{"id":52750,"date":"2013-05-19T16:14:01","date_gmt":"2013-05-19T15:14:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=52750"},"modified":"2013-08-14T13:36:49","modified_gmt":"2013-08-14T12:36:49","slug":"sanzioni-invio-di-armi-uso-delle-vittime","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/05\/sanzioni-invio-di-armi-uso-delle-vittime\/","title":{"rendered":"Sanzioni, invio di armi, uso delle vittime"},"content":{"rendered":"<p>Non erano ancora sanzionati direttamente dagli Usa quando hanno incontrato a Damasco la delegazione internazionale in sostegno al movimento siriano Mussalaha (Riconciliazione). Parliamo della tiv\u00f9 siriana <em>Al Dunya<\/em>, del ministro della Sanit\u00e0 Saad Nayef e del ministro della giustizia Najim Ahmad. E\u2019 ora proibito ai cittadini statunitensi di intrattenere rapporti economici con questi \u201ccattivi soggetti\u201d siriani. E\u2019 improbabile che di rapporti in corso ce ne siano e quindi in s\u00e9 il provvedimento \u00e8 pi\u00f9 politico che economico.<\/p>\n<p>Ma, ad esempio, la tiv\u00f9 <em>Al Dunya<\/em> (privata, anti-opposizione e impegnata a contrastare <em>Al Jazeera<\/em> e <em>al-Arabiya<\/em>con programmi tipo \u201csveliamo le menzogne mediatiche sulla Siria\u201d) \u00e8 stata oscurata in occidente e non pu\u00f2 essere vista via satellite. Il che viola il diritto alla libera espressione del pensiero.<\/p>\n<p>Ben altre illegalit\u00e0, comunque, commette in Siria la \u201ccomunit\u00e0 internazionale\u201d, o meglio il poligono (di tiro) dei buoni; senza ricevere la minima punizione.<\/p>\n<p>Ce ne hanno parlato esponenti governativi e dell\u2019opposizione patriottica, operatori umanitari locali e \u2013 a loro\u00a0 modo \u2013 le vittime.<\/p>\n<p><strong>Per chi suona la campana. Le sanzioni che peggiorano le distruzioni<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019emergenza \u00e8 totale. Umanitaria, occupazionale,economica. E\u2019 un miracolo che la macchina della nazione vada avanti e che le persone che vediamo nelle strade continuino a lavorare, camminare, andare a scuola e giocare, nel caso dei bambini. Le sanzioni economiche europee contro la Siria prevedono, fra l\u2019altro, un embargo petrolifero (fanno eccezione, da fine aprile, le regioni controllate dai \u201cribelli\u201d, che possono esportare gli idrocarburi, concentrati proprio in quell\u2019area \u2013 come i pozzi petroliferi nella Cirenaica libica, guarda caso).<\/p>\n<p>Le sanzioni Usa, UE e dei paesi del Golfo colpiscono tutta l\u2019economia siriana, aggiungendo danni a quelli della guerra. Il Pil \u00e8 sceso di quasi il 30% secondo l\u2019Economic and Social Commission for Western Asia-Escwa delle Nazioni Unite.\u00a0 E per via delle restrizioni imposte alle banche siriane e alle agenzie commerciali, le istituzioni internazionali sono restie a finanziare l\u2019importazione di derrate e questo mentre gli scontri e le difficolt\u00e0 limitano la possibilit\u00e0 di coltivare. La produzione di cereali essenziali si \u00e8 dimezzata e il paese ha perso la sicurezza alimentare, gi\u00e0 intaccata da anni di durissima siccit\u00e0.<\/p>\n<p>Piove sul bagnato, anzi il contrario. Perch\u00e9 le sanzioni colpiscono mentre c\u2019\u00e8 pi\u00f9 bisogno di assistenza pubblica per via degli sfollati e delle vittime del conflitto e mentre tante infrastrutture civili sono danneggiate o distrutte.<\/p>\n<p>Si pensi a quelle sanitarie. Per il Ministro della Sanit\u00e0 \u201c<em>A causa delle sanzioni non riusciamo pi\u00f9 ad avere pezzi di ricambio. Hanno come obiettivo il cambiamento di regime. Ma colpiscono la popolazione<\/em>\u201d. Secondo un rapporto dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0, comunque, l\u2019infrastruttura sanitaria ben sviluppata e lo stoccaggio di medicine accumulate prima della crisi permettono di far ancora fronte alla situazione.