{"id":42332,"date":"2013-03-11T19:20:53","date_gmt":"2013-03-11T19:20:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=42332"},"modified":"2013-03-11T19:25:08","modified_gmt":"2013-03-11T19:25:08","slug":"la-testimonianza-di-bradley-manning-i-crimini-di-guerra-vanno-denunciati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/03\/la-testimonianza-di-bradley-manning-i-crimini-di-guerra-vanno-denunciati\/","title":{"rendered":"La testimonianza di Bradley Manning: i crimini di guerra vanno denunciati"},"content":{"rendered":"<p><b><\/b><em>La testimonianza di 35 pagine resa da Bradley Manning descrive il suo lavoro di analista informatico in Iraq e spiega come \u00e8 giunto alla conclusione che l\u2019opinione pubblica americana avesse bisogno di conoscere gli abusi segreti compiuti dagli Stati Uniti nelle guerre in Iraq e in Afghanistan. Bradley merita un ringraziamento, non una condanna alla prigione<\/em><\/p>\n<p>Cosa faresti se avessi le prove di crimini di guerra? Cosa faresti se \u201ceseguire gli ordini\u201d significasse partecipare a gravi abusi che condanni? Avresti il coraggio di rischiare tutto, perfino la vita, per fare la cosa giusta?<\/p>\n<p>La maggior parte di noi terrebbe la bocca chiusa. Bradley Manning non l\u2019ha fatto.<\/p>\n<p>Nella testimonianza letta\u00a0 durante l\u2019udienza preliminare svoltasi a Fort Meade, nel Maryland, Bradley Manning ha spiegato come la sua coscienza lo abbia spinto a denunciare crimini, abusi e corruzione, passando a WikiLeaks documenti segreti sulla guerra in Afghanistan, video di \u201comicidi collaterali\u201d, dispacci del Dipartimento di Stato, file su Guantanamo e altro ancora.<\/p>\n<p>A modo suo un documento storico, la dichiarazione spiega il lavoro di analista informatico di Bradley, descrive ci\u00f2 che ha visto lavorando nella parte orientale di Baghdad e come ha concluso che il popolo americano avesse bisogno di sapere cosa succedeva davvero nelle guerre all\u2019estero.<\/p>\n<p>Bradley ha salvato dati sulla guerra in Afghanistan che documentano scontri e perdite su CD riscrivibili, all\u2019inizio perch\u00e9 pensava che lui e gli altri analisti ne avrebbero avuto bisogno durante i frequenti problemi con i computer nella base in Iraq.<\/p>\n<p>\u201c<em>Ero<\/em> <i>e sono ancora convinto che questi documenti siano tra i pi\u00f9 significativi del nostro tempo<\/i>\u201d ha dichiarato all\u2019udienza preliminare.<\/p>\n<p>Bradley ha proseguito spiegando come ha cominciato a rendersi conto che questi documenti mettevano in luce una guerra orribile, che gli americani ignoravano.<\/p>\n<p>\u201c<i>Sentivo che stavamo rischiando tanto per gente che non voleva collaborare con noi e questo portava a rabbia e frustrazione da entrambe le parti. La situazione in cui ci trovavamo sempre pi\u00f9 bloccati anno dopo anno ha cominciato a deprimermi. Questi documenti lo mostravano con chiarezza e fornivano un contesto a quello che vedevamo sul campo. Nel tentativo di condurre operazioni di anti-terrorismo e anti-insurrezione catturare e uccidere bersagli presenti in una lista \u00e8 diventata una vera e propria ossessione, ignorando gli effetti secondari o terziari del successo degli obiettivi e delle missioni a breve termine<\/i>.\u201d<\/p>\n<p>Bradley si \u00e8 reso conto a quel punto che il popolo americano aveva bisogno di vedere quei documenti.<\/p>\n<p>\u201c<i>Credo che se l\u2019opinione pubblica, soprattutto americana, avesse accesso all\u2019informazione contenuta nei documenti sulle guerre in Iraq e Afghanistan, questo potrebbe generare un dibattito sul ruolo dei militari e sulla politica estera in generale<\/i>\u201d ha spiegato.