{"id":506854,"date":"2017-08-22T16:07:17","date_gmt":"2017-08-22T15:07:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=506854\/"},"modified":"2017-08-22T22:55:17","modified_gmt":"2017-08-22T21:55:17","slug":"stati-veri-clandestini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/08\/stati-veri-clandestini\/","title":{"rendered":"Chi sono (stati) i veri &#8216;clandestini&#8217;"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">E&#8217; un fatto acclarato, e largamente studiato, che le<b> migrazioni<\/b> hanno costituito la <b>storia del mondo<\/b> (accennavo in un mio intervento a quelle dette &#8220;<i>bibliche<\/i>&#8220;, avvenute in epoche antichissime, delle quali parlano le Scritture), tanto che gli storici (traggo da un saggio di Caroline Andr\u00e9ani, storica francese) le distinguono in &#8220;<i><b>repulsive<\/b><\/i>&#8220;, nelle quali ragioni locali &#8211; economiche, o politiche, o ambientali, o di altro tipo &#8211;\u00a0spingono gli individui a lasciare il luogo in cui vivono, e &#8220;<i><b>attrattive<\/b><\/i>&#8220;, nelle quali giocano, a muovere le persone, la ricerca di nuove terre, o il sogno della ricchezza o&#8230; l&#8217;amore per l&#8217;avventura. Le une e le altre sono state talvolta <i><b>spontanee<\/b><\/i>, talaltra <i><b>organizzate<\/b><\/i> (nulla di nuovo sotto il sole).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">E&#8217; una storia che appartiene anche all&#8217;Italia, che ha avuto milioni di emigranti (si calcola che nel mondo ci siano circa <b>60 milioni di \u201coriundi\u201d italiani<\/b>, discendenti degli emigrati &#8220;primari&#8221;); ma, per fare dei numeri assolutamente esemplificativi e<i> non<\/i> esaustivi, dal 1825 al 1920 ben <b>17 milioni di inglesi<\/b> lasciarono il loro Paese, e <b>6 milioni di tedeschi<\/b> espatriarono, fra il 1820 ed il 1933, verso gli Usa, il Brasile e l&#8217;Argentina. Il fenomeno ha riguardato la <b>maggior parte dei Paesi europei<\/b>, compresi quelli dell&#8217;Europa orientale (<i>ivi<\/i>). <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Ci\u00f2 premesso, penso che <b>a nessuno<\/b> &#8211; a nessuno &#8211; possa essere negato il <b>diritto <\/b>di andare a cercare altrove una <b>sorte migliore<\/b> di quella che la &#8211; <i>casuale <\/i>&#8211; nascita in un posto del mondo gli riserverebbe (\u00e8 quello che, in un suo memorabile libro, Stefano Rodot\u00e0 ha definito &#8220;il <b><i>diritto all&#8217;esistenza<\/i><\/b>&#8220;; ma va anche ricordato che, insieme a quello alla vita,\u00a0il &#8220;<b><i>diritto alla ricerca della felicit\u00e0<\/i><\/b>&#8221; \u00e8 esplicitamente sancito come uno dei quattro &#8220;inalienabili&#8221; nella Dichiarazione di Indipendenza degli USA). <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Parto da una considerazione che a\u00a0chi \u00e8 di formazione\u00a0tecnica risulta facilmente\u00a0comprensibile, ma che \u00e8 chiara per chiunque: <b>le <i>differenze <\/i>generano <i>flussi<\/i><\/b> (ad es.: quelle di temperatura, flussi di calore; quelle di pressione, flussi di aria o di liquidi; quelle sociali, flussi di persone). E sono <b>flussi incoercibili<\/b>, come anche il <i>secondo principio della termodinamica<\/i> ci insegna&#8221;: &#8220;il calore passa <i>spontaneamente<\/i> dai corpi pi\u00f9 caldi a quelli pi\u00f9 freddi&#8221;. Esemplifico: se fra due zone c&#8217;\u00e8 una differenza di pressione, si genera dall&#8217;una all&#8217;altra un flusso d&#8217;aria, pi\u00f9 o meno violento (venticello, vento, vento forte, uragano: dipende