{"id":40640,"date":"2013-02-28T09:54:54","date_gmt":"2013-02-28T09:54:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=40640"},"modified":"2013-02-28T09:55:13","modified_gmt":"2013-02-28T09:55:13","slug":"le-istituzioni-pubbliche-sono-in-mano-al-sistema-finanziario-herve-kempf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/le-istituzioni-pubbliche-sono-in-mano-al-sistema-finanziario-herve-kempf\/","title":{"rendered":"&#8220;Le istituzioni pubbliche sono in mano al sistema finanziario&#8221;, Herv\u00e9 Kempf"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">E.F : Attraverso numerosi esempi, lei dimostra come il mondo stia scivolando verso una specie di regime autoritario il cui unico intento \u00e8 mantenere i privilegi di una casta, l&#8217;oligarchia. Questa analisi la porta a una conclusione socialmente e politicamente drammatica: la fine della democrazia.<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019oligarchia \u00e8 la definizione di un regime politico, un concetto creato dai greci nel IV e V secolo a.C. I greci definirono i vari sistemi in cui le societ\u00e0 umane potevano essere governate: dittatura, dispotismo, monarchia, tirannia, democrazia, che \u00e8 il potere del popolo esercitato per il popolo e dal popolo, e infine quella forma di governo che \u00e8 appunto l&#8217;oligarchia. L&#8217;oligarchia \u00e8 il potere nelle mani di pochi. Quello che io dico, dunque, \u00e8 che, almeno in Europa, stiamo scivolando verso l&#8217;oligarchia. Il sistema politico attuale permette a un gruppo ristretto di persone di imporre i propri criteri al resto della societ\u00e0.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">E:F: Lei sostiene quindi che ci troviamo in una fase di post-democrazia nella quale, con l&#8217;obiettivo di restare al potere, l&#8217;oligarchia tiene in piedi una commedia, una fiction democratica.<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Certo. L&#8217;oligarchia ripete continuamente che siamo in democrazia e che tutto \u00e8 perfetto. \u00c8 una fiction. Persino gli intellettuali hanno dimenticato il concetto di oligarchia e contribuiscono ad alimentare la finzione. Gli intellettuali in sintonia ideologica con il capitalismo hanno perpetuato l&#8217;idea secondo la quale esistono solo due alternative: o la democrazia, o il totalitarismo. Cosa forse comprensibile all&#8217;inizio, se pensiamo a due esempi: negli anni &#8217;30 con Hitler, o negli anni 50\/60 con l&#8217;Unione Sovietica, si poteva sostenere la necessit\u00e0 di optare tra la democrazia e queste dittature. Tutto questo, per\u00f2, \u00e8 finito: dopo la caduta del muro di Berlino e il crollo dell&#8217;Unione Sovietica, passiamo ad un altro ordine. Ma gli intellettuali al servizio del capitalismo persistono nell&#8217;idea che esistono solo due vie: dittatura o democrazia. Ecco perch\u00e9 \u00e8 importante che l&#8217;idea di oligarchia sia ben presente, per poter comprendere che, progressivamente, la democrazia ci \u00e8 stata sottratta. I paesi europei, e ancor pi\u00f9 gli Stati Uniti, vanno scivolando verso un regime oligarchico nel quale il popolo gi\u00e0 ora non ha pi\u00f9 potere. Se la democrazia europea \u00e8 malata, si \u00e8 andata indebolendo, e si orienta sempre pi\u00f9 verso l&#8217;oligarchia, dall&#8217;altra parte gli Stati Uniti hanno gi\u00e0 smesso di essere una democrazia: \u00e8 un&#8217;oligarchia, visto che \u00e8 il denaro a determinare l&#8217;orientamento delle decisioni politiche. In realt\u00e0, l&#8217;oligarchia \u00e8 una democrazia che funziona solo per gli oligarchi. Una volta che si sono messi d&#8217;accordo tra di loro, impongono le loro decisioni. I nostri sistemi non possono pi\u00f9 essere chiamati democrazie, dato che la potenza finanziaria detiene un potere smisurato. Le istituzioni pubbliche sono nelle mani del sistema finanziario. Non prenderanno mai decisioni che potrebbero nuocere agli interessi economici, agli interessi dell&#8217;oligarchia finanziaria. Dobbiamo accettare che quelli che tengono le redini del potere politico dello Stato non prendono decisioni a beneficio dell&#8217;interesse generale. Le loro decisioni possono essere contro l&#8217;interesse pubblico.