{"id":55382,"date":"2013-06-07T08:14:38","date_gmt":"2013-06-07T07:14:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=55382"},"modified":"2013-06-07T08:14:38","modified_gmt":"2013-06-07T07:14:38","slug":"il-potere-curativo-del-dialogo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/06\/il-potere-curativo-del-dialogo\/","title":{"rendered":"Il potere curativo del dialogo"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/assets\/517cb0153e3cd25976743e0d5dab6460cd61416d.jpg\" width=\"800\" height=\"470\" \/><\/p>\n<p><em>\u00a0Con questo intervento di Teresa Barbagli consideriamo concluso lo spazio di dibattito generato dall&#8217;articolo di Alberto L&#8217;Abate <a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/04\/grillo-il-movimento-5-stelle-e-la-nonviolenza\/\">&#8220;Grillo, il Movimento 5 stelle, e la Nonviolenza&#8221;<\/a>. Constatiamo che nessun membro del Movimento 5 Stelle ha voluto rispondere ad Alberto su queste pagine e questo ci dispiace.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>Con questo scritto desidero prendere posizione rispetto all\u2019articolo \u201c<a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/05\/il-movimento-5-stelle-e-i-nonviolenti-a-chi-tocca-indicare-la-strada\/\">Il Movimento 5 Stelle e i nonviolenti: a chi tocca indicare la strada?<\/a>\u201d, di\u00a0 Lorenzo Galbiati,\u00a0 in risposta ad Alberto L\u2019Abate, pubblicato l\u201911 maggio 2013.<\/p>\n<p>Prima di parlare del potere curativo del dialogo occorre definire attentamente il significato dei termini &#8220;curare&#8221; e &#8220;dialogo&#8221;.<br \/>\nPer me curare, in questa situazione, significa guarire la ferita della separazione intrinseca nella societ\u00e0 moderna. Siamo separati dalla natura e dagli animali. Siamo separati dalla societ\u00e0 e dalle altre persone. L\u2019essenza del dialogo \u00e8 l\u2019ascolto, il dialogo \u00e8 pi\u00f9 di una normale conversazione. Il suo scopo \u00e8 capirsi &#8211; non solo condividere le rispettive visioni, cosa che ridurrebbe lo scambio a un semplice passaggio d\u2019informazioni. In un dialogo abbiamo la responsabilit\u00e0 di essere presenti e di arricchirci l&#8217;un l&#8217;altro.<br \/>\nDovremmo sempre ricordare che le parole &#8220;rispondere&#8221; e &#8220;responsabilit\u00e0&#8221; deriva dallo stesso termine latino, rispondere, che significa &#8220;promettere&#8221;, essere capaci di rispondere in maniera abile e appropriata a qualsiasi evento, qualit\u00e0 che \u00a0richiede a ciascuno una buona dose di equilibrio e senso di realt\u00e0.<br \/>\nMa questo genere di comunicazione non \u00e8 naturale per gli esseri umani, che sono fondamentalmente egoisti ed egocentrici. Ci\u00f2 rende particolarmente difficile dialogare, soprattutto in una cultura che parla e che insegna; la comunicazione \u00e8 pi\u00f9 facile in una cultura che ascolta e che impara. Quindi, per essere in grado di condurre un dialogo, dobbiamo a volte sviluppare le nostre capacit\u00e0. La pazienza \u00e8 una qualit\u00e0 necessaria, ma non \u00e8 questo l&#8217;aspetto pi\u00f9 difficile; ci\u00f2 che pu\u00f2 rivelarsi pi\u00f9 arduo da sviluppare \u00e8 un&#8217;attitudine appropriata: una profonda consapevolezza degli altri. \u00c8 questa che ci permette di creare una vera armonia.<br \/>\nDetto questo, passiamo alla mia posizione.