{"id":52461,"date":"2013-05-17T08:54:48","date_gmt":"2013-05-17T07:54:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=52461"},"modified":"2013-05-17T08:55:17","modified_gmt":"2013-05-17T07:55:17","slug":"f-35-e-adesso-cosa-ne-facciamo-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/05\/f-35-e-adesso-cosa-ne-facciamo-2\/","title":{"rendered":"F-35: e adesso cosa ne facciamo?"},"content":{"rendered":"<p><i>Appunti presentati durante l\u2019incontro pubblico a Novara sul tema \u201cF-35: e adesso cosa ne facciamo?\u201d organizzato dal Movimento No F-35.<\/i><\/p>\n<p>Il Pentagono ha presentato un bilancio di base di 524 miliardi di dollari per l\u2019anno fiscale 2014, dato che non comprende i finanziamenti per le guerre (88 miliardi).<br \/>\nPotrebbero diventare 476 se vi fosse la riduzione automatica di 51 miliardi.<br \/>\nL\u2019aumento rispetto al 2013 \u00e8 di 15,4 miliardi, di cui 4,1 vanno alle spese in ricerca e sviluppo.<br \/>\nDue programmi sono ritenuti importanti da portare avanti: il sostituto del B-2 e l\u2019F-35, anche se i costi continuano ad aumentare.<br \/>\nSe tutto va bene la Lockheed Martin dovrebbe esportare 500 F-35; originariamente dovevano essere 2.000\/3.000. Il Pentagono conferma l\u2019acquisto di 2.457 F-35, stimando un costo di 400 miliardi di dollari. Ad oggi sono stati costruiti 100 esemplari nelle due aziende Lockheed Martin (LM)e Northrop Grumman (2 sono inglesi e 2 olandesi).<br \/>\nIl primo F-35C di serie ha volato a febbraio.<\/p>\n<p>L\u2019adesione al programma F-35 \u00e8 un fatto economico, militare e politico, risponde cio\u00e8 alla possibilit\u00e0 di condurre una guerra aerea con armi spinte al massimo della forza. Il ruolo iconico di combattente nucleare, svolto negli ultimi anni da F-15E, F-16 e Tornado (per Italia e Germania. La Germania, che non partecipa al progetto, dovrebbe in seguito usare i Typhoon), passa all\u2019F-35 Lightning II.<\/p>\n<p>Problemi pi\u00f9 volte evidenziati dal Government Accountability Office:<\/p>\n<p><strong>Carico:<\/strong><\/p>\n<p>A seconda della configurazione, il peso dell\u2019F-35 si \u00e8 rivelato eccessivo, cui la Lockheed Martin ha dovuto modificare la spinta del motore e la zona fra le code verticali e le stive col carico armi.<\/p>\n<p><strong>Capacit\u00e0 stealth: <\/strong><\/p>\n<p>Rand Corporation attraverso simulazioni ha dimostrato che i caccia russi Sukhoi sono capaci di neutralizzare un piccolo numero di F-35.<br \/>\nLockheed Martin e Pentagono hanno cercato di confutare tali analisi.<\/p>\n<p>L\u2019Air Power australiana e l\u2019ingegnere Carol Kopp hanno emesso una analisi di 36 pagine di critica sulle capacit\u00e0 stealth dell\u2019F-35.<br \/>\nConclusione: L\u2019F-35 non ha le stesse capacit\u00e0 dell\u2019F-22, il 117 e il B-2. Alcune modifiche apportate alla fusoliera anteriore durante la fase di sviluppo hanno comportato dei cambiamenti rispetto al prototipo.<\/p>\n<p><strong>Software:<\/strong><br \/>\nLa lentezza dello sviluppo del software preoccupa il Dipartimento della Difesa americano. E\u2019 sempre pi\u00f9 difficile che la versione pi\u00f9 letale dell\u2019F-35 (3F Block) sia pronta per il 2017.<br \/>\nQuesto modello potr\u00e0 essere equipaggiato con armi esterne ed interne (guida laser e infrarossi).<\/p>\n<p><strong>Serbatoio:<\/strong><br \/>\nRischio di esplosione se colpito da un fulmine.