{"id":551316,"date":"2017-11-06T09:15:24","date_gmt":"2017-11-06T09:15:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=551316\/"},"modified":"2017-11-06T09:15:24","modified_gmt":"2017-11-06T09:15:24","slug":"introduzione-al-forum-internazionale-diritto-alla-salute-laccesso-alle-cure-vs-g7-sulla-salute-4-novembre-2017","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/11\/introduzione-al-forum-internazionale-diritto-alla-salute-laccesso-alle-cure-vs-g7-sulla-salute-4-novembre-2017\/","title":{"rendered":"Introduzione al \u201cForum internazionale per il diritto alla salute e l\u2019accesso alle cure\u201d Vs g7 sulla salute. 4 novembre 2017"},"content":{"rendered":"<p>Innanzitutto desidero ringraziare il GUE, il Gruppo della Sinistra Europea\/Verde Nordica, Milano in Comune \u00a0e tutti coloro che come volontari, relatori, coordinatori delle sessioni e dei gruppi hanno dato e stanno dando il loro contributo per la riuscita di questa importante giornata. Solo due mesi fa tutto questo sembrava impossibile.<\/p>\n<p>Come sapete domani e luned\u00ec si riunir\u00e0\u00a0 a Milano il G7 sulla salute. L\u2019abbiamo scoperto per caso: fino ad un paio di mesi fa non ne sapevano nulla nemmeno a Palazzo Marino, sapevano solo che era stato prenotato Palazzo Reale per una sontuosa cena. Nient\u2019altro.\u00a0 Solo da un paio di settimane si conoscono i temi \u00a0all\u2019ordine del giorno: le conseguenze sulla salute dei cambiamenti climatici, la salute della donna e dei bambini e la resistenza agli antibiotici.<\/p>\n<p>Da qualche \u00a0giorno escono le notizie sui quotidiani: ci informano quali mostre i \u201cgrandi\u201d andranno a visitare e sul men\u00f9 delle loro cene. Null\u2019altro. Un incontro clandestino, sospeso tra la mondanit\u00e0 e il nulla. Tutti\u00a0 sanno che \u00e8 cos\u00ec,\u00a0 anche coloro che per dovere professionale devono trovare qualche notizia da sbattere in pagina.<\/p>\n<p>Eppure il paziente sta male, soffre, continua a peggiorare,\u00a0 avrebbe bisogno di una cura decisa e forte, ma sa che nessuno verr\u00e0 a salvarlo, potr\u00e0 contare solo sulle sue forze.<\/p>\n<p>I potenti, \u201ci grandi\u201d come si fanno chiamare, dedicheranno tre ore a discutere dei cambiamenti climatici, un\u2019ora e mezza per ragionare sulla salute della donna e dei bambini e poco pi\u00f9 di un\u2019ora per parlare di farmaci, poi l\u2019abbuffata, le foto ricordo, i discorsi formali e l\u2019aereo che li riporta a casa.<\/p>\n<p>Eppure le questioni all\u2019ordine del giorno sono di rilevanza fondamentale per il presente e per il futuro dell\u2019umanit\u00e0. Attorno a quei tavoli non siederanno medici e terapeuti preoccupati per la salute degli esseri umani e del pianeta, ma alcuni tra i massimi responsabili di un modello di sviluppo che ci sta portando velocemente verso il baratro.<\/p>\n<p>Sono i rappresentanti di quegli stessi \u00a0governi che in gran segreto dal 2013\u00a0 stanno trattando l\u2019accordo TiSA (Trade in Services Agreement)\u00a0 sugli scambi dei servizi, tra questi vi sono anche l\u2019istruzione e la sanit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel 2014\u00a0 WikiLeaks, l\u2019organizzazione di Julian Assange, ha per la prima volta rivelato l\u2019esistenza di tali trattative. Il Tisa sarebbe il pi\u00f9 grande accordo commerciale mai discusso; i servizi infatti rappresentano circa il 70% del PIL mondiale. Il 4 febbraio 2015 l\u2019agenzia AWP\u00a0 Associated Whistleblowing Press (agenzia formata da giornalisti