{"id":440455,"date":"2017-03-08T13:50:40","date_gmt":"2017-03-08T13:50:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=440455\/"},"modified":"2017-03-08T13:50:40","modified_gmt":"2017-03-08T13:50:40","slug":"lassociazione-granosalus-pasta-quante-porcherie-ci-fanno-mangiare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/03\/lassociazione-granosalus-pasta-quante-porcherie-ci-fanno-mangiare\/","title":{"rendered":"L\u2019associazione GranoSalus: \u00abPasta, ma quante porcherie ci fanno mangiare&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><em>L&#8217;associazione GranoSalus ha effettuato analisi sulle varie marche di pasta in commercio riscontrando la presenza di alcuni contaminanti, sebbene entro i limiti di legge. Ecco quali sono le marche interessate.<\/em><\/p>\n<p>\u00abOrmai lo dicono le analisi, quelle che attribuiscono numeri reali ai contaminanti pi\u00f9 pericolosi presenti quotidianamente sulle nostre tavole con la pasta. E se le marche pi\u00f9 blasonate contengono tracce di questi veleni, cosa dobbiamo pensare di tutto il resto?\u00bb. <a href=\"http:\/\/www.granosalus.com\/2017\/02\/26\/lo-dicono-le-analisi-don-glifosate-e-cadmio-presenti-negli-spaghetti\/\" target=\"_blank\">L\u2019associazione GranoSalus lancia l\u2019allarme<\/a>.<\/p>\n<p>\u00abSecondo <a href=\"http:\/\/www.granosalus.com\/2017\/02\/26\/lo-dicono-le-analisi-don-glifosate-e-cadmio-presenti-negli-spaghetti\/\" target=\"_blank\">le nostre analisi<\/a>, in tutte le marche sono presenti Don, Glifosato e Cadmio entro i limiti di legge per gli adulti. Almeno due marche di spaghetti superano i limiti di Don per la tutela della salute dei bambini. Confermata attivit\u00e0 di miscelazione tra grani esteri e nazionali.\u00a0Solo il piombo \u00e8 risultato assente dalle analisi.\u00a0Dubbi sul marchio di Puglia: garantisce per davvero il 100% dell\u2019 origine del grano?\u00bb. Cos\u00ec l\u2019associazione GranoSalus sulla pasta in commercio nel nostro paese.<\/p>\n<p>\u00abSe le marche pi\u00f9 blasonate e diffuse nel Paese contengono tracce di questi contaminanti, sia pur entro i limiti di legge, vuol dire che ogni italiano ne assume piccole dosi giornaliere attraverso pasta e altri derivati del grano \u2013 spiega l\u2019associazione &#8211; E non c\u2019\u00e8 affatto da stare tranquilli specie se si considera l\u2019effetto combinato che queste sostanze potrebbero provocare insieme, anche a bassi dosaggi. Cosa prevede il principio di precauzione?\u00a0Ci sono prove che l\u2019effetto sinergico di pi\u00f9 contaminanti a basse dosi non faccia danni alla salute?\u00bb<\/p>\n<p>Dal Test GranoSalus, \u00abalmeno due marche, Divella e La Molisana, superano i limiti che la legge impone per i bambini sul DON. Ma la compresenza di Don, Glifosato e Cadmio negli spaghetti Barilla, Voiello, De Cecco, Divella, Garofalo, La Molisana, Coop e Granoro 100% Puglia, rivela un\u2019attivit\u00e0 di miscelazione tra grani esteri e grani nazionali vietata dai regolamenti comunitari. I grani duri del Sud non dovrebbero presentare queste sostanze pericolose! Il condizionale \u00e8 d\u2019obbligo, perch\u00e9 se un marchio come Granoro 100% Puglia presenta tracce di questi contaminanti, beh, c\u2019\u00e8 qualcosa che non funziona nel disciplinare della Regione Puglia che ha concesso in licenza d\u2019uso il marchio alla ditta Granoro e negli stessi controlli della Regione. La prassi di miscelare grani contaminati con grani privi di contaminazione al fine di ottenere partite mediamente contaminate (sia pur entro i limiti di legge) \u00e8 vietata dall\u2019 Europa\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abIl