{"id":53510,"date":"2013-05-24T17:23:16","date_gmt":"2013-05-24T16:23:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=53510"},"modified":"2013-05-24T17:23:16","modified_gmt":"2013-05-24T16:23:16","slug":"in-cerca-delle-loro-radici-a-desalambrar-una-storia-mapuche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/05\/in-cerca-delle-loro-radici-a-desalambrar-una-storia-mapuche\/","title":{"rendered":"In cerca delle loro radici. A desalambrar. Una storia Mapuche"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Comunit%C3%A0-Mapuche-Santa-Rosa-di-Leleque.jpg\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Comunit\u00e0 Mapuche Santa Rosa di Leleque. (foto: Fabio D\u2019Errico)<\/p><\/div>\n<p>Di Aigul Safiullina<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo circa cinque ore di viaggio da Bariloche il nostro autobus si ferma all\u2019improvviso nel mezzo del nulla. \u201cLeleque, La Comunit\u00e0\u201d, annuncia l&#8217;autista. \u201cSiamo arrivati <i>muchacha<\/i>\u201d. Fuori, i prati si estendono fino alle montagne e gli occhi a fatica riescono a fissare l\u2019orizzonte. Non c\u2019\u00e8 nulla di simile ad una citt\u00e0 o ad un paese, solo una piccola porta di legno improvvisata e un\u2019insegna su un\u2019enorme staccionata che recita: \u201cComunidad de Santa Rosa. Territorio Mapuche Recuperado\u201d.<\/p>\n<p>Siamo arrivati qui, in un luogo dimenticato, perduto nel cuore della Patagonia, l&#8217;epicentro di un conflitto oggi famoso a livello mondiale: Santa Rosa di Leleque, dove i membri della comunit\u00e0 indigena Mapuche sono impegnati in una grande lotta per riappropriarsi di terre che, come affermano gli stessi Mapuche, spettano loro di diritto, scontrandosi cos\u00ec con uno dei marchi dell&#8217;abbigliamento pi\u00f9 famosi al mondo.<\/p>\n<p><b>Il caso Benetton <\/b><\/p>\n<p>Quando arriviamo, Santa Rosa di Leleque brulica di gente, come sempre accade da sei anni a questa parte. Non solo \u00e8 la settimana del Kamaruko, la principale festa religiosa del popolo Mapuche, ma \u00e8 anche l\u2019anniversario della riappropriazione (<i>recuperaci\u00f3n <\/i>\u00e8 il termine che amano usare le comunit\u00e0 locali) di questo lembo di terra da parte della famiglia Curinanco \u2013 R\u00f9a Nahuelquir e di altri 30 membri della comunit\u00e0, avvenuta il 14 Febbraio 2007<\/p>\n<p>\u201cSono molti anni che cercano di scacciarci dalla nostra terra, con l\u2019uso della forza fisica e vantando i diritti di coloro che invasero i nostri territori,\u201d Rosa R\u00f9a Nahuelquir posa gli utensili da cucina, e parla. \u201cPer\u00f2 sappiamo che siamo pi\u00f9 forti, perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 dalla nostra parte e ci alzeremo per difenderla, non importa quanto ci coster\u00e0.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Filo-spinato-racchiude-i-territori-patagonici.jpg\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Filo spinato racchiude i territori patagonici ( Foto: Fabio D\u2019Errico)<\/p><\/div>\n<p>Atilio Curi\u00f1anco e Rosa R\u00faa Nahuelquir entrarono nel territorio che ora si chiama Santa Rosa di Leleque, nell\u2019agosto del 2002. Progettavano di tornare alle loro terre ancestrali e iniziare una nuova vita dopo tanti anni di lavoro nelle fabbriche di Texcom e di Frigorifico nel vicino paese di Esquel. E cos\u00ec inizi\u00f2 una lunga battaglia legale con il gruppo Benetton, per un territorio di pi\u00f9 di 535 ettari nella provincia del Chubut, Argentina.<\/p>\n<p>La famiglia Curi\u00f1anco \u2013 R\u00faa Nahuelquir reclama questo territorio, affermando che parte di esso apparteneva ai loro avi prima della colonizzazione della Patagonia avvenuta nel 1800. Il gruppo Benetton, invece, pone l&#8217;accento sul certificato di propriet\u00e0 della terra, emesso nel 1991, quando il gruppo acquist\u00f2 pi\u00f9 di 900.000 ettari dalla societ\u00e0 britannica The Argentine sur Land Company Limited (CTSA).