investigativi) ha reso pubblico un documento del Tisa dove si pu\u00f2 leggere: \u201cC\u2019\u00e8 un potenziale enorme ancora non sfruttato per la globalizzazione dei servizi sanitari\u201d. Si parla di un mercato di diverse centinaia di \u00a0miliardi. Ma questo mercato non ha potuto ancora essere sfruttato pienamente. Ci\u00f2 \u2013 viene spiegato nel documento &#8211; \u00e8 dovuto al fatto che i sistemi sanitari sono finanziati ed erogati dallo Stato o da enti assistenziali e fino a quando la situazione rimane questa, non sono di nessun interesse da parte degli investitori stranieri a causa dell\u2019assenza di finalit\u00e0 commerciali.La soluzione proposta e praticata \u00a0\u00e8 semplice: privatizzare tutto, aprendo le porte ai grandi fondi finanziari, alle compagnie internazionali di assicurazioni e contemporaneamente cancellando il ruolo dello Stato come responsabile della salute collettiva.<\/p>\n<p>Ecco allora la vera discussione che verr\u00e0 fatta, che gi\u00e0 \u00e8 stata fatta lontano dalle telecamere: come trarre ulteriore profitto dalla nostra salute e dalla devastazione del pianeta.<\/p>\n<p>Di fronte a tutto questo noi abbiamo lanciato un appello perch\u00e9 si realizzasse un incontro al massimo livello tra scienziati, ricercatori e attivisti impegnati nella difesa della salute per proporre delle alternative praticabili per salvare il pianeta, le nostre vite e quelle delle generazioni future.\u00a0 Questo appello, come potete vedere dal programma, \u00e8 stato raccolto da donne e uomini che hanno dedicato la loro vita alla ricerca scientifica, impegnati ogni giorno in istituzioni prestigiose, alcune delle quali tutt\u2019ora all\u2019avanguardia nella ricerca medica, eppure oggi sono qui con noi, anzi, direi che, proprio per le conoscenze\u00a0 che hanno acquisito dai loro studi, vivono come noi la tragica consapevolezza della situazione odierna.<\/p>\n<p>Alcuni di loro hanno provato a chiedere attenzione ai potenti della terra, li hanno rincorsi fin dentro le loro prestigiose sedi; qualcuno \u00e8 anche stato ricevuto, ha provato a presentare i risultati delle proprie ricerche trovando solo indifferenza talvolta mista a derisione, compassione e lusinghe affinch\u00e9 volgesse altrove i propri interessi. E oggi sono qui con noi.<\/p>\n<p>La sfida che noi lanciamo \u00e8 quella di contribuire a costruire un\u2019alleanza duratura tra una parte significativa del mondo scientifico e i movimenti sociali, il mondo delle associazioni perch\u00e9, come recita il nome del nostro comitato, la salute non pu\u00f2 avere n\u00e9 padroni, n\u00e9 confini.<\/p>\n<p>I DETERMINANTI SOCIALI DELLA SALUTE<\/p>\n<p>Per noi, come recita l\u2019OMS\u00a0 la salute continua ad essere \u201cuno stato\u00a0di\u00a0completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato\u00a0di\u00a0malattia\u201d. Anche per questo, e qui mi rivolgo ai miei connazionali, abbiamo difeso la Costituzione che all\u2019art. 32 recita: \u201cLa Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell\u2019individuo e interesse della collettivit\u00e0, e garantisce cure gratuite agli indigenti \u2026\u201d\u00a0Notate bene. E\u2019 l\u2019unico articolo della Costituzione dove si parla di individuo e non di cittadino: la salute, per i nostri padri costituenti, \u00e8 un bene comune, il bene per eccellenza che come tale deve essere tutelato. Nessuno pu\u00f2 quindi essere privato delle terapie necessarie a causa della sua condizione economica. \u00a0Ed infatti l\u2019art. 3 della \u00a0Costituzione, dopo aver affermato l\u2019uguaglianza di tutti i cittadini senza alcuna distinzione, recita. \u201cE\u2019 compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libert\u00e0 e l\u2019eguaglianza dei cittadini impediscono il pieno sviluppo della persona umana \u2026.