{"id":42814,"date":"2013-03-14T14:22:21","date_gmt":"2013-03-14T14:22:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=42814"},"modified":"2013-03-14T14:22:21","modified_gmt":"2013-03-14T14:22:21","slug":"il-senegal-in-lotta-contro-se-stesso-il-conflitto-in-casamance","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/03\/il-senegal-in-lotta-contro-se-stesso-il-conflitto-in-casamance\/","title":{"rendered":"Il Senegal in lotta contro se stesso: il conflitto in Casamance"},"content":{"rendered":"<p>Dal 1982 in Senegal si perpetua un conflitto armato per l\u2019indipendenza della Casamance. Le vittime in trent\u2019anni sono state migliaia e l\u2019accordo di pace del 2004 non ha avuto i risultati sperati. Non \u00e8 un\u2019impresa facile ricostruire la storia di questa guerra, capirne le origini e le ragioni, poich\u00e9 i documenti scritti sono poco numerosi e il pi\u00f9 delle volte palesemente faziosi. Ci siamo basati principalmente sulla testimonianza diretta di Fran\u00e7ois D\u2019Assise Badiane, oggi mediatore culturale in Italia, ma fino al 2008 insegnante in Casamance, dove \u00e8 nato e cresciuto ricoprendo un ruolo di primo piano in alcune associazioni giovanili attive per la pace e la nonviolenza, e sul testo di Jean-Marie Fran\u00e7ois Biagui, <i>Pourquoi la Casamance n\u2019est pas ind\u00e9pendante. Une introspection prospective, <\/i>edito da Clairafrique nel 2008. Altro riferimento importante \u00e8 l\u2019articolo firmato da Amady Aly Dieng, <i>S\u00e9n\u00e9gal : Aux origines de l\u2019irr\u00e9dentisme casaman\u00e7ais, <\/i>comparso su Pambazuka News del 08\/08\/2008 <a href=\"http:\/\/www.pambazuka.org\/fr\/category\/features\/75538\">http:\/\/www.pambazuka.org\/fr\/category\/features\/75538<\/a><\/p>\n<p><b>La Casamance<\/b><\/p>\n<p>Si tratta di una regione naturale all\u2019estremo sud del Senegal, separata dal resto del Paese dall\u2019enclave del Gambia \u2013 voluta dai colonizzatori inglesi \u2013 \u00a0confinante a sud con la Guinea Bissau e la Guinea e a est con il Mali. E\u2019 suddivisa in tre regioni amministrative: Ziguinchor, S\u00e9dhiou e Kolda; gli abitanti sono circa 800.000 e appartengono principalmente alle etnie Diola, Mandingue, Pulaar. Il fiume Casamance, da cui prende il nome, sfocia nell\u2019oceano Atlantico con un sinuoso estuario ricco di mangrovie ai piedi di Ziguinchor, la citt\u00e0 pi\u00f9 popolosa.<i> <\/i><\/p>\n<p><i><a href=\"http:\/\/noisefromafrica.files.wordpress.com\/2013\/03\/carte_casamance.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"carte_casamance\" src=\"http:\/\/noisefromafrica.files.wordpress.com\/2013\/03\/carte_casamance.jpg?w=300&amp;h=212\" width=\"300\" height=\"212\" \/><\/a><\/i>Percorrendo la strada da Nord verso Sud, anche il viaggiatore pi\u00f9 disattento potr\u00e0 rendersi conto del cambiamento repentino subito dal paesaggio: i baobab, le acacie e le tinte giallastre del Sahel lasciano spazio a palme da cocco, risaie, mangrovie, alberi di mango, foreste a perdita d\u2019occhio. L\u2019abbondanza di corsi d\u2019acqua, il clima e la fertilit\u00e0 del terreno rendono la Casamance il granaio del Senegal, ma a fronte di queste risorse la popolazione vive in condizioni di povert\u00e0 estrema. L\u2019agricoltura di sussistenza rappresenta l\u2019attivit\u00e0 principale insieme alla pesca e all\u2019allevamento, mentre l\u2019industria \u00e8 scarsamente sviluppata. Nel 2007 \u00e8 stata inaugurata l\u2019universit\u00e0 di Ziguinchor, carente per\u00f2 di tutte le facolt\u00e0 scientifiche.