{"id":460396,"date":"2017-05-03T10:02:38","date_gmt":"2017-05-03T09:02:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=460396\/"},"modified":"2017-05-03T10:02:38","modified_gmt":"2017-05-03T09:02:38","slug":"la-resistibile-ascesa-nucleare-della-corea-del-nord","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/05\/la-resistibile-ascesa-nucleare-della-corea-del-nord\/","title":{"rendered":"La resistibile ascesa nucleare della Corea del Nord"},"content":{"rendered":"<p>Nel momento in cui la crisi relativa alla Corea del Nord si \u00e8 acutizzata portando all&#8217;ordine del giorno il rischio di un conflitto nucleare (che in realt\u00e0 sulla scena mondiale non era mai scomparso), ci sembra utile ripercorrere il suo cammino verso gli armamenti nucleari e quale sia stato il suo scopo, cercando di mettere in luce anche le responsabilit\u00e0 degli Stati Uniti e di altri stati nei decenni passati.<\/p>\n<p>Questa storia mi sembra molto istruttiva sulle motivazioni e gli obiettivi che dall&#8217;inizio dell&#8217;era nucleare hanno spinto quasi tutti i paesi del mondo ad iniziare programmi nucleari militari per cercare di sviluppare la bomba atomica.<\/p>\n<p><em>Una premessa: chi prolifera tranquillamente, e chi \u00e8 \u2026 una \u201ccanaglia\u201d?<\/em><\/p>\n<p>Intanto \u00e8 opportuna una premessa generale sulla proliferazione nucleare. La IAEA denuncia che vi sono pi\u00f9 di 30 paesi che possiedono materiale fissile sufficiente e capacit\u00e0 tecnico scientifiche per produrre armi nucleari. La Germania e il Giappone hanno accumulato ingenti quantit\u00e0 di plutonio estratto da ritrattamento del combustibile irraggiato dei loro reattori civili, e possiedono le capacit\u00e0 e le conoscenze per realizzare armamenti nucleari in tempi brevissimi (si parla di <em>proliferazione latente<\/em>, o <em>stand-by<\/em>). Brasile e Argentina sotto le dittature hanno sviluppato programmi nucleari militari, arrivando alla soglia dalla realizzazione di testate (la Germania e l\u2019Argentina hanno collaborato negli anni Ottanta con il Sudafrica alla realizzazione dell\u2019arsenale nucleare, che poi Nelson Mandela ha smantellato).<\/p>\n<p>Il Brasile ha realizzato anni fa, senza incontrare nessuna opposizione, l&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio con la tecnica della centrifugazione, che invece \u00e8 stata duramente contestata all&#8217;Iran.<\/p>\n<p>Il clima mondiale di proliferazione strisciante \u00e8 aggravato dal dilagare di programmi, pi\u00f9 o meno conosciuti, per progettare o realizzare armi nucleari nuove, con investimenti \u201ctriliardari\u201d fin oltre la met\u00e0 del secolo: \u201cmodernizzazioni\u201d che celano innovazioni e potenziamenti sostanziali delle armi nucleari, super computer per la simulazione dei test nucleari, processi innovativi per l\u2019arricchimento dell\u2019uranio, ecc.. Nel 2004 la IAEA denunci\u00f2 esperimenti di arricchimento mediante laser condotti clandestinamente nel 2000 dalla Corea del Sud, in violazione degli impegni imposti dal TNP. Gli USA e la Francia hanno realizzato due impianti militari di confinamento inerziale (rispettivamente la <em>National Ignition Facility<\/em> e <em>M\u00e9gajoule<\/em>) per simulare o realizzare micro-esplosioni a fusione nucleare.<\/p>\n<p><em>Corea del Nord, anni Novanta: \u2026 la politica statunitense della \u201ccarota\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Veniamo alla Corea del Nord. Pyongyang firm\u00f2 il Trattato di Non Proliferazione (TNP) nel 1985, ma condizion\u00f2 l&#8217;accettazione dei controlli della IAEA al ritiro da parte degli Stati Uniti delle circa 100 testate nucleari schierate nella Corea del Sud. Quando questo avvenne, nel 1991, si inaugur\u00f2 una politica di distensione<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>: ripresero i contatti tra le due Coree e venne prospettata una futura zona denuclearizzata nella penisola con la proibizione di sviluppare tecnologia militare, e infine nel 1992 Pyongyang sottoscrisse il protocollo per i controlli della IAEA.