Reg 1881\/2006 al comma 2 dell\u2019 art 3 prevede che: \u201cI prodotti alimentari conformi ai tenori massimi di cui all\u2019allegato non possono essere miscelati con prodotti alimentari in cui tali tenori massimi siano superati\u201d. Tale divieto opera anche nei confronti della detossificazione. Il comma 3 dell\u2019 art 3 recita: \u201cI prodotti alimentari da sottoporre a cernita o ad altri trattamenti fisici per abbassare il livello di contaminazione non possono essere miscelati con prodotti alimentari destinati al consumo umano diretto, n\u00e9 con prodotti alimentari destinati a essere impiegati come ingredienti alimentari\u201d\u00bb.<\/p>\n<p>Ecco la prima tabella delle analisi realizzate da GranoSalus presso primari laboratori europei accreditati, che dimostra quanto sia ancora lontana una politica zero residui da parte dell\u2019 industria italiana.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.ilcambiamento.it\/data\/upload\/analisi-granosalus.jpeg\" alt=\"\" width=\"612\" height=\"248\" \/><\/p>\n<p><strong>Le analisi sono state effettuate sugli spaghetti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Barilla &amp; Voiello<\/strong>. La pasta Barilla e la pasta Voiello, che sono due paste dello stesso gruppo, presentano, rispettivamente, per ci\u00f2 che riguarda la micotossina DON 161 ppb (parti per biliardo) e 180 ppb.<\/p>\n<p>Per ci\u00f2 che riguarda il Glifosato \u2013 sempre con riferimento alla Barilla e alla Voiello \u2013 presentano, rispettivamente, 0,102 milligrammi per chilogrammo e 0,050 milligrammi per chilogrammo.<\/p>\n<p>Per ci\u00f2 che riguarda il Cadmio \u2013 ancora con riferimento alla Barilla e alla Voiello \u2013 presentano 0,032 milligrammi di Cadmio per chilogrammo e 0,036 sempre di questo metallo pesante.<\/p>\n<p>Il piombo non \u00e8 presente.<\/p>\n<p>Questo significa che Barilla e Voiello utilizzano grani duri esteri, anche se Voiello dichiara di utilizzare solo grani italiani (variet\u00e0 Aureo e Svevo).<\/p>\n<p><strong>De Cecco.<\/strong> Gli spaghetti della De Cecco presentano 80 ppb di micotossine DON, 0,052 milligrammi per chilogrammo di glifosate e 0,042 milligrammi per chilogrammo di Cadmio. Anche la De Cecco utilizza grano duro straniero.<\/p>\n<p><strong>Divella.<\/strong> Gli spaghetti Divella presentano 381 ppb di micotossine DON, 0,110 milligrammi per chilogrammo di glifosate e 0,044 milligrammi per chilogrammo di Cadmio. Anche la Divella usa grano duro estero e questi spaghetti sono fuori norma per i bambini.<\/p>\n<p><strong>Garofalo.<\/strong> Gli spaghetti della Garofalo presentano 199 ppb di micotossine DON, 0,062 milligrammi per chilogrammo di glifosate e 0,021 milligrammi per chilogrammo di Cadmio. Anche la Garofalo acquista grano duro estero.<\/p>\n<p><strong>La Molisana.<\/strong> Gli spaghetti de La Molisana presentano\u00a0253 ppb di DON, 0,033 milligrammi per chilogrammo di glifosate e 0,035 di Cadmio. Anche la Molisana acquista grano duro estero e si presenta fuori norma per l\u2019alimentazione dei bambini.<\/p>\n<p><strong>Spaghetti a marchio Coop<\/strong>. Questi spaghetti presentano 128 ppb di micotossine DON, 0,013 di glifosate e 0,027 di Cadmio. Stessa musica: anche la catena di distribuzione Coop si fa preparare la pasta fatta con grano duro estero.<\/p>\n<p><strong>Granoro 100% Puglia.<\/strong> Anche questa pasta presenta 99 ppb di micotossine DON, 0,039 di glifosate e 0,018 di Cadmio. Come sopra: anche questa pasta si sospetta sia fatta con l\u2019aggiunta di grano duro estero.<\/p>\n<p>Ma cosa sono questi contaminanti? Lo spiega GranoSalus.