{"id":491681,"date":"2017-07-15T12:49:09","date_gmt":"2017-07-15T11:49:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=491681\/"},"modified":"2017-07-15T12:49:09","modified_gmt":"2017-07-15T11:49:09","slug":"luca-poma-la-piu-bella-delle-epidemie-unepidemia-consapevolezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/07\/luca-poma-la-piu-bella-delle-epidemie-unepidemia-consapevolezza\/","title":{"rendered":"Luca Poma: la pi\u00f9 bella delle epidemie, un&#8217;epidemia di consapevolezza"},"content":{"rendered":"<p><em>Luca Poma \u00e8 giornalista, scrittore e Professore in Relazioni Pubbliche Avanzate <\/em><em>all\u2019Universit\u00e0 LUMSA di Roma<\/em><em>. Ha svolto un interessante intervento al Convegno sulla Libert\u00e0 di Cura organizzato da AsSIS a Firenze un mese fa. Prendendo spunto da quell\u2019intervento gli abbiamo posto alcune domande.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>La libert\u00e0 di cura, la gestione progettuale della salute, passa anche attraverso un\u2019informazione completa e corretta sui temi sanitari? E\u2019 in qualche modo condizionata dal grado di \u201cverit\u00e0\u201d che caratterizza i turbinosi flussi di comunicazione, spesso digitale, dei giorni nostri\u2026? <\/strong><\/p>\n<p>Per tentare di rispondere a questa domanda, e anche per non centrare in modo ossessivo il dibattito solo sul tema dei vaccini, \u00e8 certamente utile esaminare alcuni \u201ccasi\u201d, occasioni di visibilit\u00e0 e di confronto\/scontro mediatico che hanno coinvolto ad esempio il settore delle medicine non convenzionali negli ultimi mesi, un settore spesso nell\u2019occhio del ciclione per le polemiche alimentate dalla voglia delle persone di curarsi in modo pi\u00f9 olistico e meno invasivo e dell\u2019ostilit\u00e0 verso questo differente paradima di salute. Casi davvero \u201cilluminanti\u201d circa il rapporto tra sistema dei mass-media, cittadini e libert\u00e0.<\/p>\n<p>Ad esempio, immenso clamore nel settore ha suscitato la pubblicazione di <em>\u201cun nuovo studio scientifico australiano\u201d<\/em> \u2013 cos\u00ec recitavano i pennivendoli italiani \u2013 che avrebbe detto, l\u2019ennesima volta, <em>\u201cla parola fine sull\u2019omeopatia\u201d:<\/em> una metanalisi di una serie di studi che inequivocabilmente dimostravano che etc. etc. Ebbene, una banalissima azione di fact cheking ha dimostrato che:<\/p>\n<ul>\n<li>non si trattava di uno studio scientifico in quanto non \u00e8 mai stato pubblicato da nessuna rivista scientifica indicizzata;<\/li>\n<li>si trattava di un\u2019analisi gi\u00e0 ampiamente pubblicizzata in passato, semplicemente ripresa nuovamente dai mass-media a caccia di notizie e di polemiche;<\/li>\n<li>la ricerca in ogni caso non ha apportato alcun elemento innovativo o prova significativa nel pi\u00f9 ampio panorama della letteratura scientifica, e \u2013 come vari esperti hanno denunciato \u2013 parrebbe gravata da pregiudizio editoriale;<\/li>\n<li>il (presunto) articolo del British Medical Journal che riprendeva la ricerca semplicemente non era un articolo del BMJ, bens\u00ec un post su un Blog che il BMJ ospita. Blog gestito da chi? Dall\u2019autore della ricerca Australiana, che evidentemente \u201cse le canta e se le suona\u201d da solo\u2026<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>E\u2019 assodato che esiste una campagna contro le medicine \u201caltre\u201d che non rispettano i canoni commerciali e promuovono altri stili di cura. E che questo si basa sulla circolazione di notizie false o tendenziose.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Certamente s\u00ec. Un&#8217;altra sfacciata bugia, l\u2019ultima in ordine cronologico, di chi fa della manipolazione dei fatti una \u201cregola\u201d, \u00e8 <strong>la clamorosa &#8220;fake news&#8221; secondo la quale le medicine complementari \u201csarebbero in crisi&#8221;<\/strong>, vero e proprio mantra con il quale i soliti noti hanno asfissiato i massmedia negli ultimi due anni, laddove invece il gi\u00e0 citato Rapporto Italia 2017 Eurispes, reso noto recentemente, conferma che l\u2019Italia \u00e8 in linea con le tendenze europee <strong>sull\u2019aumento della fiducia\u00a0nei confronti di questi paradigmi medici.