{"id":496267,"date":"2017-07-26T16:32:07","date_gmt":"2017-07-26T15:32:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=496267\/"},"modified":"2017-07-26T21:56:58","modified_gmt":"2017-07-26T20:56:58","slug":"nutrizionisti-senza-frontiere-perche-cibo-sia-diritto-tutti-alla-salute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/07\/nutrizionisti-senza-frontiere-perche-cibo-sia-diritto-tutti-alla-salute\/","title":{"rendered":"Nutrizionisti senza frontiere: perch\u00e9 il cibo sia diritto di tutti alla salute"},"content":{"rendered":"<p><em>Nutrizionisti Senza Frontiere nasce a Jesi (AN) tre anni fa da un&#8217;idea di due ragazze poco pi\u00f9 che trentenni: Veronica Madonna, biologa nutrizionista ed Emanuela Pellegrini. L&#8217;obiettivo quello di creare una rete di nutrizionisti volontari al servizio di progetti umanitari. Abbiamo fatto il punto con le protagoniste per raccontarvi questo bel progetto.<\/em><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>Al momento\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.nutrizionistisenzafrontiere.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Nutrizionisti Senza Frontiere<\/a> (NuSef)<\/strong> \u00e8 attivo in \u00a0<strong>Guatemala, Congo, Tanzania, Burundi, Etiopia, Guinea Bissau e in Italia<\/strong> con molti progetti in piedi in collaborazione\u00a0 con altre associazioni e Ong. I progetti non si limitano all\u2019emergenza nutrizione ma si estendono anche alla formazione sulle buone pratiche relative alla coltivazione e alla conservazione di semi delle variet\u00e0 locali, alla sensibilizzazione all\u2019allattamento al seno, all\u2019educazione alimentare.<br \/>\n<strong>Quando e&#8217; stata fondata NuSeF e come \u00e8 nata l&#8217;idea?<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;associazione \u00e8 nata da un viaggio ad Iringa, in Tanzania, dove sono stata nel 2012 come volontaria dell&#8217;associazione L\u2019Africa Chiama di Fano. Sono partita con l\u2019idea di aiutare i cooperanti locali a gestire meglio le emergenze di tipo nutrizionale e con l\u2019intento di revisionare i menu del piccolo centro nutrizionale Kipepeo per una migliore riabilitazione dei bambini accolti ed invece sono tornata con una grande esperienza nel cuore e un ambiziosissimo progetto in mente. Ci sono voluti poi 2 anni per riuscire a rendere concreto questo sogno: siamo infatti attivi da Ottobre 2014.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 l&#8217;obiettivo di Nutrizionisti Senza Frontiere?<\/strong><\/p>\n<p>Siamo nati con l\u2019obiettivo di creare una rete di nutrizionisti (biologi, medici e dietisti) che mettano a disposizione le proprie competenze professionali a favore di progetti umanitari.<\/p>\n<p><strong>Quali sono e in quali aree del mondo vengono attuati i progetti?<\/strong><\/p>\n<p>I progetti sono molti\u2026sarebbe troppo complicato elencarli tutti! Diciamo che la nostra attivit\u00e0 si svolge sia in Italia che nel sud del Mondo. A livello internazionale i progetti si concentrano in alcuni paesi dell\u2019Africa (Congo, Tanzania, Burundi, Etiopia e Guinea Bissau) ed in Guatemala. In Italia promuoviamo progetti, campagne ed organizziamo eventi, convegni, congressi e manifestazioni per educare ad una sana e corretta alimentazione, per sensibilizzare alla necessit\u00e0 di ridurre gli sprechi di cibo, per far riflettere sull\u2019importanza di un commercio pi\u00f9 equo e solidale, su una ridistribuzione delle ricchezze\u2026perch\u00e9 acqua e cibo siano veramente un diritto di tutti! Nel sud del mondo il\u00a0diritto alla nutrizione\u00a0e la\u00a0lotta alla malnutrizione infantile\u00a0si compiono non solo attraverso la gestione dei casi di emergenza nel bambino, applicando diversi protocolli riabilitativi nella malnutrizione lieve, moderata o severa, ma anche mediante la formazione di operatori, infermieri, nutrizionisti e medici locali, perch\u00e9 sappiano riconoscere e trattare la malnutrizione. Da non trascurare \u00e8 anche l\u2019importanza dell\u2019intervento di educazione alimentare che rivolgiamo alla popolazione locale: fondamentale \u00e8 insegnare alle mamme a riconoscere i segni della denutrizione nei propri figli cos\u00ec che possano curarli il prima possibile ed istruirle su quelle che sono le esigenze nutrizionali di un bambino, nel tentativo di evitare nuovi casi di denutrizione.