{"id":490550,"date":"2017-07-12T21:39:11","date_gmt":"2017-07-12T20:39:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=490550\/"},"modified":"2017-07-12T21:40:49","modified_gmt":"2017-07-12T20:40:49","slug":"madrid-laboratorio-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/07\/madrid-laboratorio-democrazia\/","title":{"rendered":"Madrid laboratorio di democrazia"},"content":{"rendered":"<p>Nel corso dell\u2019occupazione di Puerta del Sol a Madrid nel 2011, i pirati informatici del nucleo \u00a0del <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Proteste_in_Spagna_del_2011\">15M<\/a> di Madrid svilupparono una piattaforma perch\u00e9 chiunque potesse avanzare proposte politiche. Progettata in software libero la piattaforma <em>Propongo <\/em>consentiva agli utenti di proporre idee che potevano poi essere votate. L\u2019organizzazione operativa era molto semplice: proposte decentralizzate dal basso. Lo stato di Rio Grande do Sul (Brasile), in cui sono nati i bilanci partecipativi nel 1989, ha usato parte del codice <em>Propongo <\/em>e della sua filosofia per il suo Gabinetto Digitale, il suo progetto star di partecipazione cittadina.<\/p>\n<p>In Spagna la classe politica ha voltato le spalle agli <em>Indignados. <\/em>Sull\u2019altro versante di <em>Propongo <\/em>non c\u2019era nessuno. Nessun governo locale, regionale o statale ha ascoltato la nuova musica proveniente dalle piazze, e ancor meno le proposte. Nel frattempo l\u2019intelligenza collettiva e le reti nelle piazze sviluppavano meccanismi sofisticati di partecipazione e deliberazione, sia in rete sia faccia a faccia. La potente tecno-politica prodotta in Spagna ha conquistato i cuori di attivisti di tutto il mondo. E anche i cuori di alcuni accademici e politici stranieri.<\/p>\n<p>Nel maggio del 2015 le cosiddette \u201cconfluenze cittadine\u201d, superando gli schemi tradizionali dei partiti politici, hanno conquistato le amministrazioni di molte citt\u00e0 in Spagna. E parte dell\u2019intelligenza tecno-politica delle piazze \u00e8 stata trasferita nelle amministrazioni locali. Hacktivisti, programmatori, agevolatori di assemblee e del processo partecipativo sono andati a lavorare per le istituzioni. Pablo Soto, uno storico hacker del movimento peer-to-peer e uno dei frequentatori di Puerta del Sol \u00e8 stato uno di loro. A giugno 2015 Soto \u00e8 diventato il capo della partecipazione del Consiglio Comunale di Madrid. <em>Ahora Madrid, Barcelona en Com\u00f9, Zaragoza en Com\u00f9n, <\/em>tra molte altre confluenze politiche, hanno cominciato ad accelerare la partecipazione nelle principali citt\u00e0 del paese.<\/p>\n<p>\u201cTutte le strade portano alle citt\u00e0 spagnole, dove si stanno sperimentando strumenti di potere ai cittadini come in nessun altro luogo al mondo\u201d, ha segnalato Geoff Mulgan, capo del <a href=\"http:\/\/www.nesta.org.uk\/\">Nesta<\/a> nel Regno Unito. Due anni dopo aver assunto il potere nelle cosiddette Citt\u00e0 del Cambiamento, la partecipazione \u00e8 divenuta uno dei maggiori terremoti. E la Madrid dell\u2019hacker Soto \u00e8 la citt\u00e0 che si \u00e8 spinta pi\u00f9 in l\u00e0 su questo cammino. Dalle reti al territorio e viceversa, Madrid sta trasformando in politiche pubbliche il sogno collettivo delle piazze occupate nel 2011.<\/p>\n<p><strong>Democrazia dal basso<\/strong><\/p>\n<p>Pablo Soto usa un termine che il dizionario della Reale Accademia della Lingua Spagnola non riconosce (ancora): <em>disintermediazione. <\/em>Disintermediazione politica significa rimuovere gli intermediari dalla politica rappresentativa. Lo scopo \u00e8 chiaro: far s\u00ec che siano i cittadini a prendere le loro decisioni.