{"id":402778,"date":"2016-11-28T18:02:31","date_gmt":"2016-11-28T18:02:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/?p=402778"},"modified":"2016-11-28T18:02:31","modified_gmt":"2016-11-28T18:02:31","slug":"la-contromanovra-di-sbilanciamoci-408-miliardi-per-diritti-pace-e-ambiente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2016\/11\/la-contromanovra-di-sbilanciamoci-408-miliardi-per-diritti-pace-e-ambiente\/","title":{"rendered":"La contromanovra di &#8220;Sbilanciamoci!&#8221;: 40,8 miliardi per diritti, pace e ambiente"},"content":{"rendered":"<div class=\"subTitle\" style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><em>La campagna &#8220;Sbilanciamoci!&#8221; boccia la manovra finanziaria del governo Renzi e ne presenta una sua: a saldo 0, da 40,8 miliardi di euro, 7 aree di analisi e intervento, dal fisco al lavoro, dall\u2019istruzione all\u2019ambiente, dal welfare all\u2019altraeconomia, passando per la pace e la cooperazione internazionale. 115 proposte praticabili da subito per garantire giustizia e sostenibilit\u00e0 al nostro paese.<\/em><\/span><\/p>\n<p>La contromanovra finanziaria per l&#8217;Italia \u00e8 elaborata dalle <a href=\"http:\/\/www.sbilanciamoci.org\/chi-siamo\/gli-aderenti\/\" target=\"_blank\">47 organizzazioni aderenti<\/a> alla Campagna Sbilanciamoci! e rappresenta una proposta radicalmente opposta a quella del governo Renzi.<\/p>\n<p>\u00abLe coperture previste nel Disegno di Legge di Bilancio e nel Decreto Fiscale sono incerte e ancora una volta affidate al miglioramento della lotta all\u2019evasione fiscale, all\u2019estensione della voluntary disclosure, alle politiche di spending review e al programma di privatizzazioni e di alienazione di beni immobiliari pubblici &#8211; spiegano dalla campagna &#8211; Misure gi\u00e0 previste negli anni passati che non hanno portato i risultati attesi\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLa sudditanza al modello neoliberista che ispira le politiche di austerit\u00e0 imposte dall\u2019Europa \u00e8 l\u2019unica opzione possibile? Sbilanciamoci! pensa di no e presenta una contromanovra in pareggio e di maggiori dimensioni di quella del Governo per evidenziare che, nonostante la cappa delle politiche di austerit\u00e0 e la limitatezza delle risorse disponibili nei periodi di crisi, l\u2019indirizzo della Legge di Bilancio \u00e8 sempre discrezionale ed \u00e8 una scelta squisitamente politica\u00bb.<br \/>\n\u00abLe direttrici della Contromanovra sono definite &#8211; proseguono i vertici di Sbilanciamoci! &#8211; Sul versante delle entrate: l\u2019opzione per una riforma fiscale improntata all\u2019equit\u00e0 e alla progressivit\u00e0 e una spending review selettiva, finalizzata a ridurre o eliminare la spesa pubblica inutile e nociva, come quella militare. Sul versante delle uscite: un intervento pubblico significativo in campo economico a sostegno del rilancio della domanda, della buona occupazione nei settori pi\u00f9 dinamici e innovativi, della riduzione delle diseguaglianze di reddito, economiche e sociali; un riorientamento profondo della spesa pubblica a beneficio dei servizi pubblici di assistenza sociale, delle pari opportunit\u00e0, dell\u2019istruzione, della ricerca, della cultura, della tutela dell\u2019ambiente e delle pratiche di altraeconomia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Le proposte in sintesi<\/strong><\/p>\n<p><strong>1. Fisco e finanza: equita\u0300 e un contrasto vero dell\u2019elusione e dell\u2019evasione fiscale<\/strong><br \/>\nIl fisco e\u0300 essenziale per finanziare i servizi pubblici, il problema e\u0300 garantire equita\u0300 e progressivita\u0300. In un contesto in cui la politica fiscale si e\u0300 mossa in direzioni molto lontane dal dettato costituzionale, Sbilanciamoci! prevede con la sua manovra fiscale di redistribuire il reddito e la ricchezza al fine di diminuire le diseguaglianze sociali.