<\/p>\n<p>In quell&#8217;anno gli USA imposero sanzioni alla Corea del Nord per le sue attivit\u00e0 missilistiche, a seguito delle quali questa minacci\u00f2 di riturarsi dal TNP con il necessario preavviso di 3 mesi, e inizi\u00f2 le prime attivit\u00e0 per mettere a punto la capacit\u00e0 di estrarre plutonio dal ritrattamento del combustibile irraggiato del reattore nucleare di Yongbyon (il processo era comunemente eseguito dalla Francia e dalla Gran Bretagna, e il Giappone stava progettando un impianto, che ha poi terminato: tutti paesi membri del TNP). Yongbyon \u00e8 un reattore moderato a grafite e raffreddato a gas, di potenza 5 Mwe (potenza elettrica prodotta), che era stato completato nel 1986. In quella fase iniziale era facile potere arrestare le attivit\u00e0 militari in cambio di concessioni.<\/p>\n<p>La semplice minaccia funzion\u00f2, esercitando una pressione efficace sugli Stati Uniti (per la cronaca, tra fine 1993 e inizio 1994 la CIA stim\u00f2 che Pyongyang avesse separato 12 kg di plutonio, e addirittura che potesse aver fabbricato due bombe atomiche! Tanto per intenderci sull&#8217;affidabilit\u00e0 dei servizi di <em>intelligence<\/em>): l&#8217;amministrazione Clinton apr\u00ec negoziati diretti con la Corea del Nord, che sfociarono il 21 ottobre 1994 (in luglio era morto il presidente Kim Il Sung, al quale era succeduto Kim Jong) a Ginevra in un <em>Agreed Framework<\/em>, con cui Pyongyang si impegnava a congelare i programmi nucleari in corso, a chiudere i reattori a grafite (idonei per produrre plutonio militare), a rafforzare il sistema delle verifiche della IAEA e ad implementare l\u2019accordo tra le due Coree, in cambio della cooperazione per la costruzione di due reattori ad acqua leggera (meno idonei a diversioni militari: il contratto viene firmato nel dicembre 1999), della fornitura di petrolio per generazione elettrica, della normalizzazione dei rapporti politici ed economici, di aiuti, e dell\u2019assicurazione di non venire minacciata con armi nucleari. Rimase comunque aperto l&#8217;interminabile contenzioso sui programmi missilistici (su cui Pyongyang stava facendo rapidi progressi, e la CIA lanciava continui allarmi: in ballo c&#8217;era anche la collaborazione della Corea del Nord con l&#8217;Iran), con alti e bassi, e con il ricatto americano sulla rimozione delle sanzioni economiche: la Corea dichiar\u00f2 una moratoria sui programmi missilistici, minacciando di continuo di interromperla. A causa di questi contrasti non and\u00f2 in porto il progetto di una visita di fine mandato di Clinton a Pyongyang.<\/p>\n<p>Il 15 giugno 2000 fu firmata una storica dichiarazione tra le due Coree, in cui si affermava di essere \u201cd&#8217;accordo per risolvere\u201d l&#8217;unificazione dei due paesi, e l&#8217;impegno a risolvere il problema delle famiglie divise dai tempi della guerra del 1953.<\/p>\n<p><em>Arrivano George W. Bush \u2026 e il \u201cbastone\u201d!<\/em><\/p>\n<p>Ma la situazione si rovesci\u00f2 dopo l\u2019elezione a Presidente di Gorge W. Bush nel 2001, in un contesto in cui corse la voce che Pyongyang stava cercando di sviluppare anche un impianto per l\u2019arricchimento dell\u2019uranio tramite la rete clandestina collegata al \u201cpadre\u201d della bomba pachistana A. Q. Kahn (\u00e8 universalmente noto che aveva ricevuto supporto e cooperazione da una gran quantit\u00e0 di paesi, anche membri del TNP), mentre d\u2019altra parte Washington aveva disatteso gli impegni relativi alla costruzione dei due reattori nucleari. La Corea del Nord venne qualificata con l&#8217;Iran e l&#8217;Iraq come \u201casse del male\u201d.<\/p>\n<p>La \u201c<em>Nuclear posture review<\/em>\u201d dell&#8217;amministrazione Bush del 2002 considerava l&#8217;uso di armi nucleari contro la Corea del Nord. Rapporti del Dipartimento di Stato e della CIA contrastavano se Pyongyang avesse gi\u00e0 1 o 2 bombe atomiche, o plutonio sufficiente per farle! La storia successiva dir\u00e0 che entrambi esageravano, ma spiega anche perch\u00e9 la minaccia funzionava.<\/p>\n<p>In un crescendo della tensione, nel dicembre 2002 la Corea del Nord riattiv\u00f2 il reattore di Yongbyon, e il 10 gennaio 2003 annunci\u00f2 il ritiro (legittimo, con 3 mesi di preavviso) dal TNP.