<\/p>\n<p><strong>Che cosa si intende per nutrizione senza frontiere?<\/strong><\/p>\n<p>Nutrizione Senza Frontiere significa guidare le persone a Nutrirsi (la maiuscola non \u00e8 un errore di battitura!), aiutandole da ogni punto di vista perch\u00e9 questo sia possibile, al d\u00ec l\u00e0 di ogni confine fisico, politico, sociale e culturale. Significa sforzarsi di garantire al mondo intero acqua pulita e cibo buono, sano, nutriente e soddisfacente in qualit\u00e0 e quantit\u00e0<\/p>\n<p><strong>Come vi sostenete?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Ad oggi stiamo portando avanti le nostre attivit\u00e0 grazie alla generosit\u00e0 delle donazioni di chi crede in noi! Speriamo che pian piano sar\u00e0 possibile accedere a finanziamenti per realizzare i nostri ambiziosissimi progetti!<\/p>\n<p><strong>I professionisti coinvolti sono tutti volontari?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, siamo tutti volontari<br \/>\n<strong>Che tipo di nutrizione promuovete?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Non abbracciamo nessun tipo di filosofia alimentare particolare. Crediamo che il nutrimento di un\u2019alimentazione sana, varia, equilibrata, consapevole e soprattutto naturale sia il primo strumento che consente di raggiungere il benessere e restare in salute. Nei paesi del sud del Mondo cerchiamo di valorizzare le risorse locali per aiutare\u00a0 ad aumentare la variet\u00e0 della dieta, sempre troppo monotona, per il miglioramento dello stato nutrizionale e di salute delle popolazioni<br \/>\n<strong>Chi volesse fare questa esperienza a chi deve rivolgersi?<\/strong><\/p>\n<p>Nel nostro sito www.nutrizionistisenzafrontiere.org ci sono tutte le indicazioni da seguire per entrare a far parte della nostra realt\u00e0, diventare un volontario ed eventualmente partire per un\u2019esperienza nel sud del Mondo<br \/>\n<strong>Che tipo di formazione deve fare?<\/strong><\/p>\n<p>La formazione si articola in diversi corsi formativi: uno generale che prepara al volontariato, corso aperto a tutti, professionisti della nutrizione e non. Un secondo corso di alimentazione e nutrizione pediatrica richiesto per poter svolgere l\u2019attivit\u00e0 di volontariato in Italia e l\u2019ultimo,\u00a0 specifico nella riabilitazione nutrizionale del bambino malnutrito, d\u2019obbligo per poter affrontare un\u2019esperienza nel sud del Mondo.<\/p>\n<p><strong>Siete collegati in qualche modo a Medici senza frontiere?<\/strong><\/p>\n<p>Momentaneamente no.<\/p>\n<p><strong> Come venite accolti nei paesi in cui vi recate?<\/strong><\/p>\n<p>Ci accolgono sempre con grande affetto! Sia nei vari paesi dell\u2019Africa in cui abbiamo attivato progetti, sia in Guatemala le popolazioni sono estremamente cordiali.<\/p>\n<p><strong> Il vostro lavoro consiste nel portare materialmente aiuti o nella formazione a una nutrizione corretta?<\/strong><\/p>\n<p>Fornire beni materiali non \u00e8 mai funzionale affinch\u00e9 l\u2019aiuto sia duraturo e risolutivo, perch\u00e9 chiaramente \u00e8 destinato ad esaurirsi. La nostra mission \u00e8 prevenire la malnutrizione infantile, sia insegnando i principi di una sana alimentazione, sia favorendo lo sviluppo dell\u2019economia locale, soprattutto a livello agricolo, in modo che le famiglie abbiano poi anche la disponibilit\u00e0 economica per sostenere la corretta nutrizione dei propri bambini.<\/p>\n<p><strong> Malnutrizione, denutrizione, ipernutrizione. Ci aiuti a fare chiarezza?