{"id":421397,"date":"2017-01-20T15:43:09","date_gmt":"2017-01-20T15:43:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=421397\/"},"modified":"2017-08-01T13:27:14","modified_gmt":"2017-08-01T12:27:14","slug":"le-10-vittorie-del-presidente-maduro-nel-2016","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/01\/le-10-vittorie-del-presidente-maduro-nel-2016\/","title":{"rendered":"Le 10 vittorie del presidente Maduro nel 2016"},"content":{"rendered":"<p>Agli inizi del 2016 tutto si prospettava molto complicato per le autorit\u00e0 di Caracas, principalmente per tre motivi: l&#8217;opposizione neoliberale aveva vinto le elezioni legislative nel dicembre del e controllava l&#8217;assemblea nazionale; i prezzi del petrolio, risorsa principale del Venezuela, erano crollati ai livelli pi\u00f9 bassi degli ultimi decenni; il presidente degli Stati Uniti Barack Obama aveva firmato un ordine esecutivo nel quale dichiarava che il Venezuela rappresentava una\u201cuna minaccia inusuale e straordinaria per la sicurezza degli Stati uniti e della sua politica estera\u201d. [I]<\/p>\n<p>Insomma, in tre ambiti decisivi &#8211; politico, economico e geopolitico &#8211; la rivoluzione boliviana sembrava stare sulle difensive mentre la controrivoluzione, quella che veniva tanto dall&#8217;interno del paese quanto quella spinta dall&#8217;estero, pensava di avere il potere a portata di mano in Venezuela.<\/p>\n<p>E tutto questo mentre era in atto una guerra mediatica contro Caracas di lunga durata, iniziata nel 1999 con l&#8217;ascesa al potere di Hugo Ch\u00e1vez, intensificatasi poi nell&#8217;aprile del 2013 fino a raggiungere livelli di violenza inauditi con l&#8217;elezione del presidente Nicol\u00e1s Maduro.<\/p>\n<p>Questa atmosfera di aggressiva e duratura guerra mediatica genera un&#8217;insidiosa disinformazione riguardo al Venezuela che confonde perfino molti sostenitori della rivoluzione boliviana. Soprattutto perch\u00e9, in quest&#8217;epoca di \u201cpost-verit\u00e0\u201d, della pratica delle menzogna, della frode intellettuale e dell&#8217;inganno sfrontato non hanno nessuna conseguenza negativa, n\u00e9 in termine di credibilit\u00e0 n\u00e9 di immagine. Tutto fa brodo in quest&#8217;\u201cepoca del relativismo post-verit\u00e0\u201d e non vengono presi in considerazione nemmeno i fatti o i dati pi\u00f9 oggettivi. Non si accetta nemmeno di parlare di complotto, congiura o cospirazione, tanto evidenti in Venezuela. Il nuovo discorso mediatico dominante denuncia e ridicolizza il \u00abfinto complottismo\u00bb per essere \u201cstoria vecchia\u201d che non pu\u00f2 essere accettata&#8230;<\/p>\n<p>Agli inizi del 2016 sembrava essere tutto in salita per il presidente del Venezuela. Al punto che il malconcio oppositore neoliberale Henry Ramos Allup, spinto dal fatto che possedeva la maggioranza parlamentare, durante il suo primo discorso da presidente dell&#8217;Assemblea nazionale nel gennaio 2016 si era permesso di assicurare che \u201centro al massimo sei mesi\u201d avrebbe spodestato Nicol\u00e1s Maduro. Si era ispirato sicuramente al golpe istituzionale contro la presidente Dilma Rousseff, e scommetteva su una sua vittoria in caso di referendum revocatorio.<\/p>\n<p>Cos\u00ec stavano le cose quando il presidente Maduro ha sorpreso tutto il mondo con una serie di mosse vincenti, perfettamente legali secondo la Costituzione del Venezuela, che nessuno aveva visto arrivare. Ha rinnovato, com&#8217;era suo diritto, i membri della Tribunale supremo di giustizia (Tsj), organo superiore del potere giuridico, la cui Camera costituzionale ha l&#8217;ultima parola in materia di interpretazione della Costituzione.