{"id":481311,"date":"2017-06-22T08:47:23","date_gmt":"2017-06-22T07:47:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=481311\/"},"modified":"2017-06-22T08:50:22","modified_gmt":"2017-06-22T07:50:22","slug":"rifugiati-bruxelles-braccio-ferro-sul-regolamento-dublino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/06\/rifugiati-bruxelles-braccio-ferro-sul-regolamento-dublino\/","title":{"rendered":"Rifugiati, a Bruxelles \u00e8 braccio di ferro sul nuovo Regolamento Dublino"},"content":{"rendered":"<p><b>E\u2019 una delle riforme sull\u2019<a href=\"http:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Politica\/Migrazioni\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">immigrazione<\/a> pi\u00f9 attese nel panorama legislativo europeo, ma la strada per arrivare a un nuovo Regolamento Dublino potrebbe essere tutta in salita<\/b>. Da mesi nel Parlamento europeo la Commissione Libert\u00e0 civili, giustizia e affari interni (Libe) sta lavorando per arrivare a un testo congiunto. La relatrice della riforma \u00e8 l\u2019eurodeputata svedese Cecilia Wikstrom (gruppo Alde), che ha gi\u00e0 depositato un testo, su cui sono piovuti 1021 emendamenti da tutti gli schieramenti politici. Tassello dopo tassello, la revisione va avanti, e potrebbe concludersi gi\u00e0 entro l\u2019estate: in Commissione si dicono, infatti, tutti fiduciosi sulla possibilit\u00e0 di arrivare a un accordo. Pi\u00f9 difficile sar\u00e0 superare lo scoglio del Consiglio europeo, formato dai leader degli Stati membri dell\u2019<a href=\"http:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Politica\/Unione-Europea\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Ue<\/a>. Qui c\u2019\u00e8 il blocco del Visegrad formato da paesi apertamente ostili all\u2019accoglienza dei migranti (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia), che supportati dall\u2019Austria, fanno muro per far saltare l\u2019impianto della riforma.<\/p>\n<p><b>I punti chiave della riforma.\u00a0<\/b>Il Regolamento Dublino, che definisce in particolare la competenza degli Stati nelle richieste d\u2019asilo, \u00e8 entrato in vigore nel 1999. Nel corso degli anni \u00e8 stato riformato tre volte. Tra i nodi principali del Regolamento Dublino III, attualmente in vigore, c\u2019\u00e8 il principio secondo cui sono i paesi di primo approdo a doversi far carico della domande di protezione internazionale di chi arriva: una norma che grava in particolare sui paesi di frontiera (come Italia e Grecia). Ed \u00e8 proprio questo uno dei punti pi\u00f9 controversi. Se nella prima formulazione del testo, infatti, l\u2019intero controllo di ammissibilit\u00e0 delle richieste di protezione internazionale era ancora lasciato ai paesi di primo approdo, nel nuovo testo\u00a0<a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/sides\/getDoc.do?pubRef=-%2f%2fEP%2f%2fNONSGML%2bCOMPARL%2bPE-599.751%2b02%2bDOC%2bPDF%2bV0%2f%2fIT\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">la norma \u00e8 stata soppressa<\/a>\u00a0con un emendamento per evitare \u201cl\u2019onere supplementare per gli Stati membri in prima linea\u201d, che \u201cdisincentiverebbe tali Stati dal registrare correttamente i richiedenti, incoraggiando cos\u00ec i movimenti secondari\u201d. Agli Stati di frontiera, rester\u00e0 invece l\u2019onere della registrazione e dell\u2019identificazione dei migranti.\u00a0<b>Per il funzionamento del nuovo regolamento, sar\u00e0 centrale dunque il principio di solidariet\u00e0: \u201cogni stato membro deve assumersi una quota di responsabilit\u00e0<\/b>\u00a0\u2013 spiega la relatrice Wikstrom -. Non possiamo accettare che siano solo alcuni, tra i 28, ad assumersi l\u2019onere. La solidariet\u00e0 dovrebbe essere un elemento permanente \u2013 sottolinea &#8211; . L\u2019unione europea non \u00e8 un buffet dove ognuno pu\u00f2 scegliere quello che vuole\u201d. Una volta arrivati e identificati, i migranti e i richiedenti asilo verranno trasferiti in uno dei 28 paesi Ue, ogni Stato dovr\u00e0 assicurare accoglienza a una quota stabilita di <a href=\"http:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Diritti-umani\/Rifugiati\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">richiedenti asilo<\/a>. Solo per gli stati che hanno meno esperienza di immigrazione si prevede un programma scaglionato di arrivi (raggiungeranno la quota totale in 5 anni).