{"id":458167,"date":"2017-04-27T07:29:22","date_gmt":"2017-04-27T06:29:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=458167\/"},"modified":"2017-04-27T07:59:53","modified_gmt":"2017-04-27T06:59:53","slug":"emergenza-nucleare-sabotaggio-del-regime-non-proliferazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/04\/emergenza-nucleare-sabotaggio-del-regime-non-proliferazione\/","title":{"rendered":"Emergenza nucleare: sabotaggio del regime di non proliferazione"},"content":{"rendered":"<p>Il rischio incombente di una guerra nucleare \u00e8 stato ripetutamente denunciato su Pressenza. Questo rischio \u00e8 diventato il pi\u00f9 grave dai 72 anni di esistenza delle armi nucleari! \u00c8 vero che dopo la fine della Guerra Fredda gli arsenali nucleari mondiali sono stati \u201cridotti\u201d da circa 60.000 a poco meno di 15.000 testate ancora intatte (delle quali quasi 4.500 operative, includendo il migliaio di testate di Francia, Gran Bretagna, Israele, Cina, India, Pakistan e Corea del Nord): ma gli stati nucleari stanziano somme colossali per modernizzarle in modo sostanziale, con programmi che oltrepassano la met\u00e0 del secolo (il che significa mantenere le armi nucleari indefinitamente), e gli Stati Uniti coltivano il progetto folle di un first strike capace di decapitare le forze missilistiche della Russa! E si badi, questo disegno non viene dalla nuova amministrazione Trump, ma risale al \u201cpremio Nobel per la Pace\u201d Obama (che nel 2010 nel discorso a Praga aveva vagheggiato l&#8217;eliminazione delle armi nucleari, poi ha stanziato un trilione di $ per le armi nucleari per i prossimi 30 anni). Il ruolo di deterrenza che era attribuito a queste armi mostruose sta lasciando il posto all&#8217;idea veramente folle che una guerra nucleare possa essere effettivamente combattuta e vinta. Cos\u00ec sembrano ragionare gli \u201cstrateghi\u201d militari: ignorando (ma \u00e8 tipico dei militari) il fatto ormai assodato che anche lo scambio di un numero limitato di testate provocherebbe, oltre ad immani costi di vite umane ed economici, sconvolgimenti ambientali e un \u201cinverno nucleare\u201d di dimensioni colossali, tale da mettere a rischio la sopravvivenza della societ\u00e0 civile (o magari incivile).<\/p>\n<p>Quello che nell&#8217;ultima trentina d&#8217;anni \u00e8 stato il <em>Regime di Non Proliferazione Nucleare<\/em> rischia di essere morto per sempre con questi programmi. La strada dei trattati START di Riduzione delle Armi Strategiche, imboccata alla vigila del crollo dell&#8217;Unione Sovietica, con la presunta intenzione della loro totale eliminazione, sta portando il mondo in un vicolo cieco, o occultando il vero pericolo che invece sta sorgendo. Il Trattato di Non Proliferazione Nucleare (TNP) del 1970 non arrest\u00f2 affatto la proliferazione, n\u00e9 quella \u201cverticale\u201d (la consistenza degli arsenali aument\u00f2 da 40.000 testate al livello ancora pi\u00f9 demenziale di circa 70.000 verso il 1985) n\u00e9 quella \u201corizzontale\u201d (il numero di Stati nucleari prolifer\u00f2 da 6 a 10, includendo il Sudafrica che poi smantell\u00f2 il proprio arsenale; il numero di stati in grado di sviluppare la bomba atomica aument\u00f2), ed \u00e8 inattuato l&#8217;impegno di condurre negoziati in buona fede per un disarmo nucleare (ed anche generale) totale.<\/p>\n<p>Il Nuovo START del 2010 tra la Russia e gli Stati Uniti fissava un limite di 1.550 testate strategiche <em>operative<\/em> per parte (oggi sono rispettivamente circa 1.900 e 1.650), e di 700 vettori nucleari operativi <strong>per l&#8217;anno 2017!<\/strong> Il trattato scade nel 2021.<\/p>\n<p>Senonch\u00e9 i programmi cosiddetti di manutenzione e \u201cmodernizzazione\u201d stanno in realt\u00e0 sviluppando armi nucleari nuove. I <em>media<\/em> statunitensi agitano il pericolo di strabilianti innovazioni e progressi di Mosca nel campo degli armamenti che metterebbero seriamente a rischio la sicurezza degli USA: cosa che appare per lo meno poco credibile se solo si pensa che la spesa militare di Mosca \u00e8 circa un decimo di quella di Washington.