<\/p>\n<p>Questi sviluppi indussero gli USA a tornare al tavolo negoziale nel 2002, con i <em>Six Party Talks<\/em>, ai quali partecipavano anche Giappone, Corea del Sud, Cina e Russia. Il ricatto funzionava! Ma intanto il problema di smantellare il programma nucleare era diventato pi\u00f9 complesso e dispendioso: e si era sviluppato anche un consistente programma missilistico. Pi\u00f9 volte Pyongyang dichiar\u00f2 la disponibilit\u00e0 ad abbandonarli entrambi in cambio di contropartite sostanziali (e neg\u00f2 ufficialmente di avere un programma di arricchimento dell&#8217;uranio, come poi sembra confermato dagli avvenimenti successivi).<\/p>\n<p>Dopo irrigidimenti reciproci, il 19 settembre 2005 si arriv\u00f2 a un <em>Joint Statement<\/em> per il proseguimento del negoziato, che ricalcava a grandi linee i contenuti del <em>Framework<\/em> di 11 anni prima, ma i negoziati si arenarono di nuovo.<\/p>\n<p>La crisi si acu\u00ec nel 2006, quando Pyongyang lanci\u00f2 sette missili a medio e lungo raggio nel Mar del Giappone. Finch\u00e9 il 9 ottobre del 2006 avvenne quello che molti si aspettavano da tempo, un test nucleare sotterraneo (attribuito appunto \u201cinteramente alla minaccia nucleare, alle sanzioni e alla pressione degli USA\u201d, per cui la Corea \u201c\u00e8 stata costretta a dimostrare il possesso di testate nucleari per proteggere la propria sovranit\u00e0\u201d), la cui natura nucleare, inizialmente messa in dubbio, fu inequivocabilmente confermata un mese pi\u00f9 tardi dall\u2019analisi dei radionuclidi trasportati in Canada dalle correnti atmosferiche. Un giornale israeliano comment\u00f2 (avendo in mente chiaramente l&#8217;Iran) \u201cOra la Corea del Nord non pu\u00f2 pi\u00f9 essere attaccata\u201d! Il Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU approv\u00f2 la Risoluzione 1718, che condannava la Corea del Nord ed imponeva sanzioni economiche e sul commercio di materiali o tecnologie <em>dual-use<\/em>.<\/p>\n<p>Nei mesi successivi al test nucleare di Pyongyang si ebbe la svolta decisiva, che port\u00f2 il 13 febbraio 2007 a un accordo per l\u2019implementazione del <em>Joint Statement<\/em> con un piano d&#8217;azione simile all\u2019<em>Agreed Framework<\/em> del 1994 (tredici anni prima!), che prevedeva la chiusura entro due mesi del reattore di Yongbyon e dell\u2019impianto di ritrattamento e la riapertura alle verifiche della IAEA, in cambio di forniture energetiche d\u2019emergenza e dell\u2019avvio di negoziati per un trattato di pace permanente nella penisola coreana (che non \u00e8 mai stato firmato a 64 anni dalla fine della Guerra di Corea), la sua denuclearizzazione e la normalizzazione delle relazioni con gli USA e il Giappone.<\/p>\n<p>L\u2019acquisizione da parte della Corea del Nord di una capacit\u00e0 nucleare ha pertanto dimostrato la sua efficacia nell\u2019ottenere la conferma di benefici concordati fin dal 1994 e la possibilit\u00e0 di essere derubricata come \u201cStato canaglia\u201d, nonch\u00e9 la cessazione delle minacce da parte degli Usa.<\/p>\n<p><em>Responsabilit\u00e0 molteplici<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 importante sottolineare che la Corea del Nord non \u00e8 stata la sola responsabile dell&#8217;<em>escalation<\/em> militare. Nel 2007 la Corea del Sud annunci\u00f2 l\u2019intenzione di sviluppare un missile intercettatore terra-aria a medio raggio per distruggere i missili balistici della Corea del Nord, un nuovo sommergibile a propulsione Diesel (in collaborazione con la Germania) ed un <em>destroyer<\/em>, equipaggiati con un sistema avanzato di difesa aerea.<\/p>\n<p>Il Giappone fin dal 2003 \u2013 con il pretesto della crisi coreana, ma probabilmente guardando pi\u00f9 alla Cina \u2013\u00a0 annunci\u00f2 l\u2019acquisto di un sofisticato sistema antimissile dagli Stati Uniti, nel 2007 di avere schierato il primo sistema antimissile autonomo, costituito da due batterie di missili Patriot Pac-3 terra-aria importate dagli USA, e il progetto di rafforzare le difese antimissile con laser di alta potenza.<\/p>\n<p>Tornando alla Corea del Nord, a grandi linee, nel novembre 2007 venne concordato un piano finanziato dagli USA per lo smantellamento del reattore nucleare di Yongbyon. Ma nell&#8217;agosto 2008, dato che Washington non non aveva adempiuto all&#8217;impegno di rimuovere la Corea dalla lista degli stati terroristi, Pyongyang sospendeva lo smantellamento, dichiarando che lo avrebbe riportato al suo stato originario.