{"id":54922,"date":"2013-06-04T14:50:32","date_gmt":"2013-06-04T13:50:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=54922"},"modified":"2013-06-05T10:56:16","modified_gmt":"2013-06-05T09:56:16","slug":"e-morto-un-albero-e-sorta-una-nazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/06\/e-morto-un-albero-e-sorta-una-nazione\/","title":{"rendered":"E\u2019 morto un albero, \u00e8 sorta una nazione"},"content":{"rendered":"<p>Piazza Taksim \u00e8 ormai libera. Gli scontri, che hanno avuto una durata di tre giorni, hanno ottenuto alla fine un risultato. Tuttavia, in alcuni quartieri di Istanbul cos\u00ec come in diverse citt\u00e0 della Turchia, la rivolta continua anche in modo molto violento.<\/p>\n<p>La notte del 1\u00b0 giugno si sono verificati duri scontri tra i manifestanti e la polizia. Le strade erano piene di capsule vuote di lacrimogeni e munizioni di plastica. I pronti soccorsi degli ospedali erano pieni di feriti di ogni tipo. La solidariet\u00e0 della gente del quartiere ha fatto s\u00ec che i manifestanti subissero meno danni del previsto. I medici erano in giro a soccorrere i feriti, i negozi, gli alberghi, i bar e pure i bordelli illegali hanno accolto i manifestanti.\u00a0 Nello stesso momento, bruciavano anche le strade di altre citt\u00e0 turche come Ankara, Afyon, Smirne, Eskisehir, Antalya, Samsun, Adana e Hatay, ma non solo.<\/p>\n<p>Sabato mattina, intorno alle tre c\u2019\u00e8 stata una tregua temporanea.\u00a0 I poliziotti riposavano lungo il corso principale di Taksim , Istiklal Caddesi. I manifestanti restavano dove avevano trovato rifugio, oppure si erano ritirati a casa. Grazie anche alla temperatura mite, fin dalle prime ore del mattino Taksim ricominciava a riempirsi di gente. Contemporaneamente, medici e studenti di medicina curavano le ferite delle persone per strada e avvocati raccoglievano i dati per sporgere denuncia o difendere gli arrestati. Con maggiore veemenza, a partire dalle 10:00, la polizia ha tentato di respingere le persone usando lacrimogeni, idranti e manganelli, ma ormai era troppo tardi: a Taksim arrivavano fiumi e fiumi di persone, emarginate ed escluse dalle politiche sociali ed economiche del governo in questi dieci anni.\u00a0 Medici, insegnanti, pensionati, studenti universitari, politici, avvocati, liceali, attivisti lgbtq, donne, operai&#8230; Dopo qualche ora di scontri violenti, intorno a mezzogiorno, Piazza Taksim ed il Parco di Gezi erano stati liberati e la polizia si stava ritirando. Ora era il momento di guardarsi attorno e vedere quelle centinaia,\u00a0 migliaia di persone lottare insieme. Come afferma uno dei manifestanti: \u201cLe persone che sono qui appartengono a classi sociali diverse e a diversi schieramenti politici, oppure finora non avevano una posizione politica, ma oggi sono qui per dire basta\u201d.<\/p>\n<p>In giornata alcuni canali televisivi internazionali hanno iniziato a trasmettere la diretta dalla piazza. Due gli slogan che riecheggiavano in continuazione: \u201cGoverno dimissioni\u201d e \u201cMedia venduti\u201d. (Ancora adesso i mass media\u00a0 mainstream\u00a0 continuano a non dare la giusta importanza a ci\u00f2 che accade in Turchia).<\/p>\n<p>La mania di controllo su ogni tipo di meccanismo politico e democratico \u00e8 una delle linee principali di Erdo\u011fan. Per la costruzione della caserma al posto del Parco di Gezi, quando i meccanismi della giustizia -teoricamente indipendente- avevano espresso un parere contrario, Erdo\u011fan aveva affermato: \u201cPresenteremo ricorso. Noi vogliamo ricostruire la vecchia caserma: una parte sar\u00e0 un museo e l\u2019altra \u00a0un centro commerciale come appendice di Istiklal Caddesi\u201d.