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Quando si sente parlare di malnutrizione si pensa sempre alla magrezza dei bambini africani&#8230;in realt\u00e0 anche i bambini occidentali, nella stragrande maggioranza dei casi sono malnutriti, indipendentemente dal loro peso corporeo! La malnutrizione come dice la parola indica infatti una nutrizione scorretta, nel senso ampio del termine. Una persona che ad esempio non mangia frutta e verdura e consuma abitualmente cibo spazzatura sicuramente andr\u00e0 incontro, nel lungo periodo, ad un problema di malnutrizione a causa della carenza di vitamine, sali minerali ed antiossidanti e a causa della enorme quantit\u00e0 di grassi, zuccheri ed additivi introdotti. Se questa persona ha la fortuna di avere un metabolismo rapido, potrebbe anche non ingrassare a seguito della sua dieta e mantenere un rapporto peso\/altezza ideale\u2026questo non significa che non sia malnutrita. Con la parola malnutrizione indichiamo quindi sia l\u2019aspetto quantitativo che quello qualitativo. Denutrizione ed ipernutrizione sono concetti invece pi\u00f9 specifici: quando l\u2019intake calorico \u00e8 eccessivo si parla di ipernutrizione, con una connotazione quindi prettamente quantitativa. Quando l\u2019intake calorico \u00e8 insufficiente a rispondere ai fabbisogni e si parla invece di denutrizione.<\/p>\n<p><strong>Il vostro prossimo progetto?<\/strong><\/p>\n<p>Ci siamo appena attivati per rendere possibile in Guatemala il progetto \u201cVIDA\u201d che prevede la realizzazione di un\u2019intera filiera produttiva di barrette nutrienti, nutraceutiche e probiotiche nelle aldee, i villaggi poveri di montagna, che saranno poi consumate dai bambini delle stesse aldee per il miglioramento delle condizioni nutrizionali e di salute dei piccoli, in un meccanismo che si autoalimenter\u00e0 consentendo negli anni l\u2019autosostenibilit\u00e0 del progetto\u2026incrociamo le dita!<\/p>\n<p><strong> Quante persone tra professionisti e volontari sono coinvolti al momento?<\/strong><\/p>\n<p>Al momento siamo circa 200 volontari in Italia. Speriamo che la nostra famiglia si allarghi presto, ancora e sempre di pi\u00f9!<\/p>\n<p><strong>In che modo riuscite a prendere contatti con gli altri paesi? Quali sono i vostri interlocutori?<\/strong><\/p>\n<p>Per l&#8217;accoglienza posso aggiungerti poco purtroppo: NuSeF non intrettiene rapporti diretti con le istituzioni! Noi diamo supporto a progetti di altre onlus e ONG, per cui sono queste realt\u00e0 che prendono accordi con i governi e i ministeri.<\/p>\n<p>Stessa cosa vale per le associazioni presenti sul territorio. Noi non abbiamo rapporti diretti, ma ci rapportiamo con queste realt\u00e0 tramite i nostri partner di progetto!<\/p>\n<p><strong>Da una parte si parla di malnutrizione e denutrizione, dall&#8217;altra si sprecano quantit\u00e0 ingenti di cibo. Qual \u00e8 al momento e in cifre lo spreco alimentare nel mondo?<\/strong><\/p>\n<p>Da un rapporto del gennaio 2013 dell\u2019Institution of Mechanical\u00a0Engineers, associazione degli ingegneri meccanici britannici \u00e8 emerso che oltre un terzo del cibo prodotto ogni anno nel mondo per il consumo umano,\u00a0cio\u00e8 circa 2 miliardi di tonnellate di cibo, finisce nella spazzatura, bench\u00e9 sia in gran parte\u00a0commestibile.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le cause di questo enorme spreco?<\/strong><\/p>\n<p>Fra le cause ci\u00a0sono le cattive abitudini di milioni di persone che non conservano i prodotti in modo adeguato, le\u00a0date di scadenza troppo rigide apposte sugli alimenti, le promozioni che spingono i consumatori a\u00a0comprare pi\u00f9 cibo del necessario, ma soprattutto\u00a0l\u2019enorme quantit\u00e0 di cibo che ristoranti, mense,\u00a0ospedali, forni, supermercati spreca vergognosamente ogni giorno. A fronte dei 2 miliardi di tonnellate\u00a0di cibo gettato nella spazzatura, c\u2019\u00e8 un miliardo di persone al mondo che non ha accesso a\u00a0sufficienti risorse alimentari. Solo in Italia i poveri ammontano a oltre 6 milioni. E\u2019 quanto emerge\u00a0nell\u2019ultimo report dell\u2019Istat che classifica circa il 10% della popolazione come poveri assoluti,\u00a0ovvero coloro che \u201cnon riescono ad acquistare beni e servizi per una vita dignitosa\u201d. Se al conteggio\u00a0si uniscono le persone che vivono in condizioni di povert\u00e0 relativa, si arriva al 16,6% della\u00a0popolazione, ovvero circa 10 milioni e 48 mila italiani.