<\/p>\n<p>A quel punto l&#8217;opposizione, gonfia di presunzione, ha commesso due grossi errori.<\/p>\n<p>Inanzitutto, ha deciso di ignorare gli avvertimenti del Tsj e di avviare i lavori parlamentari con tre deputati dello Stato di Amazonas la cui elezione, nel dicembre 2015, si trovava sotto sospensione cautelare per irregolarit\u00e0. Davanti a un simile affronto, il Tsj ha ovviamente dichiarato che l&#8217;introduzione di tre deputati \u201cnon eletti regolarmente\u201d annullava la validit\u00e0 delle decisioni dell&#8217;Assemblea nazionale. Di fatto, il Tsj ha dichiarato lo stato di disubbedienza del Assemblea nazionale stabilendo che \u201cfossero considerate nulle tutte le sue decisioni\u201d. In questo modo, a causa dei suoi propri errori, l&#8217;Assemblea non solo non poteva pi\u00f9 legiferare e controllare il governo ma addirittura, come riconoscono grandi specialisti del diritto consituzionale, si \u00e8 autodistrutta, ha dilapidato il suo potere e si \u00e8 auto-dissolta [II]. Questa \u00e8 stata la prima grande vittoria di Nicol\u00e1s Maduro nel 2016. Ed ecco la seconda vittoria: nel suo ossessivo intento di far cadere il presidente, l&#8217;opposizione antichavista ha inoltre deciso di ignorare i requisiti legali (art. 72 della Costituzione) in terminde di tappe imprescindibili e passi necessari per i regolamenti giuridici a cui rifarsi per lanciare un referendum revocatorio [III]. Ed anche qui gli oppositori hanno fallito in maniera strepitosa.<\/p>\n<p>E questa era un&#8217;altra grande vittoria per Nicol\u00e1s Maduro.<\/p>\n<p>Comunque, arriva un momento, intorno a marzo-aprile del 2016, in cui la situazione si complica enormemente. Infatti, alle sferzate da parte delle forze ostili alla rivoluzione bolivariana, all&#8217;ordine del giorno, si aggiunge una siccit\u00e0 impressionante, la seconda pi\u00f9 grave dal 1950, ed un caldo estremo causato dall&#8217;arrivo de El Ni\u00f1o. In Venezuela, il 70% dell&#8217;energia proviene da fonte idroelettrica e la principale centrale idroelettrica dipende dalla diga Guri. Con la diminuzione delle pioggie, i livelli della diga sono diminuiti fino quasi fino al livello minimo.<\/p>\n<p>La controrivoluzione ha cercato di approfittare di questa situazione per moltiplicare i sabotaggi elettrici cercando di creare caos energetico, scontento sociale e proteste. Il pericolo era reale perch\u00e9 oltre al problema elettrico c&#8217;era anche quello della mancanza di acqua potabile, causata dal persitente stato di siccit\u00e0&#8230;<\/p>\n<p>Ma il presidente Maduro agisce ancora una volta rapidamente e adotta misure drastiche: decide infatti di sostituire milioni di lampadine a incandescenza con quelle a basso consumo; ordina la sostituzione dei vecchi condizionatori con quelli di nuova tecnologia; dimezza le ore di lavoro nella pubblica amministrazione e decreta un piano speciale di risparmio di consumo elettrico e di acqua a livello nazionale.<\/p>\n<p>Grazie a queste audaci misure, il presidente \u00e8 riuscito a evitare il collasso energetico [IV]. Ed ha uttenuto cos\u00ec una delle sue vittorie pi\u00f9 popolari del 2016.