u201cgiustizia\u201d. Ne ha parlato il TG5, vari giornali, Radio Radicale, siti web e social network. Il Ministro della Giustizia, il D.A.P. e i direttori di quasi tutte le carceri hanno dovuto, ancora una volta, prendere atto che in Italia esiste una condanna peggiore della pena di morte, una condanna che tumula le persone murandole vive prima che giungano a morte naturale. Noi dell\u2019Associazione Liberarsi ci siamo, non ci fermeremo qua n\u00e9 abbandoneremo i detenuti, in modo particolare quelli che sono condannati all&#8217;ergastolo e quelli sottoposti al regime del 41 bis. Il prossimo anno ci sar\u00e0 un nuovo digiuno contro l\u2019ergastolo. L\u2019appuntamento \u00e8 per <strong>venerd\u00ec 30 marzo 2018. <\/strong>Sar\u00e0 nostra cura inviarvi i moduli per l\u2019adesione. Buone feste.<\/p>\n<p><em><strong>Per l\u2019Associazione Liberarsi onlus: Giuliano, Bruno, Carmelo, Anna, Franco, Paolo <a href=\"http:\/\/www.liberarsi.net\/\">www.liberarsi.net<\/a><\/strong><\/em><\/p>\n<p>Un ringraziamento particolare ad <strong>Agnese Mo<\/strong>ro per il suo articolo pubblicato su \u201cLa Stampa\u201d di domenica 10 dicembre 2017, \u201c<em>La strada da percorrere per allontanarci dalla vendetta<\/em>\u201d.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>Voci da fuori<\/strong><\/h3>\n<p>Il mio personale contributo per la\u00a0&#8220;Campagna Digiuna per la Vita&#8221;:\u00a0 oggi, domenica 10 dicembre,\u00a0 anniversario della dichiarazione universale dei diritti umani,\u00a0migliaia di detenuti e tutti gli uomini ombra, digiuneranno affinch\u00e9 l\u2019ergastolo, la pena di morte in vita, possa essere cancellato per sempre dal nostro ordinamento. E adesso un pensiero di mio fratello Salvatore e un invito a riflettere. <em>Cosa comporti per un uomo espiare la pena dell&#8217;ergastolo prover\u00f2 a spiegarlo meglio proponendovi questa riflessione: immaginate di vivere dentro una stanza grande quanto uno sgabuzzino, una stanza che abbia il lettino rivolto verso l&#8217;entrata e sia chiusa da un cancello e da una porta di ferro, che lascia spazio alla luce solo attraverso una piccola feritoia. Immaginate, ora, di aprire ogni mattino gli occhi e di trovarvi a fissare questo cancello e questa porta, avendo dentro il cuore la speranza che prima o poi si aprir\u00e0 e, subito poi, fulminea, vi sovvenga la consapevolezza che questa speranza \u00e8 soltanto un espediente per allontanare da voi la verit\u00e0: quella di essere destinati a invecchiare e a morire in carcere. Ecco, vivere l&#8217;ergastolo significa proprio questo: abitare dentro un presente che trascorre uguale un giorno dopo l&#8217;altro senza prospettive n\u00e9 promesse, solo in attesa che la tua vita, inutilmente, si esaurisca. (\u2026) \u00c8 chiaro: nessuno mette in dubbio che in uno Stato di diritto si ha il dovere di pretendere la punizione di chi infrange le regole democratiche, perch\u00e9 solo in questo modo si pu\u00f2 effettivamente perseguire la giustizia; tuttavia, la domanda che mi pongo e sulla quale sarebbe bello rifletteste anche voi \u00e8 la seguente: il concetto di giustizia pu\u00f2 dilatarsi sino al punto di comprendere anche quello di vendetta, come la pena di morte e dell&#8217;ergastolo lascia supporre? Concludo questa lettera con una confessione: una delle lezioni che ho imparato nel corso di tutti questi anni \u00e8 che non sempre si ha la possibilit\u00e0 di riparare al male che si \u00e8 fatto, ma che si pu\u00f2, anzi si deve sempre tentare di recuperare l&#8217;uomo che lo ha commesso, perch\u00e9 rinunciare a questo tentativo equivale a dichiarare la propria incapacit\u00e0 di combattere il male con codici diversi da quelli che non siano del taglione e della vendetta: io, purtroppo, sono stato incapace di farlo&#8230; e voi? Ecco, in fondo, sta tutto in questo la differenza di cui vi dicevo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong> Giusy Torre<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Venerd\u00ec 8 dicembre, al Tg5 delle 20, un mio servizio con Carmelo Musumeci parla della giornata di digiuno di domenica, 10 dicembre, contro l&#8217;ergastolo, una pena di morte in vita. Eccolo all&#8217;uscita dal carcere mentre viene microfonato per l&#8217;intervista, prima di andare a fare volontariato in una comunit\u00e0 per persone disabili. Musumeci, come tanti altri