<\/p>\n<p>Ricorda Atilio Curi\u00f1anco: \u201cAbbiamo presentato una dichiarazione scritta al commissariato di Esquel, dopo esserci consultati con l\u2019Istituto autarchico di Colonizzazione e Sviluppo rurale (IAC), che ha confermato verbalmente che lo spazio era pubblico e abbandonato da molti anni\u201d. Secondo Atilio, molti altri contadini dei territori vicini si recavano in queste terre per raccogliere la legna. Terre assai polverose e battute da un forte vento, che richiedevano molto lavoro per poter essere coltivate. Tuttavia, solo pochi giorni dopo l&#8217;ingresso della famiglia nel suddetto territorio, la polizia ha aperto un indagine sul reato di usurpazione della terra e ed ha presentato una dichiarazione legale emessa dalla CTSA.<\/p>\n<p>Nell\u2019ottobre dello stesso anno, la famiglia Curi\u00f1anco \u2013 R\u00faa Nahuelquir venne sgomberata da Leleque con l\u2019uso della forza, tutto i loro beni sequestrati o distrutti. Nel 2004, la famiglia si rec\u00f2 in Italia per incontrare Luciano Benetton, il quale offr\u00ec circa 2500 ettari di terra a tutte le comunit\u00e0 indigene della provincia, come donazione. \u201cOvviamente, rifiutammo l\u2019offerta, in quanto Benetton non era nella posizione di donare qualcosa che non possedeva\u201d, dice Rosa Nahuelquir, indignata.<\/p>\n<p>Successivamente Benetton si propose di donare la stessa quantit\u00e0 di terra al governo argentino che avrebbe potuto cos\u00ec suddividerla tra le varie comunit\u00e0 indigene locali. Nel 2005, il governo della provincia del Chubut rifiut\u00f2 l\u2019offerta, annunciando che i 2.500 ettari erano improduttivi e dicendo che non aveva intenzione di entrare in conflitto con gli abitanti del territorio.<\/p>\n<p>A febbraio del 2007, la coppia rientr\u00f2 a Leleque con altri 30 membri della comunit\u00e0, iniziando a costruire una casa. La CTSA li accus\u00f2 immediatamente di danneggiare il territorio, bench\u00e9 il tribunale penale abbia poi considerato illegittimo il reclamo presentato dall&#8217;azienda. Nei cinque anni successivi la famiglia ha dovuto far fronte a molte altre denunce penali da parte della CTSA, con accuse di distruzione della propriet\u00e0 e ordini di sgombero, l\u2019ultimo a febbraio di quest\u2019anno. La famiglia ha sempre respinto le accuse, forte del proprio bisogno di coltivare la terra, allevare animali domestici e creare le condizioni di vita basilari per la sopravvivenza. \u201cCome potrei lasciare che la mia famiglia muoia di fame per colpa della decisione di una persona crudele?\u201d si chiede retoricamente Curi\u00f1anco.<\/p>\n<div class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Mapuche-vs-Benetton.jpg\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Mapuche vs Benetton (foto:Fabio D\u2019Errico)<\/p><\/div>\n<p>Il caso \u201cMapuche vs Benetton\u201d ha attirato l&#8217;attenzione delle organizzazioni mondiali e locali che si occupano di diritti umani, dei mezzi di comunicazione, dei partiti politici, e ha contributo a creare uno scomodo spazio di riflessione riguardo varie problematiche \u2013 dai conflitti per le terre al razzismo e all\u2019uguaglianza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo Stato argentino ha inserito nella propria costituzione i diritti delle popolazioni indigene solo nel 1994, con il riconoscimento de \u201cla facolt\u00e0 giuridica di queste comunit\u00e0 di possedere le terre che occupavano tradizionalmente\u201d. Ci\u00f2 nonostante, coloro che hanno cercato di esercitare questo diritto si ritrovano ad affrontare lunghe battaglie legali contro potenti nemici. Benetton \u00e8 solo un altro nome di una lunga lista di imprenditori e personalit\u00e0 celebri che hanno partecipato al conflitto della terra contro il popolo Mapuche \u2013 tra cui Levi Strauss &amp; Co, Gruppo Loma Negra, Jane Fonda, Ted Turner, Emanuel Gin\u00f3bili, Marcelo Tinelli, L\u00f3pez Rey e molti altri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli autori del rapporto annuale del 2013 pubblicato dall\u2019Osservatorio dei Diritti Umani dei Popolo Indigeni (ODHPI), affermano che 347 persone Mapuche sono attualmente coinvolte in cause giudiziarie legate ai conflitti per la terra, nella sola provincia del Neuqu\u00e9n. \u201cLoro [il governo] ci fanno sentire stranieri in questo paese, per\u00f2, nello stesso tempo consegnano la terra agli stranieri!