{"id":53217,"date":"2013-05-23T21:12:15","date_gmt":"2013-05-23T20:12:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=53217"},"modified":"2013-05-23T21:12:15","modified_gmt":"2013-05-23T20:12:15","slug":"rapporto-annuale-di-amnesty-un-mondo-sempre-piu-pericoloso-per-rifugiati-e-migranti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/05\/rapporto-annuale-di-amnesty-un-mondo-sempre-piu-pericoloso-per-rifugiati-e-migranti\/","title":{"rendered":"Rapporto annuale di Amnesty: un mondo sempre pi\u00f9 pericoloso per rifugiati e migranti"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">La mancanza d\u2019azione a livello globale in favore dei diritti umani sta rendendo il mondo sempre pi\u00f9 pericoloso per i rifugiati e i migranti. \u00c8 questo il messaggio diffuso da Amnesty International in occasione del lancio del suo Rapporto annuale 2013, che descrive la situazione dei diritti umani in 159 paesi e territori, nel periodo tra gennaio e dicembre 2012.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">I diritti di milioni di persone in fuga da conflitti e persecuzioni, o in cerca di lavoro e migliori condizioni di vita per se stesse e le loro famiglie, sono stati violati da governi che hanno mostrato di essere interessati pi\u00f9 alla protezione delle frontiere nazionali che a quella dei loro cittadini o di chi quelle frontiere oltrepassava chiedendo un riparo o migliori opportunit\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201c<span style=\"font-family: Arial,Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">L\u2019assenza di soluzioni efficaci per fermare i conflitti sta creando una sottoclasse globale. I diritti di chi fugge da quei conflitti non vengono protetti. Troppi governi stanno violando i diritti umani in nome del controllo dell\u2019immigrazione, agendo ben al di l\u00e0 delle legittime misure di controllo alle frontiere\u201d \u2013 ha dichiarato Carlotta Sami, direttrice generale di Amnesty International Italia, presentando a Roma l\u2019edizione italiana del Rapporto annuale 2013 pubblicata da Fandango Libri.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201c<span style=\"font-family: Arial,Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Queste misure non colpiscono solo le persone in fuga dai conflitti. Milioni di migranti sono trascinati in un ciclo di sfruttamento, lavori forzati e abusi sessuali dalle politiche contrarie all\u2019immigrazione. Questa situazione chiama in larga parte in causa la retorica populista, secondo la quale rifugiati e migranti sono responsabili delle difficolt\u00e0 in cui s\u2019imbattono i governi nazionali\u201d \u2013 ha aggiunto Sami.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Nel 2012, una lunga serie di emergenze dei diritti umani ha spinto alla fuga numerosissime persone, dalla Corea del Nord al Mali, dalla Repubblica Democratica del Congo al Sudan, costrette a cercare riparo all\u2019interno dei loro stati od oltrefrontiera. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Un altro anno \u00e8 andato perso per la popolazione della Siria, dove poco o nulla \u00e8 cambiato se non il sempre pi\u00f9 alto numero delle vite perse o distrutte. Milioni di siriani sono stati costretti a fuggire dal conflitto. Il mondo \u00e8 stato a guardare, mentre le forze armate e di sicurezza di Damasco continuavano a compiere attacchi indiscriminati e mirati contro i civili e a sottoporre a sparizioni forzate, detenzioni arbitrarie, torture ed esecuzioni extragiudiziarie sospetti oppositori e, a loro volta, i gruppi armati proseguivano a catturare ostaggi e a compiere esecuzioni sommarie e torture, seppur su scala minore.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">La scusa che i diritti umani sono \u201cuna questione interna\u201d \u00e8 stata usata per bloccare ogni azione internazionale sulle emergenze dei diritti umani, come quella della Siria. Il Consiglio di sicurezza dell\u2019Onu, cui \u00e8 affidata la sicurezza globale e che \u00e8 accreditato ad avere leadership, ha ancora una volta mostrato di non saper svolgere un\u2019azione politica unitaria e concertata.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201c<span style=\"font-family: Arial,Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Il rispetto per la sovranit\u00e0 degli stati non pu\u00f2 essere usato come scusa per non agire. Il Consiglio di sicurezza deve adoperarsi per fermare gli abusi che distruggono le vite umane e costringono le persone a lasciare le loro case. Deve farlo, rigettando la teoria, ormai logora e moralmente corrotta, che gli omicidi di massa, la tortura e le morti per fame non devono riguardare nessun altro stato\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Chi ha cercato, nel corso del 2012, di fuggire da conflitti e persecuzione attraversando i confini internazionali ha trovato di fronte a s\u00e9 incredibili ostacoli. \u00c8 stato pi\u00f9 difficile per i rifugiati varcare le frontiere che per le armi alimentare la violenza nei luoghi dai quali cercavano di allontanarsi. Tuttavia, l\u2019adozione nell\u2019aprile 2013 di un Trattato delle Nazioni Unite sul commercio di armi ha fatto nascere la speranza che le forniture di armi che possono essere usate per commettere atrocit\u00e0 saranno fermate.