{"id":552481,"date":"2017-11-07T21:19:49","date_gmt":"2017-11-07T21:19:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=552481\/"},"modified":"2017-11-07T21:50:51","modified_gmt":"2017-11-07T21:50:51","slug":"papua-nuova-guinea-rischio-vite-sullisola-manus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/11\/papua-nuova-guinea-rischio-vite-sullisola-manus\/","title":{"rendered":"Papua Nuova Guinea: a rischio vite sull&#8217;isola di Manus"},"content":{"rendered":"<p>I servizi basilari \u2013 fra cui cibo, acqua e accesso alle cure mediche \u2013 per gli oltre 600 rifugiati e persone vulnerabili trattenuti all\u2019interno del centro di detenzione Lombrum, sull\u2019isola di Manus, devono essere ripristinati prima che si verifichi un\u2019enorme tragedia, ha dichiarato Amnesty International dopo il rientro di una missione di ricerca dall\u2019isola.<\/p>\n<p>Rifugiati e uomini vulnerabili non dovrebbero inoltre essere ricollocati contro la loro volont\u00e0 e in assenza di garanzie per la propria incolumit\u00e0 e dignit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cOggi, la Corte suprema di Papua Nuova Guinea ha respinto l\u2019ultimo disperato tentativo dei rifugiati che chiedevano di avere di nuovo accesso ai servizi essenziali e di vedere tutelati i loro diritti. La decisione \u00e8 un riprovevole attacco al diritto alla vita\u201d, ha dichiarato Kate Schuetze, ricercatrice per il Pacifico di Amnesty International.<\/p>\n<p>\u201cSe le autorit\u00e0 non prenderanno provvedimenti immediati, c\u2019\u00e8 il rischio concreto che la situazione possa diventare catastrofica. Le vite di questi uomini, che reclamano solo il loro diritto alla dignit\u00e0 e alla sicurezza, sono in serio pericolo\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNel 2013, durante la mia prima visita nel centro di detenzione di Manus, alcuni rifugiati raccontarono di essere come in una \u2018guerra psicologica\u2019, pensata appositamente per colpire la salute mentale delle persone. Quattro anni dopo, si fa ancora ricorso a tattiche crudeli per mettere sotto pressione i rifugiati, e per spingerli a trasferirsi o stabilirsi in Papua Nuova Guinea. La situazione si \u00e8 ulteriormente deteriorata, fino a essere disperata\u201d ha aggiunto Schuelze.<\/p>\n<p>I ricercatori di Amnesty International sono stati testimoni dell\u2019inizio della catastrofe durante una visita effettuata in Papua Nuova Guinea dal 27 ottobre al 7 novembre.<\/p>\n<p>L\u2019attuale situazione sull\u2019isola di Manus equivale a un trattamento crudele, inumano e degradante, una violazione della Convenzione delle Nazione Unite contro la tortura.<\/p>\n<p>\u201cQuesta \u00e8 la terza volta che visitiamo Manus, ma quello che abbiamo visto con i nostri occhi in quest\u2019ultima settimana mi ha profondamente scioccato. Siamo in presenza di una situazione disperata, e fra poco sar\u00e0 una catastrofe\u201d, ha detto Kate Schuetze.<\/p>\n<p>\u201cIl comportamento delle autorit\u00e0 di Australia e Papua Nuova Guinea, che ha provocato questa crisi lasciando rifugiati vulnerabili che erano alla ricerca di protezione in Australia in una situazione disperata, \u00e8 brutale, crudele e profondamente scandaloso. \u00c8 necessario trovare una soluzione immediata. I servizi devono essere ripristinati e deve essere garantita assistenza ai rifugiati all\u2019interno del centro, fino a quando potranno spostarsi in un posto sicuro e dignitoso\u201d.<\/p>\n<p>Circa 600 rifugiati e uomini vulnerabili non hanno voluto spostarsi in nuove sistemazioni per via di violenti attacchi nei loro confronti, attacchi che le autorit\u00e0 non hanno contrastato a sufficienza. Per loro, rimasti nel centro di detenzione, l\u2019accesso a cibo, acqua e assistenza medica si \u00e8 via via ridotto da quando, il 31 ottobre, i servizi sono stati interrotti. Alcuni tentativi di far entrare cibo nel centro sono stati impediti dalle autorit\u00e0 di Papua Nuova Guinea.<\/p>\n<p>\u201cSpingere questi uomini a scegliere forzatamente fra cibo, acqua e medicine o spostarsi in un posto dove hanno una fondata paura di subire violenza o altri attacchi \u00e8 un trattamento crudele, inumano e degradante\u201d, ha detto Kate Schuetze.<\/p>\n<p>\u201cPapua Nuova Guinea non \u00e8 un posto adatto per far stabilire persone vulnerabili che sono fuggite dall\u2019oppressione e sono arrivate in cerca di sicurezza e della protezione dell\u2019Australia. Il paese non \u00e8 dotato di un sistema in grado di garantire una vita dignitosa e sicura ai rifugiati e la popolazione locale ha dichiarato esplicitamente che vuole che questi uomini vadano in Australia\u201d.<\/p>\n<p>Amnesty International chiede da tempo al governo australiano di interrompere il sistema della \u201cgestione offshore\u201d, di trasferire gli uomini in Australia e di rispettare gli obblighi sanciti dal diritto internazionale di esaminare le richieste di asilo. Questa continua a essere una responsabilit\u00e0 dell\u2019Australia.<\/p>\n<p>Tuttavia, poich\u00e9 l\u2019Australia sembra determinata a ignorare e a disprezzare la legge, Amnesty International chiede ora ad altri paesi di ricollocare da Papua Nuova Guinea questi uomini.