{"id":519568,"date":"2017-09-16T19:19:08","date_gmt":"2017-09-16T18:19:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=519568\/"},"modified":"2017-09-16T19:20:01","modified_gmt":"2017-09-16T18:20:01","slug":"cosa-succede-in-catalogna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/09\/cosa-succede-in-catalogna\/","title":{"rendered":"Cosa succede in Catalogna"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: medium;\">Cercare di rispondere al titolo \u00e8 altamente pretenzioso. Ciononostante bisogna provarci, pur sapendo che la risposta sar\u00e0 soggettiva, parziale e sicuramente errata sotto molti aspetti. <\/span><\/p>\n<h2 class=\"western\"><span style=\"font-size: medium;\">Brevi antecedenti<\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Quando giunsi a Barcellona, nell&#8217;anno 1994, l&#8217;indipendentismo era un sentimento minoritario, rappresentato politicamente da <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Esquerra Republicana de Catalunya <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">(ERC), che alle elezioni non arrivava al 20% di appoggio popolare. Inoltre, tra il 1993 e il 1996, il Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE) ha governato la Spagna con l&#8217;appoggio di <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Convergencia i Uni\u00f3<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (CiU), e tra il 1996 e il 2000 la stessa cosa succedeva con il governo del Partito Popolare (PP). Di fatto, questo partito pass\u00f2 dal cantare \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Pujol, enano, habla castellano<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d (<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>ndt: Pujol \u2013 cognome tipico catalano -, nanerottolo, parla castigliano<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">) alle affermazioni di Aznar che diceva di <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=9Sgty4Cey08\">parlare catalano nell&#8217;intimit\u00e0<\/a>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Nel 2003 cambia il governo della <i>Generalitat (ndt: istituzione governativa catalana)<\/i>, che passa alla presidenza dell&#8217;ex sindaco Maragall, con una coalizione di sinistra dalle tinte catalaniste. A partire da questo governo prende impulso la redazione di un nuovo statuto di autonomia per la Catalogna, con l&#8217;accordo dei principali partiti catalani (CiU [destra liberale], Partito Socialista della Catalogna [PSC, socialdemocratico], ERC [sinistra indipendentista antimonarchica] e Iniziativa per Catalogna [IC, sinistra ecologista]). Questo nuovo statuto includeva vari cambiamenti in direzione di un maggior autogoverno catalano, bench\u00e9 molto distante da quello che poteva essere uno Stato indipendente. Nel preambolo si indicava la Catalogna come una nazione, cosa che non aveva alcun effetto giuridico ma s\u00ec un riconoscimento nazionale, che non era ben visto dalla maggioranza del resto della Spagna.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Questo statuto contava sul beneplacito del governo di Rodr\u00edguez Zapatero (del PSOE), che si era impegnato ad approvarlo nei tribunali spagnoli e che fu approvato nel Parlamento di Catalogna nel 2006. In ogni caso la pressione della destra spagnola, pi\u00f9 alcune alte cariche del PSOE, hanno fatto s\u00ec che il campo di applicazione dello statuto venisse limitato, finch\u00e9 nel 2010 il Tribunale Costituzionale <a href=\"https:\/\/es.wikipedia.org\/wiki\/Sentencia_del_Tribunal_Constitucional_sobre_el_Estatuto_de_Autonom\u00eda_de_Catalu\u00f1a_de_2006\">fin\u00ec l&#8217;opera di potatura<\/a> dichiarando incostituzionali alcuni dei suoi articoli e sottomettendone altri alla propria interpretazione. In quel periodo il PP organizz\u00f2 varie campagne anticatalane: da ricorsi giudiziari fino a campagne di raccolte firme contro lo statuto, passando da boicottaggi a prodotti catalani come lo spumante.