{"id":514539,"date":"2017-09-06T21:24:43","date_gmt":"2017-09-06T20:24:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=514539\/"},"modified":"2017-09-06T21:30:58","modified_gmt":"2017-09-06T20:30:58","slug":"bosnia-larchitettura-dellislam-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/09\/bosnia-larchitettura-dellislam-europeo\/","title":{"rendered":"Bosnia: l&#8217;architettura dell&#8217;Islam europeo"},"content":{"rendered":"<p>La <em>Vije\u0107nica<\/em>, la facolt\u00e0 di teologia islamica e l\u2019hammam di Isa-bey a Sarajevo; il maktab di\u00a0Karagozbey e il Ginnasio di Mostar; il municipio di\u00a0Br\u010dko: <strong>edifici sorprendenti<\/strong> che hanno segnato il carattere delle citt\u00e0 della Bosnia-Erzegovina come incontro tra oriente e occidente. Tutti costruiti nel cosiddetto stile d\u2019architettura pseudo-moresco, <strong>durante i quarant\u2019anni di occupazione austro-ungarica<\/strong> della Bosnia-Erzegovina, tra il 1878 e il 1918.<\/p>\n<p>Anche se tale stile\u00a0si incontra anche altrove, il suo sviluppo in Bosnia-Erzegovina ha portato con s\u00e8\u00a0una serie di caratteristiche uniche. \u201cI bosniaci definiscono solitamente questo <strong>stile<\/strong> architettonico come <strong>pseudo-moresco,<\/strong> ma tale nome non \u00e8 esatto,\u201d dice all\u2019inizio della conversazione <strong>Maximilian<\/strong>\u00a0<strong>Hartmuth,<\/strong>\u00a0ricercatore presso l\u2019Istituto di Storia dell\u2019Arte dell\u2019Universit\u00e0 di Vienna. Hartmuth \u00e8 uno dei pochi esperti nel campo dell\u2019<strong>architettura islamica nei Balcani<\/strong>, e negli ultimi anni ha dedicato il suo interesse allo stile pseudo-moresco, o come si pu\u00f2 definire pi\u00f9 scientificamente<strong> stile neo-islamico o neo-orientale.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il pi\u00f9 noto edificio del genere in Bosnia-Erzegovina \u00e8 certamente la <strong><em>Vije\u010dnica\u00a0<\/em>di Sarajevo<\/strong>, famosa come municipio e poi biblioteca nazionale, completata nel 1894 [e <a href=\"http:\/\/www.eastjournal.net\/archives\/42356\">da poco ricostruita<\/a>, ndr]. \u201cLa storia del palazzo del municipio \u00e8 complessa e stratificata\u201d, dice Hartmuth, osservando che proprio in questo edificio possono vedere le due <strong>influenze<\/strong> pi\u00f9 forti che hanno segnato lo stile neo-orientale bosniaco: l\u2019architettura della<strong> Spagna islamica<\/strong> e del <strong>Cairo medievale<\/strong>.<\/p>\n<p>\u201cUna caratteristica tipica della <em>Vije\u0107nica\u00a0<\/em>che ricorda l\u2019architettura moresca sono<strong> le arcate a ferro di cavallo del suo portico<\/strong>, tipicamente presenti solo in <strong>Spagna<\/strong> \u201c, afferma\u00a0Hartmuth. A ci\u00f2 si aggiunge la tipica<strong> facciata a bande orizzontali in grigio e ocra<\/strong>, caratteristica degli edifici del periodo mamelucco al <strong>Cairo<\/strong> e in altre aree nel Levante.<\/p>\n<h5 class=\"wp-caption alignleft\" style=\"width: 490px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" tie-appear\" src=\"http:\/\/www.dw.com\/image\/39698056_404.jpg\" alt=\"La Facolt\u00e0 di Studi Islamici\" width=\"480\" height=\"269\" \/><em>La Facolt\u00e0 di Studi Islamici<\/em><\/h5>\n<p>Anche se lo stile neo-orientale si lega alla <em>Vije\u0107nica<\/em><em>,<\/em>\u00a0esso era gi\u00e0 stato utilizzato per gli edifici religiosi islamici in Bosnia-Erzegovina. Uno tra i primi e tra i pi\u00f9 rappresentativi \u00e8 l\u2019attuale <strong>Facolt\u00e0 di Studi Islamici<\/strong> dell\u2019Universit\u00e0 di Sarajevo, gi\u00e0 accademia giudiziaria sciaraitica, costruita nel <strong>1887 e 1888<\/strong>. \u201cL\u2019Austria-Ungheria assegn\u00f2 a tale istituzione lo status di accademia destinata all\u2019istruzione dell\u2019\u00e9lite degli esperti nel diritto islamico. Vi si studiava arabo, la lingua locale e le lingue occidentali, ma anche la\u00a0giurisprudenza islamica ed europea, la poesia araba e la calligrafia, la matematica, la storia, la logica e la geografia \u201c, spiega lo storico viennese.