ergastolani, \u00e8 un uomo recuperato grazie alla cultura: si \u00e8 laureato, scrive libri e si batte per l&#8217;abolizione del fine pena mai: una battaglia civile per cui si sono spesi personaggi come Marco Pannella e Umberto Veronesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Carmelo Sardo<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Ecco la puntata su\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/radioradicale\/?fref=mentions\">Radio Radicale<\/a>: I DECRETI SULLE CARCERI, LA PENA DI MORTE NEL SUE FORME MASCHERATE E STRISCIANTI, IL DIGIUNO CONTRO L&#8217;ERGASTOLO OSTATIVO FISSATO PER IL 10 DICEMBRE. Ospiti: l&#8217;on\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/mario.marazziti?fref=mentions\">Mario Marazziti<\/a>,\u00a0Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/carmelo.musumeci.750?fref=mentions\">Carmelo Musumeci<\/a>\u00a0dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/associazioneliberarsi\/?fref=mentions\">Associazione Liberarsi Firenze<\/a>\u00a0e la nostra\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=661637937&amp;fref=mentions\">Rita Bernardini<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/Radio-Carcere-10150116585065167\/?fref=mentions\">Radio Carcere<\/a> (Radio Radicale)<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Non so che programmi avete\u2026 fra il ponte dell\u2019Immacolata e l\u2019attesa della festa che verr\u00e0\u2026 forse gi\u00e0 in molti, quelli che ne hanno possibilit\u00e0 e disponibilit\u00e0, ad imbandire la tavola delle feste\u2026 fra fruscii di tovaglie, e tintinnar di piatti, di vetri e di posate\u2026 Non per rovinarvi questo assaggio di Natale, ma vorrei invitarvi a sbirciare in alcuni luoghi dove si \u00e8 digiunato. Perch\u00e9 sono pi\u00f9 di duemilatrecento, per la precisione duemilatrecentotrentaquattro, le persone che ieri non hanno toccato cibo, l\u00ec, al chiuso delle mura dei nostri istituti di pena. Da Trieste a Siracusa, da Oristano a Fossombrone, da Torino a Rossano\u2026 persone condannate all\u2019ergastolo, ma non solo\u2026 E con loro moltissimi altri che, fuori le mura, hanno aderito a questa giornata di digiuno voluta dall\u2019Associazione Liberarsi, che da sempre ha un sogno: l\u2019abolizione dell\u2019ergastolo in Italia. (\u2026) Disse Pietro Ingrao: \u201cIo sono contro l\u2019ergastolo prima di tutto perch\u00e9 non riesco a immaginarlo\u201d. E voi, riuscite a immaginarlo? Ma non \u00e8 solo una questione di bont\u00e0, anzi non lo \u00e8 affatto. \u00c8 questione piuttosto di diritti e di diritto. Del diritto e dei diritti che ogni giorno muoiono soffocati nelle nostre carceri\u2026 Dove si \u00e8 \u00a0digiunato\u2026 Il digiuno non fa rumore\u2026 ma vi \u00e8 arrivato? Fra tanto tintinnar di stoviglie, vi arriva l\u2019urlo di tutto questo silenzio?<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Francesca De Carolis<\/strong><\/em><\/p>\n<p>\u201cAbbiamo un sogno: l\u2019abolizione dell\u2019ergastolo in Italia. Con l\u2019ergastolo la vita diventa una malattia, e gli ergastolani non vengono uccisi, peggio, sono lasciati morire.\u00a0 Molte persone pensano che la pena dell\u2019ergastolo non esista, quindi \u00e8 inutile toglierla. Ma se non esiste, perch\u00e9 c\u2019\u00e8? Molti non sanno che con questa terribile condanna si raggiunge il confine dell\u2019inesistenza perch\u00e9 la vita non vale pi\u00f9 nulla e viene resa peggiore della morte\u201d. Con queste parole si apre l\u2019appello <em>Una campagna digiuna per la vita<\/em>. A me hanno ricordato la campagna \u201cMai dire mai\u201d, promossa da ergastolani nell\u2019autunno 2007. Consisteva in una lettera al Presidente della Repubblica, di poche righe. \u201cIo \u2013 seguiva il nome &#8211; chiedo che la mia condanna sia tramutata in pena di morte, perch\u00e9 sono stanco di morire un poco ogni giorno.\u201d . Il presidente Napoletano rispose, rinviando al Parlamento di intervenire nel merito. Senza alcun seguito, non certo per la rapida fine della legislatura. Oggi come allora\u00a0 sono\u00a0 gli ergastolani a\u00a0 porre con forza ed intelligenza la questione dell\u2019abolizione dell\u2019ergastolo. Ed oggi, come allora, dobbiamo innanzitutto sconfiggere un fantasma: quello che l\u2019ergastolo non esiste. Che il \u201cfine pena mai\u201d \u00e8 soltanto una condanna simbolica, ma di fatto, non\u00a0 la patisce nessuno. \u00c8 il principale argomento contro l\u2019abolizione dell\u2019ergastolo. Del tutto falso, serve ad alimentare l\u2019allarme sociale: la richiesta di pene certe, sempre pi\u00f9 alte e severe, necessarie per contrastare i crimini, per la sicurezza di tutti e tutte.