<\/p>\n<p><strong>Rifornimento in volo per la versione F35B:<\/strong><br \/>\nE\u2019 uno dei tanti problemi che continuano a devastare il progetto: frattura pala della turbina, impossibilit\u00e0 di atterrare senza essersi primi liberati del carico (ordigni e serbatoi supplementari) \u201ccon una temperatura calda, umida e caratterizzata da bassa pressione\u201d.<\/p>\n<p><strong>Inquinamento acustico:<\/strong><br \/>\nL\u2019F-35 \u00e8 due volte pi\u00f9 rumoroso in fase di decollo e di atterraggio dell\u2019F-15. I residenti delle citt\u00e0 americane vicine alle basi di Davis-Monthan e Englin Air Force hanno minacciato azioni legali.<\/p>\n<p><strong>Addestramento:<\/strong><br \/>\nIl Pentagono ha contestato l\u2019efficacia e il costo elevato per l\u2019addestramento dell\u2019F-35.<br \/>\nMentre il comando addestrativo dell\u2019USAF e la LM hanno dichiarato che il velivolo \u00e8 RFT, Ready for Training, cio\u00e8 certificato per formare i piloti, per il Pentagono \u00e8 inutile addestrare oggi i piloti. Secondo il Pentagono il caccia oltre a soffrire della sovrapposizione fra sperimentazione e produzione\/verifica (sinora solo un terzo dei test in volo sono stati eseguiti, ossia 20.000 e ne mancano 39.500), soffre la sovrapposizione fra sviluppo e addestramento. Nel rapporto redatto a febbraio il Pentagono ha concluso che vista l\u2019immaturit\u00e0 del sistema in tutte e tre le varianti, le restrizioni nelle operazioni di volo a questo stadio dello sviluppo, limitano in maniera sostanziale l\u2019utilit\u00e0 dell\u2019addestramento.<br \/>\nSecondo il comando addestrativo la formazione pu\u00f2 invece continuare procedendo step by step e a livello basico.<\/p>\n<p>Il Pentagono ha dettagliato tutte le limitazioni cui gli allievi piloti devono sottostare.<br \/>\nL\u2019elenco \u00e8 impressionante: non pu\u00f2 volare di notte e con il cattivo tempo, non pu\u00f2 impiegare armamento reale o simulato (il software sinora rilasciato non consente alcuna possibilit\u00e0 di combattimento), non pu\u00f2 rifornirsi in volo, volare a distanza dai fulmini, usare contromisure elettroniche, l\u2019apparato di puntamento elettro-ottico, il sistema di identificazione amico-nemico, ecc.<br \/>\nA marzo c\u2019\u00e8 stato il primo volo di un allievo pilota britannico partito dalla base di Englin (Florida) dopo un allenamento con il simulatore di volo.<br \/>\nFra poco pi\u00f9 di un anno i piloti della Marina e dell\u2019Aviazione italiana arriveranno per l\u2019addestramento.<\/p>\n<p><strong>Costo:<\/strong><br \/>\nL\u2019altro costo sta inducendo i vari partner a ridurre o rimandare gli ordinativi, in quanto il prezzo del velivolo di serie dovrebbe abbassarsi.<br \/>\nUn F35 del Lotto5 costerebbe in media 223 milioni, man mano che avanzano i lotti i costi scendono. Quelli del Lotto6 costeranno 192 milioni (qui l\u2019Italia ne comprer\u00e0 3).<br \/>\nNel 2018 dovrebbe costare 67 milioni di dollari.<\/p>\n<p><b>Paesi della NATO (e non NATO) legati alla produzione del caccia F-35<\/b><\/p>\n<p><b>Olanda<br \/>\n<\/b>Inizialmente l\u2019Olanda aveva previsto un acquisto di 85 aerei, poi a seguito dell\u2019aumento dei costi sono diventati 60, in seguito 50 e infine 42. I 2 F-35 di prova prodotti rimarranno in una base USA.<br \/>\nHa investito 1.233 milioni, circa la met\u00e0 dell\u2019Italia. Il programma \u00e8 stato criticato per l\u2019aumento dei costi e il governo ha posto un limite all\u2019acquisto di 4,5 miliardi.<\/p>\n<p>Anche i costi di gestione rappresentano un problema. La Corte dei Conti ha valutato che i costi di gestione trentennali per operazioni e manutenzione, escluso il combustibile, 2,9 miliardi nel 2001, sono diventati 14,2 miliardi, per cui non basterebbe una riduzione a 42 aerei.