{"id":423060,"date":"2017-01-24T20:43:08","date_gmt":"2017-01-24T20:43:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=423060\/"},"modified":"2017-01-24T21:00:44","modified_gmt":"2017-01-24T21:00:44","slug":"sterminio-indigeno-secolo-xxi-da-chubut-al-mato-grosso-del-sud","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/01\/sterminio-indigeno-secolo-xxi-da-chubut-al-mato-grosso-del-sud\/","title":{"rendered":"Sterminio indigeno secolo XXI : da Chubut al Mato Grosso del Sud"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em>Circa tremila chilometri separano la provincia argentina di Chubut dallo stato brasiliano del Mato Grosso del Sud, ma entrambi i territori stanno vivendo processi di persecuzione e annientamento dei Popoli Originari, rappresaglie contro le azioni di recupero territoriale che queste popolazioni stanno tentando di realizzare. In nome e in difesa dei diritti di propriet\u00e0 del suolo il Popolo Mapuche in Argentina e il Popolo Guaran\u00ec Kaiow\u00e1 in Brasile sono vittime dirette di sanguinosi soprusi che hanno l\u2019obiettivo di privarli dei loro territori ancestrali. Tutto questo avviene con la complicit\u00e0 degli Stati nazionali, che non garantiscono il dovuto rispetto delle leggi e dei diritti indigeni. L\u2019imprenditore italiano Luciano Benetton e un gruppo di proprietari terrieri desiderosi di espandere a qualunque costo i loro interessi agrari sono i beneficiai diretti di queste politiche di sterminio.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Caccia ai Mapuches<\/h4>\n<p>Recentemente, tre feroci attacchi militari (nel territorio Pu Lof contro la Comunit\u00e0 Mapuche di Cushamen) hanno causato uno stuolo di indigeni feriti, o arrestati e poi torturati. La gravit\u00e0 di questi eventi \u00e8 stata dovutamente registrata tramite media alternativi, che ancora una volta sono serviti a fornire un contrappeso esemplare al silenzio complice e ai racconti falsati dei media dominanti.<\/p>\n<p>Mar\u00eda Isabel Huala, della comunit\u00e0 Pu Lof, ha raccontato a \u201cLa Garganta Poderosa\u201d: <em>\u201cCos\u2019\u00e8 successo? Pi\u00f9 di 20 unit\u00e0 di fanteria della provincia hanno fatto irruzione nella nostra comunit\u00e0 mercoled\u00ec sera, dichiarando apertamente, cos\u00ec, come lo dico a voi, in maniera testuale, letterale, esplicita, che venivano \u201ca caccia\u201d. Con quest\u2019ordine erano arrivati. E se ne sono andati portando via la mia famiglia e lasciando una distesa di feriti impallinati con gomma e piombo, coperti dall\u2019efficace silenziatore del patto che hanno stretto con la famiglia Benetton, con Joe Lewis e con le compagnie petrolifere e minerarie, che vengono soltanto a distruggere il nostro territorio. O per lo meno hanno provato a distruggerlo, ci stanno provando adesso e ci proveranno ancora per anni, decenni e secoli, cambiando solo l\u2019ipocrisia delle loro strategie\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Huala ha inoltre riferito che: <em>\u201cancora una volta, sono venuti a caccia da noi. E s\u00ec, sembra incredibile, sembra incredibile finch\u00e9 uno non vede la foto di mio nipote Emilio Jones Huala con la mascella spaccata da un proiettile. Trasportato a Bariloche, dove i medici hanno discusso se operarlo per ricostruire la mandibola o applicargli una placca in platino, \u00e8 ora ricoverato in ospedale con mio figlio Fausto, che \u00e8 entrato in terapia intensiva, rischiando di perdere un orecchio, per un\u2019emorragia interna e un trauma cranico, conseguenza di tutti gli spari che ha sub\u00ecto mercoled\u00ec scorso. Oggi \u00e8 l\u00ec, a lottare per la vita con la speranza che possano operarlo una volta che il coagulo si sar\u00e0 sciolto, anche se probabilmente non potr\u00e0 recuperare l\u2019udito dall\u2019orecchio sinistro. Non pu\u00f2 parlare molto\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Quello di Benetton con il Popolo Mapuche \u00e8 un conflitto di lungo periodo. Il periodico digitale \u201cLa Izquierda Diario\u201d riferisce: <em>\u201cNell\u2019anno 2007 la comunit\u00e0 Santa Rosa Leleque decise di recuperare il proprio territorio ancestrale e per anni ha dovuto subire continui e violenti tentativi di sfratto, finch\u00e9, nel 2014, l\u2019Instituto Nacional de Asuntos Ind\u00edgenas (INAI, Istituto Nazionale per le Questioni Indigene) non ha riconosciuto il suo diritto sul territorio secondo quando previsto dalla Legge 26.160 di rilevamento territoriale\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_421124\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-421124\" class=\"size-large wp-image-421124\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/foto-Negro-Rami-rez-720x480-720x480.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/foto-Negro-Rami-rez-720x480.jpg 720w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/foto-Negro-Rami-rez-720x480-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><p id=\"caption-attachment-421124\" class=\"wp-caption-text\">Foto Negro Ram\u00edrez<\/p><\/div>\n<p>Il 13 marzo del 2015, un gruppo di famiglie della zona \u00e8 stato protagonista di un altro recupero dei territori usurpati da Benetton, sostenendo che si trattava di territori ancestrali del Popolo Mapuche. <em>\u201cNoi Mapuches siamo ancora un\u2019immensa maggioranza senza terra, con l\u2019unica alternativa di lavorare come manovali, domestici e operai, e cio\u00e8 mano d\u2019opera a basso prezzo sfruttata dall\u2019oligarchia creola e dalle multinazionali<\/em>\u201d. Sostenevano anche che: <em>\u201cl\u2019unico mezzo per fermare \u2018l\u2019assassinio pianificato\u2019 dai poteri economici e dallo Stato (ecocidio ed etnocidio) \u00e8 un efficiente controllo territoriale da parte delle nostre comunit\u00e0 che si sono mobilitate\u201d<\/em>, come spiegava un comunicato firmato dai Pu Lof della Resistenza del Dipartimento di Cushamen e del Movimento Mapuche Autonomo del Puel Mapu (MAP).<\/p>\n<p>Nel maggio del 2016, il lonko (capo della comunit\u00e0 mapuche) Facundo Jones Huala, \u00e8 stato incarcerato dopo essere stato catturato nelle terre recuperate dal Lof nella resistenza di Vuelta del Rio, localit\u00e0 del dipartimento di Cushamen e propriet\u00e0 del magnate Benetton. Il lonko \u00e8 tornato in libert\u00e0 agli inizi di settembre di quest\u2019anno, dopo che il tribunale federale della citt\u00e0 di Esquel, presieduto dal giudice Guido Otranto, hapronunciato la sentenza del processo per estradizione di Facundo Jones Huala, in cui si dichiarava la nullit\u00e0 dell\u2019intero procedimento a causa delle irregolarit\u00e0 verificatesi nel corso del processo investigativo.<\/p>\n<p>Osvaldo Bayer, noto storico e autore dell\u2019imprescindibile \u201cLa Patagonia Rebelde\u201d, ha scritto in quei giorni un trafiletto (uscito anche su \u201cLa Garganta Poderosa\u201d) in cui sostiene che: <em>\u201cContravvenendo a ogni logica umana, il capitalismo sta continuando a distruggere le comunit\u00e0 native, tramite l\u2019operato di uno stato gestito da governi che rispondono incondizionatamente agli interessi capitalistici, che non coincidono mai con quelli del popolo. E cos\u00ec si alternano i vari funzionari, uno dopo l\u2019altro, arrivano al potere con una retorica democratica, quando in realt\u00e0 vanno solo a rimpinguare il capitale dei pi\u00f9 ricchi. Bene, in questo caso la scelta \u00e8 caduta tra i colori di Benetton, che \u00e8 arrivato nel nostro paese per turbare ancora di pi\u00f9 il bilanciere dell\u2019uguaglianza, infiltrandosi nell\u2019economia e nella politica nazionale al punto che le Forze Armate compiono azioni di repressione al servizio della sua vergognosa azienda. I nostri fratelli mapuches hanno sub\u00ecto tre violente repressioni nell\u2019arco di meno di due giorni e noi abbiamo il dovere di far sentire la nostra voce di fronte a queste aggressioni inammissibili e fuori da ogni logica\u201d.