<\/p>\n<p>Per garantirsi la lealt\u00e0 dei <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Bosgnacchi\">musulmani bosniaci<\/a> all\u2019Austria-Ungheria come proprio stato e far loro voltare le spalle all\u2019impero ottomano,\u00a0la strategia dell\u2019allora amministrazione asburgica in Bosnia-Erzegovina fu quella di <strong>costruire edifici pubblici in uno stile considerato rappresentativo<\/strong> dei musulmani locali. \u201cL\u2019Austria-Ungheria, e il suo primo ministro delle Finanze e governatore della Bosnia-Erzegovina, Benjamin Kallay, cercarono il modo di <strong>dare forma architettonica a un Islam europeo che fosse parte dell\u2019Impero Austro-Ungarico, e quindi dell\u2019Europa<\/strong>\u201c, spiega Hartmuth. Uno dei migliori esempi di ci\u00f2 \u00e8 il piano originale per la costruzione del municipio di Sarajevo, che doveva essere in stile neo-bizantino, e che sotto la spinta di K\u00e1llay venne invece modificato in stile neo-orientale.<\/p>\n<p>Tale stile venne poi esteso a tutta la Bosnia-Erzegovina. In molti casi furono le moschee ad essere rinnovate in stile neo-orientale. Uno degli esempi pi\u00f9 eclatanti \u00e8 la<strong> \u201cmoschea colorata\u201d di Tuzla<\/strong>, che sar\u00e0 ristrutturata nel prossimo periodo per tornare al suo aspetto pseudo-moresco originario. Lo stile neo-orientale <strong>trascende poi i confini dell\u2019architettura religiosa islamica<\/strong>\u00a0e si diffonde agli edifici pubblici o addirittura appartenenti ad altre confessioni.<\/p>\n<h5 class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"width: 703px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" tie-appear\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/bs\/6\/6e\/Sarena-dzamija-tuzla-nekad.jpg\" alt=\"\" width=\"693\" height=\"424\" \/><em>\u201c<a href=\"https:\/\/bs.wikipedia.org\/wiki\/Atik_Behram-begova_%28%C5%A0arena%29_d%C5%BEamija\">Moschea colorata<\/a>\u201c, Tuzla 1888<\/em><\/h5>\n<p>\u201cNel tempo lo stile neo-orientale \u00e8 <strong>diventato uno stile architettonico distintivamente bosniaco<\/strong> nel contesto austro-ungarico. Anche se non dur\u00f2 a lungo, esso riusc\u00ec a trovare la sua applicazione in edifici non islamici come il Ginnasio di Mostar o la <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Sarajevo_Synagogue\">Sinagoga aschenazita di Sarajevo<\/a>. \u00c8 interessante notare come gli <strong>ebrei aschenaziti<\/strong> stabilitisi a Sarajevo dall\u2019Europa centrale durante il periodo asburgico, <strong>accettarono tale stile come qualcosa di proprio<\/strong>, perch\u00e9 ricordava loro l\u2019et\u00e0 d\u2019oro della cultura e della scienza ebraica nell\u2019Andalusia medievale \u201c, spiega Maximilian\u00a0Hartmuth.<\/p>\n<p>La fascinazione per la cultura e l\u2019architettura orientale nell\u2019impero austro-ungarico divenne particolarmente pronunciato dopo la grande <strong>Esposizione Universale di Vienna del 1873<\/strong>. In quel momento, i professori di architettura viennese scoprirono gli\u00a0stili architettonici fino ad allora pressoch\u00e9 sconosciuti della Spagna moresca o dell\u2019Egitto. I loro studenti, come <strong>Karl Par\u017eik, Alexander Wittek o Ciril Ivekovic<\/strong>\u00a0applicarono tale stile gi\u00e0 nei primi giorni della loro carriera in Bosnia-Erzegovina. Anche se lo stile pseudo-moresco bosniaco si rif\u00e0 pi\u00f9 all\u2019Andalusia e all\u2019Egitto, alcuni vi vedono anche la <strong>sopravvivenza della tradizione ottomana<\/strong>: \u201cSe si guarda al primo chiostro della Facolt\u00e0 di Studi Islamici, vi ricorder\u00e0 la Kursumlija Madrasa del XVI secolo a Sarajevo\u201d, indica Hartmuth.