<\/p>\n<p>Il 5 aprile 2009 la Corea del Nord lanci\u00f2 il missile a tre stadi <em>Unha-2<\/em> sostenendo di avere posto in orbita un satellite: risultato che venne negato dal <em>U.S. Northern Command<\/em>. Ma il 13 aprile il Consiglio di Sicurezza condann\u00f2 Pyongyang per la violazione della risoluzione 1718 del 2006. Come risposta la Corea dichiar\u00f2 di ritirarsi dai <em>six-party talks<\/em>, di non ritenersi vincolata agli accordi, di interrompere lo smantellamento delle sue installazioni nucleari, e di voler riprocessare tutte le 8.000 barre di combustibile esaurito per estrarne il plutonio.<\/p>\n<p>Il 25 maggio 2009 effettu\u00f2 il secondo testa nucleare sotterraneo, in risposta al quale il Consiglio di Sicurezza adott\u00f2 all&#8217;unanimit\u00e0 la Risoluzione 1874 che rafforzava le sanzioni a Pyongyang e vietava ulteriori test missilistici. La Corea del Nord reag\u00ec dichiarando di voler utilizzare militarmente tutto il plutonio estratto da combustibile esaurito di Yongbyon, di proseguire nello sviluppo dell&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio, e che avrebbe risposto militarmente a qualsiasi embargo.<\/p>\n<p>Sempre nel 2009 la Corea del Nord effettu\u00f2 un test di un missile a lunga gittata, e in risposta alla condanna del Consiglio di Sicurezza dichiar\u00f2 di ritirarsi dai <em>Six-Party Talks<\/em>, di non sentirsi pi\u00f9 vincolata agli accordi presi, di riprendere la produzione di plutonio per uso militare, e che avrebbe intrapreso anche il processo di arricchimento dell\u2019uranio. Nel maggio 2009 venne riportato un secondo test nucleare sotterraneo, in risposta al quale il Consiglio di Sicurezza adott\u00f2 sanzioni finanziarie.<\/p>\n<p>Di nuovo funzion\u00f2! Anche dopo il secondo test nucleare si ebbe una schiarita nelle relazioni bilaterali, con la dichiarazione di disponibilit\u00e0 di Pyongyang a tornare al tavolo dei negoziati, che port\u00f2 alla prima visita ufficiale a Pyongyang nel dicembre 2009 dell\u2019inviato speciale USA Stephen Bosworth.<\/p>\n<p><em>Dopo il 2010, tra problemi interni del regime, provocazioni, minacce<\/em><\/p>\n<p>La cose si complicarono ancora, e i successivi sviluppi non sembrano di facile interpretazione. Anche la situazione interna della Corea del Nord si \u00e8 aggravata.<\/p>\n<p>La tensione si riaccese dopo l\u2019affondamento il 26 marzo 2010, in circostanze poco chiare, di una corvetta sud coreana, con la morte dei 46 membri dell\u2019equipaggio. Ne \u00e8 seguita un\u2019escalation di accuse e minacce reciproche, mentre la Cina richiamava alla calma, facendo capire che non avrebbe accettato una condanna del Consiglio di Sicurezza. Il 20 maggio una commissione internazionale attribu\u00ec l\u2019affondamento a un siluro lanciato da un\u2019unit\u00e0 nord coreana: Pyongyang naturalmente neg\u00f2. Gli interrogativi sull\u2019affondamento sono molti: c\u2019\u00e8 chi pensa che possa essere stato effettivamente un atto della Corea del Nord, collegato alla difficile situazione interna ed alla futura successione al potere.<\/p>\n<p>La tensione si \u00e8 nuovamente riaccesa a fine luglio 2010, questa volta per la grande esercitazione militare svolta da Washington e Seoul nel Mar Giallo, che Pyongyang (ma anche Pechino) ha denunciato come atto aggressivo, accusata a sua volta dal Sud del sequestro di un peschereccio e di cannonate sparate oltre il confine. La crisi ha raggiunto un culmine il 23 novembre 2010, quando la Corea del Nord ha sferrato il pi\u00f9 violento attacco in piena regola dal 1953, cannoneggiando l\u2019isola contesa di Yeonpyeong, provocando la morte di due militari sudcoreani e molti feriti.<\/p>\n<p>Nel novembre 2010 La Corea del Nord rivel\u00f2 ad un gruppo di specialisti statunitensi la costruzione di un impianto di arricchimento dell&#8217;uranio con 2.000 centrifughe.<\/p>\n<p>Non intendo seguire qui in dettaglio l&#8217;incalzare degli sviluppi della questione coreana negli anni pi\u00f9 recenti, sia per la complessit\u00e0, sia perch\u00e9 i lettori li hanno in genere pi\u00f9 presenti.