dall&#8217;entit\u00e0 della differenza,\u00a0le dimensioni\u00a0del flusso aumentano con essa), che tende a stabilire una condizione di equilibrio; se si pone un ostacolo al flusso, questo <b>cercher\u00e0 <\/b>una via diversa ed immancabilmente\u00a0<b>la trover\u00e0<\/b>, perch\u00e9 la persistenza di differenze lo alimenta e sostiene finch\u00e9 un livellamento non viene raggiunto (ricordo anche il &#8220;<b>principio dei vasi comunicanti<\/b>&#8220;, ai quali \u00e8 assimilabile l&#8217;attuale mondo &#8220;globalizzato&#8221;). Cos\u00ec avviene, inevitabilmente, in <b>campo sociale<\/b>: le differenze di condizione, generando &#8220;<b>pressione sociale<\/b>&#8220;,\u00a0hanno sempre spinto persone e popoli a muoversi alla ricerca di <b>equilibri diversi e migliori<\/b>. Si ha voglia di mettere muri o ostacoli di qualunque tipo, quando i popoli si mettono in moto non c&#8217;\u00e8 nulla che possa fermarli. L&#8217;<b>unica<\/b>\u00a0cosa possibile alla quale si possa, volenti o nolenti, tendere ed acconciarvisi \u00e8 perci\u00f2 la <b><i>gestione<\/i> dei fenomeni<\/b> (dato che la loro<b> soppressione<\/b> \u00e8 semplicemente <b>impossibile<\/b>). Dalla consapevolezza delle motivazioni che spingono masse di persone a migrare nasce quello che Rodot\u00e0 ha definito il &#8220;<b><i>principio di solidariet\u00e0<\/i><\/b>&#8220;<b>:<\/b> un <i>principio<\/i>, non un atto di buona volont\u00e0 o di generosit\u00e0, che <b>compete alle istituzioni<\/b> che devono farsi carico\u00a0della &#8220;<b><i>produzione di solidariet\u00e0<\/i><\/b>&#8221; (ancora Rodot\u00e0) con atti che rispettino i bisogni ed i diritti di chi viene e di chi gi\u00e0 ci sta, facendo salve le esigenze della <b>sicurezza <\/b>e della <b>legalit\u00e0<\/b> (nessuno ha mai sostenuto, d&#8217;altronde, che non debba essere cos\u00ec). Di questo \u00e8 lecito, e doveroso, discutere.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">E poi: come possiamo parlare di &#8220;<i>clandestini<\/i>&#8221; (un aggettivo a mio giudizio ingiusto, oltre che sgradevole, specialmente per chi non arriva nascondendosi) e di &#8220;<i>titoli per entrare<\/i>&#8221;\u00a0<b>noi occidentali<\/b>, che siamo andati ad <b>invadere e sfruttare &#8211; <\/b>a partire dall&#8217;Impero Romano, dal quale noi italiani, ma anche\u00a0molti altri\u00a0europei, discendiamo &#8211; terre che appartenevano ad altri, <b>derubandoli <\/b>delle loro ricchezze? Da quando deve partire l&#8217;orologio della &#8220;legalit\u00e0&#8221;? Da <i>prima<\/i> o <i>dopo<\/i> le <b>colonizzazioni<\/b>? Se un miliardo di persone si esprime in lingua inglese, che in molti Stati africani \u00e8 la lingua ufficiale, oltre 400 milioni in spagnolo, se in una terra cos\u00ec lontana come il Brasile si parla portoghese non \u00e8 certo per fenomeni naturali, ma \u00e8 una conseguenza dei &#8220;clandestini&#8221; che, armati della loro forza, andarono a conquistare e sottomettere, imponendo anche la loro lingua,\u00a0terre in cui vivevano\u00a0i nativi di quei luoghi\u00a0(ricordo libri di Isabel Allende e di Luis Sep\u00f9lveda sui &#8220;conquistadores&#8221; che invasero dall&#8217;Europa l&#8217;America del Sud), spesso dando luogo a fenomeni di vero e proprio <b>genocidio<\/b> oltre che di <b>sfruttamento e di depredazione: <\/b>gli &#8220;<i>amerindi<\/i>&#8220;, gli indiani di America, non sono forse stati\u00a0sterminati dai colonizzatori europei che andarono nel &#8220;Nuovo mondo&#8221; per sfuggire alle condizioni in cui vivevano in Europa? Non hanno mica chiesto il permesso, prima di