{"id":493457,"date":"2017-07-20T11:36:02","date_gmt":"2017-07-20T10:36:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=493457\/"},"modified":"2017-07-20T11:36:02","modified_gmt":"2017-07-20T10:36:02","slug":"turchia-un-anno-dal-tentato-colpo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/07\/turchia-un-anno-dal-tentato-colpo\/","title":{"rendered":"Turchia: un anno dal tentato colpo di stato"},"content":{"rendered":"<p class=\"normal\">Dal tentativo di golpe finora \u00e8 passato esattamente un anno. In Turchia ormai quasi niente \u00e8 come prima.<\/p>\n<p class=\"normal\">La vecchia patria degli Ottomani ormai vive in Stato d\u2019emergenza da un anno. Dopo il tentativo di colpo di stato fallito il governo ha dichiarato questo stato e l\u2019ha rinnovato per ben quattro volte, l\u2019ultimo rinnovo \u00e8 del 18 luglio 2017. In questo periodo ovviamente sono state prese numerose misure necessarie per identificare, arrestare e lottare contro i golpisti che in una notte hanno ucciso 250 civili e ne hanno feriti circa 2000.<\/p>\n<p class=\"normal\">Secondo i dati diffusi dal Ministero della Giustizia ci sono 169 mila persone sotto indagine e 50 mila sono in carcere. Nel mentre c\u2019\u00e8 gi\u00e0 un mandato d\u2019arresto per 8 mila e 87 persone latitanti. Se analizziamo bene questi numeri vediamo che la lotta contro i golpisti \u00e8 da tempo uscita fuori dai confini delle caserme e degli uffici delle Forze Armate della Repubblica di Turchia, cio\u00e9 di coloro\u00a0 che hanno effettivamente tentato il golpe. Questo \u00e8 prima di tutto dovuto alla tesi che sia la comunit\u00e0 religiosa Hizmet essere ufficialmente il responsabile del tentativo di golpe. Una realt\u00e0 che non si \u00e8 organizzata soltanto dentro l\u2019esercito ma in diversi apparati della burocrazia in questi ultimi 40 anni. Per esempio solo nel caso del sistema giuridico ci sono 2280 giudici e pm dentro i centri di detenzione, accusati di appartenere in questa comunit\u00e0, ma non solo.<\/p>\n<p class=\"normal\">Anche il mondo accademico \u00e8 una delle fette della societ\u00e0 colpite dalle misure di \u201csicurezza\u201d dello Stato d\u2019emergenza. Secondo i dati diffusi dalla BBC turca, in un anno, almeno 23427 accademici sono stati licenziati, allontanati dal posto di lavoro oppure hanno perso il lavoro perch\u00e9 l\u2019universit\u00e0 in cui lavoravano \u00e8 stata chiusa. Infatti pochi giorni dopo il tentativo di golpe sono state chiuse 15 universit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"normal\">Tuttavia \u00e8 ormai risaputo che lo Stato d\u2019emergenza \u00e8 stato sfruttato anche per zittire le opposizioni, principalmente quelle di sinistra. Infatti tra gli accademici licenziati contiamo 372 persone firmatarie del famoso \u201cappello per la pace\u201d firmato da 1128 accademici per invitare lo Stato a tornare al tavolo dei negoziati con il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), rimuovere il coprifuoco in atto nel sud est del Paese e di cessare il fuoco. Dall\u201911 Gennaio del 2016 numerosi accademici hanno perso il lavoro e sono tuttora sotto processo e con l\u2019arrivo dello Stato d\u2019emergenza questo processo \u00e8 stato accelerato notevolmente.<\/p>\n<p class=\"normal\">Anche nel mondo dei media vediamo che le misure di \u201csicurezza\u201d prese sono uscite fuori dall\u2019obiettivo della \u201clotta contro i golpisti\u201d. Infatti tra i 157 mezzi di comunicazione di massa chiusi, oltre i presunti collaboratori della comunit\u00e0 di Gulen (realt\u00e0 religiosa accusata di pianificare e mettere in atto il tentativo di golpe) vi sono anche numerosi media di sinistra e curdi. Come il caso del <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/IMC_TV\"><span style=\"color: #1155cc;\">ImcTv<\/span><\/a>, un canale televisivo di capitale curdo e di linea ideologica socialista. L\u2019ImcTv,\u00a0 oltre a non poter pi\u00f9 trasmettere,\u00a0 ha visto lo Stato confiscare i suoi beni e darli all\u2019emittente statale TRT. Secondo la piattaforma per la libert\u00e0 di stampa P24, sotto lo Stato d\u2019emergenza sono stati arrestati almeno 121 giornalisti, tra cui quelli che lavoravano per il quotidiano nazionale di sinistra Cumhuriyet ed il giornalista socialista Ahmet Sik.<\/p>\n<p class=\"normal\">Gli effetti \u201ccollaterali\u201d dello Stato d\u2019emergenza si sono fatti sentire anche nel mondo dell\u2019associazionismo femminile e tra le donne. Con diversi decreti\u00a0 sono state chiuse 11 associazioni delle donne e 35 donne sindache sono state arrestate. Nelle municipalit\u00e0 commissariate prima di tutto sono state chiusi i centri culturali per le donne, i rifugi per le donne vittime di violenza, i consultori e diversi corsi di formazione per le donne. Secondo la Piattaforma Comune per i Diritti Umani (IHOP) almeno il 20% degli impiegati statali rimasti senza lavoro grazie ai decreti d\u2019emergenza sono donne. La maggior parte dei licenziamenti appartengono al Ministero dell\u2019Istruzione e quello della Sanit\u00e0. Nella stessa relazione si legge che un quinto degli accademici licenziati sono donne. Secondo i dati del mese di febbraio del 2017, diffusi dal sindacato confederale DISK, la disoccupazione femminile \u00e8 in aumento ed ha raggiunto il 16%. Secondo la Piattaforma IHOP questi dati rendono la donna sempre pi\u00f9 dipendente dalla famiglia e particolarmente dal maschio.