<\/em><\/p>\n<h4>Genocidio nel Mato Grosso del Sud<\/h4>\n<p>A 500 chilometri dal confine con l\u2019Argentina, nello stato brasiliano del Mato Grosso del Sud, il\u00a0Popolo Guaran\u00ed Kaiow\u00e1 (di cui nella zona sono presenti una quarantina di comunit\u00e0) denuncia di essere vittima di un genocidio. Tra il 2000 e il 2016 sono avvenuti infatti 425 assassini contro leader e cittadini indigeni Guaran\u00ed Kaiow\u00e1 nel Mato Grosso del Sud. Questi crimini vengono commessi da forze paramilitari e <em>fazendeiros<\/em> (proprietari terrieri) che cercano di appropriarsi dei territori dei nativi.<\/p>\n<p>In portoghese Mato Grosso del Sud significa \u201cfolta foresta del sud\u201d. Si tratta di uno dei 26 stati che formano (insieme al distretto federale) la Repubblica Federale del Brasile. Si trova nella parte sud della Regione Centro-Oeste, confina con il Paraguay e la Bolivia e occupa un superficie di 357.124 chilometri quadrati. Il numero di abitanti sfiora i due milioni e mezzo. Qui il Popolo Guaran\u00ed Kaiow\u00e1 arriva a contare una popolazione di 45 mila persone, che abitano in comunit\u00e0 che, nel loro complesso, occupano circa 42 mila ettari.<\/p>\n<p>In Brasile, nel corso degli anni \u201910, lo stato brasiliano, attraverso il Servicio de Protecci\u00f3n al Ind\u00edgena (SPI; Servizio di Protezione per gli Indigeni), oggi Fundaci\u00f3n Nacional del Ind\u00edgena (FUNAI; Fondazione Nazionale degli Indigeni), ha creato le prime <em>\u201criserve per indigeni\u201d.<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_421131\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-421131\" class=\"size-large wp-image-421131\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/kaiowa3-Midia-Ninja-720x480.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/kaiowa3-Midia-Ninja-720x480.jpg 720w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/kaiowa3-Midia-Ninja-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/kaiowa3-Midia-Ninja-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/kaiowa3-Midia-Ninja.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><p id=\"caption-attachment-421131\" class=\"wp-caption-text\">Comunit\u00e0 guaran\u00ed kaiow\u00e1. Foto M\u00eddia NINJA<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Valdelice Ver\u00f3n,\u00a0 indigena alla guida di una Comunit\u00e0 Guaran\u00ed-Kaiow\u00e1, racconta: <em>\u201cCi hanno tolto la nostra terra per trasferirci in queste riserve. Per questo adesso stiamo recuperando i nostri territori. Loro per\u00f2 (i fazendeiros) vogliono mantenere le immense piantagioni di soia e di canna da zucchero, e gli allevamenti di bestiame che possiedono nei nostri territori. Per questo ci uccidono e ci perseguitano, ingaggiando pistoleri, oppure sparando essi stessi. Sono gi\u00e0 un centinaio gli indigeni assassinati negli ultimi anni e lo stato brasiliano \u00e8 complice, perch\u00e9 non fa niente per arrestare questo massacro. Sono continue le sparatorie e i roghi appiccati alle nostre case, alle scuole e agli ambulatori sanitari. Noi cerchiamo di difenderci come possiamo, ma sono loro ad avere armi e assassini mercenari al loro servizio\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2016, la Comisi\u00f3n Interamericana de Derechos Humanos (CIDH, Commissione Interamericana per i Diritti Umani) ha espresso la propria <em>\u201cpreoccupazione\u201d<\/em> per la situazione nello Stato del Mato Grosso del Sud: \u201c<em>\u00e8 lo stato con il numero pi\u00f9 elevato di uccisioni di capi indigeni nel paese e, nonostante le sollecitazioni e le raccomandazioni della Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per i diritti delle popolazioni indigene, Victoria Tauli-Corpuz, lo Stato brasiliano non sta adottando gli urgenti rimedi necessari a prevenire e sanzionare la violenza contro le comunit\u00e0 indigene Guarani-Kaiow\u00e1.