{"id":438116,"date":"2017-03-03T14:33:49","date_gmt":"2017-03-03T14:33:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=438116\/"},"modified":"2017-03-03T14:33:49","modified_gmt":"2017-03-03T14:33:49","slug":"vengono-perche-li-porta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/03\/vengono-perche-li-porta\/","title":{"rendered":"Da dove vengono? Perch\u00e9? Chi li \u201cporta\u201d?"},"content":{"rendered":"<p>Il titolo di questo articolo riporta alcune domande consuete, che ci poniamo ogni volta nel sentire o nel leggere le notizie riguardanti i profughi arrivati sulle nostre coste, oppure dimenticati nei campi di concentramento in Libia, oppure ancora fermi nei centri di Grecia e Turchia o Macedonia; sono interrogativi che sorgono spontanei in ognuno di noi.<\/p>\n<p>Sono per\u00f2 anche le prime domande che vengono fatte dai soccorritori a quanti vengono salvati dai barconi in mare aperto o all\u2019arrivo sulla terra ferma.<\/p>\n<p>Il dottor Bartolo, medico di Lampedusa da molti anni, racconta nel suo libro \u201cLacri\u00adme di sale\u201d ci\u00f2 che si \u00e8 sentito rispondere dalle molte persone che ha salvato e di cui si \u00e8 preso cura.<\/p>\n<p>Non posso usare il \u201cvirgolettato\u201d perch\u00e9 tante sono le testimonianze in questo senso: io stesso\u00a0ho assistito a Gibuti al passaggio di gruppi di etiopi in fuga\u00a0dal loro paese, verso il golfo di Aden, camminare sotto il sole, con in mano una bottiglia di acqua e i missionari che viaggiavano con pane e scatole di tonno da regalare durante la strada. La somma delle dichiarazioni di coloro che hanno fatto il viaggio verso la speranza si pu\u00f2 riassumere nelle parole che seguono\u2026<\/p>\n<p><em>Siamo stati scelti dal villaggio per andare a cercare la salvezza e la fortuna al\u00adtrove, o perch\u00e9 ci sono gi\u00e0 i nostri parenti emigrati in Europa.\u00a0Nel nostro paese non si pu\u00f2 vivere\u2026<\/em> Oppure:\u00a0<em>Ci \u00e8 stato offerto di andare in Europa a lavorare e guadagnare bene\u2026<\/em> \u2026 e qui si comincia con i \u201cdistinguo\u201d di chi ha la pancia piena\u2026<\/p>\n<p>Chi viene dal Congo, dal Sudan (nord e sud),\u00a0<a href=\"http:\/\/www.unimondo.org\/Notizie\/Perche-dalla-Nigeria-162311\">dalla Nigeria<\/a>, dal Ciad, dal Mali o dalla Costa d\u2019Avorio, dall\u2019Etiopia, solo per fare qualche esempio, viveva in na\u00adzioni che non sono in \u201cstato di belligeranza\u201d dichiarata, come la Siria o l\u2019Afgha\u00adnistan, ma\u00a0<strong>convivono quotidianamente situazioni di sfruttamento tota\u00adle<\/strong>, personale e dei loro territori\u2026 La\u00a0<strong>guerra civile<\/strong>\u00a0in Sud Sudan; i\u00a0<strong>continui attentati degli \u201cshebab\u201d<\/strong>\u00a0di \u201cBoko Haram\u201d (Nigeria), o degli affiliati di Al-Qai\u00adda (Mali e Chad); lo\u00a0<strong>schiavismo delle multinazionali dell\u2019alta tecnologia<\/strong>\u00a0che costringono uomini donne e bambini a scavare a mano nelle miniere per raccogliere il\u00a0<strong>\u201ccoltan\u201d<\/strong>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.unimondo.org\/Notizie\/In-Congo-le-vittime-del-nostro-benessere-163687\">per i nostri e i loro cellulari o smartphone<\/a>\u00a0(Congo RDC, regione del Kivu); il\u00a0<strong>\u201cland grabbing\u201d del mercato della deforestazione<\/strong>\u00a0(ancora Congo RDC e Centrafrica) o delle\u00a0<strong>coltivazioni OGM di biocarburi al\u00adternativi al petrolio<\/strong>\u00a0(Uganda, Kenya); le vittime delle compagnie mondiali del petrolio che sottraggono questa materia prima in Nigeria e lasciano agli abitanti solo lo spazio per la sopravvivenza nel pericolo di esplosioni ed incendi dei condotti che attraversano i villaggi\u2026 Tutti questi sono solo esempi di moti\u00advazione alla fuga.<\/p>\n<p>Quando abbiamo parlato della \u201cstoria dell\u2019emigrazione\u201d, abbiamo parlato del nuovo \u201ccolonialismo economico\u201d. Poco importa se si tratta di sfruttare il terreno e le persone, gli esseri umani:\u00a0<strong>non si pu\u00f2 accettare<\/strong>\u00a0di sicuro\u00a0<strong>la formulazio\u00adne di una differenza per cui si accolgono i profughi di zone in guerra o in calamit\u00e0 naturale permanente e si respingono i \u201cprofughi economi\u00adci\u201d<\/strong>! Ricordiamoci bene che i \u201cprofughi economici\u201d ci son sempre stati, perch\u00e9 la pancia vuota non piace a nessuno! Gli italiani sono stati sempre, ma forse soltanto, \u201cprofughi economici\u201d verso il Belgio, la Germania, gli Stati Uniti, l\u2019Australia. \u201cSolo\u201d perch\u00e9 volevano mangiare o, quanto meno, vivere meglio. E siamo stati poi profughi economici anche trasferendoci dal Sud al Nord del no\u00adstro stesso paese perch\u00e9 qui c\u2019erano fabbriche e lavoro.