<br \/>\nIl complesso delle proposte alimenta le casse dello Stato con circa 21,5 miliardi, di cui 15,1 miliardi destinati a impedire lo scatto dell\u2019Iva da gennaio 2017, 1,4 miliardi a ripartire il carico fiscale chiedendo di piu\u0300 a chi ha di piu\u0300 e prelevando di meno da chi ha di meno, e 5 miliardi a finanziare l\u2019introduzione di una forma strutturale di sostegno al reddito. Tra le proposte piu\u0300 significative vi e\u0300 la previsione di una \u201cvera\u201d Tassa sulle Transazioni Finanziarie, applicabile a tutte le azioni e a tutti i derivati e, nel caso azionario, a tutte le singole operazioni. Si propone invece di abbassare il limite dell\u2019usura per i prestiti con cessione del quinto dello stipendio\/pensione. Una manovra sulla tassazione Irpef riduce di 1 punto le aliquote sul I e II scaglione di reddito e aumenta l\u2019aliquota dal 41 al 44% sul IV scaglione (da 50.001 a 75.000 euro), dal 43% al 47,5% sul V scaglione (tra i 75.000 e i 100.000 euro) e la porta al 51,5% per i redditi superiori ai 100.000 euro, con corrispondente creazione di un VI scaglione. Si prevede poi l\u2019assoggettamento all\u2019Irpef delle rendite finanziarie e un\u2019imposta complessiva sul patrimonio finanziario di famiglie e imprese con una struttura ad aliquote progressive, che esoneri di fatto dal pagamento i ceti medio-bassi e incida sui grandi patrimoni. Si propone di rinunciare alla riduzione delle aliquote Ires per le imprese e all\u2019abolizione delle addizionali Ires per le societa\u0300 di fondi di investimento comuni e di abolire il super e l\u2019iper-ammortamento per i beni strumentali di impresa: l\u2019adozione di queste 3 proposte potrebbe generare un risparmio per lo Stato di 3,7 miliardi di euro. Ulteriori 2,3 miliardi potrebbero essere recuperati grazie alla maggiore tassazione di beni di lusso o dannosi (voli e auto aziendali di lusso, produzione di beni di lusso e rilascio del porto d\u2019armi). Infine, in tema di contrasto all\u2019evasione e l\u2019elusione fiscale Sbilanciamoci! propone di introdurre una Digital Tax per contrastare l\u2019elusione fiscale delle grandi imprese multinazionali prevedendo l\u2019obbligo di redigere un bilancio per Paese; la moneta elettronica per i pagamenti superiori ai 500 euro e registratori di cassa online, nonche\u0301 l\u2019esclusione dall\u2019accesso ai servizi pubblici degli evasori per somme oltre i 50.000 euro. Cio\u0300 potrebbe generare un maggiore gettito per le casse dello Stato di 4,1 miliardi di euro.<\/p>\n<p><strong>2. Nuove politiche industriali, una buona occupazione, un reddito a chi non ce l\u2019ha<\/strong><\/p>\n<p>La crisi del 2008 e la stagnazione che ne e\u0300 seguita hanno prodotto una grave caduta della produzione industriale; l\u2019indice della produzione manifatturiera e\u0300 oggi di 20 punti percentuali al di sotto del livello di otto anni fa. Una diminuzione analoga e\u0300 avvenuta per gli investimenti. E ne e\u0300 seguita, come e\u0300 noto, una grave perdita di lavoro. Il nostro Paese ha perso in questo modo una parte significativa della propria capacita\u0300 produttiva, cedendo molte posizioni nella gerarchia dei sistemi produttivi a livello europeo e internazionale. Alla radice di tale indebolimento ci sono tre fattori: la caduta di domanda per le imprese, provocata dalla lunga stagnazione dell\u2019economia; la fragilita\u0300 strutturale del sistema produttivo italiano, caratterizzato dalle piccole dimensioni d\u2019impresa e da produzioni di modesto livello tecnologico; l\u2019assenza di una vera politica industriale che definisca una nuova traiettoria di sviluppo. Una nuova politica industriale selettiva potrebbe privilegiare tre aree prioritarie e concentrare qui le risorse per programmi di ricerca, investimenti pubblici, uso della domanda pubblica di beni e servizi, incentivi alle imprese. Sbilanciamoci! propone un nuovo programma di ricerca pubblica (250 milioni) focalizzato sullo sviluppo di tecnologie e produzioni di beni e servizi verdi, la diffusione e applicazione delle tecnologie dell\u2019informazione e della comunicazione, la produzione di beni e servizi legati alla salute e al welfare pubblico. Un nuovo programma di investimenti pubblici dovrebbe favorire lo sviluppo di questi settori (500 milioni). Un rilancio dell\u2019occupazione di qualita\u0300 potrebbe derivare