{"id":48331,"date":"2013-04-18T15:48:24","date_gmt":"2013-04-18T14:48:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=48331"},"modified":"2013-04-18T15:48:35","modified_gmt":"2013-04-18T14:48:35","slug":"bielorussia-quando-si-osa-essere-indipendenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/04\/bielorussia-quando-si-osa-essere-indipendenti\/","title":{"rendered":"Bielorussia. Quando si osa essere indipendenti"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\">In un nuovo rapporto sulla Bielorussia pubblicato oggi da Amnesty International, intitolato \u201cCi\u00f2 che non \u00e8 permesso \u00e8 vietato\u201d, Amnesty International ha denunciato la soppressione della societ\u00e0 civile bielorussa da parte di un governo repressivo che non tollera alcuna forma di critica.<\/p>\n<p>Il rapporto di Amnesty International mostra come le autorit\u00e0 di Minsk neghino regolarmente i diritti alla libert\u00e0 d\u2019espressione, associazione e riunione, impedendo di parlare in pubblico, organizzare iniziative o fondare organismi della societ\u00e0 civile. Chi prende parte a manifestazioni viene spesso multato o persino messo in prigione.<\/p>\n<p>\u2018Negli ultimi 20 anni, il governo della Bielorussia ha sempre pi\u00f9 soffocato ogni aspetto della societ\u00e0 civile, privando le persone dell\u2019opportunit\u00e0 di esprimere le loro opinioni, di contribuire al dibattito pubblico e di agire come un contrappeso alle autorit\u00e0\u2019\u2019 ha dichiarato Heather McGill, ricercatrice di Amnesty International sulla Bielorussia.<\/p>\n<p>Il rapporto di Amnesty International analizza la legislazione in materia di associazioni e di manifestazioni pacifiche e documenta violazioni nei confronti di difensori dei diritti umani, sindacalisti, ambientalisti e persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender.<\/p>\n<p>Coloro che intendono registrare organizzazioni indipendenti di qualunque genere devono affrontare una legislazione restrittiva, che i pubblici ufficiali applicano in modo da restringere ulteriormente gli spazi per la libert\u00e0 d\u2019associazione. Gli attivisti che operano senza registrazione vanno incontro a processi per aver agito a nome di un soggetto non riconosciuto.<\/p>\n<p>A causa dei rigorosi requisiti richiesti, nessun partito politico \u00e8 stato registrato a partire dal 2000. Gli iscritti ai sindacati indipendenti vanno incontro a discriminazioni sul posto di lavoro.<\/p>\n<p>Ales Bialiatski, prigioniero di coscienza, presidente del Centro Viasna per i diritti umani, un\u2019organizzazione cui e\u2019 stato ritirato il riconoscimento nel 2003, sta scontando una condanna a quattro anni e mezzo di carcere, emessa nel 2011, per aver ricevuto donazioni per il suo lavoro sui diritti umani sui suoi conti bancari aperti in Polonia e Lituania dopo che gli era stato impedito di aprire un conto nelle banche bielorusse.<\/p>\n<p>Aleh Stakhaevich, un autista di una cava di granito situata nella Bielorussia sudoccidentale, \u00e8 stato eletto presidente di un sindacato indipendente costituito nel dicembre 2011. Secondo quanto previsto dalle leggi in materia, gli iscritti hanno informato il datore di lavoro e hanno chiesto il permesso di avere una sede legale. L\u2019azienda ha rifiutato e ha iniziato a perseguitare i potenziali nuovi iscritti. Stakhaevich \u00e8 stato accusato di guida imprudente e licenziato. Ad oggi, quattro membri del sindacato indipendente sono stati licenziati e altri sono stati intimiditi fino al punto da lasciarlo per paura di perdere il lavoro.<\/p>\n<p>Quando, nel 2003, i soci di Amnesty International cercarono di registrarsi come organizzazione internazionale, venne detto loro che c\u2019erano problemi con l\u2019uso del simbolo della candela col filo spinato. Quando ci riprovarono nel 2005, stavolta come fondazione locale, gli venne risposto che la registrazione sarebbe stata concessa se avessero condiviso preventivamente con le autorit\u00e0 tutte le iniziative in programma. Poich\u00e9 ci\u00f2 avrebbe minato l\u2019indipendenza dell\u2019organizzazione, decisero di rinunciare.