{"id":57075,"date":"2013-06-18T11:51:13","date_gmt":"2013-06-18T10:51:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=57075"},"modified":"2013-06-18T11:51:13","modified_gmt":"2013-06-18T10:51:13","slug":"germania-paese-rifugio-deuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/06\/germania-paese-rifugio-deuropa\/","title":{"rendered":"Germania, paese rifugio d\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel 2012 la Germania ha accolto 1.080.936 migranti, di cui 37.683 spagnoli (+33,9% rispetto al 2011), 45.094 italiani (+37,2%), 35.811 greci (41,7%) e 12.609 portoghesi (fonte Le Point, maggio 2013).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\">Nel 2003 e nel 2004 la nazione tedesca ha avviato una serie di riforme del mercato del lavoro, tra le quali il cosiddetto <\/span>\u201cKurzarbeit\u201d, lavoro a tempo parziale,<span style=\"color: #000000;\"> che hanno contribuito a generare una maggiore competitivit\u00e0 e a sviluppare consistentemente il mercato del lavoro. <\/span>In un contesto economico notoriamente difficile, \u00e8 stato cos\u00ec possibile non solo il mantenimento dei posti di lavoro, ma anche una veloce ripresa che ha permesso di evitarne una diminuzione. Dal 2005 e fino al 2009 \u00e8 diminuito il numero dei disoccupati da 4,9 a 3,4 milioni, mentre il numero dei lavoratori \u00e8 aumentato a livelli record passando dai 38,7 (2005) ai quasi 40,2 milioni (2009). Un mercato del lavoro solido quello tedesco che nel 2012 conta circa 2,75 milioni disoccupati, 229.000 di meno rispetto al 2011 mentre il tasso di disoccupazione del 2012 si stabilizza 6,5% (fonti: Istituto nazionale per il Commercio Estero, Fru\u0308hjahrsgutachten des Sachverst\u00e4ndigenrates e DESTATIS Ente Federale di Statistica, novembre 2012).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Anche se nel 2012 si \u00e8 assistito a un rallentamento dell\u2019economia tedesca la Germania non vive la crisi. In questo scenario, negli ultimi anni, la terra tedesca \u00e8 cos\u00ec divenuta la calamita per tanti europei alla ricerca di migliori sorti. Di fronte ai recenti flussi migratori il ministro Ursula Von Der Leyern si compiace valutandoli come una grande fortuna e un\u2019opportunit\u00e0 per il suo paese considerato l\u2019invecchiamento demografico che vive e tenendo in conto inoltre che l\u2019ondata migratoria \u00e8 costituita da gente giovane, formata e creativa. Insomma la Germania apre le porte allo straniero per ripartire, come sempre nella sua storia recente, al volante dell\u2019Europa e del mondo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Certamente per i migranti non \u00e8 tutto oro ci\u00f2 che luccica, n\u00e9 tanto meno sono da trascurare le difficolt\u00e0 da affrontare all\u2019estero; la Germania non \u00e8 l\u2019isola felice o la manna dal cielo, ma quel milione di migranti cerca un presente migliore ed anche delle garanzie sulla qualit\u00e0 della propria esistenza. La \u201cfuga\u201d di questa generazione di migranti italiani per esempio non \u00e8 solamente attribuibile alla ricerca di un lavoro, ma anche al desiderio di averne uno che gratifichi e riconosca equamente competenze e talenti. La scelta di lasciare il proprio paese per cercare la via straniera \u00e8 anche legata alla ricerca di una qualit\u00e0 di vita superiore che, badiamo bene, non \u00e8 esclusivamente associabile a migliori servizi ma anche al fatto di non sentirsi costretti a respirare l\u2019aria del sopruso, del ricatto, della pedata, del compromesso, della corruzione, dell\u2019illegalit\u00e0, della cultura mafiosa, del furbetto che s\u2019incontra quotidianamente. Qualit\u00e0 della vita \u00e8 non essere perennemente nella conflittualit\u00e0 con le istituzioni, nel non essere vittime della volgarit\u00e0 mediatica ma anche pretendere di riuscire a vivere in contesti che ruotano intorno al rispetto e alla dignit\u00e0 della persona e alla salvaguardia dell\u2019ambiente che lo circonda. Qualit\u00e0 della vita \u00e8 potere beneficiare del bello, \u00e8 riuscire a vivere e