<\/p>\n<p>Uno dei problemi pi\u00f9 importanti (forse il pi\u00f9 grave) che il governo ha dovuto affrontare \u2013 in parte come conseguenza della guerra economica contro la rivoluzione bolivariana \u2013 \u00e8 l\u2019approvvigionamento alimentare. Occorre ricordare che prima del 1999, il 65% dei venezuelani viveva in una situazione di povert\u00e0 e solo il 35% riusciva ad avere una qualit\u00e0 di vita elevata. Solo tre venezuelani su dieci potevano consumare regolarmente carni rosse e bianche, mais, latte, zucchero\u2026 mentre, negli ultimi 17 anni, grazie ai massicci investimenti sociali della rivoluzione, il consumo alimentare \u00e8 cresciuto dell\u201980%.<\/p>\n<p>In s\u00e9, questo cambiamento strutturale spiega perch\u00e9 d\u2019improvviso la produzione nazionale di alimenti, la quale \u00e8 molto pi\u00f9 significativa di quanto si creda [V], sia alla fine diventata insufficiente.<\/p>\n<p>Il massiccio aumento della domanda ha provocato anche un boom della speculazione. Di fronte a un\u2019offerta strutturalmente limitata, i prezzi sono aumentati in modo vertiginoso. E si \u00e8 diffuso il fenomeno del mercato nero o\u00a0<em>bachaqueo<\/em>. Molte persone compravano i prodotti sovvenzionati dal governo a prezzi inferiori a quelli del mercato per venderli a prezzi pi\u00f9 elevati. O per \u00abesportarli\u00bb in modo massiccio ai paesi vicini (Colombia, Brasile) dove li rivendevano al doppio o al triplo del prezzo sovvenzionato. Cos\u00ec il Venezuela si \u201cdissanguava\u201dquanto ai dollari \u2013 sempre pi\u00f9 scarsi a causa della caduta dei prezzi del petrolio \u2013 per alimentare alcuni \u201cvampiri\u201d i quali sottraevano i prodotti di prima necessit\u00e0 alle persone di ceto modesto e si arricchivano velocemente. Un\u2019immoralit\u00e0; non poteva andare avanti cos\u00ec.<\/p>\n<p>Il presidente Maduro ha deciso, ancora una volta, di agire con determinazione. In primo luogo \u2013 e molto importante \u2013 ha cambiato la filosofia dell\u2019aiuto sociale. Correggendo un grande errore che andava avanti in Venezuela da lustri. Ha deciso che lo Stato, anzich\u00e9 sovvenzionare i prodotti, deve sovvenzionare le persone: cos\u00ec che solo i poveri, quelli che ne hanno davvero bisogno, abbiano accesso ai prodotti sovvenzionati dal governo. Per tutti gli altri, il bene si vende al prezzo giusto stabilito dal mercato. Il che evita la speculazione e il\u00a0<em>bachaqueo<\/em>.<\/p>\n<p>Seconda misura decisiva: il presidente ha annunciato, a partire da subito, l\u2019impegno del governo per cambiare il carattere economico del paese. L\u2019obiettivo: passare da un modello basato sulla rendita a un modello \u00abproduttivo\u00bb. Gli ambiti di riferimento sono i \u201cquindici motori\u201d [VI] per rianimare l\u2019attivit\u00e0 economica, tanto del settore privato quanto del settore pubblico e dell&#8217;economia comune.<\/p>\n<p>Queste due decisioni fondamentali convergono in una creazione originale ideata da Maduro: i Clap (Comitati locali di approvvigionamento e produzione) che sono una nuova forma di organizzazione popolare. Casa per casa, i rappresentanti delle comunit\u00e0 organizzate consegnano, a prezzo calmierato, borse piene di alimenti, molti dei quali sono di recente produzione nazionale. I Clap dovrebbero arrivare ad approvvigionare, nei prossimi mesi del 2017, circa quattro milioni di famiglie a basso reddito. Garantendo l\u2019alimentazione popolare. Questa sar\u00e0 un\u2019altra grande vittoria del presidente Maduro.<\/p>\n<p>Un altro risultato non piccolo, in quest\u2019anno cos\u00ec difficile, \u00e8 il record mondiale ottenuto in materia di investimenti sociali, arrivato al 71% del bilancio del paese. Nessun altro paese al mondo dedica quasi i tre quarti del proprio bilancio agli investimenti sociali.