<\/p>\n<p>Condivido la sua analisi ed aggiungo: Grillo \u00e8 stato capace di coinvolgere la gente, perch\u00e9 ha avuto l\u2019accortezza di mettersi sullo stesso piano delle persone presenti nelle piazze. Si \u00e8 messo in sintonia comunicazionale con la \u201cgente\u201d parlando il suo stesso linguaggio per dare sfogo al suo malessere sociopolitico ed economico. E lo ha fatto con i modi, la gestualit\u00e0 e il \u201cgergo\u201d trasgressivo del giullare-buffone, figura da sempre delegata (e addirittura legittimata!) ad esprimere la rabbia, il malcontento e gli umori delle classi popolari represse dal potere.<br \/>\nOra, nei movimenti nonviolenti spesso e volentieri si riproducono \u2013 purtroppo \u2013 proprio quei meccanismi e quelle strutture di potere che si vogliono combattere: meccanismi \u2013 ahim\u00e8 &#8211; comprensibili perch\u00e9 parte del nostro patrimonio genetico\u2026 ma perbacco: basta con questo sistema piramidale e con l&#8217;ottusit\u00e0 di chi non fa, prima di tutto, un serio lavoro su se stesso! E\u2019 sufficiente adottare, formalmente, \u00a0metodologie nonviolente se non si cambia alla radice? Presidenti, emeriti professori, vicepresidenti, responsabili&#8230;..abbiate l&#8217;umilt\u00e0 di non passare accanto alla gente (o di trattarla) con quella puzza sotto il naso che tante volte vi contraddistingue, sfoggiando cio\u00e8 una vera e presunta \u201csuperiorit\u00e0\u201d intellettuale sul \u201cpopolo bue\u201d.<br \/>\nLa \u201cmassa\u201d avrebbe bisogno di questo atteggiamento paternalistico? \u00a0Attenti: \u00a0il &#8220;cocchiere\u201d, se persevera a viaggiare in strade dissestate va a finire che crepa, per dirla alla Gurdjieff ( che molti di voi sicuramente neppure conoscono, in quanto, per essere \u201cspecialisti della nonviolenza\u201d basta limitarsi \u00a0&#8211; \u00a0a seconda dell\u2019orientamento &#8211; \u00a0alla conoscenza di Capitini e Gandhi, sapendoli citare a memoria)<\/p>\n<p>Nel suo sistema, \u00a0Gurdjieff paragona l\u2019essere umano ad una carrozza: la carrozzeria \u00e8 il corpo, i cavalli le emozioni, il cocchiere la mente ed il proprietario, ovvero colui che decide dove andare perch\u00e9 sa qual \u00e8 la direzione, \u00e8 l\u2019\u201cEssenza\u201d. Questa \u201cEssenza\u201d per Gurdjieff \u00e8 nell\u2019uomo addormentata (di conseguenza la mente-cocchiere fa ci\u00f2 che vuole, si ubriaca e sbanda e non riesce a governare i cavalli-emozioni e, alla lunga, ci rimette la carrozza-corpo, che viaggia su strade dissestate). Di conseguenza, essendo l\u2019umanit\u00e0 una estensione dell\u2019uomo, Gurdjieff vede solo \u201caddormentati\u201d anche in coloro che pretendono di governare la carrozza umanit\u00e0.<br \/>\nBene, poich\u00e9 qualcuno si \u00e8 offeso, al punto da cancellare dalla sua pagina queste mie riflessioni ritenendole accuse immotivate, tenter\u00f2 di argomentare le mie critiche (definizione data dal Presidente arrabbiato) le quali per me, andando oltre una \u00a0valutazione razionale dei movimenti nonviolenti, corrispondono anche e soprattutto ad un sentire interiore corporeo. E\u2019 naturale (e scontato) relazionarsi agli altri tramite il linguaggio verbale; pi\u00f9 difficile \u00e8 farlo attraverso il \u201csentire\u201d corporeo. Questo \u201csentire\u201d, essendo in rapporto intimo con l\u2019interiorit\u00e0, grazie a questa vicinanza profonda e vitale coinvolge il nostro potenziale creativo, capace di cogliere anche il sottaciuto e\/o il non detto.