<\/p>\n<p>Il lancio di <em><a href=\"https:\/\/decide.madrid.es\/\">Decide Madrid<\/a>, <\/em>la piattaforma partecipativa della citt\u00e0 gestita sul software libero <em>Consul<\/em>, ha segnalato una vera rivoluzione. Da un lato ha aperto la via alla democrazia dal basso, mediante meccanismi diretti e vincolanti. Diversamente da altri storici bilanci partecipativi, i cento milioni di euro dedicati ai bilanci partecipativi di <em>Decide Madrid <\/em>nel 2017 sono stanziati in conformit\u00e0 a proposte pervenute dal basso. Le proposte che ottengono i maggiori voti, ogniqualvolta tecnicamente realizzabili, sono approvate. La piattaforma ha anche una sezione per le \u201cproposte dei cittadini\u201d. Se una proposta ottiene il sostegno dell\u2019un per cento dei cittadini registrati di Madrid di et\u00e0 superiore ai sedici anni (cio\u00e8 27.064 cittadini) passa alla fase finale di voto. La prima di tali votazioni su proposte dei cittadini ha avuto luogo il 13-19 febbraio 2016, su Internet e in diversi spazi fisici della citt\u00e0. La proposta <em>Madrid sostenibile al 100% <\/em>\u00e8 stata votata da 188.665 persone (l\u201989,11 per cento dei votanti). La proposta <em>Biglietto unico per il trasporto pubblico<\/em>, anche se superava l\u2019area di giurisdizione del consiglio cittadino, \u00e8 stata appoggiata da 198.905 persone (il 93,34 per cento dei votanti) e ha esercitato pressione sul Consorzio Trasporti di Madrid, in cui il governo regionale ha una partecipazione importante.<\/p>\n<p><em>Decide Madrid <\/em>\u00e8 anche utilizzata per consultazioni vincolanti sulla pianificazione urbanistica, come quelle su Plaza Espa\u00f1a, la Gran V\u00eca e la ristrutturazione di undici piazze delle periferie della citt\u00e0. Grazie alla disintermediazione del software Napster, gruppi musicali sconosciuti hanno organizzato giri di concerti senza alcun aiuto delle compagnie discografiche. Grazie alla disintermediazione di <em>Decide Madrid <\/em>una proposta di un singolo cittadino del distretto Retiro \u00e8 riuscita a trasformare il quasi abbandonato Teatro Dao\u00ecz y Velarde in una libreria sul cinema.<\/p>\n<p>\u201cIl canale dal basso verso l\u2019alto che consente alle persone di imporre decisioni a dirigenti di vertice non \u00e8 uno strumento tecnologico: \u00e8 un meccanismo di iniziativa popolare. In precedenza il meccanismo consisteva nel raccogliere firme. Oggi i cittadini usano la tecnologia per raccoglierle, aprendo un <em>Change.org, <\/em>un <em>Oiga.me. <\/em>Lo abbiamo fatto a Madrid (\u2026) La filosofia di <em>Propongo <\/em>governa la maggior parte delle piattaforme di democrazia diretta messe in atto in Spagna dai consigli delle Citt\u00e0 del Cambiamento\u201d, dice Pablo Soto.<\/p>\n<p>La piattaforma <em>Decide Madrid <\/em>inizialmente non \u00e8 stata accolta bene dalle associazioni tradizionali di quartiere, abituate alla partecipazione faccia a faccia e a mediare tra cittadini e governo. Al fine di affrontare ci\u00f2 si sta creando un certo numero di spazi di deliberazione faccia a faccia, quali i <em>Forum Locali <\/em>(spazi di partecipazione fisica nei distretti) e anche progetti quali <em>Se ti senti come un gatto <\/em>(partecipazione per bambini e adolescenti), o processi come il G1000, che mira a promuovere la deliberazione collettiva e a incoraggiare proposte dal basso sulla base di un campione rappresentativo della popolazione, in modo che siano garantite la diversit\u00e0 e la pluralit\u00e0 dei partecipanti.