<\/p>\n<p>Il ministro ha detto alla delegazione che 87 addetti del ministero (autisti, medici, infermieri,impiegati) sono stati uccisi, 98 feriti e 22 rapiti; che decine di ospedali e centri medici sono stati danneggiati dalla guerra (la Siria ha 124 strutture ospedaliere, 92 delle quali pubbliche, e 1.900 unit\u00e0 mediche sparse fra citt\u00e0 e villaggi), che 170 ambulanze sono state distrutte. Almeno dieci fabbriche di medicinali (che la Siria esportava in 50 paesi) sono state saccheggiate. Il ministro accusa i \u201cterroristi\u201d (l\u2019opposizione armata) di attaccare con premeditazione strutture e addetti.\u00a0 Ci mostra un video con edifici danneggiati commentandolo: \u201c<em>Ospedale Al Salamiya ad Hama: danneggiato da un\u2019autobomba. Ospedale franco-siriano a Damasco: colpito da un\u2019autobomba. Due giorni fa l\u2019ospedale Zahrawi \u00e8 stato occupato da terroristi mentre una donna era sotto anestesia e un\u2019altra stava partorendo. Hanno dovuto portarle via d\u2019urgenza\u201d<\/em>. E <em>\u201csiamo impegnati a offrire il servizio medico a tutti senza distinzioni. Ci sono dei posti sotto assedio con donne e bambini. Facciamo del nostro meglio per cercare di consegnare gli aiuti.\u00a0 Dove non possiamo, arriva la Red Crescent e alcune organizzazioni non governative<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Domanda: ministro, lei sa che l\u2019opposizione e anche Ong umanitarie internazionali (come Human Rights Watch) accusano il governo di fare il tirassegno aereo contro ospedali e ambulanze? \u201c<em>E\u2019 un\u2019accusa incredibile. Come potremmo distruggere delle propriet\u00e0 pubbliche e a che ci servirebbe? Al contrario, cerchiamo di raggiungere tutti con gli aiuti<\/em>\u201d.\u00a0 Il solito Pirandello siriano, una verit\u00e0 di segno opposto a seconda dell\u2019interlocutore. Ma pi\u00f9 tardi, un operatore locale che vuole restare anonimo ci spiegher\u00e0: \u201c<em>Quando un centro medico cade nelle mani dell\u2019opposizione che ne fa una base militare, il governo si assicura che i civili siano evacuati e poi colpisce<\/em>\u201d. \u00a0E\u2019 poi probabile che gli ospedali da campo dei ribelli siano colpiti, anche perch\u00e9 indistinguibili in quanto tali.<\/p>\n<p>Molte industrie non possono funzionare per mancanza di pezzi di ricambio, o perch\u00e9 danneggiate negli scontri, spiega Marwa Eitouni, della Camera di Commercio di Damasco, che annuncia un ricorso internazionale per danni. Sembra che la principale industria della carta del Medio Oriente, a Der Ezzor, joint-venture pubblico-privata, sia stata distrutta.\u00a0 Marwa partecipa alla Mussalaha, ha convinto decine di \u201cribelli\u201d della sua area a deporre le armi. Un\u2019operazione impossibile, per\u00f2, con i circa 50.000 mercenari jihadisti d\u2019importazione. E a proposito\u2026<\/p>\n<p><strong>Invio di armi, passaggio di jihadisti ed embarghi <\/strong><\/p>\n<p>Lo ha detto perfino il Ministro degli Esteri austriaco, scrivendo ai paesi europei (alcuni dei quali spingono per rimuovere quella parte dell\u2019embargo che impedisce di inviare armi all\u2019opposizione): armare gli anti-governativi sarebbe \u00ab<em>una violazione del diritto internazionale e delle leggi di base dell&#8217;Unione Europea<\/em>&#8220;, nonch\u00e9 dei \u00ab<em>principi della Carta delle Nazioni unite riguardanti il non intervento e l&#8217;uso della forza<\/em>\u00bb. Per non dire della violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza riguardanti al Qaeda, visto che il Fronte al Nusra, che ne \u00e8 alleato, agisce fra i &#8220;ribelli&#8221;.