<\/p>\n<p>In quest\u2019ottica, l\u2019 atteggiamento del fantomatico Presidente riflette alcuni dei meccanismi di potere che le cosiddette \u201ccariche\u201d e \u201cresponsabilit\u00e0\u201d fanno spesso scattare.<\/p>\n<p>Il significato pi\u00f9 generale del concetto di &#8216;potere&#8217; si ritrova nel Sofista di Platone, in cui si afferma che il potere \u00e8 &#8220;la definizione dell&#8217;essere&#8221;, il tratto distintivo dell&#8217;esistenza reale: ossia la capacit\u00e0 di &#8220;influenzare un altro, o di essere influenzati da un altro&#8221;.<br \/>\nHannah Arendt, ad esempio, si richiama a una tradizione e a un lessico &#8220;antico e venerando&#8221; secondo cui il termine &#8216;potere&#8217; &#8220;indica la capacit\u00e0 umana non semplicemente di agire, ma di agire di concerto. Il potere non \u00e8 mai propriet\u00e0 dell&#8217;individuo; esso appartiene a un gruppo e continua ad esistere solo finch\u00e9 il gruppo resta unito. Quando diciamo che un individuo &#8216;ha potere&#8217; ci riferiamo in realt\u00e0 al fatto che a tale individuo \u00e8 stata conferita da un certo numero di persone la facolt\u00e0 di agire in loro nome&#8221; (v. Arendt, 1970, p. 44).<br \/>\nMi piace citare le parole dell\u2019Arendet per ribadire con pi\u00f9 forza l\u2019arroganza tipica, da \u201cciclisti\u201d, di alcuni presidenti e simili: una forma perversa e per di pi\u00f9 ridicola di un certo modo di assumere e gestire le cosiddette \u201cresponsabilit\u00e0\u201d ha fatto di questi rappresentanti del potere una specie protetta e prevaricatrice, con pi\u00f9 diritti e meno doveri di \u201cautomobilisti\u201d e \u201cpedoni\u201d. E, soprattutto, senza alcuna responsabilit\u00e0 di fatto. Chi pedala salva l\u2019ambiente, secondo una certa ideologia verde d\u2019accatto, e dunque pazienza se investe una vecchietta sul marciapiede, se costringe a una brusca frenata con rischio di tamponamento a catena l\u2019automobilista che se lo trova di fronte in una strada a senso unico.<br \/>\nChi non sa ascoltare punti di vista diversi e\/o divergenti, chi non comprende quando bisogna cambiare strada, chi non vuole ammettere \u00a0che il movimento, allo stato attuale, altro non \u00e8 che un variegato e frammentato (o frantumato?) movimento della pace, e che, in queste condizioni a dir poco precarie, \u00a0non ha possibilit\u00e0 n\u00e9 forza alcuna di incidere sulle politiche globali, sugli assetti economici, sugli squilibri planetari, dichiara, indirettamente, il fallimento delle strategie nonviolente tradizionali. E purtroppo, invece di affrontare la scomoda verit\u00e0, \u00a0sceglie di esercitare una forma di potere subdola convincendosi e cercando di convincere gli altri che le sue idee sono migliori: \u00a0insomma \u00e8 come il ciclista al quale, in virt\u00f9 del fatto che l\u2019uso della bicicletta non inquina, \u00a0tutto o quasi \u00e8 concesso.<\/p>\n<p>Bob Marley, il famoso cantante reggae giamaicano, cantava un celebre verso: &#8220;Emancipati dalla schiavit\u00f9 mentale\u201d.<br \/>\nQuando parlo di potere, mi riferisco a chi non \u00e8 capace di accogliere punti di vista diversi dal proprio e che impone sotto certi aspetti una forma di schiavit\u00f9 mentale che induce le persone ad accettare un sistema di indottrinamento senza fare domande.