{"id":453466,"date":"2017-04-12T21:48:52","date_gmt":"2017-04-12T20:48:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=453466\/"},"modified":"2017-04-12T21:48:52","modified_gmt":"2017-04-12T20:48:52","slug":"perche-tap-passa-dalla-turchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/04\/perche-tap-passa-dalla-turchia\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 TAP passa proprio dalla Turchia"},"content":{"rendered":"<p>Il progetto internazionale TAP (Trans Adriatic Pipeline) \u00e8 parte di un progetto pi\u00f9 grande che comprende diversi Paesi, tra cui la Turchia.<\/p>\n<p><b>Come nasce questo progetto e chi sono gli attori?<\/b><\/p>\n<p>Nel 2003, su iniziativa della Elektrizit\u00e4ts-Gesellschaft Laufenburg (EGL), ora denominata Axpo, societ\u00e0 attiva soprattutto nel trading di elettricit\u00e0, gas e prodotti finanziari energetici, inizi\u00f2 un lungo studio di fattibilit\u00e0 che si concluse nel 2006 con parere positivo circa la realizzabilit\u00e0 tecnica, economica e ambientale di un grande gasdotto.<\/p>\n<p>Il 28 giugno 2013 il Consorzio Shah Deniz II ha selezionato TAP come progetto vincente per il trasporto del gas dell&#8217;Azerbaigian in Italia e in Europa, preferendolo al progetto concorrente Nabucco West. Il 19 settembre 2013 Enel, Hera, Shell, E.ON, Gas Natural Fenosa, Gdf Suez, Axpo, Bulgargaz e Depa hanno firmato a Baku con il Consorzio Shah Deniz II i contratti di fornitura per la pi\u00f9 importante vendita nella storia del gas (stima: 130 miliardi di Euro).<\/p>\n<p>Il 17 dicembre 2013, il Consorzio Shah Deniz II ha annunciato la <i>Decisione Finale di investimento<\/i> per sviluppare il giacimento di Shah Deniz II e gli azionisti di TAP hanno confermato la <i>Risoluzione a costruire<\/i> per lo sviluppo e la realizzazione del progetto Trans Adriatic Pipeline.<\/p>\n<p>Il 1\u00ba dicembre 2015 Snam S.p.A. ha sottoscritto con Statoil un accordo di esclusiva per l&#8217;acquisto della quota del 20% nella Trans Adriatic Pipeline.<\/p>\n<p>Il 17 dicembre 2015 Snam ha perfezionato l&#8217;acquisizione della quota del 20% detenuta da Statoil Holding Netherlands B.V. nella Trans Adriatic Pipeline AG, al prezzo di 130 milioni di Euro.<\/p>\n<p>Snam (Societ\u00e0 Nazionale Metanodotti) \u00e8 una societ\u00e0 con sede centrale a San Donato Milanese. Nel 2015 ha fatturato 3.649 milioni di euro con un utile netto di 1.209 milioni di euro.<\/p>\n<p>Statoil era un&#8217;azienda petrolifera norvegese istituita nel 1972. E&#8217; stata la maggiore compagnia del paese ed occupa circa 25.000 persone. Nonostante la Statoil fosse quotata nel listino della borsa di Oslo e della borsa di New York, lo stato norvegese ne manteneva la maggioranza con una quota pari al 70,9%. Il 18 dicembre 2006 Statoil rivel\u00f2 una proposta di fusione con la divisione del gas e petrolio della Norsk Hydro, un conglomerato norvegese. La fusione \u00e8 stata attuata e ora questa compagnia petrolifera \u00e8 la pi\u00f9 grande al mondo tra quelle che hanno giacimenti in mare aperto.<\/p>\n<p><b>Guardiamo la parte anatolica del progetto<\/b><\/p>\n<p>Esattamente come succede nel lato TAP del grande progetto di gasdotto, nascono e crescono anche dal lato TANAP (Trans-Anatolian gas pipeline) una serie di collaborazioni e partnership tra le aziende energetiche.<\/p>\n<p>Il 26 dicembre del 2011 \u00e8 stato firmato il primo accordo tra Turchia e Azerbaijan su questo progetto. Il 17 marzo del 2015 sono stati poi inaugurati i primi lavori di costruzione nella citt\u00e0 di Kars in Turchia. Erano presenti i Presidenti delle Repubbliche di Turchia, Georgia ed Azerbaijan. TANAP attraversa dall\u2019est all\u2019ovest tutta la Turchia, passando sui territori di ben 20 citt\u00e0. Questa parte di progetto si concluder\u00e0 nel 2018 e avr\u00e0 un costo di circa 7 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Nella parte turca di questo progetto transnazionale sono coinvolte 9 aziende: 7 di queste sono turche, mentre 2 sono straniere. Tra quelle turche salta all\u2019occhio un nome famoso e particolare: Limak. Insieme all\u2019azienda indiana Punj Lloyd hanno vinto il bando per costruire la quarta parte del gasdotto che attraverser\u00e0 la Turchia: stiamo parlando del tratto che inizia nella citt\u00e0 di Eskisehir e finisce in localit\u00e0 Ipsala, al confine con la Grecia.