{"id":448896,"date":"2017-03-28T15:11:56","date_gmt":"2017-03-28T14:11:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=448896\/"},"modified":"2017-03-28T15:11:56","modified_gmt":"2017-03-28T14:11:56","slug":"iraq-denuncia-amnesty-sullaumento-uccisioni-civili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/03\/iraq-denuncia-amnesty-sullaumento-uccisioni-civili\/","title":{"rendered":"Iraq: denuncia di Amnesty sull&#8217;aumento di uccisioni di civili"},"content":{"rendered":"<p>Amnesty International ha denunciato che centinaia di civili sono stati uccisi da attacchi aerei all\u2019interno delle loro case di Mosul, dopo che il governo iracheno aveva detto di non lasciare la citt\u00e0 durante l\u2019offensiva per strapparla al gruppo armato auto-denominato Stato islamico.<\/p>\n<p>Persone sopravvissute agli attacchi e testimoni oculari hanno raccontato di non aver cercato di lasciare la citt\u00e0, mentre la battaglia era in corso, proprio perch\u00e9 avevano ricevuto ripetute indicazioni da parte delle autorit\u00e0 irachene di rimanere nelle loro abitazioni.<\/p>\n<p><strong>Attacchi da parte della coalizione a guida Usa<\/strong><br \/>\nLo scioccante aumento delle vittime civili negli ultimi mesi, a causa sia degli attacchi aerei della coalizione guidata dagli Usa che dei combattimenti a terra tra l\u2019esercito iracheno e lo Stato islamico, solleva forti dubbi sulla legalit\u00e0 di tali attacchi. In uno dei pi\u00f9 sanguinosi attacchi degli ultimi anni, il 17 marzo, un attacco aereo della coalizione sul quartiere di Jadida ha provocato oltre 150 morti. La coalizione ha annunciato l\u2019avvio di un\u2019indagine.<\/p>\n<p>\u201cLe prove che abbiamo raccolto a Mosul Est evidenziano una ripetizione di attacchi aerei da parte della coalizione a guida Usa che hanno raso al suolo abitazioni con intere famiglie all\u2019interno. L\u2019elevato numero di vittime civili lascia supporre che le forze della coalizione non abbiano preso precauzioni adeguate per evitarle, in evidente violazione del diritto internazionale umanitario\u201d, ha dichiarato Donatella Rovera, Alta consulente per le risposte alle crisi di Amnesty International, che ha svolto ricerche sul campo a Mosul.<\/p>\n<p>\u201cDato che le autorit\u00e0 irachene avevano ripetutamente invitato la popolazione civile a rimanere in casa anzich\u00e9 a fuggire, le forze della coalizione avrebbero dovuto sapere che i loro attacchi avrebbero probabilmente causato un alto numero di vittime. Gli attacchi sproporzionati e gli attacchi indiscriminati violano il diritto internazionale umanitario e costituiscono crimini di guerra. Il governo iracheno e la coalizione a guida Usa devono immediatamente avviare un\u2019indagine indipendente e imparziale sul devastante numero di vittime causato dall\u2019operazione Mosul\u201d, ha sottolineato Rovera.<\/p>\n<p>Lasciare Mosul prima dei combattimenti era gi\u00e0 stato estremamente difficile per la popolazione civile, a causa delle punizioni che lo Stato islamico infliggeva a chi provava a farlo. Wa\u2019ad Ahmad al-Tai, un abitante del quartiere di al-Zahra a Mosul Est, \u00e8 tra i tanti civili che hanno seguito l\u2019indicazione del governo iracheno di rimanere:<br \/>\n\u201cAbbiamo seguito le istruzioni del governo: \u2018restate in casa ed evitate lo sfollamento\u2019. Secondo queste istruzioni, chi non aveva niente a che fare con Daesh [il nome arabo dello Stato islamico] doveva rimanere a casa. Lo hanno detto alla radio e poi hanno anche lanciato dei volantini\u201d.