<\/p>\n<p>Il Ministro della Giustizia siriano ci ha detto la stessa cosa: \u201c<em>Paesi che dovrebbero seguire le regole dell\u2019Onu e dunque perseguire pace e diritti umani sostengono i terroristi che ci invadono\u201d. <\/em>E poi, mostrando uno dei tanti video con casi di esecuzioni: \u201c<em>Vogliono instaurare un sistema islamico<\/em>\u201d. Il Nicaragua, dopo essere stato attaccato per anni dai terroristi della <em>contra<\/em>, foraggiati dagli Usa, nel 1986 vinse la causa per danni contro il colosso, ricorrendo alla Corte internazionale di giustizia dell\u2019Aja (quella che giudica gli stati; la Corte penale internazionale \u2013 nata ben dopo \u2013 giudica invece le persone, per crimini).<\/p>\n<p>Il ministro annuncia in effetti ricorsi internazionali da parte di giuristi siriani: \u201c<em>Contro l\u2019illegalit\u00e0 del sostegno ai terroristi i nostri giuristi stanno preparando dossier per la Corte penale internazionale, per la Corte di giustizia dell\u2019Aja e per tribunali nazionali ed europei\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Per assurdo, perfino organizzazioni come Amnesty International e\u00a0 Human Rights Watch <em>non<\/em> chiedono ai paesi Nato e petromonarchici di non mandare armi all\u2019opposizione, mentre chiedono un embargo alle armi all\u2019esercito ufficiale. \u00a0Anche se inviare armi a un governo \u00e8 legale, come ha sottolineato il Ministro degli Esteri russo Lavrov. Del resto, un esercito ha un compito di difesa nazionale, nel caso della Siria da combattenti stranieri e da Israele. Senza pi\u00f9 armi, come potrebbe fare?<\/p>\n<p>Durante l\u2019incontro con la delegazione di Mussalaha, il Ministro della Giustizia ha parlato anche delle 5 amnistie promulgate a carico di prigionieri politici o anche oppositori armati che non abbiano commesso fatti di sangue (?). L\u2019 esponente di un partito di opposizione (Third Current) ha chiesto al ministro notizie di prigionieri che \u201c<em>sostengono lo stato e l\u2019esercito, sono patrioti<\/em>\u201d, eppure non si sa che fine abbiano fatto. Il ministro risponde in generale: la Croce rossa internazionale visita regolarmente le carceri. E poi, un annuncio epico se sar\u00e0 rispettato nei fatti: \u201c<em>Alla fine della crisi, chieder\u00f2 l\u2019abolizione della pena di morte, che del resto durante questo periodo non \u00e8 stata applicata finora da nessun giudice<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Emergenza sfollati e assediati<\/strong><\/p>\n<p>Wasim Fares, funzionario della Mezzaluna rossa siriana (Red Crescent), sostiene che con le donazioni \u2013 soprattutto dal Comitato internazionale della Croce Rossa \u2013 l\u2019organizzazione riesce a coprire solo il 30% del fabbisogno nell\u2019emergenza, con i suoi\u00a0 volontari senza i quali il World Food Programme o l\u2019Alto Commissariato dell\u2019Onu non potrebbero lavorare sul campo.\u00a0 Ci sono poi gli interventi dei vari ministeri.<\/p>\n<p>Diciotto volontari dell\u2019organizzazione sono morti negli scontri (Wassim dice che nessuna delle parti li ha uccisi volontariamente e che in gran parte \u00e8 successo per opera dei gruppi armati dell\u2019opposizione). E\u2019 talvolta difficile negoziare con i ribelli l\u2019accesso ad aree da loro controllate. Rimane famoso il caso di Baba Amro, agli inizi dell\u2019anno scorso. Finalmente Red Crescent e Croce Rossa internazionale avevano ottenuto da parte dei gruppi armati dell\u2019opposizione\u00a0 il via libera all\u2019accesso al quartiere, per distribuire aiuti ai rimasti. Ma subito dopo, un altro gruppo, rivale, apr\u00ec il fuoco per impedire al convoglio di avanzare. Naturalmente la storia \u00e8 stata raccontata in altro modo dai media occidentali: \u201cIl regime proibisce l\u2019arrivo degli aiuti umanitari\u201d o qualcosa del genere. Un caso attuale \u00e8 quello di