<\/p>\n<p>Nel gennaio 2010, mentre si trovava a casa in licenza, Bradley ha cercato invano di fornire i documenti ai maggiori quotidiani americani. Ha chiamato il <i>Washington Post<\/i>, ma il cronista con cui ha parlato non l\u2019ha preso sul serio e ha detto che i suoi capi avrebbero richiesto maggiori informazioni. Allora ha provato con il <i>New York Times<\/i>. Gli ha risposto una segreteria telefonica, a cui ha lasciato il suo numero. Il giornale non l\u2019ha richiamato.<\/p>\n<p>A quel punto si \u00e8 rivolto a WikiLeaks. il 3 febbraio 2010, durante una bufera di neve, si \u00e8 rifugiato in una libreria\u00a0 Barnes and Noble a Rockville, nel Maryland, e ha caricato in forma anonima i file sulle guerra in \u00a0Iraq e in Afghanistan.<\/p>\n<p>\u201c<i>Ho provato un senso di sollievo all\u2019idea che WikiLeaks avesse l\u2019informazione. Avevo fatto una cosa che mi consentiva di avere la coscienza tranquilla, basata su ci\u00f2 che avevo visto e letto e su ci\u00f2 che sapevo stava avvenendo ogni giorno in \u00a0Iraq e in Afghanistan<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>Mentre WikiLeaks esaminava i documenti militari preparandosi a diffonderli, Bradley \u00e8 ritornato in Iraq.<\/p>\n<p>Quello stesso mese Bradley Manning ha ascoltato una discussione tra i suoi colleghi riguardo a un video del 12 luglio 2007 di un attacco messo in atto in Iraq da un elicottero Apache su civili, compresi due giornalisti della \u00a0Reuters. All\u2019inizio sembrava solo uno dei video che vedeva ogni giorno, ma dopo aver indagato pi\u00f9 a fondo su quello che \u00e8 ormai conosciuto con il nome di \u00a0\u201cCollateral Murder\u201d (Omicidio collaterale, N.d.T.) \u00e8 rimasto inorridito.<\/p>\n<p>\u201c<i>Per me l\u2019aspetto pi\u00f9 allarmante del video era la sete di sangue di quei militari. Disumanizzavano gli individui che stavano colpendo, non davano alcun valore alla vita umana, li chiamavano \u201cbastardi morti\u201d e si congratulavano gli uni con gli altri per la loro abilit\u00e0 di ucciderne tanti. A un certo punto una persona a terra, gravemente ferita, cerca di mettersi in salvo strisciando. Invece di chiamare un\u2019ambulanza, uno dei membri dell\u2019equipaggio chiede al ferito di raccogliere un\u2019arma, cos\u00ec da avere un motivo per colpirlo. Quella scena mi ha ricordato i bambini che torturano le formiche con una lente d\u2019ingrandimento<\/i>.\u201d<\/p>\n<p>Manning \u00e8 venuto a sapere che la Reuters stava cercando di procurarsi una copia di quel video avvalendosi del Freedom of Information Act (la disposizione di legge che permette a chiunque di avere un\u00a0accesso totale o parziale a documenti classificati, N.d.T.), ma veniva ostacolata dal governo americano. Ha appreso anche che il cronista del <i>Washington Post<\/i> David Finkel aveva citato l\u2019incidente nel suo libro <i>The Good Soldiers, <\/i>ma \u00e8 rimasto stupefatto dal modo in cui lo descriveva.<\/p>\n<p>Convinto che la Reuters avesse bisogno di vedere il video anche per proteggere meglio i suoi giornalisti e che il popolo americano meritasse di farsi un\u2019idea accurata del tipo di incidenti che il nostro governo tiene segreti, Bradley ha deciso di passarlo a WikiLeaks.<\/p>\n<p>\u201c<i>Speravo che il pubblico restasse allarmato come me dal comportamento dell\u2019equipaggio dell\u2019elicottero. Volevo sapesse che non tutti in Iraq e Afghanistan erano bersagli da neutralizzare, ma piuttosto persone che lottavano per sopravvivere in una sorta di pentola a pressione creata da quella che chiamiamo guerra asimmetrica. Dopo la diffusione del video la risposta dei mass-media e di chi lo aveva visto mi ha incoraggiato. Come speravo, anche altri erano rimasti turbati quanto e pi\u00f9 di me da quelle scene<\/i>.