{"id":531729,"date":"2017-10-04T18:38:29","date_gmt":"2017-10-04T17:38:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=531729\/"},"modified":"2017-10-05T21:52:38","modified_gmt":"2017-10-05T20:52:38","slug":"intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna\/","title":{"rendered":"Intervista a Cristiano Sabino: \u00abCosa ho visto in Catalogna\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><em>La resistenza pacifica e la nonviolenza attiva nei confronti della violenza militare spagnola che assaltava i seggi<\/em><br \/>\n<em>La redazione di Pressenza ha contattato telefonicamente Cristiano Sabino, FIU (Fronte Indipendentista Unidu) e rappresentante del <\/em>Comitadu Sardu pro s\u2019indipendentzia de sa Catalunya<em> per chiedergli come ha vissuto i giorni del referendum, giorni in cui si trovava a Barcellona, presidiando uno dei 200 seggi sparsi per la citt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><strong>Sei andato in Catalogna in qualit\u00e0 di osservatore nazionale?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abGli indipendentisti Sardi formavano, nei giorni scorsi una delle delegazioni pi\u00f9 numerose dopo quella dei Baschi, i quali avevano portato decine e decine di pullman. Molti indipendentisti sardi si sono fatti accreditare a livello istituzionale come Osservatori internazionali e hanno svolto un\u2019importante attivit\u00e0, per cui hanno partecipato ad incontri e dibattiti. Sono stati convocati dalla Generalitat: i sardi hanno risposto molto bene alla chiamata Catalana, dato che sono accorsi un po\u2019 tutti i movimenti e i partiti di ispirazione non solo indipendentista, ma anche sovranista e sardista.<br \/>\nNoi per\u00f2 del <em>Comitato Sardo pro s\u2019indipendentzia de sa Catalunya<\/em> non abbiamo partecipato come Osservatori internazionali: non abbiamo optato per questa scelta, pur avendo rapporti con la Generalitat, avendo organizzato incontri col rappresentante istituzionale Joan Adell qui in Sardegna, dato che lo Stato Catalano ha una delegazione ad Alghero perch\u00e9 citt\u00e0 sarda ma di cultura catalana.<\/p>\n<p>Avremmo potuto optare per la scelta sopracitata ma abbiamo ritenuto di non sfruttare questa opportunit\u00e0 e di utilizzare i contatti che avevamo per poter entrare direttamente in contatto con l\u2019organizzazione della difesa dei seggi elettorali (ad esempio nelle scuole). \u00c8 stata una scelta vincente e molto positiva considerato che, al momento dell\u2019arrivo, i delegati accreditati come Osservatori internazionali sono andati negli alberghi, nei B&amp;B, noi invece &#8211; sacco a pelo in spalla &#8211; siamo andati nei seggi occupati, scatenando molta curiosit\u00e0 da parte dei media, dato che \u00abdalla prima notte i sardi, assieme ai catalani, occupavano i collegi elettorali\u00bb. Siamo entrati, poi, nella vita \u2018social\u2019 dei gruppi che reggevano l\u2019organizzazione dei collegi elettorali catalani: avevamo istantaneamente accesso a informazioni come la mancanza di personale in determinati seggi, tant\u2019\u00e8 che ad un certo punto, dei compagni catalani del collegio del Pit-Roig, dove eravamo noi, ci avevano chiesto di andare ad un altro seggio perch\u00e9 mancava gente. Insomma, vivevo e vivevamo quei giorni come se stessimo all\u2019interno dell\u2019organizzazione, resistenti allo stesso livello. Questa cosa gli altri delegati internazionali non l\u2019hanno vissuta: ci siamo persi delle conferenze stampa, ma ci abbiamo guadagnato in esperienza diretta, toccando con mano quel che stava accadendo all\u2019interno, costruendo dei rapporti umani profondissimi in pochissime ore, dato che eravamo sul loro stesso piano e non ci vedevano come \u2018delegati di altri paesi\u2019.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Ci hai parlato di seggi, abbiamo visto la repressione, e come Pressenza abbiamo condannato l\u2019uso della violenza massiccia da parte della Guardia Civil: come si erano organizzati gli indipendentisti catalani per fare fronte alla repressione della polizia spagnola?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNoi siamo stati nel collegio del Pit-Roig, come detto prima, che \u00e8 una scuola primaria del quartiere Guinard\u00f2, uno dei tanti seggi sparsi per Barcellona (calcolando che ce n\u2019erano pi\u00f9 di 200). Erano, sostanzialmente, piccoli soviet: vere e proprie assemblee di persone. Di notte non c\u2019erano mai meno di 40 persone a presidiare i seggi, calcolando &#8211; poi &#8211; che tutti quelli che non rimanevano al presidio fornivano utile supporto il giorno successivo, portando la colazione e sostentandoli con tutti i modi possibili (cucinando, portando sacchi a pelo etc).