<\/p>\n<p>Pyongyang ha intensificato lo sviluppo sia del proprio programma nucleare, che di quello missilistico (pur reiterando sempre la propria disponibilit\u00e0 a ritornare al tavolo dei S<em>ix-party <\/em>talks). Dopo il tentativo fallito dell&#8217;aprile 2012 di lanciare un satellite artificiale meteorologico, il 12 dicembre successivo \u00e8 riuscita a metterne in orbita uno, con una tecnologia applicabile ai missili balistici. Il 12 febbraio 2013 ha eseguito un terzo test nucleare (quelli successivi, il quarto e il quinto, sono stati il 6 gennaio, affermando che si sia trattato di una testata termonucleare, e il 9 settembre 2016). Dal 2015\u00a0 ha enormemente intensificato tutti test missilistici (33 di missili a corto e medio raggio, con soli 2 falliti, da quando \u00e8 salito al potere Kim Jong-un, il 18 dicembre 2011), ed ha eseguito anche test di missili lanciati da sommergibili<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p>Come contromisura nel 2013 la Corea del Sud aveva deciso di sviluppare un proprio sistema di difese antimissile THAAD<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a> (<em>Terminal High Altitude Area Defense<\/em>), ma nel luglio 2016 decise di installare il sistema statunitense: nel marzo scorso cominciarono i lavori, e il sistema dovrebbe essere operativo entro la prossima estate.<\/p>\n<p>Sono note le proteste della Cina, che vi vede un&#8217;ulteriore possibilit\u00e0 di monitorare i propri programmi.<\/p>\n<p>Ma anche nella Corea del Sud si \u00e8 sviluppato un movimento molto forte che si oppone a questa installazione, per motivi sia di sicurezza che ambientali e sanitari.<\/p>\n<p><em>Una rete di complicit\u00e0 internazionali<\/em><\/p>\n<p>Intanto emerge una rete internazionale di complicit\u00e0 con la Corea del Nord. Un rapporto delle Nazioni Unite del febbraio scorso riporta che fra\u00a0 i detriti recuperati dal test missilistico nord coreano del febbraio 2016 sono stati trovati componenti cinesi e parti acquistate dall&#8217;Europa attraverso la Cina, risalenti alla Russia<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>. Il rapporto evidenzia la capacit\u00e0 di Pyongyang di diversificare i canali di fornitura. In un altro caso il rapporto ha trovato che Pyongyang stabil\u00ec una societ\u00e0 di copertura in Malesia, utilizzata per produrre apparecchiature militari di comunicazione. Aspetti finanziari delle operazioni mostrano che la rete ha utilizzato conti bancari e societ\u00e0 di copertura situate soprattutto in Cina e in Malesia per procurarsi componenti e sistemi completi.<\/p>\n<p>Sebbene le Nazioni Unite abbiano posto il bando all&#8217;esportazione di attrezzature militari, la Corea del Nord ha guadagnato, e sta guadagnando, denaro dalla vendita di componenti missilistiche e tecnologia correlata all&#8217;estero<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>. \u00c8 convinzione diffusa che queste esportazioni hanno consentito al regime di Kim Jong-un di sopravvivere e di finanziare il programma nucleare: nel corso degli anni i clienti sarebbero stati l&#8217;Iran, l&#8217;Egitto, il Pakistan, la Libia, la Siria, gli Emirati Arabi Uniti (UAE), l&#8217;Angola, il Vietnam e il Myanmar, anche se alcuni clienti sono stati recentemente perduti.<\/p>\n<p><em>La crisi in atto<\/em><\/p>\n<p>Un lungo articolo sul <em>New York Times<\/em> del 24 aprile<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a> alimenta notizie decisamente allarmistiche. Gli autori informano in primo luogo di \u201cuna crescente mole di studi di esperti e di rapporti di <em>intelligence<\/em> <em>classified<\/em>\u201d che concludono che \u201cil paese \u00e8 in grado di produrre una bomba nucleare ogni sei o sette settimane \u2026 e potrebbe arrivare a 50 testate alla fine del mandato di Trump\u201d. Penso sia difficile valutare la consistenza di queste analisi, ma non posso mancare di pensare ai tanti rapporti di <em>intelligence<\/em> che in passato facevano valutazioni allarmanti dei progressi nucleari della Cina e che poi si sono regolarmente rivelati sballati! Ricordiamo anche le armi nucleari di Saddam Hussein.