\u201d Questa \u00e8 senza dubbio la parte pi\u00f9 innovativa che testimonia la grandezza della nostra Costituzione e che spiega perch\u00e9 tanti hanno fatto di tutto per modificarla.\u00a0 Infatti\u00a0 non si limita ad affermare dei principi teorici di uguaglianza, ma affida esplicitamente allo Stato il compito di rimuovere tutti quegli ostacoli che non rendono pienamente fruibili i diritti declamati.<\/p>\n<p><strong>E\u2019 questo lo Stato nel quale crediamo<\/strong>.<\/p>\n<p>Ma la situazione \u00e8 ben diversa: nell\u2019attuale piramide sociale del mondo l\u20198,6% della popolazione controlla l\u201985% della ricchezza, ma soprattutto il 70% dei cittadini ha a disposizione meno del 3% della ricchezza del pianeta. La situazione peggiora di anno in anno. E quando parliamo di ricchezza e di povert\u00e0 non parliamo pi\u00f9 solo di emisfero nord e di emisfero sud.<\/p>\n<p>Lenzie e Calton sono due zone di Glasgow, distanti fra loro meno di 10 miglia eppure, fra loro, vi \u00e8 una differenza nell\u2019attesa di vita di quasi trent\u2019anni; \u00a0trent\u2019anni, non tre mesi, tra chi vive in un quartiere povero e chi vive in una zona residenziale e siamo sempre in Scozia, non in un paesino del Burundi confrontato con una cittadina canadese.<\/p>\n<p>Ecco cosa significa valutare i determinanti sociali della salute. Ecco quanto la povert\u00e0, le condizioni abitative, il lavoro piuttosto che la disoccupazione incidono sulla qualit\u00e0 ma anche sulla durata della nostra vita. E non \u00e8 qualcosa di lontano da noi; in un recente convegno dei ricercatori dell\u2019Istituto Mario Negri hanno mostrato come anche nell\u2019europea Milano esiste, tra le zone ricche e le periferie, un preciso gradiente relativo all\u2019attesa di vita, \u00a0anche se per fortuna non drammatico come quello che abbiamo visto.<\/p>\n<p>LA PREVENZIONE, PRIMA DI TUTTO<\/p>\n<p>Spesso nei convegni di medicina si ricorda come nell\u2019antica Cina i medici venivano premiati e pagati tanto di pi\u00f9 quanto meno i cittadini affidati alle loro cure si ammalavano. Era la prevenzione la materia principe di chi si avvicinava alla scienza medica. Oggi la prevenzione \u00e8 scomparsa, \u00e8 la Cenerentola della medicina. In Italia la spesa per la prevenzione \u00e8 inferiore al 5% del totale della \u00a0spesa sanitaria; prevenzione significa costante attenzione alle condizioni di vita della popolazione nei suoi diversi aspetti.<\/p>\n<p>Ma la prevenzione non necessita di farmaci, di grandi ospedali, di sofisticate tecnologie; la prevenzione non produce grandi profitti, non spalanca le porte ad interessi privati e allora non interessa. E, anche in questo caso solo per fare un esempio, si lascia che ogni anno in Italia s\u2019infettino oltre 3.600 persone con l\u2019HIV, il virus dell\u2019AIDS, 10 ogni giorno. Delle campagne di prevenzione e di informazione non c\u2019\u00e8 l\u2019ombra, n\u00e9 nelle strade, n\u00e9 nelle scuole, eppure ogni persona che s\u2019infetta non solo \u00e8 destinata a vivere una condizione difficile, sul piano sociale e umano, ma dovr\u00e0 assumere per tutta la vita delle terapie, sottoporsi a degli esami diagnostici e questi costano alla collettivit\u00e0, non meno di 10.000 euro all\u2019anno per persona. Oggi, solo in Italia, sono oltre 60.000 le donne e gli uomini in terapia con gli antiretrovirali nell\u2019indifferenza delle istituzioni e tra i brindisi delle multinazionali che si garantiscono dei clienti fissi, come li chiamano loro, per i prossimi trent\u2019anni. Nel mondo si sono infettati con l\u2019HIV nel 2016 1.800.000 persone.