<br \/>\nLe scuole, in ogni caso, sono rimaste aperte grazie all\u2019istituzione di un programma ludico-didattico: la scuola in cui eravamo (e in cui ero personalmente) vedeva bambini che giocavano e coloravano mentre eravamo l\u00ec a presidiare i seggi, un po\u2019 come avveniva al liceo, dove quando si occupava si organizzava una \u2018contro-didattica\u2019. Si era istituito, in sostanza, un programma con tutte le attivit\u00e0 della giornata, assemblee e discussioni, sia di notte che di giorno, a parte le poche ore di sonno, ovvero dalle 2 alle 6 del mattino. Anzi, anche meno, dato che facevamo i turni per restare a guardia dei seggi. In totale avr\u00f2 dormito massimo due ore a notte, per tutta la mia permanenza a Barcellona.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la polizia, in realt\u00e0 molti aspettavano i Mossos e quando venivano a identificare qualcuno, la risposta che veniva fornita loro era che \u201cnon c\u2019erano responsabili\u201d all\u2019interno del seggio. Dunque, dato che la procedura era l\u2019identificazione del singolo responsabile, o di tutti i presenti, spesso non prendevano gli estremi di nessuno e se ne andavano facendo spallucce, anche perch\u00e9 essendo polizia catalana non potevano mettersi contro la loro stessa gente. Quando per\u00f2 \u00e8 sbarcata la polizia spagnola, tra l\u2019altro vergognosamente da navi italiane \u201cMoby Lines\u201d e \u201cGrandi navi veloci\u201d prese in affitto ad hoc, e hanno cominciato ad assaltare militarmente i seggi, ci siamo organizzati con la risposta pacifica, nonviolenta, attiva. Ci si sedeva per terra, ci si \u2018incordonava\u2019, e ci si faceva portare via, anche se la polizia era feroce, spietata (spesso anche \u2018drogata\u2019 con sostanze psicotrope esaltanti) e politicizzata, dato che nei giorni precedenti girava per la citt\u00e0 con la bandiera spagnola al seguito: immaginatevi una polizia che va in giro come gli ultras di una squadra di calcio.<\/p>\n<p>Una forza di polizia faziosa che non doveva ripristinare la legalit\u00e0 ma difendere il principio politico dell\u2019unit\u00e0 sacrale del Regno di Spagna. Inizialmente la\u00a0 Guardia Civil ha iniziato a portare via la gente con calci e pugni, poi ha iniziato anche a usare manganelli, spray al peperoncino, proiettili di gomma (illegali in Catalogna, tra l\u2019altro).<br \/>\nStavano per arrivare anche da noi, dato che avevano sgomberato due sezioni proprio vicine alla nostra, ed eravamo tutti compatti nella difesa del seggio. Tuttavia abbiamo consigliato ai pi\u00f9 anziani e ai bambini di andare via, dato che non potevamo obbligare nessuno a fare resistenza passiva. Chi voleva andarsene non era criminalizzato, assolutamente. Un ragazzo della CUP, giovanissimo, \u2018megafonava\u2019 e dava informazioni sul da farsi molto rapidamente: in sostanza, non dovevamo rispondere alle provocazioni prendendoci le manganellate e resistendo in modo nonviolento.<\/p>\n<p>Nonviolento ma non meno intenso per\u00f2, perch\u00e9 &#8211; ripeto &#8211; solo al mio seggio c\u2019erano pi\u00f9 di 500 persone che si occupavano dell\u2019organizzazione, pi\u00f9 la fila chilometrica di gente in attesa di votare. Provate ad immaginarvi la scena: la mia scuola era in una piccola strada a senso unico e a destra e a sinistra del luogo in cui era si erano formate due file di votanti, pi\u00f9 un terzo raggruppamento di fronte la scuola. Questo terzo assembramento era composto da gente comune, organizzati dal Collettivo delle madri e dei padri dei bambini della scuola Pit-Roig insieme agli ex alunni: difendere la scuola significava difendere la democrazia dall\u2019arrivo della violenza della Guardia Civil e della Policia Nacional. Questi entravano e rompevano tutto danneggiando il plesso scolastico, oltre a picchiare le persone. Dunque difendevano anche la propria scuola dalla protervia della polizia. La polizia, in ogni caso, da noi non \u00e8 arrivata dato che logisticamente era difficile da raggiungere, ma ha sfogato la propria violenza al mercato del Guinard\u00f2, a cinque minuti di cammino da noi: sono stati brutali e hanno picchiato tutti, riuscendo a chiudere il seggio. Tuttavia la Generalitat \u00e8 riuscita a sviluppare un sistema informatico per cui, attraverso l\u2019identit\u00e0 digitale, un elettore poteva recarsi a votare in un altro seggio, se il suo fosse stato chiuso o distrutto. Dunque il voto non era legato al seggio, ma al diritto individuale, diciamo. Molti del collegio del Guinard\u00f2 sono venuti al nostro seggio per votare.