entrare. E vogliamo dimenticare la <b>deportazione<\/b> di <b>decine di milioni<\/b> di persone (i &#8220;<b>negri<\/b>&#8220;), veri &#8220;<i>clandestini coatti<\/i>&#8220;, che dall&#8217;Africa, fra il 1650 ed il 1850,\u00a0furono deportati in <b>venti milioni<\/b> &#8211;\u00a0dieci dei quali morirono lungo il tragitto (<a class=\"matchTooltip\">oggi<\/a> si dispone di tutto, per dimostrarlo: registri, libri di bordo, ecc.) &#8211;\u00a0dalla loro terra di origine dagli &#8220;scafisti&#8221; di quei tempi (soprattutto inglesi, olandesi, danesi, svedesi, francesi, portoghesi) a fare gli schiavi in America? E cos\u00ec gli invasori (&#8220;clandestini&#8221;) di un Continente (l&#8217;America) strapparono milioni di persone ad un altro Continente (l&#8217;Africa) per sostenere la propria crescita. Ci\u00f2 che d&#8217;altronde avevano gi\u00e0 fatto gli europei che &#8211; scriveva Montesquieu nel 1748, ironizzando sulla pigrizia dei popoli d&#8217;Europa\u00a0&#8211; <b>\u00ab<\/b>avevano dovuto trarre in schiavit\u00f9 gli africani, per dissodare tante terre<b>\u00bb.<\/b> Non \u00e8 per questo (si pensi solo alla mancata crescita demografica, nonch\u00e9 al depauperamento intellettuale, causati dalle deportazioni) che l&#8217;<b>Africa<\/b>, il continente forse naturalmente<b> pi\u00f9 ricco del mondo<\/b>, vive in condizioni di <b>povert\u00e0 e degrado<\/b>, che spingono masse di gente ad andare via di l\u00e0? Che cos&#8217;\u00e8, se non un nuovo e ributtante <b>colonialismo<\/b>, il fenomeno del &#8220;<b><i>land grabbing<\/i><\/b>&#8221; (l&#8217;<i>accaparramento di terre<\/i>) messo in atto, <a class=\"matchTooltip\">oggi<\/a>, in Africa soprattutto dai cinesi, che hanno invaso &#8220;pacificamente&#8221;\u00a0intere e vaste zone, le fanno coltivare (con condizioni di terribile sfruttamento delle popolazioni locali) e portano via in Cina quanto la terra d&#8217;Africa produce? A chi dovrebbe appartenere quell&#8217;enorme ricchezza agro-alimentare che viene sottratta ai luoghi in cui viene prodotta? E vogliamo parlare del furto di <b>materie prime<\/b> di ogni tipo &#8211; minerali (anche quelli definiti &#8220;rari&#8221;: alcuni di essi si trovano quasi soltanto in Africa), petrolio, gas, ecc. (per non dire dei diamanti: ricordo il bel film di alcuni anni fa &#8220;Blood Diamond&#8221;, con Leonardo Di Caprio e l&#8217;incantevole Jennifer Connelly) &#8211; di cui da secoli l&#8217;Occidente \u00e8 responsabile nei confronti dell&#8217;Africa che \u00e8 stata <b>derubata depredata impoverita<\/b>? Ed ora vorremmo pure &#8211; non ci basta proprio mai! &#8211; che quelli che sono <b>poveri per colpa dell&#8217;Occidente<\/b> se ne stessero <b>zitti e buoni<\/b> e non andassero a dar fastidio a coloro che li hanno messi in quelle condizioni?\u00a0Altro che &#8220;<b>aiutarli a casa loro<\/b>&#8220;: bisogna anzitutto\u00a0<b>smettere di derubarli<\/b> a casa loro ed anche riconoscere di dover <b>restituire almeno una parte<\/b> delle immense ricchezze che abbiamo loro <b>sottratto<\/b>! Il PIL del mondo vale circa <b>65.000 miliardi di dollari <\/b>(anche grazie a quello che \u00e8 stato e continua ad essere trafugato dall&#8217;Africa),\u00a0l&#8217;ONU ha calcolato da tempo che basterebbero<b> 100 miliardi per eliminare dal mondo la povert\u00e0 e la fame<\/b>: ne vogliamo parlare nei luoghi adatti, invece di fare falsa demagogia e di attizzare odio sociale? Dove sono iniziative in tal senso? Molte occasioni sono state perse: ma \u00e8 su questa strada che occorre muoversi, e bisogna farlo presto.