{"id":494317,"date":"2017-07-22T14:35:42","date_gmt":"2017-07-22T13:35:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=494317\/"},"modified":"2017-07-22T19:34:21","modified_gmt":"2017-07-22T18:34:21","slug":"perche-la-guerra-riflessione-sulleredita-lasciata-einstein-freud-gandhi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/07\/perche-la-guerra-riflessione-sulleredita-lasciata-einstein-freud-gandhi\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 la Guerra? Una riflessione sull\u2019eredit\u00e0 lasciata da Einstein, Freud e Gandhi"},"content":{"rendered":"<p>Nel 1932, Sigmund Freud ed Albert Einstein hanno condotto una corrispondenza pubblicata sotto il titolo \u201cPerch\u00e9 la Guerra?\u201d Vedi\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2015\/04\/why-war-einstein-and-freuds-little-known-correspondence-on-violence-peace-and-human-nature\/\">\u2018Perch\u00e9 la guerra: la poco nota corrispondenza di Einstein e Freud su violenza, pace, e natura dell\u2019 essere umano\u2019<\/a>. Questo dialogo fra due figure cos\u00ec influenti del XX secolo simboleggia in vari modi lo sforzo compiuto da molti uomini per comprendere questo fenomeno misterioso e cos\u00ec incredibilmente dannoso dell\u2019esperienza umana: l\u2019istituzione della guerra.<\/p>\n<p>In un articolo recente, il Professor Johan Galtung, fondatore della ricerca sulla pace, ha voluto ricordarci della riflessione lasciataci da Freud e Einstein a questo riguardo, riflettendo sul loro dialogo ed individuandone i limiti, come ad esempio il loro insuccesso a rintracciare ed elaborare le cause e tutte le componenti del conflitto. Vedi <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2017\/06\/freud-einstein-on-peace\/\">\u2018Freud e Einstein sulla Pace\u2019<\/a>.<\/p>\n<p>Ovviamente, Freud ed Einstein non sono stati i primi a porsi questa domanda. Il loro dialogo \u00e8 stato preceduto da molti individui ed organizzazioni, come la Lega Internazionale delle Donne per la Pace e la Libert\u00e0 (Women\u2019s International League for Peace and Freedom) e l\u2019associazione pacifista War Resisters\u2019 International, che hanno cercato di capire, prevenire e\/o bloccare determinati conflitti, ma anche di comprendere e porre fine alla stessa istituzione della guerra, come esemplificato dal patto Kellogg-Briand del 1928 che bandisce la guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti. Inoltre, visto l\u2019insuccesso delle iniziative precedenti, molti individui ed organizzazioni dopo Freud e Einstein si sono impegnati a capire, prevenire e\/o impedire i conflitti, e questi sforzi sono andati in diverse direzioni.<\/p>\n<p>Uno dei pi\u00f9 famosi tra questi \u00e8 Mohandas K. Gandhi, che ha sviluppato e condiviso un modello di resistenza basato sulla nonviolenza chiamato <em>satyagraha<\/em>\u00a0(aggrapparsi alla verit\u00e0) per superare la violenza e lo sfruttamento su larga scala. Il suo concetto di nonviolenza \u00e8 stato applicato con successo alla causa dell\u2019indipendenza indiana contro il dominio coloniale degli inglesi. Pur essendo consapevole di dovere molto a chi fosse venuto prima di lui, Gandhi esaltava l\u2019importanza di trovare nuovi mezzi per lo sviluppo futuro. \u201cSe vogliamo il progresso non dobbiamo ripetere la storia, ma costruire una storia nuova. Dobbiamo aggiungere nuovi tasselli all\u2019eredit\u00e0 che ci \u00e8 stata lasciata dai nostri antenati.