{"id":571328,"date":"2017-12-13T16:42:50","date_gmt":"2017-12-13T16:42:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=571328\/"},"modified":"2017-12-13T16:44:13","modified_gmt":"2017-12-13T16:44:13","slug":"united-colors-of-murder","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/12\/united-colors-of-murder\/","title":{"rendered":"Argentina: United Colors of Murder"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/observatorioargentino.wordpress.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>da Observatorio Argentino<\/em><\/a><\/p>\n<p><em>In Argentina, il governo di Mauricio Macri, in combutta con i grandi gruppi petroliferi, minerari e agroindustriali, ha scatenato una violenza feroce e omicida contro le comunit\u00e0 indigene dell\u2019intero paese, con la complicit\u00e0 del sistema giudiziario e l\u2019appoggio dei principali gruppi di informazione. La comunit\u00e0 globale e le istituzioni internazionali devono agire ora prima che il massacro raggiunga proporzioni ancora maggiori.<\/em><\/p>\n<p id=\"7317\" class=\"graf graf--p graf-after--figure\">Uno stato razzista ha bisogno di costruire un nemico violento e bestiale dalla cui eliminazione dipende il bene comune. Ci\u00f2 che permetter\u00e0 di vivere alla comunit\u00e0, alla \u201cgente\u201d \u00e8 la morte dell\u2019altro\u200a\u2014\u200aebreo, mussulmano, indigeno- che viene cos\u00ec stigmatizzato: questa \u00e8 la logica implacabile dei moderni razzismi. Il 25 novembre, poco prima che il summit del G20 si spostasse nella citt\u00e0 patagonica di Bariloche, \u00e8 stato assassinato con un tiro alle spalle il giovane muratore Rafael Nahuel, 22 anni, durante un\u2019operazione della Prefettura contro la comunit\u00e0 mapuche Lafken Winkul, comunit\u00e0 che reclama i propri diritti ancestrali sui territori. L\u2019operazione era stata decisa dal giudice federale di Bariloche, Gustavo Villanueva; allo stesso Villanueva \u00e8 stata poi affidata l\u2019inchiesta sul caso, definito di \u201cmorte sospetta\u201d, nonostante il calibro del proiettile coincida esattamente con quello delle mitragliatrici usate dalle forze di polizia. Pochi mesi prima, durante un\u2019altra operazione contro la comunit\u00e0 mapuche Lof Cushamen, coordinata dal Capo di Gabinetto del Ministero degli Interni, Pablo Noceti, dall\u2019<em class=\"markup--em markup--p-em\">estancia<\/em> di Luciano Benetton -che i mapuche accusano di aver loro rubato le terre\u200a\u2014\u200a\u00e8 <em class=\"markup--em markup--p-em\">desaparecido<\/em> il giovane Santiago Maldonado; il corpo senza vita del giovane \u00e8 stato ritrovato nel fiume alcuni mesi dopo, in circostanze oscure. Nessuno dal Governo riesce a spiegare perch\u00e9 Maldonado, che non sapeva nuotare, si sia buttato \u201cdi propria volont\u00e0\u201d nel fiume, proprio quando la Gendarmeria stava reprimendo la protesta.<\/p>\n<p id=\"755a\" class=\"graf graf--p graf-after--p\">La risposta dopo la morte di Rafael Nahuel \u00e8 ancor pi\u00f9 agghiacciante. \u201cIl beneficio del dubbio lo devono sempre avere le forze di polizia\u201d ha affermato la vicepresidente Gabriela Michetti. \u201cNoi non dobbiamo provare nulla\u201d, le ha fatto eco la Ministra della Sicurezza, Patricia Bullrich mentre, contemporaneamente, accusava gli indigeni di appartenere ad un ipotetico gruppo \u201cterrorista\u201d armato, senza per\u00f2 offrire la purch\u00e9 minima prova di quanto affermato. \u201cLa versione data dalla Prefettura per noi ha carattere di verit\u00e0\u201d. Nemmeno l\u2019inchiesta giudiziaria ha trovato indizi di armi tra le vittime: al contrario, tutto sembra indicare che si siano difesi solo con pietre e bastoni dall\u2019assalto degli agenti antisommossa e che siano fuggiti verso il bosco nel momento in cui il proiettile ha colpito, alle spalle, Rafael Nahuel. Nonostante questo, poche ore dopo la ministra Bullrich e il suo omologo alla Giustizia, Germ\u00e1n Garavano, si rallegravano del successo della missione: \u201cLa gente del Sud \u00e8 protetta ed \u00e8 finito il mondo al contrario\u201d.