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Con quale organizzazione politica sei stato in contatto?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSiamo stati in contatto con la sinistra antagonista della CUP (Candidatura d&#8217;Unitat Popular). La CUP \u00e8 un\u2019organizzazione di diverse realt\u00e0 della sinistra, anticapitaliste, antimperialiste, femministe, in cui ci sono organizzazioni marxiste-leniniste, comuniste, giovanili dell\u2019area della sinistra rivoluzionaria. Nella CUP, in ogni caso, si mantiene la libert\u00e0 di aderire come organizzazione o come militanti, dunque molti militanti di organizzazioni della sinistra rivoluzionaria o comuniste non aderiscono formalmente, ma i loro militanti s\u00ec.<br \/>\nLa CUP \u00e8 una sorta di casa comune: nasce come piattaforma civica di sinistra, nelle citt\u00e0 e nei paesi. Ha avuto una crescita enorme, determinando quello che viene chiamato il \u2018processo di disconnessione dalla Spagna\u2019, e arrivando anche ad imporre al Governo catalano scelte significative. La CUP, in ogni caso, appoggia dall\u2019esterno il Governo Catalano dopo aver sottoscritto un accordo, ovvero il raggiungimento del processo di disconnessione sopracitato, fino al raggiungimento dell\u2019indipendenza.<\/p>\n<p>Quando si \u00e8 trattato di scegliere il Governatore ad esempio, l\u2019ex Convergencia y Unio propose Artur Mas, ma la CUP rifiut\u00f2 tale figura perch\u00e9 ritenuto responsabile di una gestione pro-austerity non affine a quella della CUP (per l\u2019appunto), e aveva proposto il Sindaco di Girona perch\u00e9 progressista e non legato a doppio filo con la politica dell\u2019austerit\u00e0 di Mas. La CUP, insomma, ha avuto un ruolo importantissimo nella radicalizzazione del processo.<br \/>\nAbbiamo partecipato ad un incontro internazionale, all\u2019Institut del Teatr, in cui sono intervenute le organizzazioni anticapitaliste della sinistra d\u2019Europa, come le organizzazioni indipendentiste: dai baschi alla Rete dei Comunisti italiana, fino ai movimenti antifascisti tedeschi e ad alcuni comunisti spagnoli. Tutti uniti, insomma, nel sostenere che l\u2019indipendenza della Catalogna \u00e8 il primo passo per rompere con le politiche dell\u2019UE e dell\u2019austerit\u00e0. Il movimento indipendentista catalano, infatti, ha un\u2019anima anticapitalista, antimperialista molto importante: la \u2018disconnessione\u2019 dalla Spagna \u00e8 il primo passo per l\u2019innesco di un processo rivoluzionario a livello mediterraneo, europeo e mondiale.<\/p>\n<p>Un\u2019ultima cosa: quasi tutti i seggi erano presidiati dalla Sinistra Anticapitalista: in Catalunya ci sono due \u2018sinistre\u2019: la CUP e l\u2019Esquerra Republicana, la seconda pi\u00f9 socialdemocratica. La riconoscibilit\u00e0 sociale della CUP era chiara e manifesta, si \u00e8 mossa bene per ottenere il consenso del popolo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono state le tue sensazioni prima, durante e dopo l\u2019\u201c1-O\u201d? Cosa hai visto?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLe sensazioni sono tante e non sono spiegabili a parole. Mi sono sempre chiesto come potessero funzionare la Comune di Parigi, i soviet e tutti i processi rivoluzionari di cui leggevo sui libri. Adesso, a seguito dell\u2019esperienza catalana, posso dire di averne un\u2019idea, fatte le dovute proporzioni ovviamente. Ho visto coi miei occhi gente normale, non \u2018militanti\u2019, inserita in un processo rivoluzionario, con una coscienza politica altamente sviluppata: si faceva subito silenzio quando c\u2019era da decidere e da dibattere su qualcosa, ci si stringeva in assemblea e si ascoltava un ragazzino di 20\/22 anni con uno di quei microfoni minuscoli (o addirittura senza amplificazione) in religioso silenzio. C\u2019era rispetto, disciplina e unit\u00e0 d\u2019intenti. Sono arrivato, poi, in un quartiere, in un centro elettorale in cui pochi minuti prima stava per arrivare la Polizia, e come un sol uomo centinaia di persone si sono mosse per fermare la forza pubblica bloccando il traffico e i pullman in punti nodali strategici, per non farli passare. E non sono riusciti ad arrivare. Queste cose le avevo lette nei libri, ne avevo sentito parlare, ma non le avevo mai viste e non pensavo che potessero (r)esistere, dopo la vittoria dell\u2019individualismo e del capitalismo ormai acclarata e accertata. Non pensavo che fosse pi\u00f9 possibile questa solidariet\u00e0 e questa fraternit\u00e0. Un professore dell\u2019universit\u00e0 di Barcellona, ad esempio, ci ha accompagnato fino all\u2019aeroporto perch\u00e9 c\u2019era lo sciopero: noi non conoscevamo questa persona, ma si \u00e8 subito messo a disposizione perch\u00e9 sapeva che i sardi dovevano tornare all\u2019aeroporto e non potevano raggiungerlo, svegliandosi alle 3 del mattino e prendendo strade secondarie perch\u00e9 l\u2019autostrada era bloccata.