<\/p>\n<p>La scelta \u00e8 stata rimandata al 2015 e il livello della spesa per la difesa \u00e8 stato bloccato sino al 2017.<br \/>\nL\u2019Olanda ha acquistato due unit\u00e0 del sistema ALIS (Autonomic Logistics Information System), il sistema di gestione dei dati. Ogni F-35 deve monitorare costantemente i propri sistemi e trasmettere automaticamente le informazioni ad ALIS. A sua volta, ALIS deve fornire un\u2019infrastruttura informativa che raccoglie, analizza, identifica e comunica caratteristiche e dati sugli F-35, fornendo supporto informativo e decisionale per tutti gli utilizzatori del Lightning II in tutto il mondo, in terra o in mare. Il sistema \u00e8 stato sottoposto alla prova di hackeraggio dalla Marina USA, non l\u2019ha superata e deve essere rivisto.<br \/>\nL\u2019Italia non l\u2019ha ancora comprato.<\/p>\n<p>Uno studio olandese ha analizzato l\u2019impatto economico del nuovo caccia. Nelle conclusioni si dice che il programma porta ad uno spostamento di dipendenti da altri posti di lavoro, con un aumento di produttivit\u00e0 temporaneo, ma l\u2019effetto occupazionale netto \u00e8 positivo solo nel breve termine e pari a zero nel lungo termine.<\/p>\n<p>E\u2019rilevante un altro studio dell\u2019Istituto Clingendael di relazioni internazionali dal titolo \u201cClingendael\u2019s visie op de krijgsmacht van de toekomst\u201d.<\/p>\n<p>La questione non riguarda solo l\u2019F35, ma la corrispondenza tra le ambizioni, il budget a disposizione e la struttura delle forze armate (Marina, Aeronautica ed Esercito).<br \/>\nSi devono far convergere interessi nazionali, interessi della NATO e della UE e i punti di forza delle forze armate; l&#8217;interfaccia dei tre fattori determina il quadro e disegna quattro tipi di forze armate. Si scopre che l&#8217;acquisto del caccia JSF \u00e8 necessario solo per uno di questi quattro interessi.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 \u201cinfluenza e forza d\u2019intervento aerea\u201d, prevede un rapporto particolare con USA, Francia e Regno Unito. L\u2019Olanda deve unirsi a loro in operazioni \u201cinitial entry\u201d con l\u2019uso di una forza di altro spettro e con campagne aeree. In questo caso l\u2019F-35 diventa essenziale.<\/p>\n<p>Il secondo \u00e8 \u201ceconomia, prosperit\u00e0 e forze marittime\u201d, cio\u00e8 \u00e8 essenziale l\u2019economia e la prosperit\u00e0 del paese, che dipendono dal commercio internazionale e marittimo.<br \/>\nL\u2019Olanda deve respingere le minacce alla libera circolazione sui mari e dunque la Marina assume un ruolo fondamentale.<\/p>\n<p>Il terzo interesse riguarda \u201cstabilit\u00e0, sicurezza e forza di stabilizzazione robusta\u201d; riguarda la stabilit\u00e0 e la sicurezza in zone di conflitto (Maghreb, Medio Oriente e Africa sub-sahariana) che possono interessare la nazione in termini di rifugiati, immigrati e terrorismo. Questa capacit\u00e0 deve essere in grado di imporre un dominio in caso di resistenza attiva. In questo caso bisogna massimizzare il contesto Difesa, Diplomazia e Sviluppo.<\/p>\n<p>Il quarto \u00e8 \u201cDiritti Umani e forza di pace, di sostegno e umanitaria\u201d. Riguarda la violazione dei diritti umani, che pu\u00f2 diventare una minaccia. Questo interesse \u00e8 rivolto a una forza a sostegno della pace, non opera nella fascia alta dello spettro militare, ma avrebbe capacit\u00e0 di trasporto, ingegneria, sanit\u00e0 e logistica. Adatto alle operazioni umanitarie postbelliche, avrebbe bisogno di capacit\u00e0 3D (Difesa, Diplomazia e Sviluppo).