<\/p>\n<p>Comunque, stando all&#8217;articolo, i \u201cfunzionari americani affermano che il Nord Corea gi\u00e0 sa come rimpicciolire quelle testate in modo che possano essere poste sui missili a corto e a medio raggio, a tiro della Corea del Sud e del Giappone e di migliaia di truppe americane schierate in quei due paesi. Le migliori stime sono che la Corea del Nord dispone di circa 1.000 missili balistici in circa 8 variet\u00e0\u201d. Il gi\u00e0 citato dott. Hecker esprime qualche riserva, poich\u00e9 &#8216;ogni testata che deve viaggiare molto lontano deve essere \u201cpi\u00f9 piccola e leggera e superare le difficolt\u00e0 eccezionali di sollecitazioni e temperature\u201d di un rientro incandescente nell&#8217;atmosfera&#8217; (condizioni proibitive poich\u00e9 viaggia a velocit\u00e0 di 4 miglia\/sec): \u201cSecondo la maggior parte delle stime questo dista 4 o 5 anni. Ma d&#8217;altra parte molti alti funzionari dicevano lo stesso 4 o 5 anni fa\u201d. Di nuovo l&#8217;opinabilit\u00e0 dell&#8217;<em>intelligence<\/em>.<\/p>\n<p>Quanto al programma nucleare, l&#8217;<em>intelligence<\/em> USA sostiene che nel suo arsenale vi sono gi\u00e0, oltre alle testate al plutonio, anche bombe ad uranio altamente arricchito, e che la Corea \u201csta puntando a qualcosa di molto pi\u00f9 grosso: una bomba all&#8217;idrogeno\u201d. Recentemente ricercatori delle Nazioni Unite avrebbero trovato prove che Pyongyang \u00e8 riuscita a produrre litio-6, e c&#8217;\u00e8 chi sostene che ne avrebbe gi\u00e0 usato nel test della bomba a fissione del 2016<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>.<\/p>\n<p>Comunque, l&#8217;articolo sottolinea giustamente le difficolt\u00e0 che Pyongyang si trova di fronte. La realizzazione di missili intercontinentali con testata nucleare non \u00e8 un semplice sviluppo di quelli a raggio intermedio, ma pone problemi e difficolt\u00e0 nuove. Mentre i pi\u00f9 vecchi tipi di missili <em>Scud<\/em> hanno dimostrato un&#8217;ottima affidabilit\u00e0, e quelli successivi discreta (<em>Nodong<\/em> e <em>Polaris 1<\/em> e <em>2<\/em>), il <em>Musudan<\/em> con gittata 3.500 km ha accumulato un numero impressionante di fallimenti (7 su 8 test), e\u00a0 2 test riusciti su 3 per l&#8217;<em>Unha-3<\/em>. Forse anche per questo la Corea del Nord non ha ancora testato i due missili a gittata maggiore, che potrebbero raggiungere gli Stati Uniti: un fallimento del test, com&#8217;\u00e8 avvenuto per i due pi\u00f9 recenti, indebolirebbe la posizione di Pyongyang (Trump ha ironizzato sull&#8217;ultimo test). I cyber-attacchi che Obama ordin\u00f2 contro la Corea del Nord avevano l&#8217;intenzione di rallentare i suoi programmi missilistici. E forse anche per questo la Cina esercita pressioni per ritardare l&#8217;esecuzione di un nuovo test nucleare. E anche la strategia di Trump sembra puntare a rallentare i programmi di Pyongyang per spingerla a tornare ai negoziati. L&#8217;amministrazione USA teme che il tempo si stia esaurendo, ma l&#8217;impegno preso da Trump in campagna elettorale di \u201crisolvere il problema\u201d appare molto arduo.<\/p>\n<p>Mi sia consentita una precisazione. Quand&#8217;anche Pyongyang riuscisse a realizzare un missile intercontinentale affidabile, altro discorso sarebbe la sua precisione, che presumibilmente sarebbe molto bassa. Anche se la caduta di una bomba nucleare, fosse pure in un posto sbagliato, potrebbe provocare danni umani inaccettabili.<\/p>\n<p><em>Qualche considerazione strategica e politica<\/em><\/p>\n<p>Credo in primo luogo che sia opportuna qualche considerazione relativa alle tendenze alla proliferazione nucleare e missilistica, perch\u00e9 si applicano sempre due pesi e due misure secondo a chi si riferisce il rischio, come del resto abbiamo ben visto in passato nel caso dell&#8217;Iran. I test missilistici si moltiplicano in tutti i paesi, e ormai non fanno pi\u00f9 neanche notizia: qualcuno ha fatto caso al fatto che il 27 aprile (6 giorni fa) l&#8217;India ha testato un missile balistico Agni-III con capacit\u00e0 nucleare e gittata di oltre 3.000 km? L&#8217;India e il Pakistan confinano, ed hanno arsenali nucleari di circa 120-130 testate ciascuno.