<\/p>\n<p>Tra le altre novit\u00e0 della riforma c\u2019\u00e8 l\u2019allargamento del legame di parentela anche ai fratelli e sorelle dei richiedenti, per aumentare e facilitare i ricongiungimenti familiari.\u00a0<b>Il sistema di relocation (che oggi va a rilento) verr\u00e0 reso automatico e permanente<\/b>: i migranti non potranno scegliere il paese di destinazione ma si terr\u00e0 conto dei legami del richiedente asilo con un particolare paese (non solo legami amicali e di parentela ma anche conoscenza della lingua e passate esperienze sul territorio). L\u2019obiettivo \u00e8 scoraggiare i cosiddetti movimenti secondari: cio\u00e8 il fatto che le persone si spostino da un luogo all\u2019altro per raggiungere il paese prescelto. \u201cGli standard di accoglienza devono essere accettabili ovunque, non dobbiamo permettere che si creino delle diaspore in tutta Europa. L\u2019attuale sistema favorisce i movimenti secondari \u2013 aggiunge Wikstrom -. Il sistema va armonizzato perch\u00e9 oggi non funziona in nessun paese dell\u2019Unione, neanche nei paesi che hanno ricevuto maggiori richieste d\u2019asilo come la Svezia e la Germania. Qui l\u2019accesso alla protezione ha ormai tempi lunghissimi, c\u2019\u00e8 molto lavoro inevaso\u201d. La riforma prevede anche un grado di tutela maggiore per i <a href=\"http:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Diritti-umani\/Bambini-e-minori\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">minori<\/a> non accompagnati e il diritto all\u2019informativa legale per i migranti.\u00a0<b>Sul fronte delle sanzioni, invece, inizialmente si prevedevano multe ai paesi anti-immigrati: 250 mila euro a richiedente asilo non accolto<\/b>. Ma la proposto \u00e8 stata bocciata perch\u00e9 secondo molti era \u201cpoco etico\u201d dare un prezzo alla vita delle persone, l\u2019idea ora \u00e8 invece quella di\u00a0<b>intervenire sui fondi strutturali che verrebbero tagliati ai paesi che non vogliono entrare nel sistema delle quote.<\/b>\u00a0Una sanzione era prevista anche per i migranti che lasciano il paese a loro destinato: l\u2019idea era di farli uscire dal sistema di accoglienza, ma anche questa formula \u00e8 stata ridiscussa, perch\u00e9 considerata troppo punitiva.<\/p>\n<p><b>\u201cPer ballare il tango ci vogliono due persone\u201d: lo scoglio del Consiglio europeo<\/b>. Emendamento dopo emendamento il lavoro della Commissione, va avanti e potrebbe concludersi entro l\u2019estate. \u201cOra siamo ora nella fase dei compromessi \u2013 spiega Wikstrom &#8211; Una volta finito di analizzare gli emendamenti avremo la posizione del Parlamento. All\u2019interno del Parlamento sono fiduciosa che riusciremo a risolvere le nostre divergenze per arrivare a una posizione comune \u2013 aggiunge -. Solo allora saremo pronti per avviare i negoziati con il Consiglio, in altre parole con gli Stati membri perch\u00e9 il Consiglio \u00e8 rappresentato dai leader dei vari paesi. Ed \u00e8 qui che subentreranno le difficolt\u00e0: sono tanti i governi nazionali che hanno difficolt\u00e0 sul tema asilo e immigrazione\u201d. Wikstrom afferma chiaramente che il Parlamento non accetter\u00e0 \u201cidee folli che arrivano dagli stati membri\u201d n\u00e9 un testo che non modifichi realmente la situazione. \u201cNel 2015 il sistema \u00e8 completamente crollato: prima era in rianimazione, ora \u00e8 definitivamente morto \u2013 spiega &#8211; Se gli stati di frontiera come l\u2019Italia e la Grecia devono assumersi tutte le responsabilit\u00e0 vuol dire che c\u2019\u00e8 qualcosa che non funziona. Noi ci rimbocchiamo le maniche per chiudere al pi\u00f9 presto, ma c\u2019\u00e8 sempre qualcuno che si frappone. Anche prima della pausa estiva si potrebbe passare al voto alla Libe, ma non sar\u00e0 facile arrivare alla fine. Per ballare il tango ci vogliono due persone, l\u2019altra istituzione si \u00e8 impuntata in diverse riunioni con proposte sul principio di solidariet\u00e0 che sono state cestinate\u201d.