{"id":5378,"date":"2011-04-28T00:00:00","date_gmt":"2011-04-28T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2011-04-30T12:19:44","modified_gmt":"2011-04-30T12:19:44","slug":"la-tecnologia-nuclearex-militare-e-civilex-e-una-ricetta-per-il-disastrox-bisogna-chiudere-lxera-nucleare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2011\/04\/la-tecnologia-nuclearex-militare-e-civilex-e-una-ricetta-per-il-disastrox-bisogna-chiudere-lxera-nucleare\/","title":{"rendered":"La tecnologia nucleare, militare e civile, \u00e8 una ricetta per il disastro: bisogna chiudere l\u2019era nucleare"},"content":{"rendered":"<p>Tra tutte le tecnologie che egli ha sviluppato, quella nucleare rompe in modo pi\u00f9 radicale con i processi naturali e gli equilibri sulla Terra: i processi che coinvolgono il nucleo atomico sono fondamentali nell\u2019universo (le stelle), ma sono assolutamente marginali e residuali nella biosfera (la radioattivit\u00e0 naturale), e non ne modificano in modo apprezzabile la struttura e l\u2019evoluzione. Poich\u00e9 le energie racchiuse nei nuclei sono milioni di volte pi\u00f9 grandi delle energie di tipo chimico (cosa che motiv\u00f2 le ricerche per la bomba atomica), \u00e8 inevitabile che i prodotti artificiali di questi processi non possano essere disattivati dai processi naturali sulla Terra. L\u2019energia nucleare attualizza il mito del *\u201cFuoco di Prometeo\u201d* sottratto agli Dei, strappato alla natura.<\/p>\n<p>Il battesimo dell\u2019energia nucleare, il suo peccato originale, fu militare, gli eccidi di Hiroshima e Nagasaki del 1945 (il primo reattore nucleare del 1942, chiamato impropriamente *\u201cPila di Fermi\u201d*, non era concepito per produrre energia, ma il plutonio per la bomba): Oppenheimer disse *\u201cLa Fisica ha conosciuto il peccato\u201d*.<\/p>\n<p>La vocazione distruttiva dell\u2019energia nucleare si riflette nel suo intrinseco dual-use, l\u2019impossibilit\u00e0 di separare usi *\u201ccivili\u201d* e militari. Tutti i paesi che hanno realizzato la bomba sono passati attraverso la costruzione di reattori nucleari. Le strade per arrivare alla bomba sono due: l\u2019arricchimento dell\u2019uranio (per cui l\u2019Iran \u00e8 sotto accusa, ma non lo \u00e8 il Brasile che ha realizzato il processo che si contesta a Teheran senza avere subito nessuna critica), e l\u2019estrazione del plutonio dal ritrattamento del combustibile esaurito (la strada seguita da Israele, India, per ultima Nord Corea). Se davvero si realizzassero i sogni di rilancio del nucleare civile e la sua diffusione in molti paesi, i rischi di proliferazione militare aumenterebbero in modo incontrollabile.<\/p>\n<p>Tutta la storia successiva di questa tecnologia conferma la subalternit\u00e0 degli sviluppi civili a quelli militari (anche se l\u2019opinione pubblica viene distratta dalla questione dei primi, occultando i secondi).<\/p>\n<p>La tecnologia nucleare *\u201ccivile\u201d* fu un derivato delle applicazioni militari, poich\u00e9 i modelli dei reattori di potenza commerciali derivano dai reattori concepiti per la propulsione dei sommergibili nucleari.<br \/>\nIl nucleare militare ha avuto un enorme sviluppo: sono state fabbricate ben 130.000 testate nucleari, alle quali bisogna aggiungere il gigantesco complesso di vettori e lanciatori (missili balistici e da crociera, sommergibili, bombardieri, ecc.), sistemi satellitari, d\u2019allarme, controllo, ecc. Di contro, il nucleare *\u201ccivile\u201d* deve essere considerato un colossale fallimento: si prevedeva di costruire migliaia di reattori, mentre ne sono state costruite poche centinaia (circa 440 oggi operativi, pi\u00f9 qualche centinaio di piccoli reattori di ricerca), che coprono appena il 2% dei consumi totali di energia nel mondo!