<\/p>\n<p id=\"43e7\" class=\"graf graf--p graf-after--p\">Nei casi di repressione e morte, la ragione ce l\u2019hanno quelli che portano le armi. Questa \u00e8 la nuova e brutale ragione di Stato in Argentina: ogni vittima \u00e8 un sospetto. L\u2019uso del gentilizio coloniale\u200a\u2014\u200ala \u201cgente del Sud\u201d\u200a\u2014\u200ada parte della Ministra non \u00e8 casuale: come ai tempi della Conquista, la \u201cgente\u201d, investita di diritti, \u00e8 solo quella che sta dalla parte delle autorit\u00e0 e degli interessi transnazionali che queste difendono. Questo cinico copione \u00e8 stato anche applicato a proteste di altri settori come studenti e docenti, picchiati ferocemente quando manifestavano davanti al Congreso per richiedere salari giusti o quando occupavano le scuole in segno di protesta contro i tagli all\u2019educazione. Durante le manifestazioni per i diritti delle donne abbiamo visto attivisti e giornalisti trascinati con inusuale violenza dopo che gli erano state distrutte videocamere e macchine fotografiche fino ad essere trattenuti in stato di fermo per ore senza possibilit\u00e0 di comunicazione. Come ai tempi del regime militare quando ogni resto di costituzionalit\u00e0 era scomparso. Gli esempi potrebbero moltiplicarsi, ma sono i gruppi indigeni quelli che, fino ad ora, hanno subito il maggior numero di morti, pestaggi, carcerazioni e umiliazioni pubbliche, come i dirigenti <em class=\"markup--em markup--p-em\">wich\u00ed<\/em> e <em class=\"markup--em markup--p-em\">guaran\u00ed<\/em>, Agust\u00edn Santill\u00e1n, Roberto Far\u00edas e C\u00e9sar Arias incarcerati a Salta e Formosa, o la deputata e dirigente <em class=\"markup--em markup--p-em\">kolla <\/em>Milagro Sala, in carcere da quasi due anni nonostante le numerose richieste di liberazione da parte del Comitato contro la Detenzione Arbitraria dell\u2019ONU e della Corte Interamericana dei Diritti Umani.<\/p>\n<p id=\"da5f\" class=\"graf graf--p graf-after--p\">Il governo di Mauricio Macri e i <em class=\"markup--em markup--p-em\">media<\/em> egemonici argentini sono riusciti a legittimare il razzismo come logica dominante della politica nazionale. Non si pu\u00f2 comprendere quest\u2019operazione senza considerare la storia, praticamente ininterrotto dai tempi della colonia, di usurpazione di terre, massacri, guerre sante e altre non dichiarate, di violenza e discriminazione dei popoli originari nella storia delle Americhe e dell\u2019Argentina. Il discorso attuale riguardo l\u2019ipotetica illegalit\u00e0 degli atti dei mapuche non tiene conto non solo dell\u2019abbondante legislazione e dei trattati internazionali\u200a\u2014\u200ala Dichiarazione dei Diritti dei Popoli Indigeni dell\u2019ONU (2007) e la Convenzione sui Popoli Indigeni e Tribali dell\u2019Organizzazione Internazionale del Lavoro (1989)\u200a\u2014\u200ama anche, e fondamentalmente, della Costituzione della Nazione che all\u2019articolo 75 recita inequivocabilmente: \u201criconoscere la preesistenza etnica e culturale dei popoli indigeni argentini. [\u2026] Riconoscere il possesso e la propriet\u00e0 comunitaria delle terre che occupano tradizionalmente; e regolamentare la concessione di altre adatte e sufficienti per lo sviluppo umano; nessuna di queste \u00e8 alienabile, trasmissibile n\u00e9 suscettibile di imposte o esprori \u201d.