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 presente nell&#8217;opinione pubblica \u00e8 oggi l&#8217;allarme per una possibile guerra nucleare, ma per i nostri <em>media<\/em> dovuta unicamente alla Corea del Nord: dopo il crollo dell&#8217;URSS hanno accreditato la percezione che le armi nucleari non costituiscano pi\u00f9 un pericolo, e hanno completamente occultato all&#8217;opinione pubblica il fatto che da pi\u00f9 di 15 anni invece il rischio di guerra nucleare \u00e8 diventato pi\u00f9 grave che in tutti i decenni della Guerra Fredda, perch\u00e9 chi detiene queste armi considera la concreta possibilit\u00e0 del loro uso! Questo sarebbe avvenuto (\u00e8 avvenuto) anche senza la Corea del Nord. Gli Stati Uniti, durante la presidenza del \u201cNobel per la pace\u201d Obama, hanno sviluppato un programma di modernizzazione delle loro armi nucleari per essere in grado di sferrare un ipotetico <em>first strike<\/em> alla Russia che possa almeno in teoria decapitare le sue forze nucleari<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>. Un breve commento del 26 aprile si chiede giustamente:<\/p>\n<p>\u201cQuale nazione costituisce la minaccia pi\u00f9 grande? La Corea del Nord con le sue capacit\u00e0 missilistiche e nucleari da mezzacartuccia, o i poderosi Stati Uniti?\u201d<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a><\/p>\n<p>Ma sembra che il \u201cvizio\u201d si diffonda: il 24 aprile il Segretario della Difesa britannico Michael Fallon ha dichiarato che deve essere chiaro che la Gran Bretagna non esclude l&#8217;uso delle armi nucleari in un <em>first strike<\/em>!<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a><\/p>\n<p>Qualche considerazione, breve e provvisoria, vorrei aggiungere anche sulle motivazioni e le mosse di Trump. Da un lato non bisogna trascurare le sue motivazioni \u201cdomestiche\u201d, cio\u00e8 minacciare sfracelli per coprire il fatto che tutti i programmi immediati su cui egli si era spavaldamente impegnato in campagna elettorale sono, almeno nei primi 100 giorni, falliti.<\/p>\n<p>In secondo luogo mi sembra da tenere presente la possibilit\u00e0 che Trump \u201cparli a nuora perch\u00e9 suocera intenda\u201d. Mi sembra almeno plausibile che la Corea del Nord non sia la sua preoccupazione specifica e principale, ma che egli si stia piuttosto dirigendo per via indiretta alla Cina e alla Russia, e per altro verso, esibendo la sua fermezza, agli alleati Giappone e Corea del Sud. Il effetti Pekino sembra essere piuttosto in imbarazzo nei suoi rapporti con Pyongyang.<\/p>\n<p>Del resto proprio oggi (2 maggio) \u00e8 stata diffusa una dichiarazione di Trump sulla sua disponibilit\u00e0 ad incontrare Kim Jong-un se ci saranno le condizioni, aggiungendo di essere il solo capo di governo a dichiarare questa disponibilit\u00e0 e che \u201cne sarebbe onorato\u201d.<\/p>\n<p>Ma forse anche la Corea del Sud crea a Trump qualche problema: \u00e8 attualmente senza un presidente, e nei sondaggi per le elezioni del prossimo 9 maggio \u00e8 in testa il candidato favorevole al dialogo con Pyonyang. Inoltre si prospetta con Seoul anche un contenzioso, perch\u00e9 Washington vorrebbe un concorso alle spese del sistema THAAD in corso di installazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Queste considerazioni si fermano al 2 maggio 2017<\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Una cronologia molto dettagliata \u00e8 riportata in \u201cChronology of U.S.-North Korean Nuclear and Missile Diplomacy\u201d, Arms Control Association, 7 aprile 2017, <a href=\"https:\/\/www.armscontrol.org\/factsheets\/dprkchron\">https:\/\/www.armscontrol.org\/factsheets\/dprkchron<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Pyongyang ha un numero notevole di sommergibili a propulsione diesel, alcuni sono molto vecchi, alcuni sono sommergibili balistici; ha anche esportato sommergibili all&#8217;Iran. V. ad esempio \u201cList of active North Korean ships\u201c, <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/List_of_active_North_Korean_ships\">https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/List_of_active_North_Korean_ships<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il THAAD consiste in serie di missili basati a terra, destinati a distruggere missili balistici con gittata intermedia. \u00c8 composto di quattro elementi principali: un&#8217;unit\u00e0 radar che sorveglia e traccia gli oggetti nell&#8217;area protetta dello spazio aereo; un lanciatore che lancia i missili intercettori; gli intercettori; e un sistema di controllo e comunicazione digitale.