<br \/>\nLeggere un articolo non significa solo sfogliare le pagine (in questo caso pagine web),ma organizzare l&#8217;informazione, significa riflettere, individuare le parti su cui tornare, interrogarsi su come inserirle in un contesto pi\u00f9 ampio, sviluppare le idee. Il fatto che abbia oscurato le mie parole evidenzia questa forma di potere. La qualit\u00e0 delle nostre relazioni non \u00e8 determinata da quello che accade all\u2019interno di queste, ma piuttosto da come ci atteggiamo nei confronti di ci\u00f2 che ci accade. Siamo noi a decidere come sentire e agire secondo come abbiamo scelto di percepire la nostra esistenza. Nessuna cosa ha un significato diverso da quello che noi le attribuiamo. La stragrande maggioranza dei movimenti pacifisti si sentono portatori di verit\u00e0 assolute e agisce come se questo processo di interpretazione fosse automatico escludendo di fatto altri punti di vista, perdendo a parer mio il potere di creare coesione o almeno dialogo e interazione.<br \/>\nMaestro della nonviolenza \u00e8 colui o colei che possiede la capacit\u00e0 di istituire legami con altri, di sviluppare rapporti con individui di ogni tipo.<br \/>\nLe grandi riuscite, quelle di un Kennedy, di un Martin Luther King, dello stesso Gandhi, sono anche frutto di una intelligenza e sensibilit\u00e0 nello stabilire legami e sintonie con milioni di altri esseri umani.<br \/>\nLe persone \u201cvittoriose\u201d \u00a0nelle loro battaglie, di solito hanno imparato a raccogliere tutte le sfide dell\u2019esistenza e a comunicarne l&#8217;esperienza a se stessi in modo da realizzare un cambiamento costruttivo. Fallisce chi, di fronte alle avversit\u00e0 , ne percepisce e vive solo le limitazioni. Gli individui capaci di plasmare le nostre esistenze e le nostre culture sono anche maestri della comunicazione con gli altri; l&#8217;elemento che hanno in comune \u00e8 la capacit\u00e0 di trasmettere una visione, un&#8217;aspirazione, una gioia, una missione. L\u2019uso giusto, opportuno e sapiente della comunicazione \u00e8 fondamentale e \u201cfa la differenza\u201d, si tratti di un genitore, un uomo politico, un insegnante.<\/p>\n<p>Non sarebbe forse pi\u00f9 ragionevole ammettere che abbiamo fallito, che i finanziamenti agli armamenti, nonostante tutte le battaglie, siano aumentati invece che diminuiti? Beh, credo di si.<br \/>\nPenso invece che la prima cosa da fare all\u2019interno di un cosi variegato movimento sia quello di partire da s\u00e9: un percorso personale mirante allo sviluppo di una cultura di pace e di giustizia a tutto campo e in ogni settore dell\u2019esistenza.<br \/>\nQualche esempio ? A parer mio non basta pi\u00f9 lavorare solo sui temi \u201cspecifici\u201d della nonviolenza vale a dire la gestione nonviolenta dei conflitti e \u00a0la promozione e rispetto dei diritti umani: le tematiche vanno estese all\u2019equa distribuzione delle risorse, al rispetto dell\u2019ambiente, al consumo critico e allo sviluppo sostenibile, alla finanza etica e, soprattutto, a corollario di tutto, alla comunicazione intra e interpersonale . Personalmente credo che la stessa alimentazione possa avere una connotazione nonviolenta (da qualche mese ho scelto di passare al veganesimo\u2026).<br \/>\nMolti sostengono che la scelta vegana sia estrema. Io penso che sia questa societ\u00e0 a esserlo, fondata su estrema crudelt\u00e0 e violenza. Essere vegano significa abbandonare convincimenti sbagliati, \u00a0dire no al maltrattamento e all\u2019uccisione degli animali. La violenza (per di pi\u00f9 gratuita in quanto da tempo la caccia non rappresenta pi\u00f9 l\u2019unica fonte di sopravvivenza) verso esseri indifesi non \u00e8 degna di una societ\u00e0 civile, bench\u00e9 la scelta vegana significhi percorrere un cammino lungo e difficile alla ricerca di un raro equilibrio, una strada impegnativa in un mondo indifferente e sempre avvezzo ad una quotidianit\u00e0 pi\u00f9 o meno violenta.