<\/p>\n<p><strong>Il DON<\/strong><\/p>\n<p>\u00abE\u2019 un composto tossico prodotto da alcuni funghi appartenenti al genere Fusarium. In particolari condizioni ambientali, quando la temperatura e l\u2019umidit\u00e0 sono favorevoli, questo fungo pu\u00f2 produrre micotossine. Avviene nel Canada e in tutte quegli areali umidi al di sopra del 45\u00b0 parallelo, dove non ci sono le condizioni naturali per la coltivazione del grano duro. Infatti, questa micotossina entra nella filiera alimentare attraverso grano contaminato quasi sempre di provenienza estera. La presenza di DON negli alimenti e nei mangimi pu\u00f2 essere nociva per la salute umana e degli animali poich\u00e9 pu\u00f2 causare effetti diversi di vario tipo. Secondo lo IARC, il Don \u00e8 stato catalogato a livello 2B come probabile sostanza cangerogena. Di solito la pasta realizzata esclusivamente con i grani del Sud \u00e8 priva di questa micotossina, grazie alle condizioni climatiche seccagne. Mentre dai dati forniti dalla U.S. Weath Associates oltre il 50% del grano (CWAD Canadese) prodotto nel 2016 ha un livello di DON pari a 4700 ppb e dai dati forniti dal Canadian Grain Commission circa il 73,6% del loro grano (CWAD N\u00b0 3) presenta danni da fusarium\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il Glifosato<\/strong><\/p>\n<p>\u00abE\u2019 uno degli erbicidi disseccanti pi\u00f9 diffuso al mondo. Il glifosato viene ampiamente usato in preraccolta negli USA e Canada nelle coltivazioni di grano duro, per favorirne la maturazione artificiale, con conseguente presenza di residui nel grano raccolto e nelle farine che ne derivano. La legislazione europea dal mese di agosto 2016 vieta l\u2019uso di glifosato in pre-raccolta per il grano duro, ma dal Test GranoSalus emerge la presenza di Glifosate nella pasta, a dimostrazione che il divieto operante in Italia viene bypassato dai pastifici ricorrendo alla miscelazione con grani contaminati extra-Ue, di cui si celebrano solo gli aspetti reologici (tenori proteici, indice di glutine, indice di giallo,etc). Di solito la pasta realizzata esclusivamente con i grani del Sud \u00e8 priva di questo erbicida, grazie alle condizioni climatiche seccagne che fanno maturare naturalmente il nostro grano. L\u2019Agenzia per la ricerca sul cancro IARC (OMS) di Lione ha classificato il principio attivo come un \u201cprobabile cangerogeno per l\u2019uomo\u201d\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il Cadmio<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl cadmio \u00e8 un metallo pesante che penetra nell\u2019ambiente sia da fonti naturali, come le emissioni vulcaniche e l\u2019erosione delle rocce, sia dalle attivit\u00e0 industriali e agricole. Si trova nell\u2019aria, nel suolo e nell\u2019acqua e, in un secondo tempo, pu\u00f2 accumularsi nelle piante e negli animali. Il cadmio \u00e8 tossico innanzitutto per i reni, ma pu\u00f2 causare anche demineralizzazione ossea ed \u00e8 stato classificato come cancerogeno per gli esseri umani dall\u2019Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro[1]. Gli alimenti rappresentano la principale fonte di esposizione al cadmio per la popolazione di non fumatori. Cereali e prodotti a base di cereali, verdure, noci e legumi, radici amidacee e patate, come pure carne e prodotti a base di carne sono quelli che contribuiscono maggiormente all\u2019esposizione umana. Alti livelli sono stati riscontrati anche in altri alimenti (ad es. alghe, pesci e frutti di mare, integratori alimentari, funghi e cioccolato), ma siccome essi vengono consumati in minor quantit\u00e0, non vengono considerati fonti importanti di esposizione. Il gruppo di esperti scientifici sui contaminanti nella catena alimentare dell\u2019Autorit\u00e0 europea per la sicurezza alimentare ha ridotto la dose settimanale ammissibile (TWI)[2]\u00a0per il cadmio a 2,5 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo (\u00b5g\/kg pc), basandosi sull\u2019analisi di nuovi dati. Il TWI \u00e8 la dose alla quale non sono previsti effetti avversi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Da dove arriva il grano contaminato?