\u00a0 Insomma le leggi devono prescrivere pi\u00f9 reati e pi\u00f9 carcere, anche pi\u00f9 ergastolo; i giudici devono emettere sentenze pi\u00f9 severe; le condanne devono essere applicate senza sconti. Come scrisse Patrizio Gonnella anni fa, su queste pagine, si vorrebbe trasformare tutti i detenuti in ergastolani. (\u2026) Le parole degli ergastolani, raccolte nell\u2019appello per la <em>Campagna digiuna per la <\/em>vita, descrivono\u00a0 cos\u2019\u00e8, nella quotidianit\u00e0, la pena senza fine. Quanto sia privo di senso vivere, se non si pu\u00f2 neppure immaginare un domani. Di questo dovremmo parlare, per porre, in concreto, il problema dell\u2019abolizione dell\u2019ergastolo. Dovremmo guardare alle singole vite deprivate per sempre di dignit\u00e0 umana. Se anche fossero poche, pochissime, sarebbe comunque un costo troppo alto. Se anche una sola vita patisce una pena disumana, questo \u00e8 in contrasto ad ogni principio di giustizia e deve interessarci. Perch\u00e9 \u00e8 colpito un bene indivisibile qual \u00e8 la libert\u00e0 personale.\u00a0 Dovremmo parlare all\u2019amore per la libert\u00e0 che \u00e8 in ogni essere umano. Trovare il modo di parlare dell\u2019ergastolo non con il linguaggio del diritto ma con quello della vita. Perch\u00e9 di vite concrete, di persone incarnate, si tratta.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Maria Luisa Boccia<\/strong><\/em><\/p>\n<p>L\u2019ergastolo \u00e8 la condanna pi\u00f9 crudele che la mente umana possa aver concepito, pi\u00f9 crudele dei delitti stessi che prevedono questa condanna. Una condanna senza tempo che rende vano qualsiasi tentativo di cambiamento o di rielaborazione critica della propria vita, dei propri crimini, delle ferite aperte in una societ\u00e0 che non si ferma a riflettere sulle devastazioni sociali, prima ancora che ambientali, che sono state perpetrate al sud. Territori dove la presenza dello Stato si manifesta solo in divisa o con amministratori che continuano a ricattare la gente e a speculare sui bisogni, creando miseria economica ed umana. Ed \u00e8 proprio qua che anche le mafie e le c.d. criminalit\u00e0 organizzate trovano terreno fertile. (\u2026) Domenica all&#8217;esterno dei penitenziari di Cosenza, Bari e Napoli si terranno dei presidi di solidariet\u00e0 per rendere visibile lo sciopero della fame dei detenuti, per dare voce alle ragioni di questa lotta. A Cosenza l\u2019appuntamento \u00e8 per le 12 di domenica sotto il carcere di via Popilia, a Bari alle 11 e a Napoli dalle 10 sotto il carcere di Secondigliano. <strong>Non lasciamoli soli!<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Cosenza contro il Carcere, Non Solo Marange \u2013 collettivo di mutuo soccorso Bari, Liberiamoci dal carcere &#8211; Napoli. <span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/yairaiha\/\">Associazione Yairaiha Onlus<\/a><\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<p>La Camera Penale di Milano, cos\u00ec come l\u2019Unione delle Camere Penali Italiane, ormai da anni si batte per la revisione delle norme che hanno introdotto l\u2019ergastolo ostativo. La pena dell\u2019ergastolo, se comminata per i reati previsti dal primo comma dell\u2019art. 4 bis del nostro ordinamento penitenziario, \u00e8 caratterizzata dalla impossibilit\u00e0 di accesso ai benefici penitenziari. Una pena perpetua, senza via di scampo. (\u2026) In occasione dell\u2019anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani del prossimo 10 dicembre ci sembra doveroso, dunque, rilanciare un appello pubblico per il superamento dell\u2019ergastolo ostativo, aderendo all\u2019iniziativa di digiuno per l\u2019abolizione dell\u2019ergastolo promossa per tale giornata dall\u2019associazione \u201cLiberarsi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Camera Penale di Milano\u00a0Il Consiglio Direttivo<\/em><\/strong><\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>Voci da dentro<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Fine pena mai: siamo morti che camminano. <\/strong><strong>Le testimonianza