{"id":446064,"date":"2017-03-23T14:56:44","date_gmt":"2017-03-23T14:56:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=446064\/"},"modified":"2017-03-23T14:56:44","modified_gmt":"2017-03-23T14:56:44","slug":"libia-due-video-prove-crimini-guerra-parte-dellesercito-nazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/03\/libia-due-video-prove-crimini-guerra-parte-dellesercito-nazionale\/","title":{"rendered":"Libia, da due video prove di crimini di guerra da parte dell\u2019esercito nazionale"},"content":{"rendered":"<p>Due filmati esaminati da Amnesty International mostrano militari dell\u2019Esercito nazionale libico (Enl) nell\u2019atto di uccidere a sangue freddo dei combattenti del Consiglio della shura dei rivoluzionari di Bengasi (Csrb) catturati nel quartiere di Ganfouda. Si tratterebbe di crimini di guerra, che andrebbero ad aggiungersi al lungo elenco di crimini di diritto internazionale commessi impunemente dai gruppi armati e dalle milizie che agiscono nell\u2019est e nell\u2019ovest della Libia.<\/p>\n<p>Nel primo dei due video diffusi sui social media e verificati da Amnesty International, un soldato dell\u2019Enl uccide a colpi di kalashnikov tre combattenti del Csrb inginocchiati, faccia al muro e con le mani legate dietro la schiena. Nel secondo video alcuni soldati dell\u2019Enl scherniscono, umiliano e trascinano a terra un combattente del Csrb prima di ucciderlo.<\/p>\n<p>\u201cLa deplorevole condotta dei soldati dell\u2019Enl ripresi in questi video, che mostrano l\u2019uccisione di persone catturate e prive di difesa, viola il diritto internazionale umanitario e costituisce un crimine di guerra\u201d, ha dichiarato Heba Morayef, direttrice delle ricerche sull\u2019Africa del Nord di Amnesty International.<\/p>\n<p>L\u2019Enl ha annunciato indagini sui due video e un suo portavoce ha dichiarato ad Amnesty International che i soldati ripresi nelle immagini sono stati arrestati e saranno interrogati. L\u2019Enl ha inoltre diffuso un comunicato in cui parla di \u201ccasi isolati\u201d commessi da singoli individui e afferma di aver ordinato alle unit\u00e0 che operano a Bengasi di assicurare che i responsabili di violazioni dei diritti umani siano consegnati alla polizia militare e sottoposti alla corte marziale.<\/p>\n<p>Nel luglio 2016 ad al-Laithi, una zona di Bengasi riconquistata dall\u2019Enl, erano stati trovati i corpi di 14 uomini assassinati dopo che erano state loro legate le mani. N\u00e9 l\u2019Enl n\u00e9 altre agenzie dello stato libico che si occupano di sicurezza hanno mai svolto indagini efficaci su queste o altre uccisioni sommarie.<\/p>\n<p><strong>Scarse speranze di ottenere giustizia<\/strong><\/p>\n<p>Le precedenti richieste d\u2019indagini da parte di Amnesty International non hanno dato luogo a procedure trasparenti n\u00e9 a condanne nei confronti di appartenenti alle forze di sicurezza o alle milizie, anche quando vi erano evidenti prove della loro condotta criminale. Considerando la costante impunit\u00e0 per i crimini di guerra e altre gravi violazioni dei diritti umani, la promessa che su questi ultimi episodi verranno condotte indagini appare vana e le prospettive di giustizia per le vittime e le loro famiglie paiono scarse.<\/p>\n<p>La rottura istituzionale del 2014, dopo una lotta per il potere che ha diviso la Libia in fazioni regionali, ha ulteriormente compromesso le possibilit\u00e0 della magistratura di svolgere le sue funzioni. Sequestri di persona, uccisioni, torture, sparizioni forzati e altre violazioni dei diritti umani continuano a verificarsi, a opera di gruppi armati e milizie che operano nell\u2019ovest e nell\u2019est del paese nella pi\u00f9 completa impunit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cOccorre un\u2019indagine credibile, indipendente e imparziale sugli ultimi casi, che trasmetta a coloro i quali compiono od ordinano crimini orrendi il messaggio che non devono considerarsi al di sopra della legge e che verranno puniti\u201d, ha sottolineato Morayef.