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl Canada, grazie al Canada Grain Act (CGA) e alla Canadian Grain Commission (CGC), che riporta direttamente al Ministero dell\u2019 Agricoltura, ha sviluppato una legislazione e una politica strutturale per coltivare ed esportare grano duro ed altri cereali, gestendo cos\u00ec l\u2019offerta a livello mondiale. Il Canada consapevole delle probabili difficolt\u00e0, in termini qualitativi-sanitari, ha investito sia in logistica che in altri servizi aggiuntivi per supportare quello che possiamo definire un vero e proprio sistema commerciale, liberalizzato in parte solo da pochi anni, e teso ad esportare nel mondo cereali con seri problemi per la salute pubblica. La Commissione stabilisce qualit\u00e0 e standard del grano; regola la manipolazione, il trasporto e lo stoccaggio di grano in Canada; fornisce servizi di protezione al produttore e intraprende iniziative di ricerca sul grano e sui prodotti derivati\u00bb.<\/p>\n<p>[1] IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro), 1993. Berillio, cadmio, mercurio ed esposizioni nell\u2019industria vetraria. Monografie IARC sulla valutazione del rischio carcinogenico delle sostanze chimiche per l\u2019uomo, vol. 58. Lione, Francia, pag 444.<\/p>\n<p>[2] Il livello tollerabile di assunzione settimanale (TWI) \u00e8 il quantitativo di una determinata sostanza che pu\u00f2 essere consumato ogni settimana per tutto l\u2019arco della vita senza provocare effetti apprezzabili sulla salute dei consumatori. Nel 1988 il comitato congiunto FAO\/OMS di esperti sugli additivi alimentari (JECFA) aveva fissato un TWI provvisorio per il cadmio di 7 \u00b5g\/kg pc.<\/p>\n<p>__________________________________________<\/p>\n<p><strong>A GranoSalus replica Altroconsumo<\/strong>, la rivista che <a href=\"https:\/\/www.altroconsumo.it\/alimentazione\/fare-la-spesa\/news\/pasta-micotossine\" target=\"_blank\">aveva effettuato test con risultati differenti<\/a>.<\/p>\n<p>\u00abUn recente test, i cui risultati sono stati pubblicati da GranoSalus, sta riportando all&#8217;attenzione il discusso problema dei contaminanti presenti negli alimenti. L&#8217;indagine, svolta dall&#8217;associazione nata per dare voce agli agricoltori, si \u00e8 concentrata su diverse marche di spaghetti. Su tutte \u00e8 stata rilevata la presenza di Don, Cadmio e Glifosato entro i limiti per gli adulti, mentre in due casi i campioni superano i limiti di Don stabiliti per la tutela della salute dei bambini. Il nostro test, per\u00f2, non arrivava alle stesse conclusioni. Perch\u00e9 le due analisi hanno dato risultati diversi? Chiariamo subito che le analisi condotte in occasione del nostro ultimo test sulla pasta hanno dato risultati diversi rispetto a quelli del\u00a0test di GranoSalus. Ma un motivo c&#8217;\u00e8. In particolare, riguardo le micotossine (parliamo del deossinivalenolo o\u00a0Don), nelle nostre analisi non sono state rilevate nella pasta De Cecco e Voiello, al contrario di quanto riscontrato da GranoSalus. Perch\u00e9 questa differenza nei risultati? Semplice, perch\u00e9 la ricerca di micotossine, per la loro stessa natura, pu\u00f2 dare risultati