\u00a0<b>L\u2019ipotesi, non troppo velata, che circola nei corridoi del Parlamento \u00e8 che il Consiglio voglia far saltare il tavolo della trattativa. A fare muro sono in particolare i paesi dell\u2019Est, il cosiddetto gruppo di Visegrad, sostenuto dall\u2019Austria.<\/b>\u00a0\u201cSappiamo che questi paesi non vogliono rifugiati: sfortunatamente rappresentano una minoranza di blocco \u2013 spiega ancora Wikstrom -, il Consiglio non deve prendere una decisione all\u2019unanimit\u00e0 ma deve arrivare a una maggioranza qualificata. E auspico che questo accade, anche se c\u2019\u00e8 molto da fare. Il Consiglio \u00e8 colegislatore quindi serve la collaborazione di tutti. Dal canto nostro, come Parlamento, non accetteremo mai, un sistema che possa essere fallimentare fin dall\u2019inizio. Non scenderemo a compromessi solo per arrivare a un accordo \u2013 conclude -. Dobbiamo far s\u00ec che tutti gli stai membri abbiano l\u2019obbligo di partecipare equamente all\u2019accoglienza. Non possiamo legiferare la solidariet\u00e0 ma possiamo creare normative che diano vita a reti di solidariet\u00e0\u201d.<\/p>\n<p><b>La posizione dei gruppi parlamentari.\u00a0<\/b>Su alcuni punti specifici i relatori ombra, che rappresentano i diversi gruppi del Parlamento europeo, stanno convergendo sulla proposta Wikstrom per presentarsi davanti al Consigli con una posizione comune. \u201cVogliamo questo nuovo regolamento, e pur se siamo su posizioni politiche diverse, concordiamo con la proposta della collega svedese \u2013 afferma Alessandra Mussolini europarlamentare di Forza Italia, relatrice ombra per il Ppe (Partito popolare europeo) -. Su Dublino dobbiamo essere pi\u00f9 coraggiosi, perch\u00e9 la situazione in alcuni stati \u00e8 terribile sia dal punto di vista umanitario che sul fronte <a href=\"http:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Guerra-e-Pace\/Sicurezza\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">sicurezza<\/a>. Molti migranti non vogliono farsi identificare in Italia proprio a causa del regolamento Dublino. Bisogna rendere pi\u00f9 diffusa tra gli stati membri la solidariet\u00e0\u201d. Mussolini si dice pronta anche ad accettare l\u2019idea del periodo transitorio di 5 anni per i paesi \u201cnon abituati ad accogliere\u201d purch\u00e9 ci sia un\u2019effettiva redistribuzione su tutto il territorio europeo. I conservatori dell\u2019Ecr, invece, si dicono contrari all\u2019abbandono del principio del primo paese di approdo e alla possibilit\u00e0 di sanzioni verso chi non accoglie. Diametralmente opposta la posizione dei socialisti. Per Elly Schlein, eurodeputata italiana di Possibile \u201cchi fugge da persecuzioni non fugge verso uno Stato membro ma verso l\u2019Unione europea: per questo chiediamo coerenza \u2013 afferma \u2013 \u00e8 una vergogna che non siano stati rispettati gli impegni presi col programma di relocation\u201d. Schlein propone anche un sistema di sponsorship, sul modello canadese, da parte di un&#8217;associazione o di un&#8217;organizzazione per favorire il trasferimento dei richiedenti asilo. Anche i Verdi, pur non condividendo alcuni punti, appoggiano la proposta dell\u2019eurodeputata dell\u2019Alde. Diverso il punto di vista di Laura Ferrara, relatrice ombra del gruppo Efdd: per l\u2019eurodeputata del M5S la proposta Wikstrom non va nella direzione auspicata, perch\u00e9 \u201cl\u2019obiettivo \u00e8 combattere l\u2019immigrazione irregolare e i movimenti secondari, basandosi su una punizione ex post, senza incidere sulle cause&#8221;. \u201cBisognava introdurre un\u2019alternativa cio\u00e8 le vie legali all\u2019 accesso in Ue\u201d sottolinea. Ma se sulle singole norme si continua a discutere, nessuno sembra preoccupato che il Parlamento riesca a trovare la quadra su Dublino IV. Molto difficile sar\u00e0 invece far sposare il testo al Consiglio: la redistribuzione degli oneri tra gli Stati \u00e8 un principio che non interessa a troppi paesi dell\u2019Unione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 una delle riforme sull\u2019immigrazione pi\u00f9 attese nel panorama legislativo europeo, ma la strada per arrivare a un nuovo Regolamento Dublino potrebbe essere tutta in salita. 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