(1) \u00c8 difficile sostenere che il 2% dei consumi energetici mondiale non possa venire sostituito senza nessun problema, anche se \u00e8 distribuito in modo molto disuniforme: la Francia produce l\u201980% dell\u2019energia elettrica dal nucleare, e la sostituzione creer\u00e0 grossi problemi (ma l\u2019industria nucleare francese, statale, rischia il tracollo); ma la Germania dopo Fukushima chiude 7 delle sue 17 centrali senza traumi, ed \u00e8 molto probabile che nel futuro le chiuder\u00e0 tutte.<\/p>\n<p>Sorge inevitabile e legittima la domanda: perch\u00e9 allora il nucleare *\u201ccivile\u201d* non \u00e8 stato chiuso da tempo? In effetti negli USA dopo l\u2019incidente di Harrisburg del 1979 per 30 anni l\u2019industria elettrica privata non ha pi\u00f9 ordinato una nuova centrale nucleare, ed ha annullato moltissimi ordinativi. Gli interessi economici miliardari dell\u2019energia nucleare corrompono i governi (segretamente allettati a volte dall\u2019accesso a questa tecnologia, che apre comunque la strada alla bomba). Il nucleare *\u201ccivile\u201d* si sostiene solo per l\u2019*\u00abesternalizzazione\u00bb* dei costi e delle perdite, di cui si fanno carico i governi, cio\u00e8 i contribuenti! Incentivi, sovvenzioni, garanzie sui capitali investiti, limitazione delle responsabilit\u00e0 per i danni di incidenti (il governo giapponese sta studiando il modo di *\u201calleggerire\u201d* Tepco dall\u2019onere economico dei risarcimenti di decine o centinaia di miliardi), controlli sanitari, assunzione dei costi per la gestione e i depositi delle scorie radioattive, costi scaricati e nascosti nei programmi militari (in Francia non vi \u00e8 separazione netta tra attivit\u00e0 civili e militari nei bilanci, personale, impianti, materiali, amministrazione, ciclo del combustibile: l\u2019utente francese paga meno di noi l\u2019elettricit\u00e0 in bolletta, ma sicuramente la paga molto di pi\u00f9, con gabelle mascherate nelle imposte per le spese militari nucleari), ecc. Nessun\u2019altra industria al mondo gode di supporti e facilitazioni cos\u00ec colossali.<\/p>\n<p>Inoltre il bilancio economico dell\u2019energia nucleare si regge su un ulteriore inganno, gravissimo: quello di avere accantonato e rinviato sine die la gestione della *\u201ccoda\u201d* del ciclo: residui radioattivi e smantellamento (decommissioning) dei reattori. In Gran Bretagna la previsione della spesa per chiudere il nucleare pregresso lievita continuamente, e finora ha raggiunto 100 miliardi di euro; in Francia la gestione futura del lascito dei programmi nucleari comporter\u00e0 spese gigantesche; in Italia per la chiusura della nostra, sia pur limitata, eredit\u00e0 nucleare continuiamo a pagare centinaia di milioni all\u2019anno nella bolletta elettrica, e continueremo per decenni (decine di miliardi!).<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, il proclamato rilancio del nucleare esiste solo nella propaganda dell\u2019industria e dei governi prezzolati: per ora \u00e8 limitata a Cina (se non rivedr\u00e0 i programmi dopo Fukushima), India, Sud Corea, staterelli arabi che galleggiano su un mare di petrolio, ma negli USA vi \u00e8 solo un nuovo reattore in costruzione (un secondo \u00e8 stato cancellato), in Europa tre (ma la costruzione dell\u2019EPR a Flamanville \u00e8 stata sospesa).