\u00a0 Questa \u00e8 la cultura di progettazione urbanistica di Erdo\u011fan. Stiamo parlando di una citt\u00e0, Istanbul, che \u201cvanta\u201d una quantit\u00e0 di centri commerciali superiore a metropoli come Berlino, Parigi e Tokyo e detiene\u00a0 il record mondiale di densit\u00e0 delle moschee, una ogni 350 abitanti. Durante l\u2019inaugurazione del nuovo edificio dell\u2019Archivio di Stato, Erdo\u011fan ha dichiarato risoluto: \u201cIl nostro progetto sar\u00e0 realizzato. A Taksim oltre alla caserma e ad un nuovo teatro d\u2019opera, che sostituir\u00e0 il centro culturale AKM, costruiremo anche una moschea\u201d.\u00a0 Insomma: \u201cS\u2019ha da fare, perch\u00e9 cos\u00ec abbiamo deciso!\u201d.<\/p>\n<p>Giornali e canali televisivi nazionali continuano attualmente a lavorare sotto una censura non-ufficiale, tacendo ci\u00f2 che accade. La sera del 31 maggio parecchi canali televisivi hanno trasmesso l\u2019ordinario discorso al popolo del primo ministro, anzich\u00e9 dare il meritato spazio alla rivolta di piazza.<\/p>\n<p>La posizione drastica ed antidemocratica del governo di Recep Tayyip Erdo\u011fan viene confermata dall\u2019influenza esercitata sui media, ai quali il premier ha cercato di imporre senza riserve la propria linea:\u00a0 durante un programma televisivo diretto dal \u201cgiornalista\u201d Fatih Altayli, il premier ha attaccato i social media senza mezzi termini: \u201cEsiste un problema che si chiama Twitter. Qui si trovano falsit\u00e0 ed esagerazioni. Secondo me i social media sono uno dei problemi pi\u00f9 importanti della societ\u00e0 e delle societ\u00e0 di oggi. Le foto vengono truccate usando Photoshop per mostrare cadaveri!\u201d.<\/p>\n<p>Durante l\u2019intervista con Altayli Erdo\u011fan ha cercato di stordire l\u2019opinione pubblica con menzogne e minacce: \u201cIn Piazza Taksim ci sono 20 o 30.000 persone. Se lo volessimo, potremmo far scendere in piazza 250.000 o anche 500.000 persone. S\u00ec, possiamo farlo. La nostra base ci chiede cosa stia succedendo e noi la stiamo tenendo a bada\u201d ha dichiarato. Erdo\u011fan non ha mai smesso di specificare, in ogni discorso, che si tratta esclusivamente di un parco e che in piazza c\u2019erano solo dei gruppi illegali, collaboratori del partito all\u2019opposizione, il CHP. Manipolando in questo modo la realt\u00e0, si permette di ignorare la richiesta di dimissioni che arriva da tutte le citt\u00e0 della Turchia e la presenza di migliaia di persone non legate a nessun tipo di organizzazione politica.<\/p>\n<p>La piazza a Istanbul era ormai libera, ma nei quartieri confinanti come Be\u015fikta\u015f e Dolmabah\u00e7e gli scontri continuavano. I manifestanti alzavano barricate, sequestravano ruspe per lanciarsi contro la polizia e bruciavano le macchine dei poliziotti. Alcuni camionisti, disposti in fila con i propri mezzi dietro alle barricate, difendevano i ribelli. La rete ha iniziato a traboccare di immagini di poliziotti che sparano dalle finestre o dritto al petto dei manifestanti, usando lacrimogeni come pallottole. In alcune fotografie si distinguono pallottole vere o di plastica raccolte da terra. A Be\u015fikta\u015f e a Dolmabah\u00e7e la polizia ha iniziato a ricevere bus coi rinforzi e gli scontri sono andati avanti sino a luned\u00ec mattina.