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Tutto questo processo di approvazione dello statuto e il successivo taglio dello stesso da parte del potere spagnolo fece crescere l&#8217;indipendentismo. Di fatto si dice frequentemente che sono stati Rajoy e il suo partito a far crescere di pi\u00f9 l&#8217;indipendentismo, pi\u00f9 ancora da quando sono al governo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Nel 2010 il governo in Catalogna cambia e torna a governare CiU. Approfittando della crisi globale che si stava sviluppando e in accordo con l&#8217;ideologia neoliberale del nuovo governo, cominciarono forti tagli alla \u201cspesa\u201d sociale. Contemporaneamente cominciarono anche i tagli a livello nazionale, che aumentarono con l&#8217;arrivo al potere di Rajoy e del PP nel 2011. Nel frattempo l&#8217;allora presidente della Catalogna, Artur Mas, cercava un dialogo con Rajoy per trovare nuovi accordi di finanziamento per i catalani (una reiterata lamentela storica \u00e8 che i catalani versano all&#8217;erario spagnolo pi\u00f9 denaro di quanto ne ricevano in trasferimenti e infrastrutture). Ma Rajoy rifiut\u00f2 di rivedere il modello di finanziamento. Parallelamente il governo di Mas andava perdendo popolarit\u00e0 a causa del deterioramento della crisi economica. All&#8217;inizio questi si difese dando la colpa di tutto a Madrid, ma ad un certo punto questa scusa fu insufficiente. Cos\u00ec, l&#8217;11 settembre 2012 si organizza la prima grande manifestazione massiva a favore del diritto a decidere, e Mas e il suo partito salgono sul carro dell&#8217;indipendentismo come mossa per non perdere il potere di cui si vantano. Il resto \u00e8 storia recente. Il 9 novembre 2014 viene convocato un primo referendum, senza alcun effetto pratico e neppure troppo effetto simbolico. Poi ci sono nuove elezioni, nelle quali CiU ed ERC si uniscono alla coalizione <i>Junts pel S\u00ec<\/i> (Insieme per il S\u00ec); bench\u00e9 ne escano come l&#8217;opzione pi\u00f9 votata, per governare hanno bisogno dell&#8217;appoggio del CUP (Candidatura di Unit\u00e0 Popolare, sinistra &#8216;antisistema&#8217;) che obbliga Mas a rinunciare, e al suo posto diventa presidente della Catalogna Puigdemont. E&#8217; questa stessa coalizione parlamentare a convocare l&#8217;attuale referendum del 1 ottobre, e che consente di approvare tutte le necessarie leggi catalane.<\/span><\/p>\n<h2 class=\"western\"><span style=\"font-size: medium;\">Repubblicanesimo<\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Parallelamente al sentimento indipendentista corre quello repubblicano antimonarchico. Questo era gi\u00e0 abbastanza maggioritario quando arrivai, pi\u00f9 di 20 anni fa, anche se c&#8217;era molta gente che non si dichiarava monarchica bens\u00ec \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>juancarlista<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d, cio\u00e8 che non era d&#8217;accordo con l&#8217;istituzione della monarchia ma riconosceva il lavoro dell&#8217;allora re Juan Carlos I dall&#8217;inizio della sua reggenza. Ci\u00f2 coincideva con un periodo in cui tra i mezzi di comunicazione, i partiti politici maggioritari e le classi di potere vigeva un patto di silenzio sull&#8217;intimit\u00e0 monarchica. Non si diceva mai, n\u00e9 si pubblicava, niente di pregiudizievole per il re e il suo ambito immediato. Comunque, il \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>juancarlismo<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d ha subito duri colpi negli ultimi anni. Forse grazie alla mobilitazione del 15M (nel 2011) quel patto di silenzio cominci\u00f2 a sgretolarsi, per cui trapelavano dettagli intimi della vita dello stesso re, e soprattutto le truffe che con il suo sostegno furono perpetrate da suo genero Urdangar\u00edn e da sua figlia, l&#8217;<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>infanta<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> Cristina. Infine, nel 2012, il re si ruppe un&#8217;anca durante una battuta di caccia agli elefanti, e questo fin\u00ec di erodere la<\/span><span style=\"font-size: medium;\"> <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=ag_1DuH3PU0\">sua