dall\u2019assunzione di 25.000 occupati pubblici nel settore hi tech e della conoscenza (500 milioni); dalla stabilizzazione dei lavoratori precari nella pubblica amministrazione (5 milioni) e dalla riduzione dell\u2019orario di lavoro (10 milioni). La maggiore tassazione dei voucher (321,6 milioni), strumento di precarizzazione selvaggia del mercato del lavoro, e la previsione di contributi aggiuntivi per i pensionati che lavorano (50 milioni) potrebbero assicurare una parte delle risorse necessarie. La sperimentazione di una misura strutturale di sostegno al reddito del costo di 11 miliardi di euro l\u2019anno potrebbe invece consentire di vivere in modo dignitoso a chi non e\u0300 entrato nel mercato del lavoro, a chi ne e\u0300 uscito prematuramente o a chi ne fa parte ma non gode di un reddito sufficiente. La misura e\u0300 rivolta a disoccupati senza altri ammortizzatori sociali, inoccupati, lavoratori precariamente occupati, sottoccupati, soggetti riconosciuti inabili al lavoro, Neet, working poor, il cui reddito lordo non sia superiore a 8.000 euro annui (e con un reddito familiare non superiore a 15.000 euro). L\u2019ammontare individuale del beneficio del reddito minimo garantito e\u0300 di 7.200 euro annui, circa 600 euro mensili. La platea dei beneficiari riguarda circa un milione e mezzo di persone.<br \/>\n<strong>3. Saperi, cultura e istruzione pubblica: il nostro futuro<\/strong><\/p>\n<p>Servono 4,8 miliardi di euro per rimettere al centro i saperi e rilanciare la cultura e l\u2019istruzione pubblica.<br \/>\nTra le principali misure previste: un consistente investimento sull\u2019edilizia scolastica (1 miliardo) e universitaria (50 milioni) per garantire maggiore e migliore disponibilita\u0300, sicurezza e agibilita\u0300 di spazi e strutture per l\u2019insegnamento, l\u2019apprendimento e l\u2019alloggio degli studenti; il significativo aumento delle risorse destinate al Fondo per il miglioramento dell\u2019offerta formativa, al Fondo di finanziamento ordinario e al Fondo integrativo statale, al fine di arricchire e potenziare la didattica e assicurare le condizioni minime di esigibilita\u0300 del diritto allo studio (1,7 miliardi per i tre fondi); l\u2019adozione di un piano straordinario per l\u2019assunzione di 20.000 ricercatori universitari a tempo determinato in 6 anni (3.300 nel 2017, con un impegno di 445,8 milioni). L\u2019abolizione delle detrazioni Irpef previste per le famiglie che iscrivono i figli alle scuole private secondarie produrrebbe nuovi introiti per 337 milioni di euro. La riforma della tassazione universitaria centrata sull\u2019istituzione di una no tax area per chi dichiara meno di 23.000 euro di Isee avrebbe un costo di 600 milioni, mentre lo stanziamento di risorse integrative per il Fondo unico per lo spettacolo (138 milioni) e per la promozione dell\u2019arte e dell\u2019architettura contemporanee (19 milioni) potrebbe incentivare la produzione, la diffusione e l\u2019accesso alle varie forme di espressione artistica e culturale, soprattutto da parte dei giovani. L\u2019abolizione del \u201cbonus cultura\u201d per i neo-diciottenni (290 milioni) consentirebbe inoltre di finanziare l\u2019accesso gratuito a musei, monumenti e aree archeologiche. Infine, Sbilanciamoci! chiede la definizione e l\u2019implementazione dei Livelli essenziali delle prestazioni culturali affinche\u0301 tutti possano realmente accedere ai beni e alle attivita\u0300 culturali, l\u2019offerta culturale sia potenziata in particolare la\u0300 dove e\u0300 piu\u0300 carente e gli operatori culturali siano messi in grado di svolgere al meglio il loro lavoro.