differenti su lotti uguali dello stesso prodotto, possibilit\u00e0 che aumenta di conseguenza considerando lotti diversi, come nel caso del test condotto dall&#8217;associazione e quello effettuato da noi. In ogni caso, nonostante la variabilit\u00e0 dovuta alla fornitura del momento, De Cecco e Voiello sono risultate pi\u00f9 volte esenti da questi contaminanti dalle nostre analisi. Ricordiamo che, sempre in riferimento a quanto sostenuto da GranoSalus, non sempre esiste una correlazione tra grano estero e micotossine. Inoltre \u00e8 bene ricordare che, data la variabilit\u00e0 di queste sostanze, per limitarle \u00e8 bene cambiare marca, in base anche alle notizie a disposizione\u00bb.<\/p>\n<p>Prosegue Altroconsumo: \u00abCosa abbiamo riscontrato nell&#8217;ultimo test\u00a0 Nel nostro ultimo test il Don \u00e8 stato trovato in oltre met\u00e0 dei prodotti analizzati. Tutti i campioni testati erano entro i limiti previsti dalla legge (750 microgrammi\/kg) ma, nonostante questo, un prodotto che si avvicina troppo a questa soglia pu\u00f2 non essere indicato per i bambini pi\u00f9 piccoli o per i ragazzi.\u00a0Il valore pi\u00f9 alto era di Esselunga: proprio 750 microgrammi\/kg. Seguivano Granoro (656), Pasta Reggia (501), Carrefour (426), Divella (394), Barilla (376), Tre Mulini (346).\u00a0La conclusione a cui eravamo giunti \u00e8 che questi prodotti, secondo i nostri calcoli, non andrebbero dati ai bambini di tre anni. Chi si avvicina al limite, in particolare Esselunga, non dovrebbe essere proposto neppure ai pi\u00f9 grandi, fino ai 9 anni di et\u00e0, per non rischiare di superare la dose massima giornaliera tollerabile di assunzione di Don. Per gli adulti, invece, questi valori non rappresentano un problema, ma avevamo voluto mettere l\u2019accento sul fatto che c\u2019\u00e8 un\u2019ampia fascia di popolazione, in particolare bambini e ragazzi, che rischia di assumere ogni giorno un quantitativo di deossinivalenolo superiore alla soglia tollerabile, anche mangiando prodotti perfettamente in regola con le normative. Per questo abbiamo deciso di essere molto severi nella nostra scala di giudizi, per poter premiare non soltanto i pacchi di pasta pi\u00f9 convincenti al palato, ma anche quelli che danno un valore in pi\u00f9: la totale assenza di micotossine. Il Glifosato c&#8217;\u00e8, ma ben al di sotto della soglia di rischio. Non abbiamo verificato la presenza di Glifosato nel nostro test ma, dai risultati pubblicati da GranoSalus, si evince chiaramente che i tenori riscontrati sui campioni di pasta sono contenuti e, nei casi peggiori, sono comunque 100 volte inferiori ai limiti previsti dalla legge. Ipotizzando che un bambino di 20 kg mangi due porzioni di pasta al giorno (80 g. ciascuna), la quantit\u00e0 di Glifosato assunta sarebbe di circa 600 volte inferiore alla dose giornaliera accettabile, ovvero la quantit\u00e0 di pesticida che pu\u00f2 essere assunta in un giorno senza rischi. Nel test pubblicato da GranoSalus non si fa riferimento al fatto che la tossicit\u00e0 del Glifosato \u00e8 ancora in fase di discussione, tanto che ci sono pareri discordanti come quello dell&#8217;Efsa (Autorit\u00e0 Europea per la Sicurezza Alimentare), che esclude la carcinogenicit\u00e0 di questa sostanza, e quello dello IARC, di parere contrario. Stiamo attualmente effettuando nuove analisi sul Glifosato\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;associazione GranoSalus ha effettuato analisi sulle varie marche di pasta in commercio riscontrando la presenza di alcuni contaminanti, sebbene entro i limiti di legge. 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