{"id":430352,"date":"2017-02-10T17:17:06","date_gmt":"2017-02-10T17:17:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=430352\/"},"modified":"2017-02-11T20:13:02","modified_gmt":"2017-02-11T20:13:02","slug":"lo-slow-food-del-viaggio-aereo-gia-la-tecnologia-necessaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/02\/lo-slow-food-del-viaggio-aereo-gia-la-tecnologia-necessaria\/","title":{"rendered":"Lo slow food del viaggio aereo: abbiamo gi\u00e0 la tecnologia necessaria"},"content":{"rendered":"<div>\n<p><em>E&#8217; da vari anni che il Professor <span class=\"il\">Antonio<\/span> <span class=\"il\">Dumas<\/span> si occupa, insieme a colleghi di varie parti del mondo, di progetti connessi con le energie rinnovabili, i trasporti e le telecomunicazioni.<\/em><\/p>\n<p><em>Il progetto MAAT (Multibody Advanced Airship for Transport) ha ricevuto il finanziamento della Comunit\u00e0 Europea per studiare le concrete possibilit\u00e0 di un utilizzo moderno, ecologico ed efficace dei &#8220;vecchi&#8221; dirigibili.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-430510\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/antonio-Dumas-720x540.jpg\" alt=\"\" width=\"453\" height=\"340\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/antonio-Dumas-720x540.jpg 720w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/antonio-Dumas-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/antonio-Dumas-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/antonio-Dumas.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 453px) 100vw, 453px\" \/><\/p>\n<p><em>In questo momento storico di crisi energetica ci \u00e8 sembrato molto interessante parlarne con lui e aiutare la divulgazione di alcune soluzioni sicuramente d&#8217;avanguardia.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p><strong>Ci pu\u00f2 raccontare un po&#8217; la storia di questo progetto e i suoi antecedenti?<\/strong><\/p>\n<p>Dal 1973 mi sono occupato di energie alternative e di risparmio energetico in senso lato,\u00a0cio\u00e8\u00a0ottenere lo stesso servizio a consumi energetici minori ed anche\u00a0con una diminuzione degli scarti del processo, i cosiddetti rifiuti. Occupandomi di correlazioni fra energia solare e parametri atmosferici, mi sono posto il problema di quantificare la quantit\u00e0 di energia solare che poteva essere ottenuta ad altitudini\u00a0differenti.\u00a0 Una valutazione grossolana ci dava un incoraggiamento ad una valutazione pi\u00f9 accurata ed \u00e8 nato il Progetto PSICHE ( Photovolaic Stratospheric Isle for Conversion Hydrogen as Energy vector). Un mio dottorando\u00a0\u00a0ha studiato il comportamento energetico di tre piattaforme, da discoidali a quasi semisferiche, operanti a quote differenti, fra 1000 e 20000 metri di altitudine.\u00a0Il progetto ha\u00a0 dimostrato che la forma migliore della piattaforma era di tipo discoidale e che la quota ove si otteneva il miglior risultato era\u00a0 di 16000 metri. Possiamo dire che, al netto di tutti i fabbisogni energetici necessari al funzionamento della piattaforma, \u00a0la produzione di energia elettrica \u00e8 circa tre volte quella ottenibile a terra rispetto a qualsiasi sistema fotovoltaico fisso con gli stessi pannelli.<\/p>\n<p>Il passo successivo \u00e8 stato rispondere alla domanda: come far arrivare quest&#8217;energia a terra? Ci siamo inventati il sistema HAP-feeder. Sulla piattaforma stratosferica ( HAP-high Alitude Platform) l&#8217;energia elettrica viene utilizzata per ottenere, tramite idrolisi,\u00a0 idrogeno ed ossigeno\u00a0 che vengono\u00a0liquefatti e trasportati a terra da una navetta (il feeder) che sale portando acqua per il processo. E&#8217; stato cos\u00ec introdotto\u00a0per la prima volta il concetto\u00a0 che \u00e8 possibile ottenere energia da una piattaforma stratosferica. Un brevetto americano al riguardo \u00e8 stato depositato due anni dopo. Siccome le \u00a0HAP\u00a0erano state pensate per\u00a0 le TLC (telecomunicazioni) ed il monitoraggio, queste sarebbero altre utilizzazioni della piattaforma.