<\/p>\n<p>\u201cQuesta plateale violazione della responsabilit\u00e0 legale e morale da parte dell\u2019Australia \u00e8 inaccettabile. Dal momento che il governo sembra intenzionato a sottrarsi a tutti i suoi obblighi internazionali, ora siamo nelle condizioni di dover cercare altri paesi che possano accogliere gli uomini e offrire loro sicurezza, dignit\u00e0 e un futuro\u201d, ha aggiunto Schuetze.<\/p>\n<p>L\u2019Australia deve agevole, e non impedire, il ricollocamento in paesi terzi. La Nuova Zelanda, per esempio, ha pi\u00f9 volte offerto protezione ai rifugiati che sono a Manus, ma \u00e8 stata fermata dall\u2019Australia.<\/p>\n<p><strong>Vite in pericolo<\/strong><br \/>\nLa salute dei rifugiati \u00e8 a rischio per la mancanza di acqua potabile e per la precariet\u00e0 dei servizi igienico-sanitari e la situazione peggiora giorno dopo giorno. Gli uomini sono inoltre privi di elettricit\u00e0 nell\u2019opprimente caldo tropicale.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 accesso a servizi di assistenza medica e non \u00e8 chiaro se sia disponibile qualche tipo di aiuto in caso di emergenza sanitaria.<\/p>\n<p>Negli ultimi 10 giorni, durante la presenza di Amnesty International sull\u2019isola, i rifugiati hanno riferito di tre emergenze. In un caso hanno chiesto, senza ottenerlo, aiuto per un rifugiato epilettico, che \u00e8 rimasto incosciente per diverse ore in seguito a un attacco di convulsioni. In un altro episodio, un rifugiato si \u00e8 procurato volontariamente delle lesioni; in seguito, \u00e8 precipitato in uno stato di fragilit\u00e0 emotiva, con il solo supporto dei suoi amici.<\/p>\n<p>La sera del 4 novembre un rifugiato di cui era nota una disfunzione cardiaca ha avuto un collasso. I rifugiati hanno contattato un numero di emergenza ma non hanno avuto risposta. Una pattuglia della polizia di Papua Nuova Guinea, parcheggiata di fronte al centro, ha rifiutato di prestare assistenza. Dopo pi\u00f9 di quattro ore \u00e8 stato trasportato all\u2019ospedale di Lorengau, ma non c\u2019erano cardiologi disponibili. \u00c8 stato successivamente dimesso, ma rimane a rischio di complicazioni. Anche il diniego di cure mediche pu\u00f2 rappresentare una forma di tortura secondo il diritto internazionale.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 anche una profonda preoccupazione che, man mano che terminano le scorte di medicinali, la situazione possa diventare pi\u00f9 seria, mettendo in pericolo la vita dei rifugiati. Molti di loro soffrono gi\u00e0 di forme croniche di disturbi mentali, in conseguenza della prolungata detenzione e dell\u2019incertezza del futuro.<\/p>\n<p><strong>Da un centro di abuso a un altro<\/strong><br \/>\nL\u2019attuale situazione ha origine dalla decisione dell\u2019Australia di spostare i rifugiati da un centro all\u2019altro, sebbene questa scelta non abbia assolutamente alcun effetto sul problema principale, ossia le politiche estremamente repressive dell\u2019Australia nei confronti dei rifugiati, o rappresenti un rimedio all\u2019illegalit\u00e0 di tali pratiche.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 un piano definito per il ricollocamento dei rifugiati in un paese sicuro, e l\u2019incertezza prolungata resta. Ai rifugiati continua a essere negato il permesso di lavorare o di spostarsi liberamente e nutrono forti preoccupazioni relative alla propria sicurezza. Il trasferimento in nuove localit\u00e0, per quanto possa valere, ha esacerbato il rischio, per rifugiati che gi\u00e0 vivono nella paura, di attacchi da parte della popolazione locale, che ha dichiarato apertamente che non li vuole in Papua Nuova Guinea.<\/p>\n<p>La ricerca di Amnesty International conferma che i timori dei rifugiati per la propria incolumit\u00e0 sono fondati, nel caso fossero spostati pi\u00f9 vicino alla citt\u00e0. Un rifugiato bangladese ha riferito all\u2019associazione di un incidente avvenuto quattro mesi fa, in cui fu aggredito, rapinato e attaccato con un machete in pieno giorno. Ha avuto dei punti e ha una lunga cicatrice sul gomito che \u00e8 ancora gonfia e gli procura dolore. Ai ricercatori sono stati riferiti alti casi in cui i rifugiati sono stati rapinati o aggrediti in citt\u00e0, il che ha diffuso molta paura.<\/p>\n<p>\u201cLe autorit\u00e0 di Papua Nuova Guinea e Australia devono garantire che non verranno effettuati tentativi di spostamento forzato dei rifugiati e devono immediatamente ripristinare l\u2019accesso a cibo, acqua ed elettricit\u00e0, cos\u00ec come devono permettere al personale sanitario l\u2019accesso ai rifugiati. Devono essere approntati programmi chiari e immediati per spostare i rifugiati e gli uomini vulnerabili nei paesi dove potranno essere ricollocati in sicurezza e garantire un esame rispettoso delle procedure per la loro richiesta di protezione internazionale\u201d, ha concluso Kate Schuetze.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I servizi basilari \u2013 fra cui cibo, acqua e accesso alle cure mediche \u2013 per gli oltre 600 rifugiati e persone vulnerabili trattenuti all\u2019interno del centro di detenzione Lombrum, sull\u2019isola di Manus, devono essere ripristinati prima che si verifichi 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