<\/p>\n<p><b>Chi \u00e8 Limak?<\/b><\/p>\n<p>Limak \u00e8 un\u2019azienda edile che nasce nel 1976. Oltre che del settore edile si occupa anche di turismo, energia, infrastruttura, aeroporti e gestione portuale. Secondo la rivista Engineering News Record, nel 2012 risultava la numero 181 tra le aziende pi\u00f9 grandi del mondo. Il suo proprietario, Nihat Ozdemir, secondo la rivista Forbes nel mese di giugno 2016 possedeva un\u2019azienda con un fatturato che superava i 3 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Tra i lavori pubblici che realizza l\u2019azienda ci sono: l\u2019aeroporto Sabiha Gokcen di Istanbul, la metropolitana Tandogan-Kecioren di Ankara, l\u2019aeroporto di Pristina in Albania, 7 centrali idroelettriche in Turchia ed 8 alberghi di lusso tra Turchia e Cipro, il rinnovo di una parte dell\u2019aeroporto del Cairo in Egitto, l\u2019aeroporto di Yuzhny in Russia, la costruzione del nuovo terminal dell\u2019aeroporto internazionale del Kuwait e la stazione ferroviaria ad alta velocit\u00e0 di Ankara. Limak Holding \u00e8 anche una delle cinque aziende che stanno costruendo il terzo aeroporto di Istanbul insieme a Cengiz, Mapa, Limak, Kolin e Kalyon.<\/p>\n<p><b>Analizziamo le opere in costruzione del Limak<\/b><\/p>\n<p>Il terzo aeroporto sorge nel cuore della foresta pi\u00f9 grande di Istanbul, che comprende tre laghi grandi, fonte di circa il 25% dell\u2019acqua potabile di Istanbul. Oltre a questi tre, saranno prosciugati 70 laghetti e 3 insenature. La zona del cantiere \u00e8 anche una fonte di guadagno, dato che quasi il 6% di questo territorio \u00e8 agricolo e coltivato. A causa della distruzione di questa foresta scomparir\u00e0 una grande zona che fa da casa a circa 70 specie animali. Infine nelle foreste settentrionali di Istanbul saranno tagliati 657.950 alberi, e ne saranno spostati 1.855.391 dei 2.513.341 esistenti.<\/p>\n<p>Esattamente come tante altre opere pubbliche, anche questa sar\u00e0 realizzata con la logica <i>costruisci-gestisci-cedi<\/i>. Ossia le aziende costruttrici realizzano l\u2019opera con il loro investimento, la gestiscono per un certo numero di anni e poi la cedono allo Stato. Per la costruzione di tutte queste opere spesso le aziende non hanno abbastanza capitale, dunque prendono dei soldi in prestito dalle banche private con la garanzia dello Stato, oppure direttamente dalle banche statali. Affinch\u00e9 le aziende abbiano una garanzia sul rientro delle spese iniziali durante il periodo di gestione, lo Stato assicura un incasso economico attraverso un contratto. Solo per il terzo aeroporto di Istanbul sono previsti 150 milioni di passeggeri all\u2019anno, mentre l\u2019aeroporto pi\u00f9 grande del mondo &#8211; ovvero quello di Atlanta &#8211; vede viaggiare 95 milioni di passeggeri all\u2019anno. La promessa per il momento parrebbe al di sopra dei numeri realizzabili. Per concludere, come si pu\u00f2 vedere sul sito del progetto, non si tratta soltanto di un aeroporto ma di una cittadella con ospedali, residence, centri commerciali, alberghi e porti marittimi. Si tratta di un progetto di cementificazione, pi\u00f9 che di trasporto.<\/p>\n<p><b>Guardiamo da vicino i partner dI Limak<\/b><\/p>\n<p>Tra i collaboratori dI Limak per la costruzione del terzo aeroporto ci sono Kalyon, proprietario di un grosso gruppo <span style=\"color: #000000;\">di media, ossia <\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: small;\">Turkuvaz Medya, che possiede 4 canali televisivi (Atv, aHaber, Yeni Asir Tv, Minika), 2 canali radiofonici, 4 quotidiani nazionail (Sabah, Takvim, Yeni As\u0131r, Pas Fotoma\u00e7), 11 riviste nazionali e 2 portali di notizie. Kalyon \u00e8 un\u2019altra realt\u00e0 cresciuta con importanti appalti pubblici negli anni del governo AKP, come la costruzione del Palazzo di Giustizia di Istanbul, la linea bus Metrobus, lo stadio olimpico di Basaksehir, il terzo aeroporto di