condividere la chance di sviluppare le potenzialit\u00e0 intrinseche di ogni individuo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Rinunciare a circondarsi delle proprie bellezze, dei propri affetti, dei propri ricordi, dei propri odori non \u00e8 cosa semplice n\u00e9 scontata ed, anzi, \u00e8 spesso, e per tanti, una scelta dura e complessa. Eppure si corre il rischio, si accetta la sfida spinti dalle necessit\u00e0 e dalla frustrazione. La disperazione finanziaria, quella sociale, il degrado culturale sono sempre pi\u00f9 crescenti nei paesi del sud d\u2019Europa, proprio quelli che in altre epoche invece hanno segnato e creato civilt\u00e0 e progresso umano. Il vivere perennemente con degli ostacoli imposti ad arte da chi pretende di governare genera appiattimento e asfissia nella popolazione mentre gonfia le pance di classi dirigenti pilotate dall\u2019ottusit\u00e0, dalla falsa cecit\u00e0 e condotte da uno spiazzante affarismo individualista che negli ultimi decenni le ha erte su troni antidemocratici mascherati di democrazia.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In Italia, per un verso quelle classi dirigenti inerti oggi si giustificano additando tutte le responsabilit\u00e0 alla crisi economica mondiale cos\u00ec come alla leadership tedesca, per un altro verso lanciano slogan trionfalistici e acchiappa popolo sulle politiche del fare che alla fine sinora sono state prive di risultati concreti e di tangibili ed oggettivi miglioramenti sociali.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Le astuzie verbali del politicante di turno sembrano volere nascondere le proprie incapacit\u00e0 (o non volont\u00e0) nel trasformare il nostro paese in un paradiso sociale, sembrano volere offuscare le vergogne compiute da politiche sociali ed economiche scellerate perseguite per lustri dai governi nazionali, sembrano volere celare le responsabilit\u00e0 e accecare il popolo davanti alle attivit\u00e0 illegali, alla corruzione e agli accordi malavitosi condotti tra politica e mafie che hanno dilapidato e dilapidano il paese di ricchezze economico-finanziarie privandolo allo stesso tempo, anche di quelle umane, sociali, artistiche e culturali.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Le nostre intelligenze migrate continueranno ad arricchire altri paesi, gi\u00e0 ricchi peraltro, e a medio-lungo periodo contribuiranno forse a dare respiro alle casse dello Stato italiano, sbarazzatesi parzialmente e involontariamente delle indennit\u00e0 e delle forme di assistenzialismo del precariato che fugge via. Le statistiche sui disoccupati mostreranno numeri al ribasso, ma non per i risultati meritori dell\u2019azione politica bens\u00ec per la conseguenza della fuga di cervelli che essa stessa ha contribuito a determinare.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Cosa ha il nostro paese in meno degli altri in termini di ricchezze, bellezze, risorse, intelligenze, creativit\u00e0? Inconfutabilmente nulla. Ma nelle alte sfere governative ed ancor pi\u00f9 in quelle dei poteri forti che le dirigono come pupi siciliani \u00e8 profondamente carente il concetto di bene collettivo, di socialit\u00e0, di equit\u00e0 e di meritocrazia.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Allora, se continuer\u00e0 a essere questo lo scenario che aspetta noi e i nostri figli, se sar\u00e0 questo il paradigma nel quale s\u2019intende irresponsabilmente instradare il paese, se non si agir\u00e0 con veemenza e con convinzione dal basso, ognuno attraverso il proprio ruolo sociale e facendo il proprio dovere, per la protezione dei diritti e per la pretesa dell\u2019affermazione della dignit\u00e0 umana, allora, per i prossimi decenni, correremo tutti a prendere lezioni di tedesco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Nel 2012 la Germania ha accolto 1.080.936 migranti, di cui 37.683 spagnoli (+33,9% rispetto al 2011), 45.094 italiani (+37,2%), 35.811 greci (41,7%) e 12.609 portoghesi (fonte Le Point, maggio 2013). 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