<\/p>\n<h4 id=\"d1e6\" class=\"graf graf--h4 graf-after--p\"><strong class=\"markup--strong markup--h4-strong\">I padroni della\u00a0terra<\/strong><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-571231 size-large\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Observatorio-Argentino-1-720x477.png\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"477\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Observatorio-Argentino-1-720x477.png 720w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Observatorio-Argentino-1-300x199.png 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Observatorio-Argentino-1-768x509.png 768w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Observatorio-Argentino-1.png 969w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/p>\n<p id=\"8559\" class=\"graf graf--p graf-after--figure\">Ma non \u00e8 solo la necessit\u00e0 di imporre un discorso razzista, come formula vincente per attirare l\u2019appoggio delle classi medie urbane nonostante i tagli agli stipendi e gli aumenti galoppanti dei servizi che fa s\u00ed che il nemico nazionale in Argentina oggi abbia la faccia dell\u2019<em class=\"markup--em markup--p-em\">indio<\/em>. Come in tutta l\u2019America Latina, anche in Argentina stiamo assistendo ad una feroce avanzata estrattivista in aree ad alta biodiversit\u00e0, abitate in gran parte da comunit\u00e0 indigene, allo scopo di ottenere l\u2019accesso a grandi riserve di gas, petrolio e minerali nel sottosuolo e per creare giganteschi impianti idroelettrici di rifornimento di energia per le nuove zone di estrazione del continente. L\u2019America Latina \u00e8 diventata in poco tempo la regione del pianeta in cui essere attivisti dei diritti umani \u00e8 diventato pi\u00f9 pericoloso ed ancora di pi\u00f9 per gli indigeni. In Honduras, la dirigente Bertha C\u00e1ceres, pochi mesi dopo aver ricevuto il prestigioso Premio Goldman per l\u2019Ambiente, \u00e8 stata assassinata nel 2016 da parte di sicari di una compagnia idroelettrica multinazionale con la complicit\u00e0 delle autorit\u00e0 politiche e giudiziarie. Il Brasile, seguito da Colombia e Per\u00f9, \u00e8 oggi il paese con il maggior numero di indigenx assassinatx del mondo, secondo i dati dell\u2019ONG Global Witness: ogni settimana, nel paese amazzonico, viene ucciso un attivista.<\/p>\n<p id=\"09c3\" class=\"graf graf--p graf-after--p\">L\u2019Argentina non \u00e8 un\u2019eccezione a questa triste regola. In Patagonia, divisa in enormi latifondi in mano a pochi argentini e stranieri\u200a\u2014\u200ai nordamericani Joe Lewis e Ted Turner, l\u2019italiano Luciano Benetton\u200a\u2014\u200ail presidente Macri ha fatto capire chiaramente, dall\u2019inizio del suo mandato, da che parte sta. In varie occasioni, grazie all\u2019elicottero presidenziale, ha passato brevi periodi di riposo nella paradisiaca villa di Lewis sulle rive del Lago Escondido\u200a\u2014\u200arive pubbliche tristemente famose perch\u00e9, in violazione di ripetute sentenze giudiziarie, il magnate ne impedisce l\u2019accesso: il <em class=\"markup--em markup--p-em\">piqueterismo<\/em> quando \u00e8 bianco e opulento, \u00e8 tollerato. In questo modo, nel momento in cui il futuro del pianeta \u00e8 in gioco contro la catastrofe climatica, in Argentina e in gran parte dell\u2019America Latina, i settori pi\u00f9 arcaici delle vecchie elites hanno ripreso il potere: molti dei ministri e degli alti funzionari del gabinetto di Macri sono i discendenti diretti dei politici e dei militari che hanno compiuto la \u201cCampagna del Deserto\u201d e lo sterminio degli indigeni nel XIX secolo. Insieme ai loro soci europei e nordamericani, questi nuovi-vecchi padroni della terra hanno risolto la contraddizione di fronte alla quale si erano arresi i governi progressisti in America Latina: la tensione tra ampliare lo stato di diritto e portare pi\u00f9 in profondit\u00e0 le politiche estrattiviste.