<\/p>\n<p>Secondo i dati dell\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 (Oms), pubblicati nel\u00a0World Malaria Report 2016, sono circa 212 milioni i casi di malaria stimati nel mondo nel 2015 e circa 429 mila i decessi, il 70% dei quali tra bambini di et\u00e0 inferiore ai 5 anni (di cui 292 mila nella Regione Africana), seguita dal Sud-Est asiatico (7%) e dalla Regione del Mediterraneo orientale (2%).<\/p>\n<p>Per non parlare del tabacco, che \u00e8 la prima causa di morte tra le patologie non trasmissibili; la\u00a0 British American Tobacco \u00e8 stata tra le principali finanziatrici della fondazione Open di Matteo Renzi, solo per\u00a0 restare in Italia.<\/p>\n<p>IL BUSINESS DEI FARMACI<\/p>\n<p>La malattia come fonte di profitti immensi: Big Pharma compete con l\u2019industria militare per i migliori dividendi da distribuire ai suoi azionisti. \u00a0Nel frattempo undici milioni di italiani hanno rinunciato a curare almeno una patologia e negli USA i pi\u00f9 poveri muoiono in media 14 anni prima dei pi\u00f9 ricchi;\u00a0 la met\u00e0 delle persone sieropositive nel mondo non possono accedere alle cure e in quello che era il ricco Occidente oltre un milione di persone non possono assumere le nuove efficaci terapie contro l\u2019epatite C , solo per fare degli esempi.<\/p>\n<p>Se le aziende di Big Pharma non si sono scomposte di fronte alla condanna a 14 miliardi di dollari di multe in cinque anni per corruzione e pubblicit\u00e0 fasulla \u00e8 perch\u00e9 si paga volentieri quando il reato produce guadagni molte volte maggiori delle sanzioni!<\/p>\n<p>Il costo di ricerca e produzione del Sofosbuvir, il farmaco contro l\u2019epatite C, \u00a0non arriva al 10% del prezzo con il quale il farmaco \u00e8 stato messo sul mercato e per la prima volta anche nei \u201cricchi\u201d paesi occidentali \u00e8 stato inserito il numero chiuso per curarsi. La logica \u00e8 molto semplice: puoi curarti se la tua malattia progredisce, in sintesi devi aspettare che la tua situazione clinica peggiori. Chi resta fuori o ha i soldi per comprarlo pagando decine di migliaia di dollari, o pu\u00f2 provare ad andare in India o in Egitto dove il costo del farmaco \u00e8 10, 20, 50 volte minore. E pensare che la Gilead ha comprato il principio attivo da una start up americana che aveva potuto svolgere le ricerche grazie a fondi pubblici. Quando si dice che il pubblico finanzia il privato! E ora si annuncia l\u2019arrivo di nuovi farmaci oncologici con un costo che arriver\u00e0 anche a 100.000 euro per ciclo! Quale stato potr\u00e0 garantire simili terapie? Non solo. Chi ne controller\u00e0 l\u2019efficacia e il reale vantaggio nell\u2019aumentare la sopravvivenza?<\/p>\n<p>Noi chiediamo che nell\u2019immediato gli Stati applichino le due clausole contenute negli accordi TRIPs, gli accordi sulla propriet\u00e0 intellettuale, clausole che permettono a una nazione, quando non \u00e8 in grado di garantire le cure ai propri cittadini, di produrre direttamente i farmaci senza rispettare i brevetti.