<\/p>\n<p>In quanto alla comunicazione, il filosofo Attalo era solito dire che farsi un amico d\u00e0 pi\u00f9 gioia che averlo. Le persone che influiscono sui pensieri, i sentimenti e le azioni della maggior parte di noi sono quelle che sanno come servirsi di questo strumento che \u00e8 la comunicazione. Saper comunicare con efficacia \u201cscuote\u201d le masse (e lo dimostrano i risvolti terrificanti dei discorsi di Hitler e Mussolini che, al negativo, erano \u2013 purtroppo \u2013 anche dei grandi \u201ccomunicatori\u201d)\u2026<br \/>\nDalla qualit\u00e0 della comunicazione col mondo esterno dipender\u00e0, in buona parte, il \u00a0successo del singolo con gli altri sul piano personale, emozionale, sociale e finanziario. Ma pi\u00f9 importante ancora \u00e8 arrivare al successo \u201cinteriore\u201d: \u00a0la felicit\u00e0, la gioia, l\u2019estasi, l&#8217;amore, e quant&#8217;altro si desideri sono il diretto risultato del nostro modo di comunicare con noi stessi.<\/p>\n<p>E allora ecco cosa ci sarebbe da imparare, cari amici:<br \/>\n\u2022 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Rifiutare il concetto di Nemico<br \/>\n\u2022 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Cercare i Valori dell\u2019Altro<br \/>\n\u2022 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Cercare l\u2019Umanit\u00e0 nell\u2019Altro<br \/>\n\u2022 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Non identificare Diversit\u00e0 con Avversit\u00e0<br \/>\n\u2022 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Cercare i punti di Convergenza anzich\u00e9 di Divergenza fra i Valori propri e quelli dell\u2019Altro<br \/>\n\u2022 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Sollecitare le Aspirazioni alla Pace in S\u00e9 e nell\u2019Altro<br \/>\n\u2022 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Intervenire come Mediatori fra gli Uni e gli Altri in conflitto<br \/>\n\u2022 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Offrirsi quali Ambasciatori di Pace fra i Contendenti<\/p>\n<p>Cercare di fugare le Paure dell\u2019Altro, dopo avere fatto un percorso di auto-liberazione dalle cause della Paura.<\/p>\n<p>Caro Presidente: cerca i valori anche in quello che Grillo \u2013 con buona pace delle sue recenti \u201ccadute\u201d comunicazionali (discutibili ma pi\u00f9 che altro interne) \u00a0&#8211; \u00e8 comunque riuscito a fare: con le \u201carmi\u201d della trasgressione verbale, dell\u2019ironia e del linguaggio del corpo ( tutte capacit\u00e0 estranee a molti nonviolenti) un \u201cgiullare\u201d ha saputo mettere insieme un sacco di persone\u2026facendosi portavoce del loro malessere e della loro indignazione.<br \/>\nE noi?<br \/>\nOra tocca a te: qualche idea?<\/p>\n<p>Teresa Barbagli<br \/>\nPortavoce della FUCINA per la NONVIOLENZA, sezione fiorentina del Movimento Nonviolento Italiano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Con questo intervento di Teresa Barbagli consideriamo concluso lo spazio di dibattito generato dall&#8217;articolo di Alberto L&#8217;Abate &#8220;Grillo, il Movimento 5 stelle, e la Nonviolenza&#8221;. 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