<\/p>\n<p>\u201cDati i precedenti relativi al mancato accertamento delle responsabilit\u00e0, \u00e8 pi\u00f9 che mai determinante che la Corte penale internazionale, che ha giurisdizione in Libia, ampli le sue indagini ai crimini di guerra e ai crimini contro l\u2019umanit\u00e0 in corso nel paese\u201d, ha aggiunto Morayef.<\/p>\n<p>Entrambi gli episodi ripresi nel video sono avvenuti nel quartiere di Ganfouda, una delle ultime roccaforti del Csrb a cadere. Ultimamente, l\u2019avanzata dell\u2019Enl ha costretto i combattenti del Csrb ad arretrare fino a una piccola enclave di palazzi conosciuta come Blocco 12 nel sud ovest del quartiere, dove gli scontri si sono intensificati.<\/p>\n<p>Ganfouda \u00e8 sottoposta a un blocco militare da mesi. L\u2019Enl controlla le strade in entrata e in uscita. Le forniture di acqua, cibo ed energia elettrica sono state tagliate, dando luogo a una drammatica crisi umanitaria per le famiglie intrappolate nel quartiere.<\/p>\n<p><strong>Altre sospette violazioni dei diritti umani da parte dell\u2019Enl<\/strong><\/p>\n<p>Da fonti vicine a famiglie di persone o a singole persone che si trovano a Ganfouda, Amnesty International ha ricevuto una serie di fotografie in cui si vedono soldati dell\u2019Enl in posa tra cadaveri, darvi fuoco o fare scempio del cadavere di Jalal Maksoumi, un alto comandante del Csrb.<\/p>\n<p>Il diritto internazionale umanitario vieta le mutilazioni dei cadaveri e impone alle parti in conflitto di riconsegnare i corpi alle famiglie che lo richiedano.<\/p>\n<p>I cadaveri nelle fotografie dovrebbero riferirsi anche a persone del Blocco 12 e uccise durante gli ultimi combattimenti. Amnesty International non \u00e8 stata in grado di verificare autonomamente le fotografie, ma una fonte vicina alle famiglie delle vittime ha fornito l\u2019identit\u00e0 di tre degli uccisi.<\/p>\n<p>Amnesty International ha parlato con tre distinte fonti vicine alle famiglie intrappolate nel Blocco 12. Hanno raccontato che, quando l\u2019Enl \u00e8 avanzato verso il blocco di palazzi, le famiglie hanno deciso di fuggire. I combattenti che sono rimasti, alcuni dei quali feriti, sono saliti a bordo &#8211; insieme alle loro famiglie, anziani e bambini compresi &#8211; di autobus diretti al quartiere di al-Sabbri.<\/p>\n<p>Una fonte molto vicina alle vittime ha riferito che uno degli autobus, su cui erano a bordo almeno quattro famiglie, \u00e8 andato in panne nei pressi del ponte di Giuliana, a circa cinque chilometri di distanza dal Blocco 12. A quel punto i soldati dell\u2019Enl hanno aperto il fuoco, cui \u00e8 stato risposto dall\u2019autobus in panne. Alla fine i soldati sono riusciti a catturare tutti i passeggeri, tra cui cinque componenti di una famiglia (una madre, due figlie e due figli), in seguito ritrovati morti. Altri familiari hanno confermato la loro identit\u00e0 quando le immagini dei loro volti sono state rese pubbliche online. Altre famiglie risultano ancora scomparse.<\/p>\n<p>Le circostanze di questo episodio restano incerte e Amnesty International non ha potuto verificare autonomamente ogni singolo dettaglio. Un portavoce dell\u2019Enl, nel corso di un contatto telefonico con Amnesty International, ha detto che non ci sono state vittime civili e che cinque giovani donne erano state fermate e portate al Ministero dell\u2019Interno \u201cper essere restituite alle loro famiglie\u201d. Il portavoce ha aggiunto che non ci sono civili in custodia militare. Al contrario, secondo le famiglie, sarebbero stati uccisi diversi civili, bambini compresi.<\/p>\n<p>\u201cTutte le parti in conflitto devono assicurare che i civili siano protetti, come richiesto dal diritto internazionale umanitario. Ai civili che vogliono lasciare Ganfouda devono essere garantiti un percorso sicuro e la protezione dagli attacchi\u201d, ha concluso Morayef.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due filmati esaminati da Amnesty International mostrano militari dell\u2019Esercito nazionale libico (Enl) nell\u2019atto di uccidere a sangue freddo dei combattenti del Consiglio della shura dei rivoluzionari di Bengasi (Csrb) catturati nel quartiere di Ganfouda. 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