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 dunque una vera e propria emorragia di energie attive verso il Nord, Dakar in testa; gli studenti che terminano il liceo e i giovani alla ricerca di un lavoro alternativo all\u2019agricoltura emigrano nella capitale ingrossando le fila della disoccupazione, mentre nei villaggi la maggioranza della popolazione \u00e8 rappresentata dagli anziani e dai bambini. Il turismo potrebbe costituire una fonte di sviluppo, ma l\u2019insicurezza determinata dagli episodi di banditismo e dalle incursioni dei ribelli nei villaggi e nelle citt\u00e0 \u00e8 un grosso freno.<\/p>\n<p><b>Il periodo della colonizzazione e la nascita del MFDC \u2013 <i>Mouvement des Forces Democratiques de la Casamance<\/i><\/b><\/p>\n<p>Per comprendere le origini del conflitto occorre tornare indietro nel tempo, molto pi\u00f9 indietro del 1982. La spinta indipendentista affonda le sue radici nella strenua resistenza che i Diola, l\u2019etnia maggioritaria in Casamance, opposero ai francesi ribellandosi a pi\u00f9 riprese al regime coloniale, tanto da indurre il Governatore Generale Van Vollenhoven a confessare, nel 1917: \u201c<i>Non abbiamo la padronanza della situazione in Casamance, vi siamo solo tollerati; bisogna che la Casamance non sia pi\u00f9 una sorta di verruca nella colonia, visto che dovrebbe esserne un gioiello\u201d (Archives du S\u00e9n\u00e9gal, 13 g 384, Il governatore generale Van Vollenhoven al Vice-Governatore Levecque, 17 novembre 1917)<\/i>; la Casamance come un\u2019anomalia che avrebbe dato vita, di l\u00ec a poco, alla straordinaria parabola di Aline Sitoe Diatta, protagonista e simbolo della resistenza anticoloniale fino al 1943, quando fu deportata dai francesi a Timboctou, dove perse la vita ad appena ventiquattro anni.<\/p>\n<p>Nel 1947, ben tredici anni prima dell\u2019indipendenza, nacque il MFDC \u2013 <i>Mouvement des Forces D\u00e9mocratiques de la Casamance<\/i>, fondato da Emile Badiane, Ibou Diallo e Y\u00e9ro Kand\u00e9 \u201c<i>come portavoce del popolo casaman\u00e7ais \u00a0in lotta contro la colonizzazione\u201d (<\/i>Assane Seck<i>, S\u00e9n\u00e9gal, Emergence d\u2019une d\u00e9mocratie moderne, <\/i>1945-2005<i>, Un itin\u00e9raire politique, Karthala, <\/i>2005, p. 238<i>) <\/i>con l\u2019obiettivo di promuovere lo sviluppo dei processi democratici e il miglioramento delle condizioni di vita nell\u2019intera regione. Non vi era, in origine, alcuna spinta all\u2019indipendentismo e alla secessione: \u00a0\u201c<i>Abbiamo spiegato alla popolazione che sarebbe stato contro i nostri interessi non essere integrati al Senegal. Il nostro disegno era quello di favorire una maggiore integrazione della Casamance all\u2019interno del Senegal [\u2026] \u00a0Mai, alcun responsabile, ha espresso la minima rivendicazione indipendentista [\u2026] \u00a0Al contrario, se c\u2019\u00e8 qualcosa di cui i casaman\u00e7ais si sono sempre lamentati, \u00e8 di non occupare, nelle istanze repubblicane, lo spazio meritato in virt\u00f9 del peso economico e politico della loro regione\u201d (<\/i>Ibidem, p. 251<i>)<\/i>. Dunque, constatando la scarsa