<\/p>\n<p>La maggior parte dei progetti \u00e8 attuata con il sostegno dei Nuovi Laboratori dell\u2019Innovazione Cittadina del prestigioso Medialab-Prado. Il <em><a href=\"https:\/\/twitter.com\/participa_LAB\">Participa <\/a>LAB <\/em>(Intelligenza Collettiva per la Democrazia), il DataLab (dati pubblici) e l\u2019InciLab (Laboratorio di Innovazione Cittadina) sono iniziative congiunte pubblico\/comunitarie che fanno da ponte tra l\u2019amministrazione locale e i cittadini. Il <em>Participa LAB, <\/em>che \u00e8 quello che lavora pi\u00f9 da vicino sulla partecipazione, sta collaborando con <em>Decide Madrid <\/em>in numerosi progetti (Codat, Madrid <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Hackathon\">hackathons<\/a>, Se ti senti come un gatto, linee comunitarie, ludicizzazione, G100, gruppi narrativi \u2026) e coordina l\u2019appello internazionale <em><a href=\"http:\/\/medialab-prado.es\/article\/collective-intelligence-for-democracy-2017\">Intelligenza Collettiva per la Democrazia<\/a>. <\/em>InciLab ha lanciato, tra molte altre iniziative, il progetto <em><a href=\"http:\/\/medialab-prado.es\/article\/madrid-escucha-ciudadanos-y-empleados-publicos-mano-a-mano-convocatoria-de-proyectos\">Madrid Ascolta<\/a>, \u00a0<\/em>per collegare i dirigenti del Comune con i cittadini su progetti concreti, fondendo la filosofia della disintermediazione e quella dei laboratori cittadini.<\/p>\n<p>Forte di pi\u00f9 di 300.000 utenti, <em>Decide Madrid <\/em>si sta consolidando come spazio egemone per la partecipazione nella citt\u00e0. Attiva una variet\u00e0 di processi, dibattiti, proposte e progetti. Il suo software gratuito significa che qualsiasi citt\u00e0 pu\u00f2 adattare <em>Consul <\/em>alle proprie necessit\u00e0, senza alcun investimento significativo, e creare una piattaforma. Da Barcellona a A Coru\u00f1a, da Roma a Parigi a Buenos Aires, dozzine di istituzioni di tutto il mondo hanno replicato il nucleo iniziale di <em>Decide Madrid<\/em>, creando cos\u00ec quella che Audrey Tang, ministro del digitale di Taiwan, chiama una \u201cfederazione liquida di citt\u00e0\u201d. Ada Colau, sindaco di Barcellona, elogiando la rete cooperativa di citt\u00e0 della partecipazione afferma: \u201cE\u2019 molto interessante che a Barcellona siamo stati in grado di condurre la nostra prima esperienza di partecipazione digitale, <em>Decidim Barcelona<\/em>, adattando il codice base di Madrid. Una volta ricevuta la prima proposta l\u2019abbiamo condivisa con molti comuni in tutta la Catalogna\u201d.<\/p>\n<p><strong>Democrazia distribuita<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Il cervello come metafora. Una mappa di Amburgo (Germania) come simbolo della citt\u00e0 in rete, decentralizzata. Neuroni e quartieri collegati da flussi, inevitabilmente sincronizzati. Entrambe le immagini si trovano in <em>Emergency<\/em>, il classico libro di Steven Johnson sui processi di intelligenza collettiva. La citt\u00e0 come un cervello, come un tutto fatto da nodi decentralizzati. La citt\u00e0 come rete aperta, dove ogni quartiere-nodo pu\u00f2 connettersi con qualsiasi altro. Il concetto di Caio Vassao di una <a href=\"http:\/\/caiovassao.com.br\/2015\/06\/14\/cidade-distribuida\/\">citt\u00e0 distribuita<\/a> traccia i margini di una citt\u00e0 senza alcun centro, \u201cin rete, aperta, fluida, flessibile, adattabile, riconfigurabile\u201d. Una citt\u00e0 dove i quartieri delle periferie dialogano e si collegano gli uni agli altri senza la mediazione di un centro storico.