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Questo ragionamento implica che la sovranit\u00e0 popolare \u00e8 scomparsa, come idea e nella pratica.<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Effettivamente. Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 sovranit\u00e0 popolare. Quando il popolo riesce a riflettere, a discutere e a deliberare insieme, e prende una decisione, l&#8217;oligarchia contraddice la decisione popolare. Nel 2005, in Europa, c&#8217;\u00e8 stato un ampio dibattito per un referendum che \u00e8 stato infine organizzato in Francia, poi in Irlanda e nei Paesi Bassi su un progetto di trattato sulla Costituzione Europea. Per sei mesi, la societ\u00e0 francese ha discusso su questo argomento come non avveniva da anni. I mezzi di informazione, sposando la filosofia capitalista, dicevano &#8220;bisogna votare s\u00ec, bisogna votare a favore del trattato&#8221;. Ma il popolo francese ha votato &#8220;no&#8221;. E che cosa \u00e8 successo? Quasi due anni dopo, i governi europei hanno imposto questo trattato con qualche piccola modifica sotto il nome di <i>Trattato di Lisbona<\/i>. Si \u00e8 trattato quindi di un clamoroso tradimento della volont\u00e0 popolare. Possiamo trovare esempi simili altrove. Senza andare lontano, nel 1991, in Algeria, gli islamici hanno vinto le elezioni legislative, ma i militari hanno interrotto il processo con un colpo di stato che ha trascinato il paese in una spaventosa guerra civile. Altro esempio: nel 2005, i palestinesi hanno votato per scegliere i loro deputati. Ha vinto Hamas. Tuttavia, tutti gli Stati, dagli USA all&#8217;Europa, passando per Israele, hanno scelto di ignorare Hamas perch\u00e9 lo considerano un&#8217;organizzazione terrorista. Non si \u00e8 rispettato il voto del popolo palestinese. Il popolo in quanto tale \u00e8 il cuore della democrazia, cio\u00e8 il principio in base al quale tutti noi condividiamo qualcosa. Il popolo non \u00e8 lei, Michel o io, ma siamo noi tutti insieme. Condividiamo qualcosa, e dobbiamo prendere una decisione condivisa. Formiamo un solo corpo, ecco perch\u00e9 si parla di &#8220;corpo elettorale&#8221;. Ma quello che \u00e8 successo in Europa nel 2005 segna una frattura profonda con il popolo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Tuttavia, tra il concetto di oligarchia dell&#8217;inizio del XX secolo e oggi, esiste una frattura radicale all&#8217;interno del gruppo.<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">S\u00ec. C&#8217;\u00e8 stata un&#8217;evoluzione dell&#8217;oligarchia. Ora possiamo parlare delle deviazioni dell&#8217;oligarchia spinte dall&#8217;evoluzione stessa del capitalismo. In questi ultimi trent&#8217;anni il capitalismo si \u00e8 trasformato. Tutto comincia nel 1980, quando Ronald Reagan vince le presidenziali negli Stati Uniti e Margaret Thatcher arriva al potere in Gran Bretagna. A partire da allora, non solo si \u00e8 concretizzato un capitalismo orientato alla speculazione finanziaria, ma ha anche avuto luogo una trasformazione culturale, antropologica. La filosofia capitalista si \u00e8 diffusa con questo messaggio: &#8220;<i>La societ\u00e0 umana non esiste<\/i>&#8220;. Per i capitalisti, la societ\u00e0 \u00e8 un insieme di individui rinchiusi in una bolla, e la sua unica missione consiste nel cavarne il massimo dei profitti. Per i capitalisti, ogni individuo \u00e8 separato dagli altri, si trova in concorrenza permanente con loro. In questa visione, ci\u00f2 che \u00e8 comune non \u00e8 pi\u00f9 il popolo ma il mercato. Questo \u00e8 il motivo per cui tra la gente c&#8217;\u00e8 tanta difficolt\u00e0 a sentirsi cittadini partecipanti a un processo comune. Il sistema ha occultato un dato: il fenomeno fondamentale prodottosi in seno al capitalismo in questi ultimi trent&#8217;anni \u00e8 stato l&#8217;aumento dell&#8217;ineguaglianza, in tutti i paesi, compresi quelli emergenti.