\u201d<\/p>\n<p>Il 2 marzo 2010 Bradley ha ricevuto l\u2019ordine di indagare sulla detenzione da parte della polizia irachena di 15 persone accusate di aver distribuito \u201cmateriale anti-iracheno\u201d e si \u00e8 reso conto in fretta che \u201c<i>nessuno di questi individui aveva precedenti legami con azioni anti-irachene o milizie sospettate di terrorismo<\/i>.\u201d<\/p>\n<p>In effetti i materiali distribuiti da questi accademici erano dei \u201c<i>saggi che criticavano la corruzione del governo guidato da al-Maliki e il suo impatto finanziario sulla popolazione<\/i>.\u201d<\/p>\n<p>Bradley lo ha fatto presente ai suoi superiori, ma questi gli hanno detto di lasciar perdere e di aiutare la polizia irachena a trovare altri dissidenti da imprigionare.<\/p>\n<p>\u201c<i>Sapevo che se avessi continuato ad assistere la polizia di Baghdad nella ricerca e identificazione degli oppositori politici del Primo Ministro al-Maliki, questi sarebbero stati arrestati e torturati e sarebbero spariti per lunghi periodi, se non per sempre. Invece di aiutare la polizia ho deciso di rendere pubblica questa informazione tramite WikiLeaks prima delle elezioni del 7 marzo 2010, nella speranza che si generasse una certa pressione, impedendo a quell\u2019unit\u00e0 della Polizia Federale di Baghdad di continuare a perseguitare gli oppositori politici di al-Maliki<\/i>.\u201d<\/p>\n<p>WikiLeaks non ha ancora pubblicato quei files, ma ha diffuso un dispaccio chiamato Reykjavik 13, rivelando le prepotenze contro l\u2019Islanda da parte di due paesi europei. Questa pubblicazione ha spinto Bradley a continuare nella sua denuncia degli abusi nascosti.<\/p>\n<p>\u201c<i>Io voglio sempre scoprire la verit\u00e0. \u00a0A differenza di altri analisti della mia sezione, o di altre, non mi bastava graffiare la superficie e produrre valutazioni poco originali o fatte con lo stampino. Volevo sapere perch\u00e9 qualcosa \u00a0era in un certo modo e cosa potevamo fare per correggere o migliorare la situazione<\/i>.\u201d<\/p>\n<p>Questo l\u2019ha portato a indagare a fondo sui dispacci del Dipartimento di Stato per tutto il marzo 2010. Come gli oltre 500.000 altri dipendenti e appaltatori del governo, anche il ventiduenne Bradley aveva accesso a questi documenti attraverso il suo computer.<\/p>\n<p>\u201c<i>Vista la mia insaziabile curiosit\u00e0 e interesse per la geopolitica, questi documenti mi hanno affascinato. Non ho letto solo i dispacci che riguardavano l\u2019Iraq, ma anche quelli su altri paesi ed eventi che trovavo interessanti. Pi\u00f9 leggevo, pi\u00f9 restavo colpito dal modo in cui trattavamo altre nazioni e organizzazioni. \u00a0Cominciavo anche a pensare che gli accordi segreti e quella che pareva un\u2019attivit\u00e0 criminale non corrispondevano a ci\u00f2 che avrebbero dovuto essere i leader del mondo libero.<\/i><\/p>\n<p><i>Pi\u00f9 leggevo questi dispacci, pi\u00f9 giungevo alla conclusione che questo tipo d\u2019informazione doveva diventare di dominio pubblico. Una volta avevo letto e usato una citazione sulla diplomazia aperta scritta dopo la Prima Guerra Mondiale, in cui si diceva che il mondo sarebbe stato un luogo migliore se gli stati avessero evitato i patti e gli accordi segreti tra di loro e gli uni contro gli altri. Questi dispacci mi sono sembrati un chiaro esempio del bisogno di una diplomazia pi\u00f9 aperta<\/i>.