<\/p>\n<p>Nel corso degli anni, Amnesty International ha documentato numerosi casi in cui partecipanti a manifestazioni non autorizzate sono stati arrestati, imprigionati e a volte picchiati dagli agenti di polizia.<\/p>\n<p>Durante le \u201cproteste silenziose\u201d settimanali del 2011, in cui gruppi di persone in tutto il paese camminavano senza dire nulla, applaudendo o attivando simultaneamente la suoneria dei cellulari, molte persone sono state picchiate, condannate a multe o a periodi di detenzione amministrativa.<\/p>\n<p>La pi\u00f9 grande manifestazione nella storia recente del paese, convocata al centro della capitale Minsk a seguito delle elezioni presidenziali del dicembre 2010, \u00e8 stata repressa con una violenza senza precedenti. La polizia ha arrestato oltre 700 persone e molte altre, compresi semplici passanti, sono state picchiate e ferite. Quattro prigionieri di coscienza \u2013 Mykalau Statkevich, Pavel Sevyarynets, Eduard Lobau e Zmitser Dashkevich \u2013 sono in carcere da allora.<\/p>\n<p>La Legge sulle azioni di massa viola il diritto umani fondamentale di prendere parte a una manifestazione.<\/p>\n<p>\u201cAnche la marcia o la protesta di una sola persona \u00e8 considerata una violazione di quella Legge. Si pu\u00f2 essere processati per aver preso parte a una marcia solitaria o multati per aver consegnato un omaggio in un luogo pubblico\u201d ha spiegato McGill.<\/p>\n<p>Manifestanti pacifici vengono spesso condannati al pagamento di una multa o a brevi periodi di detenzione per aver violato la Legge sulle azioni di massa o per infrazioni minori come aver imprecato in un luogo pubblico. Pavel Vinahradau, un esponente del movimento giovanile Zmena (Cambiamento), ha trascorso in carcere 66 giorni tra il 30 dicembre 2011 e il 12 dicembre 2012 per otto separate condanne amministrative per reati quali insulto in luogo pubblico, violazione delle norme sulle riunioni pubbliche e sui picchetti.<\/p>\n<p>\u201cLa Bielorussia deve consentire alla sua popolazione di esprimersi liberamente senza timore di subire repressione. Le autorit\u00e0 devono riesaminare tutti i decreti presidenziali e le leggi relative alla registrazione e alle attivit\u00e0 delle ONG e assicurare che i funzionari pubblici rispettino il diritto alla libert\u00e0 di associazione e di riunione\u201d ha concluso McGill.<\/p>\n<p>Il rapporto \u201cCi\u00f2 che non \u00e8 permesso \u00e8 vietato\u201d \u00e8 disponibile in inglese all\u2019indirizzo:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.amnesty.it\/bielorussia-quando-si-osa-essere-indipendenti\" target=\"_blank\">http:\/\/www.amnesty.it\/bielorussia-quando-si-osa-essere-indipendenti<\/a><br \/>\ne presso l\u2019Ufficio stampa di Amnesty International Italia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un nuovo rapporto sulla Bielorussia pubblicato oggi da Amnesty International, intitolato \u201cCi\u00f2 che non \u00e8 permesso \u00e8 vietato\u201d, Amnesty International ha denunciato la soppressione della societ\u00e0 civile bielorussa da parte di un governo repressivo che non tollera alcuna forma&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":432,"featured_media":48332,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[150,60,47],"tags":[4634,3796],"class_list":["post-48331","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati-stampa","category-diritti-umani","category-europa","tag-bielorussia","tag-violazione-dei-diritti-umani"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Bielorussia. 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