{"id":40501,"date":"2013-02-27T09:15:57","date_gmt":"2013-02-27T09:15:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=40501"},"modified":"2013-02-27T09:16:26","modified_gmt":"2013-02-27T09:16:26","slug":"in-mali-non-ce-un-problema-di-discriminazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/in-mali-non-ce-un-problema-di-discriminazione\/","title":{"rendered":"In Mali non c\u2019\u00e8 un problema di discriminazione"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\"><i>Assarid Ag Imbarcawane, deputato all&#8217;Assemblea Nazionale del Mali di origine Tuareg, \u00e8 da sempre impegnato a difendere i diritti del suo\u00a0 popolo e a prendere posizione contro le attivit\u00e0 dell&#8217;MNLA\u00a0 (Movimento per la liberazione dell&#8217;Azauad). In pi\u00f9 di un&#8217;occasione ha denunciato sui giornali maliani i legami dell&#8217;MNLA con i gruppi terroristici e il fatto che i militanti di questo movimento siano finanziati dall&#8217;esterno, in particolare dalle potenze europee (in primis la Svizzera).<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><i>Pubblichiamo l\u2019intervista da lui concessa a due giornalisti del quotidiano maliano \u201c22 settembre\u201d,\u00a0 al fine di fornire un diverso punto di vista sulla situazione dei Tuareg, che dall&#8217;esterno vengono descritti come un popolo discriminato ed oppresso. Sicuramente l&#8217;intervista non \u00e8 del tutto obiettiva, ma pu\u00f2 fornire interessanti spunti di riflessione.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><i>Al di l\u00e0 delle questioni etniche resta un profondo interrogativo sulle sorti del popolo del Mali e sulla\u00a0 reale percezione dei veri responsabili di questa guerra. Ci sembra che si\u00a0continui ad osannare la Francia e a non rendersi conto di cosa verr\u00e0 chiesto al paese in cambio di quest&#8217;aiuto certo non disinteressato.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Esiste in Mali ci\u00f2 che i media stranieri chiamano il problema Tuareg?<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\">Il mio punto di vista \u00e8 sempre stato lo stesso dal 1990 fino ad oggi: a mio parere, non c&#8217;\u00e8 un problema Tuareg in Mali. Sono le posizioni prese dalla comunit\u00e0 internazionale che portano a pensarlo. Si parla di ribellione Tuareg, di problemi tra le popolazioni Tuareg e quelle del sud, o tra le popolazioni del nord e del sud del paese. Tutto\u00a0 ci\u00f2 porta a fraintendere\u00a0 ci\u00f2 che sta accadendo nel nord.<\/p>\n<p align=\"left\">Qui i problemi non sono cominciati oggi, ma prima dell&#8217;indipendenza. Successivamente, nel 1962 vi\u00a0 fu una prima\u00a0 agitazione, (non si pu\u00f2 nemmeno chiamare ribellione) nella regione di Kidal. Nel 1990 scoppi\u00f2 una vera ribellione, a cui hanno partecipato molti giovani provenienti da tutte le parti del nord del Mali e ora quest\u2019ultima ribellione, che \u00e8 un\u2019&#8217;invasione islamica. Per tornare alla questione Tuareg, mi limiter\u00f2 a dire che i Tuareg non sono ribelli. E che non ci sono problemi di fondo tra i Tuareg e la Repubblica del Mali, tra i Tuareg e tra le popolazioni del Nord e del Sud del\u00a0 paese. Deve essere chiaro a tutti. Penso che abbiamo bisogno di mettere le cose nel loro contesto. Vi \u00e8 un piccolo gruppo, che ogni volta si ribella, prende le armi e sostiene di parlare a nome di tutti i Tuareg. E lo fa attraverso la comunit\u00e0 internazionale, perch\u00e9 ha lobby molto forti. Questa minoranza diffonde il proprio messaggio a nome di tutti i\u00a0 Tuareg,\u00a0 sostenendo che sono in rivolta. Questo non \u00e8 vero, noi Tuareg non siamo in rivolta. Potete constatarlo direttamente.