<\/p>\n<p>Dietro questi allarmi sono gli Stati Uniti che stanno in realt\u00e0 realizzando armi nucleari <em>nuove<\/em>! Non viene ovviamente usato questo termine, si parla di estensione della vita delle testate nucleari, riutilizzo di componenti da testate diverse, sostituzione di componenti nucleari, \u201capparentemente\u201d tecnologie non nuove, ma alla fine, con qualche trucco, ecco un&#8217;arma nuova, <em>con capacit\u00e0 distruttiva ed efficienza militare notevolmente accresciute<\/em>. Uno dei maggiori esperti di armamenti nucleari, Hans Kristensen, dell&#8217;<em>American Federation of Scientists<\/em> (FAS), commentava gi\u00e0 nel 2010:<\/p>\n<p>\u201cdal mio punto di vista [la sostituzione di componenti da testate diverse e non necessariamente nell\u2019arsenale attuale] secondo la mia definizione costituirebbe una \u2018nuova\u2019 testata\u201d.<\/p>\n<p>Con questi progetti la situazione che si delinea \u00e8 di avere arsenali nucleari <em>ridotti numericamente<\/em>, ma <em>notevolmente potenziati<\/em>. Ecco due esempi significativi.<\/p>\n<p>Uno \u00e8 il <em>Life Extension Program<\/em>, che \u201cuser\u00e0 solo componenti nucleari basate su progetti testati in precedenza, e non sosterr\u00e0 nuove missioni militari o nuove capacit\u00e0 militari\u201d. Proprio qui si cela l&#8217;inganno. Con questo programma si stanno \u201cmodificando\u201d, con una spesa di circa 10 miliardi di $, le testate termonucleari a gravit\u00e0 B-61 schierate in Europa su bombardieri statunitensi, ma anche di molti paesi della NATO, tra i quali l&#8217;Italia: combinando parti di tre tipi esistenti di B-61, ed inserendo innovazioni sostanziali ma <em>non nucleari<\/em>, si otterr\u00e0 la B-61-12, che avr\u00e0 quattro opzioni di potenza selezionabili a seconda dell\u2019obiettivo da colpire, sar\u00e0 dotata di alette di guida di coda che consentiranno una precisione molto superiore su bersagli che altrimenti richiederebbero potenze esplosive maggiori, avr\u00e0 la capacit\u00e0 di penetrare nel terreno per distruggere i bunker dei centri di comando. Sar\u00e0 <em>una testata progettata per poterla usare in situazioni di combattimento reale!<\/em><\/p>\n<p>Un altro risultato estremamente inquietante del programma di <em>life extension<\/em>, negli enormi laboratori statunitensi dedicati agli armamenti nucleari, \u00e8 <em>lo sviluppo di una \u201csuper-spoletta\u201d<\/em> \u2013 quindi un dispositivo non nucleare \u2013<em> che triplicher\u00e0 la precisione, le capacit\u00e0 offensive, la letalit\u00e0, delle testate dei missili balistici della marina USA schierati sui sommergibili<\/em>: in parole povere, come se ne triplicasse il numero (ma il paragone non \u00e8 realmente appropriato, perch\u00e9 quella che aumenta \u00e8 la capacit\u00e0 della testata del missile di essere innescata sempre ad una distanza dall&#8217;obiettivo tale da investilo con l&#8217;intera potenza esplosiva). Prima dell&#8217;invenzione di questo nuovo meccanismo di innesco anche le testate dei missili balistici pi\u00f9 precisi potevano passare sul bersaglio e detonare troppo lontano per distruggerlo, mentre la nuova super-spoletta \u00e8 progettata in modo da detonare sul bersaglio, a distanza molto pi\u00f9 ravvicinata.<\/p>\n<p>Il commento degli esperti della FAS \u00e8 molto eloquente:<\/p>\n<p>\u201cIl programma [di modernizzazione] ha sviluppato nuove tecnologie rivoluzionarie che accresceranno enormemente le capacit\u00e0 dell&#8217;arsenale dei missili balistici USA di colpire gli obiettivi (<em>targeting capability<\/em>). Questa accresciuta capacit\u00e0 &#8230; genera esattamente quello che ci si aspetterebbe se uno stato dotato di armi nucleari progettasse di avere la capacit\u00e0 di combattere e vincere una guerra nucleare disarmando il nemico con un <em>first strike<\/em> di sorpresa.