<\/p>\n<p>Il complesso nucleare militare viene costantemente rinnovato e lautamente finanziato (nuove testate, nuovi vettori, nuovi sommergibili, nuovi sistemi satellitari, ecc.). La tecnologia nucleare civile invece \u00e8 vecchia, le filiere commerciali di reattori sono le stesse degli anni \u201950, non vi \u00e8 stata nessuna innovazione sostanziale (i cosiddetti reattori \u201cdi 4a generazione\u201d, innovativi non esistono e \u2013 se mai riusciranno a realizzarli \u2013 se ne parler\u00e0 verso la met\u00e0 del secolo).<\/p>\n<p>Le conseguenze e i rischi di questa tecnologia per il genere umano sono spaventosi.<\/p>\n<p>Il nucleare militare \u00e8 responsabile di molti gravissimi incidenti: varie testate perdute e non trovate; sommergibili nucleari affondati, vere bombe ambientali a orologeria sotto gli oceani. Anche se la responsabilit\u00e0 maggiore \u00e8 di averci sottoposto al rischio di un olocausto, che ancora oggi perdura (v. oltre). Molte volte si \u00e8 gi\u00e0 sfiorata la guerra nucleare a causa di allarmi per errore. Nel 2007 un B-52 trasport\u00f2 sul territorio degli Stati Uniti 6 testate nucleari, perch\u00e9 nella base di Minot i responsabili non se ne erano accorti; il 23 ottobre 2010 una centinaio di missili Minuteman iii con testata nucleare rimasero per un\u2019ora isolati, privi di comunicazione. Se la storia ufficiale registra l\u2019esplosione delle sole bombe su Hiroshima e Nagasaki, la testimonianza di un reduce della Prima guerra del Golfo parl\u00f2 dell\u2019esplosione di una testata nucleare alla fine di quella guerra presso Bassora (2).<\/p>\n<p>Per il nucleare civile alcuni dei maggiori crimini sono sotto i nostri occhi (Chernobyl, Fukushima), ma ve ne sono stati altri di cui l\u2019opinione pubblica \u00e8 stata tenuta all\u2019oscuro: alcuni di essi, incidenti disastrosi in URSS, incendio in un reattore gas-grafite a Sellafield (Gra Bretagna) nel 1957 con imponente rilascio di isotopi radioattivi, fuoriuscite di decine o tonnellate di uranio e\/o di plutonio negli impianti di Sellafield, di La Hague e Tricastin (Francia); e gli incidenti minori sono stati innumerevoli, spesso tenuti nascosti, o ammessi in ritardo (anche a Chernobyl l\u2019allarme venne dopo tre giorni da rilevamenti di radioattivit\u00e0 in Svezia), sempre garantendo i cittadini che le conseguenze ambientali e sanitarie erano irrilevanti.<\/p>\n<p>Il fatto grave, e sempre pi\u00f9 drammaticamente evidente, \u00e8 (1) che si \u00e8 generato un allarmante inquinamento radioattivo dell\u2019atmosfera, dai test nucleari militari, dagli incidenti, dai rilasci ordinari di materiali radioattivo dalle centrali nucleari e dall\u2019intero ciclo del combustibile nucleare; e (2) che \u00e8 sempre pi\u00f9 chiaro che l\u2019esposizione continuata (ad esempio per chi vive nei pressi delle centrali) a dosi anche molto basse di radiazioni (soprattutto l\u2019esposizione interna, per l\u2019ingresso di radioisotopi nelle catene alimentari) provoca conseguenze gravissime alla salute, che si trasmettono alla progenie ancora nel grembo materno ed alle generazioni successive (effetti transgenerazionali). Si devono poi tenere presenti gli effetti sinergici di diversi inquinanti a cui siamo sottoposti (chimici, polveri sottili, onde elettromagnetiche, ecc.), che stanno minando alla radice la salute nostra e soprattutto delle future generazioni.<br \/>\nNon si possono tacere poi i traffici illeciti di scorie radioattive (insieme a quelle tossiche) da parte della malavita organizzata (ricordiamo le *\u201cnavi dei veleni\u201d* affondate, l\u2019omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin), nonch\u00e9 i rischi di sottrazione di materiali fissili di interesse militare (sono stati prodotti al mondo ben 1.600 tonnellate di plutonio, che non esiste in natura, e richiede 24.000 anni per ridursi alla met\u00e0).