<\/p>\n<p>A causa dell\u2019intensificarsi dei bombardamenti, Wa\u2019ad Ahmad al-Tai, suo fratello Mahmoud e le loro famiglie si sono trasferiti nell\u2019abitazione a due piani di un terzo fratello pensando che sarebbe stata pi\u00f9 sicura.<\/p>\n<p>\u201cEravamo tutti quanti in una stanza sul retro, tre famiglie per un totale di 18 persone. La casa accanto \u00e8 stata bombardata ed \u00e8 crollata sulla nostra, esattamente nella stanza dove ci eravamo riparati. Sono morti mio figlio Yusef di nove anni, mia figlia Shahad di tre, mio fratello Mahmoud, sua moglie Manaya, il loro figlio Aws di nove anni e mia nipote Hanan che ha protetto col corpo la sua figlia di cinque mesi che, grazie a Dio, \u00e8 sopravvissuta\u201d.<\/p>\n<p>Hind Amir Ahmad, una donna di 23 anni, ha perso 11 parenti in un attacco aereo della coalizione risalente al 13 dicembre:<br \/>\n\u201cLa casa ci \u00e8 crollata letteralmente addosso mentre stavamo dormendo e per miracolo nessuno di noi \u00e8 rimasto ucciso. Allora siamo corsi a casa di mio zio. Alle 2 di notte hanno bombardato anche quella e quasi tutti quelli che c\u2019erano dentro, 11 persone, sono stati uccisi. Ci sono voluti sei giorni per rimettere insieme i corpi. Non so perch\u00e9 ci hanno bombardato. So solo che hanno ucciso praticamente tutte le persone che amavo\u201d.<\/p>\n<p>Il 6 gennaio 16 persone sono rimaste uccise in un attacco aereo nel quartiere di Hay al-Mazaraa a Mosul Est. Testimoni oculari e abitanti del quartiere hanno confermato che n\u00e9 nelle tre case colpite n\u00e9 nelle adiacenze c\u2019erano combattenti dello Stato islamico. Tra le vittime, tre bambini e la madre di Shaima\u2019 Qadhem, che un anno prima era stata arrestata e uccisa dallo Stato islamico:<br \/>\n\u201cQuella famiglia \u00e8 stata presa di mira da tutti. L\u2019anno scorso Daesh ha arrestato e ucciso la madre dei tre bambini che ora sono stati uccisi dalla coalizione [insieme alla nonna]. Siamo tutti intrappolati in questo conflitto e nessuno ci aiuta. Quando ho cercato di lasciare Mosul con la mia famiglia, siano stati fermati da Daesh. Hanno minacciato di versarci sopra della benzina e darci fuoco. Poi abbiamo pagato una multa salatissima e siamo riusciti ad andare via. Altri, meno fortunati, sono stati messi a morte. Mi chiedo: il governo e la coalizione hanno pensato a come proteggere i civili in questa guerra? Direi decisamente di no\u201d, ha dichiarato Ahmad, un parente delle vittime.<\/p>\n<p>Il diritto internazionale umanitario prevede che le parti combattenti devono prendere tutte le misure possibili per ridurre al minimo i danni ai civili e che gli attacchi non devono danneggiare in modo sproporzionato i civili: in altri termini, il danno non dev\u2019essere eccessivo rispetto al vantaggio militare concreto e diretto che si \u00e8 valutato di conseguire.<\/p>\n<p><strong>L\u2019uso di scudi umani da parte dello Stato islamico<\/strong><br \/>\nIn molti dei casi indagati da Amnesty International in cui civili sono stati uccisi dagli attacchi della coalizione a guida Usa, gli abitanti sopravvissuti e i testimoni oculari hanno riferito che combattenti dello Stato islamico erano presenti all\u2019interno (di solito, sul tetto o nel giardino) o nei pressi delle abitazioni colpite, cos\u00ec come di abitazioni risparmiate. Tutti gli attacchi hanno distrutto abitazioni intere, spesso distruggendo o danneggiando gravemente case o negozi circostanti.