<\/p>\n<p>A volte penso ai militanti della sinistra rivoluzionaria che hanno difficolt\u00e0 ad alzarsi presto la mattina per andare ad una manifestazione o partecipano di malavoglia ad un\u2019assemblea: vedere tutto questo mi ha dato speranza, perch\u00e9 sono convinto che presto la Storia verr\u00e0 a bussare alla porta. Verr\u00e0 in Sardegna e alle porte di tutti i popoli oppressi che vogliono ribellarsi alla societ\u00e0 capitalista, imperialista e colonialista. Ho provato una grande forza, e ne ho tratto molta energia, non vorrei esagerare, ma credo di aver visto la possibilit\u00e0 di una societ\u00e0 diversa.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Dichiarazione di indipendenza: pare che il 9 la Generalitat si dichiarer\u00e0 formalmente indipendente dal Governo Spagnolo. Che ne pensi e cosa ritieni che la sinistra anticapitalista catalana debba continuare a fare?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPenso che avverr\u00e0 anche prima. Il 6, infatti, sar\u00e0 l\u2019Anniversario della dichiarazione di indipendenza della prima Repubblica di Catalogna degli anni \u201930, repressa nel sangue. Cosa deve fare la sinistra anticapitalista catalana penso lo sappia bene da s\u00e8. In questo momento \u00e8 molto prezioso mantenere l\u2019Unit\u00e0 nazionale del popolo catalano, se si dovesse rompere sarebbe un disastro senza precedenti, per cui avere posizioni settarie, di carattere ideologico, operaista, \u2018terziste\u2019 (n\u00e9 con uno, n\u00e9 con l\u2019altro) non fa bene. Se il Governo catalano, infatti, dovesse cambiare posizione, il popolo catalano rovescerebbe il Governo senza pensarci un secondo, per cui il popolo \u00e8 protagonista. Il Governo, infatti, ha semplicemente fatto in modo che questa volont\u00e0 potesse esprimersi: la Generalitat ha dato le urne nelle mani del popolo catalano che le ha protette clandestinamente. Hanno votato quasi 3 milioni di persone (dato che sono stati conteggiati 2 milioni e 300 mila voti a cui mancano all\u2019appello 700 mila voti requisiti dalla Polizia Spagnola) praticamente in clandestinit\u00e0: venivano sequestrati i manifesti pro-referendum, venivano chiusi i domini dei siti internet e il Governo catalano non avrebbe avuto nessuna possibilit\u00e0 di sostenere tutto questo, senza il popolo. Non un euro \u00e8 stato speso, non come accade in Italia. Se si rompe l\u2019unit\u00e0 che ha portato milioni di persone a resistere passivamente davanti la polizia spagnola, facendo fallire miseramente il tentativo di impedire il referendum (nanche il Re, nel discorso di ieri, ha dichiarato che \u00e8 stato impedito il referendum, solo Rajoy).<\/p>\n<p>Lo Stato Spagnolo ha perso questa battaglia, nonostante l\u2019appoggio internazionale della UE, degli USA e della violenza. Di fronte a tutto questo, posso solo augurarmi che il popolo catalano mantenga la propria unit\u00e0, perch\u00e9 di per s\u00e9 la proclamazione della Repubblica Catalana \u00e8 il primo passo contro un\u2019Europa basata sul capitalismo, sull\u2019imperialismo, sull\u2019austerit\u00e0, sullo sfruttamento dei popoli, dei lavoratori. Dopo questa frattura tutto sar\u00e0 pi\u00f9 facile, per chi lotta contro l\u2019autoritarismo e la violenza privata degli Stati costruiti dai capitalisti e dai borghesi. L\u2019accordo che c\u2019\u00e8 fra la sinistra anticapitalista catalana e la piccola borghesia catalana, dato che la borghesia catalana non \u00e8 totalmente a favore dell\u2019indipendenza, asseconda il messaggio dei marxisti, dei leninisti: i rivoluzionari devono approfittare delle contraddizioni della borghesia per costruire un blocco sociale che faccia avanzare il processo rivoluzionario. E questo i catalani lo stanno facendo assai bene\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La resistenza pacifica e la nonviolenza attiva nei confronti della violenza militare spagnola che assaltava i seggi La redazione di Pressenza ha contattato telefonicamente Cristiano Sabino, FIU (Fronte Indipendentista Unidu) e rappresentante del Comitadu Sardu pro s\u2019indipendentzia de sa