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Bill Gertz, \u201cUN report reveals how North Korea sources missile technology\u201d, <em>Asia Times<\/em>, 21 aprile 2017, <a href=\"http:\/\/www.atimes.com\/article\/un-report-unpicks-north-korea-sources-missile-technology\/\">http:\/\/www.atimes.com\/article\/un-report-unpicks-north-korea-sources-missile-technology\/<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Bertil Lintner, \u201cNorth Korean missiles officially banned and widely available\u201d, <em>Asia Times<\/em>, 19 aprile 2017, <a href=\"http:\/\/www.atimes.com\/article\/north-korean-missiles-officially-banned-widely-available\/\">http:\/\/www.atimes.com\/article\/north-korean-missiles-officially-banned-widely-available\/<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 David E. Sanger e William J. Broad, \u201c<a href=\"http:\/\/go.carnegieendowment.org\/SP0V0o0hn000VPr0Q00gGct\">As North Korea Speeds Its Nuclear Program, U.S. Fears Time Will Run Out<\/a>\u201d, <em>New York Times<\/em>, 24 aprile 2017, <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2017\/04\/24\/world\/asia\/north-korea-nuclear-missile-program.html?mkt_tok=eyJpIjoiWm1abU9EQXdNVEprTW1ZMyIsInQiOiI3XC96cWR0aDRVTzZwT2M1bWRWUGVVcjYwYUs5aFNYanoyTmZraFRPUEtDNEc0UFlSeGZ2d0RxT0lkbU9WbkJTME1xb3hiMENWZElUT09RSGpWTlhSZndBQ2loZkxTb2NtU1BSYitIVW5RUUlJVXBvUGdRdWRJbFZ2ZzZiZFJ6aHoifQ%3D%3D&amp;_r=0\">https:\/\/www.nytimes.com\/2017\/04\/24\/world\/asia\/north-korea-nuclear-missile-program.html?mkt_tok=eyJpIjoiWm1abU9EQXdNVEprTW1ZMyIsInQiOiI3XC96cWR0aDRVTzZwT2M1bWRWUGVVcjYwYUs5aFNYanoyTmZraFRPUEtDNEc0UFlSeGZ2d0RxT0lkbU9WbkJTME1xb3hiMENWZElUT09RSGpWTlhSZndBQ2loZkxTb2NtU1BSYitIVW5RUUlJVXBvUGdRdWRJbFZ2ZzZiZFJ6aHoifQ%3D%3D&amp;_r=0<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L&#8217;uso di nuclei leggeri nelle bombe a fissione \u00e8 cosa diversa dal meccanismo delle bombe termonucleari, a fissione-fusione: consiste nel meccanismo del <em>boosting<\/em> usato nelle testate di seconda generazione per aumentare la potenza esplosiva fornendo una fonte addizionale di neutroni e \u201cbruciando\u201d una percentuale di plutonio prima che la testata si scomponga nell&#8217;esplosione, venendo cos\u00ec a mancare la massa critica (rimando ad esempio al mio <em>A\u00a0 Volte Ritornano, il Nucleare: La Proliferazione Nucleare Ieri, Oggi e Soprattutto Domani<\/em>, Jaca Book, 2005, Appendice 7.1, pp. 290-91). Di solito il gas per il meccanismo del <em>boosting<\/em> \u00e8 una miscela di deuterio e trizio, ma a volte di usa anche litio.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>Alex Gorka, \u201c<\/strong>US Navy Prepares Decapitating Attack against Russia\u201d, 3 aprile 2017, <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2017\/04\/us-navy-prepares-decapitating-attack-against-russia\/\">https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2017\/04\/us-navy-prepares-decapitating-attack-against-russia\/<\/a>; Hans M. Kristensen, Matthew McKinzie e Theodore A. Postol, \u201cHow US nuclear force modernization is undermining strategic stability: The burst-height compensating super-fuze\u201d, <em>The Bulletin of the Atomic Scientists<\/em>, 1 March 2017, <a href=\"http:\/\/thebulletin.org\/how-us-nuclear-force-modernization-undermining-strategic-stability-burst-height-compensating-super10578\">http:\/\/thebulletin.org\/how-us-nuclear-force-modernization-undermining-strategic-stability-burst-height-compensating-super10578<\/a>; e Angelo Baracca, \u201cAddio al regime di non proliferazione nucleare?\u201d, aprile 2017.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cU.S. Missile Madness Hypocrisy\u201d, 26 aprile 2017, <a href=\"http:\/\/space4peace.blogspot.it\/2017\/04\/us-missile-madness-hypocrisy.html\">http:\/\/space4peace.blogspot.it\/2017\/04\/us-missile-madness-hypocrisy.html<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cTheresa May would fire UK\u2019s nuclear weapons as a \u2018first strike\u2019, says Defence Secretary Michael Fallon\u201d, <em>The Independent<\/em>, 24 aprile2017. Vale la pena ricordare che la Gran Bretagna a da poco varato il programma Trident di una nuova generazione di missili e di sommergibili nucleari per 40 miliardi di sterline.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel momento in cui la crisi relativa alla Corea del Nord si \u00e8 acutizzata portando all&#8217;ordine del giorno il rischio di un conflitto nucleare (che in realt\u00e0 sulla scena mondiale non era mai scomparso), ci sembra utile ripercorrere il 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