\u201d, afferma Ruben Curricoy, attivista Mapuche di Bariloche. Il rapporto dell&#8217;ODHPI, che quest\u2019anno si concentra sulle provincie di Neuqu\u00e9n, Rio Negro e Chubut, aggiunge: \u201cL&#8217;espropriazione delle terre continua ad essere il principale ostacolo alla sopravvivenza e allo sviluppo dei popoli indigeni come popolazione autonoma in Patagonia\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per comprendere interamente la forza e la complessit\u00e0 dell&#8217;attuale lotta per la terra in Patagonia, \u00e8 importante ricordare la storia dell\u2019Argentina e il trattamento riservato ai popoli indigeni. Occorre andare oltre l\u2019immagine presente sulla banconota da 100 pesos che rappresenta lo sciagurato presidente Julio Argentino Roca, impegnato nella \u201ccampagna del deserto\u201d degli anni 1878-85, grazie alla quale l\u2019Argentina sarebbe diventata una potenza agricola, attraverso il genocidio dei popoli indigeni che furono espulsi della proprie terre ed assassinati. Le famiglie che si impegnarono nella suddetta campagna furono generosamente ricompensate, come ricorda un discendente di una di queste famiglie, che preferisce non essere identificato: \u201coffrivano agli aventi diritto di prendersi tutta la terra che il loro sguardo riusciva ad abbracciare. E credetemi, alcune persone avevano una vista ottima\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Curricoy si affretta a fornire altri esempi storici. \u201cIl governo parla di 30.000 persone scomparse durante la dittatura. Non \u00e8 esattamente cos\u00ec. In quella cifra sono compresi solo gli \u201chuincas\u201d (uomo bianco in lingua Mapuche), mentre nel nostro popolo il numero dei morti era molto pi\u00f9 alto. Ammiro la lotta delle madri di Plaza de Mayo, ci\u00f2 nonostante, non riesco ad immaginare una madre indigena che viene ascoltata dalla societ\u00e0. Solo perch\u00e9 non \u00e8 bianca quanto l\u2019uomo bianco\u201d.<\/p>\n<p lang=\"\">\n<p>Nonostante i recenti progressi, molti esponenti delle comunit\u00e0 Mapuche affermano di essere stati male interpretati. Curricoy ricorda una visita alla Casa Rosada durante le celebrazioni del Bicentenario del paese nel 2010, quando la presidentessa Cristina Fern\u00e0ndez da Kirchner fece una battuta sull\u2019uso delle moderne tecnologie, dopo aver udito il trillo di un telefono cellulare. \u201cQuesto episodio mi forn\u00ec una chiave di lettura lampante, confermando che i popoli indigeni continuavano ad essere esclusi da questo paese\u201d, dice Curricoy.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un altro esempio recente: quando tre comunit\u00e0 Mapuche del Neuqu\u00e9n furono attaccate da dieci persone non identificate, i mezzi di comunicazione a mala pena raccontarono l\u2019accaduto.<\/p>\n<p>Il rapporto dell&#8217;ODHPI conclude: \u201cgli organi di governo che si suppone debbano rispondere alle richieste di rispetto dei diritti dei popoli indigeni non portano a termine il proprio lavoro\u201d, e in qualche caso fanno il contrario di quanto \u00e8 previsto dalla legge. La relazione sottolinea che il governo appoggia le imprese private, effettuando operazioni speculative attraverso i settori dello sfruttamento delle risorse naturali, del turismo e dell&#8217;edilizia, a spese dei popoli originari. Come se non bastasse, le recenti riforme del Codice Civile, proposte del governo, provocheranno un maggior numero di sgomberi e di processi per usurpazione della terra\u201d, secondo quanto afferma il rapporto dell&#8217;ODHPI.