Catalunya&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1456,"featured_media":531739,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11388,47,38,1262,55],"tags":[12283,40723,40722,1470,190,6116,1602],"class_list":["post-531729","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-contenuti-originali","category-europa","category-internazionale","category-nonviolenza-argomento","category-politica","tag-catalogna","tag-fiu","tag-indipendentisti","tag-polizia","tag-referendum","tag-sardegna","tag-spagna"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Intervista a Cristiano Sabino: \u00abCosa ho visto in Catalogna\u00bb<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Ho provato una grande forza, e ne ho tratto molta energia, non vorrei esagerare, ma credo di aver visto la possibilit\u00e0 di una societ\u00e0 diversa\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Intervista a Cristiano Sabino: \u00abCosa ho visto in Catalogna\u00bb\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Ho provato una grande forza, e ne ho tratto molta energia, non vorrei esagerare, ma credo di aver visto la possibilit\u00e0 di una societ\u00e0 diversa\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Pressenza\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2017-10-04T17:38:29+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2017-10-05T20:52:38+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/22096303_10154981458387514_3219113095779611012_o-1.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"750\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"415\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Marco Piccinelli\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@PressenzaIPA\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@PressenzaIPA\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Marco Piccinelli\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"12 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna\/\"},\"author\":{\"name\":\"Marco Piccinelli\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/69f3e2a3d34341a71d7e095eb70d5aa1\"},\"headline\":\"Intervista a Cristiano Sabino: \u00abCosa ho visto in Catalogna\u00bb\",\"datePublished\":\"2017-10-04T17:38:29+00:00\",\"dateModified\":\"2017-10-05T20:52:38+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna\/\"},\"wordCount\":2434,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/22096303_10154981458387514_3219113095779611012_o-1.jpg\",\"keywords\":[\"Catalogna\",\"FIU\",\"indipendentisti\",\"polizia\",\"referendum\",\"Sardegna\",\"Spagna\"],\"articleSection\":[\"contenuti originali\",\"Europa\",\"Internazionale\",\"Nonviolenza\",\"Politica\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna\/\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna\/\",\"name\":\"Intervista a Cristiano Sabino: \u00abCosa ho visto in Catalogna\u00bb\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/22096303_10154981458387514_3219113095779611012_o-1.jpg\",\"datePublished\":\"2017-10-04T17:38:29+00:00\",\"dateModified\":\"2017-10-05T20:52:38+00:00\",\"description\":\"Ho provato una grande forza, e ne ho tratto molta energia, non vorrei esagerare, ma credo di aver visto la possibilit\u00e0 di una societ\u00e0 diversa\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/22096303_10154981458387514_3219113095779611012_o-1.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/22096303_10154981458387514_3219113095779611012_o-1.jpg\",\"width\":750,\"height\":415},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Accueil\",\"item\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Intervista a Cristiano Sabino: \u00abCosa ho visto in Catalogna\u00bb\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\",\"name\":\"Pressenza\",\"description\":\"Agenzia di Stampa Internazionale\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\",\"name\":\"Pressenza\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg\",\"width\":200,\"height\":200,\"caption\":\"Pressenza\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/\"},\"sameAs\":[\"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia\",\"https:\/\/x.com\/PressenzaIPA\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/69f3e2a3d34341a71d7e095eb70d5aa1\",\"name\":\"Marco Piccinelli\",\"description\":\"Insegnante di lettere alla scuola secondaria di secondo grado e giornalista. Ho scritto con Fabio Belli per Rogas Edizioni edizioni: \\\"Calcio e Martello. Storie e uomini del calcio socialista\\\", \\\"La Repubblica nel pallone\\\", \\\"C\u2019eravamo tanto a(r)mati\\\" e \\\"La pi\u00f9 forte - The Strongest e altre storie del calcio in Bolivia\\\". Sognatore, nicchista e felice di esserlo.