{"id":515680,"date":"2017-09-10T10:25:00","date_gmt":"2017-09-10T09:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=515680\/"},"modified":"2017-09-15T20:20:59","modified_gmt":"2017-09-15T19:20:59","slug":"guerre-la-lingua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/09\/guerre-la-lingua\/","title":{"rendered":"Guerre per la lingua"},"content":{"rendered":"<p>Di Caoimhghin \u00f3 Croidhe\u00e1in<\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<div class=\"pf-content\">\n<p>E\u2019 un\u2019ovviet\u00e0 dire che dopo una guerra il vincitore scrive la storia, poi si potrebbe che il vincitore sceglie anche la lingua in cui la storia verr\u00e0 scritta. Se \u00e8 una guerra di colonizzati contro il colonizzatore, allora la lingua assume un valore speciale dato che di solito il colonizzatore impone la propria lingua ai colonizzati.<\/p>\n<p>Paulo Freire ha descritto il modo in cui la conquista culturale conduce alla non autenticit\u00e0 culturale di coloro che vengono invasi che poi cominciano ad assumere la mentalit\u00e0 dell\u2019invasore in termini dei loro valori, livelli e obiettivi. Nel libro intitolato La pedagogia degli oppressi, Freire ha scritto che l\u2019invasione culturale riuscirebbe soltanto se gli invasori credessero nella loro inferiorit\u00e0 culturale. Una volta che si siano convinti della loro inferiorit\u00e0, considererebbero che il colonizzatore e la sua cultura sono superiori. Nel tempo, dato che le persone diventano sempre pi\u00f9 alienate rispetto alla loro cultura, vedrebbero soltanto i lati positivi nella cultura dell\u2019invasore e desidererebbero diventare sempre pi\u00f9 simili a loro, \u201ca camminare come loro, vestirsi come loro, parlare come loro.\u201d [1]<\/p>\n<p>Tuttavia, le situazioni post-rivoluzionarie e post-coloniali sono complesse e il capovolgimento delle norme culturali \u00e8 un processo difficile. Lo scrittore africano Chinua Achebe ha scritto riguardo ai problemi della comunicazione nei paese dell\u2019Africa post-coloniale, asserendo che gli scrittori africani hanno scritto in inglese e in francese perch\u00e9 sono \u201csottoprodotti\u201d dei processi rivoluzionari che hanno portato a nuovi stati-nazione e non soltanto per avere un vantaggio dei mercati editoriali globali in lingua francese e inglese. [2]<\/p>\n<p>Questo porta poi a una difficile situazione con i gruppi che competono, alcuni dei quali usano le lingue native per la prima volta a livello di stato e competono con i rimanenti del vecchio ordine che potrebbero soltanto essere in grado di parlare la lingua dell\u2019ex colonizzatore. Dato che gli stati nazione nel periodo che segue alla rivoluzione, di solito hanno problemi pratici pi\u00f9 pressanti dei quali \u00e8 necessario occuparsi, e usando una lingua che la maggioranza possa capire, gli aspetti culturali tendono a essere messi in secondo piano, finch\u00e9 in un certo momento del futuro quando potrebbero anche essere del tutto dimenticati.<\/p>\n<p>Tuttavia, la regolarit\u00e0 con cui oggi i problemi linguistici spuntano fuori in tutto il mondo, \u00e8 significativa e mira a una intensificazione delle tensioni politiche. Quando aumenta la competizione tra le \u00e9lite, la lingua diventa un campo di battaglia nel quale il potere politico viene accresciuto o mantenuto. Il teorico italiano della politica, Antonio Gramsci, identific\u00f2 molto chiaramente il problema quando osserv\u00f2 che l\u2019incremento dei problemi della lingua significava che qualcosa di pi\u00f9 grave stava gorgogliando sotto la superficie. Credeva che la costituzione e l\u2019allargamento della classe governante e la sua necessit\u00e0 di avere un appoggio popolare, causava un cambiamento nell\u2019egemonia culturale della societ\u00e0. [3] Questo di solito accade quando gruppi etnici o linguistici diversi della societ\u00e0 diventano insoddisfatti dei servizi e dei benefici che lo stato conferisce loro e affermano una nuova identit\u00e0 basata sulla lingua e sulla loro storia etnica.