<\/p>\n<h5 class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"width: 651px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" tie-appear\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/8\/83\/A%C5%A1kena%C5%A1ka_sinagoga_%2814143483781%29.jpg\/640px-A%C5%A1kena%C5%A1ka_sinagoga_%2814143483781%29.jpg\" alt=\"Sinagoga aschenazita, Sarajevo\" width=\"641\" height=\"426\" \/><em>Sinagoga aschenazita, Sarajevo<\/em><\/h5>\n<p>Con la fine dello stile neo-orientale <strong>nel XX secolo l\u2019architettura islamica in Bosnia-Erzegovina torna ancora una volta alle influenze ottomane<\/strong>. \u201cQuesto pu\u00f2 essere visto nel prolungamento della <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Moschea_dell%27Imperatore\">Moschea dell\u2019Imperatore<\/a> per la sede del Majlis degli Ulema [il Consiglio degli imam, ndr]. Gli architetti del tempo avevano gi\u00e0 concluso che <strong>lo stile pseudo-moresco era ancora troppo estraneo alla tradizione locale<\/strong> in Bosnia-Erzegovina\u201d, afferma Hartmuth, che ha scoperto il suo amore per l\u2019architettura bosniaca e islamica durante il servizio civile a Sarajevo 16 anni fa..<\/p>\n<h5 class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail tie-appear\" src=\"http:\/\/www.dw.com\/image\/39697926_404.jpg\" alt=\"Maximilian Hartmuth\" width=\"340\" height=\"191\" \/><em>Maximilian Hartmuth<\/em><\/h5>\n<p>E anche se oggi i turisti e la gente del posto ammirano la strana bellezza degli edifici pseudo-moreschi bosniaci, gli architetti locali per lungo tempo non li hanno visti di buon occhio. \u201c<strong>Per gli architetti jugoslavi<\/strong> degli anni Cinquanta e Sessanta questo stile eclettico era <strong>associato con il capitalismo e il colonialismo<\/strong>\u201c, dice Hartmuth. Solo a partire dagli anni \u201980\u00a0in Bosnia-Erzegovina \u00e8 iniziata a cambiare la percezione dell\u2019importanza storica, architettonica e artistica dello stile neo-orientale.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019ultima guerra, un gran numero di edifici neo-orientali in Bosnia-Erzegovina sono stati ristrutturati o ricostruiti. Anche se alcuni di essi sono descritti bene,<strong> ancora manca una lista completa degli edifici pseudo-moreschi in Bosnia-Erzegovina<\/strong>\u00a0e la comunit\u00e0 scientifica architettonica internazionale ancora li conosce troppo poco. \u201cLo stile neo-orientale aveva in Bosnia-Erzegovina una <strong>dimensione multiconfessionale e multifunzionale<\/strong>. Si tratta di una parte indispensabile del patrimonio architettonico europeo, in cui deve diventare pienamente integrato\u201d, conclude Maximilian\u00a0Hartmuth.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>di <strong>Nedad Memi\u0107<\/strong>, <a href=\"http:\/\/www.dw.com\/bs\/arhitektura-evropskog-islama\/a-39693186\">Deutsche Welle<\/a>. Traduzione a cura di East Journal.\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Vije\u0107nica, la facolt\u00e0 di teologia islamica e l\u2019hammam di Isa-bey a Sarajevo; il maktab di\u00a0Karagozbey e il Ginnasio di Mostar; il municipio di\u00a0Br\u010dko: edifici sorprendenti che hanno segnato il carattere delle citt\u00e0 della Bosnia-Erzegovina come incontro tra oriente e&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1438,"featured_media":514540,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56,47,20606],"tags":[40061,40060,5992,12087,5710],"class_list":["post-514539","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-europa","category-non-categorizzato","tag-architettura-islamica","tag-architettura-pseudo-moresca","tag-balcani","tag-bosnia-erzegovina","tag-sarajevo"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized 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