<\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/DecideMadrid2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-490560\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/DecideMadrid2.jpg\" alt=\"\" width=\"625\" height=\"233\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/DecideMadrid2.jpg 625w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/DecideMadrid2-300x112.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 625px) 100vw, 625px\" \/><\/a><\/p>\n<h5 class=\"wp-caption-text\"><em>Diagramma del cervello umano. Fonte: Mittermeier. A destra: mappa di Amburgo, circa 1850. Fonte: Princeton Architectural Press<\/em><\/h5>\n<p>Madrid ha dato il via a una politica di potente decentramento. La democrazia distribuita a Madrid pu\u00f2 essere costatata nel modo in cui sono stanziati i bilanci, nel modo in cui i distretti cittadini hanno moltiplicato le loro risorse e in parte gestiscono manifestazioni culturali (che le <em>Estati nella Citt\u00e0<\/em>) e progetti culturali <em>(Distretto Madrid). <\/em><\/p>\n<p>Al tempo stesso il lancio dei Forum Locali \u00e8 una chiara mossa per decentrare il potere e la partecipazione nella citt\u00e0. Attraverso progetti quali il <em><a href=\"https:\/\/www.experimentadistrito.net\/\">Distretto Sperimentale<\/a> <\/em>(laboratori cittadini itineranti), <em>Immaginare Madrid <\/em>(ripensamento di dieci territori) o il progetto M.A.R.E.S., la capitale della Spagna sta ridisegnando il tessuto dei suoi quartieri, le sue relazioni economiche e il coinvolgimento dei cittadini nel processo decisionale. Il riuscito progetto <em>Distretto Sperimentale <\/em>di Medialab-Prado, che ha gi\u00e0 visitato Villaverde, Moratalaz e Fuencarral, \u00e8 in piena espansione. Sta persino per lanciare un appello globale, con dozzine di citt\u00e0 di tutto il mondo che vogliono replicarlo. Medialab-Prado, uno dei centri d\u2019innovazione della citt\u00e0, definisce <em>Distretto Sperimentale <\/em>come uno dei \u201claboratori cittadini per la sperimentazione e l\u2019apprendimento collaborativo cui chiunque pu\u00f2 partecipare\u201d. I laboratori cittadini (di quartiere) sono basati sulla creazione di prototipi culturali, un modo collaborativo e aperto di sviluppare progetti. I laboratori cittadini (di quartiere) per apprendere e insegnare, nei quali il risultato non \u00e8 un prodotto perfetto, bens\u00ec un processo che pu\u00f2 essere migliorato in tempo reale attraverso la collaborazione di cittadini dei quartieri di Madrid.<\/p>\n<p><strong>Democrazia dei beni comuni<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.viveroiniciativasciudadanas.net\/civics\/iniciativas\/\">L\u2019esuberante ecosistema<\/a> di pratiche cittadine e di spazi autogestiti ha trasformato Madrid in un riferimento internazionale dei beni comuni urbani. \u00a0Come si collegano i beni comuni della citt\u00e0 con il potere politico locale? Molte aspettative sono state generale quando <em>Ahora Madrid <\/em>\u00e8 salito al potere, poich\u00e9 <em>Patio Maravillas<\/em>, una ben nota occupazione nella citt\u00e0, faceva parte della candidatura che ha vinto le elezioni locali. Nel corso dei cinque anni in carica il Consiglio Comunale ha attuato una politica di trasferimento di spazi in collaborazione con la Rete degli Spazi Cittadini (REC), che riunisce gruppi della maggior parte degli spazi autogestiti di Madrid.