<\/p>\n<p>Quali sono le prospettive della tecnologia nucleare?<br \/>\nDel civile si \u00e8 detto: \u00e8 auspicabile che il disastro di Fikushima dia la spallata finale per la sua chiusura definitiva (che lascer\u00e0 comunque il pesantissimo strascico delle scorie, dei materiali fissili militari, e del decommissioning per centinaia di anni).<\/p>\n<p>Il nucleare militare \u00e8 forse pi\u00f9 complesso: ci vorr\u00e0 un impegno ancora maggiore per raggiungere il disarmo nucleare vero e definitivo. Il Nuovo Trattato START tra USA e Russia del 2010 ridurr\u00e0 a 1.500 testate strategiche per parte gli arsenali di questi paesi per il 2017, ma il numero totale di testate nel mondo ascende ancora a ben 23.000 (tra queste, quelle degli altri paesi nucleari, e le testate tattiche). Ma il problema principale \u00e8 a mio avviso un altro. La nuova frontiera strategica dei sistemi di difesa antimissile configura un nuovo sistema offensivo estremamente pericoloso e destabilizzante, che sar\u00e0 compatibile con un numero limitato di testate nucleari, delle quali dubito seriamente che gli Stati siano disposti a sbarazzarsi (ed altri rinuncino a dotarsi).<\/p>\n<p>Un cenno brevissimo alla fusione nucleare. Essa \u00e8 stata realizzata nelle testate termonucleari. La sua realizzazione a scopi energetici civili sembra, dopo 60 anni di promesse, sempre pi\u00f9 lontana e irrealizzabile. Non \u00e8 cos\u00ec invece cos\u00ec, forse, inquietanti sviluppi militari: \u00e8 entrata in funzione negli USA, nel laboratorio militare di Los Alamos, la National Ignition Facility, un colossale impianto in cui 192 super-laser (ma in Francia \u00e8 in costruzione M\u00e9gajoule, con 240 laser) dovrebbero provocare la fusione nucleare di un piccolissimo pellet di deuterio e trizio, che prefigurerebbe una micro esplosione termonucleare. Anche la fusione nucleare ha un primario obiettivo militare: le ricerche per scipi civili (ITER, in costruzione in Francia) costituiscono lo sperpero di decine di miliardi!<\/p>\n<p>(1) *Si faccia attenzione al significato di questo dato. Di solito si afferma che l\u2019energia nucleare sviluppa circa il 6% dell\u2019energia totale prodotta nel mondo. Ma il rendimento energetico dei reattori nucleari rimane inchiodato da sempre a circa il 33%, cio\u00e8 dell\u2019energia termica estratta dalla reazione a catena solo un terzo viene trasformata in energia elettrica, il resto si disperde nell\u2019ambiente attraverso i sistemi di refrigerazione (che se non funzionano causano incidenti quali quelli di Fukushima). Ne segue che l\u2019energia nucleare copre solo il 2% circa dell\u2019energia totale consumata nel mondo*.<\/p>\n<p>(2) *Maurizio Torrealta, \u00abLe accuse del Veterano: la terza bomba nucleare\u00bb. Si veda per il testo: [http:\/\/www.rainews24.it\/ran24\/rainews24_2007\/inchieste\/08102008_bomba\/doc\/testo_inchiesta_ITA.doc](http:\/\/www.rainews24.it\/ran24\/rainews24_2007\/inchieste\/08102008_bomba\/doc\/testo_inchiesta_ITA.doc); per il video: [http:\/\/www.rainews24.it\/ran24\/rainews24_2007\/inchieste\/08102008_bomba\/video_ITA.asp](http:\/\/www.rainews24.it\/ran24\/rainews24_2007\/inchieste\/08102008_bomba\/video_ITA.asp).*<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La specie umana \u00e8 l\u2019unica in tutta la natura che \u00e8 capace di trasformare artificialmente l\u2019ambiente in cui vive, e l\u2019intera biosfera: ma con lo sviluppo esasperato di processi e materiali artificiali l\u2019homo oeconomicus technologicus ha dichiarato una vera guerra alla Natura, che \u00e8 destinato irrimediabilmente a 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