<\/p>\n<h4 id=\"4e30\" class=\"graf graf--h4 graf-after--p\"><strong class=\"markup--strong markup--h4-strong\"><em class=\"markup--em markup--h4-em\">D(i)ritti e\u00a0umani<\/em><\/strong><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-571241 size-large\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Observatorio-Argentino-2-720x479.png\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"479\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Observatorio-Argentino-2-720x479.png 720w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Observatorio-Argentino-2-300x200.png 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Observatorio-Argentino-2-768x511.png 768w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Observatorio-Argentino-2.png 932w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/p>\n<p id=\"f7b4\" class=\"graf graf--p graf-after--figure\">La persecuzione delle comunit\u00e0 indigene fa parte di un attacco sistematico contro il movimento dei diritti umani in Argentina, movimento sul quale ha trovato le basi il patto democratico dopo la dittatura. Il governo attuale ha trasformato gli organismi per i diritti umani in uno dei nemici pi\u00f9 insistenti. Nessun paese del G20 ha revocato pi\u00f9 accrediti alle ONG di quanto abbia fatto l\u2019Argentina quando ne ha assunto la presidenza: secondo Global Justice Now, questo attacco alla libert\u00e0 d\u2019espressione \u201cha mostrato chiaramente che il governo di Mauricio Macri non rispetta la democrazia e il pluralismo.\u201d Perch\u00e9 questa ossessione del governo e dei <em class=\"markup--em markup--p-em\">media<\/em> che lo accompagnano contro il movimento per i diritti umani? Perch\u00e9 questo movimento ha costruito e reso pubbliche pratiche e strumenti culturali e giuridici per contestare i meccanismi di abuso e brutalit\u00e0 di un gruppo di forze armate che aveva una lunga tradizione di impunit\u00e0 e di pratiche di terrorismo di stato. Il Governo Macri, al contrario, sta dando a queste forze una libert\u00e0 ad agire ogni giorno pi\u00f9 grande, facendo della repressione delle proteste uno spettacolo e assicurando che questa repressione non avr\u00e0 conseguenze giuridiche per gli eccessi che saranno commessi. Per un governo che cerca di proiettare un\u2019immagine di \u201cordine e sicurezza\u201d in contesti in cui la disuguaglianza sociale si sta acutizzando, i diritti umani sono un ostacolo che deve essere spazzato via.<\/p>\n<p id=\"982d\" class=\"graf graf--p graf-after--p\">Nell\u2019Argentina di oggi, dove l\u2019indipendenza dei giudici e la libert\u00e0 di espressione sono state brutalmente mutilate e la demagogia razzista e la criminalizzazione di ogni voce dissidente hanno messo in pericolo la democrazia e lo stato di diritto, tocca a noi\u200a\u2014\u200ala comunit\u00e0 internazionale\u200a\u2014\u200aalzare la nostra voce a difesa delle vittime dell\u2019autoritarismo neoconservatore. Dall\u2019Observatorio Argentino, esprimiamo la nostra adesione e il nostro appoggio al Comitato ONU per l\u2019Eliminazione della Discriminazione Razziale che ha manifestato preoccupazione per gli avvenimenti di espulsione coatta e violenza commessi contro i popoli indigeni; appoggiamo anche l\u2019iniziativa di alcuni parlamentarx europex che propongono di sospendere le negoziazioni dell\u2019accordo con il Mercosur in risposta alla criminalizzazione del popolo mapuche in Argentina. \u00c8 gi\u00e0 toccato una volta all\u2019opinione pubblica internazionale mantenere vive le richieste di giustizia e verit\u00e0, in occasione del Mondiale di Calcio del 1978, quando la dittatura militare affogava il grido delle vittime del terrore con il riprovevole gioco di parole: \u201cLos argentinos somos derechos y humanos\u201d; in piena polemica con le proteste che arrivavano dall\u2019estero sul tema dei diritti umani, la risposta della Giunta militare era stata \u201cnoi argentini siamo seri\/di destra e umani\u201d. Non permettiamo che l\u2019Argentina scivoli ancora verso le tenebre.