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201c<span style=\"font-family: Arial,Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">I rifugiati e gli sfollati non possono pi\u00f9 essere considerati \u2018lontani dal cuore, lontani dalla mente\u2019. La loro protezione riguarda tutti noi. Il mondo privo di frontiere dei moderni strumenti di comunicazione rende sempre pi\u00f9 difficile tenere le violazioni nascoste dentro i confini nazionali e offre a tutti un\u2019opportunit\u00e0 senza precedenti di agire per i diritti di milioni di persone sradicate dalle loro case\u201d \u2013 ha commentato Sami.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">I rifugiati che sono riusciti a raggiungere altri paesi per chiedere asilo si sono spesso trovati nella stessa barca \u2013 non solo metaforicamente \u2013 coi migranti che lasciavano il loro paese in cerca di una vita migliore per se stessi e le loro famiglie. Molti degli uni e degli altri ora sono costretti a vivere ai margini della societ\u00e0, penalizzati da leggi e prassi inadeguate, presi di mira da quella forma di retorica nazionalista e populista che alimenta la xenofobia e accresce il rischio di atti di violenza nei loro confronti.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">L\u2019Unione europea ha posto in essere misure di controllo alle frontiere che mettono a rischio la vita dei migranti e dei richiedenti asilo e non garantiscono la sicurezza delle persone che fuggono da conflitti e persecuzione. In varie parti del mondo, migranti e richiedenti asilo finiscono regolarmente nei centri di detenzione e persino in container per la navigazione o gabbie metalliche.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">I diritti di un\u2019ampia parte dei 214 milioni di migranti non sono stati protetti n\u00e9 dai loro governi n\u00e9 dagli stati in cui si sono trasferiti. Milioni di essi hanno lavorato in condizioni che possono essere definite di lavoro forzato o assimilabili alla schiavit\u00f9, poich\u00e9 i governi li hanno trattati da criminali e le grandi aziende si sono mostrate interessate pi\u00f9 ai profitti che ai diritti dei lavoratori. I migranti privi di documenti sono stati maggiormente a rischio di sfruttamento e di violazioni dei diritti umani.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201c<span style=\"font-family: Arial,Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Coloro che vivono fuori dai loro paesi, senza uno status e senza il minimo benessere, sono le persone pi\u00f9 vulnerabili del mondo e sono spesso condannate a una vita disperata nell\u2019ombra. Un futuro pi\u00f9 giusto \u00e8 possibile se i governi rispetteranno i diritti umani di tutti a prescindere dalla loro nazionalit\u00e0. La protezione dei diritti umani deve riguardare tutti gli esseri umani, a prescindere da dove si trovino\u201d \u2013 ha concluso Sami.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Ulteriori sviluppi sui diritti umani messi in luce nel Rapporto annuale 2013<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Nel corso del 2012, Amnesty International ha documentato specifiche restrizioni alla libert\u00e0 d\u2019espressione in almeno 101 paesi, torture e maltrattamenti in almeno 112 paesi.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Met\u00e0 degli abitanti del pianeta \u00e8 rimasta costituita da cittadini di seconda classe per quanto riguarda la realizzazione dei loro diritti, poich\u00e9 molti paesi non hanno agito nei confronti della violenza basata sul genere. Militari e gruppi armati hanno commesso stupri in Ciad, Mali e Repubblica Democratica del Congo; i talebani in Afghanistan e Pakistan hanno ucciso donne e ragazze; in paesi quali Cile, El Salvador, Nicaragua e Repubblica Dominicana, a donne e ragazze rimaste incinte a seguito di stupro o la cui gravidanza poneva a rischio la loro salute o la loro vita \u00e8 stato negato l\u2019accesso a servizi sicuri di aborto.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">In tutta l\u2019Africa conflitti, povert\u00e0 e violazioni dei diritti umani da parte di forze di sicurezza e gruppi armati hanno messo in evidenza la debolezza degli strumenti regionali e internazionali per la difesa dei diritti umani.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Nelle Americhe, procedimenti giudiziari in Argentina, Brasile, Guatemala e Uruguay hanno fatto fare importanti passi avanti alla giustizia nei confronti delle violazioni del passato. Il sistema interamericano di protezione dei diritti umani \u00e8 stato criticato da diversi governi.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Nella regione Asia e Pacifico la libert\u00e0 d\u2019espressione \u00e8 stata repressa in Cambogia, India, Maldive e Sri Lanka e i conflitti armati hanno danneggiato la vita di decine di migliaia di persone in Afghanistan, Myanmar, Pakistan e Thailandia. Il governo di Myanmar ha rilasciato centinaia di prigionieri politici ma altrettanti rimangono ancora in carcere.