<\/p>\n<p>Nella maggior parte delle situazioni post-coloniali, i problemi della lingua sono incentrati sulla lotta che riguarda quale lingua sar\u00e0 insegnata nelle scuole, sulla lingua usata in parlamento e sui media nazionali e anche i nomi di luoghi e i nomi propri. In un recente articolo di Aatish Taseer, scrive della politica che in India sta cambiando dove i nomi di luogo sono diventati focolai di dispute. Taseer osserva che ci sono molte idee della storia e che anche \u201ci nomi riflettono proprio quella necessit\u00e0 fondamentale di un mondo che consideri voi come voi vi considerate.\u201d Crede che una precedente sicurezza di s\u00e9 in India, abbia ceduto il passo a una nuova ipersensibilit\u00e0 e a un desiderio di controllare l\u2019immagine dell\u2019India. [4]<\/p>\n<p>Taseer considera tale ipersensibilit\u00e0 come il rafforzamento del nazionalismo hindu che in anni recenti ha subito dei cambiamenti. In passato la gente si riferiva a Varanasi usando i suoi molteplici nomi, compreso quello dell\u2019era musulmana, Banaras e il suo antico nome sanscrito, Kashi. L\u2019aumentare del nazionalismo Hindu ha politicizzato la cultura e, secondo Taseer, il partito governante Bharatiya Janata Party \u00e8 stato costruito in base a un\u2019idea militarizzata della storia. Ignorando la sensibilit\u00e0 musulmana come gruppo etnico di minoranza in India, l\u2019anno scorso il presidente del BJP, Amit Shah, ha descritto il periodo musulmano come parte di una storia millenaria di schiavit\u00f9 a Goa. [5]<\/p>\n<p>Questa visione monolitica dei Musulmani e della cultura musulmana, serve soltanto a fare generalizzazioni sui Musulmani e a demonizzarli e implica che un gruppo minoritario sta opprimendo un gruppo di maggioranza invece che il contrario. Il mantenimento del potere da parte di una maggioranza linguistica e\/o politica con l\u2019imposizione delle sue convinzioni e delle norme linguistiche su una minoranza, ha una lunga storia in Irlanda la quale risale alla formazione del Libero Stato Irlandese nel 1922. Mentre inizialmente le forze nazionaliste conservatrici che avevano vinto la guerra civile dopo il ritiro dei Britannici (tranne che per le 6 contee settentrionali), introdussero alcune misure per la protezione e la promulgazione della lingua irlandese (Gaelica), il progetto sub\u00ec un calo e presto divenne, invece, associato con l\u2019ideologia nazionalista radicale delle forze sconfitte.<\/p>\n<p>La debolezza dell\u2019attuale situazione riguardante il gaelico, pu\u00f2 essere illustrata con un esempio di un contraccolpo conservatore avvenuto nel 2011 a Dingle, una nota cittadina nel sudovest dell\u2019Irlanda. Le difficolt\u00e0 e le complessit\u00e0 del cambiamento di nome si potevano vedere nella decisione di rinominare ufficialmente la citt\u00e0, \u2018An Daingean\u2019, cio\u00e8 il suo originario nome gaelico. Dato che i nomi dei luoghi in Irlanda sono in inglese, (nella versione anglicizzata dei nomi gaelici) e in gaelico, possono diventare punti focali per il conflitto culturale dato che i parlanti di gaelico cercano di allontanarsi dall\u2019influenza storica coloniale. La gente locale ha reagito e dopo 6 anni, il presidente dell\u2019epoca, Mary McAlesee, ha di nuovo reintegrato il nime della citt\u00e0 nella sua versione anglicizzata \u2018Dingle\u2019 [6]. Molte delle persone locali hanno considerato il nome anglicizzato come un marchio turistico e hanno temuto una perdita di affari a causa della confusione dei turisti con il suo nome gaelico.