<\/p>\n<p>Contemporaneamente chiediamo\u00a0 che i nostri governi rimettano in discussione, nell\u2019Organizzazione Mondiale del Commercio, gli accordi TRIPs; \u00a0non ha alcun senso garantire un monopolio della produzione per vent\u2019anni, quando spesso in un anno le aziende hanno recuperato tutte le spese e gli investimenti. Non \u00e8 solo una richiesta ai governi, ma questo sar\u00e0 uno dei nostri obiettivi condivisi.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 sufficiente. Non \u00e8 possibile lasciare che l\u2019industria farmaceutica sia monopolio del privato; \u00e8 importante battersi perch\u00e9 risorga un industria pubblica del farmaco, anche sovranazionale, ma pubblica, che abbia come obiettivo la cura e non il profitto.<\/p>\n<p>Abbiamo parlato finora di patologie per le quali esistono delle cure, ma sono sempre pi\u00f9 inabbordabili per un\u2019immensa quantit\u00e0 di persone. Ma c\u2019\u00e8 di peggio. Ci sono le <em>negletted deseases<\/em> , le malattie dimenticate, per le quali non si fa ricerca perch\u00e9 colpiscono popolazioni povere fuori dal mercato e per le quali, in alcuni casi, i farmaci ci sarebbero ma vengono tenuti nel cassetto perch\u00e9 non produrrebbero profitti.<\/p>\n<p>LA RICERCA SUL GENOMA E L\u2019EMA<\/p>\n<p>Il corpo umano \u00e8 da un lato ignorato, calpestato, abbandonato a se stesso, ma dall\u2019altra parte fonte di guadagno e terra di conquista in tutto il mondo e anche qui, vicino a noi. E\u2019 di qualche mese fa la notizia di un accordo con il quale il governo italiano ha garantito all\u2019IBM la fornitura dei dati sanitari prima della popolazione lombarda e poi di tutta la popolazione italiana. Grandi banche dati nelle mani dell\u2019IBM che, insieme con i colossi dei farmaci e delle sementi, potranno sviluppare ricerche sul genoma. Temo che non siano lontani i tempi nei quali parti dell\u2019essere umano verranno privatizzate, come lo sono stati semi e piante che da secoli erano presenti nella natura.<\/p>\n<p>Diciamo con forza che siamo contrari a questi progetti che si sviluppano oltretutto fuori da qualunque controllo democratico, siamo contrari qui a Milano al progetto Human Technopole. Parlano di un futuro fondato su una medicina personalizzata, ma personalizzata per chi? Futuro per chi, quando la maggioranza della popolazione umana non pu\u00f2 accedere alle terapie gi\u00e0 disponibili oggi?<\/p>\n<p>Pensiamo che il dibattito sulla collocazione geografica dell\u2019Agenzia europea per i medicinali (<em>EMA) cos\u00ec come si sta svolgendo non abbia alcun senso; prima di sapere in quale citt\u00e0 sar\u00e0 collocata la nuova sede vorremmo sapere perch\u00e9 l\u2019EMA, come denunciato recentemente da un pool di scienziati di tutta Europa, non conduce delle ricerche indipendenti per valutare l\u2019efficacia di un farmaco, per analizzarne gli effetti collaterali; \u00a0vorremmo sapere perch\u00e9 i giudizi dell\u2019EMA si fondano solo sulle ricerche presentate dalle aziende farmaceutiche. Vorremmo sapere quali sono le garanzie dell\u2019assenza di conflitto d\u2019interesse tra chi lavora per le agenzie internazionali nel campo della salute e chi lavora per le multinazionali. La vicenda della falsa influenza epidemica H1N1 \u00e8 ancora troppo recente. Ma su tutto questo i governi che si contendono l\u2019EMA non hanno nulla da dire.<\/em><\/p>\n<p>I DRASTICI TAGLI\u00a0 DEI FINANZIAMENTI PER LA SANITA\u2019<\/p>\n<p>I paesi maggiormente colpiti dalla crisi, anche nell\u2019emisfero occidentale, hanno tagliato principalmente proprio sulla sanit\u00e0 e la quota del PIL destinato alla sanit\u00e0 pubblica diminuisce in continuazione.