considerazione in cui lo sviluppo della Casamance era tenuto, il MFDC aveva il compito di favorire l\u2019effettiva parit\u00e0 di trattamento sul piano economico e sociale all\u2019interno di un medesimo stato, la federazione del Mali (Senegal e Sudan). I fondatori del MFDC lavorarono in questa direzione, tanto che nel 1954 il MFDC smise di avere esistenza propria e fu assorbito nel Bloc D\u00e9mocratique S\u00e9n\u00e9galais (BDS) di L\u00e9opold S\u00e9dar Senghor, il futuro presidente del Senegal libero dal giogo dei colonizzatori.<\/p>\n<p><b>Dal 1960 al 1982<\/b><\/p>\n<p>Il Senegal divenne indipendente il 4 aprile 1960 e il neo-eletto Presidente, L\u00e9opold S\u00e9dar Senghor lavor\u00f2 per l\u2019effettiva integrazione tra le diverse etnie presenti sul territorio senegalese, consapevole del fatto che la convivenza forzata avrebbe potuto trasformarsi in una polveriera. Il suo contributo alla costruzione di un Paese pacifico, in cui i diversi gruppi etnici potessero convivere fu grande e ne sono testimonianza, ancora oggi, i rapporti di <i>cousinage<\/i> tra le diverse etnie: Diola e Serere, per esempio, sono legati da un patrimonio culturale comune, fatto di riti tradizionali e miti <a href=\"http:\/\/www.bldsn.org\/aguene_et_diambone.html\" rel=\"nofollow\">http:\/\/www.bldsn.org\/aguene_et_diambone.html<\/a><\/p>\n<p>Ma che cosa accadde allora in Casamance? Che cosa non funzion\u00f2?<\/p>\n<p>In primo luogo, non tutto il MFDC grad\u00ec l\u2019assorbimento all\u2019interno del BDS e l\u2019ala dura si organizz\u00f2 in una forza autonoma, il Mouvement Autonome de la Casamance (MAC).<\/p>\n<p>Difficile seguire l\u2019evoluzione degli eventi fino al 1982, anno d\u2019inizio del conflitto armato e ancora pi\u00f9 arduo comprendere il ruolo di Senghor. Fran\u00e7ois d\u2019Assise Badiane ci parla di tentativi di sabotaggio da parte del Presidente, che non avrebbe esitato a ordire veri e complotti nei confronti dei fondatori del MFDC, Emile Badiane in testa. D\u2019altro canto fu perseguita una politica di accentramento per la quale tutte le risorse vennero dirottate su Dakar e la Casamance, il granaio del Senegal, venne utilizzata come serbatoio a cui attingere liberamente. Anche Abdou Diouf, avvicendatosi a Senghor nel 1981, continu\u00f2 sulla stessa linea.<\/p>\n<p><b>Il 1982, l\u2019anno della rottura<\/b><\/p>\n<p>La manifestazione del dicembre 1982, organizzata dagli esponenti del MFDC per protestare contro l\u2019arresto del loro leader, Augustin Diamacoune Senghor, detto l\u2019Abb\u00e9 Diamacoune, fu repressa nel sangue. I capi si diedero alla macchia, rifondando il MFDC in una nuova versione, secessionista e armata. Ebbe il via un conflitto non ancora sedato, le cui vittime ad oggi sono migliaia. Le trattative di pace si alternarono a periodi di dura repressione, e a farne le spese fu sempre la popolazione civile, vittima inerme sia dei guerriglieri \u2013 i quali non esitavano a saccheggiare i villaggi in cerca di cibo e a costringere bambini e ragazzi ad unirsi alla guerra \u2013 che dell\u2019esercito governativo alla caccia di ribelli e armi. I guerriglieri arrivarono persino a minare le strade secondarie, quelle pi\u00f9 difficili da controllare.