<\/p>\n<p>Le aspettative, tuttavia, sono state smorzate, poich\u00e9 <em>Patio Maravillas <\/em>\u00e8 diventato un tiro alla fune culturale con la Destra e alla fine non ha ottenuto uno spazio nel centro cittadino che il Consiglio era pronto a mettere a disposizione. In molti distretti, tuttavia, il Consiglio Comunale ha cominciato a trasferire spazi ai cittadini, alimentando l\u2019autonomia dei beni comuni. Il Centro Sociale Autogestito PlayaGata (a Fuencarral) e lo Spazio Sociale La Salamandra (a Moratalaz), entrambi spazi consegnati ai cittadini, sono stati punti chiave di alimentazione del progetto <em>Distretto Sperimentale. <\/em>Madrid ha anche trasferito alla societ\u00e0 civile diverse aree della citt\u00e0, quali il Palazzo Sueca, il lotto Alemandro 3, il Mercato Frutta e Verdura (assegnato al quartiere di Arganzuela) e La Gasoli. Inoltre la citt\u00e0 ha messo a disposizione numerosi lotti in cui i cittadini\u00a0 coltivavano orti urbani illegali, rafforzando cos\u00ec la Rete degli <a href=\"https:\/\/redhuertosurbanosmadrid.wordpress.com\/sobre-nosotros\/#quienesSomos\">Orti Urbani di Madrid<\/a>.<\/p>\n<p>La recente occupazione di La Ingobernable, un \u201cCentro Sociale Metropolitano per la costruzione dei beni comuni urbani\u201d situato in un edificio di propriet\u00e0 del Consiglio Comunale a pochi metri dal Museo del Prado, dimostra che la societ\u00e0 civile vuole di pi\u00f9. Che non si tratti di accontentarsi delle cornici istituzionali stabilite. Che i centri sociali siano laboratori cittadini, segmenti vitali di democrazia, spazi di co-creazione di una citt\u00e0 vitale. Che i beni comuni determinino anche tensioni e conflitti, non solo co-gestione. La democrazia di Madrid si alimenta dell\u2019autonomia dei cittadini e al tempo stesso di un versante istituzionale che cerca di superare, a volte troppo lentamente, la logica classica della democrazia rappresentativa. Il manifesto ironico appeso a una parete di una stanza di La Ingobernable trasmette questo messaggio dall\u2019autogestione, dai beni comuni, dai cittadini, all\u2019istituzione: \u201cRendiamo Madrid grande di nuovo\u201d.<\/p>\n<p><em>Bernardo Guti\u00e9rrez (<\/em><em>@<\/em><em>bernardosampa su Twitter) \u00e8 un giornalista spagnolo-brasiliano, scrittore e ricercatore che vive a Madrid. Scrive di politica, societ\u00e0, tecnopolitica e tecnologie di partecipazione. Ha pubblica i libri \u2018Calle Amazonas\u2019 (Altair, 2010), collaborato a testi collettivi quali \u2018Amanha vai ser maior\u2019 (Anna Blume, 2014) ed \u00e8 stato uno dei redattori di \u201cJUNHO: potere delle strade e reti\u2019 (Friedrich Ebert Siftung, 2014). Ha appena pubblicato \u2018The day after tomorrow. Journey to the Spain of change\u2019 [Dopodomani: viaggio nella Spagna del cambiamento] (ARPA editori, 2017). Lavora al MediaLab Prado di Madrid. <\/em><\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/zcomm.org\/znetarticle\/madrid-as-a-democracy-lab\/\">https:\/\/zcomm.org\/znetarticle\/madrid-as-a-democracy-lab\/<\/a><\/p>\n<p>Originale: <a href=\"https:\/\/www.opendemocracy.net\/democraciaabierta\/bernardo-guti-rrez\/madrid-as-democracy-lab\">open democracy<\/a><\/p>\n<p>traduzione di Giuseppe Volpe<\/p>\n<p>Traduzione \u00a9 2017 ZNET Italy \u2013 Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel corso dell\u2019occupazione di Puerta del Sol a Madrid nel 2011, i pirati informatici del nucleo \u00a0del 15M di Madrid svilupparono una piattaforma perch\u00e9 chiunque potesse avanzare proposte politiche. 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