{"id":441945,"date":"2017-03-10T23:29:32","date_gmt":"2017-03-10T23:29:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=441945\/"},"modified":"2017-03-10T23:29:32","modified_gmt":"2017-03-10T23:29:32","slug":"debito-del-debito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/03\/debito-del-debito\/","title":{"rendered":"Il debito del debito"},"content":{"rendered":"<p>Negli ultimi 5 anni nulla \u00e8 cambiato sul fronte del debito pubblico italiano. Questa \u00e8 la conclusione a cui inevitabilmente si giunge se si analizzano i dati recentemente pubblicati dall&#8217;Istat.<\/p>\n<p>La sequenza delle perdite, che ogni anno chiudono l\u2019ultima riga del bilancio dello Stato, non lascia molti dubbi: \u00a0-47.216 milioni di euro nel 2012, -46.492 nel 2013, -48.803 nel 2014, -44.256 nel 2015 e -40.708 nel 2016. Pertanto, negli ultimi 5 anni il nostro bilancio pubblico ha chiuso con un disavanzo anno compreso tra 40 e 50 miliardi di euro. Che ovviamente ogni anno vanno ad aggiungersi al debito pregresso. Di conseguenza nell\u2019ultimo lustro il debito pubblico italiano \u00e8 aumentato di 230 miliardi di euro, cio\u00e8 di quasi 4.000 euro pro-capite. Per la classica famiglia composta da 2 genitori con 2 figli si tratta di 15.000 euro.<\/p>\n<p>Nonostante le rassicurazioni governative a ripetere che \u201cil debito \u00e8 sotto controllo\u201d, si potrebbe sostenere che in realt\u00e0 il debito pubblico italiano \u00e8 stabilmente fuori controllo, poich\u00e9 ogni anno aumenta sostanzialmente in misura analoga.<\/p>\n<p>In questo periodo si sta discutendo anche dell\u2019eventualit\u00e0 di una manovra economica correttiva per recuperare 3,4 miliardi di euro, che le istituzioni europee chiedono all\u2019Italia per evitare l\u2019avvio di una procedura d\u2019infrazione per deficit eccessivo. A ben vedere si tratta soltanto di briciole, poich\u00e9 il piatto \u201cpiange\u201d per una quantit\u00e0 almeno 10 volte superiore. Infatti, anche nel caso l\u2019Italia riuscisse a racimolare la cifra indicata da Bruxelles (che corrisponde allo 0,2% del PIL), il debito continuerebbe a salire di oltre 37 miliardi di euro all\u2019anno.<\/p>\n<p>Resta il fatto evidente che con il passare del tempo lo Stato italiano sta diventando sempre pi\u00f9 povero, anzi impoverito, perch\u00e9 sempre pi\u00f9 indebitato. Difficilmente uno Stato povero pu\u00f2 aiutare e sostenere in modo efficace i suoi cittadini pi\u00f9 poveri. D\u2019altra parte occorre dire con chiarezza che gli italiani sono mediamente ricchi. Infatti, valutando il patrimonio (immobiliare e mobiliare) gli italiani sono pro-capite pi\u00f9 ricchi dei tedeschi, tanto per fare un paragone.<\/p>\n<p>Detto in una battuta: non \u00e8 lo Stato che ha messo le mani nelle tasche degli italiani (come alcuni esponenti politici sostengono), ma sono gli italiani (non tutti, ovviamente) che hanno messo le mani nelle tasche dello Stato<br \/>\n\u00c8 evidente che la povert\u00e0 pubblica e la ricchezza privata sono due facce della stessa moneta: gli italiani sono mediamente ricchi anzitutto perch\u00e9 hanno impoverito le casse dello Stato, sottraendo una quantit\u00e0 di risorse enorme, attraverso l\u2019evasione fiscale, la corruzione, i traffici illeciti e le attivit\u00e0 gestite dalle mafie: in questi settori l\u2019Italia \u00e8 stabilmente ai vertici delle classifiche europee. Basterebbe recuperare un quarto dell\u2019evasione fiscale per chiudere il bilancio dello Stato in pareggio, compreso il pagamento degli interessi.<\/p>\n<p>Nonostante le tasche dello Stato risultino \u201cbucate\u201d a causa delle attivit\u00e0 illecite gi\u00e0 citate, sorprende il fatto che da 20 anni il bilancio dello Stato italiano chiude con un avanzo primario positivo, cio\u00e8 ogni anno le entrate superano le uscite, prima che l\u2019utile venga totalmente \u201cmangiato\u201d dagli interessi sul debito.<\/p>\n<p>Cos\u00ec \u00e8 evidente che gli italiani sono costretti ad un lavoro extra soltanto per mantenere chi riscuote gli interessi (ma che in maggioranza sono cittadini italiani o banche nazionali). Qui emerge la perversione del meccanismo del debito, che si arrotola su se stesso. Ma non si tratta di un errore, di una palude in cui l\u2019Italia \u00e8 finita per caso e dalla quale non riesce ad uscire. Il debito \u00e8 un sistema per redistribuire la ricchezza in senso inverso: dai pi\u00f9 poveri ai pi\u00f9 ricchi.<\/p>\n<p>Purtroppo, nonostante che il debito pubblico italiano continui a segnare nuovi record, in Italia non si \u00e8 ancora raggiunta la consapevolezza che la soluzione del problema \u00e8 indispensabile e inderogabile. Si continua a trascinare la questione \u201csine die\u201d, cercando di limitare i danni, ma senza prospettare reali vie d\u2019uscita.<\/p>\n<p>Sicuramente il debito sta condizionando pesantemente l\u2019economia del Paese e rendendo opzionale il dovere della solidariet\u00e0 che dovrebbe essere costituzionalmente inderogabile.<\/p>\n<p>Ma il risvolto peggiore della questione \u00e8 nei confronti delle prossime generazioni, verso le quali stiamo lasciando in eredit\u00e0 un debito davvero pesante: il debito del debito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi 5 anni nulla \u00e8 cambiato sul fronte del debito pubblico italiano. Questa \u00e8 la conclusione a cui inevitabilmente si giunge se si analizzano i dati recentemente pubblicati dall&#8217;Istat. 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