<\/p>\n<p>Il MFDC, in ogni caso, non fu capace di mantenersi unito sotto la guida dell\u2019Abb\u00e9 Diamacoune e si spacc\u00f2 presto in fronti diversi, il che avvenne grazie alle abili manovre del governo capace di corrompere alcuni leader armandoli contro altri. Nel 2000 il nuovo presidente, Abdoulaye Wade, si trov\u00f2 per le mani una situazione esplosiva a cui non seppe \u2013 o non volle \u2013 dare una risposta soddisfacente nel corso dei suoi due mandati. Il trattato di pace del 2004 prevedeva, in cambio dello stop ai combattimenti, un vero e proprio stipendio e altri compensi in denaro ai guerriglieri pronti ad abbandonare le armi <a href=\"http:\/\/abidjandirect.net\/index2.php?page=poli&amp;id=5793\">http:\/\/abidjandirect.net\/index2.php?page=poli&amp;id=5793<\/a><\/p>\n<p>Wade, secondo l\u2019opinione comune in Casamance, cercava unicamente un accordo che gli desse lustro a livello internazionale e non ha mai lavorato a favore di una effettiva riconciliazione tra le parti.<\/p>\n<p>Non tutti accettarono il trattato, e Salif Sadio, l\u2019esponente pi\u00f9 radicale, non firm\u00f2, tanto che il suo fronte continua a dirsi in guerra ed \u00e8 responsabile degli attacchi periodici ai danni di villaggi e contadini inermi che avvengono ancora oggi in Casamance. Secondo un\u2019altra opinione corrente, attualmente non si pu\u00f2 pi\u00f9 parlare di conflitto indipendentista, ma di atti di banditismo i cui responsabili hanno perso completamente di vista gli obiettivi originari.<\/p>\n<p><b>Si tratta di un conflitto etnico?<\/b><\/p>\n<p>No, le basi sono di tipo economico-politico e affondano le loro radici in uno sfruttamento delle risorse in seguito al quale nulla \u00e8 tornato alla Casamance in termini di sviluppo. La popolazione non ha mai voluto la secessione e i Diola si sentono senegalesi in tutto e per tutto. I leader del MFDC hanno dovuto prendere atto del sentimento di estraneit\u00e0 diffuso tra la popolazione nei confronti del conflitto, come dichiara Jean-Marie Fran\u00e7ois Biagui, Segretario Generale del MFDC dal 2001, analizzando le cause per cui il movimento indipendentista ha fallito: \u201c<i>la mancanza di un\u2019adesione franca e obiettiva alle rivendicazioni del MFDC da parte del popolo casaman\u00e7ais, per quanto legittima, fu il colpo di grazia che port\u00f2 al fallimento definitivo delle dinamiche indipendentiste in Casamance\u201d <\/i>(Jean-Marie Fran\u00e7ois Biagui<i>, Pourquoi la Casamance n\u2019est pas ind\u00e9pendante. Une introspection perspective, <\/i>Clairafrique, 2008, p. 45)<i><br \/>\n<\/i><\/p>\n<p><b>Chi arma i ribelli?<\/b><\/p>\n<p>La Guinea Bissau del Presidente Vieira ha fornito ai ribelli armi e rifugio fino al colpo di stato del 2009, rispetto al quale resta da chiarire quale sia stato il ruolo del capo di stato senegalese allora in carica, Abdoulaye Wade. Salif Sadio, invece, ha spostato il proprio fronte a nord, verso il Gambia. Ma armi sono state fornite anche dagli occidentali e le autorit\u00e0 locali riferiscono di mercenari bianchi coinvolti nel conflitto. Di questi giorni una dichiarazione del MFDC tesa a smentire le voci circa una collaborazione tra i ribelli e gli estremisti islamici presenti in Mali <a href=\"http:\/\/www.seneweb.com\/news\/Societe\/senegal-le-mfdc-dement-toute-connexion-avec-les-djihadistes-du-nord-mali_n_89422.html\" target=\"_blank\">http:\/\/www.seneweb.com\/news\/Societe\/senegal-le-mfdc-dement-toute-connexion-avec-les-djihadistes-du-nord-mali_n_89422.html<\/a><\/p>\n<p><b>La Casamance oggi<\/b><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/noisefromafrica.files.wordpress.com\/2013\/03\/risaie_casamance.