<\/p>\n<p>Questo l&#8217;antecedente. La UE ha emesso una call in cui si richiedeva lo studio di un sistema cruiser-feeder, cio\u00e8 di un\u00a0aeromobile in movimento che stava sempre in quota ed altri aeromobili che portavano\u00a0 merci e persone da terra al cruiser e viceversa. Abbiamo risposto al bando introducendo per la prima volta il concetto che gli aeromobili potessero essere dirigibili, cio\u00e8 sistemi LTA (acronimo di pi\u00f9 leggeri dell&#8217;aria). AIRBUS aveva concepito un cruiser ad energia nucleare, di due chilometri di ala ed a una velocit\u00e0 di crociera di 800 km\/h. Ha poi abbandonato il progetto in quanto non \u00e8 riuscito a realizzare il trasbordo delle merci e persone dal feeder al cruiser e viceversa. Abbiamo risposto alla call europea con il Progetto MAAT (acronimo di Multybody Advanced Airship for Transport) e siamo stati finanziati con un budget di 5.200000 di Euro. Col progetto MAAT abbiamo dimostrato la fattibilit\u00e0 tecnologica di un sistema cruiser-feeder in grado di viaggiare a 150 km\/h, la possibilit\u00e0 di un sistema di aggancio e di sgancio, la possibilit\u00e0 del trasbordo, la possibilit\u00e0 di utilizzare l&#8217;idrogeno sia alle alte quote che durante le fasi si salita e discesa, la possibilit\u00e0 di atterrare in uno spazio inferiore ad un campo di calcio,\u00a0\u00a0a decollo ed atterraggio verticale (VTOL), senza inquinamento n\u00e9 acustico n\u00e9 ambientale. Il vantaggio rispetto agli altri aeromobili \u00e8 la ampia disponibilit\u00e0 di spazio per i passeggeri, che potranno viaggiare come se fossero su una nave da crociera, una accresciuto livello di sicurezza impensabile nei tradizionali aerei, che consente ai passeggeri una\u00a0situazione \u00a0rilassante.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le idee e gli sviluppi tecnologici che stanno alla base di uno sfruttamento intelligente della stratosfera?<\/strong><\/p>\n<p>Le idee fondamentali sono i vincoli che la UE impone sull&#8217;ambiente ed in particolar modo a quello aereo.<\/p>\n<div>\n<p>Niente inquinamento atmosferico e riduzione del diossido di carbonio anche se \u00e8 il vapor d&#8217;acqueo il principale responsabile del GWE,\u00a0 (Riscaldamento globale della terra). Le piattaforme stratosferiche opereranno a quote stratosferiche, al disopra dell&#8217;attuale traffico aereo sia come cruiser che come\u00a0 HAP. Per quanto riguarda PSICHE la capacit\u00e0 di fornire\u00a0 energia a chiunque, cio\u00e8 la disponibilit\u00e0 di una miniera di energia a chiunque e in qualunque luogo della terra dal polo all&#8217;equatore, la etichetterebbe come energia democratica. Per quanto riguarda MAAT,\u00a0l&#8217;idea di viaggiare\u00a0in modo nuovo, diverso, pi\u00f9 sicuro e\u00a0pi\u00f9 rilassante\u00a0\u00a0 rispetto ai viaggi attuali.\u00a0Per analogia potrebbe essere\u00a0indicata come \u00a0lo Slow Food\u00a0 del viaggio.\u00a0Esiste gi\u00e0 oggi a livello mondiale, ma anche solo a livello europeo e potrei dire anche al solo livello italiano, tutta la tecnologia necessaria, anche se a volte utilizzata in altri settori e per applicazioni del tutto differenti. L&#8217;esistenza di MAAT e PSICHE susciterebbe una corsa al miglioramento delle tecnologie esistenti dando occasione alla ricerca a nuovi sviluppi anche in settori che oggi non si \u00e8 in grado di identificare.<\/p>\n<p><strong>I progetti del vostro gruppo di lavoro vanno in varie direzioni: trasporto, energie rinnovabili, telecomunicazioni: potrebbe illustrare questi aspetti?<\/strong><\/p>\n<p>E&#8217; l&#8217;esistenza di un sistema LTA\u00a0 (HAP\/cruiser-feeder)\u00a0 il progetto a cui sto dietro. Le applicazioni sono connesse alle finalit\u00e0. Potremmo dire ancora con analogia noi stiamo pensando\u00a0ad un Loft che pu\u00f2 essere, previo modifiche,\u00a0 una abitazione, uffici, o anche apparato produttivo, industria o quant&#8217;altro.<\/p>\n<p>Partendo dall&#8217;energia: una piattaforma di 2 km di raggio ha la potenzialit\u00e0 circa di\u00a01 GW\u00a0 per almeno 8000 ore\/anno. Una\u00a0ventina di queste piattaforme fornirebbero tutto il fabbisogno elettrico italiano attuale. Una piattaforma di tale dimensioni potr\u00e0 anche essere utilizzata come traliccio per le TLC.