<\/p>\n<p><b>Canada<br \/>\n<\/b>Sospeso<br \/>\nIl Canada si era impegnato a comprare 65 F35A. Le cifre espresse dall\u2019ufficio di consulenza economica del Parlamento (PBO) e quelle del DND, il Dipartimento della Difesa, si presentavano notevolmente diverse, per cui la Corte dei Conti (l\u2019OAG canadese \u00e8 simile alla Corte dei Conti italiana) ha messo in discussione l\u2019intera spesa.<\/p>\n<p>Il costo stimato, per 42 anni di vita operativa dei 65 caccia previsti, diventa circa 46 miliardi di dollari.<br \/>\nIn Parlamento \u00e8 sorta una forte opposizione al progetto, per cui si \u00e8 deciso di trovare una azienda di consulenza per esaminare i costi effettivi. Il parere dovrebbe arrivare all\u2019inizio del 2014 salvo proroga. In febbraio il Parlamento ha pubblicato un riepilogo dei costi previsti nella loro totalit\u00e0, costi del ciclo di vita, acquisto, introduzione in servizio e operazioni per ogni anno di servizio, in cui si afferma che visto che si possano fornire dati discordanti apparentemente in buona fede, non si pu\u00f2 compiere la scelta solo su questa base.<\/p>\n<p><b>Australia<br \/>\n<\/b>Paese non aderente alla NATO.<br \/>\nInizialmente la richiesta era di 100 F-35. Dall\u2019inizio del 2013, quasi 30 aziende australiane si sono aggiudicate contratti per un valore totale di 300 milioni di dollari. L\u2019industria australiana prevede di guadagnare fino a 5,5 miliardi di dollari per tutta la durata del programma F-35. Ogni F-35 costruito avr\u00e0 alcuni parti e componenti australiani. Il numero degli F-35A australiani ad oggi non \u00e8 fissato con certezza, ma si parla di un acquisto dopo il 2020 (sostituzione F\/A-18 Hornet) e il 2030 (sostituzione Super Hornet). Sinora l\u2019Australia ha ordinato due aerei per addestramento, la cui consegna \u00e8 fissata al 2014-2015 e si \u00e8 impegnata per l\u2019acquisto di altri 2 nel 2016. Il totale sembra dunque pi\u00f9 vicino a 72 che a cento.<\/p>\n<p><b>Gran Bretagna<br \/>\n<\/b>Inizialmente aveva ordinato 138 F-35B. Per ora 48,poi si vedr\u00e0 dopo il 2015.<br \/>\nI primi due stanno partecipando al programma di test negli Stati Uniti, altri arriveranno verso il 2015 e dal 2018 quelli dotati di initial operating capability.<\/p>\n<p>The Guardian ha riportato la denuncia del National Audit Office inglese (commissione del Parlamento britannico), in cui si afferma che gli F-35 avrebbero problemi in fase di atterraggio su portaerei in condizioni climatiche particolari, temperature calde, umide e con bassa pressione. Gli F-35 non sarebbero in grado di atterrare senza prima sganciare eventuali carici esterni pesanti. Il Ministero della Difesa britannico ha replicato insistendo sul fatto che tutti gli eventuali problemi saranno risolti entro il 2020, data presunta dell&#8217;immissione in servizio dell&#8217;aereo nelle Forze Armate inglesi.<\/p>\n<p><b>Turchia<br \/>\n<\/b>Ha ordinato 116 F-35 per un valore di 11 miliardi di dollari, ma non ha ancora sottoscritto l\u2019accordo, rinviando di due anni l\u2019acquisto dei primi e spostandolo al Lotto9 dal 7.<\/p>\n<p><b>Danimarca<br \/>\n<\/b>Possibile riduzione da 48 a 30 F35A; la decisione \u00e8 rinviata al 2014, dopo aver considerato le alternative.<br \/>\nCollabora con Northrop Grumman per la produzione di componenti della fusoliera centrale. Dovrebbe sostituire i suoi F-16 con gli F-35.