immagine pubblica<\/a>. La cittadinanza poteva perdonare le sue relazioni extraconiugali (come faceva sua moglie), ma dedicarsi a uccidere elefanti innocenti, in battute di caccia organizzate dai suoi amici dittatori arabi, era troppo. Cos\u00ec come dubito sulla scelta che vincerebbe in un ipotetico referendum indipendentista organizzato con la connivenza dello stato spagnolo, non ho dubbi sul fatto che un referendum tra repubblica e monarchia avrebbe un risultato in grande maggioranza repubblicano. Questo aspetto, della repubblica contro la monarchia, gioca un importante ruolo nella questione indipendentista.<\/span><\/p>\n<h2 class=\"western\"><span style=\"font-size: medium;\">La proposta del referendum<\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Si tratta di un referendum vincolante, con un&#8217;unica domanda: \u201cVuoi che la Catalogna sia uno Stato indipendente con forma di repubblica?\u201d, e con due risposte possibili: \u201cS\u00ec\u201d e \u201cNo\u201d. Ai fini di considerare valido il risultato non \u00e8 stata definita alcuna soglia di partecipazione. Chi l&#8217;ha proposto dice che se vince il \u201cS\u00ec\u201d, in 48 ore dichiarer\u00e0 l&#8217;indipendenza della Catalogna.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Oltre ai proponenti, il nuovo partito <i>Catalu\u00f1a en Com\u00fan<\/i>, di cui fa parte la sindaca di Bacellona, Ada Colau, cos\u00ec come <i>Podemos<\/i> (sia nella sua variante catalana come nel resto della Spagna) appoggiano la celebrazione del referendum con alcune limitazioni, come quella per cui deve contare sull&#8217;accordo del governo spagnolo (o almeno con un certo riconoscimento internazionale), per potersi realizzare con tutte le garanzie democratiche. Di fatto <i>Podemos<\/i> \u00e8 l&#8217;unico partito, in ambito spagnolo, a favore di una consulta vincolante di autodeterminazione in Catalogna.<\/span><\/p>\n<h2 class=\"western\"><span style=\"font-size: medium;\">La risposta del governo spagnolo<\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Prima del referendum e delle infinite proposte di dialogo sullo stesso che sono state fatte, il governo spagnolo si \u00e8 categoricamente rifiutato di parlare del tema. L&#8217;argomento \u00e8 molto elementare: il referendum \u00e8 illegale perch\u00e9 la Costituzione spagnola proibisce un tale convocazione. Sebbene l&#8217;argomento legale sia corretto, presentare il problema in questo modo \u00e8 una falsit\u00e0, dato che si risolverebbe facilmente cambiando la Costituzione. A questo proposito si conta sul [nefasto] antecedente dell&#8217;estate del 2011, quando PSOE e PP, sotto la pressione della <a href=\"https:\/\/es.wikipedia.org\/wiki\/Troika_europea\">Troika<\/a>, si misero d&#8217;accordo per cambiare la Costituzione, obbligando a pagare i debiti dello Stato prima di far fronte alle necessit\u00e0 della popolazione. Questo antecedente squalifica qualunque argomentazione sulla difficolt\u00e0 di cambiare la Costituzione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Il PP (e quelli che appoggiano il suo punto di vista) si fa scudo con l&#8217;argomento legale per evitare di entrare sul terreno politico, sicuramente perch\u00e9 non ha argomenti politici per impedire il referendum di autodeterminazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Nelle ultime settimane il governo del PP ha approfondito la persecuzione giudiziaria, arrivando ad assurdi come quello dell&#8217;invio di polizia a presidiare tipografie dove si sospetta che si potrebbero stampare schede elettorali, o minacciando tutti i sindaci catalani che appoggiano il referendum (712, che rappresentano il 75% dei municipi della Catalogna) di citazione in giudizio, o di chiudere il sito del referendum, perch\u00e9 poi lo si torni immediatamente a riaprire su un server estero. Il PP si trova nella situazione in cui, da una parte, sarebbe molto negativo inviare direttamente la polizia a impedire la votazione, e dall&#8217;altra, con la necessit\u00e0 di mostrare fermezza di fronte ai suoi elettori (e a quelli di <i>Ciudadanos<\/i>, il nuovo partito della destra liberale creato come sostituto o sostegno alla destra tradizionale spagnola).