<\/p>\n<p>Per capire cosa accade prendiamo come esempio il nostro paese: dal governo di Mario Monti ad oggi vi \u00e8 stato un taglio del finanziamento al\u00a0 Servizio Sanitario Nazionale pesantissimo; solo \u00a0Grecia e Portogallo hanno fatto peggio di noi. Tra il 2010 e il 2014 \u2013\u00a0 secondo la Corte dei Conti \u2013 al Ssn sono stati tolti 14,5 miliardi e \u00a0altri 10,5 se ne stanno andando tra il 2015 e il 2018.<\/p>\n<p>Le operazioni di marketing politico per acquistare facile consenso nascondono sempre l\u2019altra faccia della medaglia: solo per fare un esempio per il bonus Irpef \u2013 gli 80 euro in busta paga \u2013 e per gli sgravi alle assunzioni del Jobs act sono stati sottratti\u00a0 circa 10 miliardi alla sanit\u00e0 nel 2015-2019.<\/p>\n<p>Ecco cosa succede: ufficialmente ogni anno il finanziamento del Ssn cresce un po\u2019, ma sempre meno di quanto era stato annunciato e meno di quanto sarebbe necessario anche solo per recuperare l\u2019aumento dei prezzi delle tecnologie e dei servizi, stimato in media attorno al 2%.<\/p>\n<p>Nel 2015 era stato annunciato che nel 2016 il Fondo nazionale sarebbe stato di 117 miliardi, che invece sono stati ridotti a 111, uno in pi\u00f9 del 2015, ma 6 in meno del previsto.<\/p>\n<p>Ora siamo nella stessa situazione. Il governo ha annunciato in pompa magna i nuovi LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza, annunciando che nel 2018 per il Fondo Sanitario sarebbero \u00a0stati stanziati 115 miliardi. Ma la vicenda \u00e8 andata in modo diverso: la legge di Stabilit\u00e0 ha tagliato un miliardo, i ministeri del Tesoro e della Salute a giugno con un decreto hanno tolto altri 604 milioni, Gentiloni con la recente manovra\u00a0 sottrae alle Regioni altri 2,7 miliardi, di cui 300 milioni alla sanit\u00e0 \u00a0e non dimentichiamo i 700 milioni necessari per il rinnovo del contratto.<\/p>\n<p>Insomma, alla fine scenderemo a circa 113 miliardi;\u00a0 \u00e8 ovvio che non sar\u00e0 possibile garantire tutti i servizi previsti dai LEA, i cittadini saranno spinti, se hanno i soldi, a rivolgersi al privato. A pagare il prezzo pi\u00f9 alto saranno le persone disabili, perch\u00e9 a questi tagli per loro si sommeranno i tagli alle Regioni dei finanziamenti a loro specificatamente dedicati. La previsione \u00e8 che la spesa sanitaria nel 2020 arrivi al 6,3% del Pil, al di sotto della soglia minima prevista dall\u2019OMS.<\/p>\n<p>LA PRIVATIZZAZIONE DEI SERVIZI SANITARI<\/p>\n<p>La privatizzazione della sanit\u00e0 aumenta di anno in anno. \u201cSolo i ricchi potranno curarsi\u201d non \u00e8 una battuta, ma \u00e8 sempre pi\u00f9 la realt\u00e0 dell\u2019oggi. D\u2019altra parte non \u00e8 vero che la privatizzazione della sanit\u00e0 produce un risparmio della spesa, semplicemente trasferisce quote ingenti di spesa dallo stato al singolo cittadino.<\/p>\n<p>LA PRIVATIZZAZIONE IN LOMBARDIA<\/p>\n<p>Questa tendenza alla privatizzazione presente in tutto il mondo, \u00e8 in stato pi\u00f9 che avanzato anche nella nostra regione, dove la spinta per spostare la popolazione dal Servizio Sanitario Pubblico alle strutture private \u00e8 realizzata con modalit\u00e0 subdole e apparentemente riferite a dati \u201coggettivi\u201d, \u00a0mentre invece nasconde responsabilit\u00e0 e volont\u00e0 precise.