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">In Europa e Asia Centrale, i governi hanno potuto ancora sottrarsi alle responsabilit\u00e0 per i crimini commessi nel continente europeo nel contesto del programma di rendition degli Usa. Nei Balcani, le possibilit\u00e0 di ottenere giustizia per i crimini commessi nelle guerre degli anni Novanta si sono allontanate. Le elezioni in Georgia sono state un raro esempio di transizione democratica in un\u2019area, quella delle ex repubbliche sovietiche, in cui regimi autoritari hanno mantenuto la loro presa sul potere. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">In Medio Oriente e Africa del Nord, nei paesi in cui sono terminati regimi autocratici si \u00e8 assistito tanto a un aumento della libert\u00e0 d\u2019informazione e a crescenti opportunit\u00e0 per la societ\u00e0 civile quanto a passi indietro, costituiti da attacchi alla libert\u00e0 d\u2019espressione per motivi legati alla morale e alla religione. In tutta la regione, attivisti politici e per i diritti umani hanno continuato a subire la repressione, tra cui arresti e torture. Nel mese di novembre il conflitto di Israele e Gaza ha conosciuto una nuova escalation.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">A livello globale, la pena di morte ha continuato la sua ritirata nonostante alcuni passi indietro come le prime esecuzioni in Gambia dopo quasi 30 anni e la prima impiccagione di una donna in Giappone dopo 15 anni.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">La situazione in Italia<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Durante la presentazione del Rapporto annuale 2013, il presidente di Amnesty International Italia Antonio Marchesi ha commentato il capitolo relativo all\u2019Italia.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201c<span style=\"font-family: Arial,Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Anche quest\u2019anno, il capitolo dedicato all\u2019Italia testimonia di una progressiva erosione dei diritti umani, di ritardi e vuoti legislativi non colmati, di violazioni gravi e costanti se non in peggioramento\u201d \u2013 ha dichiarato Marchesi. \u201cUna situazione con molte ombre, tra cui l\u2019allarmante livello raggiunto dalla violenza omicida contro le donne, gli ostacoli che incontra chi chiede verit\u00e0 e giustizia per coloro che sono morti mentre si trovavano nelle mani di agenti dello stato o sono stati torturati o maltrattati in custodia, la stigmatizzazione pubblica sempre pi\u00f9 accesa di chi \u00e8 diverso dalla maggioranza per colore della pelle o origine etnica\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201c<span style=\"font-family: Arial,Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">La situazione dei diritti umani nel nostro paese ci ha spinto, all\u2019inizio del 2013, a lanciare un vero e proprio \u2018pacchetto di riforme\u2019, l\u2019Agenda in 10 punti per i diritti umani in Italia, sottoponendola ai leader delle coalizioni in corsa per le elezioni politiche e a tutti i candidati. I leader di quattro formazioni politiche che compongono l\u2019attuale governo (Berlusconi, Bersani, Monti e Pannella) hanno aderito all\u2019Agenda cos\u00ec come 117 attuali deputati e senatori. \u00c8 stato un risultato importante, ma ora \u00e8 arrivato il momento di mantenere le promesse: ci aspettiamo che coloro che hanno firmato l\u2019Agenda, in tutto o in parte, tengano fede agli impegni specifici presi con Amnesty International e con coloro che si sono informati, durante le elezioni, sulle loro posizioni in materia di diritti umani\u201d \u2013 ha aggiunto Marchesi.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201c<span style=\"font-family: Arial,Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">\u00c8 pi\u00f9 che mai giunto il momento di fare riforme serie nel campo dei diritti umani. Non ci sono alibi. Non regge l\u2019alibi della crisi, ammesso che considerazioni economiche possano valere a fronte della necessit\u00e0 di proteggere valori fondamentali. Anche le violazioni dei diritti umani costano, e spesso di pi\u00f9 della loro tutela. N\u00e9 rappresenta un&#8217;obiezione valida la presunta limitazione dell&#8217;agenda del governo. Il parlamento \u00e8 stato eletto e il governo \u00e8 in carica: entrambi sono tenuti a svolgere le rispettive funzioni nell&#8217;interesse generale e a garantire l&#8217;attuazione delle convenzioni internazionali che il nostro paese si \u00e8 impegnato a rispettare\u201d \u2013 ha concluso Marchesi.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mancanza d\u2019azione a livello globale in favore dei diritti umani sta rendendo il mondo sempre pi\u00f9 pericoloso per i rifugiati e i migranti. \u00c8 questo il messaggio diffuso da Amnesty International in occasione del lancio del suo Rapporto 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