\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/marco-piccinelli\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Intervista a Cristiano Sabino: \u00abCosa ho visto in Catalogna\u00bb","description":"Ho provato una grande forza, e ne ho tratto molta energia, non vorrei esagerare, ma credo di aver visto la possibilit\u00e0 di una societ\u00e0 diversa","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Intervista a Cristiano Sabino: \u00abCosa ho visto in Catalogna\u00bb","og_description":"Ho provato una grande forza, e ne ho tratto molta energia, non vorrei esagerare, ma credo di aver visto la possibilit\u00e0 di una societ\u00e0 diversa","og_url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna\/","og_site_name":"Pressenza","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia","article_published_time":"2017-10-04T17:38:29+00:00","article_modified_time":"2017-10-05T20:52:38+00:00","og_image":[{"width":750,"height":415,"url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/22096303_10154981458387514_3219113095779611012_o-1.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Marco Piccinelli","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@PressenzaIPA","twitter_site":"@PressenzaIPA","twitter_misc":{"Scritto da":"Marco Piccinelli","Tempo di lettura stimato":"12 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna\/"},"author":{"name":"Marco Piccinelli","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/69f3e2a3d34341a71d7e095eb70d5aa1"},"headline":"Intervista a Cristiano Sabino: \u00abCosa ho visto in Catalogna\u00bb","datePublished":"2017-10-04T17:38:29+00:00","dateModified":"2017-10-05T20:52:38+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna\/"},"wordCount":2434,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/22096303_10154981458387514_3219113095779611012_o-1.jpg","keywords":["Catalogna","FIU","indipendentisti","polizia","referendum","Sardegna","Spagna"],"articleSection":["contenuti originali","Europa","Internazionale","Nonviolenza","Politica"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna\/","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna\/","name":"Intervista a Cristiano Sabino: \u00abCosa ho visto in Catalogna\u00bb","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/22096303_10154981458387514_3219113095779611012_o-1.jpg","datePublished":"2017-10-04T17:38:29+00:00","dateModified":"2017-10-05T20:52:38+00:00","description":"Ho provato una grande forza, e ne ho tratto molta energia, non vorrei esagerare, ma credo di aver visto la possibilit\u00e0 di una societ\u00e0 diversa","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/22096303_10154981458387514_3219113095779611012_o-1.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/22096303_10154981458387514_3219113095779611012_o-1.jpg","width":750,"height":415},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/intervista-cristiano-sabino-cosa-visto-catalogna\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Accueil","item":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Intervista a Cristiano Sabino: \u00abCosa ho visto in Catalogna\u00bb"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/","name":"Pressenza","description":"Agenzia di Stampa Internazionale","publisher":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization","name":"Pressenza","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg","width":200,"height":200,"caption":"Pressenza"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia","https:\/\/x.com\/PressenzaIPA"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/69f3e2a3d34341a71d7e095eb70d5aa1","name":"Marco Piccinelli","description":"Insegnante di lettere alla scuola secondaria di secondo grado e giornalista. Ho scritto con Fabio Belli per Rogas Edizioni edizioni: \"Calcio e Martello. Storie e uomini del calcio socialista\", \"La Repubblica nel pallone\", \"C\u2019eravamo tanto a(r)mati\" e \"La pi\u00f9 forte - The Strongest e altre storie del calcio in Bolivia\". Sognatore, nicchista e felice di esserlo.","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/marco-piccinelli\/"}]}},"place":"","original_article_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/531729","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1456"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=531729"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/531729\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/531739"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=531729"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=531729"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=531729"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}