<\/p>\n<p>L\u2019industria danese contribuisce alla produzione dell\u2019 F-35 per i compositi avanzati, aerostrutture, parti di macchine, logistica e imbracature di cablaggio. Questo lavoro \u00e8 per tutta la flotta dei F-35, non solo per l&#8217;aereo che vuole acquistare la Danimarca. Per esempio, Terma produce il pod cannone 25 MM, che verr\u00e0 utilizzato sul F-35B e F &#8211; 35C dagli Stati Uniti e altri alleati.<\/p>\n<p><b>Norvegia <\/b><br \/>\nSostituir\u00e0 i suoi F-16 con 52 F-35. Il governo norvegese conta di ricevere sei F-35 all\u2019anno dal 2017 fino al 2024; essi andranno ad aggiungersi ai primi quattro aerei destinati alla formazione dei piloti, che verranno consegnati nel 2015 e 2016. La Norvegia \u00e8 riuscita a strappare la possibilit\u00e0 di armare l\u2019F-35 con un missile di produzione locale.<\/p>\n<p><b>Israele<br \/>\n<\/b>Paese non aderente alla NATO. Ha ordinato 19 F-35As con un costo di 2,75 miliardi di dollari (forse ne acquister\u00e0 altri 55). Saranno integrati con avionica e armamento israeliano. Le industrie aerospaziali israeliane (IAI) hanno firmato un contratto con LM per la produzione di circa 800 semiali, che inizier\u00e0 a fornire dal 2015. La durata del contratto \u00e8 di circa 10-15 anni.<\/p>\n<p><b>Giappone <\/b><br \/>\nPaese non aderente alla NATO. Sarebbe imminente la costruzione della catena di montaggio, che dal 2016 dovrebbe assemblare 38 F35A. Altri 4 saranno costruiti a Fort Worth.<\/p>\n<p><b>Singapore <\/b><br \/>\nPaese non aderente alla NATO. Dovrebbe acquistarne 75, di cui 12 versione STOVL<\/p>\n<p><b>Italia<br \/>\n<\/b>L\u2019Aeronautica Militare e la Marina Militare italiana sono scese da 131 a 90 a seguito della crisi economica. L\u2019Italia ha ordinato 3 F35A nel Lotto6, consegna 2015-16-17 e si \u00e8 impegnata per altri 3 del Lotto7 e 4F35B del Lotto8.<\/p>\n<p>In qualit\u00e0 di partner l\u2019industria italiana contribuisce al programma con la produzione di parti e componenti, sino all\u2019assemblaggio finale del velivolo. Sono circa 27 le aziende italiane (la gran parte dell\u2019industria italiana della difesa) coinvolte nelle fasi di sviluppo e produzione del programma, fra cui Alenia Aermacchi, Galileo Avionica, Selex Communications, Elsag Datamat e Otomelara del Gruppo Finmeccanica e numerose altre aziende, come Aerea e Piaggio, Vitrociset e Sirio Panel. E\u2019 in fase di ultimazione presso la Base Aerea di Cameri lo stabilimento italiano destinato all\u2019assemblaggio finale, manutenzione e revisione (FACO) dei velivoli.<\/p>\n<p>Alenia Aermacchi ha firmato con la Lockheed Martin, un accordo del valore di 141 milioni di dollari (a maggio) per la produzione di componenti alari e della prima ala completa. I componenti alari saranno realizzati negli stabilimenti Alenia Aermacchi di Foggia e Nola (Napoli), le ali presso il nuovo stabilimento di Cameri (Novara).\u00a0 Il contratto include anche attivit\u00e0 non ricorrenti, per un valore di circa 60 milioni di dollari, per la realizzazione di strumenti produttivi.<\/p>\n<p>Nel febbraio 2013, Steve O\u2019Brian, della divisione integrazione e business F-35, ha dato alcune informazioni relative all\u2019avanzamento del programma in Italia.