<\/p>\n<p><strong>4. Lo sviluppo intelligente e\u0300 ecosostenibile<\/strong><\/p>\n<p>Sono 5 gli assi in cui si articolano le proposte di Sbilanciamoci! sull\u2019ambiente e la sostenibilita\u0300 dello sviluppo, con un totale di entrate statali pari a 5,8 miliardi di euro e uscite per 3,9 miliardi. In campo energetico, nell\u2019ottica di sostenere l\u2019avvio di una Strategia Nazionale di Decarbonizzazione, l\u2019introduzione del Carbon Floor Price consentirebbe di valutare correttamente il costo di emissioni di CO2 prodotte dagli operatori elettrici, generando un introito di 1 miliardo. Si propone inoltre di aggiornare i canoni per la concessione per le estrazioni di gas e petrolio, di eliminare tutte le esenzioni dalle royalties, di abolirne la deducibilita\u0300 e di incentivare l\u2019installazione di impianti fotovoltaici con accumulo. Piu\u0300 che in nuove grandi opere come la Tav e il Mose, occorre investire in piccoli e medi interventi di manutenzione e potenziamento delle infrastrutture esistenti, privilegiando le reti ferroviarie regionali, le tramvie e le metropolitane nelle grandi citta\u0300 e dirottando qui i 1.300 milioni di euro che la Legge di Bilancio 2017 destina alle grandi opere. Per far fronte davvero all\u2019emergenza sismica e al rischio idrogeologico, Sbilanciamoci! propone di destinare a questi obiettivi l\u2019intero ammontare (1,9 miliardi) del nuovo Fondo istituito dal Disegno di Legge di Bilancio 2017 per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, evitando di disperderlo in progetti frammentati e di scarso impatto. Per contenere il consumo del suolo si propone di destinare i proventi dei titoli abitativi edilizi e delle sanzioni previste dalla normativa alla tutela del verde, del paesaggio e alla rigenerazione urbana e di istituire un Fondo di rotazione per le demolizioni delle opere abusive (150 milioni). Inoltre, Sbilanciamoci! propone di destinare adeguate risorse economiche per l\u2019attuazione della Strategia nazionale della biodiversita\u0300 e uno stanziamento integrativo per gli interventi nelle aree protette (30 milioni). E per frenare la devastazione del territorio con le cave, si chiede un adeguamento dei canoni di concessione per le attivita\u0300 estrattive. L\u2019articolo 77 del Disegno di Legge di Bilancio 2017 istituisce un Piano Strategico Nazionale per la Mobilita\u0300 Sostenibile, che pero\u0300 non riceve nuovi stanziamenti sino al 2019. Sbilanciamoci! propone di destinarvi 400 milioni di euro definanziando le attivita\u0300 di autotrasporto, nocive per l\u2019ambiente. Per limitare la produzione dei rifiuti urbani, ridurne il conferimento in discarica e aumentare il tasso di raccolta differenziata si propone infine una rimodulazione dell\u2019ecotassa sui rifiuti che porterebbe maggiori entrate per oltre 425 milioni di euro.<\/p>\n<p><strong>5. Welfare: meno erogazioni monetarie, piu\u0300 servizi pubblici<\/strong><\/p>\n<p>Le politiche per i servizi sociali e per la sanita\u0300 sono state le piu\u0300 colpite dalle politiche di austerita\u0300. I Fondi Sociali Nazionali hanno conosciuto un rilevante ridimensionamento negli anni della crisi e la spesa sociale dei Comuni, segnata 3<br \/>\ndai tagli dei trasferimenti locali, non e\u0300 andata meglio. Ci hanno rimesso la sanita\u0300 pubblica, i servizi per l\u2019infanzia, l\u2019assistenza alle persone anziane, con disabilita\u0300 e non autosufficienti, le azioni positive contro le discriminazioni e le pari opportunita\u0300, le politiche di edilizia residenziale pubblica. Per non parlare degli interventi di inclusione sociale rivolti ai migranti e ai detenuti. Il Disegno di Legge di Bilancio 2017 continua purtroppo a optare per un welfare selettivo e per l\u2019elargizione di erogazioni monetarie invece di prevedere una riorganizzazione complessiva del sistema di welfare, rafforzando il sistema dei servizi pubblici. Sbilanciamoci! sceglie invece di riorientare le risorse disperse in mille rivoli (bonus bebe\u0300, fondo di sostegno alla natalita\u0300, \u201cpremio alla nascita\u201c, voucher per servizi di baby sitting e \u201cbonus asilo nido su richiesta\u201d) in direzione del rafforzamento e dell\u2019ampliamento dei servizi territoriali pubblici per l\u2019infanzia, della riduzione delle rette degli asili nido, dell\u2019integrazione del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, dell\u2019innalzamento a 15 giorni del congedo di paternita\u0300 obbligatorio, della creazione di nuovi centri antiviolenza e del finanziamento di misure alternative alla detenzione. Si tratta nel complesso di 1,6 miliardi di euro che non comportano costi aggiuntivi per lo