<\/span><\/p>\n<h2 class=\"western\"><span style=\"font-size: medium;\">Il posizionamento dei partiti di maggioranza <\/span><\/h2>\n<p><em><span style=\"font-size: medium;\">PP<\/span><\/em><span style=\"font-size: medium;\">: non \u00e8 nemmeno disposto a parlare del tema dell&#8217;autodeterminazione. La Catalogna \u00e8 parte della Spagna e basta. Inoltre alcuni dei suoi membri credono che bisognerebbe centralizzare maggiormente le competenze politiche a Madrid.<\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: medium;\">PSOE<\/span><\/em><span style=\"font-size: medium;\">: Alcuni dei suoi dirigenti sarebbero disposti a fare concessioni alla Catalogna, sempre all&#8217;interno della Spagna, mentre altri sono pi\u00f9 vicini al punto di vista del PP. Come quasi sempre, il partito ha una variet\u00e0 (e una volatilit\u00e0) di opinioni, non solo tra i suoi membri ma anche nelle stesse persone nel corso del tempo.<\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: medium;\">Podemos<\/span><\/em><span style=\"font-size: medium;\">: A favore del diritto a decidere, anche se gli piacerebbe ampliare le competenze della Catalogna senza renderla indipendente dalla Spagna. Non sarebbe un problema permettere l&#8217;indizione di un referendum, nel quale molto probabilmente appoggerebbero l&#8217;opzione del \u201cNo\u201d all&#8217;indipendenza. Definiscono la Spagna come uno stato plurinazionale.<\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: medium;\">Ciudadanos<\/span><\/em><span style=\"font-size: medium;\">: Stesso posizionamento del PP anche se con origine diversa. Mentre il PP rappresenta la destra spagnola pi\u00f9 vecchia, erede del franchismo, <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Ciudadanos<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> \u00e8 un partito nato in Catalogna, inizialmente con ambiguit\u00e0 ideologiche, ma chiaramente definito contro l&#8217;indipendentismo e il nazionalismo catalano.<\/span><\/p>\n<h3 class=\"western\"><span style=\"font-size: medium;\">In Catalogna:<\/span><\/h3>\n<p><em><span style=\"font-size: medium;\">PdeCat<\/span><\/em><span style=\"font-size: medium;\">: Questo partito \u00e8 il vecchio Convergenza Democratica di Catalogna con un nuovo nome. E&#8217; il partito di Pujol, Mas e compagnia, impantanato da ogni lato nella corruzione e nella concessione di favori ad amici. Ha governato la Catalogna per pi\u00f9 di 20 anni ininterrottamente, \u00e8 nazionalista ma non indipendentista, appoggia e si appoggia al PP e al PSOE. Si \u00e8 convertito all&#8217;indipendentismo dal 2012, cosa che molti interpretano come un cambio di narrazione per evitare di perdere il potere e persino di sparire come opzione politica. Bench\u00e9 abbia perso molto peso elettorale, continua a governare la <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Generalitat<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, dimostrando poca consistenza ideologica ma buon fiuto politico (finch\u00e9 non saranno finiti, e manca molto poco).<\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: medium;\">ERC<\/span><\/em><span style=\"font-size: medium;\">: Gli indipendentisti da sempre. Sono quelli meglio posizionati per governare in caso di nuove elezioni. Nel 2003 appoggiarono il governo di Maragall (PSC), scegliendo la sinistra prima della catalanit\u00e0 del CiU. Da quando i nazionalisti di <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Convergencia<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> sono diventati indipendentisti vanno insieme, ma sempre aspettando il momento di superarli elettoralmente e di poter governare.