<\/strong>\u00a0Secondo poi i dati del Consozio UE CAMbrella, magistralmente rapprentato per l\u2019Italia dal Dott. Paolo Roberti di Sarsina, in Europa non meno di 100 milioni di persone fanno regolarmente uso di prestazioni sanitarie di medicine non convenzionali a livello preventivo e curativo, e \u2013 <strong>con una crescita del + 6,7% rispetto ai dati del 2012, i: l 21,2% della popolazione italiana utilizza attualmente \u2013 anche solo saltuariamente &#8211; medicinali non convenzionali<\/strong> per curarsi o ritrovare il naturale equilibrio omeostatico dell\u2019organismo al fine di alzare le barriere immunitarie e prevenire le malattie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Insomma, non una di queste prese di posizione critiche, che pure hanno goduto di buona stampa, si \u00e8 rivelata men che faziosa e totalmente inconsistente. Interessante anche notare l\u2019assenza completa di repliche, perch\u00e9 \u2013 come nel caso del presunto \u201ccrollo\u201d delle prescrizioni MNC \u2013 la tecnica \u00e8 sempre la medesima: si mette in giro sui mass-media una fake-news, e quando essa viene clamorosamente smentita, invece di fare ammenda o giustificarsi o perlomeno partecipare a un sano contraddittorio, si \u201csparisce\u201d, cambiando argomento. Ho citato questi esempi per far riflettere su quanto sia poco onesto intellettualmente l\u2019atteggimento di questi signori, veri e propri \u201csacerdoti della morale scientifica\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>E\u2019 in voga l\u2019Evidence Based Medicine, la medicina che pretende di essere basata su risultati evidenti e sperimentabili. Tu dici che l\u2019EBM \u00e8 un dogma. Ce lo puoi spiegare?<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Quante volte abbiamo sentito dire: <em>\u201c\u2026la scienza dice che\u201d<\/em><em>, \u201c\u00e8 ridicolo, non \u00e8 provato scientificamente\u201d,\u00a0 \u201cse \u00e8 scritto su PubMed \u00e8 cos\u00ec!<\/em> <em>\u201d, <\/em>etc\u2026? Bene, diamo qualche dato sull\u2019EBM sempre dal punto di vista della comunicazione.<\/p>\n<ul>\n<li>almeno <strong>il 50% degli studi pubblicati nel settore delle biotecnologie non \u00e8 ripetibile<\/strong>, e questa potrebbe essere una stima ottimistica. Nel 2012 \u2013 ricorda un articolo di \u201cNature\u201d \u2013 i ricercatori dell&#8217;azienda biotecnologica \u201cAmgen\u201d hanno scoperto non senza sorpresa che erano in grado di replicare solo 6 dei loro 53 studi oncologici definiti &#8220;fondamentali&#8221;;<\/li>\n<li>sulla base delle risultanze di una verifica pubblicata su \u201cNature Reviews Drugs Discovery\u201d, <strong>la multinazionale Bayer \u00e8 riuscita a ripetere solo il 25% di 67 esperimenti altrettanto importanti<\/strong>, sui quali aveva in parte basato le richieste di approvazione alla messa in commercio di una serie di farmaci;<\/li>\n<li>un\u2019ulteriore ricerca ha dimostrato che \u2013 nel decennio 2000\/2010 \u2013 circa <strong>000 pazienti hanno partecipato a test clinici basati su studi che poi sono stati \u201critrattati\u201d<\/strong> a causa di errori o procedure inappropriate;<\/li>\n<li>l\u2019allora direttrice del British Medical Journal, Dr. sa Fiona Goodle azzard\u00f2 pochi anni fa un provocatorio ma significativo test: invi\u00f2 a 200 revisori della rivista, l\u2019uno all\u2019insaputa dell\u2019altro, un articolo contenente \u2013 volutamente \u2013 8 errori di analisi e interpretazione: <strong>non solo nessuno dei 200 esperti individu\u00f2 tutti gli errori, ma la desolante media degli errori individuati si ferm\u00f2 a 2<\/strong>;<\/li>\n<li>il biologo e giornalista scientifico John Bohannon ha fatto un altro test, inviando a ben 304 riviste scientifiche indicizzate uno studio sugli effetti di alcuni licheni sulle cellule cancerogene, firmandosi con uno pseudonimo. Ebbene, l\u2019intero studio era totalmente inventato, conteneva errori di progettazione