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Comunit\u00e0 contro la propriet\u00e0 privata<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con le provincie che manifestano un disperato bisogno di investimenti stranieri, \u00e8 difficile immaginare che i governi locali appoggeranno chi non ha intenzione di sfruttare le terra per interessi commerciali, come la comunit\u00e0 Mapuche, la cui filosofia si basa sulla protezione della Mapu, la terra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La condivisione \u00e8 uno dei valori fondamentali per i Mapuche \u2013 nella lingua Mapusungun non ci sono parole come \u201cno\u201d o \u201cpropriet\u00e0\u201d \u2013 e questo complica ancor di pi\u00f9 i conflitti per la terra portati avanti dalla comunit\u00e0 Mapuche. \u201cNon abbiamo atti di propriet\u00e0, dato che non ne esistono per quello di cui abbiamo bisogno\u201d, spiega Ruben Curricoy. \u201cCi hanno offerto lotti individuali, ci\u00f2 implica maggiori tasse e molte restrizioni. D\u2019altro canto, la propriet\u00e0 individuale va contro la nostra filosofia di vita comunitaria\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Secondo i Mapuche, un \u201ccertificato di propriet\u00e0 comunitaria\u201d dovrebbe comprendere tutti i membri della comunit\u00e0 ed non permettere la vendita della terra. Tutti i titolari di questo tipo di propriet\u00e0 godono degli stessi diritti e delle stesse possibilit\u00e0 di utilizzo della terra. Considerato che nei Mapuche la leadership \u00e8 considerata in senso orizzontale, nessuno ha privilegi speciali nel processo decisionale e nella distribuzioni dei beni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cCi\u00f2 nonostante, \u00e8 triste vedere che tanti villaggi non possono espandersi territorialmente, di pari passo con l\u2019incremento demografico della popolazione. In questo modo le nostre generazioni future, fondamentalmente, non avranno una terra dove vivere e lavorare. E come sarebbe possibile, se a sinistra c\u2019\u00e8 un proprietario, e a destra un altro?\u201d scuote la testa Curricoy.<\/p>\n<div class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Ricorre-il-sesto-anniversario-del-recupero-della-terra.jpg\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Ricorre il sesto anniversario del recupero della terra. (foto: Fabio D\u2019Errico)<\/p><\/div>\n<p><b>La lotta per l\u2019identit\u00e0<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per Gustavo Macayo, ex avvocato della famiglia Curi\u00f1anco \u2013 R\u00faa Nahuelquir, il caso di Benetton \u00e8 particolarmente importante per la sensibilizzazione riguardo la lotta Mapuche. \u201cQuesto caso ha messo in luce che la propriet\u00e0 straniera della terra \u00e8 un punto molto importante ed ha aperto profonde domande sulla societ\u00e0 argentina, domande che non erano mai state poste\u201d. D\u2019altra parte, secondo Macayo, le questioni storiche, etiche e giuridiche sono sempre state occultate e messe a tacere prima che si affermasse l&#8217;interesse legale riguardo il caso di Leleque.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cIl problema va ben oltre il piccolo territorio di Leleque. Comprende per lo meno tre province del sud, dove la popolazione Mapuche, molto numerosa, sta prendendo coscienza dei propri diritti riguardo la terra\u201d, aggiunge Macayo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Curi\u00f1anco spera che la notoriet\u00e0 del caso della sua famiglia abbia aiutato alcuni tra i pi\u00f9 giovani a riscoprire la propria identit\u00e0 etnica. Nel frattempo molte persone a Buenos Aires probabilmente si sorprenderanno che i \u2018popoli della terra\u2019 usano telefoni cellulari, guidano autovetture, guardano la televisione, parlano spagnolo tra loro e che si occupano di molte attivit\u00e0 considerate \u201cnormali\u201d dagli occidentali, ma alcune differenze tra le culture continuano ad essere ovvie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Emmanuel