<\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: medium;\">Catalunya en Com\u00fa<\/span><\/em><span style=\"font-size: medium;\">: E&#8217; la speranza della sinistra non indipendentista, anche con una certa proiezione nel resto della Spagna. Governa Barcellona (con l&#8217;appoggio del PSC) e appoggia l&#8217;indizione di un referendum ma con maggiori garanzie. Si oppone a una dichiarazione unilaterale di indipendenza. Nell&#8217;attuale convocazione consultiva non fa campagna n\u00e9 a favore del \u201cS\u00ec\u201d n\u00e9 del \u201cNo\u201d, bench\u00e9 appoggi e fomenti la mobilitazione del 1 ottobre.<\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: medium;\">PSC<\/span><\/em><span style=\"font-size: medium;\">: Alleati del PSOE, attualmente hanno lo stesso posizionamento di rifiuto della consultazione. Tra i suoi dirigenti storici vari se ne sono andati per il fatto di essere pi\u00f9 catalanisti. Pochi anni fa governava ma ora \u00e8 molto minoritario. A suo tempo scommise su un federalismo che non si capiva molto. Da quando ha lasciato il potere condivide con il PSOE alcuni anni di forti lotte interne.<\/span><\/p>\n<h2 class=\"western\"><span style=\"font-size: medium;\">Il posizionamento dei mezzi di comunicazione <\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">La stragrande maggioranza dei grandi mezzi di comunicazione sono di ambito nazionale, e tutti sono molto radicali contro il referendum. D&#8217;altra parte, sia la televisione pubblica catalana, TV3, che i pochi quotidiani puramente catalani, non smettono di fare propaganda a favore. N\u00e8 gli uni n\u00e9 gli altri mostrano la bench\u00e9 minima intenzione di essere meno belligeranti, bench\u00e9 sia necessario dire che i media catalani non arrivano a livellare la bilancia, che pende fortemente contro la consulta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Cercare di informarsi dai media di ci\u00f2 che accade oggi in Catalogna \u00e8 molto difficile.<\/span><\/p>\n<h2 class=\"western\"><span style=\"font-size: medium;\">Il clima nella strada<\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Dalla sentenza del Tribunale Costituzionale spagnolo contro lo Statuto di Catalogna alla fine del 2010, ogni 11 di settembre (giornata nazionale della Catalogna) ci sono state mobilitazioni di massa, con varianti organizzative ogni anno, ma sempre mantenendo lo spirito a favore della libert\u00e0 di decidere. Ogni anno si sono mobilitate circa un milione di persone (su una popolazione totale di circa 7 milioni), in un clima tranquillo, allegro e colorato. Anche quest&#8217;anno la mobilitazione \u00e8 stata enorme, bench\u00e9 in questo caso pi\u00f9 indipendentista degli anni scorsi, per prossimit\u00e0 con la consultazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">La stragrande maggioranza della popolazione catalana \u00e8 d&#8217;accordo con l&#8217;attuazione del referendum, anche se il risultato non \u00e8 per niente scontato. Ma anche tra quelli che voterebbero \u201cNo\u201d c&#8217;\u00e8 una maggioranza che \u00e8 d&#8217;accordo sulla possibilit\u00e0 di scelta. Quelli che si oppongono radicalmente alla realizzazione del referendum fanno parte della destra pi\u00f9 intransigente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">D&#8217;altra parte, se si pensa all&#8217;ampiezza che potrebbe avere l&#8217;instaurazione della Repubblica Indipendente di Catalogna, il clima per la strada non \u00e8 assolutamente di rottura storica n\u00e9 di rivoluzione. La popolazione continua a vivere la quotidianit\u00e0, sapendo che il 1 ottobre si svolger\u00e0 la consultazione, ma senza lasciarsi trasportare da un eccessivo entusiasmo, n\u00e9 da un eccessivo rifiuto. Questo parla molto bene dei catalani, in quanto al fatto che non perdono la tranquillit\u00e0 n\u00e9 le buone maniere, ma non c&#8217;\u00e8 la sensazione di una nazione sul punto di rendersi indipendente.<\/span><\/p>\n<h2 class=\"western\"><span style=\"font-size: medium;\">Cosa pu\u00f2 succedere da qui al 1 ottobre <\/span><\/h2>\n<p><a name=\"result_box\"><\/a><span style=\"font-size: medium;\">I movimenti sono sempre pi\u00f9 rapidi. <span lang=\"it-IT\">Dopo che il Parlamento della Catalogna ha promulgato leggi a favore della consultazione e dell&#8217;ipotetica futura sconnessione dalla Spagna, queste sono state immediatamente annullate dalla Corte Costituzionale spagnola; \u00e8 seguito l&#8217;avvio ufficiale della campagna, con la convocazione di atti a favore del &#8220;S\u00ec&#8221;, mentre il governo spagnolo cerca di mobilitare diversi corpi di sicurezza per dichiarare illegale tutto ci\u00f2 che odori di urna o di scheda.