<br \/>\nLa produzione di ali assegnata ad Alenia Aermacchi \u00e8 stata ridotta a seguito della decisione di ridurre l\u2019ordine degli F-35 da 131 a 90. Il set delle ali dovrebbe essere di 800. Le 27 ditte che hanno firmato 87 contratti dal valore di 459 milioni di dollari potrebbero vedere salire gli ordini sino a 8,6 miliardi (6,5 miliardi di euro), sempre se l\u2019ordine rimane di 90 velivoli. Il piano industriale cio\u00e8, deve essere proporzionale e corrispondente al profilo del compratore. E\u2019cambiata, quindi, la politica per cui le commesse erano assegnate solo in base al merito e la convenienza delle singole offerte. Inizialmente, infatti, Lockheed Martin imponeva il solo concetto della competitivit\u00e0, della competenza, del rispetto dei tempi e dei costi, generando asimmetrie di apprendimento a vantaggio degli Stati Uniti. Oggi non solo non esiste una partnership paritetica, ma si aggiunge la correlazione tra il contributo finanziario erogato e la quota di lavoro assegnata.<\/p>\n<p><b>Cameri<br \/>\n<\/b>21 edifici per 124.000 mq, presenza di 600 addetti (forse arriveranno a 1.500).<br \/>\nLa FACO \u00e8 suddivisa in due aree, una per la produzione e una per l\u2019assemblaggio finale, verniciatura e controlli.<br \/>\nAlenia prevede di produrre 120 serie di ali dal Lotto6 al Lotto11, per un valore superiore al miliardo di dollari, cos\u00ec come la produzione massima potrebbe arrivare (ci vuole sempre il condizionale perch\u00e9 si procede sempre per contratti annuali) a 72 ali e 24 velivoli all\u2019anno. Le due ali comprendono l\u2019intera sezione della fusoliera e costano ciascuna 8 milioni di dollari circa. Il ritorno economico, a fronte di una spesa di 800milioni, pi\u00f9 i due miliardi per la partecipazione alla fase di produzione, dovrebbe essere di circa 8,6miliardi di dollari (6,5miliardi euro).<\/p>\n<p>I 90 velivoli dovrebbero costare 13miliardi di euro circa. Il costo previsto per il mantenimento della linea di montaggio dovrebbe essere di 27,5miliardi di euro per circa 30 anni. Dunque l\u2019Italia spender\u00e0 13miliardi + 27,5 + 3 (iniziali) per un ritorno di 6,5 miliardi di euro. Le ali dell\u2019F35B saranno costruite negli USA.<\/p>\n<p>L\u2019assemblaggio del velivolo dovrebbe iniziare nel luglio 2013 (il 18), mentre il completamento della FACO \u00e8 previsto nel 2015, anno in cui sar\u00e0 pronto il primo F35A. Questo sar\u00e0 mandato negli USA per l\u2019addestramento di piloti.<br \/>\nIn Italia il reparto dell\u2019Aeronautica a cui \u00e8 destinato, \u00e8 quello di Amendola (32\u00b0 stormo) e il primo velivolo sar\u00e0 consegnato nel 2016.<\/p>\n<p>La FACO sar\u00e0 trasformata in un centro di manutenzione sino al 2050 per tutti i velivoli italiani ed europei. Un sito di manutenzione simile, oltre ai due americani e a quello italiano, dovrebbe essere operativo in Australia.<br \/>\nVi \u00e8 un contratto per la manutenzione di circa 500 velivoli compresi quelli USA schierati in Europa. Nel 2017 assembler\u00e0 5 macchine invece di 15 e 16 nel 2019 invece che 24. Questo perch\u00e9 l\u2019Italia, ma soprattutto Olanda, hanno ridotto il numero.<\/p>\n<p>Per ora, dunque, lo stabilimento \u00e8 stato costruito per la sola produzione italiana. che non \u00e8 garantita nel numero e tantomeno \u00e8 garantita quello dei paesi europei.<\/p>\n<p>I velivoli italiani da produrre saranno spalmati nell\u2019arco di tempo di 14 anni (2012-2025) con consegne dal 2015 al 2027.<\/p>\n<p>Sono state annunciate 500 nuove assunzioni negli stabilimenti di Foggia, Pomigliano e Nola, ma queste assunzioni riguardano non tanto l\u2019F-35, quanto il velivolo ATR.<\/p>\n<p>Rossana De Simone<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Appunti presentati durante l\u2019incontro pubblico a Novara sul tema \u201cF-35: e adesso cosa ne facciamo?\u201d organizzato dal Movimento No F-35. 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