dei condannati all\u2019ergastolo: \u201cSperiamo di vivere il meno possibile\u2026\u201d<\/strong><\/p>\n<p>(\u2026) \u201c<em>Ecco perch\u00e9 bisognerebbe abolire questa terribile e crudele pena: la pena dell\u2019ergastolo \u00e8 una sentenza senza speranza e con questa condanna gli ergastolani muoiono ancor prima di finire la loro pena. E li vedi camminare in carcere in modo diverso da tutti gli altri prigionieri, perch\u00e9 fanno su e gi\u00f9 come morti in vita. Si muovono come spettri, guardando il tempo che va via, facendo una decina di passi avanti e una decina di passi indietro. Perduti per sempre in un mondo perduto, senza avere nulla, neppure il nulla, per cui attendere, sperare e vivere. Camminano senza neppure pensare, perch\u00e9 non riconoscono pi\u00f9 il mondo che li ha visti nascere. La loro sembra una passeggiata della morte, con la morte e per la morte, e marciano da un muro all\u2019altro, privi di sogni e di ogni speranza. Passeggiano nelle loro celle, da una parte all\u2019altra, senza saper cosa fare. Indecisi a volte se morire o vivere. Vagano in un fazzoletto di cemento per mesi e anni. Da una parete all\u2019altra con una pena senza fine. E con un giorno uguale all\u2019altro. Muoiono un po\u2019 a ogni passo, per tornare di nuovo a morire ancora un po\u2019 ogni volta che incontrano il muro di fronte e si fermano per girarsi. Camminano sapendo che non possono guardare in faccia il futuro, consapevoli che possono solo guardare il tempo che va via, perch\u00e9 il loro domani \u00e8 gi\u00e0 tutto scritto, e il loro futuro sar\u00e0 una lenta agonia senza rimedio, che durer\u00e0 un\u2019intera vita. I passi degli ergastolani sono lenti e corti, forse perch\u00e9 non possono andare da nessuna parte e i loro sogni finiscono dove iniziano, e muoiono passo dopo passo. I loro cuori si spengono dentro a poco a poco, perch\u00e9 avranno sempre un presente uguale al futuro, poich\u00e9 la loro vita diventer\u00e0 una malattia o una morte lenta, bevuta a sorsi\u201d. <\/em><\/p>\n<p><em>\u201cHo perso il piacere di vivere perch\u00e9 mi sembra di vivere in mezzo al nulla\u201d. <\/em><\/p>\n<p><em>\u201cHai ragione, qui tutto sembra assurdo e la nostra condanna che non finir\u00e0 mai lo \u00e8 ancora di pi\u00f9&#8221;. <\/em><\/p>\n<p><em>\u201cSe non sai il giorno, il mese e l\u2019anno in cui finir\u00e0 la tua pena, praticamente sei inghiottito da un buco nero e hai davanti a te una distanza infinita senza nessun orizzonte\u201d. <\/em><\/p>\n<p><em>\u201cVivere un\u2019intera vita chiuso in una gabbia \u00e8 certamente la peggiore delle torture\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cQuesta terribile condanna avvelena l\u2019esistenza e se cerchi di resistere diventi ancora pi\u00f9 matto\u201d. \u201cHai ragione, l\u2019ergastolano non pu\u00f2 fare altro che ammazzare il tempo in attesa di crepare lui stesso\u201d. Se c\u2019\u00e8 una cosa che l\u2019ergastolano ha \u00e8 il tempo: per questo camminiamo lentamente e forse perch\u00e9 pi\u00f9 piano ci muoviamo e pi\u00f9 il tempo passa in fretta\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cIl guaio peggiore \u00e8 che abbiamo troppo tempo e poche cose per viverlo\u201d. <\/em><\/p>\n<p><em>\u201cOrmai non possiamo fare altro che osservare la nostra vita trascorrere senza di noi, perch\u00e9 non potremo pi\u00f9 vedere il mare, i fiori, gli alberi e i sorrisi dei bambini e il nostro presente sar\u00e0 uguale al nostro futuro, per tutti i giorni a venire\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cPenso che una buona pena dovrebbe essere la medicina per curare il malato e non certo il veleno per farlo soffrire senza scampo\u201d. <\/em><\/p>\n<p><em>\u201cSperiamo di vivere il meno possibile, per accorciare la nostra pena e far uscire almeno il nostro cadavere anche senza di noi\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Pubblicata dal quotidiano \u201cIl Dubbio\u201d<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0A cura di Carmelo Musumeci per l\u2019Associazione Liberarsi <a href=\"http:\/\/www.liberarsi.net\/\">www.liberarsi.net<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissimi amici, innanzitutto grazie per aver aderito allo sciopero della fame del 10 dicembre 2017 per l\u2019abolizione dell\u2019ergastolo. 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