\u201d<\/p>\n<p>Allo stesso tempo per\u00f2 voleva valutare con attenzione gli effetti della diffusione di questi documenti sugli Stati Uniti.<\/p>\n<p>\u201c<i>Visto che la maggior parte dei dispacci non era riservata e che secondo il manuale del Dipartimento di Stato \u00a0tutti i messaggi erano destinati a una pubblicazione automatico sul sito, mi sono convinto che la loro diffusione non avrebbe danneggiato gli Stati Uniti. Certo, potevano risultare imbarazzanti, visto che contenevano opinioni molto sincere e dichiarazioni fatte alle spalle di altre nazioni e organizzazioni<\/i>.\u201d<\/p>\n<p>Il 5 aprile 2010 WikiLeaks ha diffuso il video intitolato \u201cCollateral Murder\u201d . Incoraggiato dalla reazione internazionale, cinque giorni dopo Bradley ha caricato i dispacci diplomatici.<\/p>\n<p>Il resto \u00e8 storia. I documenti pubblicati da WikiLeaks hanno cambiato il mondo, anche se forse non nella misura sperata da Bradley. I tunisini, che di recente lo hanno candidato al Premio \u00a0Nobel per la Pace per il 2013, hanno appreso molte cose sulla corruzione del loro governo e questo ha contribuito alla rivolta democratica avvenuta in quel paese.<\/p>\n<p>Dopo aver saputo dai documenti diffusi da Wikileaks che nel 2006 il governo americano aveva coperto l\u2019esecuzione sommaria di civili innocenti, il governo iracheno non ha permesso al Presidente Obama di mantenere truppe\u00a0 degli Stati Uniti dopo la scadenza del ritiro del 2011.<\/p>\n<p>Bradley ha letto la sua testimonianza per sostenere la dichiarazione di colpevolezza riguardo a 10 capi di imputazione minori e di non colpevolezza riguardo ad altri 12 pi\u00f9 gravi e ha chiarito che la responsabilit\u00e0 \u00e8 solo sua. \u201c<i>Nessuno collegato a WikiLeaksmi ha fatto pressione perch\u00e9 inviassi pi\u00f9 informazioni. La decisione \u00e8 stata mia e me ne assumo tutta la responsabilit\u00e0<\/i>.\u201d<\/p>\n<p>La sua dichiarazione non fa parte di un patteggiamento con il governo e anzi la pubblica accusa militare ha cercato di impedirgli di leggerla, definendola \u201cirrilevante.\u201d L\u2019Esercito ha annunciato che proceder\u00e0 con tutti i 22 capi d\u2019accusa, compreso quello di aiuto al nemico e spionaggio, che potrebbero costargli l\u2019ergastolo.<\/p>\n<p>Quando, il 3 giugno2013, Bradley affronter\u00e0 la corte marziale, ci si concentrer\u00e0 meno su ci\u00f2 che \u00e8 successo e pi\u00f9 su perch\u00e9 \u00e8 successo e sul suo effetto. Le cose non potrebbero essere pi\u00f9 chiare: Bradley Manning non ha aiutato il nemico, ma ha aiutato l\u2019opinione pubblica a prendere decisioni basate su una migliore informazione riguardo agli abusi segreti del nostro governo e agli orrori della guerra.<\/p>\n<p>Bradley merita gratitudine e onori, non processi e carcere. Unitevi a noi il 1\u00b0 giugno a Fort Meade per chiedere la sua liberazione.<\/p>\n<p>Nathan Fuller, Bradley Manning Support Network.<\/p>\n<p>Traduzione dall&#8217;inglese di Anna Polo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La testimonianza di 35 pagine resa da Bradley Manning descrive il suo lavoro di analista informatico in Iraq e spiega come \u00e8 giunto alla conclusione che l\u2019opinione pubblica americana avesse bisogno di conoscere gli abusi segreti compiuti dagli Stati Uniti&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":965,"featured_media":42334,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[3481,2500],"class_list":["post-42332","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-internazionale","tag-bradley-manning-it","tag-wikileaks-it"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - 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