<\/p>\n<p>Che viaggio fa un profugo che arriva dalla Nigeria, dal Burkina-Faso o dal Congo? La rotta \u201cnormale\u201d \u00e8 quella che risale alla regione sub-sahariana, attraver\u00adsa il Sudan e l\u2019Etiopia, va verso Gibuti e di qui in Yemen e poi verso Siria e Turchia\u2026 ma ce ne sono altre mille, magari meno agevoli ma ora pi\u00f9 sicure: per esempio l\u2019attraversamento del Sahara, a bordo di fatiscenti camion che trasportano anime e animali e qualsiasi altra cosa\u2026<\/p>\n<p>Nel deserto, se succede di avere problemi, questi non si risolvono se non \u201cperdendo\u201d per strada la vittima\u2026 e chi non si perde nel deserto pu\u00f2 raggiungere la Libia, dove viene messo per mesi in un \u201ccampo profughi\u201d (molto simile ai lager nazisti o anche ai nostri CPT o CIE, a prescindere dalla loro etichetta che fa tanto ISTAT) in attesa di espulsione o di imbarco su qualche gommone che for\u00adse arriver\u00e0 a percorrere le venti miglia che separano la costa libica dal fronte dei mezzi europei di \u201cFrontex\u201d\u2026<\/p>\n<p><strong>I \u201cfortunati\u201d arrivano sulle coste libiche, o a Ceuta, o a Lesbo\u2026 poi devono fare il viaggio in mare, ormai ridotto a 20 miglia<\/strong>. I pi\u00f9 giovani vengono costretti a salire sui gommoni o sulle barche e chi si rifiuta viene ucciso o picchiato a san\u00adgue per dare l\u2019esempio agli altri. Le donne vengono sistemate sulla chiglia (dove rimarranno ustionate dalla benzina e dall\u2019acqua marina), gli uomini sui bordi. I gommoni sono leggerissimi e monotubolari: se si bucano vanno a fon\u00addo. Quando vengono \u201cpescati\u201d il rischio \u00e8 grande perch\u00e9 il gommone si pu\u00f2 ri\u00adbaltare e nessuno sa nuotare, tutti vogliono essere salvati e quindi si portano sullo stesso lato provocandone il capovolgimento.<\/p>\n<p>Prima di parlare contro queste persone, dovremmo sapere per esempio chi li va a prendere; chi e come li porta; dovremmo anche sapere che, se li respin\u00adgiamo,\u00a0<strong>vanno incontro a morte pressoch\u00e9 sicura<\/strong>, visto che le \u201cmafie del traffico di esseri umani\u201d non possono consentire che questi tornino al villaggio a denunciare trattamenti, torture, violenze e sfruttamento, e chi cerca di tornare viene eliminato. Il viaggio deve continuare\u2026 per finire dove? In un CPT, CIE o come vogliamo chiamare i nostri \u201clager\u201d in cui la legge prevede una sosta di tre mesi che dura anche fino a due anni?<\/p>\n<p>Notizia della scorsa settimana: il Ministro degli Esteri Alfano ha fatto un accor\u00addo con Libia, Tunisia e Niger per finanziare lo stop alle persone in quei paesi, attraverso un\u00a0<strong>\u201c<a href=\"http:\/\/www.vita.it\/it\/article\/2017\/01\/31\/ong-il-fondo-straordinario-per-lafrica-deve-essere-strumento-di-svilup\/142270\/\">Fondo per l\u2019Africa<\/a>\u201d<\/strong>\u00a0(ironia o sarcasmo di chi gli ha dato que\u00adsto nome) che sostenga le polizie nelle operazioni di \u201crespingimento\u201d in loco, quindi dove noi non vediamo e non \u201csentiamo\u201d\u2026<\/p>\n<p>L\u2019ipocrisia italiana ed occidentale ha forse superato anche l\u2019ultimo limite di guardia.<\/p>\n<p>Paolo Merlo<\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il titolo di questo articolo riporta alcune domande consuete, che ci poniamo ogni volta nel sentire o nel leggere le notizie riguardanti i profughi arrivati sulle nostre coste, oppure dimenticati nei campi di concentramento in Libia, oppure ancora fermi nei&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":599,"featured_media":438117,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[60,162,57],"tags":[22207,2636,3580],"class_list":["post-438116","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diritti-umani","category-opinioni","category-affari-esteri","tag-europa","tag-migranti","tag-profughi"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Da dove vengono? 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