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ci troviamo in una fase cruciale della crisi. Gi\u00e0 ora, non \u00e8 una sola crisi, ma pi\u00f9 d&#8217;una, tutte concentrate nello stesso tempo. La risposta dell&#8217;oligarchia \u00e8 proporzionale all&#8217;intensit\u00e0 di queste crisi: autoritarismo e repressione come risposta.<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Siamo in un momento delicato per l&#8217;umanit\u00e0. La crisi ecologica peggiora sempre pi\u00f9, mentre le crisi sociali aumentano: Europa, Stati Uniti, i paesi arabi, Cina, India. E di fronte all&#8217;aumentare delle proteste popolari, l&#8217;oligarchia tende a prendere una direzione sempre pi\u00f9 autoritaria, repressiva, militare. Succede in Francia, in Italia, in Inghilterra, negli Stati Uniti, in Canada. In ognuno di questi paesi abbiamo assistito allo sviluppo impressionante di tecnologie di stampo poliziesco (telecamere di sorveglianza, schedari informatici, e cos\u00ec via). Ci troviamo di fronte ad un duplice pericolo: non solo che la democrazia vada verso l&#8217;oligarchia ma anche che l&#8217;oligarchia, il capitalismo in generale, entrino in una fase autoritaria, insistendo su temi come la xenofobia, l&#8217;insicurezza o la rivalit\u00e0 tra le nazioni. L&#8217;oligarchia non vuole adottare misure in grado di affrontare la crisi ecologica o per diminuire le ineguaglianze. No. Quello che l&#8217;oligarchia vuole, \u00e8 mantenere i propri privilegi fondamentali. \u00c8 un&#8217;oligarchia distruttrice. Credo che non si renda conto della gravit\u00e0 della situazione. Anzich\u00e9 evolversi, l&#8217;oligarchia diventa di volta in volta pi\u00f9 reazionaria.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Oggi si presenta un nuovo elemento, senza dubbio determinante: la crisi ecologica, la crisi climatica. Tuttavia, pochi sono disposti ad accettare la sfida.<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Siamo in un momento essenziale nella storia dell&#8217;umanit\u00e0, per due motivi. Prima di tutto, attraversiamo un momento della nostra storia nel quale l&#8217;umanit\u00e0 ha raggiunto i limiti della biosfera. La specie umana si \u00e8 sviluppata e distribuita attraverso il pianeta sfruttando una natura che ci sembrava immensa e inesauribile. Ma ora l&#8217;insieme della specie umana scopre che il pianeta ha dei limiti e che \u00e8 necessario trovare un nuovo equilibrio tra attivit\u00e0 e creativit\u00e0 umane e le risorse disponibili. Dobbiamo cambiare la nostra cultura e passare dall&#8217;idea secondo la quale la natura \u00e8 inesauribile alla realt\u00e0 del fatto che stiamo mettendo in pericolo le sue risorse. Non ci resta che imparare a economizzarle e utilizzarle con saggezza e prudenza. Qui entra in gioca il cambiamento culturale. Il secondo motivo \u00e8 che ci troviamo in un momento nel quale formiamo una societ\u00e0 umana. Finora siamo stati come stranieri l&#8217;uno con l&#8217;altro. Adesso non pi\u00f9. Anche se a Rio de Janeiro si vive in modo diverso da Parigi, Londra o Shanghai, esistono molti elementi comuni che ci portano a prendere coscienza del fatto che apparteniamo allo stesso mondo. La globalizzazione non riguarda solo la globalizzazione della cultura o dell&#8217;economia, no, ma tocca anche la popolazione umana. Scopriamo di avere interesso comuni. Le problematiche dell&#8217;oligarchia o della democrazia sono in gioco tanto in &#8220;America Latina [<\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">El Correo <\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">propone &#8220;<\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Latinoriginario <\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">&#8220;, perch\u00e9 bisogna integrare e non dividere, come fa invece quel concetto razzista e segregazionista]&#8221;, in Asia e in Europa. Siamo un&#8217;unica societ\u00e0. Questo \u00e8 un elemento nuovo nella storia dell&#8217;umanit\u00e0. Ma questa nuova societ\u00e0 deve riscrivere, reinventare un nuovo modo di vivere con la biosfera e con le risorse naturali. Se non riusciamo a farlo, questa societ\u00e0 andr\u00e0 verso il caos, verso la competizione esasperata e la violenza [come gi\u00e0 sta succedendo in Medio Oriente e in Africa, N.d.T. spagnola]. Non ci saranno solo disordini, l&#8217;avventura umana essa stessa si fermer\u00e0.