Stato, ma riallocano gli stanziamenti esistenti. Si propone inoltre l\u2019inserimento immediato nella Legge di Bilancio di un intervento rivolto ad assicurare una pensione di garanzia per i giovani. I costi di tale misura resterebbero marginali sino al 2030 e sarebbero comunque sostenibili se restasse invariato l\u2019attuale rapporto tra spesa pensionistica e Pil (15,5%). La razionalizzazione dei metodi di valutazione delle condizioni di disabilita\u0300 consentirebbe poi di integrare il Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza (150 milioni), mentre uno stanziamento aggiuntivo di 420 milioni potrebbe finanziare interventi strutturali per l\u2019inclusione, il diritto al lavoro, all\u2019alloggio e allo studio delle persone con disabilita\u0300 e l\u2019accessibilita\u0300 degli edifici. In campo sanitario si propone di destinare un miliardo in piu\u0300 al Fondo Sanitario Nazionale nel 2018, di ridurre il peso dei super ticket, di aggiornare i Livelli Essenziali di Assistenza e di riorganizzare l\u2019assistenza sanitaria territoriale. Per prevenire, curare e contrastare il gioco di azzardo patologico Sbilanciamoci! propone di aumentare la tassazione del gioco di azzardo e di diminuire il payout dei giocatori dell\u20191%, destinando parte degli introiti (801 milioni di euro) ai servizi pubblici per le dipendenze patologiche (200 milioni). La destinazione del 5% dei diritti televisivi sulle partite di calcio di serie A e B (60 milioni) potrebbe invece sostenere lo sport sociale per tutti e lo sport paraolimpico. 1,4 miliardi di euro potrebbero finanziare un piano pluriennale per abitazioni sociali senza consumo di suolo e l\u2019aumento del Fondo per la morosita\u0300 incolpevole e del Fondo sociale per gli affitti: risorse che potrebbero essere recuperate con l\u2019eliminazione della cedolare secca sugli affitti a canone libero (1,2 miliardi), l\u2019adozione di misure di contrasto al canone d\u2019affitto in nero (300 milioni) e la tassazione degli immobili vuoti (400 milioni). Per uscire da un approccio emergenziale delle politiche su immigrazione e asilo, Sbilanciamoci! chiede la chiusura dei Centri di identificazione ed espulsione (Cie), degli hot-spot e la riduzione di 600 milioni degli stanziamenti destinati ai Centri di Accoglienza Straordinaria gestiti dalle Prefetture (in totale 1,3 miliardi). Risorse che potrebbero finanziare l\u2019ampliamento del sistema di accoglienza ordinario gestito dai Comuni Sprar (200 milioni), gli interventi di inclusione sociale e lavorativa dei cittadini stranieri (200 milioni), il sistema nazionale di protezione contro le discriminazioni e il razzismo (50 milioni) e l\u2019avvio di un piano di smantellamento dei \u201ccampi nomadi\u201d (75 milioni). Si chiede inoltre al Governo di rinunciare all\u2019istituzione di visti di ingresso privilegiati per cittadini stranieri ricchi che investano in societa\u0300 italiane o comprino titoli di Stato.<\/p>\n<p><strong>6. La democrazia non si esporta con le armi<\/strong><\/p>\n<p>La politica estera, di difesa, agli affari interni e le politiche economiche e sociali sono strettamente interrelate e parti di un modello geopolitico, economico e sociale che va cambiato. Le armi non ci mettono al sicuro, ne\u0301 possono tutelare le popolazioni che si trovano coinvolte direttamente in guerre e conflitti nei loro Paesi. E\u0300 invece indispensabile immaginare e costruire insieme l\u2019altra difesa possibile: quella pacifica, nonviolenta, di impegno, di partecipazione, di dialogo civile, di cooperazione dal basso. Sbilanciamoci! propone a tal fine una riduzione delle spese militari, con un risparmio per la finanza pubblica di piu\u0300 di 5,5 miliardi di euro, sulla base di cinque misure: la riduzione immediata del livello degli effettivi delle nostre Forze Armate a 150.000 unita\u0300 e il riequilibrio interno tra truppe e ufficiali e sottoufficiali (1,4 miliardi); il dimezzamento degli investimenti in nuovi Programmi d\u2019armamento iscritti al Ministero per lo Sviluppo Economico (2,1 miliardi); il congelamento dei nuovi contratti di acquisizione dei cacciabombardieri F-35 previsti per il 