<\/p>\n<p>Le lunghe liste di attesa sono costruite ad hoc attraverso mille espedienti: la mancanza di un centralino unico tra strutture pubbliche\u00a0 e private convenzionate, in modo tale che risulta impossibile controllare le reali disponibilit\u00e0; una crescita dell\u2019<em>intramoenia<\/em>, la professione privata realizzata dentro le strutture pubbliche e la sua collocazione spesso negli orari di ambulatorio; la riduzione dei finanziamenti, per cui da ottobre nella nostra citt\u00e0 \u00e8 praticamente impossibile prenotare un visita o un controllo diagnostico senza attendere vari mesi, se non di pi\u00f9 \u2026 E la cosa incredibile \u00e8 che chi ha la responsabilit\u00e0 istituzionale di questa situazione osa rivolgersi ai cittadini proponendo loro di affidare le loro patologie croniche a un \u201cgestore\u201d, spesso una societ\u00e0 privata, per superare le liste d\u2019attesa; e per ottenere tutto questo non esita ad assumere atteggiamenti che facilmente possono apparire ricattatori e intimidatori\u00a0 verso i medici che difendono il loro ruolo nel Servizio Sanitario Nazionale; ce n\u2019\u00e8 abbastanza per arrivare alla denuncia.<\/p>\n<p>LA DISTRUZIONE DEL PIANETA<\/p>\n<p>La privatizzazione della sanit\u00e0, l\u2019appropriazione del corpo umano come fonte di guadagno procedono di pari passo con la privatizzazione dei Beni Comuni necessari alla sopravvivenza del genere umano\u00a0 e della altre specie, a cominciare dall\u2019acqua e dalla terra.<\/p>\n<p>Un modello di sviluppo fondato sugli idrocarburi, sul dominio di un\u2019industria chimica indifferente alla salute umana, animale e vegetale, come mostra la vicenda del glifosato.<\/p>\n<p>Un presente costruito sul mito della crescita e dell\u2019illimitatezza delle risorse energetiche sta distruggendo il pianeta: il surriscaldamento sconvolge le stagioni, provoca fenomeni naturali drammatici che gi\u00e0 oggi provocano centinaia di migliaia di morti. Nel futuro secondo l\u2019Oms si potrebbe arrivare a 12,6 milioni di decessi tra il 2030 e il 2050. 250.000 morti in pi\u00f9 ogni anno: per malnutrizione, malaria, diarrea e 20.000 morti per colpi di calore nella sola Europa.<\/p>\n<p>PERCHE\u2019 SIAMO QUI<\/p>\n<p>\u201cC\u2019\u00e8 stata una lotta di classe negli ultimi anni e la mia classe ha vinto\u201d ha\u00a0 dichiarato soddisfatto Warren Buffet, nel 2016 indicato da Forbes come\u00a0 il terzo uomo pi\u00f9 ricco del mondo, nonch\u00e9 amministratore delegato della Berkshire Hathaway, una holding statunitense, in assoluto una delle pi\u00f9 grandi multinazionali\u00a0del mondo.<\/p>\n<p>Ma noi non pensiamo che la partita sia finita. La Storia non \u00e8 finita. Per questo abbiamo sentito come nostro dovere morale, oltre che sociale e politico, organizzare oggi questo Forum e domani un momento di coordinamento tra tutte le realt\u00e0 italiane disponibili a gestire insieme delle campagne.<\/p>\n<p>Non si tratta solo di difendere il nostro presente, ma di poter guardare in faccia, con dignit\u00e0 e senza dover abbassare lo sguardo, le giovani generazioni alle quali rischiamo di lasciare un mondo decisamente peggiore di come l\u2019abbiamo trovato.<\/p>\n<p>Il nostro non \u00e8 un grido di disperazione: quello che lanciamo \u00e8 un segnale di speranza di chi rifiuta di arrendersi, di chi non ci sta a rifugiarsi in soluzioni individuali, di chi vorrebbe che chi nascer\u00e0 domani non debba maledire la sua esistenza, ma possa ancora innamorarsi della vita e di quello che lo circonda.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Innanzitutto desidero ringraziare il GUE, il Gruppo della Sinistra Europea\/Verde Nordica, Milano in Comune 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