<\/p>\n<p>In materia di salute, per esempio, il numero di ospedali si \u00e8 moltiplicato di 3,5 volte dal 1999. E gli investimenti in un nuovo modello umano di salute pubblica si \u00e8 moltiplicato per dieci.<\/p>\n<p>La\u00a0Misi\u00f3n Barrio Adentro, il cui obiettivo \u00e8 raggiungere i malati nelle aree urbane pi\u00f9 povere del paese, ha totalizzato circa 800 milioni di visite e salvato la vita a 1,4 milioni di persone. Le universit\u00e0 di medicina hanno formato 27.000 nuovi medici; altri 30.000 si laureeranno nel 2017. Otto Stati venezuelani hanno raggiunto un tasso di copertura di Barrio Adentro del 100% nel 2016; la meta prevista si limitava a sei Stati.<\/p>\n<p>Un\u2019altra vittoria sociale fondamentale, mai menzionata dai media dominanti, \u00e8 l\u2019aumento del numero di anziani che ricevono la pensione. Prima della rivoluzione solo il 19% degli anziani ne aveva una, gli altri sopravvivevano miseramente o a carico dei famigliari. Nel 2016, la percentuale di persone non pi\u00f9 al lavoro che riceve una pensione anche se non \u00e8 riuscito a raggiungere una quantit\u00e0 sufficiente di contributi durante la vita lavorativa, \u00e8 del 90%. Un record, in America del Sud.<\/p>\n<p>Un successo ugualmente censurato dai media dominanti \u00e8 la\u00a0Misi\u00f3n Vivienda:\u00a0la costruzione di alloggi popolari, a basso prezzo, per le fasce di popolazione a reddito modesto.<\/p>\n<p>Nel 2016, la\u00a0Misi\u00f3n\u00a0ha consegnato ben 359.999 appartamenti (per fare un confronto: un paese sviluppato come la Francia nel 2015 ha costruito solo 109.000 case popolari).<\/p>\n<p>Dall\u2019inizio del suo mandato, il presidente Maduro ha gi\u00e0 consegnato un milione e mezzo di case a famiglie di reddito basso. Un record mondiale passato sotto silenzio da tutti i media ostili alla rivoluzione bolivariana. Perfino molti amici non ne parlano\u2026<\/p>\n<p>Per finire, ricordiamo alcune delle brillanti vittorie conseguite da Maduro in ambito geopolitico. Per esempio, ha impedito la condanna di Caracas da parte dell\u2019Organizzazione degli Stati americani (Osa), controllata da Washington. Il segretario generale dell\u2019Osa, Louis Almagro, aveva invocato sanzioni contro il Venezuela mediante l\u2019applicazione della Carta democratica dell\u2019Organizzazione.<\/p>\n<p>Oppure ricordiamo il successo del VII vertice del Movimento dei paesi non allineati (Mnoal), tenutosi nel settembre 2016 presso il Centro congressi\u00a0Hugo Ch\u00e1vez\u00a0sull\u2019isola Margarita, nel quale erano presenti numerosi capi di Stato e di governo e rappresentanti di 120 paesi che hanno portato la loro solidariet\u00e0 al Venezuela.<\/p>\n<p>E infine, ecco la vittoria geopolitica pi\u00f9 importante: con una serie di visite in diverse capitali estere, Maduro \u00e8 riuscito a far concludere uno storico accordo fra i paesi Opec e non Opec per la riduzione concertata delle esportazioni di petrolio.<\/p>\n<p>Questo accordo storico, firmato nel novembre 2016, ha subito frenato la discesa dei prezzi degli idrocarburi i quali, dai 100 dollari al barile raggiunti nel 2014, erano sprofondati ai 24 dollari registrati nel gennaio 2016.<\/p>\n<p>Grazie alla vittoria capitale del presidente venezuelano, gi\u00e0 alla fine di dicembre i prezzi erano risaliti a 45 dollari.<\/p>\n<p>In questo anno che \u00e8 stato il pi\u00f9 duro e il pi\u00f9 lungo, e che secondo tanti avrebbe sancito la sconfitta del presidente Maduro, quest\u2019ultimo ha superato tutte le trappole e le difficolt\u00e0, dimostrandosi un uomo di Stato eccezionale e il leader indistruttibile della rivoluzione bolivariana.