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Molto altro ci sarebbe da dire: ma penso che gi\u00e0 questo basti a chiarire perch\u00e9 penso che<b> il torto<\/b> non \u00e8 di coloro che vogliono <b>venire in Europa<\/b> perch\u00e9 nella loro terra <b>non riescono a vivere<\/b>, ma \u00e8 <b>dell&#8217;Europa<\/b> che, nei secoli, ha ridotto quel Continente nelle condizioni in cui si trova, perci\u00f2 di fatto\u00a0<i>costringendo<\/i> i suoi abitanti ad andare altrove.<b> I &#8220;<i>clandestini<\/i>&#8221; siamo (stati) noi occidentali<\/b>, ora \u00e8 tempo di <b>rifare un po&#8217; i conti<\/b>: capisco che il momento di pagare, di restituire una parte almeno del &#8220;maltolto&#8221;\u00a0possa risultare\u00a0sgradevole (&#8220;per pagare e morire c&#8217;\u00e8 sempre tempo&#8221;, si dice dalle mie parti), ma bisogna riconoscere la realt\u00e0 delle cose ed adoperarsi per un grande progetto di <b>civilt\u00e0 e giustizia, <\/b>per quanto tardiva. L&#8217;alternativa pu\u00f2 essere devastante per tutti: a molti pare che sfugga. Perci\u00f2, se non per motivi di giustizia, bisognerebbe farlo almeno per evitare guai peggiori\u00a0 (l&#8217;esasperazione di chi non ha pi\u00f9 nulla da perdere, se anche la vita sua e dei suoi figli non vale nulla): il terrorismo che sconvolge le nostre vite\u00a0pesca <i>anche<\/i> in questo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">E&#8217; del tutto evidente, per tornare ai problemi che ci riguardano direttamente,\u00a0che l&#8217;Italia non pu\u00f2 farsi carico da sola di un problema cos\u00ec vasto e complesso: \u00e8 per questo che Stefano Rodot\u00e0 scriveva, gi\u00e0 nel 2014,\u00a0che <b>\u00ab<\/b>Diviene cos\u00ec evidente <b>l&#8217;inadeguatezza <\/b>di politiche chiuse nei <b>confini nazionali<\/b>&#8230; che devono essere superati anche per consentire <b>politiche redistributive<\/b> delle risorse necessarie per <b>l&#8217;accoglienza dei migranti\u00bb<\/b>. Peccato, nel 2014 il Presidente del Consiglio dell&#8217;Unione Europea era italiano,\u00a0era Matteo Renzi: avrebbe potuto sfruttare il suo ruolo per portare quella cos\u00ec importante questione ai massimi livelli dell&#8217;UE, ma non lo fece. Una delle pi\u00f9 favorevoli occasioni che l&#8217;Italia abbia perso.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><em><b>Franco Bianco<\/b><br \/>\n<\/em><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span id=\"msgText_new_message_draft1503413255003_c2ea57c8-0b65-e4b8-6ed8-fe78bf3b365c\" dir=\"ltr\"><em>Franco Bianco \u00e8 un &#8220;osservatore politico&#8221;, ha scritto per lunghi anni su Aprileonline e su Paneacqua; per la campagna referendaria ha scritto su Patria Indipendente, il mensile dell&#8217;ANPI nazional.<\/em> <\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; un fatto acclarato, e largamente studiato, che le migrazioni hanno costituito la storia del mondo (accennavo in un mio intervento a quelle dette &#8220;bibliche&#8220;, avvenute in epoche antichissime, delle quali parlano le Scritture), tanto che gli storici (traggo da&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":594,"featured_media":506855,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[60,47,38],"tags":[7571,1490,22207,5439,13646],"class_list":["post-506854","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diritti-umani","category-europa","category-internazionale","tag-accoglienza","tag-clandestini","tag-europa","tag-migrazioni","tag-storia"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - 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