<\/p>\n<p>\u201cIl vergognoso uso di scudi umani da parte dello Stato islamico \u00e8 una grave violazione del diritto internazionale umanitario che equivale a un crimine di guerra. In zone residenziali fittamente abitate i rischi per la popolazione civile diventano enormi. Tuttavia, l\u2019uso degli scudi umani da parte dello Stato islamico non fa venir meno l\u2019obbligo del governo iracheno e delle forze della coalizione di evitare attacchi sproporzionati\u201d, ha precisato Rovera.<\/p>\n<p>Mohammed, un abitante del quartiere di Hay el-Dhubbat a Mosul Est, ha perso numerosi parenti in un attacco aereo:<br \/>\n\u201cI Dawa\u2019ish [i combattenti dello Stato islamico] erano ovunque e non potevamo farci veramente niente. Se protestavi, minacciavano di ucciderti. Hanno comandato in questa citt\u00e0 per due anni e mezzo e non li hanno quasi mai colpiti. Perch\u00e9 adesso quelli distruggono le nostre case con le famiglie all\u2019interno, e tutto questo solo per fare fuori due o tre Dawa\u2019ish che stanno sul tetto?\u201d<\/p>\n<p>Il 5 gennaio, tre case del quartiere di Hay al-Salam a Mosul Est sono state distrutte dagli attacchi della coalizione: cinque membri di una famiglia e un vicino di casa sono morti e altre persone sono rimaste ferite. In una stanza di una casa si erano rintanati alcuni combattenti dello Stato islamico, rimasti illesi e poi catturati dalle forze irachene.<\/p>\n<p>Na\u2019el Tawfiq Abdelhafez, che nell\u2019attacco ha perso il figlio Mos\u2019ab di 23 anni, ha raccontato ad Amnesty International che per mesi il quartiere era stato al centro dei combattimenti tra cecchini dello Stato islamico sui tetti e i soldati iracheni che sparavano colpi di mortaio verso le case:<br \/>\n\u201cChe potevamo fare noi civili? Fermare Daesh? Quando mi sono entrati in casa, poco prima dell\u2019attacco, li ho pregati di uscire, gli ho detto che c\u2019era una famiglia. Hanno accettato, stavano per uscire quando \u00e8 arrivato l\u2019attacco. Mio figlio \u00e8 stato ucciso, il resto della famiglia ferito, mia figlia Bara\u2019 ha perso un occhio e i Dawa\u2019ish sono ancora vivi\u201d.<\/p>\n<p>Nello stesso attacco, nella casa accanto Muthar Dhannun ha perso una sorella, il marito e tre figli:<br \/>\n\u201cTutti sanno che Daesh usa i civili come scudi umani. Allora, perch\u00e9 uccidere civili che non hanno fatto nulla di male? Dobbiamo pagare noi il prezzo dei crimini di Daesh. Non \u00e8 giusto\u201d.<\/p>\n<p><strong>Combattimenti a terra<\/strong><br \/>\nSecondo le testimonianze raccolte da Amnesty International, civili sono morti o sono rimasti feriti anche a seguito del lancio indiscriminato di colpi di mortaio da parte sia dello Stato islamico che dell\u2019esercito iracheno all\u2019interno dei quartieri residenziali.<\/p>\n<p>Alcuni residenti hanno riferito che le forze irachene usano prevalentemente mortai da 60 e 82 millimetri e meno spesso mortai da 120 millimetri, invece per lo pi\u00f9 usati dallo Stato islamico.<\/p>\n<p>Si tratta di armi che possono risultare imprecise anche quando sono dirette a un obiettivo militare. Sono state pensate per battaglie in spazi aperti e non dovrebbero mai essere usate nei centri urbani, dove il margine d\u2019errore e il raggio d\u2019esplosione sono destinati a causare molte perdite civili nelle aree che si trovano nei pressi dell\u2019obiettivo che s\u2019intende colpire.