Maripi di Comodoro Rivadavia ha 21 anni e le sue variegate origini comprendono antenati europei ed indigeni. Scopr\u00ec di avere sangue Mapuche quando comp\u00ec 18 anni e da quel momento ha iniziato ad apprendere di pi\u00f9 sulla cultura dei suoi nonni e a praticare gli usi e i costumi tradizionali. Quest&#8217;anno ha partecipato per la prima volta ad un Kamaruko ed essendo musicista ha imparato alcune canzoni Mapuche per cantarle nel festival. \u201cVivo la mia vita in citt\u00e0 come qualsiasi altra persona della mia et\u00e0\u201d, dice Emmanuel durante un momento di riposo tra un&#8217;esibizione e l&#8217;altra. \u201cStudio, lavoro, esco con gli amici, organizzo eventi musicali e vi partecipo. Nello stesso tempo, noto che una gran parte della mia identit\u00e0 appartiene alla societ\u00e0 Mapuche, quindi cerco di trascorrere del tempo nella natura per capire meglio il mio essere Mapuche\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cCi\u00f2 nonostante, ci sono anche altri esempi, quando il nostro popolo si arrende o addirittura ci critica\u201d dice con tristezza Curi\u00f1anco. \u201cAlcuni di loro non si considerano Mapuche e si vergognano delle proprie radici\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Tramonto-nella-comunit%C3%A0.jpg\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Tramonto nella comunit\u00e0 (foto: Fabio D\u2019Errico)<\/p><\/div>\n<p><a name=\"_GoBack\"><\/a>\u201cMolte di queste persone vivono nelle citt\u00e0 e molto rapidamente si ritrovano emarginati, e macchiano il buon nome di tutto il gruppo etnico che viene cos\u00ec definito pericoloso e criminale\u201d, Curricoy interviene nella conversazione e cita esempi di grandi citt\u00e0 come Buenos Aires e Bariloche, quest\u2019ultima conta infatti un gran numero di discendenti Mapuche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, coloro che visitano la comunit\u00e0 Mapuche a Leleque sono sempre benvenuti. \u201cRiceviamo visite da ogni parte del mondo\u201d, ricorda Rosa R\u00faa Nahuelquir, \u201cgiornalisti, attivisti per i diritti umani, artisti e un sacco di polizia\u201d. Su questa ultima parola sorride ironicamente. \u201cLe nostre porte sono aperte a tutti, non importa se chi entra \u00e8 Mapuche o \u00e8 un uomo bianco e non sappiamo mai per certo se possiamo fidarci dei nostri visitatori. Per\u00f2 lo facciamo ugualmente, non impariamo mai dai nostri errori\u2026\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rosa ha ragione. Negli otto giorni trascorsi a Santa rosa di Leleque, le visite da parte di persone esterne erano praticamente quotidiane. Ognuno dei visitatori \u00e8 stato ricevuto calorosamente ed \u00e8 stato invitato a condividere cibo, mate e chiacchiere con gli abitanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alcuni ospiti sono diventati amici per la vita, tra i quali Florencia Santucho, direttrice del Festival Indipendente di Cinema per i diritti umani di Buenos Aires. Santucho sostiene la famiglia Curi\u00f1anco \u2013 R\u00faa Nahuelquir dal 2003. Circa nove anni fa ha prodotto un documentario intitolato MariciWeu che parla della famiglia Curi\u00f1anco \u2013 R\u00faa Nahuelquir e pone delle domande sulla violazione dei diritti umani. Santucho non \u00e8 solamente considerata un\u2019amica di questa comunit\u00e0 bens\u00ec una componente Mapuche che impara sempre cose nuove riesce a fare suoi alcuni aspetti della cultura indigena.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cQuando si arriver\u00e0 a comprendere le visione del mondo secondo i Mapuche non ci saranno pi\u00f9 domande\u201d, assicura Santucho. \u201cIl recupero della terra \u00e8 una parte della cosmovisione, che permette ai Mapuche di rafforzare alcuni aspetti della loro identit\u00e0\u201d. E aggiunge, parlando di Atilio Curi\u00f1anco: \u201cEra una persona molto timida che parlava poco e non sembrava assolutamente sicuro di se stesso. Adesso lo osservo e noto in lui dignit\u00e0 e fermezza, e sono sicura che questa determinazione proviene dalla lotta per la terra, per l\u2019identit\u00e0 e dalla stretta relazione che ha instaurato con la terra stessa. \u00d1oque Mapu (La Madre Terra) ti premia donandoti maggior potere\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Quando le civilt\u00e0 si scontrano.