<\/p>\n<p class=\"normal\">In Turchia si respira anche l\u2019aria della costruzione di una memoria ufficiale. Un lavoro molto capillare per fare in modo che la notte del 15 luglio non si scordi, in nessun modo.<\/p>\n<p class=\"normal\">Pochi giorni dopo il tentativo di golpe uno degli studi del canale televisivo TRT \u00e8 stato rinominato\u00a0 \u201c15 luglio, lo studio della nazione\u201d. Il 9 agosto del 2016 una delle piazze grandi di Ankara \u00e8 stata rinominata come \u201cPiazza della Volont\u00e0 Nazionale 15 luglio\u201d. Il 27 luglio il Ponte del Bosforo di Istanbul, ove avvennero degli scontri violenti durante tutta la notte del 15, \u00e8 stato ribattezzato col nome \u201cPonte dei Caduti del 15 luglio\u201d. Lo stesso lavoro \u00e8 stato fatto anche per le moschee che nella notte del tentativo di golpe hanno trasmesso delle preghiere. La moschea di Tepe Emlak Konutlari in localit\u00e0 Cerkezkoy a Istanbul ormai si chiama \u201cLa moschea dei caduti del 15 luglio\u201d. Per concludere anche le scuole pubbliche hanno subito la stessa trasformazione. Il 9 maggio del 2017 una scuola materna ad Ankara ha preso il nome di uno dei civili uccisi dai golpisti, Lutfu Gulsen. Il 26 giugno di quest\u2019anno un\u2019altra scuola materna ha concluso l\u2019anno scolastico con un nuovo nome, sempre di un cittadino, Tevhit Akkan.<\/p>\n<p class=\"normal\">Particolarmente nelle scuole \u00e8 stato fatto questo lavoro per la costruzione della memoria. Il 18 settembre del 2016, il primo giorno dell\u2019anno scolastico, \u00e8 stato inaugurato con la lettura di un giuramento collettivo in memoria dei caduti della notte del 15 luglio. Per 19 milioni di studenti, al primo giorno del nuovo anno scolastico, la prima <a href=\"http:\/\/www.turkiyehabermerkezi.com\/yerel-haberler\/okullarda-15-temmuz-ruhu-yasatiliyor-haberi-68378\"><span style=\"color: #1155cc;\">lezione<\/span><\/a> era sul tentativo di colpo di stato. Nell\u2019ambito di questa lezione il Ministero della Giustizia ha preparato un <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=YjD1-ySbW1I\"><span style=\"color: #1155cc;\">video<\/span><\/a> da 7 minuti da trasmettere in ogni aula. In numerose scuole sono stati dedicati degli angoli alle installazioni permanenti sul tema del 15 luglio. Si vedono le fotografie degli scontri, dei mezzi militari e delle persone morte durante quella notte. Particolarmente nella citt\u00e0 di Tokat, in 7 scuole pubbliche, sono stati realizzati degli <a href=\"http:\/\/www.ensonhaber.com\/ogretmen-15-temmuzu-okul-duvarlarina-resmetti-2016-11-24.html\"><span style=\"color: #1155cc;\">affreschi<\/span><\/a> sul tema del tentativo di golpe. Secondo gli psicologi queste scelte potrebbero creare dei danni sullo status mentale dei ragazzi. Lo psichiatra Cem Taylan Erden parla cos\u00ec in merito: \u201cNegli opuscoli distribuiti agli studenti e durante le lezioni si vedono e si sentono delle immagini e dei racconti sulla guerra, sulla violenza e sugli scontri. Questi possono creare dei grandi traumi ed attivare i meccanismi di interiorizzazione che poi generano una serie di paure. Studiando bene i contenuti si nota che si tratta di un lavoro che prova a convincere i ragazzi a credere a concetti che appartengono al mondo degli adulti. Questo ovviamente tende a creare una cultura di paura ed obbedienza\u201d.<\/p>\n<p class=\"normal\">Il dolore che provano le persone che vivono nella Turchia di oggi \u00e8 enorme. Si tratta di un momento storico di grandi perdite e tristezza. Non si sa ancora quanto tempo ci vorr\u00e0 per \u201cdimenticare\u201d ci\u00f2 che \u00e8 successo. Tuttavia possiamo gi\u00e0 parlare di una societ\u00e0 polarizzata. Da una parte c\u2019\u00e8 la popolazione civile vittima del tentato golpe e il governo attuale e dall\u2019altra parte una citt\u00e0 fantasma composta dagli eventuali golpisti e da numerosi oppositori non golpisti. Questa situazione di polarizzazione di sicuro porta una profonda divisione ed alienazione tra i cittadini che vivono nella grande Anatolia e questo rende sempre pi\u00f9 difficile la convivenza pacifica che manca ormai da parecchi anni da queste parti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal tentativo di golpe finora \u00e8 passato esattamente un anno. In Turchia ormai quasi niente \u00e8 come prima. La vecchia patria degli Ottomani ormai vive in Stato d\u2019emergenza da un anno. 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