\u00a0La maggior parte delle foreste originarie del Mato Grosso del Sud sono state rase al suolo per creare latifondi che, come tutti sanno, si sono espansi nell\u2019ultimo ventennio\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 nel 2011, i Guaran\u00ed-Kaoiw\u00e1 inviarono una lettera aperta all\u2019allora presidente Dilma Rousseff:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201c\u00c8 un bene che lei abbia assunto la presidenza del Brasile. \u00c8 la prima madre a prendersi questa responsabilit\u00e0. Vogliamo per\u00f2 ricordarle che per noi la madre primaria \u00e8 la madre terra di cui siamo parte e che ci sostenta da migliaia di anni. Presidente Dilma: ci stanno rubando nostra madre. L\u2019hanno maltrattata, le hanno fatto sanguinare le vene, ferito la pelle e spezzato le ossa. Fiumi, pesci, alberi, animali e uccelli\u2026 tutto \u00e8 stato sacrificato in nome di quello che viene chiamato progresso. Per noi invece \u00e8 distruzione, \u00e8 assassinio, \u00e8 crudelt\u00e0. Senza la nostra sacra madre terra, anche noi stiamo morendo poco a poco. Perci\u00f2 facciamo quest\u2019appello all\u2019inizio del suo governo: che ci vengano restituiti i presupposti per la nostra vita, che sono i nostri \u2018Tekoha\u2019, le nostre terre tradizionali. Non chiediamo altro, solo i nostri diritti, sanciti dalle leggi del Brasile e a livello internazionale\u2026\u201d.<\/em><i><\/i><\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Non hanno mai avuto una risposta<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi con Temer alla Presidenza, la violenza torna a dilagare. Il Consejo Indigenista Misionario (CIMI, Consiglio Indigeno Missionario), ha recentemente avvertito che \u201c<em>senza il loro territorio ancestrale, le comunit\u00e0 Guaran\u00ed Kaiow\u00e1 soffrono la fame. In accampamenti improvvisati, ai lati delle strade, nelle piantagioni di canna da zucchero e di soia, \u00e8 da novembre che i nativi non ricevono derrate alimentari da parte del governo\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cOggi i bambini hanno fame, piangono, quasi ridotti a mangiare terra. Dobbiamo metterci a lottare, a protestare, e abbiamo bisogno di un supporto\u201d<\/em> ha spiegato Gilmar, abitante di Fazenda Madama.<\/p>\n<p>Fino al dicembre del 2014, alle comunit\u00e0 del Mato Grosso del Sud venivano portate circa 14 mila porzioni di derrate alimentari, grazie a un accordo stabilito con il governo federale. Nel 2015 la quantit\u00e0 di derrate \u00e8 scesaa duemila. <em>\u201cCon il mancato rinnovamento dell\u2019accordo, non ci arrivano pi\u00f9 derrate alimentari. Oggi le famiglie vengono trascurate e si trovano messe alle strette a causa degli interessi agrari\u201d<\/em> denuncia Silvio Raimundo da Silva, rappresentante indigeno di Funai, nella regione di Dourados.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-421138\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/kaiowas2-720x509.jpeg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"509\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/kaiowas2-720x509.jpeg 720w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/kaiowas2-300x212.jpeg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/kaiowas2-768x542.jpeg 768w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/kaiowas2.jpeg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/p>\n<p>Brasile. Campagna contro la PEC215,\u00a0Proposta di Emendamento Costituzionale che affiderebbe ai ruralisti la demarcazione dei confini delle terre indigene.<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><em>Traduzione dallo spagnolo di Lis<\/em><em>a Raspanti via piattaforma <\/em><em><a href=\"http:\/\/www.trommons.org\">Trommons<\/a><\/em><strong><em><br \/>\n<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Circa tremila chilometri separano la provincia argentina di Chubut dallo stato brasiliano del Mato Grosso del Sud, ma entrambi i territori stanno vivendo processi di persecuzione e annientamento dei Popoli Originari, rappresaglie contro le azioni di recupero territoriale che 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