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Tuttavia per\u00a0 la comunit\u00e0 internazionale, i Tuareg sono discriminati. Pu\u00f2 raccontarci\u00a0 ci\u00f2 che lo stato ha fatto per voi\u00a0 nelle regioni del nord?<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\">Credo che il fenomeno della discriminazione, della pressione o del sentirsi oppressi dalla gente del sud sia ormai obsoleto. Era una questione sollevata dai Tuareg durante la ribellione del 1990. Hanno detto che le popolazioni\u00a0 del nord erano sotto-sviluppate e che non avevano gli stessi benefici di quelle del sud del Mali. \u00c8 per questo che l\u201911 aprile 1992 abbiamo firmato un patto nazionale che d\u00e0 la possibilit\u00e0 di attuare una <i>discriminazione positiva <\/i>verso le popolazioni del nord. Questo \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Che cos\u2019\u00e8 questa discriminazione positiva?<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\">La discriminazione positiva o azione positiva\u00a0 \u00e8 stata l\u2019integrazione di 3.500\u00a0 giovani del nord nell\u2019esercito, nei servizi di sicurezza, nelle funzioni pubbliche senza indire dei concorsi. Tutto ci\u00f2 non \u00e8 mai stato fatto in nessun luogo del mondo. Abbiamo integrato i giovani nei gradi di comandante, di capitano, di tenente, di funzionario e di dirigenti pubblici\u00a0 con posizioni di responsabilit\u00e0. Questa \u00e8 la discriminazione positiva a favore dei tuareg e per tutti gli abitanti del nord. Molte persone\u00a0 (non solo Tuareg) ne\u00a0 hanno beneficiato. L\u2019integrazione \u00e8 questo, tutti ne beneficiano. E per quanto concerne lo sviluppo, vi assicuro che dal 1992 ad oggi, i governi che\u00a0 si sono succeduti hanno cercato di correggere lo squilibrio tra il nord e il sud. Soprattutto nella regione di Timbuktu, Gao, Kidal, si \u00e8\u00a0 cercato di correggere lo squilibrio nello sviluppo; secondo la stampa\u00a0 nel nord sono stati investiti1.400 miliardi. Quindi non si tratta di un problema di sviluppo.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Tuttavia \u00a0i segni di questo sviluppo non sono visibili a Timbuktu, che personalmente conosco bene.<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\">La regione di Timbuktu \u00e8 stata la\u00a0 prima a beneficiare di un autentico sviluppo attraverso i tedeschi a partire dal\u00a0 1993-1994. E\u2019 a\u00a0 Timbuktu\u00a0 che i tedeschi hanno cominciato a costruire\u00a0 scuole, centri sanitari, pozzi\u00a0 d&#8217;acqua e molte altre cose, compresi canali d\u2019irrigazione per la popolazione. E\u2019 stata la prima regione a ricevere una sovvenzione dalla KFW (Cooperazione tedesca). La ribellione attuale ha arrestato un grande progetto nella regione di Timbuktu: la costruzione della strada Gomacoura Timbuktu, 500 km di strada asfaltata per migliorare lo sviluppo della regione. Oggi la\u00a0 regione di Timbuktu \u00e8 chiusa: non si pu\u00f2 andare direttamente a Timbuktu senza passare per Douentza e si \u00e8 costretti a percorrere una strada sterrata. I ribelli hanno distrutto tutto il lavoro di costruzione della strada. Le persone che pensano di non avere ricevuto sufficienti aiuti allo sviluppo non distruggono gli strumenti di sviluppo che trovano sul territorio. Le persone che sono venute a Timbuktu hanno distrutto tutto. I ribelli sono arrivati a\u00a0 Niafunk\u00e9, dove si trova la direzione del cantiere che sta costruendo la\u00a0 strada e hanno distrutto tutto. E hanno fatto la\u00a0 stessa cosa a Gao, la capitale dell&#8217;Impero Songhay, che ha sempre riservato una calorosa accoglienza agli stranieri. Non possono entrare nella capitale dell&#8217;Impero Songhay e distruggere tutto: edifici pubblici, scuole, banche, ospedali, cliniche. Questo \u00e8 inaccettabile, \u00e8 drammatico. Ci\u00f2 non dovrebbe accadere tra di noi.