<\/p>\n<p>Anche in altre citt\u00e0 della Turchia la reazione violenta della polizia \u00e8 stata documentata chiaramente. Passanti picchiati a Smirne, una ragazza pestata da pi\u00f9 di 20 poliziotti ad Ankara, persone colpite alla testa e ferite gravemente, riverse per terra ad Adana e ad Hatay. Ad Ankara per via della presenza di edifici statali, la reazione della polizia \u00e8 stata molto dura. I manifestanti hanno continuato a chiedere le dimissioni del governo. A Samsun e ad Afyon, ma non solo, le sedi centrali del partito al governo, l\u2019AKP , sono state circondate e in alcuni casi prese a sassate. Le proteste continuano in diverse forme a Sinop, Hopa, Mersin, Adiyaman, Corum, Trabzon, Antalya, Ordu, Eski\u015fehir, Gaziantep e Mudanya.<\/p>\n<p>Nel frattempo, ad Istanbul, centinaia di persone si sono riunite davanti alla sede del canale televisivo NTV per manifestare contro il \u201csilenzio\u201d mediatico da esso messo in atto. Secondo il quotidiano SoL, alcuni dipendenti dell\u2019NTV si sono uniti ai manifestanti per protestare e sempre secondo la stessa fonte il produttore del telegiornale notturno, \u00d6mer Faruk Aykar, ha presentato le dimissioni, rifiutandosi di seguire la linea politica ufficiale. Il fotografo Mehmet Turgut, che conduce un programma nel palinsesto dello stesso canale, ha reso pubbliche le dimissioni sul suo profilo. Un altro sostegno significativo \u00e8 giunto da un enorme centro commerciale, il Kanyon: in giornata, centinaia di dipendenti hanno lasciato il lavoro e dai piani del centro commerciale hanno scandito lo slogan: \u201cTaksim ovunque, resistenza ovunque\u201d.<\/p>\n<p>Nel mentre, il sindacato degli operatori scolastici ha indetto uno sciopero nazionale di tre giorni (3-4-5 giugno) in segno di solidariet\u00e0 con la rivolta. Il sindacato dei giudici ha denunciato ufficialmente il prefetto, il capo della polizia e il sindaco di Ankara, ritenendoli responsabili del terrore che si vive durante le manifestazioni. L\u2019unione dei medici si \u00e8 appellata a\u00a0 tutti i medici chiedendo loro di prestare soccorso ai feriti in piazza il prima possibile.\u00a0 Il DISK (Sindacato Confederale dei Lavoratori Rivoluzionari) ha emesso una dichiarazione chiedendo al governo di smettere di usare la violenza, \u201caltrimenti presto la Turchia potrebbe assistere ad uno sciopero generale e nazionale\u201d. In diverse citt\u00e0 del paese e in centinaia di campus, gli studenti universitari hanno organizzato manifestazioni e presidi.<\/p>\n<p>Anonymous ha comunicato in un video di aver lanciato la campagna #OpTurkey prendendo in mira tutti i siti web del governo e del partito al potere, l\u2019AKP. In pochi minuti, questi siti web hanno iniziato a \u201dcadere\u201d, uno dopo l\u2019altro. In un video messaggio di protesta il gruppo Femen si \u00e8 schierato contro la violenza della polizia e ha inviato un appello alle donne, chiedendo loro di raggiungere le forze ribelli, di lottare per i loro diritti e per la libert\u00e0 in Turchia.<\/p>\n<p>Questa settimana sono previste varie manifestazioni in diversi quartieri di Istanbul. In molte citt\u00e0, i duri scontri con la polizia continuano. Per le strade la rivolta \u00e8 violenta, soprattutto a due passi da Taksim, a Be\u015fikta\u015f e Dolmabah\u00e7e. Per le strade, persone in borghese con in mano i bastoni marciano\u00a0 insieme alla polizia. Questo fatto \u00e8 stato denunciato pubblicamente dalla Camera degli avvocati di Smirne. In piazza Taksim, per il momento, sembra che la gente si stia ancora medicando le ferite. Nel resto del paese, il caos e la violenza sono grandi. Gli arresti dei quali si ha notizia sono pi\u00f9 di 2.000, ci sono pi\u00f9 