2017 (634 milioni), in attesa che il Governo attui l\u2019indicazione del Parlamento che ne ha deciso il dimezzamento; il ritiro dalle missioni militari all\u2019estero di chiara valenza aggressiva e l\u2019unificazione delle Forze dell\u2019Ordine (500 milioni). Una parte delle risorse risparmiate attraverso la riduzione delle spese militari, pari a 488,9 milioni di euro, potrebbe\u00a0 essere utilizzata per finanziare politiche di pace e di cooperazione internazionale, con il potenziamento dell\u2019Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (65 milioni); l\u2019adeguamento delle risorse per il Servizio Civile Universale che consenta un ampliamento e un\u2019ulteriore qualificazione degli avvii di volontari (148,9 milioni); l\u2019implementazione dei Corpi Civili di Pace (20 milioni); la creazione di un Istituto per la Pace e il Disarmo (5 milioni); la riconversione a fini civili dell\u2019industria a produzione militare (200 milioni) e di 10 servitu\u0300 militari (50 milioni). Ben 5 miliardi resterebbero disponibili per finanziare una forma strutturale di sostegno al reddito, l\u2019assunzione di dipendenti pubblici nel settore hi tech e della conoscenza, fondi per l\u2019economia solidale e per la riconversione ecologica delle imprese.<\/p>\n<p><strong>7. Sostenere e valorizzare l\u2019economia sociale e solidale<\/strong><\/p>\n<p>Anche quest\u2019anno il Governo non presta la necessaria attenzione all\u2019economia sociale e solidale, che rimette in discussione l\u2019attuale modello di sviluppo adottando un approccio che pone al centro la conversione ecologica e sociale dei territori. Si tratta di esperienze ormai storiche come l\u2019agricoltura biologica, i gruppi di acquisto solidale, le botteghe del commercio equo e solidale, gli orti urbani, le tante realta\u0300 della finanza etica, della promozione culturale, del riciclo e del riuso, del turismo responsabile, del recupero e risparmio energetico, della mobilita\u0300 sostenibile. Ma vi rientrano anche esperienze piu\u0300 recenti, come le imprese recuperate e gli spazi sociali e culturali che animano nuovi modelli aperti di altraeconomia, formazione, ricerca, informazione. L\u2019economia sociale e solidale assicurano ormai reddito e occupazione a migliaia di persone in tutta Italia e sono importanti per almeno tre ragioni. Sono caratterizzati dall\u2019autorganizzazione e quindi dall\u2019autonomia; avvicinano migliaia di persone comuni, differenti per eta\u0300, estrazione sociale, sensibilita\u0300 culturale e politica; ricercano e favoriscono la ricomposizione delle relazioni sociali e il legame tra le persone e l\u2019ambiente naturale. Sbilanciamoci! propone di investire quasi 200 milioni di euro per queste forme di altraeconomia. Si propone di istituire tre Fondi specifici per il commercio equo e solidale (1 milione), per l\u2019economia solidale (1 milione), per la riconversione ecologica delle imprese (10 milioni); di implementare due Piani strategici nazionali per la Piccola distribuzione organizzata (10 milioni) e per la certificazione partecipata della qualita\u0300 dei prodotti biologici (10 milioni); di sostenere una rete nazionale di mercati e fiere eco&amp;eque (10 milioni) e di avviare un Piano per lo sviluppo degli Open Data per l\u2019economia solidale (1 milione). Inoltre, un investimento pubblico (150 milioni) in un piano nazionale sugli Open Data e in piani di azione locali pilota potrebbe accrescere la trasparenza istituzionale, la promozione dell\u2019innovazione sociale e la partecipazione civica.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/controfinanziaria.sbilanciamoci.org\/rapporto2017\/proposte_RapportoSbilanciamoci2017.pdf\" target=\"_blank\">QUI il documento integrale con le proposte<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La campagna &#8220;Sbilanciamoci!&#8221; boccia la manovra finanziaria del governo Renzi e ne presenta una sua: a saldo 0, da 40,8 miliardi di euro, 7 aree di analisi e intervento, dal fisco al lavoro, dall\u2019istruzione all\u2019ambiente, dal welfare all\u2019altraeconomia, passando 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