due villaggi sciiti circondati da aree sotto il controllo dei \u201cribelli\u201d, i quali impediscono l\u2019arrivo degli aiuti; nemmeno la Red Crescent pu\u00f2 entrare. \u201c<em>Ma \u00e8 il governo a rifornirli direttamente, con elicotteri<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>In Siria secondo la Ministra degli Affari sociali Kinda\u00a0 al Shammat\u00a0 gli sfollati sarebbero quattro milioni. A questo va aggiunta la necessit\u00e0 di continuare con l\u2019assistenza pubblica ai disabili, agli orfani e ad altre persone in difficolt\u00e0. Il tutto in una situazione di penuria alimentare: parte dei terreni non pu\u00f2 pi\u00f9 essere coltivata a causa degli scontri o della mancanza di input\u00a0 legata alle sanzioni.<\/p>\n<p>Spiega la ministra: gli sfollati interni sono generosamente ospitati da altre famiglie, o in edifici pubblici adattati all\u2019uopo, soprattutto scuole. A proposito: secondo i dati forniti dal Ministro dell\u2019Educazione tempo fa durante una conferenza stampa con organismi dell\u2019Onu, quasi 1.500 scuole sono usate come centri collettivi che ospitano la gran parte degli sfollati. Il 10% delle scuole pubbliche e private sarebbero state parzialmente danneggiate o saccheggiate.<\/p>\n<p>Nelle aree che il ministro chiama \u201coccupate\u201d dai ribelli, il governo non pu\u00f2 entrare ad assistere la popolazione rimasta; ci pensano Red Crescent e organismi dell\u2019Onu.<\/p>\n<p><strong>La politica dell\u2019esodo<\/strong><\/p>\n<p>Gli spostamenti forzati di popolazioni sono un crimine, quando arrivano a essere deportazioni; \u00a0lo abbiamo visto nel caso di Tawergha, la citt\u00e0 dei libici di pelle nera cacciati dalle bande armate di Misurata, vittoriose grazie agli alleati della Nato. Un altro crimine internazionale che nessuno ha sanzionato.<\/p>\n<p>Ebbene, l\u2019opposizione siriana e diversi governi hanno favorito in tutti i modi l\u2019uscita dalla Siria di moltissime persone che avrebbero potuto spostarsi in luoghi pi\u00f9 tranquilli rimanendo nel paese. I numeri ufficiali dell\u2019esodo, gli ultimi pubblicati dall\u2019Alto Commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) parlano di 1,5 milioni di persone uscite dai confini siriani (fra di loro anche palestinesi e iracheni accolti dalla Siria nei decenni): 471.677 rifugiati in Giordania; 469.217 in Libano; 347.157 in Turchia; 146.951 in Iraq; 66.922 in Egitto. Queste cifre all\u2019unit\u00e0 vanno forse prese con beneficio di inventario.<\/p>\n<p>E\u2019 netta l\u2019impressione che i donatori occidentali e del Golfo vogliano concentrarsi sui rifugiati all\u2019estero, per una questione politica. Eppure, dicono a bassa voce diversi addetti chiedendo di non essere citati, se le persone rimanessero in Siria potrebbero essere trattate molto meglio. Nel nostro piccolissimo confermiamo, avendo visto i campi dei rifugiati in Libano e il palazzo degli sfollati dell\u2019opposizione a Homs. Sono di pubblico dominio le denunce di casi di stupri e violenze \u2013 e c\u2019\u00e8 chi dice traffico di organi, ma non ci sono conferme \u2013 successi nei campi in Turchia. Ma gli appelli a favorire il ritorno in Siria cadono nel vuoto. Conviene usare le sofferenze dei rifugiati, esibirle come prova dei \u201ccrimini di Assad\u201d.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 la guerra il crimine. E chi l\u2019ha fomentata?<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sibialiria.org\/wordpress\">http:\/\/www.sibialiria.org\/wordpress<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non erano ancora sanzionati direttamente dagli Usa quando hanno incontrato a Damasco la delegazione internazionale in sostegno al movimento siriano Mussalaha (Riconciliazione). 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