Istanbul e il famoso progetto di riqualificazione urbanistica che avrebbe coinvolto il Parco Gezi. Si tratta di grandi lavori di cementificazione criticati per il loro impatto ambientale. A tutto ci\u00f2 si aggiunge l\u2019evidente rapporto d\u2019amicizia con il mondo politico: l\u2019attuale Presidente della Repubblica, Recep Tayyip Erdogan, nel 2014 ha fatto da testimone di nozze al figlio del proprietario del gruppo. Inoltre il fondatore storico del gruppo, Hasan Kalyoncu, mancato nel 2008, \u00e8 stato uno dei personaggi pi\u00f9 illustri del movimento conservatore Milli Gorus, che ha dato vita alle esperienze di partito Refah, Saadet ed AKP.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: small;\">La Turkuaz Medya, appartenente al gruppo Kalyon, ha come vice amministratore delegato Serhat Albayrak, figlio della famiglia Albayrak, rappresentante di un altro gruppo imprenditoriale celebre in Turchia. Albayrak \u00e8 dal 2008 membro del consiglio d\u2019amministrazione del gruppo Calik Holding. Nello stesso gruppo, dal 1999 al 2013, ha lavorato in veste di presidente generale della societ\u00e0 un altro membro della famiglia Albayrak: stiamo parlando di Berat Albayrak, l\u2019attuale Ministro dell\u2019Energia, fratello di Serhat e genero dell\u2019attuale Presidente della Repubblica. Inoltre, Berat Albayrak scrive dal 2013 per il quotidiano nazionale Sabah, che prima apparteneva al gruppo Calik ed ora appartiene al gruppo Kalyon-Turkuaz.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">I mezzi di comunicazione di massa di questo <\/span>gruppo sono famosi per la loro fedelissima linea editoriale alle politiche sociali ed economiche dell\u2019AKP, il partito che governa il paese da pi\u00f9 di 15 anni. Nel 2016 il canale televisivo aHaber si \u00e8 impegnato mediaticamente \u2013 disinformando &#8211; per sostenere il governo nella rimozione dell\u2019immunit\u00e0 parlamentare a tutti i parlamentari del partito HDP. I due quotidiani nazionali Sabah e Takvim avevano invece aiutato a diffondere una notizia falsa, resa pubblica all\u2019epoca dall\u2019ex primo ministro (l\u2019attuale presidente della repubblica) durante la rivolta del Parco Gezi nel 2013. Si tratta di un\u2019azione di molestia, mai accaduta in realt\u00e0, subita da una donna velata con i suoi bambini. Secondo questi quotidiani e l\u2019ex primo ministro i molestatori erano circa 50 manifestanti maschi, a petto nudo e con guanti di pelle. Alcuni mesi dopo gli ex giornalisti di questi quotidiani hanno ammesso che era stata tutta una messa in scena creata ad hoc su richiesta di alcuni rappresentanti del potere politico.<\/p>\n<p>Limak nei suoi affari coopera spesso con un\u2019altra azienda: la Cengiz Insaat. Il proprietario dell\u2019azienda si chiama Mehmet Cengiz, coinvolto nelle operazioni anti-corruzione del 2014 (operazioni successivamente definite come un tentativo di colpo di stato dal governo). Quest\u2019azienda \u00e8 diventata famosa anche a livello internazionale per gli scontri con una determinata resistenza popolare a Cerattepe nei pressi della citt\u00e0 di Artvin, nel nord della Turchia. Cengiz Insaat, nonostante numerose relazioni avverse, con il sostegno del governo voleva costruire una struttura mineraria all\u2019interno di una riserva naturale dove, nel 1998, il governo locale aveva fermato i primissimi lavori specificando come la zona fosse ad altissimo rischio di frana. Nonostante 250 giorni di presidio, numerose manifestazioni locali e nazionali, un incontro con l\u2019ex primo ministro ed un lungo percorso legale, l\u2019azienda aveva avviato i primi lavori con l\u2019ausilio della gendarmeria e della polizia, che ha caricato e arrestato i manifestanti\/contadini locali. Gli stessi contadini che successivamente sono stati definiti \u201cpiccoli manifestanti come quelli del Parco Gezi\u201d dall\u2019attuale presidente della Repubblica.