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Com\u2019\u00e8 possibile che Timbuktu e Gao siano state saccheggiate e Kidal sia stata risparmiata?<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\">Il giorno che avremo l\u2019opportunit\u00e0 di chiederlo ai ribelli lo faremo, ma penso che sia avvenuto semplicemente perch\u00e9 i leader di questo movimento sono di Kidal. E\u2019 per questo che la proteggono, a differenze di altre citt\u00e0. Penso che sia molto facile da capire. Considerando che\u00a0 si tratta di persone con un forte ideologia, dovrebbero proteggere le regioni in cui questa ideologia \u00e8 diffusa, ma ci\u00f2 non \u00e8 avvenuto. Nessuna citt\u00e0 al di fuori di Kidal \u00e8 stata protetta, n\u00e9 Ansongo, n\u00e9 Bourem e neanche Dire, Menaka, Goundam e Niafunk\u00e9.\u00a0 In queste citt\u00e0 ci\u00f2 che portava sviluppo \u00e8 stato distrutto e io lo ritengo molto grave.<\/p>\n<p><strong>La Francia ha salvato il Mali dall&#8217;invasione islamica\u00a0 con l\u2019operazione Serval. Oggi l&#8217;operazione non \u00e8 finita, ma la Francia\u00a0 vuole ritirarsi. Qual \u00e8 la sua analisi della situazione?<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\">Non capisco niente di ci\u00f2 che dice la Francia. Come possono parlare di ritiro quando l\u2019operazione \u00e8 appena iniziata? Io non riesco a capire. Il nord non \u00e8 ancora stato recuperato, non \u00e8 sicuro.\u00a0 L&#8217;esercito del Mali e quello francese sono entrati a\u00a0 Timbuktu e a Gao e l&#8217;esercito francese \u00e8 entrato da solo a Kidal, niente di pi\u00f9. I dintorni di\u00a0 Gao e di\u00a0 Timbuktu\u00a0 non sono sicuri. Questo \u00e8 il motivo per cui il MUJAO (Movimento per l&#8217;unicit\u00e0 e la jihad in Africa occidentale, N.d.T.) \u00e8 ancora presente nella zona. Abbiamo dato loro tutto il tempo di spostarsi, disseminare il terreno di mine, fare degli attentati e \u00a0attaccare\u00a0 le persone. Quindi penso che ci sia un profondo lavoro da fare per la sicurezza di queste regioni, prima di parlare di ritiro, prima di parlare di forze di pace. Credo che il lavoro della Francia e\u00a0 del Misma (Missione internazionale di sostegno al Mali, N.d.T.) vada innanzitutto svolto sul campo. Abbiamo bisogno di proteggere queste aree prima di parlare di qualsiasi altra cosa.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Sarebbe a dire che vi opponete alla partenza della Francia?<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\">Io sono contrario alla partenza di\u00a0 qualsiasi forza che ci sta aiutando a\u00a0 garantire la pace e la sicurezza in queste regioni. I francesi sono quelli che ci hanno\u00a0 salvato dal disastro, quindi non dovrebbero lasciare il paese. Penso che non sia ancora il momento per una partenza cos\u00ec rapida. Io mi fido del Misma.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Si parla anche di un dialogo politico con l\u2019MNLA. Condivide questa opinione?