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"risaie_casamance\" src=\"http:\/\/noisefromafrica.files.wordpress.com\/2013\/03\/risaie_casamance.jpg?w=300&amp;h=225\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a>L\u2019immagine della regione \u00e8 stata danneggiata dalla guerra e, di conseguenza, il suo sviluppo economico risulta gravemente compromesso. I senegalesi stessi, in genere poco o nulla informati sul conflitto, rifiutano di recarsi in Casamance temendo per la loro incolumit\u00e0. Ma la realt\u00e0 \u00e8 molto diversa, la popolazione locale vive in pace e desidera fortemente di ricoprire il ruolo che merita all\u2019interno del Senegal. Allo stesso tempo i risultati di una politica di accentramento per la quale la Casamance viene ancora oggi utilizzata come serbatoio di risorse senza nulla ricevere in cambio, sono visibili nella mancanza di infrastrutture di base (ospedali, ambulatori, scuole) e di personale specializzato, nella carenza di strade che colleghino il nord e il sud del Paese degne di questo nome. Questo ultimo elemento determina, per esempio, il blocco dei prodotti agricoli in viaggio verso Dakar per pi\u00f9 giorni al confine con il Gambia; la <i>liaison maritime<\/i> Dakar-Ziguinchor, che effettua viaggi due volte a settimana, \u00e8 insufficiente a coprire il fabbisogno ed \u00e8 stata ripristinata solo alla fine del 2007 dopo il disastro del battello <i>Le \u00a0Joola<\/i> avvenuto nel 2002 \u2013 altra ferita indelebile e che meriterebbe ulteriori approfondimenti. <a href=\"http:\/\/www.kassoumay.com\/joola\/index.html\">http:\/\/www.kassoumay.com\/joola\/index.html<\/a><\/p>\n<p>I giovani continuano a emigrare dalla Casamance, che viene cos\u00ec privata delle sue migliori energie. A chi giova questa situazione? Non al Senegal, che continuando a marginalizzare la sua regione pi\u00f9 ricca di risorse amputa le proprie potenzialit\u00e0 di sviluppo. Dopo trentuno anni la Casamance merita una pace che abbia il sapore della riconciliazione e non della propaganda; pace che d\u2019altronde corrisponde ai desideri dell\u2019intera societ\u00e0 civile senegalese. Il nuovo presidente Macky Sall sapr\u00e0 distinguersi dai suoi predecessori e ricoprire un ruolo decisivo nella soluzione del problema casaman\u00e7ais?<\/p>\n<p>Ileana Prezioso<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/noisefromafrica.files.wordpress.com\/2013\/03\/simbolo_pace_bignona.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"simbolo_pace_bignona\" src=\"http:\/\/noisefromafrica.files.wordpress.com\/2013\/03\/simbolo_pace_bignona.jpg?w=492&amp;h=368\" width=\"492\" height=\"368\" \/><\/a><\/p>\n<div>\n<div>Articolo originale: <a href=\"http:\/\/noisefromafrica.wordpress.com\/2013\/03\/10\/il-senegal-in-lotta-contro-se-stesso-il-conflitto-in-casamance\/\">http:\/\/noisefromafrica.wordpress.com\/2013\/03\/10\/il-senegal-in-lotta-contro-se-stesso-il-conflitto-in-casamance\/<\/a><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 1982 in Senegal si perpetua un conflitto armato per l\u2019indipendenza della Casamance. 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