<\/p>\n<p>Un\u2019analoga preferenza per la lingua del conquistatore si pu\u00f2 vedere in un recente articolo sull\u2019Algeria apparso su The Economist. In questo articolo alle lingue scolastiche in gara di francese e arabo si \u00e8 aggiunto il berbero, rese ancora pi\u00f9 complicate dalla mancanza di decisione circa quale dei 6 dialetti insegnare. La lingua berbera \u00e8 parlata da circa il 25% degli Algerini e soltanto l\u2019anno scorso \u00e8 stato riconosciuto malgrado l\u2019indipendenza dalla Francia risalga al 1962. L\u2019autore dell\u2019articolo osserva che \u201cl\u2019\u00e9lite dell\u2019Algeria che parla francese preferisce il gergo dei suoi vecchi padroni.\u201d [7] Una consigliera del ministro dell\u2019istruzione, Nouria Benghebrit, ha dichiarato che l\u2019arabizzazione era stata un errore e che gli Algerini \u201cnon dovrebbero confondere il selvaggio e barbaro colonialismo della Francia con la lingua francese, che \u00e8 un veicolo universale di scienza e di cultura.\u201d [8]<\/p>\n<p>Queste allusioni negative verso l\u2019arabo e il berbero hanno delle somiglianze in Irlanda che i parlanti di gaelico riconosceranno dalla storia irlandese. Alla fine del 19\u00b0 secolo, l\u2019accresciuto appoggio al gaelico provoc\u00f2 reazioni da vari ambienti, particolarmente in campo accademico. T.W. Rollerston, parlando al Club dei giornalisti nel 1896, defin\u00ec quella lingua inadatta per il pensiero o per avere considerazione da parte di persone istruite. I sostenitori dell\u2019irlandese e di altri aspetti della cultura gaelica venivano considerati come tradizionalisti campanilisti che guardavano al passato e che cercavano di ostacolare l\u2019orientamento della storia.<\/p>\n<p>La lotta per il riconoscimento dell\u2019irlandese come lingua moderna, ha significato soffrire l\u2019indegnit\u00e0 di una contestazione da parte di Rollerston per provare che un brano di prosa di una rivista scientifica poteva essere tradotto in irlandese e poi di nuovo in inglese da un altro traduttore, senza perdita di significato. Questo venne debitamente compiuto con successo da Hyde e Mac Neill, due dei principali nazionalisti irlandesi, e accettato da Rolleston. (Naturalmente, qui andrebbe anche menzionato il forte collegamento storico tra lingua araba e scienza).<\/p>\n<p>Il soprannome dato ai parlanti di gaelico, \u2019tradizionalisti campanilisti\u2019, \u00e8 ancora usato per colpire persone asseriscono i loro diritti linguistici [il gaelico \u00e8 la prima lingua ufficiale dell\u2019Irlanda insieme all\u2019inglese], ottenuti dopo decenni di lotta politica e culturale con lo stato. Il collegamento di gaelico e nazionalismo radicale \u00e8 stata sempre una spina nel fianco degli anglofili conservatori in Irlanda.<\/p>\n<p>Gli argomenti linguistici in tutto il mondo vengono modellati, come in Irlanda, da problemi quali: la difficolt\u00e0 di apprendere lingue nuove o vecchie, e il controllo che ha l\u2019\u00e9lite dello stato e del sistema di istruzione. Come osserva Gramsci, quando si manifestano conflitti culturali, si pu\u00f2 essere sicuri che sta accadendo qualcosa di pi\u00f9 grave che comporta un esame pi\u00f9 attento delle ideologie locali e delle lotte di \u00e9lite e di classe. In Irlanda, le fortune della lingua gaelica salivano e declinavano, secondo le necessit\u00e0 culturali e ideologiche della classe governante. I movimenti per la lingua venivano imbrigliati quando erano considerati una minaccia politica e venivano ignorati quando erano deboli.