<\/p>\n<p id=\"eb5d\" class=\"graf graf--p graf-after--p\"><strong class=\"markup--strong markup--p-strong\">Observatorio Argentino, 10 -12 -2017<\/strong><\/p>\n<p id=\"4956\" class=\"graf graf--p graf-after--p graf--trailing\">Brigitte Adriaensen (Universiteit Nijmegen, Holanda), Flavio Aguiar (Traductor y publicista, Berl\u00edn, Alemania), Ignacio Aguil\u00f3 (University of Manchester, Reino Unido), Jens Andermann (Universidad de Nueva York, Estados Unidos), Carmen Arndt (arquitecta, Berl\u00edn, Alemania), Andr\u00e9s Avellaneda (Universidad de Florida, EE UU), Edoardo Balletta (Universit\u00e0 di Bologna, Italia), Vikki Bell (Goldsmiths College, Reino Unido), Jordana Blejmar (University of Liverpool, Reino Unido), Ben Bollig (University of Oxford, Reino Unido), Rike Bolte (Universit\u00e4t Osnabr\u00fcck, Alemania), Natalia Brizuela (University of California, Berkeley, EE UU), Ana Estefan\u00eda Carballo (University of Melbourne, Australia), Alejandra Crosta (University of Oxford, Reino Unido), Francisco Dom\u00ednguez (Middlesex University, Reino Unido), Genevi\u00e8ve Fabry (Universit\u00e9 Catholique de Louvain, B\u00e9lgica), Liliana Ruth Feierstein (Humboldt-Universit\u00e4t Berlin, Alemania), Anna Forn\u00e9 (G\u00f6teborgs Universitet, Suecia), Alessandra Ghezzani (Universit\u00e0 di Pisa, Italia), Gabriel Giorgi (New York University, EE UU), Gisela Heffes (Rice University, EE UU), John Kraniauskas (Birkbeck College, Reino Unido), Milton L\u00e4ufer (New York University, EE UU), Cara Levey (University of Cork, Irlanda), Graciela Montaldo (Columbia University, EE UU), Daniel Ozarow (Middlesex University, Reino Unido), Andrea Pagni (Universit\u00e4t Erlangen-N\u00fcrnberg, Alemania), Fernanda Pe\u00f1aloza (University of Sydney, Australia), Emilia Perassi (Universit\u00e0 di Milano, Italia), Fernando Reati (Georgia State University, EE UU), Federica Rocco (Universit\u00e0 di Udine, Italia), David Rojinsky (Kings College, Reino Unido), Fernando Rosenberg (Brandeis University, EE UU), Pablo Rosso (Ingeniero, Berl\u00edn), Isis Sadek (Investigadora independiente, Ottawa, Canad\u00e1), Kathrin Sartingen (Universit\u00e4t Wien, Austria), Dardo Scavino (Universit\u00e9 de Pau, Francia), James Scorer (University of Manchester, Reino Unido), Cecilia Sosa (University of East London, Reino Unido), Sven P\u00f6tting (Universit\u00e4t zu K\u00f6ln, Alemania), Claudia Tomadoni (Freidrich Schiller Universit\u00e4t Jena, Alemania), Patricia Willson (Universit\u00e9 de Li\u00e8ge, B\u00e9lgica), Yanina Welp (Universit\u00e4t Z\u00fcrich, Suiza), Valeria Wagner (Universit\u00e9 de Gen\u00e8ve, Suiza), Regina Tapia (El Colegio Mexiquense, M\u00e9xico), Mar\u00eda del Mar Quiroga (Monash University, Australia), Jorge J. Locane (Universit\u00e4t zu K\u00f6ln, Alemania), Gabriela Mej\u00edas (investigadora independiente, Berl\u00edn, Alemania), Kristine Vandenberghe (Universit\u00e9 de Li\u00e8ge, B\u00e9lgica), Liliana Reales (Universidade Federal de Santa Catarina, Brasil), Luz Souto (Universidad de Valencia, Espa\u00f1a)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da Observatorio Argentino In Argentina, il governo di Mauricio Macri, in combutta con i grandi gruppi petroliferi, minerari e agroindustriali, ha scatenato una violenza feroce e omicida contro le comunit\u00e0 indigene dell\u2019intero paese, con la complicit\u00e0 del sistema giudiziario 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