\u201d<\/p>\n<p>Il mio viaggio nella comprensione della violenza umana \u00e8 iniziato con la morte dei miei due zii Bob e Tom durante la Seconda Guerra Mondiale, dieci anni prima della mia nascita. La mia infanzia, negli anni 50 e 60 \u00e8 cosparsa di loro ricordi, come la partecipazione a cerimonie di commemorazione all\u2019altare del ricordo, dove veniva esaltato il loro servizio militare. Vedi \u201cMy Brothers\u201d sul sito web di mio padre.<\/p>\n<p>Per\u00f2, all\u2019inizio del 1960, grazie agli articoli di giornale e alle foto, sono venuto a conoscenza dello sfruttamento e della fame in Africa ed in altre parti del mondo, e come tutti gli studenti universitari all\u2019inizio del 1970, leggevo libri sulla distruzione dell\u2019ambiente. Il problema non era solo la guerra; la violenza assumeva anche molte altre forme.<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 gli esseri umani sono violenti?\u201d continuavo a chiedermi. Dato che pensavo che la risposta a questa domanda ci fosse, da qualche parte, continuavo a leggere, non solo Freud e Karl Marx, ma anche i lavori di molti altri studiosi, come Frantz Fanon, anarchici, femministe e tutti coloro che scrivessero da un\u2019altra prospettiva, offrendo diverse spiegazioni, dirette, strutturali o altro.<\/p>\n<p>All\u2019inizio degli anni 80 avevo iniziato a leggere Gandhi e a comprendere la nonviolenza, nel modo in cui Gandhi l\u2019aveva praticata e spiegata, con una profondit\u00e0 che sembrava superare gli attivisti che conoscevo e anche le opere degli studiosi che avevo letto.<\/p>\n<p>Inoltre, iniziavo ad avere la sensazione che la mente umana non potesse essere compresa limitandosi a considerarla solo come un organo pensante, e che molta letteratura e molti professionisti della psicologia e specialmente della psichiatria non fossero riusciti a tenere conto della sua profondit\u00e0 emotiva e della sua complessit\u00e0 e delle implicazioni che tutto ci\u00f2 avesse per i conflitti e la violenza. Per questi motivi mi fu chiaro che l\u2019eredit\u00e0 di Freud era stata davvero compresa e sviluppata solo da pochi. Tutto ci\u00f2 \u00e8 accaduto perch\u00e9 il problema principale riguarda i sentimenti (e in relazione alla violenza la paura repressa e la rabbia in particolare). Vorrei spiegarne il motivo.<\/p>\n<p>La violenza \u00e8 qualcosa che normalmente si identifica come qualcosa di fisico: essa implica azioni come colpire, tirare pugni e utilizzare delle armi. Questo \u00e8 un tipo di violenza, quello pi\u00f9 spesso denunciato, che viene inflitto su popolazioni indigene, donne, e persone di colore, ad esempio.<\/p>\n<p>Tuttavia Gandhi ha anche identificato lo sfruttamento come violenza e Galtung ha elaborato questo concetto con la sua nozione di \u201cviolenza strutturale\u201d. Sono state identificati anche altri tipi di violenza, che assumono molte forme, come la violenza finanziaria, la violenza culturale, e la violenza ecologica. Per\u00f2, la violenza pu\u00f2 essere ancora pi\u00f9 impercettibile e quindi molto meno visibile. Ho etichettato queste due forme di violenza come \u201cviolenza invisibile\u201d e \u201cviolenza completamente invisibile\u201d. \u00c8 tragico, ma la violenza invisibile e la violenza completamente invisibile ci sono inflitte senza piet\u00e0 dalla nascita e pertanto ne siamo tutti terrorizzati.<\/p>\n<p>Cosa sono quindi la violenza invisibile e la violenza completamente invisibile?