<\/p>\n<p>Questo si pu\u00f2 vedere globalmente dove il ruolo del linguaggio pu\u00f2 essere positivo o negativo a seconda della politica dei gruppi coinvolti. La lingua non \u00e8 intrinsecamente progressista o reazionaria, ma agisce come vettore di cultura e anche come mezzo di comunicazione. Nella societ\u00e0, l\u2019apertura verso lingue e culture diverse, implica l\u2019apertura e la tolleranza verso differenti gruppi e una protezione contro la semplificazione monolitica e la provocazione razzista. Quando si manifestano i problemi di lingua, essi possono anche dimostrare che, per i gruppi di minoranza la sopravvivenza della loro lingua dipende tanto da problemi sociali ed economici, (emigrazione, disoccupazione, povert\u00e0) quanto dai diritti che vengono concessi dallo stato.<\/p>\n<p>In Irlanda, il rifiuto da parte del colonialismo britannico di accordare diritti linguistici ai parlanti del gaelico, ha svolto un ruolo importante nello spostamento dei nazionalisti culturali al nazionalismo politico e alla successiva Guerra di Indipendenza. I colonizzatori e le \u00e9lite conservatrici dominanti hanno imparato che il loro \u2018nazionalismo campanilista\u2019 poteva essere l\u2019artefice del loro crollo nella commedia della storia.<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p>[1] Paulo Freire, Pedagogy of the Oppressed [Pedagogia degli Oppressi], (London: Penguin, 1990) 122.<\/p>\n<p>[2] Ali A. Mazrui, The Political Sociology of the English Language: An African Perspective [La sociologia politica della lingua inglese: una prospettiva Africana], (The Hague: Mouton, 1975) 218.<\/p>\n<p>[3] Antonio Gramsci, Selezioni dagli Scritti Culturali. A cura di David Forgacs e Geoffrey Nowell-Smith, Traduzione di William Boelhower (Lawrence and Wishart, London, 1985) 183-184.<\/p>\n<p>[4] <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2017\/07\/26\/opinion\/india-history.html?mcubz=1\">https:\/\/www.nytimes.com\/2017\/07\/26\/opinion\/india-history.html?mcubz=1<\/a><\/p>\n<p>[5] <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2017\/07\/26\/opinion\/india-history.html?mcubz=1\">https:\/\/www.nytimes.com\/2017\/07\/26\/opinion\/india-history.html?mcubz=1<\/a><\/p>\n<p>[6] <a href=\"http:\/\/www.independent.ie\/irish-news\/battle-of-an-daingean-comes-to-an-end-for-dingle-dwellers-26756128.html\">http:\/\/www.independent.ie\/irish-news\/battle-of-an-daingean-comes-to-an-end-for-dingle-dwellers-26756128.html<\/a><\/p>\n<p>[7]<a href=\"https:\/\/www.economist.com\/news\/middle-east-and-africa\/21726743-arabic-berber-french-and-hybrid-three-vie-dominance-battle-over\">https:\/\/www.economist.com\/news\/middle-east-and-africa\/21726743-arabic-berber-french-and-hybrid-three-vie-dominance-battle-over<\/a><\/p>\n<p>[8]<a href=\"https:\/\/www.economist.com\/news\/middle-east-and-africa\/21726743-arabic-berber-french-and-hybrid-three-vie-dominance-battle-over\">https:\/\/www.economist.com\/news\/middle-east-and-africa\/21726743-arabic-berber-french-and-hybrid-three-vie-dominance-battle-over<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Caoimhghin \u00d3 Croidhe\u00e1in<\/em><\/strong><em> \u00e8 un artista che ha esposto ampiamente in tutta l\u2019Irlanda. La sua opera consiste dipinti basati sui paesaggi urbani di Dublino, sulla storia irlandese e su temi geopolitici. Il suo blog di scritti critici basati su cinema, arte e politica in aggiunta a ricerche su database di arte realista e arte realista sociale di tutto il mondo, si pu\u00f2 vedere, paese per paese, su: <\/em><a href=\"http:\/\/gaelart.blogspot.ie\"><em>http:\/\/gaelart.blogspot.ie<\/em><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Caoimhghin \u00f3 Croidhe\u00e1in E\u2019 un\u2019ovviet\u00e0 dire che dopo una guerra il vincitore scrive la storia, poi si potrebbe che il vincitore sceglie anche la lingua in cui la storia verr\u00e0 scritta. 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