<\/p>\n<p>Il 4 dicembre 2016 Ahmad Samir Jumaa e Yousef Ammar Ahmad, di cinque e sette anni, sono stati fatti letteralmente a pezzi da un colpo di mortaio mentre giocavano nei pressi delle loro abitazioni, nel quartiere di Hay al-Zahra a Mosul Est. Il colpo di mortaio \u00e8 esploso in una strada di neanche 10 metri di larghezza, diffondendo schegge mortali sulle case che vi si affacciavano.<\/p>\n<p>Il 7 novembre 2016 quattro bambini e i loro genitori sono morti in una stanza nel retro della loro abitazione nel quartiere di Hay al-Salam a Mosul Est. Il colpo di mortaio ha centrato esattamente una cisterna di benzina e l\u2019abitazione e le persone sono state immediatamente avvolte dalle fiamme. Si sono salvati, ma con ferite orribili, solo due bambini.<\/p>\n<p>In questi casi, come in un terzo accaduto nel quartiere di Hay al-Shuhada a Mosul Ovest, lo Stato islamico controllava le zone contro cui sono stati diretti i colpi di mortaio, presumibilmente dunque ad opera dell\u2019esercito iracheno. \u00c8 anche possibile, per quanto improbabile, che si sia trattato di colpi di mortaio lanciati dallo Stato islamico contro i militari iracheni in altre zone della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Nelle aree riconquistate dall\u2019esercito iracheno, i soldati hanno collocato postazioni militari all\u2019interno dei quartieri, mettendo in pericolo la popolazione civile. Nel quartiere di Hay al-Josaq a Mosul Ovest un colpo di mortaio ha ucciso una bambina di un anno e mezzo che stava giocando nel cortile di un\u2019abitazione di fronte alla quale era stato aperto un ufficio della Polizia federale.<\/p>\n<p>Altre famiglie hanno denunciato la morte o il ferimento di parenti o vicini di casa a seguito di autobombe o di colpi di mortaio contro l\u2019esercito iracheno, via via che riconquistava i quartieri. Ramy ha perso un figlio di 10 anni a causa di un colpo di mortaio. Inizialmente era sollevato dalla presenza dei soldati iracheni nella sua strada:<br \/>\n\u201cL\u2019esercito iracheno ha collocato le sue posizioni tutte intorno alle abitazioni e di l\u00ec a poco sono iniziati i colpi di mortaio di Daesh. Mio figlio \u00e8 stato colpito mentre andava dalla cucina al garage\u201d.<\/p>\n<p>Rawda, un\u2019anziana donna di Mosul Est, ha mostrato ad Amnesty International l\u2019appartamento di sua figlia, il cui tetto \u00e8 stato utilizzato prima dai cecchini dello Stato islamico e poi dai soldati iracheni:<br \/>\n\u201cOra \u00e8 tutto in rovina. Mia figlia non ha una casa dove poter ritornare\u201d.<\/p>\n<p>\u201cInvece di evacuare i civili dalle zone appena riconquistate e, in questo modo, minimizzare il rischio per i civili di finire sotto attacco, le forze irachene paiono metterli ancora di pi\u00f9 in pericolo incoraggiandoli a rimanere a casa e collocando nei pressi delle case le loro postazioni militari\u201d, ha lamentato Rovera.<\/p>\n<p>\u201cTutte le parti coinvolte nel conflitto devono astenersi dall\u2019uso di mortai e di altre armi esplosive imprecise nei quartieri densamente popolati di Mosul. La popolazione civile sta pagando il prezzo della battaglia per riconquistare Mosul a causa dell\u2019agghiacciante indifferenza mostrata da tutte le parti coinvolte per la devastante sofferenza imposta agli abitanti della citt\u00e0\u201d, ha concluso Rovera.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Amnesty International ha denunciato che centinaia di civili sono stati uccisi da attacchi aerei all\u2019interno delle loro case di Mosul, dopo che il governo iracheno aveva detto di non lasciare la citt\u00e0 durante l\u2019offensiva per strapparla al gruppo armato 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