\u201d<\/p>\n<p>\u00c8 vero che questo <em>first strike<\/em> non potrebbe distruggere i sommergibili nucleari russi, i quali lancerebbero la ritorsione nucleare sugli Stati Uniti, ma gli esperti della FAS valutano che il futuro potenziamento delle difese antimissile statunitensi avrebbe la capacit\u00e0 potenziale di abbattere tutti missili di questa ritorsione. Certamente questa valutazione appare problematica, perch\u00e9 Mosca ha sicuramente montato sui missili oltre alle testate vere innumerevoli esche e false testate per ingannare e saturare le difese missilistiche. Ma i calcoli dei militari sono sempre ottimistici, basati su una fiducia cieca nelle loro armi: basterebbe qualche che testata sfuggisse alle difese missilistiche per provocare negli USA decine di migliaia di morti e distruzioni immani!<\/p>\n<p>Occorre ribadirlo, <em>\u00e8 pura follia pensare di vincere una guerra nucleare, TUTTI perderebbero (e perderemmo)<\/em>.<\/p>\n<p><em>Queste sostanziali \u201cmodernizzazioni\u201d fanno pensare che il regime di non proliferazione faticosamente costruito nei decenni passati, dopo la fine della Guerra Fredda possa essere praticamente morto<\/em>.<\/p>\n<p>Purtroppo questa non \u00e8 l&#8217;unica minaccia al Regime di Non Proliferazione. Infatti il Trattato sulle Forze Nucleari Intermedie (INF) del 1987, che pose fine alla \u201ccrisi degli Euromissili\u201d, impose il ritiro di tutte le testate nucleari statunitensi e sovietiche schierate in Europa su missili a medio e corto raggio. Ma da vari anni si incrociano accuse reciproche di Washington e Mosca di violare le prescrizioni del trattato. In realt\u00e0 andrebbe osservato che anche il cosiddetto \u201cammodernamento\u201d delle testate tattiche B-61-12, pur non violando <em>formalmente<\/em> il trattato INF perch\u00e9 non si tratta di tesate montate su missili a medio raggio, \u00e8 una sostanziale escalation delle capacit\u00e0 nucleari degli USA e della NATO in Europa. Ma di fatto che <em>questo mattone fondamentale del regime di non proliferazione e dell&#8217;equilibro strategico rischia seriamente di saltare!<\/em> Tre senatori statunitensi hanno gi\u00e0 proposto che gli USA sviluppino proprie armi proibite dal trattato INF.<\/p>\n<p>Vi sarebbe poi ancora un capitolo, molto pi\u00f9 complesso (e non del tutto trasparente) sui progetti per realizzare armi nucleari di concezione radicalmente nuova, che porrebbero chiaramente una sfida su un piano che non rientrerebbe in nessun trattato esistente.<\/p>\n<p><em>Il problema di fondo \u00e8 che oggi esistono trattati internazionali che mettono al bando armi inumane, quelle chimiche e batteriologiche, le mine, il cui uso \u00e8 considerato dalla comunit\u00e0 internazionale un crimine verso l&#8217;umanit\u00e0: nulla di simile esiste invece per gli armamenti nucleari, indubbiamente non meno inumani e devastanti!<\/em> Per questo \u00e8 pi\u00f9 che mai necessario estendere la sensibilizzazione e la mobilitazione della societ\u00e0 civile che si \u00e8 sviluppata nell&#8217;ultimo decennio in tutto il mondo, e rafforzare il negoziato promosso dall&#8217;ONU e tuttora in corso per definire un <em>trattato di messa al bando delle armi nucleari<\/em> come componente e integrazione fondamentali del diritto internazionale. Gli Stati nucleari e quelli aderenti alla NATO (con l&#8217;eccezione dell&#8217;Olanda) hanno per ora boicottato il negoziato, per questo dobbiamo rafforzare la pressione dell&#8217;opinione pubblica per una partecipazione attiva e per un esito positivo, condiviso e vincolante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il rischio incombente di una guerra nucleare \u00e8 stato ripetutamente denunciato su Pressenza. 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