<\/p>\n<p>[I] Vedi Ignacio Ramonet, \u201cVenezuela candente\u201d, \u2018Le Monde diplomatique en espa\u00f1ol\u2019, enero de 2016. <a href=\"http:\/\/www.monde-diplomatique.es\/?url=editorial\/0000856412872168186811102294251000\/editorial\/?articulo=2ebf5b30-e930-4492-971c-2fb37aa6e443\">http:\/\/www.monde-diplomatique.es\/?url=editorial\/0000856412872168186811102294251000\/editorial\/?articulo=2ebf5b30-e930-4492-971c-2fb37aa6e443<\/a><\/p>\n<p>[II] Vedi \u00ab BBC Mundo \u00bb, 24 de octubre de 2016.<a href=\"http:\/\/sumarium.com\/se-ha-vuelto-irrelevante-la-asamblea-nacional-en-venezuela\/\"> http:\/\/sumarium.com\/se-ha-vuelto-irrelevante-la-asamblea-nacional-en-venezuela\/<\/a><\/p>\n<p>[III] \u00ab El art\u00edculo 72 de la Constituci\u00f3n de Venezuela se\u00f1ala que el referendo revocatorio puede realizarse una vez cumplida la mitad del per\u00edodo presidencial. En el caso de Nicol\u00e1s Maduro, \u00e9ste inici\u00f3 el 10 de enero de 2013 y finalizar\u00e1 el 10 de enero de 2019, es decir, que los tres a\u00f1os se cumplieron el 10 de enero de 2016. La confusi\u00f3n con respecto a cu\u00e1ndo arranca el derecho para convocar el referendo podr\u00eda partir de que, en abril de 2013, fue necesaria una nueva elecci\u00f3n para terminar el per\u00edodo a ra\u00edz de la muerte de Hugo Ch\u00e1vez el 5 de marzo de 2013. Pero, de acuerdo al art\u00edculo 231 de la Constituci\u00f3n el actual per\u00edodo inici\u00f3 el 10 de enero de 2013 y no el 19 de abril de ese a\u00f1o. \u00bb Cf. declaraci\u00f3n de Tibisay Lucena, rectora principal del Consejo Nacional Electoral (CNE), 9 de agosto de 2016. <a href=\"http:\/\/albaciudad.org\/2016\/08\/cne-referendo-revocatorio-para-2017\/\">http:\/\/albaciudad.org\/2016\/08\/cne-referendo-revocatorio-para-2017\/<\/a><\/p>\n<p>[IV] Alla fine di maggio, con il progressivo ritorno delle pioggie, il livello della diga ir Guri \u00e8 risalito e Maduro ha potuto dichiarare il termine del periodo di razionamente elettrico a partire del 4 luglio.<\/p>\n<p>[V] Dal 1999, il governo bolivariano ha investito nell&#8217;agricoltura come nessun altro, dando priorit\u00e0 alla crescita della produzione locale. Il Venezuela si sostiene al 100% nella produzione di patate, peperoni, cipolle, pomodori, sedano, ocumo, yuca, auyama, lattuga, cavolo, peperoncino, prezzemolo, limoni, parchita, guayaba, meloni,banane e altri prodotti ortofrutticoli. Il riso \u00e8 all&#8217; 80% raccolto nazionale. Formaggi e insaccati sono all&#8217;85% es de producci\u00f3n local. Le importazioni dinpollo e carni sono solo al 24% mentre la percentuale di importazione\u00a0 per carote, lenticchie e fagioli non raggiunge il 15%.<\/p>\n<p>[VI] I 15 motori sono : 1 Agroalimentare ; 2 Farmaceutico ; 3 Industriale ; 4 Esportazione ; 5 Economia comunale, sociale e socialista ; 6 Idrocarburi ; 7 Petrolchimica ; 8 Miniere ; 9 Turismo nazionale ed internazionale ; 10 Edilizia ; 11 Foreste ; 12 Militar-industriale ; 13 Telecomunicazioni e informatica ; 14 Banca pubblica e privata ; 15 Industria su base.<\/p>\n<p><strong><em>Ignacio Ramonet <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>(giornalista e scrittore spagnolo)<\/strong><\/p>\n<p>tradotto sallo spagnolo da Martina Biondi su piattaforma <a href=\"http:\/\/www.trommons.org\">Trommons<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Agli inizi del 2016 tutto si prospettava molto complicato per le autorit\u00e0 di Caracas, principalmente per tre motivi: l&#8217;opposizione neoliberale aveva vinto le elezioni legislative 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