<\/p>\n<p><strong>Com&#8217;\u00e8 la situazione in Europa?<\/strong><\/p>\n<p>Solo in Europa vengono buttati circa 100\u00a0milioni di tonnellate di cibo ogni anno: una quantit\u00e0 che sarebbe sufficiente a sfamare l\u2019intera\u00a0popolazione dell\u2019Africa Sub Sahariana. In Italia secondo il Barilla Center for Food and Nutrition ogni\u00a0anno finiscono tra i rifiuti dai 10 ai 20 milioni di tonnellate di prodotti alimentari!\u00a0L\u2019accesso a risorse alimentari ed idriche adeguate in qualit\u00e0 e quantit\u00e0 \u00e8 un\u00a0diritto di tutti, lo dice la FAO,\u00a0ma ad oggi questa resta un\u2019utopia in quanto non \u00e8 divenuta realt\u00e0\u00a0nemmeno nei paesi considerati ricchi ed industrializzati.<\/p>\n<p><strong>NuSeF si occupa di progetti relativi alla nutrizione anche in Italia. Che cos&#8217;\u00e8 il\u00a0 progetto Pan per tutti?<\/strong><\/p>\n<p>Il progetto \u00e8 rivolto a soggetti meno abbienti, in ristrettezze economiche o in tale difficolt\u00e0 da\u00a0essere impossibilitati all\u2019acquisto di cibo. La nostra idea \u00e8 quella di aiutare le persone in difficolt\u00e0 donando loro tutto l&#8217;invenduto che la grande e piccola distribuzione andrebbe a sprecare dopo la chiusura serale.\u00a0 Il progetto coinvolge panifici, pizzerie, rosticcerie, supermercati affinch\u00e9 aderiscano all&#8217;iniziativa. Grazie a Pan per Tutti, le persone che hanno bisogno potranno recarsi prima della chiusura in tali esercizi e presentando una tesserina potranno ritirare a titolo gratuito il cibo necessario al fabbisogno di se stesso e della propria famiglia per la cena. Le tesserine verranno distribuite da associazioni partner, quali Caritas, Adra Onlus&#8230;etc, previa verifica dei requisiti. L&#8217;aspetto innovativo di questo progetto \u00e8 l&#8217;assenza di raccolta e redistribuzione da parte nostra: la persona va personalmente a ritirare. Questo presenta importanti vantaggi: non si incorrono in problematiche riguardanti la conservazione del cibo raccolto e cos\u00ec niente va sprecato: nemmeno la gastronomia gi\u00e0 cotta e per questo facilmente deperibile. Non bisogna sempre avere volontari a disposizione per il ritiro, frigoriferi per lo stoccaggio, furgoni per il trasporto. Infine questo progetto rispetta profondamente la dignit\u00e0 e la riservatezza dell&#8217;individuo: solo il negoziante sapr\u00e0 che il cibo con cui la persona \u00e8 uscita dal negozio non \u00e8 stato pagato.<\/p>\n<p><strong>Al momento dove \u00e8 attivo Pan per Tutti?<\/strong><\/p>\n<p>Il progetto \u00e8 appena partito ed \u00e8 stato attivato dai nostri volontari, per ora, in un solo comune Italiano, il comune di San Severo. In questi primi mesi di start up stiamo valutandone la fattibilit\u00e0 e soprattutto verifichiamo la soddisfazione dei negozianti. I risultati dopo qualche mese sono positivi: gli esercenti sono contenti di aver aderito e le persone usufruiscono regolarmente del servizio. Da Settembre quindi contiamo di estendere il progetto ad altri comuni, cercando piano piano di renderlo capillare su tutto il territorio nazionale!<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nutrizionisti Senza Frontiere nasce a Jesi (AN) tre anni fa da un&#8217;idea di due ragazze poco pi\u00f9 che trentenni: Veronica Madonna, biologa nutrizionista ed Emanuela Pellegrini. 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