evidenti, e addirittura risultava redatto da un ricercatore di un\u2019Universit\u00e0 inesistente. Clamoroso: <strong>157 riviste scientifiche <\/strong>(pi\u00f9 della met\u00e0)<strong> accettarono di pubblicarlo<\/strong>;<\/li>\n<li>l\u2019Universit\u00e0 di Edimburgo, ha esaminato nel dettaglio inchieste e sondaggi svolti all\u2019interno della comunit\u00e0 accademica nel ventennio 1988-2008: un poco rassicurante <strong>2% dei ricercatori ha ammesso \u201cdi aver falsificato i dati\u201d, mentre il 28% di essi ha confessato di \u201cconoscere personalmente colleghi che hanno utilizzato metodi discutibili <\/strong>durante la progettazione o l\u2019esecuzione dei loro esperimenti\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Questo significa che l\u2019EBM \u00e8 da gettare nel cestino? Ma certo che no. Significa solamente che dobbiamo essere ben consapevoli dei suoi limiti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nel tuo ultimo libro <\/strong><strong>&#8220;Salviamo Gian Burrasca&#8221;, edito da Terra Nuova Edizioni, tu tra le altre cose analizzi un caso di gravi manipolazioni nella diffusione di uno psicofarmaco rivelatosi assai pericoloso<\/strong><\/p>\n<p>Ti riferisci al caso della Paroxetina, e in particolare, il suo uso in et\u00e0 pediatrica; ci si chiede spesso quanto siano attendibili gli studi finanziati dalle case farmaceutiche o condotti da ricercatori che hanno avuto o hanno incarichi di consulenza presso aziende farmaceutiche. Nel caso della paroxetina e della GlaxoSmithKline, quanto emerso non \u00e8 rassicurante, come ha spiegato la campagna <em>Gi\u00f9 le mani dai bambini. <\/em>A confermare la divulgazione di dati non corretti su efficacia e sicurezza del farmaco, utilizzato per il trattamento della depressione anche nei giovanissimi, \u00e8 stato il British Medical Journal nel 2015 che ha confutato il cosiddetto \u201cstudio 329\u201d, pubblicato nel 2001 a firma di 22 ricercatori e che originariamente pareva confermare l\u2019appropriatezza d\u2019uso di questa molecola nei casi di depressione. \u00c8 emerso che \u00abla ricerca fu redatta da Sally K. Laden, una ghostwriter pagata dalla casa farmaceutica che aveva finanziato la ricerca allo scopo di dimostrare l\u2019efficacia della molecola\u00bb si legge nella nota stampa a suo tempo diffusa dalla Campagna. \u00abCi sono voluti poi 14 anni e la tenacia di validi ricercatori per ribaltare i risultati dello studio e dimostrare che la paroxetina aumenta il rischio di suicidio per i minori che la assumono\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abDopo lo Studio 329 del 2001, le vendite della paroxetina e di altri psicofarmaci ad azione analoga subirono una fortissima impennata, grazie anche a prescrizioni di medici generici e pediatri, con il risultato che molti adolescenti subirono effetti negativi e alcuni morirono. La paroxetina divenne l\u2019antidepressivo pi\u00f9 venduto, con guadagni per centinaia di milioni di dollari e pi\u00f9 di due milioni di ricette emesse ogni anno per i soli bambini e adole- scenti\u00bb ha commentato Paolo Migone, medico specializzato in psichiatria in Italia e in USA. \u00abMentre la GlaxoSmithKline continuava a utilizzare lo Studio 329 come dimostrazione dell\u2019efficacia e sicurezza della paroxetina\u00bb ha aggiunto Migone, \u00abgi\u00e0 nel 2004 la Procura generale di New York denunci\u00f2 la multinazionale per frode contro i consumatori per aver contraffatto i dati e diffuso informazioni false. La causa si concluse con un accordo: la GSK doveva pagare una multa e si impegnava a pubblicizzare sul suo sito internet i dati effettivi dello Studio 329. Successivamente, anche il Dipartimento di Giustizia americano denunci\u00f2 la GSK per truffa nei confronti di Medicare e Medicaid, cio\u00e8 le principali agenzie assicuratrici pubbliche che finanziano la sanit\u00e0 in America, in quanto aveva diffuso affermazioni false o fraudolente. La GSK si dichiar\u00f2 colpevole e accett\u00f2 di pagare 3 miliardi di dollari, ovvero la multa pi\u00f9 alta comminata a un\u2019azienda farmaceutica nella storia americana\u00bb.