<\/span> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Oggi stesso, 15 settembre, il governo catalano con l&#8217;appoggio del comune di Barcellona, ha inviato una lettera al presidente spagnolo e al re Filippo VI nella quale invitano a un dialogo \u201caperto e sincero\u201d. Questo dimostra che non tutte le porte sono chiuse, bench\u00e9 evidentemente sia necessaria molta volont\u00e0 politica per attraversarle.<\/span><\/p>\n<h2 class=\"western\"><span style=\"font-size: medium;\">Cosa pu\u00f2 succedere l&#8217;1 ottobre <\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Sicuramente chi ha promosso il referendum parler\u00e0 di un successo nella partecipazione, mentre il governo spagnolo dir\u00e0 tutto il contrario. Personalmente, tenendo conto del fatto che la partecipazione abituale in un&#8217;elezione non raggiunge il 70%, considero che una partecipazione alla consultazione vicina al 50% sarebbe una grande mobilitazione cittadina, soprattutto per le circostanze nelle quali si realizza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Quasi sicuramente vincer\u00e0 il \u201cS\u00ec\u201d, perch\u00e9 molti di quelli che voterebbero \u201cNo\u201d non andranno nemmeno a votare, mentre altri voteranno \u201cS\u00ec\u201d come forma di protesta. Pertanto il risultato di questa consulta non far\u00e0 chiarezza sull&#8217;esito di un referendum autenticamente vincolante. Una vittoria del \u201cNo\u201d sarebbe un&#8217;assoluta sorpresa per tutti, e risolverebbe il tema per molti anni, ma credo sia quasi impossibile che accada.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Potrebbe anche succedere che alla fine il referendum non si realizzi. Questo per diversi motivi: perch\u00e9 infine il governo spagnolo si sar\u00e0 seduto a negoziare un&#8217;uscita dalla situazione, o perch\u00e9 sar\u00e0 intervenuto in Catalogna (nel cui caso, lontano dal risolvere alcunch\u00e9, il problema diventerebbe altamente pericoloso).<\/span><\/p>\n<h2 class=\"western\"><span style=\"font-size: medium;\">Cosa pu\u00f2 succedere dopo l&#8217;1 ottobre<\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Se si avr\u00e0 una grande partecipazione cittadina (pi\u00f9 del 50%) e vincer\u00e0 il \u201cS\u00ec\u201d, gli indipendentisti si caricheranno di argomenti per dichiarare l&#8217;indipendenza. Ciononostante ho idea che la promessa di dichiararla nelle successive 48 ore sia molto ottimista. Non andr\u00e0 oltre l&#8217;effetto di una mera dichiarazione, da sola, ma dovr\u00e0 essere accompagnata da azioni concrete.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Se vince il \u201cNo\u201d, qualunque sia la partecipazione, si chiuder\u00e0 con l&#8217;attuale strada indipendentista e si convocheranno nuove elezioni autonome.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Se vince il \u201cS\u00ec\u201d con una partecipazione inferiore al 50% (che credo sia l&#8217;opzione pi\u00f9 probabile), tutto potr\u00e0 restare uguale ad ora.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Nello specifico, comprendo che l&#8217;indipendenza della Catalogna sar\u00e0 possibile solo con il beneplacito dello stato spagnolo o grazie a una forte pressione internazionale che obblighi il governo a negoziare. In caso contrario bisognerebbe attuarla con la forza, ma la Catalogna non ha n\u00e9 la forza (militare\/di polizia) di imporla, n\u00e9 il desiderio di farlo.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><i>Traduzione dallo spagnolo di Matilde Mirabella<\/i><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Resumen de la situaci\u00f3n actual en Catalu\u00f1a referido al refer\u00e9ndum de independencia convocado para el 1 de 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