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Per lei, non ci potr\u00e0 essere una ripresa della democrazia se la questione ecologica non viene presa in considerazione.<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ecologia e democrazia sono inseparabili. Se guardiamo agli anni 70, quando \u00e8 nato il movimento ecologico, lo ha fatto con una critica alla democrazia. La democrazia \u00e8 sempre stata nel cuore dell&#8217;ecologia. Ma poi il capitalismo ha sterzato verso l&#8217;oligarchia, e gi\u00e0 non siamo pi\u00f9 in una situazione democratica. Capitalismo e oligarchia spingono sempre verso la crescita economica. Ma oggi sappiamo che la crescita economica provoca dei danni importanti all&#8217;ambiente. Non siamo capaci di produrre crescita economica senza distruggere l&#8217;ambiente, senza emettere gas serra, senza distruggere le foreste come in Amazzonia, o senza produrre enormi quantit\u00e0 di soia come in Argentina, dove vengono impiegate tonnellate di pesticidi. La crescita permette di dimenticare l&#8217;esistenza di una enorme diseguaglianza. La crescita permette di calmare le tensioni sociali. Lo sviluppo dell&#8217;oligarchia, e cio\u00e8 il delirio di un ristretto gruppo di persone per l&#8217;arricchimento spropositato, spinge alla crescita e, allo stesso tempo, alla distruzione della natura. Ecco perch\u00e9 la questione democratica \u00e8 cruciale. Dobbiamo giungere a una situazione nella quale possiamo discutere e riuscire a diminuire le diseguaglianze e cos\u00ec ridefinire insieme un&#8217;economia giusta che non distrugga l&#8217;ambiente.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">In definitiva, qualsiasi riformulazione del concetto e del principio di democrazia passa per l&#8217;ecologia.<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Esatto: \u00e8 impossibile pensare il mondo se ci dimentichiamo della questione ecologica. Non \u00e8 un tema esclusivo dell&#8217;Europa o del mondo occidentale, no, \u00e8 una questione mondiale. La questione del cambiamento climatico, quello dell&#8217;esaurimento delle risorse o dell&#8217;inquinamento, sono tutte problematiche mondiali. L&#8217;emancipazione umana, la dignit\u00e0 umana, la giustizia sociale, l&#8217;evoluzione verso una societ\u00e0 realizzata nella quale ognuno potr\u00e0 esprimere le proprie potenzialit\u00e0 in relazione con gli altri, nel concreto: tutto questo non pu\u00f2 essere pensato se sono lasciati da parte i temi della natura e della relazione con la biosfera. La situazione attuale \u00e8 grave a causa della crisi ecologica ma \u00e8 anche piena di speranza. Abbiamo davanti dieci o vent&#8217;anni per organizzare la transizione e permettere ai giovani di domani di immaginare una societ\u00e0 armoniosa. Se in dieci anni non arriviamo a controllare l&#8217;inquinamento, se in dieci anni non riusciamo a impedire l&#8217;evoluzione dittatoriale del capitalismo, andiamo dritti verso situazioni davvero molto difficili.