<\/p>\n<p>Essenzialmente, la violenza invisibile \u00e8 nelle piccole cose che facciamo ogni giorno, in parte perch\u00e9 siamo semplicemente \u201ctroppo occupati\u201d. Ad esempio, quando non abbiamo tempo per ascoltare ed apprezzare i pensieri ed i sentimenti di un bambino, questo impara a non ascoltare s\u00e9 stesso, distruggendo il suo sistema di comunicazione interna. Quando non lasciamo che un bambino dica ci\u00f2 che vuole (oppure lo ignoriamo quando lo fa), egli sviluppa delle disfunzionalit\u00e0 nella comunicazione e nel comportamento perch\u00e9 cerca di soddisfare le proprie esigenze (\u00e8 una strategia basilare di sopravvivenza, si \u00e8 programmati geneticamente per farlo).<\/p>\n<p>Quando incolpiamo, condanniamo, offendiamo, prendiamo in giro, imbarazziamo, rimproveriamo, umiliamo, scherniamo, provochiamo, facciamo sentire in colpa, inganniamo, mentiamo, corrompiamo, ricattiamo, facciamo del moralismo e\/o giudichiamo un bambino, miniamo il suo senso\u00a0 di autostima e gli insegniamo a incolpare, condannare, offendere, prendere in giro, imbarazzare, rimproverare, umiliare, schernire, provocare, far sentire in colpa, ingannare, mentire, corrompere, ricattare, fare del moralismo e\/o giudicare.<\/p>\n<p>Il risultato principale di questo bombardamento di violenza invisibile durante l\u2019infanzia \u00e8 che il bambino viene travolto completamente dalle emozioni di paura, dolore, rabbia e tristezza (tra molte altre). In ogni caso, anche i genitori, gli insegnanti, ed altri adulti si intromettono con le espressioni di queste emozioni e con le risposte comportamentali che sono naturalmente generate da queste, ed \u00e8 questa violenza completamente invisibile che spiega come si verifichi la disfunzione comportamentale.<\/p>\n<p>Per esempio, ignorare i bambini quando esprimono le loro emozioni, consolarli, rassicurarli o distrarli quando le esprimono, prenderli in giro o ridicolizzare le loro emozioni, terrorizzarli per non fargliele esprimere (per esempio urlando quando piangono o si arrabbiano), e\/o controllare in modo violento un comportamento generato da queste emozioni \u00a0(per esempio picchiandoli, bloccandoli o rinchiudendoli dentro una stanza), fanno s\u00ec che il bambino non abbia altra scelta se non quella di reprimere inconsciamente la propria consapevolezza di queste emozioni.<\/p>\n<p>Quando un bambino viene spaventato e reprime la propria consapevolezza delle emozioni (invece di essere libero di avere le proprie emozioni e di agire di conseguenza), egli ha anche inconsciamente represso la consapevolezza della realt\u00e0 che ha provocato queste emozioni. Ci\u00f2 provoca conseguenze catastrofiche per l\u2019individuo, la societ\u00e0 e la natura, perch\u00e9 egli ormai reprimer\u00e0 facilmente la consapevolezza delle emozioni che hanno lo scopo di comunicargli come agire in ogni circostanza e acquister\u00e0 progressivamente una variet\u00e0 di comportamenti disfunzionali, che potranno manifestarsi con la violenza verso s\u00e9 stessi, verso gli altri, o verso l\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Inoltre, questo danno emozionale (o psicologico) pu\u00f2 portare ad una combinazione unica dei comportamenti violenti. Alcuni di questi individui finiranno a lavorare in uno di quei ruoli che specificatamente richiedono o \u201cgiustificano\u201d l\u2019uso della violenza, come la polizia, gli avvocati e i giudici ed anche i soldati dell\u2019esercito. Altri agiranno al di fuori della \u201cviolenza legalizzata\u201d e verranno etichettati come \u201ccriminali\u201d.<\/p>\n<p>Ma voi vi starete chiedendo qual \u00e8 il nesso fra la guerra e l\u2019infanzia.