di mille feriti, diversi dei quali molto gravi, con possibili conseguenze invalidanti. Il governo \u00e8 diviso tra \u201cno comment\u201d e false informazioni fatte di numeri molto pi\u00f9 irrisori. Amnesty International ha invitato l\u2019AKP a dichiarare immediatamente \u00a0e in modo trasparente i dati corretti. Secondo l\u2019unione dei medici c\u2019\u00e8 gi\u00e0 un morto a Istanbul e secondo alcuni media indipendenti ce n\u2019\u00e8, purtroppo, un secondo nella citt\u00e0 di Antakya. Pare che questa persona sia stata uccisa da una vera pallottola alla testa.<\/p>\n<p>Dopo Madonna, anche Roger Waters ha espresso la propria solidariet\u00e0 alla rivolta. Senza curarsi di ci\u00f2 che sta accadendo, Erdo\u011fan \u00e8 partito per una serie di visite nei paesi nord-africani.<\/p>\n<p>In questo momento mi risuona nelle orecchie uno slogan che continuo a leggere in rete: \u201c\u00c8 morto un albero, \u00e8 sorta una nazione\u201d.<\/p>\n<p>#occupytaksim<\/p>\n<p>#occupygezi<\/p>\n<p>#occupyTurkey<\/p>\n<p>#tayipistifa<\/p>\n<p>Informazione in italiano: <a href=\"http:\/\/turchia.over-blog.com\/\">http:\/\/turchia.over-blog.com\/<\/a><\/p>\n<p>Protesta NTV: <a href=\"http:\/\/video.ntvmsnbc.com\/medyaya-gezi-parki-protestosu-3.html\">http:\/\/video.ntvmsnbc.com\/medyaya-gezi-parki-protestosu-3.html<\/a><\/p>\n<p>Prove video e foto della violenza della polizia: <a href=\"http:\/\/delilimvar.tumblr.com\/\">http:\/\/delilimvar.tumblr.com\/<\/a><\/p>\n<p>Messaggio video Anonymous: <a href=\"http:\/\/youtu.be\/zj0JV4WdnW4\">http:\/\/youtu.be\/zj0JV4WdnW4<\/a><\/p>\n<p>Messaggio video Femen: <a href=\"http:\/\/youtu.be\/P86tnmgoAac\">http:\/\/youtu.be\/P86tnmgoAac<\/a><\/p>\n<p>Messaggio Instagram Madonna:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/twitter.com\/burkayadalig\/status\/341139708715356160\/photo\/1\">https:\/\/twitter.com\/burkayadalig\/status\/341139708715356160\/photo\/1<\/a><\/p>\n<p>Foto e video racconto della rivolta: <a href=\"http:\/\/showdiscontent.com\/\">http:\/\/showdiscontent.com\/<\/a><\/p>\n<p>Una delle tante dichiarazioni da Taksim (anche in Italiano): <a href=\"http:\/\/mustereklerimiz.org\/\">http:\/\/mustereklerimiz.org\/<\/a><\/p>\n<p>Lista dei mezzi di comunicazione professionali e amatoriali: <a href=\"http:\/\/hah-tv.com\/direngeziparki-haber-kaynaklari\/\">http:\/\/hah-tv.com\/direngeziparki-haber-kaynaklari\/<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piazza Taksim \u00e8 ormai libera. 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Fruit of love of an immigrant couple in the former Ottoman city, she from Sebastia (Turkey) he from Batum (Georgia). Raised two steps away from the old Pera, between the Armenian and Jewish cultures. Big passion for photography, cinema, politics and inevitably journalism. After a short academic adventure in International Finance he landed in Italy back in 2001, first in Siena then in Turin, with the desire to study journalism, but he ended up attending Cinema and Television. He specializes in shooting and editing videos, photography and, lately, web marketing. Occasionally he writes in Turkey for the national magazine KaosGL, for the national daily Birgun and for various independent news portals such as Bianet and Sendika. In Italy he wrote for Il Manifesto and the monthly E-il mensile. He is one of the founders of the Glob011 monthly freepress, he worked for BabelMed and Prospettive Altre. Currently has collaborations with Pressenza and Caff\u00e8 dei Giornalisti. 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