<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cI potenti hanno sempre pi\u00f9 diritti, per\u00f2 noi abbiamo valori diversi che non coincidono con lo stile di vita occidentale\u201d, Curi\u00f1anco guarda la Ruta 40 che passa a pochi metri da casa sua. \u201cAlcune persone ci considerano arretrati per la nostra visione e per i nostri principi, ma avere un&#8217;altra mentalit\u00e0 non significa distruggerla con regole cha si oppongono alla nostra visione\u201d .<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/La-nuova-casa-sotto-un-cielo-stellato.jpg\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><p class=\"wp-caption-text\">La nuova casa sotto un cielo stellato (foto: Fabio D\u2019Errico)<\/p><\/div>\n<p>Leleque oggi rappresenta un luogo, dove due civilt\u00e0 si stanno scontrando con le proprie differenze fondamentali. Da una parte c\u2019\u00e8 il proprietario di una grande multinazionale con una rete di oltre 6.500 negozi, con un fatturato di 2 milioni di euro annui, e pi\u00f9 di 900.000 ettari di terra patagonica. Dall\u2019altra parte c\u2019\u00e8 la comunit\u00e0 Mapuche, che crede in un stile vita comunitario e semplice, auto sostenibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cNegli ultimi dieci anni abbiamo osservato come Benetton abbia cercato di evitare questo problema e di presentarlo come un fatto di piccola entit\u00e0 e di poca importanza. Credo che continuer\u00e0 a seguire questa strategia\u201d. Macayo parla del futuro della causa. \u201cI Mapuche faranno tutto il possibile per mettere in luce i problemi, a partire da quello fondamentale \u2013 la colonizzazione\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel frattempo, la famiglia Curi\u00f1anco \u2013 R\u00faa Nahuelquir \u00e8 coinvolta in un\u2019altra querela penale presentata dalla CTSA, che adesso ha preso di mira l&#8217;INAI, un\u2019istituzione che lavora con i popoli indigeni, e fornisce supporto legale alla famiglia Mapuche. Per il momento la causa \u00e8 al vaglio della Corte Suprema e, data la sua complessit\u00e0, i tempi potrebbero dilatarsi di due o tre anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cOvviamente continueremo a lottare, non un passo indietro\u201d, Curi\u00f1anco ribadisce la sua posizione. I suoi occhi brillano e la sua voce diventa pi\u00f9 forte. \u201cQuesta \u00e8 la nostra terra e noi ne siamo i responsabili. Ci ha dato talmente tanto che sarebbe un crimine non prendersi cura di lei\u2026\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mentre parliamo, dall\u2019altra parte della stanza, la piccola Rosita, una nipote di Curi\u00f1anco \u2013 R\u00faa Nahuelquir, sta imparando alcune parole base di italiano da Fabio, un fotografo italiano che \u00e8 approdato a Leleque con un suo progetto personale. Rosita impara la nuova lingua molto rapidamente e la usa subito, per poi ritornare allo spagnolo, inserendo anche alcune parole in Mapusungun. Questa piccola scena rappresenta un&#8217;ulteriore speranza di dialogo tra le nostre civilt\u00e0, ma questo richiede una grande volont\u00e0 da entrambe le parti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Traduzione: Raoul Resta<\/p>\n<p>raoresta@gmail.com<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p lang=\"\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Aigul Safiullina &nbsp; Dopo circa cinque ore di viaggio da Bariloche il nostro autobus si ferma all\u2019improvviso nel mezzo del nulla. \u201cLeleque, La Comunit\u00e0\u201d, annuncia l&#8217;autista. \u201cSiamo arrivati muchacha\u201d. 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