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Eduardo Febbro <\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">per Pagina 12<br \/>\n<\/span><\/span><\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.pagina12.com.ar\/diario\/dialogos\/21-214082-2013-02-18.html\"><span style=\"color: #75aadb;\"><span style=\"font-family: arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Pagina 12 <\/span><\/span><\/span><\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Parigi, 18 febbraio 2013<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">***<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<table width=\"643\" border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"2\">\n<colgroup>\n<col width=\"639\" \/> <\/colgroup>\n<tbody>\n<tr bgcolor=\"#dddddd\">\n<td width=\"639\">\n<p align=\"LEFT\"><strong>PERCH\u00c9 HERVE KEMPF\u00a0?<\/strong><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><strong><a href=\"http:\/\/www.pagina12.com.ar\/diario\/dialogos\/subnotas\/214082-62500-2013-02-18.html\"><span style=\"color: #75aadb;\">Oligarchia, un vecchio concetto.<\/span><\/a><\/strong><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><strong>Di Eduardo Febbro<\/strong><\/p>\n<p align=\"LEFT\">Viviamo in una dittatura o in una democrazia? Per il saggista Herv\u00e9 Kempf, questa domanda ha una risposta senza appello: le societ\u00e0 occidentali marciano verso la dittatura, i modelli che reggono oggi le societ\u00e0 democratiche occidentali sono una rappresentazione di una democrazia di cartapesta che obbedisce a un padrone: il sistema finanziario [internazionale, N.d.T. spagnola]. Il suo potere assoluto su ogni cosa non solo crea abissali diseguaglianze tra gli individui ma ha portato, anche e soprattutto, il pianeta alla crisi ecologica che oggi mette in pericolo la stessa sopravvivenza della specie umana. Questa \u00e8 la tesi centrale dell&#8217;ultimo libro con il quale Herv\u00e9 Kempf conclude la sua trilogia iniziata con gli altri due famosi libri: \u00ab\u00a0Perch\u00e9 i mega-ricchi stanno distruggendo il pianeta\u00a0\u00bb e \u00abPer salvare il pianeta dobbiamo farla finita con il capitalismo\u00bb. Il libro che conclude la trilogia \u00e8, gi\u00e0 dal titolo, una dichiarazione di guerra contro quanti utilizzano la democrazia per arricchirsi: &#8220;Basta con l&#8217;oligarchia, viva la democrazia&#8221;.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Il panorama descritto da Herv\u00e9 Kempf \u00e8 una radiografia precisa del mondo contemporaneo: i grandi mezzi d&#8217;informazione sono controllati dal capitale, le <i>lobby<\/i> secrete decidono del destino di milioni di persone indipendentemente dalla volont\u00e0 popolare espressa nelle urne, la cultura delle finanze e la loro radicale impunit\u00e0 detta le politiche contro il bene comune. In breve, una casta di potenti decompone la democrazia e nello stesso tempo distrugge il pianeta. Kempf sostiene che, per vivere in pace e per affrontare le sfide del XXI secolo, \u00e8 indispensabile restaurare la democrazia.<\/p>\n<p align=\"LEFT\"><strong>Questo impone una necessit\u00e0 assoluta<\/strong>: smascherare l&#8217;oligarchia per mostrarla com&#8217;\u00e8 realmente, un regime teso a mantenere i propri privilegi di casta a scapito delle urgenze sociali ed ecologiche.<\/p>\n<p align=\"LEFT\"><strong>Il libro di Herv\u00e9 Kempf riporta d&#8217;attualit\u00e0 un concetto potente e innovativo<\/strong>, la cui prima formulazione risale agli anni 70: \u00e8 impossibile pensare alla democrazia e all&#8217;avvenire dell&#8217;umanit\u00e0 senza includere l&#8217;ecologia come fattore di regolazione della democrazia stessa.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Fonte:<a href=\" http:\/\/www.elcorreo.eu.org\/L-autorite-publique-est-aux-mains-du-systeme-financier-Herve-Kempf\">\u00a0http:\/\/www.elcorreo.eu.org\/L-autorite-publique-est-aux-mains-du-systeme-financier-Herve-Kempf<\/a><\/p>\n<p>Traduzione dal francese di <a href=\"http:\/\/it.linkedin.com\/pub\/giuseppina-vecchia\/2b\/942\/802\/en\">Giuseppina Vecchia<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; E.F : Attraverso numerosi esempi, lei dimostra come il mondo stia scivolando verso una specie di regime autoritario il cui unico intento \u00e8 mantenere i privilegi di una casta, l&#8217;oligarchia. 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