\u00a0 Questo utilizzo ridurrebbe il costo del kwattora elettrico a meno\u00a0di\u00a01 millesimo di euro.\u00a0\u00a0Nel caso di una piattaforma per TLC le dimensioni sono non solo notevolmente inferiori\u00a0 (una piattaforma discoidale di poche decine di m di raggio) ma potrebbe anche non essere necessario il sistema duale HAP-feeder.\u00a0Per quanto riguarda le TLC si presenta immediatamente uno scenario\u00a0di sviluppo tecnologico impensabile. Data la quota le piattaforme si riuscirebbero a &#8220;vedere&#8221; anche a distanze di \u00a0migliaia di km consentendo per le telecomunicazioni un utilizzo della banda ottica, riducendo l&#8217;impatto della trasmissione di big data al livello terrestre.<\/p>\n<p>Si ritorna al punto precedente lo sviluppo delle TLC in queste bande dar\u00e0 sviluppo alla ricerca\u00a0in un settore\u00a0fino ad oggi solo pensato, trasmissione su segnale ottico.\u00a0\u00a0Per i trasporti invece il sistema cruiser\/feeder \u00e8 ovviamente pi\u00f9 opportuno anche se il cruiser non fosse stratosferico.\u00a0\u00a0Le finalit\u00e0 sar\u00e0 per\u00a0il trasporto persone\u00a0lo sviluppo di alberghi viaggianti per esempio e per le\u00a0merci il trasporto di sistemi ingombranti, ma principalmente quello point to point \u00a0senza punti di rottura del percorso.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le prospettive del vostro lavoro e i progetti a futuro?<\/strong><\/p>\n<p>Siamo in un Limbo con l&#8217;ambascia della tenaglia fra la concretezza del bene e la prefigurazione\u00a0del meglio. Nel primo caso stiamo cercando uno o pi\u00f9 finanziatori per la realizzazione del primo dimostratore che \u00e8 anche un prototipo per la piattaforma\u00a0 per TLC (progetto MASTER- Multipurpose Airship in Stratosphere for Telecommunications,\u00a0<wbr \/>Environmental-monitoring and territorial Reconaissance) e stiamo cercando finanziamenti (EU fondamentalmente) per il progetto sull&#8217;energia GRES,\u00a0 (Green Renewable Energy in the Sky) ovviamente al di l\u00e0 dell&#8217;analogia del Loft i due progetti hanno un livello tecnologico diverso e tempistiche differenti il primo pu\u00f2 diventare operativo\u00a0 in tre anni,\u00a0 per il secondo almeno altri tre ovviamente a finanziamenti adeguati.<\/p>\n<p><strong>La ricerca, sia teorica che applicata, sembra essere sempre pi\u00f9 orientata dal profitto pi\u00f9 che dalla volont\u00e0 di risolvere problemi utili all&#8217;Umanit\u00e0; tuttavia molti scienziati continuano a lavorare per il bene comune, anche a rischio di trovarsi senza finanziamenti. Lei \u00e8 d&#8217;accordo con questa analisi? Ci sono controtendenze all&#8217;orizzonte?<\/strong><\/p>\n<p>Non so quanto sia vera la premessa, certamente si respira non solo nel modo accademico un&#8217; aria strana. Una tendenza alla\u00a0evaporazione dei tre paradigmi su cui \u00e8 nata la rivoluzione francese e la democrazia che oggi conosciamo ed anche il metodo moderno di indagine scientifica. Il discorso \u00e8 molto pi\u00f9 lungo di quanto possa essere detto in un&#8217;intervista. Ho pubblicato qualche riflessione al riguardo su <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/author\/antonio-dumas\/\">Inchiestaonline<\/a> e non vorrei ripetermi. L&#8217;unica possibilit\u00e0 di contrasto allo scenario indicato \u00e8 il potenziamento della struttura di ricerca dell&#8217;Universit\u00e0. Sintetizzando si potrebbe dire &#8220;pi\u00f9\u00a0Stato e meno mercato&#8221;,\u00a0\u00a0banalizzando,\u00a0 basterebbe che in Italia i governi finanziassero le strutture di ricerca universitarie\u00a0con la stessa cifra per abitante o con la stessa percentuale di PIL\u00a0come fanno la Germania\u00a0 e la Francia, cio\u00e8 rispettivamente tre volte e due volte di quanto oggi viene fatto in Italia. Non voglio pensare alla Corea, che arriva al 4% del PIL.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; da vari anni che il Professor Antonio Dumas si occupa, insieme a colleghi di varie parti del mondo, di progetti connessi con le energie rinnovabili, i trasporti e le telecomunicazioni. 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