<\/p>\n<p>La risposta \u00e8 semplice: gli autori di violenze, e tutti quelli che collaborano con loro, \u201cnascono\u201d durante l\u2019infanzia. E questi autori e collaboratori sono tutti estremamente spaventati, senza alcun potere e odiano s\u00e9 stessi \u2013 per maggiori dettagli sulle caratteristiche psicologiche degli autori di violenza ed i loro collaboratori, vedi <a href=\"http:\/\/tinyurl.com\/whyviolence\">\u2018<\/a><a href=\"http:\/\/tinyurl.com\/whyviolence\">Perch\u00e9 la Guerra?<\/a><a href=\"http:\/\/tinyurl.com\/whyviolence\">\u2019<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"http:\/\/anitamckone.wordpress.com\/articles-2\/fearless-and-fearful-psychology\/\">\u2018<\/a><a href=\"http:\/\/anitamckone.wordpress.com\/articles-2\/fearless-and-fearful-psychology\/\">Fearless Psychology and Fearful Psychology: Principles and Practice<\/a><a href=\"http:\/\/anitamckone.wordpress.com\/articles-2\/fearless-and-fearful-psychology\/\">\u2019<\/a>\u00a0\u2013 E continuano a svolgere tutte le funzioni essenziali per la creazione, il mantenimento, la preparazione, e la legittimazione delle istituzioni della guerra.<\/p>\n<p>Se non fosse per la violenza a cui noi tutti siamo soggetti impietosamente durante l\u2019infanzia, non vi sarebbe alcun interesse alla violenza o a qualsiasi forma di guerra. Se fossimo cresciuti senza violenza, saremmo ovviamente pacifici e collaborativi, e spenderemmo il nostro tempo cercando di sviluppare il nostro potenziale evolutivo e di promuovere gli altri e la nostra stessa vita, invece di entrare a far parte della macchina militare (o burocratica o aziendale) di qualcun altro.<\/p>\n<p>Se questi argomenti ti toccano, ti invito a fare\u00a0 <a href=\"https:\/\/nonviolentstrategy.wordpress.com\/strategywheel\/constructive-program\/my-promise-to-children\/\">\u2018La mia promessa ai Bambini\u2019<\/a>.<\/p>\n<p>Se ti interessa anche ridurre la violenza nel mondo, considera la possibilit\u00e0 di partecipare al <a href=\"http:\/\/tinyurl.com\/flametree\">\u2018Progetto Flame Tree per Salvare la Vita su Terra\u2019<\/a>, sottoscrivendo l\u2019impegno online <a href=\"https:\/\/thepeoplesnonviolencecharter.wordpress.com\/\">\u2018La Carta del Popolo per Creare un Mondo Nonviolento\u2019<\/a>\u00a0e visita questi due siti web su come impostare la tua campagna per la nonviolenza e contro la guerra: <a href=\"https:\/\/nonviolentstrategy.wordpress.com\/\">Nonviolent Campaign Strategy <\/a>e\u00a0<a href=\"https:\/\/nonviolentliberationstrategy.wordpress.com\/\">Nonviolent defense\/liberation strategy. <\/a><\/p>\n<p>Un bambino non nasce per fare la guerra, ma se gli infliggi abbastanza sofferenza e distruggi la sua capacit\u00e0 di diventare s\u00e9 stesso, egli sar\u00e0 terrorizzato e percepir\u00e0 la violenza e la guerra come la societ\u00e0 vuole che egli le percepisca. E cos\u00ec la guerra e la violenza prospereranno.<\/p>\n<p>Se vogliamo fermare la guerra, dobbiamo innanzitutto fermare la guerra degli adulti contro i bambini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Traduzione dall&#8217;inglese di Gentian Cane, revisione di Francesca Conte tramite <a href=\"http:\/\/www.trommons.org\">Trommons<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1932, Sigmund Freud ed Albert Einstein hanno condotto una corrispondenza pubblicata sotto il titolo \u201cPerch\u00e9 la Guerra?\u201d Vedi\u00a0 \u2018Perch\u00e9 la guerra: la poco nota corrispondenza di Einstein e Freud su violenza, pace, e natura dell\u2019 essere umano\u2019. 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