<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\">Il Presidente del Mali non ha parlato di un dialogo sistematico. Le cose vanno viste nel loro contesto. Ha chiarito che probabilmente si pu\u00f2 dialogare con l\u2019MNLA se depone le armi,\u00a0 afferma che\u00a0 il Mali \u00e8 una Repubblica una e indivisibile ed accetta la laicit\u00e0 del nostro paese. A questo punto, possiamo cominciare a dialogare. Questo \u00e8 ci\u00f2 che ha detto il Presidente. Non ha detto di pi\u00f9. Non vuole parlare con un MNLA armato che sta coabitando con i francesi a\u00a0 Kidal e che occupa\u00a0 Menaka.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Come si pu\u00f2 comprendere la\u00a0 coesistenza dei francesi, nostri liberatori, con i nostri aggressori dell\u2019MNLA?<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\">Questa convivenza \u00e8 puramente politica.\u00a0 Condividiamo con la Francia un grave problema, quello degli ostaggi. I francesi hanno i loro ostaggio in questa zona. Speriamo che siano tutti rilasciati sani e salvi. Ci\u00f2 che sta accadendo a\u00a0 Kidal \u00e8 un fatto\u00a0 puramente politico. Non credo che la posizione della Francia sia di permettere all\u2019MNLA di gravitare intorno allo stato del Mali. La posizione della Francia \u00e8 molto chiara: \u00e8 necessario ottenere il totale ripristino dell\u2019integrit\u00e0 territoriale della Repubblica del Mali, la laicit\u00e0 del paese e l&#8217;organizzazione di elezioni libere, trasparenti e credibili. Questa \u00e8 la posizione della Francia e non \u00e8 cambiata.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Per tornare ai negoziati, se l\u2019MNLA accetta le condizioni di cui parlava,\u00a0 si pu\u00f2 avviare una trattativa? E\u2019 necessario integrare i suoi membri nell\u2019esercito e nel servizio civile?<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\">Devo ammettere che non ci ho ancora pensato. Tutto ci\u00f2 che voi suggerite \u00e8 gi\u00e0 stato fatto. E\u2019 necessario ripetere le stesse cose? Non\u00a0 penso. Abbiamo avuto il tempo di conoscerci, di sapere chi \u00e8 chi e di osservare il comportamento dei nostri compagni del nord nei confronti dello Stato del Mali. La Repubblica e il popolo del Mali si sono impegnati; abbiamo cercato di creare un clima di fiducia tra tutti gli abitanti del Mali e ogni volta, siamo stati traditi da queste persone, in tutti i settori. Sapete, ho letto un&#8217;intervista con un funzionario dell\u2019MNLA, un certo Moussa Ag Acharatmoun, un giovane. Egli ha detto molto chiaramente:&#8221; Il gruppo che \u00e8 venuto\u00a0 dalla Libia per attaccare il Mali \u00e8 costituito da\u00a0 700 giovani e da veterani che sono stati integrati nell&#8217;esercito del Mali e hanno disertato per unirsi all\u2019MNLA. &#8221; Vale a dire che ci sono molte cose da fare prima ancora di sapere quale sar\u00e0 la forma della trattativa. Sar\u00e0 estremamente complicato. E non \u00e8 questo che mi preoccupa personalmente. E&#8217; piuttosto\u00a0 la riconciliazione tra i giovani e l\u2019MNLA ( non tra i popoli del nord. Io vengo dal\u00a0 Nord, non ci sono problemi tra di noi), tra queste\u00a0 popolazioni, Ansar Eddine e il MUJAO. Sar\u00e0 difficile. Questo \u00e8 ci\u00f2 che volevo dire.<\/p>\n<p align=\"left\">Chahana Takiou et Youssouf Diallo<\/p>\n<p align=\"left\">Traduzione dal francese di Antonella Freggiaro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Assarid Ag Imbarcawane, deputato all&#8217;Assemblea Nazionale del Mali di origine Tuareg, \u00e8 da sempre impegnato a difendere i diritti del suo\u00a0 popolo e a prendere posizione contro le attivit\u00e0 dell&#8217;MNLA\u00a0 (Movimento per la liberazione dell&#8217;Azauad). 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