<\/p>\n<p>La GlaxoSmithKline fu quindi definitivamente condannata e obbligata a rendere noti i dati relativi alla paroxetina. Ma come lo fece \u00e8 un altro capitolo ancora\u2026 La multinazionale pubblic\u00f2 infatti oltre 77.000 pagine di resoconti clinici visibili solo in remoto a video, senza che i files potessero essere scaricati o stampati. Una scelta ridicola e dannosa. Il team guidato dal professor Jon Jureidini dell\u2019Universit\u00e0 di Adelaide ha successivamente identificato lo studio finanziato da GlaxoSmithKline come un esempio di un processo autorizzativo da rivedere e, utilizzando documenti in precedenza riservati, ha rianalizzato i dati originali e ha scoperto che quanto all\u2019epoca fornito dalla casa farmaceutica era fortemente fuorviante e che il pericolo per i minori che utilizzano questo psicofarmaco \u00e8 &#8220;clinicamente significativo&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quali soluzioni intravedi per una comunicazione al servizio delle persone e per uno sviluppo della societ\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Non vorrei prenderla troppo alla lontana, ma vorrei citare alcune riflessioni tratte da un mio recente lavoro pubblicato su una rivista di settore. il Vangelo di Giovanni, scritto in tarda et\u00e0, \u00e8 la summa delle riflessioni che l&#8217;avevano segnato per tutta la vita, e dice: <strong><em>&#8220;In principio era il Verbo (Logos), e il Verbo era presso Dio, e il Verbo ERA Dio&#8221;<\/em><\/strong>. Il Verbo \u00e8 anche Verit\u00e0 e Vita. Negli ultimi due millenni, tutta la ricerca di una dimensione spirituale dell&#8217;uomo, e quindi del senso e del valore della vita, del significato della morte, della nozione di bene e di male, ha ruotato attorno al sillogismo di Giovanni sul Verbo. <strong>La storia ha poi ampiamente dimostrato tutte le aberrazioni che la mente umana \u00e8 stata capace di produrre <\/strong>\u201csfornando orrori\u201d, e l&#8217;esperienza della cultura giudaico-cristiana non \u00e8 certo stata da meno di tutte le altre, musulmana, buddista, induista; ma questo \u00e8 un altro discorso. Ma la ricerca di una qualche Verit\u00e0, \u00e8 praticata \u2013 consciamente o meno \u2013 da chiunque, magari con rimozioni e negazioni immediate. Ecco allora dove voglio arrivare: <strong>anche chi non crede, non potr\u00e0 negare che tra tutti i Valori dell&#8217;uomo, la Verit\u00e0 appare quello pi\u00f9 centrale<\/strong>, sia per chi ha fede come per chi non ne ha. Volente o nolente, tutti \u2013 cittadini, medici, filosofi, scienziati, giudici, operatori dell&#8217;informazione \u2013 cerchiamo di <em>\u201ctendere verso la Verit\u00e0\u201d<\/em>, operando scelte e compromessi continui, guidati purtroppo pi\u00f9 dalla convenienza della vita terrena che non dalle categorie &#8220;alte&#8221; dello Spirito. Le societ\u00e0 moderne si evolvono solo a condizione che sia dia per assodato che i fatti (A) devono essere descritti con equilibrio (B) devono essere documentati pubblicamente, e (C) devono tendere alla verit\u00e0. Il concetto di &#8220;Verit\u00e0 dell&#8217;informazione&#8221; \u00e8 infatti la base indispensabile dello Stato di diritto: <strong>dove non c\u2019\u00e8 verit\u00e0, non vi \u00e8 responsabilit\u00e0 politica &#8211; la responsabilit\u00e0 non \u00e8 mai di nessuno, non si sa di chi sia &#8211; e quindi non vi \u00e8 &#8220;salute dello Stato&#8221;<\/strong>, si ha uno Stato malato nel profondo, ed \u00e8 questo il caso dell&#8217;Italia negli ultimi anni. Il dibattito allora conta se riesce \u2013 ricercando la Verit\u00e0 \u2013 a &#8220;far parlare i fatti&#8221;, per poi costruire in modo equilibrato le opinioni di ognuno, anche magari divergenti. Questo non sta accadendo ad esempio sulla questione vaccini. Ebbene, <strong>nel mondo della sanit\u00e0 e della medicina, c&#8217;\u00e8 sistematica *negazione della Verit\u00e0*<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 disinformazione, non solo individuale, ma sempre pi\u00f9 spesso organizzata, e persino &#8220;finanziata&#8221; da gruppi di pressione e di interesse? <\/strong><\/p>\n<p>Esatto. Nella medicina molti sono spinti non dall\u2019interesse a guarire il malato, bens\u00ec dall\u2019interesse a perpetuare la malattia, costruendo artatamente un paradigma di salute poggiato su bugie, su falsit\u00e0, ma cos\u00ec ben &#8220;decorato&#8221; dal punto di vista estetico, da apparire l&#8217;unico paradigma possibile, o perlomeno l&#8217;unico percorribile: proprio quello che invece lo \u00e8 meno e che sta condannando il pianeta al disastro e alla <strong>patologia cronica<\/strong>, e, in quanto cronica, data ormai serenamente per scontata. Dobbiamo prendere lezioni forse dall\u2019arroganza da una certa medicina, con i suoi 250.000 morti all\u2019anno per effetti collaterali a causa di farmaci somministrati con leggerezza o impropriamente e per malepratiche sanitarie? Dobbiamo prendere lezioni da quelle case farmaceutiche che per solo scopo di lucro immettono sul mercato psicofarmaci come la Paroxetina, <strong>consci del fatto che stimola idee suicidarie su bambini e adolescenti,<\/strong> e ostacolano poi deliberatemente la giustizia quando si scopre che gli studi scientifici alla base dell\u2019autorizzazione alla messa in commercio erano stati manipolati? O forse dobbiamo prendere lezioni dall\u2019Agenzia Italiana del Farmaco, che a distanza di 2 anni dalla questa scoperta agghiacciante, ammette candidamente in una corrispondenza con il Ministero della Salute italiano di <em>\u201cnon aver ritenuto di far nulla\u201d<\/em> per allertare le famiglie relativamente a questo vergognoso scandalo? C\u2019\u00e8 voluto un nuovo Presidente dell\u2019AIFA, l\u2019Agenzia Italiana del Farmaco, persona degnissima, per sbloccare la cosa, proprio poche settimane fa.<\/p>\n<p>Lancio una provocazione: coloro che criticano chi pensa con la propria testa, facciano una ricerca scientifica importante, sugli abomini delle pratiche mediche mainstream, totalmente disumanizzate, e sui disastri perpetrati da questi signori che salgono in cattedra per poi dare il loro quotidiano e sistematico contributo alla distruzione dei delicati equilibri dell\u2019ambiente nel quale tutti viviamo.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>E\u2019 necessario essere diversi?<\/strong><\/p>\n<p>Si. Dobbiamo passare oltre a quei processi cognitivi che vorrebbero una Verit\u00e0 soggettiva, <strong>prestata a questo o quell&#8217;interesse, deformata, alterata per le pi\u00f9 diverse convenienze,<\/strong> e impegnarci a cercare, costruire, narrare, una Verit\u00e0 che in quanto oggettiva \u00e8 lapalissiana, chiara, cristallina: ovvero che l&#8217;Uomo \u00e8 al centro dei processi di salute, e la Medicina o \u00e8 centrata sulla Persona <strong>o semplicemente non \u00e8 Medicina<\/strong><strong>; \u00e8 vendita di prestazioni, \u00e8 mercato, \u00e8 un&#8217;altra cosa, e non ci interessa pi\u00f9, esce necessariamente dal perimetro dello sguardo del Medico. <\/strong><\/p>\n<p>Dobbiamo impegnarci con molta pi\u00f9 energia per stimolare un &#8220;risveglio&#8221; di almeno qualche coscienza, generando \u2013 come mi ha insegnato anni fa il mio fraterno amico Dott. Paolo Roberti di Sarsina \u2013 <strong>la pi\u00f9 bella delle epidemie, la pi\u00f9 mirabile e straordinaria delle &#8220;malattie&#8221;: un&#8217;epidemia di consapevolezza, <\/strong>ed eventi come quello di oggi servono proprio a questo. Lavoriamo tutti assieme, tutto coloro che per i pi\u00f9 diversi motivi credono nella necessit\u00e0 di raffermare la Verit\u00e0, perch\u00e9 semmai riusciremo a raggiungere anche solo in parte questi obiettivi, potremo farlo solo essendo coesi. \u00a0E se vi riusciremo, ci sar\u00e0 da andarne davvero fieri. Perch\u00e9 solo affermando queste Verit\u00e0 potremo dare un contributo a cambiare il mondo e a far crescere il Pianeta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luca Poma \u00e8 giornalista, scrittore e Professore in Relazioni Pubbliche Avanzate all\u2019Universit\u00e0 LUMSA di Roma. 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