<\/p>\n<p><b>La pagella nera di Limak<\/b><\/p>\n<p>Il proprietario dell\u2019azienda che contribuir\u00e0 alla realizzazione del Tanap, Nihat Ozdemir, nel 2014 (nell\u2019ambito delle maxi inchiesta anti-corruzione) \u00e8 stato accusato di aver contribuito all\u2019acquisto del quotidiano nazionale Sabah e del canale televisivo Atv mettendo nelle tasche di Turkuaz Medya 100 milioni di Euro. Secondo i giudici \u00e8 stata costruita una sorta di cassa virtuale tra alcuni imprenditori: questi si aiutavano a vicenda per monopolizzare i media in Turchia, con l\u2019obiettivo di controllare l\u2019informazione cos\u00ec da eliminare eventuali critiche ai progetti. Secondo i giudici, numerosi ministri e parlamentari del partito al governo erano coinvolti in questa rete. Successivamente Ozdemir ha ammesso di aver dato questi soldi, ma in prestito. Questa versione di Ozdemir \u00e8 stata assunta e difesa anche da parte dell\u2019ex primo ministro, anch&#8217;egli accusato di corruzione.<\/p>\n<p>In questi giorni Nihat Ozdemir appare in televisione con dichiarazioni a favore del referendum costituzionale in arrivo. Secondo Ozdemir, il passaggio al sistema presidenziale, attraverso l\u2019approvazione di questo referendum, aiuterebbe la realizzazione dei progetti economici governativi. Ozdemir sottolinea come la rivolta del Parco Gezi abbia rallentato il raggiungimento di questi obiettivi. Secondo il noto imprenditore l\u2019unica soluzione \u00e8 quella di sostenere le linee politiche ed economiche del governo.<\/p>\n<p>Limak Holding nei primi mesi del 2017 ha vinto l\u2019appalto per la costruzione del ponte sullo stretto dei Dardanelli. Si tratta di un altro progetto che ha subito pesanti critiche. Secondo un\u2019analisi pubblicata dal portale di notizie T24 nel 2014, questo lavoro triplicherebbe la popolazione nella zona interessata, tanto da porre le basi di una speculazione edile finalizzata all\u2019aumento dei prezzi delle case. Inoltre potrebbero aumentare le costruzioni di alberghi, villaggi turistici e impianti industriali lungo tutta la costa. Infatti, con l\u2019appalto del ponte \u00e8 stato dato il permesso di costruire in alcune zone prima protette perch\u00e9 riserve naturali. Secondo il Presidente della Camera degi Ingegneri Urbanistici di Bursa, Hakan Karademir, si tratterebbe di una devastazione ambientale.<\/p>\n<p><b>Quindi&#8230;<\/b><\/p>\n<p>Questa \u00e8 una storia lunga di circa 4 mila chilometri. Un progetto che devasta l\u2019ambiente da Lecce a Baku passando dalla Turchia. Questa \u00e8 un\u2019opera che rappresenta la cultura della progettistica che cerca di fare affari a tutti i costi. Qui si parla di una decisione che in realt\u00e0 unisce gli ulivi di Lecce con gli abeti ed i faggi di Cerattepe. Questa \u00e8 un\u2019occasione affinch\u00e9 i paesi non si uniscano soltanto per ospitare un lungo tubo che porta gas da una parte all\u2019altra, ma si uniscano nella stessa lotta per difendere gli esseri viventi, le risorse naturali e l\u2019ambiente. Il futuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il progetto internazionale TAP (Trans Adriatic Pipeline) \u00e8 parte di un progetto pi\u00f9 grande che comprende diversi Paesi, tra cui la Turchia. Come nasce questo progetto e chi sono gli attori? 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Fruit of love of an immigrant couple in the former Ottoman city, she from Sebastia (Turkey) he from Batum (Georgia). Raised two steps away from the old Pera, between the Armenian and Jewish cultures. Big passion for photography, cinema, politics and inevitably journalism. After a short academic adventure in International Finance he landed in Italy back in 2001, first in Siena then in Turin, with the desire to study journalism, but he ended up attending Cinema and Television. He specializes in shooting and editing videos, photography and, lately, web marketing. Occasionally he writes in Turkey for the national magazine KaosGL, for the national daily Birgun and for various independent news portals such as Bianet and Sendika. In Italy he wrote for Il Manifesto and the monthly E-il mensile. He is one of the founders of the Glob011 monthly freepress, he worked for BabelMed and Prospettive Altre. Currently has collaborations with Pressenza and Caff\u00e8 dei Giornalisti. 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